Zibaldone

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Le canzoni di Natale Vol. VII (20 dicembre 2024)

Le canzoni di Natale Vol. VII (20 dicembre 2024)

Si avvicina un altro Natale e quindi ecco arrivare, ormai per la settima volta,  lo speciale di Zibaldone dedicato alle canzoni natalizie: una serie indubbiamente longeva, ma che potrebbe potenzialmente durare per decenni, considerata la mole spaventosa di musica che questa festività ha generato. Fate di questo speciale ciò che volete: usatelo per insinuarvi meglio nel clima delle feste, o per fuggire dalla retorica melensa alla quale i mezzi di comunicazione difficilmente rinunciano. Noi, da parte nostra, faremo del nostro meglio per portarvi in giro per il mondo con artisti provenienti da Stati Uniti, Cuba, Francia, Kenya, Brasile, Catalogna, Italia, Giappone e Gran Bretagna e tutto questo in appena un’ora, perché non temiamo confronti con Giulio Verne. E no, non temete, quella canzone natalizia almeno noi non ve la faremo sentire mai. Con questa puntata, Zibaldone si prende una meritata pausetta. Ma torneremo, carichi come non mai, il prossimo 10 gennaio 2025! Buone feste! Questa la scaletta della puntata: Gayla Peevey, I want a hippopotamus for Christmas (1953); Álvarez Guedes, Cada vez que pienso en ti (1977); Edna Gallix, Petit Papa Noël (1977); Orchestre Baba National, Kakolele Viva Christmas (pt. 2)  (1976); João Gilberto, Presente de Natal (1961); Marvin Gaye, I want to come home for Christmas (1972); El Petit de Cal Eril + Anímic, Caga tió (2009); Renzo Zenobi, Corriera di Natale (1981); Inokashira Rangers, Merry Christmas, Mr. Lawrence (Ryuichi Sakamoto cover, 2020); The Futureheads, Christmas was better in the 80s (2010); The Sonics, Don’t believe in Christmas (1965).

Le canzoni di Natale Vol. VII (20 dicembre 2024)

Le canzoni di Natale Vol. VII (20 dicembre 2024)

Si avvicina un altro Natale e quindi ecco arrivare, ormai per la settima volta,  lo speciale di Zibaldone dedicato alle canzoni natalizie: una serie indubbiamente longeva, ma che potrebbe potenzialmente durare per decenni, considerata la mole spaventosa di musica che questa festività ha generato. Fate di questo speciale ciò che volete: usatelo per insinuarvi meglio nel clima delle feste, o per fuggire dalla retorica melensa alla quale i mezzi di comunicazione difficilmente rinunciano. Noi, da parte nostra, faremo del nostro meglio per portarvi in giro per il mondo con artisti provenienti da Stati Uniti, Cuba, Francia, Kenya, Brasile, Catalogna, Italia, Giappone e Gran Bretagna e tutto questo in appena un’ora, perché non temiamo confronti con Giulio Verne. E no, non temete, quella canzone natalizia almeno noi non ve la faremo sentire mai. Con questa puntata, Zibaldone si prende una meritata pausetta. Ma torneremo, carichi come non mai, il prossimo 10 gennaio 2025! Buone feste! Questa la scaletta della puntata: Gayla Peevey, I want a hippopotamus for Christmas (1953); Álvarez Guedes, Cada vez que pienso en ti (1977); Edna Gallix, Petit Papa Noël (1977); Orchestre Baba National, Kakolele Viva Christmas (pt. 2)  (1976); João Gilberto, Presente de Natal (1961); Marvin Gaye, I want to come home for Christmas (1972); El Petit de Cal Eril + Anímic, Caga tió (2009); Renzo Zenobi, Corriera di Natale (1981); Inokashira Rangers, Merry Christmas, Mr. Lawrence (Ryuichi Sakamoto cover, 2020); The Futureheads, Christmas was better in the 80s (2010); The Sonics, Don’t believe in Christmas (1965).

Il Rapporto Italia – dicembre 2024 (13 dicembre 2024)

Il Rapporto Italia – dicembre 2024 (13 dicembre 2024)

Il 2024 sta per concludersi, e visto che l’ultimo Rapporto Italia risaliva ormai allo scorso marzo (e alla scorsa stagione del programma), eccoci tornare alla carica con la quarta edizione di questo format: una panoramica sulle uscite italiane degli ultimi mesi, partendo proprio da marzo per arrivare fino alla fine di novembre, con la volontà di spaziare fra generi diversi e coordinate artistiche anche lontane: post-punk, pop alternativo, indie folk, lo-fi, psichedelia, alt-folk, math rock, emo, kraut, ambient, e altre sfumature che le benedette e maledette etichette fanno fatica a veicolare. Vi convocheremo fra qualche mese per il prossimo Rapporto: intanto godetevi questo e aiutateci a esplorare il nostro amatissimo sottobosco italiano. Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2024): Porta d’Oro, Là; Lepre, Acufene;  Gaia Morelli, Geografia; Sleap-e, Poetry; Francesca Bono, The trick; Nic T., Morpheus; Guinevere, I need a glass of water; Stato Brado, Asini!; Milo, Snacky; Volkwerk Folletto, Rokko-Kokko; Michael It’z, Coccinella.

Il Rapporto Italia – dicembre 2024 (13 dicembre 2024)

Il Rapporto Italia – dicembre 2024 (13 dicembre 2024)

Il 2024 sta per concludersi, e visto che l’ultimo Rapporto Italia risaliva ormai allo scorso marzo (e alla scorsa stagione del programma), eccoci tornare alla carica con la quarta edizione di questo format: una panoramica sulle uscite italiane degli ultimi mesi, partendo proprio da marzo per arrivare fino alla fine di novembre, con la volontà di spaziare fra generi diversi e coordinate artistiche anche lontane: post-punk, pop alternativo, indie folk, lo-fi, psichedelia, alt-folk, math rock, emo, kraut, ambient, e altre sfumature che le benedette e maledette etichette fanno fatica a veicolare. Vi convocheremo fra qualche mese per il prossimo Rapporto: intanto godetevi questo e aiutateci a esplorare il nostro amatissimo sottobosco italiano. Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono del 2024): Porta d’Oro, Là; Lepre, Acufene;  Gaia Morelli, Geografia; Sleap-e, Poetry; Francesca Bono, The trick; Nic T., Morpheus; Guinevere, I need a glass of water; Stato Brado, Asini!; Milo, Snacky; Volkwerk Folletto, Rokko-Kokko; Michael It’z, Coccinella.

L’anarchico che tentò di uccidere Mussolini (6 dicembre 2024)

L’anarchico che tentò di uccidere Mussolini (6 dicembre 2024)

Il Novecento è ricco di vite incredibili. Una di queste, quasi sconosciuta, è quella dell’anarchico Bruno Castaldi. Nel 1921, reduce dalla Grande Guerra, tentò due volte, da solo, di uccidere Mussolini. Non perdonava al fondatore del fascismo di avere tradito la causa socialista. Ricercato dal regime, è poi stato per oltre un quarto di secolo esule in mezza Europa e Nord Africa, finendo a combattere con i repubblicani nella Guerra Civile spagnola e con gli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ne parliamo con il giornalista Onide Donati, autore insieme a Aurora Castaldi, figlia di Bruno, di Io contro il Duce. Una storia di amore e d’anarchia (Strisciarossa/AIEP, 2023). Ci ha accompagnato anche la musica di Calibro 35 feat. Marco Castello (Lunedì cinema), Dio Valzer (Stornelli d’esilio), Les Anarchistes (A las barricadas), Nino Rota (Twist delle scarpe) e Bruno Schiavo (Amores incríveis). – Le Ultimissime – Basilio Santini – Último trago: Piero (De Benedictis) – La caza al Bisonte (La caccia al bisonte, Ivano Fossati e Gianni Morandi, 1976)

L’anarchico che tentò di uccidere Mussolini (6 dicembre 2024)

L’anarchico che tentò di uccidere Mussolini (6 dicembre 2024)

Il Novecento è ricco di vite incredibili. Una di queste, quasi sconosciuta, è quella dell’anarchico Bruno Castaldi. Nel 1921, reduce dalla Grande Guerra, tentò due volte, da solo, di uccidere Mussolini. Non perdonava al fondatore del fascismo di avere tradito la causa socialista. Ricercato dal regime, è poi stato per oltre un quarto di secolo esule in mezza Europa e Nord Africa, finendo a combattere con i repubblicani nella Guerra Civile spagnola e con gli inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Ne parliamo con il giornalista Onide Donati, autore insieme a Aurora Castaldi, figlia di Bruno, di Io contro il Duce. Una storia di amore e d’anarchia (Strisciarossa/AIEP, 2023). Ci ha accompagnato anche la musica di Calibro 35 feat. Marco Castello (Lunedì cinema), Dio Valzer (Stornelli d’esilio), Les Anarchistes (A las barricadas), Nino Rota (Twist delle scarpe) e Bruno Schiavo (Amores incríveis). – Le Ultimissime – Basilio Santini – Último trago: Piero (De Benedictis) – La caza al Bisonte (La caccia al bisonte, Ivano Fossati e Gianni Morandi, 1976)

La moda juvenil: gli anni della Movida (II) (29 novembre 2024)

La moda juvenil: gli anni della Movida (II) (29 novembre 2024)

Continuiamo il nostro viaggio nella Movida madrilena… Questa la scaletta della seconda e ultima puntata: Alaska y Los Pegamoides, Bailando (1982); Alaska y Dinarama, Ni tú ni nadie (1984); Los Nikis, Olaf el vikingo (1985); Polanski y el Ardor, Ataque preventivo de la URSS (1982); Aviador Dro, Nuclear, sí (1982); La Mode, El eterno femenino (1982); Alphaville, La escalera (1983); Parálisis Permanente, Autosuficiencia (1982); Golpes Bajos, No mires a los ojos de la gente (1983); Siniestro Total, Me pica un huevo (1983); Farmacia de Guardia, Soy un cadaver (1985); Gabinete Caligari, Al calor del amor en un bar (1986).

La moda juvenil: gli anni della Movida (II) (29 novembre 2024)

La moda juvenil: gli anni della Movida (II) (29 novembre 2024)

Continuiamo il nostro viaggio nella Movida madrilena… Questa la scaletta della seconda e ultima puntata: Alaska y Los Pegamoides, Bailando (1982); Alaska y Dinarama, Ni tú ni nadie (1984); Los Nikis, Olaf el vikingo (1985); Polanski y el Ardor, Ataque preventivo de la URSS (1982); Aviador Dro, Nuclear, sí (1982); La Mode, El eterno femenino (1982); Alphaville, La escalera (1983); Parálisis Permanente, Autosuficiencia (1982); Golpes Bajos, No mires a los ojos de la gente (1983); Siniestro Total, Me pica un huevo (1983); Farmacia de Guardia, Soy un cadaver (1985); Gabinete Caligari, Al calor del amor en un bar (1986).

La moda juvenil: gli anni della Movida (I) (22 novembre 2024)

La moda juvenil: gli anni della Movida (I) (22 novembre 2024)

Movida: nel linguaggio giornalistico italiano, da qualche anno questa parola indica con una certa frequenza la vita notturna. Ma il termine ovviamente viene da più lontano e ha un significato molto più vasto e, almeno in parte, sfuggente. Quella della Movida madrileña è una storia tanto breve quanto complessa, che ci riporta alla prima metà degli anni ’80,  nel contesto tumultuoso e vitale della transición democratica, e che interessa una molteplicità di ambiti espressivi (come per esempio il cinema, con una figura internazionalmente nota come Pedro Almodóvar). Ma in queste due puntate parleremo soltanto di musica: perché di quel movimento culturale fu una delle espressioni più significative, perché in quel breve periodo se ne produsse davvero tanta e perché fu molto spesso interessante e piacevolmente eccentrica. E se volete, anche perché, mentre ovviamente in Spagna si continuano a versare i proverbiali fiumi d’inchiostro su un periodo mitizzato come pochi, in Italia si sa pochissimo di un sound e una estetica che seppero interpretare in modo personalissimo le più internazionali coordinate della new wave: nella consapevolezza che qualcosa andrà lost in translation pensiamo che sia una storia che vale la pena esplorare. Questa la scaletta della prima puntata: Mecano, Maquillaje (1982); Tos, Máquinas (1979); Nacha Pop, Chica de ayer (1980); Los Secretos, Fuertes emociones (1981); Radio Futura, Enamorado de la moda juvenil (1980); Paraíso, Vacaciones en la morgue (1983); Glutamato Ye-Yé, Todos los negritos tienen hambre y frío (1984); Derribos Arias, Branquias bajo el agua (1982); Sindicato Malone, Sólo por robar (1982); Ciudad Jardín, Emmanuelle negra (1985); Las Chinas, El hombre salvaje (1980); Zombies, Groenlandia (1980).  

La moda juvenil: gli anni della Movida (I) (22 novembre 2024)

La moda juvenil: gli anni della Movida (I) (22 novembre 2024)

Movida: nel linguaggio giornalistico italiano, da qualche anno questa parola indica con una certa frequenza la vita notturna. Ma il termine ovviamente viene da più lontano e ha un significato molto più vasto e, almeno in parte, sfuggente. Quella della Movida madrileña è una storia tanto breve quanto complessa, che ci riporta alla prima metà degli anni ’80,  nel contesto tumultuoso e vitale della transición democratica, e che interessa una molteplicità di ambiti espressivi (come per esempio il cinema, con una figura internazionalmente nota come Pedro Almodóvar). Ma in queste due puntate parleremo soltanto di musica: perché di quel movimento culturale fu una delle espressioni più significative, perché in quel breve periodo se ne produsse davvero tanta e perché fu molto spesso interessante e piacevolmente eccentrica. E se volete, anche perché, mentre ovviamente in Spagna si continuano a versare i proverbiali fiumi d’inchiostro su un periodo mitizzato come pochi, in Italia si sa pochissimo di un sound e una estetica che seppero interpretare in modo personalissimo le più internazionali coordinate della new wave: nella consapevolezza che qualcosa andrà lost in translation pensiamo che sia una storia che vale la pena esplorare. Questa la scaletta della prima puntata: Mecano, Maquillaje (1982); Tos, Máquinas (1979); Nacha Pop, Chica de ayer (1980); Los Secretos, Fuertes emociones (1981); Radio Futura, Enamorado de la moda juvenil (1980); Paraíso, Vacaciones en la morgue (1983); Glutamato Ye-Yé, Todos los negritos tienen hambre y frío (1984); Derribos Arias, Branquias bajo el agua (1982); Sindicato Malone, Sólo por robar (1982); Ciudad Jardín, Emmanuelle negra (1985); Las Chinas, El hombre salvaje (1980); Zombies, Groenlandia (1980).  

Voci da Valencia (15 novembre 2024)

Voci da Valencia (15 novembre 2024)

L’alluvione che lo scorso 29 ottobre ha sommerso parte della provincia di Valencia ha causato oltre 200 morti e danni incalcolabili. Le immagini delle strade sommerse di acqua e fango di Paiporta e altri comuni limitrofi hanno fatto il giro del mondo. Anni di cementificazione del territorio e la negligenza dell’amministrazione regionale in mano alla destra sono state le due principali cause del disastro. Proviamo a fare il punto di quello che è successo e di qual è la situazione ora insieme a Giuseppe Grezzi, assessore del Comune di Valencia tra il 2015 e il 2023 e attualmente consigliere dell’opposizione, e con Manuel Scarponi, sammarinese residente a Valencia da oltre vent’anni che ha aiutato come volontario nelle scorse settimane. Ci ha accompagnato la musica di Julio Bustamante (Sur del corazón), Ricky Gianco (Il deserto è pulito), Joan Manuel Serrat (Plany al Mar) e Talking Heads ((Nothing But) Flowers). – Le Ultimissime – Último trago: Fedra y Maximiliano – El Arca de Noé (L’Arca di Noè – Sergio Endrigo, 1970)

Voci da Valencia (15 novembre 2024)

Voci da Valencia (15 novembre 2024)

L’alluvione che lo scorso 29 ottobre ha sommerso parte della provincia di Valencia ha causato oltre 200 morti e danni incalcolabili. Le immagini delle strade sommerse di acqua e fango di Paiporta e altri comuni limitrofi hanno fatto il giro del mondo. Anni di cementificazione del territorio e la negligenza dell’amministrazione regionale in mano alla destra sono state le due principali cause del disastro. Proviamo a fare il punto di quello che è successo e di qual è la situazione ora insieme a Giuseppe Grezzi, assessore del Comune di Valencia tra il 2015 e il 2023 e attualmente consigliere dell’opposizione, e con Manuel Scarponi, sammarinese residente a Valencia da oltre vent’anni che ha aiutato come volontario nelle scorse settimane. Ci ha accompagnato la musica di Julio Bustamante (Sur del corazón), Ricky Gianco (Il deserto è pulito), Joan Manuel Serrat (Plany al Mar) e Talking Heads ((Nothing But) Flowers). – Le Ultimissime – Último trago: Fedra y Maximiliano – El Arca de Noé (L’Arca di Noè – Sergio Endrigo, 1970)

Free Toomaj! (8 novembre 2024)

Free Toomaj! (8 novembre 2024)

Il rapper iraniano Toomaj Salehi è in carcere da quasi tre anni solo per aver difeso con le sue canzoni i diritti fondamentali, aver criticato il regime degli ayatollah e aver sostenuto il movimento Donna, Vita, Libertà. Condannato a morte da un tribunale rivoluzionario, la condanna è stata poi annullata nel giugno scorso ed ora è in attesa di una nuova sentenza. A lui dedichiamo questa nuova puntata di Zibaldone per chiederne la libertà. In occasione del Premio Tenco tenutosi a Sanremo ad ottobre, Toomaj è stato insignito del Premio Yorum, riconoscimento per gli artisti che lottano per la libertà e la democrazia in tutto il mondo mettendo a rischio la propria vita. Il premio prende il nome dal Grup Yorum, storica band turca che sta soffrendo da ormai un decennio la censura e la repressione del regime di Erdogan. Tre dei membri del Grup Yorum sono morti nel 2020 dopo lunghi scioperi della fame, iniziati nella carceri turche. Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e con il rapper reggino Kento che a Toomaj ha dedicato il suo ultimo brano e che ha partecipato al Tenco 2024. Ci ha accompagnato la musica del Grup Yorum (Çav Bella e Bandiera Rossa), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh e Bazmande) e Kento (Free Toomaj, Illegale e Tutto e subito).

Free Toomaj! (8 novembre 2024)

Free Toomaj! (8 novembre 2024)

Il rapper iraniano Toomaj Salehi è in carcere da quasi tre anni solo per aver difeso con le sue canzoni i diritti fondamentali, aver criticato il regime degli ayatollah e aver sostenuto il movimento Donna, Vita, Libertà. Condannato a morte da un tribunale rivoluzionario, la condanna è stata poi annullata nel giugno scorso ed ora è in attesa di una nuova sentenza. A lui dedichiamo questa nuova puntata di Zibaldone per chiederne la libertà. In occasione del Premio Tenco tenutosi a Sanremo ad ottobre, Toomaj è stato insignito del Premio Yorum, riconoscimento per gli artisti che lottano per la libertà e la democrazia in tutto il mondo mettendo a rischio la propria vita. Il premio prende il nome dal Grup Yorum, storica band turca che sta soffrendo da ormai un decennio la censura e la repressione del regime di Erdogan. Tre dei membri del Grup Yorum sono morti nel 2020 dopo lunghi scioperi della fame, iniziati nella carceri turche. Ne parliamo con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, e con il rapper reggino Kento che a Toomaj ha dedicato il suo ultimo brano e che ha partecipato al Tenco 2024. Ci ha accompagnato la musica del Grup Yorum (Çav Bella e Bandiera Rossa), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh e Bazmande) e Kento (Free Toomaj, Illegale e Tutto e subito).

Il Cantamostri (1 novembre 2024)

Il Cantamostri (1 novembre 2024)

Non preoccupatevi, non ci siamo sbagliati: Halloween era ieri. Ma alla fine per noi si tratta di un pretesto, quindi un giorno più o uno in meno non fanno troppa differenza (e volendo, potete ascoltarci per riprendervi dai festeggiamenti). Dopo la puntata dello scorso anno, dedicata alle colonne sonore della grande stagione dei gialli e horror all’italiana, proviamo ad affrontare di nuovo le suggestioni legate a questa festività con un monografico dedicato ai mostri, che di Halloween sono i protagonisti assoluti. L’argomento è sterminato quanto vago, le scelte possibili quasi infinite, e probabilmente esistono altri universi che differiscono dal nostro solo per la scaletta di questa puntata di Zibaldone. Ma la fantascienza adesso non ci interessa, pensiamo ai mostri: come al solito, per tenere fede al nome del nostro programma, abbiamo scelto la via dell’eclettismo. Vi aspettano sigle dei cartoni animati, pop più o meno alternativo, liscio, doo wop, samba, garage, afro beat, dark, indie folk, saltellando avanti e indietro fra il 1943 e il 2012. Non vi garantiamo che avrete paura, ma non dovrete avere paura di annoiarvi. Buon ascolto! Scaletta della puntata: I Mostriciattoli (Che paura mi fa, 1983), Tullio Ferro, (Licantropo, (1986), Orchestra Luison e Mariani (Vampiro di Romagna, 1978), Bobby “Boris” Pickett (Me and my mummy!, 1962), Roberto Paiva (Frankenstein, 1956), Bonet de San Pedro (Raska yu, 1943), Aristides Moreno (Espectros, 2005), Jan Davis (Watusi zombie, 1964), Fela Kuti (Zombie, 1977), Bauhaus (Bela Lugosi’s dead, 1979), Lau Nau (Ystäväni Nosferatu, 2012).

Il Cantamostri (1 novembre 2024)

Il Cantamostri (1 novembre 2024)

Non preoccupatevi, non ci siamo sbagliati: Halloween era ieri. Ma alla fine per noi si tratta di un pretesto, quindi un giorno più o uno in meno non fanno troppa differenza (e volendo, potete ascoltarci per riprendervi dai festeggiamenti). Dopo la puntata dello scorso anno, dedicata alle colonne sonore della grande stagione dei gialli e horror all’italiana, proviamo ad affrontare di nuovo le suggestioni legate a questa festività con un monografico dedicato ai mostri, che di Halloween sono i protagonisti assoluti. L’argomento è sterminato quanto vago, le scelte possibili quasi infinite, e probabilmente esistono altri universi che differiscono dal nostro solo per la scaletta di questa puntata di Zibaldone. Ma la fantascienza adesso non ci interessa, pensiamo ai mostri: come al solito, per tenere fede al nome del nostro programma, abbiamo scelto la via dell’eclettismo. Vi aspettano sigle dei cartoni animati, pop più o meno alternativo, liscio, doo wop, samba, garage, afro beat, dark, indie folk, saltellando avanti e indietro fra il 1943 e il 2012. Non vi garantiamo che avrete paura, ma non dovrete avere paura di annoiarvi. Buon ascolto! Scaletta della puntata: I Mostriciattoli (Che paura mi fa, 1983), Tullio Ferro, (Licantropo, (1986), Orchestra Luison e Mariani (Vampiro di Romagna, 1978), Bobby “Boris” Pickett (Me and my mummy!, 1962), Roberto Paiva (Frankenstein, 1956), Bonet de San Pedro (Raska yu, 1943), Aristides Moreno (Espectros, 2005), Jan Davis (Watusi zombie, 1964), Fela Kuti (Zombie, 1977), Bauhaus (Bela Lugosi’s dead, 1979), Lau Nau (Ystäväni Nosferatu, 2012).

In viaggio verso casa (25 ottobre 2024)

In viaggio verso casa (25 ottobre 2024)

Regista, attrice e ricercatrice, Valentina Bischi fa teatro da oltre vent’anni. Dal 4 al 15 novembre sarà a Barcellona per un progetto intitolato “Con le mani. Casa”, un laboratorio di narrazione teatrale rivolto a tutte le donne che hanno vissuto qualunque tipo di esperienza migratoria. Cosa intendiamo con la parola “casa”? Quando e come ci sentiamo nuovamente a casa? Come è possibile ricostruire una “casa”? Il laboratorio si terrà alla Lleialtat Santsenca e il risultato del progetto sarà presentato il 19 e 21 novembre alle 19. Con lei parliamo anche di un altro progetto che porta avanti da alcuni anni in collaborazione con l’Università di Pisa, “La parola atomica”. Roberto Vecchioni (Teatro), Iosonouncane (Stormi e Armiamoci e partite), Adriano Celentano (Il ragazzo della via Gluck), Gata Cattana (Lisístrata) e Sara Velardo (Migranti) – Le Ultimissime – Último trago: Maria Del Mar Bonet – La Música (1995) (Enzo Gragnianiello, ‘Sta Musica, 1990)

In viaggio verso casa (25 ottobre 2024)

In viaggio verso casa (25 ottobre 2024)

Regista, attrice e ricercatrice, Valentina Bischi fa teatro da oltre vent’anni. Dal 4 al 15 novembre sarà a Barcellona per un progetto intitolato “Con le mani. Casa”, un laboratorio di narrazione teatrale rivolto a tutte le donne che hanno vissuto qualunque tipo di esperienza migratoria. Cosa intendiamo con la parola “casa”? Quando e come ci sentiamo nuovamente a casa? Come è possibile ricostruire una “casa”? Il laboratorio si terrà alla Lleialtat Santsenca e il risultato del progetto sarà presentato il 19 e 21 novembre alle 19. Con lei parliamo anche di un altro progetto che porta avanti da alcuni anni in collaborazione con l’Università di Pisa, “La parola atomica”. Roberto Vecchioni (Teatro), Iosonouncane (Stormi e Armiamoci e partite), Adriano Celentano (Il ragazzo della via Gluck), Gata Cattana (Lisístrata) e Sara Velardo (Migranti) – Le Ultimissime – Último trago: Maria Del Mar Bonet – La Música (1995) (Enzo Gragnianiello, ‘Sta Musica, 1990)

Una pace senza armi (18 ottobre 2024)

Una pace senza armi (18 ottobre 2024)

Da quasi tre anni Putin sta devastando l’Ucraina. Da oltre un anno Israele sta radendo al suolo la striscia di Gaza. E da settimane ormai sta bombardando il Libano. Sono ormai centinaia di migliaia le morti causate da questi due conflitti. È ormai una banalità affermare che la guerra è tornata prepotentemente al centro delle nostre vite. Come spiega l’ospite di questa puntata di Zibaldone, il filosofo Emanuele Profumi, curatore del libro Una pace senza armi. Dall’Ucraina alla guerra senza fine (Round Robin, 2023), “la guerra preclude ogni altra ipotesi perché il suo scopo è di autoalimentarsi, estendersi, diventare parte integrante del modello di sviluppo che l’ha generata”. C’è dunque bisogno di rompere questo circolo vizioso, parlando di pace e praticandola. Ci ha accompagnato la musica di Pete Seeger (Where Have All the Flowers Gone?), Reda Zine (Sabra e Chatila), Akvarium (Obida), King Crimson (Peace – An End) e Ivan Graziani (I lupi). – Le Ultimissime – Último trago: Os Incríveis – E Se nos Disserem (1968, E se ci diranno – Lugi Tenco, 1966)

Una pace senza armi (18 ottobre 2024)

Una pace senza armi (18 ottobre 2024)

Da quasi tre anni Putin sta devastando l’Ucraina. Da oltre un anno Israele sta radendo al suolo la striscia di Gaza. E da settimane ormai sta bombardando il Libano. Sono ormai centinaia di migliaia le morti causate da questi due conflitti. È ormai una banalità affermare che la guerra è tornata prepotentemente al centro delle nostre vite. Come spiega l’ospite di questa puntata di Zibaldone, il filosofo Emanuele Profumi, curatore del libro Una pace senza armi. Dall’Ucraina alla guerra senza fine (Round Robin, 2023), “la guerra preclude ogni altra ipotesi perché il suo scopo è di autoalimentarsi, estendersi, diventare parte integrante del modello di sviluppo che l’ha generata”. C’è dunque bisogno di rompere questo circolo vizioso, parlando di pace e praticandola. Ci ha accompagnato la musica di Pete Seeger (Where Have All the Flowers Gone?), Reda Zine (Sabra e Chatila), Akvarium (Obida), King Crimson (Peace – An End) e Ivan Graziani (I lupi). – Le Ultimissime – Último trago: Os Incríveis – E Se nos Disserem (1968, E se ci diranno – Lugi Tenco, 1966)

FLIB 2024: La via delle spezie (11 ottobre 2024)

FLIB 2024: La via delle spezie (11 ottobre 2024)

Il Festival della Letteratura Italiana di Barcellona (FLIB) è arrivato alla sua terza edizione, intitolata ‘La via delle spezie’. Dal 17 al 27 ottobre Barcellona, e specialmente il quartiere di Gràcia, sarà inondato di incontri e dialoghi tra scrittori italiani e spagnoli, spettacoli teatrali, recital, conferenze e incontri con i ragazzi. Non si parlerà, ovviamente, solo di Marco Polo a 700 anni dalla sua scomparsa, ma saranno soprattutto le migrazioni – del presente e del passato – al centro del FLIB 2024. Ne parliamo con Cecilia Ricciarelli, direttrice del festival, e con Francesco Spiedo, uno degli scrittori italiani invitati a questa edizione. Autori di due romanzi, Stiamo abbastanza bene e Non muoiono mai, Francesco ha fondato anche Itaca Colonia Creativa, un progetto assolutamente da conoscere. Ci hanno accompagnato alcune news musicali che ci arrivano dall’Italia: Vinicio Capossela (Voodoo mambo), Savana Funk & Willie Peyote (Wa Zina), Sandro Joyeux (Droit dans le mur), Olden feat. Paolo Benvegnù (La fretta e la pazienza), Latleta (Ale oh oh).  – Le Ultimissime – Último trago: Caterina Valente – Clair de lune

FLIB 2024: La via delle spezie (11 ottobre 2024)

FLIB 2024: La via delle spezie (11 ottobre 2024)

Il Festival della Letteratura Italiana di Barcellona (FLIB) è arrivato alla sua terza edizione, intitolata ‘La via delle spezie’. Dal 17 al 27 ottobre Barcellona, e specialmente il quartiere di Gràcia, sarà inondato di incontri e dialoghi tra scrittori italiani e spagnoli, spettacoli teatrali, recital, conferenze e incontri con i ragazzi. Non si parlerà, ovviamente, solo di Marco Polo a 700 anni dalla sua scomparsa, ma saranno soprattutto le migrazioni – del presente e del passato – al centro del FLIB 2024. Ne parliamo con Cecilia Ricciarelli, direttrice del festival, e con Francesco Spiedo, uno degli scrittori italiani invitati a questa edizione. Autori di due romanzi, Stiamo abbastanza bene e Non muoiono mai, Francesco ha fondato anche Itaca Colonia Creativa, un progetto assolutamente da conoscere. Ci hanno accompagnato alcune news musicali che ci arrivano dall’Italia: Vinicio Capossela (Voodoo mambo), Savana Funk & Willie Peyote (Wa Zina), Sandro Joyeux (Droit dans le mur), Olden feat. Paolo Benvegnù (La fretta e la pazienza), Latleta (Ale oh oh).  – Le Ultimissime – Último trago: Caterina Valente – Clair de lune

Tenco 50 (4 ottobre 2024)

Tenco 50 (4 ottobre 2024)

La Rassegna della canzone d’autore italiana, meglio nota come Premio Tenco, compie cinquant’anni. La prima edizione si tenne nel 1974 e sul palco del teatro Ariston di Sanremo salirono degli allora giovani o addirittura giovanissimi cantautori, come Ivan Graziani, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini o Antonello Venditti. E quest’anno, dal 16 al 19 ottobre, il Tenco festeggia dunque le sue nozze d’oro. Come ormai tradizione, la Rassegna è ricchissima di eventi “collaterali”, oltre alle serate all’Ariston, come gli incontri con gli artisti a mezzogiorno, i dibattiti pomeridiani o i concerti alla Pigna per l’aperitivo. Sono decine e decine i cantautori italiani e stranieri che saranno a Sanremo in quei giorni. E in questa puntata di Zibaldone abbiamo cercato di raccontarvi che cosa c’è in programma. Magari avrete voglia anche voi di visitare la città dei fiori… Ci ha accompagnato la musica di Luigi Tenco (Lontano lontano), Edoardo Bennato (1941), Mimmo Locasciulli (Intorno a trent’anni), Samuele Bersani (Freak), Teresa Parodi (Apurate, José), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh), Paolo Benvegnù (Marlene Dietrich), Elisa Ridolfi (Curami l’anima feat. Tony Cantò), Andrea Tarquini (Letto 26), Wayne Scott (They unload the black wood), Pino Daniele (Je so pazzo) e Francesco Guccini (Il Vecchio e il bambino).

Tenco 50 (4 ottobre 2024)

Tenco 50 (4 ottobre 2024)

La Rassegna della canzone d’autore italiana, meglio nota come Premio Tenco, compie cinquant’anni. La prima edizione si tenne nel 1974 e sul palco del teatro Ariston di Sanremo salirono degli allora giovani o addirittura giovanissimi cantautori, come Ivan Graziani, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini o Antonello Venditti. E quest’anno, dal 16 al 19 ottobre, il Tenco festeggia dunque le sue nozze d’oro. Come ormai tradizione, la Rassegna è ricchissima di eventi “collaterali”, oltre alle serate all’Ariston, come gli incontri con gli artisti a mezzogiorno, i dibattiti pomeridiani o i concerti alla Pigna per l’aperitivo. Sono decine e decine i cantautori italiani e stranieri che saranno a Sanremo in quei giorni. E in questa puntata di Zibaldone abbiamo cercato di raccontarvi che cosa c’è in programma. Magari avrete voglia anche voi di visitare la città dei fiori… Ci ha accompagnato la musica di Luigi Tenco (Lontano lontano), Edoardo Bennato (1941), Mimmo Locasciulli (Intorno a trent’anni), Samuele Bersani (Freak), Teresa Parodi (Apurate, José), Toomaj Salehi (Mouse Hole/Soorakh Moosh), Paolo Benvegnù (Marlene Dietrich), Elisa Ridolfi (Curami l’anima feat. Tony Cantò), Andrea Tarquini (Letto 26), Wayne Scott (They unload the black wood), Pino Daniele (Je so pazzo) e Francesco Guccini (Il Vecchio e il bambino).

Voci dall’America (27 settembre 2024)

Voci dall’America (27 settembre 2024)

Come ormai tradizione, a fine settembre inizia una nuova stagione di Zibaldone. E dunque rieccoci qui al pie del cañón, come si dice in Spagna. Ci troverete fino al mese di luglio ogni venerdì dalle 17 alle 18 su Contrabanda FM a Barcellona. Quest’oggi abbiamo voluto iniziare il nostro “viaggio” da lontano, più precisamente dagli Stati Uniti, per sentire come si sta vivendo una delle campagne elettorali più polarizzate e cruciali della storia dalle voci di italiani residenti là da tempo. Non c’è bisogno di ricordare che si voterà il prossimo 5 novembre e che nel caso di una vittoria di Donald Trump su Kamala Harris la fine della democrazia negli USA potrebbe diventare una realtà e non più solo la tematica di qualche film distopico. Ne parliamo con Ricky Russo da New York e Alessio Piras da Albuquerque, in New Mexico. Ci ha accompagnato la musica di Stevie Wonder (Higher ground), Jesse Malin & Bruce Springsteen (She Don’t Love Me Now), Jack White (That’s How I’m Feeling), Sam & Dave (Hold on, I’m coming), The Kiffness (Eating the Cats ft. Donald Trump), Roy Ayers (It ain’t your sign it’s your mind) – Último trago: Colonel Pipo – Basta ya

Voci dall’America (27 settembre 2024)

Voci dall’America (27 settembre 2024)

Come ormai tradizione, a fine settembre inizia una nuova stagione di Zibaldone. E dunque rieccoci qui al pie del cañón, come si dice in Spagna. Ci troverete fino al mese di luglio ogni venerdì dalle 17 alle 18 su Contrabanda FM a Barcellona. Quest’oggi abbiamo voluto iniziare il nostro “viaggio” da lontano, più precisamente dagli Stati Uniti, per sentire come si sta vivendo una delle campagne elettorali più polarizzate e cruciali della storia dalle voci di italiani residenti là da tempo. Non c’è bisogno di ricordare che si voterà il prossimo 5 novembre e che nel caso di una vittoria di Donald Trump su Kamala Harris la fine della democrazia negli USA potrebbe diventare una realtà e non più solo la tematica di qualche film distopico. Ne parliamo con Ricky Russo da New York e Alessio Piras da Albuquerque, in New Mexico. Ci ha accompagnato la musica di Stevie Wonder (Higher ground), Jesse Malin & Bruce Springsteen (She Don’t Love Me Now), Jack White (That’s How I’m Feeling), Sam & Dave (Hold on, I’m coming), The Kiffness (Eating the Cats ft. Donald Trump), Roy Ayers (It ain’t your sign it’s your mind) – Último trago: Colonel Pipo – Basta ya

Le canzoni dell’estate. Vol. VII (19 luglio 2024)

Le canzoni dell’estate. Vol. VII (19 luglio 2024)

Quella che termina oggi, per il nostro Zibaldone, è stata una stagione di grandi cambiamenti: nuovo formato, nuovo orario, nuova sigla, e ben quaranta puntate. E nonostante tante novità, la conclusione non potrebbe essere più tradizionale: torna addirittura per la settima volta, lo speciale dedicato alle canzoni dell’estate. Il concept è sempre quello, semplicissimo: canzoni che parlano più o meno direttamente della stagione, in teoria, più spensierata dell’anno. Per il 2024 abbiamo approntato una scaletta particolarmente internazionale, con pezzi provenienti da Italia, USA, Regno Unito, Francia, Giappone, Svezia, Germania, Portogallo, Spagna, partendo dagli anni ’60, decennio per eccellenza della canzonetta balneare, e arrivando fino al giorno d’oggi, con la consueta, imprevedibile, varietà stilistica, fra pop, soul, alternative, punk, elettronica, con pennellate sperimentali. Questa la scaletta della puntata: Riccardo Del Turco, Luglio (1968); Mina, La ragazza dell’ombrellone accanto (1963); I Ragni, Nell’acqua salata (1964); Gladys Knight & The Pips, Summer sun (1975); The Undertones, Here comes the summer (1979); Angeleri, Un estate di sesso (1983); Richard Gotainer, Youpi, c’est l’été (1982); Yo la Tengo, The summer (1990); Kaneko Ayano, Summer Vacation (2018); Refused, Summerholidays vs. Punkroutine (1998); Ludger, Sommerferien in der DDR (2017); Flipping Candy, Summer is ending too soon (2022) Gatos Negros, Una rotonda sul mare (cover Fred Bongusto, 1964). Buona estate! Ci risentiamo, come sempre, a settembre!

Le canzoni dell’estate. Vol. VII (19 luglio 2024)

Le canzoni dell’estate. Vol. VII (19 luglio 2024)

Quella che termina oggi, per il nostro Zibaldone, è stata una stagione di grandi cambiamenti: nuovo formato, nuovo orario, nuova sigla, e ben quaranta puntate. E nonostante tante novità, la conclusione non potrebbe essere più tradizionale: torna addirittura per la settima volta, lo speciale dedicato alle canzoni dell’estate. Il concept è sempre quello, semplicissimo: canzoni che parlano più o meno direttamente della stagione, in teoria, più spensierata dell’anno. Per il 2024 abbiamo approntato una scaletta particolarmente internazionale, con pezzi provenienti da Italia, USA, Regno Unito, Francia, Giappone, Svezia, Germania, Portogallo, Spagna, partendo dagli anni ’60, decennio per eccellenza della canzonetta balneare, e arrivando fino al giorno d’oggi, con la consueta, imprevedibile, varietà stilistica, fra pop, soul, alternative, punk, elettronica, con pennellate sperimentali. Questa la scaletta della puntata: Riccardo Del Turco, Luglio (1968); Mina, La ragazza dell’ombrellone accanto (1963); I Ragni, Nell’acqua salata (1964); Gladys Knight & The Pips, Summer sun (1975); The Undertones, Here comes the summer (1979); Angeleri, Un estate di sesso (1983); Richard Gotainer, Youpi, c’est l’été (1982); Yo la Tengo, The summer (1990); Kaneko Ayano, Summer Vacation (2018); Refused, Summerholidays vs. Punkroutine (1998); Ludger, Sommerferien in der DDR (2017); Flipping Candy, Summer is ending too soon (2022) Gatos Negros, Una rotonda sul mare (cover Fred Bongusto, 1964). Buona estate! Ci risentiamo, come sempre, a settembre!

Trent’anni fa: il divo Giulio (12 luglio 2024)

Trent’anni fa: il divo Giulio (12 luglio 2024)

Continua il nostro ciclo di puntate intitolato Trent’anni fa. Dopo la discesa in campo di Berlusconi, Tangentopoli, la Lega Nord e l’attacco della mafia allo Stato, oggi parliamo di una figura chiave della storia della Prima Repubblica, Giulio Andreotti. Ovviamente, non ci limiteremo solo al suo ruolo tra il 1992 e il 1994, ma ne ripercorreremo la biografia insieme allo storico e saggista Aldo Giannuli, autore di Andreotti il grande regista. Settant’anni di storia politica italiana fra luci e tenebre, dalla parte del potere (Ponte alle Grazie, 2023). Ci ha accompagnato la musica di Ahmed Malek (Un autre complot), Antonello Venditti (L’uomo falco), Teho Teardo (I miei vecchi elettori), Fabrizio Moro (Io so tutto) e Stormy Six (La ballata della DC). – Le Ultimissime – Último trago: Pino D’Angiò – ¡Qué idea! (1982)

Trent’anni fa: il divo Giulio (12 luglio 2024)

Trent’anni fa: il divo Giulio (12 luglio 2024)

Continua il nostro ciclo di puntate intitolato Trent’anni fa. Dopo la discesa in campo di Berlusconi, Tangentopoli, la Lega Nord e l’attacco della mafia allo Stato, oggi parliamo di una figura chiave della storia della Prima Repubblica, Giulio Andreotti. Ovviamente, non ci limiteremo solo al suo ruolo tra il 1992 e il 1994, ma ne ripercorreremo la biografia insieme allo storico e saggista Aldo Giannuli, autore di Andreotti il grande regista. Settant’anni di storia politica italiana fra luci e tenebre, dalla parte del potere (Ponte alle Grazie, 2023). Ci ha accompagnato la musica di Ahmed Malek (Un autre complot), Antonello Venditti (L’uomo falco), Teho Teardo (I miei vecchi elettori), Fabrizio Moro (Io so tutto) e Stormy Six (La ballata della DC). – Le Ultimissime – Último trago: Pino D’Angiò – ¡Qué idea! (1982)

Le storie assurde di Bobo Rondelli (5 luglio 2024)

Le storie assurde di Bobo Rondelli (5 luglio 2024)

Mancava da un po’ ai microfoni di Radio Contrabanda. E mancava da un po’ un suo nuovo disco. L’ultimo, Cuore libero, era del 2021 e quello prima, Anime storte, del 2017. Parliamo di Bobo Rondelli, il famous local singer di Livorno, che ci accompagna in questa nuova puntata di Zibaldone. Qualche settimana fa è uscito un suo nuovo album, Storie assurde, in cui si diverte e fa divertire, tra sogni di essere mantenuti, storie di amori e disamori, panzane da bar, bevute colossali e vita quotidiana. Se Piero Ciampi fosse ancora tra noi, barcollando con una boccia di vino tra le mani, si avvicinerebbe a Bobo Rondelli e lo incoronerebbe come suo degno successore. Da questo suo nuovo disco, vi abbiamo proposto Mantenuto, Storie assurde, La chiappona e Il gigolò di Rotterdam. Ci ha accompagnato anche la musica di Gerardo Balestrieri (Huyana y el pistolero), Mimì Sterrantino e Davide Campisi (Lu Diu ca vaju circannu), Gabriella Lucia Grasso (A storia di Rosa) e Eleonora Bordonaro (Culaur Sgargient).  – Último trago: Santabárbara – Cariño mío (Cugini di Campagna, Anima mia, 1975)

Le storie assurde di Bobo Rondelli (5 luglio 2024)

Le storie assurde di Bobo Rondelli (5 luglio 2024)

Mancava da un po’ ai microfoni di Radio Contrabanda. E mancava da un po’ un suo nuovo disco. L’ultimo, Cuore libero, era del 2021 e quello prima, Anime storte, del 2017. Parliamo di Bobo Rondelli, il famous local singer di Livorno, che ci accompagna in questa nuova puntata di Zibaldone. Qualche settimana fa è uscito un suo nuovo album, Storie assurde, in cui si diverte e fa divertire, tra sogni di essere mantenuti, storie di amori e disamori, panzane da bar, bevute colossali e vita quotidiana. Se Piero Ciampi fosse ancora tra noi, barcollando con una boccia di vino tra le mani, si avvicinerebbe a Bobo Rondelli e lo incoronerebbe come suo degno successore. Da questo suo nuovo disco, vi abbiamo proposto Mantenuto, Storie assurde, La chiappona e Il gigolò di Rotterdam. Ci ha accompagnato anche la musica di Gerardo Balestrieri (Huyana y el pistolero), Mimì Sterrantino e Davide Campisi (Lu Diu ca vaju circannu), Gabriella Lucia Grasso (A storia di Rosa) e Eleonora Bordonaro (Culaur Sgargient).  – Último trago: Santabárbara – Cariño mío (Cugini di Campagna, Anima mia, 1975)

Per un turismo ecosostenibile (28 giugno 2024)

Per un turismo ecosostenibile (28 giugno 2024)

Si può fare dell’ecoturismo? Ossia, si può viaggiare in modo ecosostenibile? La domanda non è retorica. Ed è quello che cerchiamo di capire in questa puntata del nostro Zibaldone insieme a Rocco D’Alessandro e Giulia Mag che da una decina d’anni portano avanti Vitamina Project, un progetto con cui hanno viaggiato in oltre una quarantina di paesi, incontrando comunità locali e associazioni che proteggono la natura e la sostenibilità ambientale, il tutto ovviamente senza utilizzare mai aerei. In questi mesi si trovano nel mezzo dell’Amazzonia per un viaggio di tre mesi che da Recife li porterà fino a Rio de Janeiro.  Ci ha accompagnato la musica di Etran de l’Aïr (Ighre Massina), Kiwi666 (Tristi tropici), Il Sogno del Marinaio (Pedro Ten-Four), I Hate My Village (Water tanks) e Olden (Gioia negli occhi). – Le Ultimissime – Último trago: Sol Pilas – Dos Fuera de Serie: Juana y Sergio (Mila e Shiro) (1990)

Per un turismo ecosostenibile (28 giugno 2024)

Per un turismo ecosostenibile (28 giugno 2024)

Si può fare dell’ecoturismo? Ossia, si può viaggiare in modo ecosostenibile? La domanda non è retorica. Ed è quello che cerchiamo di capire in questa puntata del nostro Zibaldone insieme a Rocco D’Alessandro e Giulia Mag che da una decina d’anni portano avanti Vitamina Project, un progetto con cui hanno viaggiato in oltre una quarantina di paesi, incontrando comunità locali e associazioni che proteggono la natura e la sostenibilità ambientale, il tutto ovviamente senza utilizzare mai aerei. In questi mesi si trovano nel mezzo dell’Amazzonia per un viaggio di tre mesi che da Recife li porterà fino a Rio de Janeiro.  Ci ha accompagnato la musica di Etran de l’Aïr (Ighre Massina), Kiwi666 (Tristi tropici), Il Sogno del Marinaio (Pedro Ten-Four), I Hate My Village (Water tanks) e Olden (Gioia negli occhi). – Le Ultimissime – Último trago: Sol Pilas – Dos Fuera de Serie: Juana y Sergio (Mila e Shiro) (1990)

Dove va il mondo? (21 giugno 2024)

Dove va il mondo? (21 giugno 2024)

L’avanzata delle estreme destre alle elezioni europee dello scorso 9 giugno mostra non solo la difficoltà per il progetto europeo, ma anche la profonda crisi delle democrazie liberali in un mondo segnato dal ritorno delle guerre e delle tensioni tra grandi potenze. Dove stiamo andando? Le democrazie sono al tramonto e saranno sostituite da autocrazie elettorali dove i diritti saranno solo un lontano ricordo? Che ruolo ha la politica al giorno d’oggi, dopo la tanto conclamata fine delle ideologie? Ne parliamo con Emanuele Felice, economista, professore presso la IULM, autore, tra gli altri, di La conquista dei diritti. Un’idea della storia (Il Mulino, 2022) e, con Alberto Mingardi, Libertà contro libertà. Un duello sulla società aperta (Il Mulino, 2024), e Valerio Romitelli, storico, già professore presso l’Università di Bologna, il cui ultimo libro è L’emancipazione a venire. Dopo la fine della storia (Derive e Approdi, 2022). Ci ha accompagnato la musica di Mimì Sterrantino & Davide Campisi (A Manu Manca), Gerardo Balestrieri (Cumbia de Felipe) e Setak & Simone Cristicchi (Figli della storia). – Le Ultimissime – Último trago: Silvana Di Lorenzo – Rumores (Raffaella Carrà, Rumore, 1975)

Dove va il mondo? (21 giugno 2024)

Dove va il mondo? (21 giugno 2024)

L’avanzata delle estreme destre alle elezioni europee dello scorso 9 giugno mostra non solo la difficoltà per il progetto europeo, ma anche la profonda crisi delle democrazie liberali in un mondo segnato dal ritorno delle guerre e delle tensioni tra grandi potenze. Dove stiamo andando? Le democrazie sono al tramonto e saranno sostituite da autocrazie elettorali dove i diritti saranno solo un lontano ricordo? Che ruolo ha la politica al giorno d’oggi, dopo la tanto conclamata fine delle ideologie? Ne parliamo con Emanuele Felice, economista, professore presso la IULM, autore, tra gli altri, di La conquista dei diritti. Un’idea della storia (Il Mulino, 2022) e, con Alberto Mingardi, Libertà contro libertà. Un duello sulla società aperta (Il Mulino, 2024), e Valerio Romitelli, storico, già professore presso l’Università di Bologna, il cui ultimo libro è L’emancipazione a venire. Dopo la fine della storia (Derive e Approdi, 2022). Ci ha accompagnato la musica di Mimì Sterrantino & Davide Campisi (A Manu Manca), Gerardo Balestrieri (Cumbia de Felipe) e Setak & Simone Cristicchi (Figli della storia). – Le Ultimissime – Último trago: Silvana Di Lorenzo – Rumores (Raffaella Carrà, Rumore, 1975)

Trent’anni fa: l’attacco della mafia allo Stato (14 giugno 2024)

Trent’anni fa: l’attacco della mafia allo Stato (14 giugno 2024)

Dopo le puntate dedicate alla discesa in campo di Berlusconi, a Tangentopoli e al fenomeno leghista, torniamo con il ciclo intitolato Trent’anni fa per parlare di un altro attore, non propriamente politico, che ebbe un ruolo rilevante nella crisi della Prima Repubblica: la mafia. L’attentato di Capaci del maggio 1992 che costò la vita al giudice Giovanni Falcone fu il primo atto della strategia mafiosa contro lo stato italiano, apertasi in realtà con l’omicidio del democristiano Salvo Lima a marzo. Nel mezzo di una crisi politica che stava affossando i partiti che avevano governato il paese dalla fine del fascismo, ci furono poi l’assassinio del giudice Paolo Borsellino a Palermo (luglio 1992) e le bombe a Milano, Firenze e Roma (maggio e luglio 1993). Ma, in realtà, la mafia fu presente in modo molto più profondo in tutta quella congiuntura storica, in traffici di armi, rifiuti tossici e droga, che legano l’omicidio di Mauro Rostagno nel 1988 e quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin proprio nel marzo del 1994. Ne parliamo con il giornalista Luciano Scalettari, autore, insieme a Luigi Grimaldi, di 1994. L’anno che ha cambiato l’Italia (Chiarelettere, 2010) e curatore, sempre insieme a Grimaldi, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Depistaggi e verità nascoste a 25 anni dalla morte (Round Robin, 2019). Ci ha accompagnato la musica di Giorgio Falletti (Signor tenente), Cicciu Busacca (Che cosa è la mafia), Colapesce (Mafia e parrini), I Lautari e Carmen Consoli (Ciuri di campu), I Giganti (Lungo e disteso).

Trent’anni fa: l’attacco della mafia allo Stato (14 giugno 2024)

Trent’anni fa: l’attacco della mafia allo Stato (14 giugno 2024)

Dopo le puntate dedicate alla discesa in campo di Berlusconi, a Tangentopoli e al fenomeno leghista, torniamo con il ciclo intitolato Trent’anni fa per parlare di un altro attore, non propriamente politico, che ebbe un ruolo rilevante nella crisi della Prima Repubblica: la mafia. L’attentato di Capaci del maggio 1992 che costò la vita al giudice Giovanni Falcone fu il primo atto della strategia mafiosa contro lo stato italiano, apertasi in realtà con l’omicidio del democristiano Salvo Lima a marzo. Nel mezzo di una crisi politica che stava affossando i partiti che avevano governato il paese dalla fine del fascismo, ci furono poi l’assassinio del giudice Paolo Borsellino a Palermo (luglio 1992) e le bombe a Milano, Firenze e Roma (maggio e luglio 1993). Ma, in realtà, la mafia fu presente in modo molto più profondo in tutta quella congiuntura storica, in traffici di armi, rifiuti tossici e droga, che legano l’omicidio di Mauro Rostagno nel 1988 e quello di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin proprio nel marzo del 1994. Ne parliamo con il giornalista Luciano Scalettari, autore, insieme a Luigi Grimaldi, di 1994. L’anno che ha cambiato l’Italia (Chiarelettere, 2010) e curatore, sempre insieme a Grimaldi, di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Depistaggi e verità nascoste a 25 anni dalla morte (Round Robin, 2019). Ci ha accompagnato la musica di Giorgio Falletti (Signor tenente), Cicciu Busacca (Che cosa è la mafia), Colapesce (Mafia e parrini), I Lautari e Carmen Consoli (Ciuri di campu), I Giganti (Lungo e disteso).

Tutto il calcio canzone per canzone. Sezione Europa (7 giugno 2024)

Tutto il calcio canzone per canzone. Sezione Europa (7 giugno 2024)

A ottobre ve l’avevamo detto: aspettatevi un secondo capitolo. Di canzoni sul calcio ne sono state scritte a migliaia, e quella puntata era appena il fischio d’inizio. Il prossimo 14 giugno prenderà il via in Germania la diciassettesima edizione degli europei di calcio, e quindi ecco lo spunto perfetto per parlare di nuovo di calcio e musica, di canzoni sul calcio. Le possibilità erano infinite, questo il risultato: 13 canzoni, a volte anche solo accennate, che prendono spunto dall’albo d’oro della competizione ma poi vanno su e giù per la geografia continentale e i decenni senza preoccuparsi troppo, anche se non manca una coerenza di fondo: diciamo che c’è più o meno una canzone per ogni paese vincitore, generalmente di artisti del luogo, ma per esempio, appaiono anche Inghilterra e Yugoslavia, che l’europeo non l’hanno mai vinto, e un paio di artisti americani. Come al solito, troverete di tutto: pop, oldies, tanto groove, brani strumentali, easy listening, dixieland, hip hop, indie. Avete circa una settimana prima del fischio d’inizio di Germania-Scozia: fatene buon uso! Questa la scaletta della puntata: Titta e le Fecce Tricolori, Europei ’96 (Italia, 1997); Oleg Anofriyev, Futbol’nyy myach (URSS, 1961); Giannis Papadopoulos, To podósfairo (Grecia, 1965); Cockerel Chorus, Nice One Cyril (Inghilterra, 1973);  Eurokids, G.O.A.L. (Italia, 1980); Christian Bruhn, Manni der Libero (1. Teil) (Germania, 1982); Boye, Fudbal (Jugoslavia, 1990); LANZ & Kris Allen, Panenka (USA, 2023); Purple Submarine Orchestra, Zinedine Zidane (Francia, 2023); Louisiana Jazzband, Hyldest til de danske fodboldhelte (Danimarca, 1992); Ruud Gullit, Free me (Paesi Bassi, 1984); F.R.A.C., Odio eterno al fútbol moderno (Spagna, 2011); Panda Bear, Benfica (USA, 2011).

Tutto il calcio canzone per canzone. Sezione Europa (7 giugno 2024)

Tutto il calcio canzone per canzone. Sezione Europa (7 giugno 2024)

A ottobre ve l’avevamo detto: aspettatevi un secondo capitolo. Di canzoni sul calcio ne sono state scritte a migliaia, e quella puntata era appena il fischio d’inizio. Il prossimo 14 giugno prenderà il via in Germania la diciassettesima edizione degli europei di calcio, e quindi ecco lo spunto perfetto per parlare di nuovo di calcio e musica, di canzoni sul calcio. Le possibilità erano infinite, questo il risultato: 13 canzoni, a volte anche solo accennate, che prendono spunto dall’albo d’oro della competizione ma poi vanno su e giù per la geografia continentale e i decenni senza preoccuparsi troppo, anche se non manca una coerenza di fondo: diciamo che c’è più o meno una canzone per ogni paese vincitore, generalmente di artisti del luogo, ma per esempio, appaiono anche Inghilterra e Yugoslavia, che l’europeo non l’hanno mai vinto, e un paio di artisti americani. Come al solito, troverete di tutto: pop, oldies, tanto groove, brani strumentali, easy listening, dixieland, hip hop, indie. Avete circa una settimana prima del fischio d’inizio di Germania-Scozia: fatene buon uso! Questa la scaletta della puntata: Titta e le Fecce Tricolori, Europei ’96 (Italia, 1997); Oleg Anofriyev, Futbol’nyy myach (URSS, 1961); Giannis Papadopoulos, To podósfairo (Grecia, 1965); Cockerel Chorus, Nice One Cyril (Inghilterra, 1973);  Eurokids, G.O.A.L. (Italia, 1980); Christian Bruhn, Manni der Libero (1. Teil) (Germania, 1982); Boye, Fudbal (Jugoslavia, 1990); LANZ & Kris Allen, Panenka (USA, 2023); Purple Submarine Orchestra, Zinedine Zidane (Francia, 2023); Louisiana Jazzband, Hyldest til de danske fodboldhelte (Danimarca, 1992); Ruud Gullit, Free me (Paesi Bassi, 1984); F.R.A.C., Odio eterno al fútbol moderno (Spagna, 2011); Panda Bear, Benfica (USA, 2011).

Elezioni catalane: quali scenari? (24 maggio 2024)

Elezioni catalane: quali scenari? (24 maggio 2024)

Lo scorso 12 maggio si è votato in Catalogna. La vittoria dei socialisti e la sconfitta dell’indipendentismo, che per la prima volta non ha la maggioranza assoluta nel parlamento regionale, segna la fine di un ciclo politico. Ma fino a che punto? E quali sono i possibili scenari che si aprono ora? Che conseguenze avrà tutto ciò sulla stabilità del governo di Pedro Sánchez? Di questo e molto altro abbiamo parlato con Paola Lo Cascio, professoressa di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona, e Elena Marisol Brandolini, giornalista, collaboratrice tra gli altri del Manifesto, Il Messaggero e Fanpage. Ci ha accompagnato la musica di Tidiane Thiam (Yangue), Valeria Sturba (Le cose strane), Troffa Hamra (Thannina), Shellac (Girl From Outside) – Le Ultimissime – Último trago: Los Caramelos – Centro de gravedad permanente (conver di Franco Battiato, anni ’90).

Elezioni catalane: quali scenari? (24 maggio 2024)

Elezioni catalane: quali scenari? (24 maggio 2024)

Lo scorso 12 maggio si è votato in Catalogna. La vittoria dei socialisti e la sconfitta dell’indipendentismo, che per la prima volta non ha la maggioranza assoluta nel parlamento regionale, segna la fine di un ciclo politico. Ma fino a che punto? E quali sono i possibili scenari che si aprono ora? Che conseguenze avrà tutto ciò sulla stabilità del governo di Pedro Sánchez? Di questo e molto altro abbiamo parlato con Paola Lo Cascio, professoressa di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona, e Elena Marisol Brandolini, giornalista, collaboratrice tra gli altri del Manifesto, Il Messaggero e Fanpage. Ci ha accompagnato la musica di Tidiane Thiam (Yangue), Valeria Sturba (Le cose strane), Troffa Hamra (Thannina), Shellac (Girl From Outside) – Le Ultimissime – Último trago: Los Caramelos – Centro de gravedad permanente (conver di Franco Battiato, anni ’90).

Ci ragiono e canto: per Giovanna Marini (17 maggio 2024)

Ci ragiono e canto: per Giovanna Marini (17 maggio 2024)

Lo scorso 8 maggio è scomparsa all’età di 87 anni Giovanna Marini: a lei è dedicata questa puntata di Zibaldone. Cantautrice, etnomusicologa, folklorista, nel corso della sua lunghissima carriera ha saputo armonizzare in un dialogo proficuo il versante dell’espressione artistica con la ricerca sulle musiche tradizionali e popolari italiane, contribuendo in modo decisivo alla definizione di quella che oggi riconosciamo come “canzone d’autore”. Utilizzando, riadattando, ibridando i retaggi della tradizione, Giovanna Marini ha creato un linguaggio musicale duttile e particolarmente adatto a raccontare le lotte e le aspirazioni di una parte della società italiana fra gli anni sessanta e i settanta, ma anche oltre, fino ai giorni nostri. Ne abbiamo parlato con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco di Sanremo, che è tornato a farci visita per aiutarci a inquadrare un personaggio così importante e complesso. E ovviamente, sfidando i tempi tirannici della radio, abbiamo cercato qualche chiave di lettura anche nella produzione discografica di Giovanna Marini, con una piccola selezione di brani noti e meno noti. Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono di Giovanna Marini, salvo dove specificato): Ora è venuta l’ora (1976); I treni per Reggio Calabria (1976, qui presentata in una versione del 2002); Se il cielo fosse bianco di carta (1965); Lamento per la morte di Pasolini (1976, qui presentata in un video del 1978); Paolo Pietrangeli, Karlmarxstrasse (1974); La linea rossa (1967); Ho visto le macchine (1979); Ana Belén, Amarga tierra (2003, cover di Domenico Modugno).

Ci ragiono e canto: per Giovanna Marini (17 maggio 2024)

Ci ragiono e canto: per Giovanna Marini (17 maggio 2024)

Lo scorso 8 maggio è scomparsa all’età di 87 anni Giovanna Marini: a lei è dedicata questa puntata di Zibaldone. Cantautrice, etnomusicologa, folklorista, nel corso della sua lunghissima carriera ha saputo armonizzare in un dialogo proficuo il versante dell’espressione artistica con la ricerca sulle musiche tradizionali e popolari italiane, contribuendo in modo decisivo alla definizione di quella che oggi riconosciamo come “canzone d’autore”. Utilizzando, riadattando, ibridando i retaggi della tradizione, Giovanna Marini ha creato un linguaggio musicale duttile e particolarmente adatto a raccontare le lotte e le aspirazioni di una parte della società italiana fra gli anni sessanta e i settanta, ma anche oltre, fino ai giorni nostri. Ne abbiamo parlato con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco di Sanremo, che è tornato a farci visita per aiutarci a inquadrare un personaggio così importante e complesso. E ovviamente, sfidando i tempi tirannici della radio, abbiamo cercato qualche chiave di lettura anche nella produzione discografica di Giovanna Marini, con una piccola selezione di brani noti e meno noti. Questa la scaletta della puntata (tutti i brani sono di Giovanna Marini, salvo dove specificato): Ora è venuta l’ora (1976); I treni per Reggio Calabria (1976, qui presentata in una versione del 2002); Se il cielo fosse bianco di carta (1965); Lamento per la morte di Pasolini (1976, qui presentata in un video del 1978); Paolo Pietrangeli, Karlmarxstrasse (1974); La linea rossa (1967); Ho visto le macchine (1979); Ana Belén, Amarga tierra (2003, cover di Domenico Modugno).

Distopie del terzo millennio (10 maggio 2024)

Distopie del terzo millennio (10 maggio 2024)

La distopia è il genere di moda in questo inizio di terzo millennio? Tra crisi economica e climatica, pandemie e guerre, il futuro non è più il sol dell’avvenire, ma una terra oscura, dove l’ottimismo è un miraggio. Se ci guardiamo intorno, tra film, serie televisive e romanzi, forse non è difficile dare una risposta affermativa alla domanda di cui sopra. Ne parliamo con Daniele Comberiati, professore di letteratura e cultura italiane presso l’Università di Montpellier e scrittore, a proposito del suo ultimo libro, la raccolta di racconti intitolata Il diario delle mie sparizioni (Besa Muci, 2024). Ci ha accompagnato la musica di Olden (Fidati di me), Iosonouncane (Viudas), Tre Allegri Ragazzi Morti (Mi piace quello che è vero), Muni (Il lupo) e Ivan Graziani (L’italianina). – Le Ultimissime – A volte (purtroppo) ritornano: Bruno, il comico serio – Último trago – Jesús »Chucho» Sanoja y su Orquesta – Nuestro concierto (Venezuela, 1961) (Il nostro concerto, Umberto Bindi)

Distopie del terzo millennio (10 maggio 2024)

Distopie del terzo millennio (10 maggio 2024)

La distopia è il genere di moda in questo inizio di terzo millennio? Tra crisi economica e climatica, pandemie e guerre, il futuro non è più il sol dell’avvenire, ma una terra oscura, dove l’ottimismo è un miraggio. Se ci guardiamo intorno, tra film, serie televisive e romanzi, forse non è difficile dare una risposta affermativa alla domanda di cui sopra. Ne parliamo con Daniele Comberiati, professore di letteratura e cultura italiane presso l’Università di Montpellier e scrittore, a proposito del suo ultimo libro, la raccolta di racconti intitolata Il diario delle mie sparizioni (Besa Muci, 2024). Ci ha accompagnato la musica di Olden (Fidati di me), Iosonouncane (Viudas), Tre Allegri Ragazzi Morti (Mi piace quello che è vero), Muni (Il lupo) e Ivan Graziani (L’italianina). – Le Ultimissime – A volte (purtroppo) ritornano: Bruno, il comico serio – Último trago – Jesús »Chucho» Sanoja y su Orquesta – Nuestro concierto (Venezuela, 1961) (Il nostro concerto, Umberto Bindi)

I segreti sporchi dell’Italia (3 maggio 2024)

I segreti sporchi dell’Italia (3 maggio 2024)

La dietrologia, si sa, è uno sport molto praticato in Italia e il cospirazionismo è una moda un po’ dappertutto di questi tempi. Ciò non toglie che di segreti ce ne sono a bizzeffe nella storia italiana. Soprattutto di segreti sporchi. C’è bisogno di indagare, con serietà e etica professionale, per capirci qualcosa, evitando teorie complottiste. È quello che fa da anni Marco Birolini, giornalista di Avvenire e autore di Stato canaglia. Droga, armi, operazioni clandestine: gli affari sporchi dei servizi segreti italiani e stranieri (Ponte alle Grazie, 2023). Parliamo con lui del suo ultimo libro che mostra come negli ultimi decenni la Sicilia sia stata al centro dei traffici internazionali di armi e droga, spesso con l’accondiscendenza di servizi segreti italiani e stranieri. Con Trapani come epicentro, Birolini riavvolge il nastro di storie che appaiono slegate, come quelle di Mauro Rostagno o Ilaria Alpi, ma che in realtà non lo sono affatto. Ci ha accompagnato la musica di Sandro Joyeaux (Jumua), Ivan Graziani (Per gli amici e La rabbia), Setak (Curre curre) e Marta Del Grandi (The Best Sea). – Le Ultimissime – Último trago: Patxi Andion – Qué profundo es el mar (Lucio Dalla, 1983)

I segreti sporchi dell’Italia (3 maggio 2024)

I segreti sporchi dell’Italia (3 maggio 2024)

La dietrologia, si sa, è uno sport molto praticato in Italia e il cospirazionismo è una moda un po’ dappertutto di questi tempi. Ciò non toglie che di segreti ce ne sono a bizzeffe nella storia italiana. Soprattutto di segreti sporchi. C’è bisogno di indagare, con serietà e etica professionale, per capirci qualcosa, evitando teorie complottiste. È quello che fa da anni Marco Birolini, giornalista di Avvenire e autore di Stato canaglia. Droga, armi, operazioni clandestine: gli affari sporchi dei servizi segreti italiani e stranieri (Ponte alle Grazie, 2023). Parliamo con lui del suo ultimo libro che mostra come negli ultimi decenni la Sicilia sia stata al centro dei traffici internazionali di armi e droga, spesso con l’accondiscendenza di servizi segreti italiani e stranieri. Con Trapani come epicentro, Birolini riavvolge il nastro di storie che appaiono slegate, come quelle di Mauro Rostagno o Ilaria Alpi, ma che in realtà non lo sono affatto. Ci ha accompagnato la musica di Sandro Joyeaux (Jumua), Ivan Graziani (Per gli amici e La rabbia), Setak (Curre curre) e Marta Del Grandi (The Best Sea). – Le Ultimissime – Último trago: Patxi Andion – Qué profundo es el mar (Lucio Dalla, 1983)

Bella ciao (26 aprile 2024)

Bella ciao (26 aprile 2024)

Qual è la storia di Bella ciao? Ma soprattutto cos’è, alla fin fine, Bella ciao? “Solo” il brano simbolo della Resistenza? Un inno di libertà in tutto il mondo? In realtà, è, como minimo, anche uno spettacolo – il “Bella ciao” del Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1964 – e un disco – il 33 giri a firma del Nuovo Canzoniere Italiano frutto di quello spettacolo – che hanno segnato la musica popolare italiana. E molto altro. Ne parliamo con Jacopo Tomatis, musicologo, professore all’Università di Torino, musicista con LastanzadiGreta e autore di Bella ciao. Una canzone, uno spettacolo, un disco (Il Saggiatore, 2024). Ci ha accompagnato la música di Bolouries (Bella ciao, 2021), Radiofiera (O Gorizia tu sei maledetta, 2016), Cristina Meschia (Povre filandere, 2018), Marco Zappa (Pelegrin che vien da Roma, 2024) e Ginevra Di Marco e Alessio Lega con Riccardo Tesi (Lu rusciu de lu mare, 2021). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Adolfo Celdrán, Bella ciao (1969)

Bella ciao (26 aprile 2024)

Bella ciao (26 aprile 2024)

Qual è la storia di Bella ciao? Ma soprattutto cos’è, alla fin fine, Bella ciao? “Solo” il brano simbolo della Resistenza? Un inno di libertà in tutto il mondo? In realtà, è, como minimo, anche uno spettacolo – il “Bella ciao” del Festival dei Due Mondi di Spoleto del 1964 – e un disco – il 33 giri a firma del Nuovo Canzoniere Italiano frutto di quello spettacolo – che hanno segnato la musica popolare italiana. E molto altro. Ne parliamo con Jacopo Tomatis, musicologo, professore all’Università di Torino, musicista con LastanzadiGreta e autore di Bella ciao. Una canzone, uno spettacolo, un disco (Il Saggiatore, 2024). Ci ha accompagnato la música di Bolouries (Bella ciao, 2021), Radiofiera (O Gorizia tu sei maledetta, 2016), Cristina Meschia (Povre filandere, 2018), Marco Zappa (Pelegrin che vien da Roma, 2024) e Ginevra Di Marco e Alessio Lega con Riccardo Tesi (Lu rusciu de lu mare, 2021). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Adolfo Celdrán, Bella ciao (1969)

Viva Sergio Staino! (19 aprile 2024)

Viva Sergio Staino! (19 aprile 2024)

Sergio Staino ha rappresentato come pochi altri la famosa massima di Vinicius de Moraes: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”. Fumettista, creatore del personaggio di Bobo, illustratore, regista, direttore di riviste e quotidiani, presidente del Club Tenco di Sanremo, agitatore culturale, artista a tutto tondo. Un intellettuale del Novecento, per essere sintetici. Scomparso a 83 anni lo scorso mese di ottobre, lascia un vuoto immenso. A lui dedichiamo questa puntata del nostro Zibaldone. Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco e amico per oltre quarant’anni di Staino, e Michele e Ilaria Staino che ci parlano di un bellissimo progetto, “Satira e sogni”, che si propone di rendere disponibile in rete gratuitamente tutta l’opera omnia di Sergio Staino. Un lavoro immenso per cui si è lanciato un crowdfunding a cui vi invitiamo a collaborare. Ci ha accompagnato la musica di Paco Ibáñez (Tus ojos me recuerdan), Paolo Conte (La giarrettiera rosa), Marco Ongaro (Il fidanzatino), Roberto Vecchioni (Millenovantanove), Michele Staino & Renato Cantini (Kanchenjunga), Eugenio Bennato & Carlo D’Angiò (A Sud di Napoli). Último trago: Luis Aguilé – Te quiero (Azzurro, Paolo Conte, 1968)

Viva Sergio Staino! (19 aprile 2024)

Viva Sergio Staino! (19 aprile 2024)

Sergio Staino ha rappresentato come pochi altri la famosa massima di Vinicius de Moraes: “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”. Fumettista, creatore del personaggio di Bobo, illustratore, regista, direttore di riviste e quotidiani, presidente del Club Tenco di Sanremo, agitatore culturale, artista a tutto tondo. Un intellettuale del Novecento, per essere sintetici. Scomparso a 83 anni lo scorso mese di ottobre, lascia un vuoto immenso. A lui dedichiamo questa puntata del nostro Zibaldone. Ne parliamo con Sergio Secondiano Sacchi, direttore artistico del Club Tenco e amico per oltre quarant’anni di Staino, e Michele e Ilaria Staino che ci parlano di un bellissimo progetto, “Satira e sogni”, che si propone di rendere disponibile in rete gratuitamente tutta l’opera omnia di Sergio Staino. Un lavoro immenso per cui si è lanciato un crowdfunding a cui vi invitiamo a collaborare. Ci ha accompagnato la musica di Paco Ibáñez (Tus ojos me recuerdan), Paolo Conte (La giarrettiera rosa), Marco Ongaro (Il fidanzatino), Roberto Vecchioni (Millenovantanove), Michele Staino & Renato Cantini (Kanchenjunga), Eugenio Bennato & Carlo D’Angiò (A Sud di Napoli). Último trago: Luis Aguilé – Te quiero (Azzurro, Paolo Conte, 1968)

Antifascismo senza retorica e altre storie (12 aprile 2024)

Antifascismo senza retorica e altre storie (12 aprile 2024)

Il nome di Max Collini è ben noto agli ascoltatori di Zibaldone. Per oltre dieci anni voce e autore dei testi degli Offlaga Disco Pax e in seguito del duo Spartiti, dopo tante collaborazioni musicali ed esperienze teatrali e televisive, pubblica ora il suo primo libro. Un volume scritto insieme all’amico Arturo Bertoldi, Presidente dell’Istoreco di Reggio Emilia: Storie di antifascismo senza retorica (People, 2024). Ventitré storie che raccontano episodi, aneddoti, eventi del passato e della contemporaneità: storie minime, personali, umane raccontate, appunto “senza retorica”, e senza dimenticare, come scrive lo storico Francesco Filippi nella prefazione del libro, che “è uno spettacolo, l’antifascismo”. Ne parliamo con Max Collini a pochi giorni dal 25 aprile, accompagnati da alcuni brani, noti e meno noti, della sua ormai ventennale produzione. Questa la scaletta della puntata: Max Collini con Massimo Zamboni (Palazzo Masdoni), Max Collini, Giorgio Canali e Rossofuoco (Guernica), Spartiti (Qualcosa sulla vita), Margherita Vicario (Quando gli uomini), Offlaga Disco Pax (Isla Dawson).

Antifascismo senza retorica e altre storie (12 aprile 2024)

Antifascismo senza retorica e altre storie (12 aprile 2024)

Il nome di Max Collini è ben noto agli ascoltatori di Zibaldone. Per oltre dieci anni voce e autore dei testi degli Offlaga Disco Pax e in seguito del duo Spartiti, dopo tante collaborazioni musicali ed esperienze teatrali e televisive, pubblica ora il suo primo libro. Un volume scritto insieme all’amico Arturo Bertoldi, Presidente dell’Istoreco di Reggio Emilia: Storie di antifascismo senza retorica (People, 2024). Ventitré storie che raccontano episodi, aneddoti, eventi del passato e della contemporaneità: storie minime, personali, umane raccontate, appunto “senza retorica”, e senza dimenticare, come scrive lo storico Francesco Filippi nella prefazione del libro, che “è uno spettacolo, l’antifascismo”. Ne parliamo con Max Collini a pochi giorni dal 25 aprile, accompagnati da alcuni brani, noti e meno noti, della sua ormai ventennale produzione. Questa la scaletta della puntata: Max Collini con Massimo Zamboni (Palazzo Masdoni), Max Collini, Giorgio Canali e Rossofuoco (Guernica), Spartiti (Qualcosa sulla vita), Margherita Vicario (Quando gli uomini), Offlaga Disco Pax (Isla Dawson).

Trent’anni fa: la Lega Nord (5 aprile 2024)

Trent’anni fa: la Lega Nord (5 aprile 2024)

Terza puntata del ciclo intitolato “Trent’anni fa” in cui ci immergiamo nell’Italia di quel fatidico 1994 (e dintorni). Dopo la discesa in campo di Berlusconi (puntata del 26 gennaio) e la fine di Tangentopoli (puntata del 15 marzo), quest’oggi abbiamo parlato della Lega Nord che proprio nell’aprile del 1994 entrava per la prima volta al governo in coalizione con Forza Italia e il Movimento Sociale Italiano. Il partito fondato da Bossi, tra l’altro, fu fondato ufficialmente proprio quarant’anni fa, nell’aprile del 1984. Che cosa era la Lega? Che cosa è diventata? Come interpretare un fenomeno politico che ha rivoluzionato non solo il nord della penisola, ma, in fin dei conti, tutti gli equilibri politici italiani in un mix segnato da xenofobia, federalismo/autonomismo/secessionismo, difesa del territorio e identitarismo? Ne parliamo con Paolo Barcella, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo, autore di La Lega. Una storia (Carocci, 2022).  Ci ha accompagnato anche la musica di Michele Serra con Rocco Tanica (Diventa anche tu leghista con l’ipnosi, 1993), Pino Daniele (‘O scarrafone, 1991), Arpioni (Macchè Padania, 1998), Caparezza (Inno verdano, 2006), Vanessa Bissiri (Se perfuma y toma, 2023) – Le Ultimissime di Fausto  – Il ritorno di Bruno – Último trago: Kairo – En los espejos de un café (1994, cover  di Nord sud ovest est, 883). 

Trent’anni fa: la Lega Nord (5 aprile 2024)

Trent’anni fa: la Lega Nord (5 aprile 2024)

Terza puntata del ciclo intitolato “Trent’anni fa” in cui ci immergiamo nell’Italia di quel fatidico 1994 (e dintorni). Dopo la discesa in campo di Berlusconi (puntata del 26 gennaio) e la fine di Tangentopoli (puntata del 15 marzo), quest’oggi abbiamo parlato della Lega Nord che proprio nell’aprile del 1994 entrava per la prima volta al governo in coalizione con Forza Italia e il Movimento Sociale Italiano. Il partito fondato da Bossi, tra l’altro, fu fondato ufficialmente proprio quarant’anni fa, nell’aprile del 1984. Che cosa era la Lega? Che cosa è diventata? Come interpretare un fenomeno politico che ha rivoluzionato non solo il nord della penisola, ma, in fin dei conti, tutti gli equilibri politici italiani in un mix segnato da xenofobia, federalismo/autonomismo/secessionismo, difesa del territorio e identitarismo? Ne parliamo con Paolo Barcella, professore di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo, autore di La Lega. Una storia (Carocci, 2022).  Ci ha accompagnato anche la musica di Michele Serra con Rocco Tanica (Diventa anche tu leghista con l’ipnosi, 1993), Pino Daniele (‘O scarrafone, 1991), Arpioni (Macchè Padania, 1998), Caparezza (Inno verdano, 2006), Vanessa Bissiri (Se perfuma y toma, 2023) – Le Ultimissime di Fausto  – Il ritorno di Bruno – Último trago: Kairo – En los espejos de un café (1994, cover  di Nord sud ovest est, 883). 

Il Rapporto Italia – marzo 2024 (22 marzo 2024)

Il Rapporto Italia – marzo 2024 (22 marzo 2024)

Alla terza edizione, il concetto di questo format, peraltro semplicissimo, dovrebbe essere chiaro: nel Rapporto Italia vi presentiamo novità discografiche italiane uscite negli ultimi mesi. L’intenzione è quella di tenervi e tenerci aggiornati sulla musica che si pubblica nel nostro paese, seguendo le orme di artisti, etichette e scene che amiamo in prima persona, così da arrivare, passo dopo passo, ai nomi che ameremo domani. Partiamo dalle coordinate abituali del nostro Zibaldone, quelle della canzone d’autore, e viriamo con scarti più o meno decisi verso territori che potremo definire, ma solo perché nella sua vaghezza il termine lascia molta libertà di manovra, alternative. Infatti, come al solito, in piccole dosi, c’è un po’ di tutto: cantautorato, ovviamente, indie, pop elettronico, funk, post-rock, e quantità volatili di tanto altro. E a distanza di un anno dalla prima edizione del Rapporto Italia, ancor ci è dolce naufragare in queste mappe in parte ancora da tracciare. Questa la scaletta della puntata: Mapuche, Cosa nasconde la mia mente (2024); Arianna Pasini, Gravità (2024); Sara Parigi, Rive (2024); Raffaella De Stefano, Ascolto Isoradio (2023); Non Voglio che Clara, Lucio (2023); Andrea Cubeddu, Migrazioni (2024); Bassolino, Città futura (2024); Earthset, La caccia (2023); Vipera, L’allodoletta (2023); I Cani & Baustelle, Nabucodonosor – Essere vivo (2023).

Il Rapporto Italia – marzo 2024 (22 marzo 2024)

Il Rapporto Italia – marzo 2024 (22 marzo 2024)

Alla terza edizione, il concetto di questo format, peraltro semplicissimo, dovrebbe essere chiaro: nel Rapporto Italia vi presentiamo novità discografiche italiane uscite negli ultimi mesi. L’intenzione è quella di tenervi e tenerci aggiornati sulla musica che si pubblica nel nostro paese, seguendo le orme di artisti, etichette e scene che amiamo in prima persona, così da arrivare, passo dopo passo, ai nomi che ameremo domani. Partiamo dalle coordinate abituali del nostro Zibaldone, quelle della canzone d’autore, e viriamo con scarti più o meno decisi verso territori che potremo definire, ma solo perché nella sua vaghezza il termine lascia molta libertà di manovra, alternative. Infatti, come al solito, in piccole dosi, c’è un po’ di tutto: cantautorato, ovviamente, indie, pop elettronico, funk, post-rock, e quantità volatili di tanto altro. E a distanza di un anno dalla prima edizione del Rapporto Italia, ancor ci è dolce naufragare in queste mappe in parte ancora da tracciare. Questa la scaletta della puntata: Mapuche, Cosa nasconde la mia mente (2024); Arianna Pasini, Gravità (2024); Sara Parigi, Rive (2024); Raffaella De Stefano, Ascolto Isoradio (2023); Non Voglio che Clara, Lucio (2023); Andrea Cubeddu, Migrazioni (2024); Bassolino, Città futura (2024); Earthset, La caccia (2023); Vipera, L’allodoletta (2023); I Cani & Baustelle, Nabucodonosor – Essere vivo (2023).

Trent’anni fa: Tangentopoli (15 marzo 2024)

Trent’anni fa: Tangentopoli (15 marzo 2024)

Questa settimana riprendiamo il filo delle puntate intitolate “Trent’anni fa”, dedicate a una serie di avvenimenti e fenomeni politici, sociali e culturali che hanno segnato la storia italiana. Un anno chiave quel 1994, non solo per la discesa in campo di Berlusconi, di cui abbiamo parlato nella puntata del 26 gennaio scorso, ma anche perché si chiudeva, bene o male, il biennio di Tangentopoli, a cui dedichiamo la puntata di quest’oggi. Cosa è stato Tangentopoli? È stata una rivoluzione morale, come spesso si è detto, o piuttosto un conflitto di potere? E, in secondo luogo, era davvero destino che il sistema della Prima Repubblica cadesse frutto di una profonda crisi più che decennale o, invece, si trattò di qualcosa di imprevedibile e ben più complesso? Ne parliamo con lo storico Andrea Marino, ricercatore presso l’Università degli Studi del Salento e autore di L’imprevedibile 1992. Tangentopoli: rivoluzione morale o conflitto di potere? (Viella, 2023). Ci ha accompagnato la musica di David Riondino (La ballata del sì e del no), Francesco Baccini (Giulio Andreotti), Edoardo Bennato (Tu chi sei) e i 99 Posse (Ripetutamente). Non sono mancate Le Ultimissime del nostro Fausto De Salvia e l’último trago con Andikiru – Mi historia entre tus dedos (Gianluca Grignani).

Trent’anni fa: Tangentopoli (15 marzo 2024)

Trent’anni fa: Tangentopoli (15 marzo 2024)

Questa settimana riprendiamo il filo delle puntate intitolate “Trent’anni fa”, dedicate a una serie di avvenimenti e fenomeni politici, sociali e culturali che hanno segnato la storia italiana. Un anno chiave quel 1994, non solo per la discesa in campo di Berlusconi, di cui abbiamo parlato nella puntata del 26 gennaio scorso, ma anche perché si chiudeva, bene o male, il biennio di Tangentopoli, a cui dedichiamo la puntata di quest’oggi. Cosa è stato Tangentopoli? È stata una rivoluzione morale, come spesso si è detto, o piuttosto un conflitto di potere? E, in secondo luogo, era davvero destino che il sistema della Prima Repubblica cadesse frutto di una profonda crisi più che decennale o, invece, si trattò di qualcosa di imprevedibile e ben più complesso? Ne parliamo con lo storico Andrea Marino, ricercatore presso l’Università degli Studi del Salento e autore di L’imprevedibile 1992. Tangentopoli: rivoluzione morale o conflitto di potere? (Viella, 2023). Ci ha accompagnato la musica di David Riondino (La ballata del sì e del no), Francesco Baccini (Giulio Andreotti), Edoardo Bennato (Tu chi sei) e i 99 Posse (Ripetutamente). Non sono mancate Le Ultimissime del nostro Fausto De Salvia e l’último trago con Andikiru – Mi historia entre tus dedos (Gianluca Grignani).

Una finestra nel cielo chiuso: poetesse per l’8 marzo (8 marzo 2024)

Una finestra nel cielo chiuso: poetesse per l’8 marzo (8 marzo 2024)

A Barcellona, l’otto marzo è una ricorrenza che si celebra anche attraverso la lotta, tramite la pratica dello sciopero femminista (in catalano, vaga feminista). Nel 2024, il giorno internazionale delle donne cade di venerdì, e qui a Zibaldone vi proponiamo una puntata su poesia e musica al femminile, con l’auspicio di essere degni compagni di strada nel cammino verso una piena uguaglianza. Ci ha fatto compagnia Alessandra Carnaroli, poetessa, autrice di raccolte come 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti (Einaudi, 2021) ma anche di un recente romanzo intitolato La furia, uscito per i tipi di Solferino nel 2023. Abbiamo parlato di queste opere, ma anche dell’interessante esperimento di “poesia istantanea” che porta avanti da anni sui suoi profili social, commentando in diretta l’attualità, con una particolare attenzione a tematiche quali il femminicidio e i diritti delle donne. A completare il programma di giornata, una piccola selezione di canzoni composte a partire da componimenti di alcune delle poetesse più importanti della letteratura mondiale. Questa la scaletta della puntata (fra parentesi quadre, dopo il nome degli interpreti, riportiamo le autrici dei testi originali): Pau Alabajos (feat. Gemma Humet, Meritxell Gené, Marta Rius) [Maria Mercè Marçal], Vuit de març (2020); NicoNote [Amelia Rosselli], A. R. (2021); Sergio Endrigo [Emily Dickinson], The morns are meeker than they were (fine anni ’70); Ultra Bra [Anna Achmàtova], Ero (1997); Stubbornly Absent [Wyslawa Szymborska], Cat in an empty partment (2016); Budding Rose [Emily Brontë], Awaking (2013); Fin del Mundo [Alejandra Pizarnik], La noche (2020).

Una finestra nel cielo chiuso: poetesse per l’8 marzo (8 marzo 2024)

Una finestra nel cielo chiuso: poetesse per l’8 marzo (8 marzo 2024)

A Barcellona, l’otto marzo è una ricorrenza che si celebra anche attraverso la lotta, tramite la pratica dello sciopero femminista (in catalano, vaga feminista). Nel 2024, il giorno internazionale delle donne cade di venerdì, e qui a Zibaldone vi proponiamo una puntata su poesia e musica al femminile, con l’auspicio di essere degni compagni di strada nel cammino verso una piena uguaglianza. Ci ha fatto compagnia Alessandra Carnaroli, poetessa, autrice di raccolte come 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti (Einaudi, 2021) ma anche di un recente romanzo intitolato La furia, uscito per i tipi di Solferino nel 2023. Abbiamo parlato di queste opere, ma anche dell’interessante esperimento di “poesia istantanea” che porta avanti da anni sui suoi profili social, commentando in diretta l’attualità, con una particolare attenzione a tematiche quali il femminicidio e i diritti delle donne. A completare il programma di giornata, una piccola selezione di canzoni composte a partire da componimenti di alcune delle poetesse più importanti della letteratura mondiale. Questa la scaletta della puntata (fra parentesi quadre, dopo il nome degli interpreti, riportiamo le autrici dei testi originali): Pau Alabajos (feat. Gemma Humet, Meritxell Gené, Marta Rius) [Maria Mercè Marçal], Vuit de març (2020); NicoNote [Amelia Rosselli], A. R. (2021); Sergio Endrigo [Emily Dickinson], The morns are meeker than they were (fine anni ’70); Ultra Bra [Anna Achmàtova], Ero (1997); Stubbornly Absent [Wyslawa Szymborska], Cat in an empty partment (2016); Budding Rose [Emily Brontë], Awaking (2013); Fin del Mundo [Alejandra Pizarnik], La noche (2020).

Una chitarra e mille lire in tasca: canzoni del vecchio conio (1 marzo 2024)

Una chitarra e mille lire in tasca: canzoni del vecchio conio (1 marzo 2024)

Oggi parliamo di soldi. Ma siccome lo faremo attraverso vecchie canzoni di musica leggera italiana, a farla da padrone saranno le lire. Si sa, le canzonette parlano soprattutto d’amore, ma come ci può confermare ogni cartomante che si rispetti, l’altra principale preoccupazione della gente sono i quattrini, e il pop nostrano ne ha preso atto in vari modi (anche se a volte era solo una scusa per parlare d’amore facendo il giro lungo). Vi proponiamo  canzoni che, a tappe serrate, ci accompagneranno dal 1939 fino al 2011, quando ormai parlare di lire era un puro esercizio di memoria, un tuffo nei ricordi: ed è così che vi invitiamo a considerare questo speciale monografico, che ci ha permesso di riascoltare alcuni classici assoluti e di scoprire alcune piccole, bizzarre canzoni che a nostro parere vale la pena riscattare dall’oblio. Insomma, niente scenari macroeconomici né (ci mancherebbe) farneticazioni neo-autarchiche: ma un ascolto, crediamo, divertente che, in controluce, ci parla della storia recente dello stivale. Questa la scaletta della puntata: Gilberto Mazzi, Mille lire al mese (1939); Grazia Gresi, ‘A lira (1959); Enzo Jannacci, Un amore da 50 lire (1962);  Gianni Morandi , Sono contento… (1963); I Ribelli, Per una lira (1966);  Canarini, Il figlio della lira (1967); Adriano Celentano, Svalutation (1976); Federico Troiani, Non c’ho ‘na lira (1981); 883, Con un deca (1992); BriganTony, Tunnamu ‘ca lira (2005); Gazebo Penguins, 300 lire (2011).

Una chitarra e mille lire in tasca: canzoni del vecchio conio (1 marzo 2024)

Una chitarra e mille lire in tasca: canzoni del vecchio conio (1 marzo 2024)

Oggi parliamo di soldi. Ma siccome lo faremo attraverso vecchie canzoni di musica leggera italiana, a farla da padrone saranno le lire. Si sa, le canzonette parlano soprattutto d’amore, ma come ci può confermare ogni cartomante che si rispetti, l’altra principale preoccupazione della gente sono i quattrini, e il pop nostrano ne ha preso atto in vari modi (anche se a volte era solo una scusa per parlare d’amore facendo il giro lungo). Vi proponiamo  canzoni che, a tappe serrate, ci accompagneranno dal 1939 fino al 2011, quando ormai parlare di lire era un puro esercizio di memoria, un tuffo nei ricordi: ed è così che vi invitiamo a considerare questo speciale monografico, che ci ha permesso di riascoltare alcuni classici assoluti e di scoprire alcune piccole, bizzarre canzoni che a nostro parere vale la pena riscattare dall’oblio. Insomma, niente scenari macroeconomici né (ci mancherebbe) farneticazioni neo-autarchiche: ma un ascolto, crediamo, divertente che, in controluce, ci parla della storia recente dello stivale. Questa la scaletta della puntata: Gilberto Mazzi, Mille lire al mese (1939); Grazia Gresi, ‘A lira (1959); Enzo Jannacci, Un amore da 50 lire (1962);  Gianni Morandi , Sono contento… (1963); I Ribelli, Per una lira (1966);  Canarini, Il figlio della lira (1967); Adriano Celentano, Svalutation (1976); Federico Troiani, Non c’ho ‘na lira (1981); 883, Con un deca (1992); BriganTony, Tunnamu ‘ca lira (2005); Gazebo Penguins, 300 lire (2011).

La riforma Calderoli, ovvero la secessione dei ricchi (23 febbraio 2024)

La riforma Calderoli, ovvero la secessione dei ricchi (23 febbraio 2024)

Lo scorso mese di gennaio il Senato italiano ha approvato la legge Calderoli che prevede la cosiddetta autonomia differenziata. Nel mezzo del silenzio più o meno generale, la riforma voluta dalla Lega cambierà gli assetti dell’Italia, con conseguenze molto gravi per il sistema paese e il benessere dei cittadini. Ne parliamo con Gianfranco Viesti, professore di Economia presso l’Università di Bari e autore di Contro la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale (Laterza, 2023). Il libro si presenterà venerdì 1 marzo alle 19 alla Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona, in collaborazione con ANPI Spagna “Guido Picelli” e l’Associazione AltraItalia. – Ci ha accompagnato la musica di Estra feat. Vinicio Capossela (Nordest Cowboys), Eleonora Bordonaro (Iermanimei), Roberta Gulisano (A ccu apparteni) e Raiz (Rosa). – Le Ultimissime – Último trago: Caribbean’s Boys (Bella sin alma, Riccardo Cocciante)

La riforma Calderoli, ovvero la secessione dei ricchi (23 febbraio 2024)

La riforma Calderoli, ovvero la secessione dei ricchi (23 febbraio 2024)

Lo scorso mese di gennaio il Senato italiano ha approvato la legge Calderoli che prevede la cosiddetta autonomia differenziata. Nel mezzo del silenzio più o meno generale, la riforma voluta dalla Lega cambierà gli assetti dell’Italia, con conseguenze molto gravi per il sistema paese e il benessere dei cittadini. Ne parliamo con Gianfranco Viesti, professore di Economia presso l’Università di Bari e autore di Contro la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale (Laterza, 2023). Il libro si presenterà venerdì 1 marzo alle 19 alla Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona, in collaborazione con ANPI Spagna “Guido Picelli” e l’Associazione AltraItalia. – Ci ha accompagnato la musica di Estra feat. Vinicio Capossela (Nordest Cowboys), Eleonora Bordonaro (Iermanimei), Roberta Gulisano (A ccu apparteni) e Raiz (Rosa). – Le Ultimissime – Último trago: Caribbean’s Boys (Bella sin alma, Riccardo Cocciante)

La Lombardia del ‘900 attraverso il canto popolare (16 febbraio 2024)

La Lombardia del ‘900 attraverso il canto popolare (16 febbraio 2024)

Si può raccontare la storia del Novecento attraverso il canto popolare? Assolutamente sì. Ed è quello che ha fatto Daniele Fumagalli, etnomusicologo, polistrumentista, cantautore e direttore del gruppo folkloristico “I Brianzoli” di Ponte Lambro. Nel suo Novecento. Un secolo di storia lombarda narrato attraverso il canto popolare, disco e libro allo stesso tempo, Fumagalli, ospite di Zibaldone nella puntata di questa settimana, ha raccolto quindici canzoni tra la fine dell’Ottocento e gli anni settanta del Novecento. Alla storia ufficiale si affianca una storia popolare, raccontata e trasmessa oralmente dal popolo: un popolo che spera, spara, soffre, emigra, va in guerra, resiste, assiste, si diverte, si delude. Dal suo disco ci siamo ascoltati In libertà ti lascio, Piazza Fratelli Bandiera e I reduci. Ci ha accompagnato anche la musica del Quartetto Cetra (Mamma mia dammi cento lire), Röda Bönor (La Lega (Sebben che siamo donne)) e Clacson Small Orchestra (Signore delle cime). – Le Ultimissime – Último trago: Perrosky – Felicidad, felicidad (Ricky Gianco, 1968)

La Lombardia del ‘900 attraverso il canto popolare (16 febbraio 2024)

La Lombardia del ‘900 attraverso il canto popolare (16 febbraio 2024)

Si può raccontare la storia del Novecento attraverso il canto popolare? Assolutamente sì. Ed è quello che ha fatto Daniele Fumagalli, etnomusicologo, polistrumentista, cantautore e direttore del gruppo folkloristico “I Brianzoli” di Ponte Lambro. Nel suo Novecento. Un secolo di storia lombarda narrato attraverso il canto popolare, disco e libro allo stesso tempo, Fumagalli, ospite di Zibaldone nella puntata di questa settimana, ha raccolto quindici canzoni tra la fine dell’Ottocento e gli anni settanta del Novecento. Alla storia ufficiale si affianca una storia popolare, raccontata e trasmessa oralmente dal popolo: un popolo che spera, spara, soffre, emigra, va in guerra, resiste, assiste, si diverte, si delude. Dal suo disco ci siamo ascoltati In libertà ti lascio, Piazza Fratelli Bandiera e I reduci. Ci ha accompagnato anche la musica del Quartetto Cetra (Mamma mia dammi cento lire), Röda Bönor (La Lega (Sebben che siamo donne)) e Clacson Small Orchestra (Signore delle cime). – Le Ultimissime – Último trago: Perrosky – Felicidad, felicidad (Ricky Gianco, 1968)

Liberiamo Ilaria Salis! (9 febbraio 2024)

Liberiamo Ilaria Salis! (9 febbraio 2024)

Le immagini di Ilaria Salis, portata al guinzaglio nel tribunale di Budapest, hanno fatto il giro del mondo. È ormai da un anno che Ilaria è rinchiusa nelle carceri ungheresi in condizioni insalubri, accusata di crimini surreali per cui le si chiedono 24 anni e abbandonata completamente dalle istituzioni italiane, nonostante gli sforzi del padre Roberto. Il governo Meloni fa orecchie da mercante per compiacere l’amico Orbán che, oltre ad avere convertito l’Ungheria in un’autocrazia elettorale, utilizza Ilaria come moneta di scambio per i suoi interessi in Europa. La vicenda di Ilaria è un vero e proprio scempio democratico che dovrebbe come minimo risvegliare le coscienze di molti italiani ed europei. Ne parliamo con Francesca De Benedetti, capo servizio Europa del quotidiano Domani. Ci ha accompagnato la musica di Giovanni Truppi & Vinicio Capossela (Nella mia ora di libertà), Orfeo Zenészcsoport (Föld és víz), noÁr (Áron Molnár) (Milyen áron?), Gian Piero Alloisio (Eia eia trallallà) e Mirko e il cane (Non mi ricordo più). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Samuele Arba – El jutge Selah Lively (Un giudice, Fabrizio De Andrè)

Liberiamo Ilaria Salis! (9 febbraio 2024)

Liberiamo Ilaria Salis! (9 febbraio 2024)

Le immagini di Ilaria Salis, portata al guinzaglio nel tribunale di Budapest, hanno fatto il giro del mondo. È ormai da un anno che Ilaria è rinchiusa nelle carceri ungheresi in condizioni insalubri, accusata di crimini surreali per cui le si chiedono 24 anni e abbandonata completamente dalle istituzioni italiane, nonostante gli sforzi del padre Roberto. Il governo Meloni fa orecchie da mercante per compiacere l’amico Orbán che, oltre ad avere convertito l’Ungheria in un’autocrazia elettorale, utilizza Ilaria come moneta di scambio per i suoi interessi in Europa. La vicenda di Ilaria è un vero e proprio scempio democratico che dovrebbe come minimo risvegliare le coscienze di molti italiani ed europei. Ne parliamo con Francesca De Benedetti, capo servizio Europa del quotidiano Domani. Ci ha accompagnato la musica di Giovanni Truppi & Vinicio Capossela (Nella mia ora di libertà), Orfeo Zenészcsoport (Föld és víz), noÁr (Áron Molnár) (Milyen áron?), Gian Piero Alloisio (Eia eia trallallà) e Mirko e il cane (Non mi ricordo più). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Samuele Arba – El jutge Selah Lively (Un giudice, Fabrizio De Andrè)

Respinti all’Ariston. Vol. 2 (2 febbraio 2024)

Respinti all’Ariston. Vol. 2 (2 febbraio 2024)

Manca poco a quello che rimane probabilmente il più poderoso momento unificante del popolo italiano (nazionale di calcio a parte): il festival di Sanremo. E dopo averlo sostanzialmente ignorato per molti anni, nel nostro piccolo, a partire dall’anno scorso crediamo di avere trovato il modo giusto per parlarne. E anche il momento: cioè subito prima che si aprano le danze e in tutta Italia, per cinque giorni, furiosamente, non si parli d’altro (abbastanza poco delle canzoni, a ogni buon conto). Eccoci quindi pronti per il secondo capitolo di “Respinti all’Ariston”, con altri dieci pezzi che a Sanremo hanno provato ad andarci, ma per i motivi più disparati non ce l’hanno fatta. E se per i brani più eccentrici è facile immaginare il perché, altri ci dimostrano che, ieri come oggi, i criteri di ammissione al festival sono misteriosi o direttamente imperscrutabili. Anche quest’anno cominciamo dagli anni ’50 e arriviamo al presente: perlopiù con un brano per decennio, tanti nomi importanti e un paio di sorprese. E come l’anno scorso, no, non ci sono i Jalisse, veri e propri padrini spirituali della nostra serie, che dopo avere espugnato Sanremo nel 1997 si vedono immancabilmente respinti anno dopo anno. Chissà, forse l’anno prossimo vi faremo sentire uno dei loro moltissimi brani esclusi. Questa la scaletta della puntata: I Campioni (canta Tony Dallara), Come prima (1957); Gino Paoli, Prima di vederti (1965); Caterina Caselli, Una storia d’amore (1967); Rosalino, Storia di due amici (1972); Franco Franchi e Ilona Staller, Cappuccetto Rosso (1978); Mia Martini, E ancora canto (1981); Diego Abatantuono e Claudio Bisio, Complimenti (1992); Syria, Momenti (2008); Perturbazione, Dipende da te (2016); Subsonica, Universo (2024).

Respinti all’Ariston. Vol. 2 (2 febbraio 2024)

Respinti all’Ariston. Vol. 2 (2 febbraio 2024)

Manca poco a quello che rimane probabilmente il più poderoso momento unificante del popolo italiano (nazionale di calcio a parte): il festival di Sanremo. E dopo averlo sostanzialmente ignorato per molti anni, nel nostro piccolo, a partire dall’anno scorso crediamo di avere trovato il modo giusto per parlarne. E anche il momento: cioè subito prima che si aprano le danze e in tutta Italia, per cinque giorni, furiosamente, non si parli d’altro (abbastanza poco delle canzoni, a ogni buon conto). Eccoci quindi pronti per il secondo capitolo di “Respinti all’Ariston”, con altri dieci pezzi che a Sanremo hanno provato ad andarci, ma per i motivi più disparati non ce l’hanno fatta. E se per i brani più eccentrici è facile immaginare il perché, altri ci dimostrano che, ieri come oggi, i criteri di ammissione al festival sono misteriosi o direttamente imperscrutabili. Anche quest’anno cominciamo dagli anni ’50 e arriviamo al presente: perlopiù con un brano per decennio, tanti nomi importanti e un paio di sorprese. E come l’anno scorso, no, non ci sono i Jalisse, veri e propri padrini spirituali della nostra serie, che dopo avere espugnato Sanremo nel 1997 si vedono immancabilmente respinti anno dopo anno. Chissà, forse l’anno prossimo vi faremo sentire uno dei loro moltissimi brani esclusi. Questa la scaletta della puntata: I Campioni (canta Tony Dallara), Come prima (1957); Gino Paoli, Prima di vederti (1965); Caterina Caselli, Una storia d’amore (1967); Rosalino, Storia di due amici (1972); Franco Franchi e Ilona Staller, Cappuccetto Rosso (1978); Mia Martini, E ancora canto (1981); Diego Abatantuono e Claudio Bisio, Complimenti (1992); Syria, Momenti (2008); Perturbazione, Dipende da te (2016); Subsonica, Universo (2024).

Trent’anni fa: la discesa in campo (26 gennaio 2024)

Trent’anni fa: la discesa in campo (26 gennaio 2024)

Trent’anni fa sono successe davvero tante cose in Italia. Nei prossimi mesi ne ripercorreremo alcune qui a Zibaldone. In questo 26 gennaio non potevamo non iniziare con l’entrata in politica di Silvio Berlusconi con il famoso videomessaggio recapitato a tutti i telegiornali italiani. Senza dubbio una data spartiacque che cambiò la politica e, in fin dei conti, la società del nostro paese. Ne parliamo con Rudi Ghedini, giornalista, scrittore e autore di un libro che nel lontano 2004 anticipò molte delle analisi sul berlusconismo, Il cavaliere a due punte. Ci ha accompagnato la musica di: Corona (The rhythm of the night), Golpe (La Rai se la paghi Occhetto), Cristiano Malgioglio (Caro Berlusconi), Trabants (Berlusconi shake). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Rubby Pérez – Amores extraños (1995, cover di Laura Pausini)

Trent’anni fa: la discesa in campo (26 gennaio 2024)

Trent’anni fa: la discesa in campo (26 gennaio 2024)

Trent’anni fa sono successe davvero tante cose in Italia. Nei prossimi mesi ne ripercorreremo alcune qui a Zibaldone. In questo 26 gennaio non potevamo non iniziare con l’entrata in politica di Silvio Berlusconi con il famoso videomessaggio recapitato a tutti i telegiornali italiani. Senza dubbio una data spartiacque che cambiò la politica e, in fin dei conti, la società del nostro paese. Ne parliamo con Rudi Ghedini, giornalista, scrittore e autore di un libro che nel lontano 2004 anticipò molte delle analisi sul berlusconismo, Il cavaliere a due punte. Ci ha accompagnato la musica di: Corona (The rhythm of the night), Golpe (La Rai se la paghi Occhetto), Cristiano Malgioglio (Caro Berlusconi), Trabants (Berlusconi shake). – Le Ultimissime di Fausto – Último trago: Rubby Pérez – Amores extraños (1995, cover di Laura Pausini)

Giuliano Montaldo, un regista contro (19 gennaio 2024)

Giuliano Montaldo, un regista contro (19 gennaio 2024)

Lo scorso mese di settembre ci ha lasciato Giuliano Montaldo, uno dei grandi registi italiani della seconda metà del Novecento. A lui abbiamo voluto dedicare questa puntata di Zibaldone. Insieme a Ludovico Longhi, professore di Storia e critica del cinema presso l’Universitat Autònoma de Barcelona, ne abbiamo ripercorso la carriera, prima come attore, collaborando con Carlo Lizzani, poi come regista, con film politici e impegnati (da “Tiro al piccione”, 1961 a “Sacco e Vanzetti”, 1971 o «L’Agnese va a morire», 1976) a commedie all’italiana, affatto superficiali (da “Una bella grinta” a “Il giocattolo”, 1979). Ci ha accompagnato la musica di alcune sue colonne sonore: Joan Baez (Here’s To You, da »Sacco e Vanzetti», 1971), Anna Maria Izzo (Come tutti gli altri, da «Extraconiugale», 1964), Carlo Rustichelli (Campo di battaglia, da »Tiro al piccione», 1961), Don Powell (Una bella grinta, dal film omonimo, 1965), Ennio Morricone (La città proibita, da »Marco Polo», 1982). Último trago: omaggio a Gianfranco Reverberi. Ci siamo ascoltati Luigi Tenco (Ti ricorderai, 1961) e Los Salvajes (Pafff… Bum, versione originale interpretata da Lucio Dalla, 1966).

Giuliano Montaldo, un regista contro (19 gennaio 2024)

Giuliano Montaldo, un regista contro (19 gennaio 2024)

Lo scorso mese di settembre ci ha lasciato Giuliano Montaldo, uno dei grandi registi italiani della seconda metà del Novecento. A lui abbiamo voluto dedicare questa puntata di Zibaldone. Insieme a Ludovico Longhi, professore di Storia e critica del cinema presso l’Universitat Autònoma de Barcelona, ne abbiamo ripercorso la carriera, prima come attore, collaborando con Carlo Lizzani, poi come regista, con film politici e impegnati (da “Tiro al piccione”, 1961 a “Sacco e Vanzetti”, 1971 o «L’Agnese va a morire», 1976) a commedie all’italiana, affatto superficiali (da “Una bella grinta” a “Il giocattolo”, 1979). Ci ha accompagnato la musica di alcune sue colonne sonore: Joan Baez (Here’s To You, da »Sacco e Vanzetti», 1971), Anna Maria Izzo (Come tutti gli altri, da «Extraconiugale», 1964), Carlo Rustichelli (Campo di battaglia, da »Tiro al piccione», 1961), Don Powell (Una bella grinta, dal film omonimo, 1965), Ennio Morricone (La città proibita, da »Marco Polo», 1982). Último trago: omaggio a Gianfranco Reverberi. Ci siamo ascoltati Luigi Tenco (Ti ricorderai, 1961) e Los Salvajes (Pafff… Bum, versione originale interpretata da Lucio Dalla, 1966).

In Alexanderplatz come in Piazza del Duomo: cover dei CCCP dal mondo (12 gennaio 2024)

In Alexanderplatz come in Piazza del Duomo: cover dei CCCP dal mondo (12 gennaio 2024)

“Punk filosovietico”: una definizione, o se volete un ossimoro, che riassume come nessun’altra l’unicità dell’esperienza artistica dei CCCP. Negli ultimi mesi si è tornato a parlare di loro per via di una serie di iniziative celebrative, in corso o annunciate, in occasione del quarantennale della loro prima prova discografica: una mostra a Reggio Emilia, un box antologico per Universal Music, tre attesissimi concerti a Berlino. Qui a Zibaldone abbiamo voluto unirci ai festeggiamenti con un monografico che raccoglie gli omaggi che altri artisti, italiani ma non solo (e per questo ci siamo permessi una piccola iperbole nel titolo della puntata), hanno dedicato a Ferretti e compagni. Le 11 cover che abbiamo raccolto, rappresentative delle varie fasi della loro carriera, dimostrano col loro spiccato eclettismo come l’influenza dei CCCP sia riuscita a raggiungere mondi lontanissimi (principalmente in senso stilistico, ma a volte anche geografico). Vi va di accompagnarci in questo ennesimo viaggio? Questa la scaletta della puntata: Luca Urbani, Io sto bene (2014); Vasco Brondi, Amandoti (2018); Marina Muloupulos (feat. Marzio Aricò), And the radio plays (2018); Coro delle Mondine di Correggio, Campestre (1996); The Post Romantic Empire Ensamble, Annarella (2013); Russo Amorale, Emilia paranoica (2023); Mir Express, Tu menti (2020); Nina Belief, Curami (2020); The Secret Prostitutes, Live in Pankow (2013); Bologna Violenta con Aimone Romizi, Valium Tavor Serenase (2012); Giacomo Toni, Mi ami? (2014).

In Alexanderplatz come in Piazza del Duomo: cover dei CCCP dal mondo (12 gennaio 2024)

In Alexanderplatz come in Piazza del Duomo: cover dei CCCP dal mondo (12 gennaio 2024)

“Punk filosovietico”: una definizione, o se volete un ossimoro, che riassume come nessun’altra l’unicità dell’esperienza artistica dei CCCP. Negli ultimi mesi si è tornato a parlare di loro per via di una serie di iniziative celebrative, in corso o annunciate, in occasione del quarantennale della loro prima prova discografica: una mostra a Reggio Emilia, un box antologico per Universal Music, tre attesissimi concerti a Berlino. Qui a Zibaldone abbiamo voluto unirci ai festeggiamenti con un monografico che raccoglie gli omaggi che altri artisti, italiani ma non solo (e per questo ci siamo permessi una piccola iperbole nel titolo della puntata), hanno dedicato a Ferretti e compagni. Le 11 cover che abbiamo raccolto, rappresentative delle varie fasi della loro carriera, dimostrano col loro spiccato eclettismo come l’influenza dei CCCP sia riuscita a raggiungere mondi lontanissimi (principalmente in senso stilistico, ma a volte anche geografico). Vi va di accompagnarci in questo ennesimo viaggio? Questa la scaletta della puntata: Luca Urbani, Io sto bene (2014); Vasco Brondi, Amandoti (2018); Marina Muloupulos (feat. Marzio Aricò), And the radio plays (2018); Coro delle Mondine di Correggio, Campestre (1996); The Post Romantic Empire Ensamble, Annarella (2013); Russo Amorale, Emilia paranoica (2023); Mir Express, Tu menti (2020); Nina Belief, Curami (2020); The Secret Prostitutes, Live in Pankow (2013); Bologna Violenta con Aimone Romizi, Valium Tavor Serenase (2012); Giacomo Toni, Mi ami? (2014).