Zibaldone

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Di pulcinelle, fotografi magn(ifici) e di collegamenti californiani (11 marzo 2011)

Di pulcinelle, fotografi magn(ifici) e di collegamenti californiani (11 marzo 2011)

Seconda puntata del nuovo Zibaldone, un programma in italiano non solo per italiani! In questa puntata ci hanno tenuto compagnia: Marco con una intervista a Daniele Ridolfi, produttore e protagonista dello spettacolo «Tengo Hambre». La libertà è un pezzo di formaggio. Un «Pulcinella» internazionale che dopo il debutto a Barcelona porterà lo spettacolo in giro per l’Europa. Serena ci ha introdotto nel mondo della musica: in questa puntata, dedicata all’otto marzo e alla festa delle donne, ha ripescato dal baule una voce unica nel panorama musicale di qualche decennio fa: Sandy Denny, cantautrice britannica regina del folk. Nella sua rubrica «Volatili per diabetici», Angelo ci ha immerso nella storia della Magnum Photos, agenzia internazionale di fotogiornalismo fondata da Henry Cartier-Bresson e Robert Capa. Un punto di riferimento nella storia della fotografia. Abbiamo avuto con noi anche l’amico attore Fabrizio Vernice e, tenetevi forte, dalla provincia di Cuneo, in collegamento telefonico, il nostro caro Roberto che ci ha dato le sue prime impressioni di questo suo nuovo soggiorno italiano. Il tutto inframmezzato da buona musica, da Lucio Battisti ai Tinderstick, dalla tarantella tradizionale ai CCCP, da Tonino Carotone ai Sex Pistols, dai Litfiba agli Ornamento y Delito, da Gabriella Ferri ai NoBraino… buon ascolto!

Di calabresi d’esportazione, di orafi e di teatri stabili (18 marzo 2011)

Di calabresi d’esportazione, di orafi e di teatri stabili (18 marzo 2011)

Terza puntata del nuovo Zibaldone, un programma in italiano non solo per italiani! In questa puntata ci hanno tenuto compagnia moltissimi ospiti. Abbiamo iniziato con la Presentazione del Teatro Stabile di Barcellona, Associazione e Compagnia teatrale. Obiettivi: diffondere la pratica del teatro in italiano; far conoscere autori emergenti. Intervista a Marco, Miriam, Alessandra, Fabrizio. Info: teatrostabilebcn@gmail.com Augusto Casciani ci ha parlato delle iniziative di Italiaes (www.italiaes.org), dal concerto dei Litfiba alla Sala Razzmatazz di Barcelona del 17 marzo al prossimo spettacolo di Beppe Grillo previsto al Poble Nou per il primo aprile. Italiaes e Zibaldone hanno messo in palio anche un biglietto omaggio per lo spettacolo di Beppe Grillo. Mandate i vostri dati a eventi@italiaes.org o chiamateci in diretta e parteciperete all’estrazione del biglietto! Abbiamo avuto con noi anche un grandissimo artista, Peppe Voltarelli, che ha presentato il suo ultimo album «Ultima notte a Malà Strana» con cui ha vinto il Festival Tenco, ha suonato in diretta ai microfoni di Zibaldone e con cui abbiamo chiacchierato dell’Italia, l’emigrazione, la Calabria, la musica in questo inizio di terzo millennio. Per la rubrica “Italians di Barcellona”, Giusi ha intervistato Valentina Falchi, orafa e designer del gioiello, a Barcellona da circa 4 anni. Valentina ha un piccolo laboratorio in Gràcia nella calle Regas al numero 13 ed insegna Design del gioiello presso l’Istituto Europeo di Design, storica scuola di puro design “made in Italy”. Dove vedere le “gioie” di Valentina e come mettersi in contatto con lei? Ovviamente attraverso il suo blog valentinafalchi.wordpress.com e la sua pagina in Fb: Valentina Falchi artistic jewellery. E come sempre, il tutto amalgamato da tanta buona musica, dalle canzoni di Peppe Volterelli ai Litfiba (con la versione unplugged di «Sole Nero» registrata alla Cova de les Cultures mercoledì 16 marzo) ai grandi classici per ricordare (e ripensare) le celebrazioni per i 150 anni dell’unità italiana: Franco Battiato, Giorgio Gaber, Edoardo Bennato, Ornella Vanoni, Francesco Guccini, Rino Gaetano… buon ascolto!

Di meteore iberiche, frontiere europee e di consigli pratici (25 marzo 2011)

Di meteore iberiche, frontiere europee e di consigli pratici (25 marzo 2011)

In questa quarta puntata di «Zibaldone» vi abbiamo proposto tanta buona musica, italiana e non, cominciando con alcune chicche degli anni Settanta come Alberto Radius e Edoardo Bennato per passare al rock e alla new wave degli anni Ottanta degli Smiths e di Siouxsie and the Banshees e per finire con nuove proposte italiane, come Mannarino e Io sono un cane. Ci hanno fatto compagnia molti ospiti, come sempre, a cominciare da Laura Orlandini, che dopo alcuni mesi di passaggio in Italia, è ritornata ai microfoni di Zibaldone, riprendendo la sua rubrica su frontiere e immigrazione alla luce degli ultimi eventi che hanno coinvolto il mediterraneo. Augusto Casciani ci ha ricordato le molte iniziative di «Italiaes» come il prossimo incontro con Beppe Grillo (posticipato alla metà di maggio) e con Giancarlo Caselli che ci parlerà delle mafie in Italia e nel mondo. Per seguire le attività di Italiaes potete dare un’occhiata alla pagina web www.italiaes.org Questa settimana con la sua rubrica «Uno sguardo su di noi. Carrellata di italiani “d’esportazione”» Giusi ha intervistato Meteora Fontana, una de las italianas di più antica permanenza in terra iberica. Meteora arriva per caso a Barcellona nel 1983 e rimane stregata dalla Spagna, dove deciderà di trasferirsi definitivamente nel 1988, a Madrid. Qui si ferma alcuni anni: poi Siviglia e quindi Barcellona. Meteora si è sempre mossa nell’ambiente artistico (musicale e delle arti figurative), tra l’altro organizzando ed animando spazi creativi ed espositivi. A Barcellona si dedica alla fotografia artistica e si occupa anche di “street-casting” per varie agenzie di pubblicità. Come contattare Meteora? meteorabcn@hotmail.com E dove vedere le sue bellissime foto? Alla pagina: www.meteorafontana.com Infine, il nostro caro Angelo (come avrebbe cantato Lucio Battisti), ci ha proposto una nuova puntata della sua rubrica: «Volatili per diabetici» vuole proteggervi quando vi troverete (speriamo mai) in scomode situazioni quali fermo di polizia, arresto, interrogatorio. Male capitarci, bene sapere come comportarsi. Quindi eccovi qualche consiglio pratico. Buon ascolto e buona primavera!

Di pesci d’aprile, muri rosa e confusioni sessuali (1 aprile 2011)

Di pesci d’aprile, muri rosa e confusioni sessuali (1 aprile 2011)

Tra tanta buona musica e con tanti amici ed ospiti, «Zibaldone», un programma in italiano non solo per italiani, vi ha tenuto compagnia anche questo venerdì primo aprile. Fabrizio ci ha introdotto la sua rubrica ARTBOX: Il Rock visto con gli occhi dell’arte. Libri Cinema d’autore e Teatro attraversati da un Sound tutto personale. Fabrizio ci ha raccontato il ruolo che la musica ha conquistato nel panorama artistico rivisitando i temi  del passato in chiave trasversale fino ad oggi, tra artisti emergenti e nomi affermati. Questo venerdì si è parlato degli Spiral69, Band romana dal sound indie rock. Al loro secondo album, anticipato dal singolo “Cold”, la band guidata da Riccardo Sabetti si sta facendo strada nel panorama artistico internazionale. Il film presentato è “Control” diretto da Anton Cobijn. Un film in b/n sulla vita di Ian Curtis, cantante dei  Joy division, prematuramente scomparso nel 1980 a soli 23 anni. La vita artistica e privata di uno dei personaggi più controversi della musica internazionale… Serena ha dedicato la sua rubrica, commentando quello che per molti e’ stato  l’evento musicale dell’anno :il concerto di Roger Waters con uno degli indimenticabili album dei Pink Floyd, The Wall, al Palau Sant Jordi di Barcelona il 29 e 30 marzo. La storia di Pink, la voce di Roger, i mattoni di un muro che poco a poco nascondono il palco, una metafora della vita… Con Laura abbiamo riascoltato un po’ di canzoni italiane, ripescate tra quei tempi in cui, di tanto in tanto, si parlava anche di libero amore: da Battisti a Patty Bravo, passando per Rino Gaetano e Renato Zero, un excursus sugli anni settanta attraverso i testi che hanno tentato, per gioco e per provocazione, di scuotere po’ i grandi pilastri del matrimonio tradizionale. Prima del voyerismo televisivo… Insomma, tanta buona musica per iniziare il mese d’aprile. E anche qualche «pesce». E non solo musicale. Sì, perché in trasmissione abbiamo avuto Sabrina Guzzanti, andatasene di soppiatto dall’Italia ed atterrata a Barcellona… Buon ascolto!!!

Di ticinesi uruguanizzati, di soliti ignoti e di voci «on air» (8 aprile 2011)

Di ticinesi uruguanizzati, di soliti ignoti e di voci «on air» (8 aprile 2011)

In questo venerdì che più di primavera sa d’estate, qui ai microfoni di Radio Contrabanda, nel mezzo della porticata Plaça Reial di Barcellona, abbiamo avuto ospiti di lusso, incontri ravvicinati del terzo e del quarto tipo e, perché no, tanta tanta buona musica… Il gruppo di Zibaldoniani era praticamente al completo, con il ritorno «toccata e fuga» di Roberto dietro al mixer, con Marco che ci ha dilettato l’udito con una lettura, Laura che ci ha annunciato il prossimo cineforum dedicato a Mario Monicelli (i prossimi cinque martedì, 21h30 al Rai Art nel Born della Ciudad Condal), Giusi che ci ha aggiornato sul processo al Santo Premier del Belpaese, Augusto che ci ha ricordato le belle iniziative di Italiaes (il 28 aprile Giancarlo Caselli parlerà qui a Barcellona delle mafie su scala internazionale) e poi Piero, Steven e tanti amici che ci fanno compagnia tra il nostro piccolo studio stile Radio Freccia e il salone della radio… Ma l’ospite di prestigio è stato Claudio Taddei, un musicista di prim’ordine, accompagnato dalla sua band (Mario Fiero, Italo Pesce e Flaviano Braga). Claudio vive e suona nel Canton Ticino, ma ha alle spalle una ventennale esperienza in Uruguay. E le sue canzoni risentono di questo mestizaje italo-ticinese-uruguayano. Claudio ci ha presentato il suo ultimo album prodotto in collaborazione con Eugenio Finardi e il Claudio Taddei Quartet al gran completo ci ha proposto due meravigliosi pezzi unplugged… buon ascolto!

Di uomini del vento, di uomini portati via dal vento e di islandesi (15 aprile 2011)

Di uomini del vento, di uomini portati via dal vento e di islandesi (15 aprile 2011)

La mattina ha l’oro in bocca, si suol dire da secoli. Bene, noi si è iniziato questa puntata con «Love is the drug» dei Roxy Music. L’inizio del programma ne segna svolgimento e fine, si dice negli studi di Radio Contrabanda. E così è stato. Un programma carico come uno dei cocktail che mi preparo al pomeriggio o come la festa in maschera in cui sono finito sabato notte. Al ritmo di Claudio Taddei, le Nouvelle Vague e i mitici X, Piero ci ha portato Wayne Scott, documentarista inglese dei dintorni di Manchester, giramondo e primo «uomo del vento» delle Ramblas barcellonesi. Tra i tanti progetti, Wayne sta anche portando avanti un documentario sugli italiani residenti, attivi o solo di passaggio nella Ciudad Condal (il trailer lo potete vedere qui: http://www.youtube.com/watch?v=L9TOMEilBj8). Gli uomini, purtroppo, il vento se li porta anche via. Coi loro progetti, i loro sogni e le loro speranze. E così è successo il 14 aprile, con la tragica morte di Vittorio Arrigoni, coraggioso compagno, uomo semplice, spirito libero, assassinato a Gaza City. Ringraziamo Eva che ci ha ricordato Vittorio Arrigoni e la sua voce, che mai dimenticheremo. Marco ed altri attori del Teatro Stabile di Barcellona, Fabrizio e Francesca, hanno letto l’inizio del «Dialogo della Natura e di un Islandese», di Giacomo Leopardi. Come introduzione e commiato due brani dei Rapshodjia Trio (Senza Destinazione e Viandante) che corredavano il taglio dato alla lettura: gli esseri umani sempre cercano di migliorare le proprie condizioni di vita, spesso affrontando viaggi quasi senza meta, sospinti dal desiderio di evitare sofferenze e dalla speranza di una vita serena. Ma c’erano anche tanti altri amici negli studi di una delle radio libere più longeve di Barcellona… Giusi, accompagnata dalla voce di Latimore, ci ha ricordato alcuni eventi del weekend barcellonese, Piero e Serena ci hanno proposto degli stralci dell’intervista ai 99 Posse, Lorenzo ci ha fatto conoscere Erica e il bar Monroe 27 (sito in C/Clave 27, a due passi dalla plaça della Mercé) e Fabrizio ha dedicato il suo Art Box alla… «cazzo di cane»… e ci sono state chiamate telefoniche, come quella di Mario, direttamente dalla Salerno-Reggio Calabria dove,  imbottigliato, portava un carico di crostacei a Catania… Buon ascolto!

Di Alici in Wonderlands, di letture sacrileghe e di nuovi cantanti (22 aprile 2011)

Di Alici in Wonderlands, di letture sacrileghe e di nuovi cantanti (22 aprile 2011)

Molta buona musica, molte chiacchiere e pochi distintivi, in questo «Zibaldone» live on Venerdì Santo. La Santa Pasqua non era con noi, peccatori incorreggibili! E quindi abbiamo pensato di re-inventarcela con letture sacrileghe delle Sacre Scritture: Meteora  ci ha riproposto un sexual Levitico e Steven un incesto allo stile del miglior predicatore degli sterminati USA. Ma prima, c’è stato molto altro. Una buona mezz’ora di rock, funky & soul per caricare le pile Duracell dei vostri corpi. E poi? Accompagnata dalle note di De Gregori e Rino Gaetano (sempre c’è un emigrante che parte),  Laura è tornata a parlare di frontiere e di libertá di movimento, dalla travagliata e precaria vita senza documenti degli esiliati antifascisti negli anni trenta (leggendo le parole di Joyce Lussu) alla attuale situazione dei tunisini bloccati a Lampedusa. E poi? In un gioco di rimandi spazio temporali, dal venerdì santo al senza tempo, dai gregoriani a Guccini, da Petrarca a Lella Costa, Marco e Francesca ci hanno letto dei dubbi di una donna e di rapporto individuo-collettività, di zanzare a Zanzibar e di possibilità di vedere il mondo con altri occhi, e di cambiarlo. Significativo contributo di Francesca nel presentare «l’inadeguatezza della donna» secondo Alice. E poi? Poi è riapparso Fabrizio, con il suo «Art Box». Fabrizio ci ha presentato Filippo Tirincanti e il suo nuovo album: Otherwise. Un cantante dalle sonorità blues, soul e jazz che ha vissuto una vita divisa tra USA e Italia. Una vita fatta di incontri, esperienze. Una vita fatta ancora di poco passato e tanto futuro. Ci siamo ascoltati tre meravigliosi pezzi: “Otherwise”, “Reality” e “She smile”. In chiusura, un piccolo pezzo scritto dallo stesso Fabrizio… E poi? Dopo la morte, la risurrezione di nostro Signore! Amen, peccatori che non siete altro! E, soprattutto, buon ascolto!

Di cose che si preferirebbe non fare, di viaggi al termine della notte e di musica napoletana (29 aprile 2011)

Di cose che si preferirebbe non fare, di viaggi al termine della notte e di musica napoletana (29 aprile 2011)

Altro venerdì, altro regalo! Zibaldone è come la roulette (russa?). O meglio come la ruota della fortuna. Sapete quando (è), ma non sapete cosa (ci trovate dentro). Aprite questo vaso di Pandora. Il menù è stato di prim’ordine! Giusi è ricomparsa e ci ha raccontato di varie iniziative di alcuni italiani che battono terre barcellonesi. Ma soprattutto ci ha fatto un resoconto della conferenza di Giancarlo Caselli e della sua esperienza a Radio Nacional de España… Laura ha portato ai microfoni del nostro programma alcuni ospiti: Rafael Ollín e Raul Del Valle, che ci hanno parlato di Preferiría no hacerlo, rivista digitale di letteratura (che disserta di letteratura e fa letteratura, rivista di racconti e recensioni e variazioni sul tema, con interessanti trovate grafiche e ottime illustrazioni) da loro fondata circa un anno fa, e giunta ora al suo sesto titolo. Potete sfogliare e leggere tutti i numeri della rivista su questo sito:  http://www.preferirianohacerlo.tk/ La prossima uscita, attesa per il 10 maggio, sarà dedicata alla frontiera. Sono stati con noi i Carosones, gruppo di italiani (e non), dediti a performance musicali in vari locali della Ciudad Condal. Nino, Ubjk e Stefano sono apparsi nel nostro petit studio con saxo e contrabbasso e ci hanno tenuto compagnia con due grandi pezzi della musica napoletana di qualche decennio fa, Renato Carosone e Domenico Modugno. Potete ascoltare qualcosa dei Carosones e vedere i loro video alla pagina www.carosones.com Serena ci ha proposto l’intervista che Zibaldone ha fatto agli Africa United nell’incontro con televisioni e fans alla Cova de les Cultures della settimana scorsa. Si è parlato di politica, musica, dell’Italia: il tutto a ritmo di raggae! È ritornato anche il nostro caro Angelo (Battisti dixit): Volatili per Diabetici ci ha proposto l’ultima intervista rilasciata da Louis Ferdinand Celine, autore di Viaggio al Termine della Notte e Morte a Credito. In quell’ultima, celebre intervista Celine, rivoluzionatore della prosa contemporanea, collaborazionista nella Francia occupata dai nazisti, antisemita, disegna un paragone tra il funzionamento delle società moderne ed il processo digestivo del corpo umano. Antologico. Buon ascolto!

Di gelatai, di magagne elettroniche e di maschere (6 maggio 2011)

Di gelatai, di magagne elettroniche e di maschere (6 maggio 2011)

Con l’inconfondibile voce di Rino Gaetano è iniziata un’altra puntata di Zibaldone. Ma anche con la voce di Annalisa e le parole di Curzio Malaparte. In quest’inizio di maggio, dagli studi di Radio Contrabanda, nella porticata Plaça Reial di Barcellona, vi abbiamo parlato di molte, molte cose. Fabrizio è ritornato con il suo ArtBox e ci ha tenuto compagnia con melodie da gelatai. No, niente a che vedere con il carrellino dei gelati dei tempi che furono. Ma le note di uno dei migliori Tom Waits, di Vanilla Ice e il gelato al limon del caro Paolo Conte. Tutto questo perché direte voi… per un incontro avvenuto nelle strade delle Barceloneta. Con chi? Ascoltate e scoprirete! Tra qualche magagna elettronica, qualche mp3 difettoso e mille chiamate di fan della Catalunya interior abbiamo avuto un graditissimo ritorno ai nostri microfoni: Juan Vargas, al secolo Giovanni Vargiu. Musicista e compositore di prim’ordine, il nostro sardo volante ci ha presentato qualcuna delle sue nuove creazioni: un piano di fuga per (s)paesaggi lontani. Marco e Daniele son tornati a parlare di Pulcinella «Tengo hambre» e della maschera, nella sua duplice funzione: nascondere e rivelare. Al ritmo di tarantella, citati Camilleri e Dario Fo, mentre Carosone consigliava: «Pigliate ‘na pastiglia». Ma le sorprese non sono finite qui… ci ha chiamato direttamente da Roma anche Fabbietto con una strana dedica (o una minaccia?) per il suo amico Mauretto del Testaccio… buon ascolto!

Di psichedelia, rock e L.S.D. (13 maggio 2011)

Di psichedelia, rock e L.S.D. (13 maggio 2011)

ROCK’n’ROLL, BABY! Queste due parole potrebbero essere il riassunto di questa puntata d’un maggio calorosissimo nella Ciudad Condal! Sopra i portici e le palme e i molti turisti arrossati dal sole della Plaça Reial, dagli studi di Radio Contrabanda vi abbiamo inondato il cervello di ritmi e parole dell’epoca d’oro della musica rock, della contestazione studentesca e della sperimentazione psichica. Abbiamo sfiorato altri mondi, non solo terreni, in compagnia di Fabrizio, Jason Jeans ed Emiliano Boccardi. Nel quinto appuntamento con ArtBox Fabrizio ci ha proposto una carrellata di pezzi che hanno fatto la storia del rock psichedelico: dai 13th Floor Elevators agli Holy Modal Rounders, dai Jefferson Airplane agli italiani Osage Tribe per finire con i padovani Jennifer Gentle. Jason Jeans, rocker leccese, ci ha poi accompagnato in un viaggio nel tempio del Sound, tra chiese sconsacrate, città morte ed acid caravans. Qualche brano del suo ultimo album intitolato Decadencia ce lo ha suonato anche in diretta, questo novello Iggy Pop residente qui a Barcellona. Vi consigliamo una capatina sul suo sito, dove potete trovare la sua produzione musicale e le informazioni sui suoi prossimi concerti: http://www.myspace.com/jasonstartrip Con Emiliano Boccardi, fisico e filosofo, abbiamo fatto una gran chiacchierata su L.S.D. e porte della percezione, tra viaggi psichici nella Napa Valley e il gioco del nascondino di 12 ore di Jason Jeans nei boschi della Catalogna profonda, tra Aldous Huxley ed Albert Hofmann. Il tutto accompagnato dal miglior rock psichedelico che ha solcato i mari tra la metà degli anni Sessanta e i primi anni Settata: dai Beatles ai Doors, dai Cream ai Greateful Dead, dagli Iron Butterfly alla Jimi Hendrix Experience e alle Good Vibrations di Brian Wilson dei Beach Boys. Ma a Zibaldone è stata con noi anche Giusi che ci ha parlato dell’aggressione subita da Lorella Zanardo, realizzatrice di un documentario come Il corpo delle donne. Date un’occhiata al suo blog: http://www.ilcorpodelledonne.net Da Roma ci ha chiamato Ippolito Chiarello che tra pochi giorni arriverà a Barcellona con uno spettacolo di barbonaggio teatrale intitolato Fanculo pensiero dove il teatro si unisce meravigliosamente alla protesta. E da Roma ci ha richiamato anche un nostro giovane fan, Fabietto che ci ha raccontato la disgrazia toccata a Mauretto, il suo amico del Testaccio… Buon ascolto!

Di vecchie e nuove rivoluzioni (20 maggio 2011)

Di vecchie e nuove rivoluzioni (20 maggio 2011)

A poche centinaia di metri della Plaza Catalunya con i migliaia di acampados e di indignados per una democracia real (che appoggiamo e sosteniamo), Zibaldone ha deciso di parlare di rivoluzione. Quale rivoluzione? Quali rivoluzioni? Troverete poco Ottobre russo, poca rivoluzione culturale cinese, poca rivoluzione sessuale… Sbagliamo? Magari sì, magari no: quizás, quizás, quizás cantavano qualche decennio fa… insomma, di che abbiamo parlato? Di tutto e di niente, come al solito… Cos’è un «rivoluzionario»? Basta esser «indignati»? Il primo passo, il ruolo del sogno, le difficoltà nel diventare attori protagonisti, sono stati i temi della xerradeta di Marco, con il contributo di Steven e di Chiara (che ha dato voce a Filomena Marturano) e le musiche intense dei Modena City Ramblers. Laura ci ha tenuto compagnia con la storia di un’altra rivoluzione poco conosciuta: la rivoluzione in bicicletta, la rivoluzione della bicicletta. Con i socialisti italiani di inizio secolo, nelle terre emiliane e romagnole, quando un mezzo come la bicicletta poteva essere considerato pericoloso e rivoluzionario… guardando al passato per pensare al futuro… Da Trento ci hanno chiamato Mattia ed Andrea e ci hanno raccontato di un loro progetto letterario ed artistico: un mini romanzo d’appendice dedicato alla rivoluzione ed all’amore (Occhi albini. Una rivoluzione per futili motivi) su facebook. Come snaturare e utilizzare intelligentemente un social network voyeuristico come appunto facebook? Come dare visibilità alla letteratura in un mondo dominato dalla tecnologia? Date un’occhiata al loro progetto sulla pagina di facebook di Mattia Mascher (chiedendone l’amicizia). E poi si è parlato anche del rivoluzionario del temperino, il nuovo barricadero italiano: abbiamo avuto a Barcellona Beppe Grillo con uno spettacolo ironico e politico. E come sempre tanta buona musica, musica rivoluzionaria ovviamente! Da Bob Marley a Gil Scott-Heron, da Caparezza a Frankie Hi-Energy, da Piero Ciampi al Quinteto Rebelde, dal Grupo de Experimentación Sonora ai Beatles… Buon ascolto!

¡Indignados! (27 maggio 2011)

¡Indignados! (27 maggio 2011)

Una puntata diversa di Zibaldone, una puntata tutta in diretta, una puntata politica: la mattinata di venerdì 27 maggio la polizia della Generalitat de Catalunya ha sgomberato brutalmente le persone che erano accampate pacificamente nella Plaza Catalunya da oltre una settimana. I feriti sono stati 120, alcuni gravi. I manifestanti, la popolazione tutta è intervenuta in massa, pacificamente, riuscendo a riconquistare la piazza. Entusiasmo, gioia, allegria. La festa di chi lotta per cambiare un mondo che va a rotoli, il sorriso sul volto di chi spera che le cose cambino. Le ferite che, purtroppo ed immancabilmente, ci tocca leccare… In questa situazione eccezionale i microfoni di Zibaldone sono stati tutti per chi ci ha chiamato da Barcellona e dalle altre città spagnole, raccontando le proprie esperienze, dando le proprie impressioni. Anche per questo abbiamo deciso di fare il programma in castigliano. Tra i tanti interventi vi consigliamo quello di Vincenzo, uno dei coordinatori del movimento italiano che ci ha spiegato la situazione delle piazze italiane, degli indignati italiani. Con noi sono stati tanti amici di Radio Contrabanda e della AcampadaBcn, come Valentina e Jay che, tra le altre cose, si occupano della Comisión Internacional dell’AcampadaBcn (http://acampadabcn.wordpress.com/) Uno Zibaldone sui generis in totale appoggio con chi continua a difendere una vera democrazia in Plaza Catalunya e in tutte le città spagnole! Buon ascolto! E indignatevi anche voi!!!

Ricominciamo da tre: di sbarchi, acampadas ed elezioni (3 giugno 2011)

Ricominciamo da tre: di sbarchi, acampadas ed elezioni (3 giugno 2011)

Iniziare una puntata con una citazione del nostro Primo Ministro (Silvio Berlusconi per chi non fosse al corrente della politica nostrana…) non saprei dirvi se è un buona cosa… Ma tant’è! Sulle note di un grande poeta e musicista che ci ha lasciato pochi giorni fa, Gil Scott-Heron, abbiamo parlato di tanta tanta politica. Con buone intenzioni, con molta speranza e con molti amici. Emanuele Profumi ci ha raccontato l’avventura di un nuovo sbarco: quello che molti italiani residenti in Spagna compiranno il 9 giugno, salpando dal porto di Barcellona e arrivando a Roma per fare sentire la propria voce e il proprio voto al referendum del prossimo fine settimana (12-13 giugno) sull’energia nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Ricominciamo da tre si chiama questo progetto e questa idea di cui Emanuele è uno dei coordinatori. E noi vi ricordiamo, dalla Ciudad Condal, di andare a votare. E di votare sì, sì, sì e sì. Quattro SÌ! Di politica abbiamo continuato a parlare anche con Serena ed Eva, che ci hanno informato degli ultimi avvenimenti dell’acampada di Plaça Catalunya e delle manifestazioni convocate per chiedere le dimissioni di Felip Puig, il conseller de l’interior de la Generalitat de Catalunya, responsabile della brutale repressione del 27 maggio che ha causato oltre un centinaio di feriti. Anche con Marco e con Giusi abbiamo continuato la chiacchierata politica, spostandoci però di nuovo nel Belpaese, commentando le vittorie del centro sinistra alle ultime elezioni amministrative. Soprattutto di Pisapia e di Milano si è parlato, tra la allegria di una città uscita da venti larghi anni di berlusconismo, la gioia di una festa liberatrice e i dubbi sulle difficoltà che si dovranno affrontare. Un piccolo talk show in una radi libera ne è venuto fuori. Nulla da invidiare a Anno Zero, a Ballarò o alle assemblee della piazza in cima alle Ramblas… ascoltare per credere!

Di nueva trova cubana, di musica dub e di energia nucleare (10 giugno 2011)

Di nueva trova cubana, di musica dub e di energia nucleare (10 giugno 2011)

Con un venerdì uggioso come quest’ultimo non potevamo non aprire la puntata di Zibaldone con Lucio Battisti. Questa volta cantando in spagnolo: Una triste jornada. Ma poi ci siamo spostati immediatamente nel Caribe. È tornata ai microfoni di Radio Contrabanda Yaíma Orozco, una delle migliori voci della nueva trova cubana. In Spagna per qualche mese, Yaíma ha presentato il suo ultimo album prodotto a La Habana ad aprile, Como siento yo. Yaíma ci ha portato con la mente direttamente al Mejunje di Santa Clara, la culla della nueva trova cubana, raccontandoci l’origine di questa musica, la stretta relazione con la gente e le proposte di una nuova generazione di trovadores dopo i fasti di Silvio Rodríguez e Pablo Milanes negli anni settanta. Siamo poi rimasti ancora nel Caribe. Qualche chilometro più a sud di Cuba c’è la Giamaica. Vincenzo D’Agostino e John McKay sono venuti a raccontarci del loro ultimo progetto, Morena Dub. Recentemente rientrati da Roma dove hanno partecipato al LPM (Live Performance Meeting), Vincenzo e John ci hanno spiegato le origini della musica Dub nella Giamaica di qualche decennio fa e la sua attuale diffusione in Europa. Una musica che si lega direttamente alla terra, alle radici dell’uomo e alla natura. Un progetto che unisce un italiano e un colombiano residenti ed attivi musicalmente qui a Barcellona. Con Serena ci siamo poi soffermati sulle molte notizie politiche. Dalle ultime news dalla AcampadaBcn e dalle altre città spagnole (Valencia e Madrid soprattutto) all’importante referendum italiano del 12 e 13 giugno. Mentre la nave di Ricominciamo da tre (il nuovo sbarco degli italiani residenti in Spagna) stava arrivando a Roma, con Serena e con Eugenio abbiamo parlato del nucleare, di energie rinnovabili e dell’importanza di andare a votare questo fine settimana per difendere il nostro futuro. La musica che ci ha accompagnato non è stata casuale: da Three Miles Down di Gil Scott-Heron a Toxicity dei System of a Down. Ma soprattutto quello slogan che non dovremmo mai dimenticare in un tempo in cui il consumismo impera e la rivoluzione neoconservatrice ha ritrovato -purtroppo- un nuovo slancio: Lavorare con lentezza del compianto Enzo Del Re. Buon ascolto!

Di strumenti che bruciano nei Monegros e di un Paco Ibáñez incazzato nero (17 giugno 2011)

Di strumenti che bruciano nei Monegros e di un Paco Ibáñez incazzato nero (17 giugno 2011)

Dopo alcune puntate dove la politica e le manifestazioni sono state al centro dei nostri pensieri, è toccato uno Zibaldone ricco di musica, poesia ed aneddoti questo caloroso 20 giugno. La voglia di raccontare quello che sta succedendo nelle piazze spagnole (e nei referendum italiani) non l’abbiamo persa affatto, però questo venerdì abbiamo deciso di fare una piccola pausa. E con degli invitati di tutto rispetto: dei musicisti di primissima categoria in tournée a Barcellona. Ai microfoni di Radio Contrabanda abbiamo avuto GG Quintanilla, anima, voce e leader degli Ornamento y Delito, un gruppo post rock a mezzo tra Bilbao e Madrid che sta ottenendo un più che discreto successo in questi ultimi anni. GG Quintanilla ci ha raccontato la sua carriera, tra il punk della grande Bilbao, con un gruppo assolutamente provocatore come gli You be adorada, e le creazioni elettroniche della metà del decennio appena concluso. Canzoni dove la politica e la critica affatto edulcorata della società del consumo e dello spettacolo si uniscono agli spettri di Adorno e Horkheimer. Una voce cavernosa che recupera pensieri sparsi e li riadatta alla modernità post marxista, mischiando Guy Debord con il botellón e il fantasma di José Antonio Primo de Rivera con la cocaina e la socialdemocrazia al potere. Un’intervista piena di aneddoti. Come quello che spiega il titolo di uno degli album in solitario di GG Quintanilla, Ardiendo en los Monegros. Ascoltare per capire (e per credere). Per conoscere di più GG Quintanilla vi consigliamo http://ggquintanilla1.bandcamp.com/ Ci hanno poi accompagnato Rossana Taddei e Gustavo Etchenique, meravigliosi musicisti a mezzo tra l’Uruguay e la Svizzera italiana. Ripercorrendo l’andirivieni tra il Rio de la Plata e il Ticino degli avi Taddei, Rossana ci ha parlato dei suoi ultimi progetti dove la poesia si unisce alla musica. Ci siamo sentiti alcuni pezzi dei suoi più recenti album, Sic transit e Tra cielo e terra, dove la musica di Rossana e della sua band rida vita alle poesie di poetesse uruguaiane e di poeti della Svizzera italiana. Una maniera di fare riscoprire la poesia, che nella mente di molti è ormai diventata un qualcosa di talmente astratto da essere considerata noiosa. Ma la poesia non era un arma cargada de futuro come scriveva Gabriel Celaya tempo addietro? E come cantava Paco Ibáñez quando il franchismo era ancora una realtà? E visto che gli aneddoti sono gli stuzzichini dell’anima, ancora di aneddoti abbiamo parlato con Gustavo e Rossana. E proprio riguardo a Paco Ibáñez e un suo viaggio in Uruguay negli anni novanta… Per scoprire la musica di Rossana Taddei e Gustavo Etchenique date un’occhiata qui: http://www.myspace.com/rossanataddeimusic e http://www.myspace.com/etchenique Buon ascolto!

Di graffiti, di arte nelle carceri e del Movimento 15 M (24 giugno 2011)

Di graffiti, di arte nelle carceri e del Movimento 15 M (24 giugno 2011)

Aprire una puntata con Disco Mystic di Lou Reed è tutto un programma, non credete? Almeno questa è la mia idea. E forse nulla più. Comunque, nel mezzo di una calura mediterranea e di inaspettati e sempre imprevedibili problemi tecnici nella nostra Radio Freccia barcellonese, siamo andati in onda il giorno di San Joan, tanto festeggiato con botti, petardi e litri di alcol per le spiaggie del litorale catalano. Una puntata dedicata all’arte ed alla politica, dove abbiamo parlato anche in castigliano, cari amici italiani. Quindi affinate le orecchie e procuratevi un traduttore simultaneo o un vocabolarietto immediatamente, altrimenti vi perdete un gran dibattito politico sul Movimento del 15 M che ha visto protagonisti due studiosi di tutto rispetto, come il sociologo e politologo dell’Universitat Pompeu Fabra di Barcellona Raimundo Viejo Viñas e lo storico dell’Universidad de Oviedo Diego Díaz Alonso. Assemblearismo, proposte politiche dal basso, fine dell’apatia politica delle nuove generazioni, paese reale e paese legale, repressione della polizia e tagli alla sanità ed alla cultura, identità nazionale e fine della lotta armata… idee, proposte e dubbi che troverete in un libro di prossima pubblicazione: Les raons dels indignats (Pórtic, luglio 2011), di cui vi consigliamo la lettura. Ma la puntata di questo afoso giugno è iniziata con l’arte. Abbiamo avuto con noi Manuel Francisco Murillo Perdomo e Mike Latona, aka Los Hermanos, due artisti che stanno iniziando a girare l’Europa con una valigia carica di graffiti geniali. Una maniera per far conoscere la propria arte senza problemi di trasporto. In queste settimane alla galleria Impaktes Visuals di Sabadell potete vedere esposte le loro opere, raccolte nell’esposizione La Tercera: una caricatura della nostra società, rappresentata attraverso dei profeti, come Fonzie e Benedetto XVI (http://www.impaktesvisuals.com/Expo2011/ExpoHermanosS.htm). Incontratisi in una chiesa sconsacrata di Bruxelles, le proposte artistiche di Manu e Mike vanno conosciute… date un’occhiata alle loro pagine web: http://www.13pulsions.com e http://www.myspace.com/loshermanosdesign) E con l’arte abbiamo anche concluso questo ennesimo venerdì di Zibaldone: ci è venuta a trovare Claudia Virginia Vitari (http://www.claudiavitari.com), artista originaria del Piemonte, formatasi in Germania e attiva tra Barcellona, Torino e Berlino. Con Claudia abbiamo parlato di un suo interessante progetto, PercorsoGalera, frutto di due anni di intenso lavoro con i detenuti di una sezione del carcere di Torino attraverso il progetto Prometeo ed esposto nello stesso carcere Lo Russo Cotugno. Una serie di sculture dove si parla di segregazione, differenza, esclusione attraverso i volti, i gesti, i pensieri degli stessi detenuti e dove si costruisce un dialogo con lo spettatore. Claudia ci ha anche parlato di un suo nuovo progetto, ancora in fieri, centrato sulla psichiatria e realizzato con dei calchi in gesso e le trasparenze del vetro, che si esporrà a inizio 2012 nel Museo delle Scienze di Torino. Infine, come sempre, buona musica con il ritorno in redazione di Laura e qualche novità italiana come i NoBraino e l’ultimo album di Vinicio Capossela. Buon ascolto!

Di viaggi nel Sahara Occidentale, di AcampadaBcn e di buona musica (1 luglio 2011)

Di viaggi nel Sahara Occidentale, di AcampadaBcn e di buona musica (1 luglio 2011)

Con la nuova sigla di Zibaldone abbiamo aperto la prima puntata di luglio del nostro programma in italiano non solo per italiani. Riccardo Massari Spiritini, che ce l’ha fatta pervenire, ci ha scritto che «La sigla era in una bobina trovata nella spazzatura dei magazzini della RAI di Roma quando avevo 16 anni, era per un programma del 1956 che non si fece, non si sa di chi e non si sa perché decisero di sopprimerlo. Forse la pubblicità di un amaro Zibaldone o qualcosa del genere. La voce del locutore é andata perduta, ho messo la mia per questa edizione rinnovata…» e questo è il risultato, cari amici. Ascoltare per credere. Bene, questo venerdì tanta politica e tanta musica. Questo è il succo del discorso. Abbiamo iniziato con Jara Cosculluela, appena rientrata da un viaggio nel Sahara Occidentale, la ex colonia spagnola tra Algeria, Marocco e Mauritania, occupata dalla fine degli anni Settanta dalla monarchia marocchina. Jara ci ha raccontato la sua esperienza ad Al-Aiun, con le storie di un popolo oppresso e martirizzato e dimenticato dall’Europa. Jara ci ha immerso nelle vite di intere famiglie di saharawi, con le brutali torture subite e le silenziose sofferenze. Un pezzo di storia che pochi hanno il coraggio di ricordare, un presente duro e drammatico che pochissimi hanno il coraggio di raccontare. Ci è venuta poi a trovare anche Anais, anima e cuore di Sexophonia, in partenza per il Perù. Un saluto agli ascoltatori di Radio Contrabanda e una bella e lunga chiacchierata in compagnia di Serena e Laura sul Movimento 15 M e sull’Acamapada Barcelona. Un mese e mezzo di lotte, i nuovi sviluppi e le nuove proposte del movimento, lo sgombero di Plaza Catalunya da parte delle forze dell’ordine della Generalitat di Catalunya e molto altro. Questo in fin dei conti è il maggiore e più visibile successo del Movimento 15 M: aver risvegliato in molti di noi la necessità e la voglia di parlare di politica, di ascoltare e parlare e di pensare la società ed il mondo in cui viviamo. Questo in fin dei conti è quello che abbiamo fatto in questa puntata di Zibaldone. E il tutto, con una carrellata di novità e di grandi pezzi della musica nostrana e di altre latitudini. Non potevamo far meglio che concludere con la libertà secondo Luigi Tenco, il vaffanculo recitato, gridato e ri-urlato da un indimenticabile Piero Ciampi e con quel Lucio Battisti che cantava «Ancora tu, mi sorprende lo sai, Ancora tu, ma non dovevamo vederci più»… Buon ascolto!

Di Tar Kampa, di nueva trova santaclareña e di movimento NO-TAV (8 luglio 2011)

Di Tar Kampa, di nueva trova santaclareña e di movimento NO-TAV (8 luglio 2011)

Una puntata dedicata alla musica ed alla politica è quel che s’è fatto in questo caloroso otto di luglio, care amiche e cari amici di Zibaldone. Abbiamo aperto con Miguel Ángel de la Rosa, trovador cubano, che ci ha riportato con l’anima e con lo spirito nel bel mezzo dell’isola che i barbudos liberarono oltre cinquant’anni fa. Canzoni intime e di protesta sono quelle che ci ha proposto Miguel Ángel, formatosi nella scuola santaclareña del Mejunje, come Yaíma Orozco, che abbiamo avuto ospite ai nostri microfoni all’inizio di giugno. Per sapere di più della musica di Miguel Ángel de la Rosa e conoscere le prossime date a Barcellona potete dare un’occhiata alla sua pagina web: http://www.myspace.com/miguelangeldelarosa Siamo poi passati alla politica, con la collaborazione di Laura e Serena, che ci hanno informato dei gravissimi fatti avvenuti in Val di Susa, domenica 3 luglio. Si è parlato del movimento NO TAV, delle pacifiche proteste di tutta la popolazione, della repressione delle forze dell’ordine che ha causato decine e decine di feriti, della quasi assoluta mancanza di appoggio da parte dei partiti politici della sinistra e della totale disinformazione fornita dai mass media italiani. A pochi giorni dal decimo anniversario dei fatti di Genova del 2001, un gravissimo fatto di cui pochi parlano. E per concludere questa intensa puntata di Zibaldone, siamo ritornati alla musica, ma con un occhio (o entrambi gli occhi) sulla politica e sulla società:  Riccardo Massari Spiritini, alias (o meglio sarebbe dire ex) Jack Moran, ci ha presentato il suo nuovo progetto, Tar Kampa, un collettivo di musicisti, artisti e poeti che spara forte sulla società del consumo e del controllo in cui viviamo. Ci siamo sentiti alcune canzoni del nuovo album di Tar Kampa, intitolato Happy Hour, prodotto da Vincenzo D’Agostino e a cui hanno collaborato anche Esther Aumatell, Steven Fifty e Pere Ginard. Canzoni che parlano della (difficile) intimità nella globalizzazione capitalista, della (falsa) felicità nella società consumistica occidentale, del cibo transgenico e di un mondo al rovescio che ricorda il medioevo, ma che può essere il futuro prossimo. Molta critica sociale, ma anche molta ironia. Ne è venuta fuori una interessante chiacchierata a cui hanno partecipato anche Vincenzo D’Agostino e il mitico Juan Vargas, alias Giovanni Vargiu. Per ascoltare l’album di Tar Kampa e per saperne di più su questo progetto, visitate http://tarkampa.bandcamp.com/. Buon ascolto!

A dieci anni da Genova (29 luglio 2011)

A dieci anni da Genova (29 luglio 2011)

Con il ritmo indiavolato dei Calibro 35 siamo ritornati in onda dopo un paio di settimane di STOP nel mezzo di questo uggioso luglio barcellonese. E siamo ritornati con una puntata essenzialmente politica. A dieci anni esatti dai fatti di Genova poteva essere altrimenti? Con Serena, Eva e Laura abbiamo ripercorso quei drammatici giorni. L’eclisse della democrazia nell’Italia del secondo governo Berlusconi. La morte di Carlo Giuliani, Bolzaneto, la scuola Diaz… ombre che pesano come macigni, ricordi che segnano più che le cicatrici. Abbiamo riascoltato gli ultimi minuti delle emissioni di Radio GAP prima del brutale intervento delle forze dell’ordine, abbiamo riascoltato quella ignobile telefonata tra due rappresentanti di tali forze dell’ordine che ridevano della morte di Carlo Giuliani, abbiamo risentito la voce di Alessio Lega che ha cantato il dolore di quei giorni… con noi sono stati anche tanti altri ospiti, come Viviana, che a Genova nel 2001 c’era, o come Andrea, instancabile agitatore politico e culturale tra l’Italia e la Spagna. Con Andrea abbiamo parlato anche di un altro anniversario: quello de Lo sbarco del 2010, che portò in Italia, proprio a Genova, tanti italiani emigrati, esiliati, fuggiti. Ne è uscito, ora, un bel documentario intitolato proprio Lo sbarco di Adonella Marena e Dario Ferraro, che si presenterà a settembre qui a Barcellona. Per saperne di più, date un’occhiata anche a http://www.losbarco.eu/ E tra i tanti ospiti, abbiamo avuto anche il piacere di avere ai nostri microfoni il sempre attento e sempre polemico Emanuele Felice con cui si è parlato di economia in un bel dibattito. Per saperne di più, vi consigliamo la lettura di un articolo di Emanuele Felice sulla situazione economica europea: http://www.labouratorio.it/2011/07/28/si-fa-leuropa-una-risposta-lungimirante-alla-crisi-lintegrazione-europea/ Buon ascolto!

Amore, non amore e viaggi bali(stici) (5 agosto 2011)

Amore, non amore e viaggi bali(stici) (5 agosto 2011)

In un’afa degna della bassa padana vi abbiamo tenuto compagnia anche in questo inizio d’agosto dagli studi di Radio Contrabanda per un’altra puntata di Zibaldone. Se il caldo è stato l’insostituibile motivo di fondo di tutta la puntata, il filo conduttore è stato la musica. Tanta musica italiana, effettivamente. E tanta musica di parecchio tempo fa. Abbiamo ricordato i quarant’anni che sono trascorsi dall’uscita di Amore e non amore di Lucio Battisti, un album meraviglioso. E soprattutto innovativo. Uno dei primi concept album della musica italiana dove la sperimentazione musicale e l’interpretazione di Battisti si uniscono alle parole di Mogol, il tutto accompagnato dalla presenza di musicisti eccezionali, come Alberto Radius e buona parte dei futuri fondatori della Premiata Forneria Marconi. Abbiamo ripescato dal baule dei ricordi anche Mina, l’Equipe 84, la Formula 3… e Angelo ci ha raccontato del suo incontro qualche tempo fa con Mauro Pagani in un bellissimo antro del Raval. Ma Angelo ci ha raccontato anche del suo viaggio in Indonesia, nell’isola di Bali precisamente, tra porceddu asiatico (e non sardo) e immersioni nei mari del Sud… E tra la «telefonata impossibile» di un nostro ascoltatore e un pezzo degli Osanna, maestri del rock progressivo italiano dei primi Settanta, Laura ci ha riportato ala mente (ed alle orecchie) qualche altro nostro maestro: l’immancabile Rino Gaetano, il rosso Gianfranco Manfredi e l’amante del vino e del gioco Piero Ciampi… buon ascolto! E buone vacanze!

Di viaggi in Tibet e di televisioni italiane a Barcellona (2 settembre 2011)

Di viaggi in Tibet e di televisioni italiane a Barcellona (2 settembre 2011)

Dopo il caldo mese d’agosto, Zibaldone è rientrato dalle vacanze come un bravo scolaretto e vi ha riproposto un mix di buona musica e di sagge parole. Dagli studi di Radio Contrabanda vi abbiamo tenuto compagnia in questo caldo inizio di settembre barcellonese, con le Ramblas invase dagli immancabili turisti. Una puntata soprattutto musicale, con alcuni maestri del soul e del funky di fine anni Sessanta ed inizio anni Settanta del calibro di Walter Jackson, Roy Ayers, Genne Ammons, Isaac Hayes, Ann Peebles e Barry White, ma anche dei giovani italiani che compongono della gran bella musica come i milanesi Calibro 35, i napoletani Foja e i pisani Gatti mezzi. Ma non sono mancati gli ospiti e gli amici. Abbiamo avuto con noi David Kame, fotografo italiano con un nome d’arte che suona a Gran Bretagna, attivo da tempo qui a Barcellona. David ci ha raccontato dei suoi ultimi viaggi in Tibet, della cultura tibetana e del rischio che poco a poco scompaia, divorata dal gigante cinese. E ci ha soprattutto presentato la sua prossima esposizione fotografica Almas del pasado (dal 15 settembre alla Casa del Tibet di Barcellona), un tuffo nella società e nella realtà tibetana attraverso trenta bellissime fotografie in bianco e nero. Per maggiori informazioni e per conoscere la fotografia di David, date un’occhiata alla sua pagina web: www.davidkame.com/ Sono poi venuti a trovarci anche gli amici di Italiani a Barcellona TV, un progetto freschissimo portato avanti da sette ragazzi italiani. Annalisa Pellegrino e Andrea Testini ci hanno spiegato di cosa si tratta: una teleweb dedicata alle italiane e agli italiani residenti qui nella Ciudad Condal. Tanta voglia di fare e tante cose già fatte. Potete rendervene conto voi stessi seguendo quello che stanno facendo quotidianamente attraverso il loro canale youtube, la loro pagina di facebook e il loro blog (http://italianiabarcellonatv.blogspot.com/) E per finire non poteva mancare un riferimento musicale a quest’estate che sta per finire (e a queste vacanze che sono già finite): Holidays in the Sun dei mitici Sex Pistols. Buon ascolto!

Di donne venute dalla Luna e di uomini venuti da Trieste (9 settembre 2011)

Di donne venute dalla Luna e di uomini venuti da Trieste (9 settembre 2011)

In questo inizio di settembre assolato e accalorato si suda ancora un sacco nel piccolo studio di Radio Contrabanda. Tra vecchi vinili, la tecnologia precedente alla rivoluzione informatica e qualche lattina di birra (alcune piene, altre vuote) abbiamo cominciato questo venerdì di Zibaldone con la voce inconfondibile di Jim Morrison cantando Love Her Madly. Ma di meglio che volete, care amiche ascoltatrici e cari amici ascoltatori? Sull’onda lunga della new wave anglosassone, saltando dai Psychedelic Furs ai mitici X, abbiamo chiacchierato e abbiamo riso, finendo davvero per sganasciarci dalle risate con Maria Vera e Andrea Martínez, corpo ed anima del duo Petit Rock. Ogni sabato, a mezzogiorno, Maria e Andrea si esibiscono nel Museo del Rock (http://www.museudelrock.com) con uno spettacolo per tutte le età, dove Luna e Sinfonia viaggiano attraverso la musica, facendo sognare i bambini e riempiendo di ricordi gli occhi degli adulti. Al ritmo di David Bowie, Loredana Bertè e Caparezza e con una intervista «impossibile» nel migliore stile delle Iene, Serena ci ha fatto conoscere queste due meravigliose donne venute dalla Luna e atterrate sulla Terra, precisamente nei dintorni di Barcellona… È venuto poi a trovarci Toni Bruna, giovane e interessantissimo cantautore triestino di passaggio qui nella Ciudad Condal. Toni ci ha presentato il suo ultimo lavoro, Formigole, un album di alta qualità, che unisce la ricerca musicale ed una voce particolarissima con un altro elemento: il dialetto triestino. E di questo, anche, oltre che della vita, dei viaggi e di quello che ci portiamo dentro, abbiamo parlato con Toni e con gli altri amici che ci hanno fatto compagnia negli studi di Radio Contrabanda. Ma soprattutto abbiamo potuto ascoltarci in diretta e in versione unplugged alcuni pezzi di Formigole, con la partecipazione straordinaria al synth di Riccardo Massari Spiritini. Se volete saperne di più di Toni e delle sue creazioni musicali, cliccate qui. E poi, qualche classico italiano come Voglio vederti danzare di Franco Battiato e E penso a te di Lucio Battisti, le divertenti storielle di Giorgio Conte, il funky soul di Nolan Porter e quel folk psichedelico del grande Sixto Díaz Rodriguez… buon ascolto! Da questo venerdì inizia una collaborazione con gli amici di Italiani a Barcellona TV che ci offriranno il trailer di ogni puntata in versione video, permettendovi così di sbirciare tra i microfoni di Zibaldone…

Di Tumulti Über Alles e di concerti dal parrucchiere (16 settembre 2011)

Di Tumulti Über Alles e di concerti dal parrucchiere (16 settembre 2011)

L’estate pare ancora viva e vegeta in questa metà di settembre. E soprattutto lotta insieme a noi. Insomma, abbiamo sofferto un’altra volta moltissimo caldo nel piccolo studio di Radio Contrabanda. Ma ancora una volta tra rivoli di sudore, bottiglie d’acqua fresche, alcune birre e i vecchi ventilatori «a palla» abbiamo resistito come veri stoici. E vi abbiamo tenuto compagnia con due ore di musica, chiacchiere e interviste. Subito dopo la voce inconfondibile di quel genio statunitense conosciuto con il nome di Tom Waits, ci ha fatto compagnia un altro genio. Un genio proveniente da las entrañas di Barcellona: Riot Über Alles, un nome che è tutto un programma. Poeta, pittore, performer anarco-dadaista, agitatore culturale. Con Riot abbiamo parlato di tutto e di niente, come buoni figli della società del consumo. Abbiamo divagato su Julio Iglesias e le sue camicie bianche di lino, sull’ironia politica irraggiungibile di Jello Biafra e dei Dead Kennedys, sull’eutanasia e sulle visioni apocalittiche post-punk dei Laibach. Per conoscere almeno un poco il tetro mondo di Riot, date un’occhiata al suo blog. E ascoltate tutti i mercoledì sera dalle 20 alle 21 il suo programma radiofonico, «Chanquete ha muerto» su un’altra storica radio libera barcellonese: Radio Bronka. Serena ha poi portato ai microfoni di Zibaldone Sergio, musicista membro dei Dinatatak, un gruppo nato qualche anno fa ed attivo soprattutto a Barcellona. I Dinatatak mischiano atmosfere mediterranee con sonorità latinoamericane in perfetta sintonia con la composizione del gruppo (una fusion di cileni ed italiani) e con l’aria che si respira nella Ciudad Condal. Con Sergio abbiamo parlato di musica, di SGAE, di progetti futuri e di una performance assolutamente geniale: dal parrucchiere, mentre i clienti si facevano tagliare i capelli. Ma soprattutto ci siamo sentiti alcuni pezzi dal loro ultimo album, intitolato Dinatatak. Se volete sapere qualcosa di più su questo meraviglioso gruppo e se volete conoscere la loro musica, schiacciate qui. Il filo conduttore è stato – poteva essere altrimenti? – la musica. Dal punk dei Dead Kennedys al soul di Eugene McDaniels, dalla sperimentazione dell’incommensurabile Serge Gainsbourg alla freschezza di Pino Daniele. Ma anche la musica di due maestri del Belpaese come Giorgio Conte e Mauro Pagani, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare in un concerto per pochi intimi al Luz de Gas lunedì 12 settembre. E che abbiamo avuto anche il piacere di intervistare, chiacchierando di musica, società e apatia politica. Il tutto condito dalla partecipazione di tanti amici di Zibaldone che ci hanno fatto compagnia in studio, come Fabrizio, Eva, Francesca e l’immancabile occhio scrutatore di Italiani a Barcellona TV. Buon ascolto! E… buona visione!

Di lotte nelle valli alpine e di gruppi che non vengono dal Libano (23 settembre 2011)

Di lotte nelle valli alpine e di gruppi che non vengono dal Libano (23 settembre 2011)

È arrivato l’autunno. E sempre autunno è, per quanto dolce e candido, come quello che stiamo vivendo qui sulle coste del Mediterraneo catalano. E anche a Zibaldone è arrivato l’autunno, accompagnato da quel mese di settembre che cantava qualche tempo fa Alberto Fortis. E proprio con Settembre del cantante piemontese abbiamo aperto questo primo venerdì autunnale del 2011. Sulle note dei Roxy Music, dei Black Merda e dei Jefferson Airplane, è ritornata a farci visita Valentina, che avevamo già avuto ospite ai nostri microfoni qualche mese fa e che ci aveva informato sull’Acampada Barcelona. Ora, reduce da un soggiorno di oltre un mese in Val di Susa, Valentina ci ha raccontato la sua esperienza e le sue impressioni su una lotta che continua da più di vent’anni. Dalla nascita nel 1991 fino agli ultimi gravi scontri di quest’estate abbiamo ricordato la storia del movimento NO TAV, un movimento determinato che rappresenta una risposta collettiva di tutta una valle. Abbiamo parlato delle motivazioni di questa lotta, motivazioni non solo ambientali ed economiche, ma anche politiche ed ideologiche. La democrazia come possibilità di decidere liberamente del e sul proprio territorio, insomma. Una motivazione affatto secondaria che, come ci ha ricordato anche Valentina, è presente anche in altri luoghi e non solo nella nostra piccola valle alpina. Dopo una lunga assenza è ritornato ai microfoni di Zibaldone anche il nostro caro Fabrizio, con il suo Art Box, un piccolo vaso di Pandora di prelibatezze artistiche e musicali. Accompagnato da Ella, un’amica svedese che a noi italiani non poteva non far ricordare l’Anita Ekberg che si bagnava nella fontana di Trevi, Fabrizio questa volta ci ha raccontato la storia di un gruppo statunitense che ha lo stesso nome della capitale del Libano, i Beirut. Guidati da Zachary Francis Condon e nati nel 2006 nell’America più profonda, i Beirut hanno trovato un perfetto equilibrio tra l’indie-rock e le sonorità balcaniche. Intrepidi, giovani e forti, questi Beirut, come i trecento che perirono con Carlo Pisacane a Sapri nel 1857. E tra tanta buona musica, come è buona usanza in un programma radiofonico, questo venerdì abbiamo inaugurato anche una nuova sezione del nostro Zibaldone: la Trash Zone. Una zona nera, nerissima, il fondo di un burrone, almeno per quanto riguarda la cultura e il buon gusto. Ma è ciò che l’Italia ha, in fin dei conti, prodotto in questi ultimi decenni. Non solo Fellini e Battiato, non solo Moravia e Battisti, ma anche Drive In, Amici e Striscia la Notizia sono prodotti del nostro Belpaese. E dunque perché non ricordare anche questi buchi neri dell’universo italiota? Oggi abbiamo iniziato con la zona trash ripescando dal baule dei ricordi un «artista poliedrico» come lo definisce la sua pagina su wikipedia: Francesco Salvi. E non abbiamo potuto fare a meno di riascoltarci quello che fu un tormentone nel lontano 1989: C’è da spostare una macchina. Buon ascolto! E soprattutto buona fortuna!

Di strani incontri a Santa Rosa e di un Hitler travestito da drag queen (30 settembre 2011)

Di strani incontri a Santa Rosa e di un Hitler travestito da drag queen (30 settembre 2011)

È stata la voce di Maurizio Vandelli e la musica dell’Equipe 84 ad aprire questa puntata di Zibaldone. Poteva essere altrimenti quando il calendario segna il 30 di settembre? Una puntata dedicata alla letteratura ed all’arte, ma come sempre in un modo del tutto particolare e con personaggi d’eccezione di una Barcellona underground che poco a poco sta scomparendo, divorata dal turismo di massa e dalle leggi draconiane imposte dal sindaco Xavier Trias e da quel partito della destra più neo liberale possibile, conosciuto con il nome di Convergencia i Unió. Sul ritmo allegro dei francesi Pistons Flingueurs e di quell’incombustibile Ian Dury abbiamo presentato Dionisio Porta, scrittore e poeta barcellonese. Dionisio è venuto a presentarci la sua ultima creazione: Jevia, un romanzo pubblicato a puntate su internet. Jevia è un romanzo ambientato tra Barcellona e l’Argentina, tra viaggi e miraggi, voglia di fuga, introspezione, dubbi esistenziali e una carica notevole di ironia e di sarcasmo. Come quando Màrius, il protagonista del romanzo, incontra in un casino di Santa Rosa, città della pampa profonda, un suo ‘vecchio amico’: Nicola Di Bari. E proprio del cantante pugliese ci siamo sentiti uno dei suoi più grandi successi, in versione castigliana: Corazón gitano. Abbiamo continuato con la musica per parlare di Jevia. E sono arrivati direttamente dalla Buenos Aires degli anni Ottanta il punk rock dei Sumo di Luca Prodas e direttamente dalla Madrid del XXI secolo le creazioni tecno-antropologiche di G.G. Quintanilla. Ma per saperne di più di Màrius e delle sue avventure, vi consigliamo di cliccare qui. Arrivati a metà programma non potevamo fare a meno di quella che è già diventata una tradizione per noi zibaldoniani: la Trash Zone. Nella zona trash, questo venerdì, abbiamo ripescato una cantante dell’Italia dell’ultimo trentennio che ha rovinato un’intera generazione di giovani. Lei si chiama Cristina D’Avena e la sua voce, purtroppo, ci ha accompagnato nei molti pomeriggi dopo la scuola, tra merendine e compiti. Dallo Zecchino d’Oro fino al premio come ‘ambasciatrice della pace’ consegnatogli da Red Ronnie, passando per gli anni dorati con le sigle dei cartoni animati nelle reti berlusconiane e come conduttrice di programmi spazzature per bambini. Detto tutto ciò, non potevamo fare a meno di riascoltarci quell’obbrobrio musicale conosciuto con il nome di Love me Licia e quel riferimento implicito alla cocaina usata dagli yuppies craxiani in un’altra sigla, quella di Pollon. Abbiamo poi avuto con noi due meravigliosi ospiti: Marcela Laspoumaderes e Damián Almenares, due artisti geniali, simpatici e provocatori. Marcela e Damián ci sono venuti a presentare una expo che in questi giorni potete vedere nel bar La Rouge della Rambla del Raval di Barcellona. Il titolo vi dice già molto del sottofondo surrealista della loro arte: El kaiamba y su perro invisible (Entrando en la dimensión del clitoris).Una storia che si nutre della Cuba di Damiàn e dell’Argentina di Marcela, dei nostri tabù e delle nostre paure, dei nostri sogni e della nostra immaginazione. Un’arte che nell’irrazionalità ricerca la razionalità. Come con l’immagine di un Minotauro intimo e timido o come con l’immagine di un Hitler, prima confuso con Gardel dal perro invisible, protagonista di questa storia, e poi violentato e travestito da drag queen in un bagno… Per saperne di più e, soprattutto, vedere i disegni di Marcela e Damián, date un’occhiata qui. La musica è stata l’immancabile e inconfondibile filo conduttore del nostro programma. Da Pj Harvey ai Buena Vista Social Club, da Caparezza al giovane cantautore triestino Toni Bruna. E per chiudere vi abbiamo proposto Una pistola non dice salve, l’ultimo singolo di un promettente gruppo rock trentino, i Vetrozero, con la graffiante voce di Glauco Gabrielli. Buon ascolto!

Di pozzi africani e di arresti ingiustificati (7 ottobre 2011)

Di pozzi africani e di arresti ingiustificati (7 ottobre 2011)

È arrivato ottobre, cantava qualche anno fa Enzo Nardi. E proprio con la voce del cantante marchigiano abbiamo aperto questa prima puntata di Zibaldone del mese d’ottobre. Una puntata quasi tutta dedicata alla politica ed al sociale, tra l’Italia e Barcellona. Sulle note di una delle ultime creazioni di Gil Scott-Heron, la magnifica Me and the Devil, è venuto a trovarci Piero Lato, uno dei mitici membri della comunità italiana residente qui a Barcellona. Piero è un gran personaggio con una vita tutta da raccontare, tra la curva del Cosenza calcio, la vita notturna della bolognese Via del Pratello e le biciclette nel Barrio Chino della ciudad condal. Serena e Piero ci hanno immerso nei ricordi della Cosenza degli anni Ottanta e Novanta, tra gli ultras del Cosenza e la mensa di Padre Fedele. E soprattutto ci hanno parlato de «La Terra di Piero«, un progetto umanitario che si sta portando avanti nella Repubblica Centrafricana: la costruzione di un pozzo nel territorio di Paoua che porterà il nome di Piero Romeo, simbolo di Cosenza e del Cosenza calcio, che, purtroppo, ci ha lasciato da poco. Di Piero Romeo e di questo progetto ne abbiamo parlato telefonicamente anche con Sergio Crocco e Giuseppe Voltarelli, direttamente da Cosenza. Peccato per qualche piccolo problema con la connessione telefonica via skype… il Tirreno nel mezzo ci ha complicato un po’ la vita! Per chi volesse saperne di più e volesse partecipare al progetto de «La Terra di Piero», dia un’occhiata qui. Gli immancabili Dead Kennedys e la loro feroce critica sociale ci hanno trasportato dalla Calabria alla Catalogna. Con Eva e Serena abbiamo parlato dell’iniziativa di vari componenti della comunità italiana residente qui a Barcellona: una lettera aperta a Riccardo Iacona dopo la puntata di Presa Diretta dello scorso 2 ottobre in cui si mettevano a confronto le diverse realtà del lavoro precario in Italia e in Spagna, ovviando molte informazioni sul lavoro e i diritti dei lavoratori in Spagna e presentando Barcellona come la nuova America… nulla di più lontano dalla realtà in una Spagna colpita duramente dalla crisi e da cui molti italiani se ne stanno andando proprio per la mancanza di lavoro! Se volete aderire alla lettera, potete leggerla e firmarla sulla web di SpaghettiBCN. Tra la voce graffiante de I Cani e degli asturiani Ilegales, abbiamo poi chiacchierato, in una riuscita intervista telefonica, con Pau Casanellas della redazione del settimanale barcellonese La Directa che ci ha spiegato dettagliatamente le ultime novità riguardanti il movimento del 15-M. Questa volta, purtroppo, non sono buone notizie. E si tratta degli arresti di oltre una ventina di militanti del movimento in seguito ai fatti del 15 giugno scorso, quando si cercò di bloccare l’ingresso dei deputati al Parlamento catalano. Un’accusa assolutamente esagerata, come anche le modalità dell’arresto, che assomigliano più a quelle di una regime autoritario che a quelle di una democrazia parlamentare… in ogni caso, non sono mancate le buone notizie, come il continuo attivismo del movimento e i preparativi per la prossima grande manifestazione mondiale, organizzata per sabato 15 ottobre nelle piazze di tutto il mondo. Non poteva poi mancare una nota ironica. E stiamo parlando di quello che è ormai venuto ad essere un momento immancabile di Zibaldone: la Trash Zone. Questa volta abbiamo parlato di un personaggio il cui nome non dice molto, ma la cui voce e le cui canzoni piene zeppe di giochi di parole sessuali non possono non ricordare le estati in Riviera romagnola d’inizio anni Novanta. Eh, sì, cari amici, il trash aveva bisogno anche di lui: Gianni Drudi e la sua indimenticabile Fiki Fiki… Infine, dopo tante voci conosciute, come quella di Ben Harper e di Rino Gaetano e il funky di Letta Mbulu, vi abbiamo presentato un nuovo gruppo. Sono austriaci, il cantante ha qualche lontana origine italiana e cantano in inglese. Si chiamano Blinded by Stardust. Questo è il consiglio musicale della settimana. Buon ascolto!

Di jazz made in Italy, di gruppetti pop e di maestri del Trash (14 ottobre 2011)

Di jazz made in Italy, di gruppetti pop e di maestri del Trash (14 ottobre 2011)

Siamo partiti scoppiettanti in questa puntata essenzialmente musicale di Zibaldone. I Ready Men con il loro rock spietato di Shortnin’ Bread, che attiva la circolazione di colpo e getta menti e corpi in una danza sfrenata. E poi il nuovo singolo di East Bay Ray e dei Killer Smiles, Raising the Stakes, uscito fresco fresco qualche mese fa dagli studi californiani. Vi abbiamo svegliato per bene, per poi farvi scivolare dolcemente verso il meglio del jazz italiano dell’ultimo mezzo secolo. E lo abbiamo fatto con gli indimenticabili Weather Report di Wayne Shorter e Joe Zawinul, mentre vi abbiamo raccontato del IV Festival de Literatura Policial (Getafe, 14-23 ottobre), dove l’Italia è il paese invitato. Sotto le stelle del jazz… come cantava Paolo Conte, che sarà qui a Barcellona tra poche settimane per presentare il suo ultimo lavoro, Nelson. Ma la ciudad condal avrà la fortuna di poter apprezzare anche Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Gabriele Mirabassi, Giovanni Guidi e Gianluca Petrella, Danilo Rea e Stefano Boltro. Tutti quanti ospiti del 43 Voll Damm Festival Internacional de Jazz de Barcelona, gemellato con l’Umbria Jazz Festival. Per l’acquisto dei biglietti e per maggiori informazioni, potete dare un’occhiata anche alla pagina web di Italia.es e di The Project. E tra i corsi e i ricorsi musicali, le influenze di Miles Davis e di Chet Baker, i vecchi e i nuovi progetti di questi maestri del jazz latino, ci siamo sentiti alcune chicche, da quel Tribe di Enrico Rava registrato nel 1976, alla Night Talk del Paolo Fresu Quintet fino a una particolarissima versione di Buonasera Signorina frutto della collaborazione di Stefano Bollani con Mirko Guerrini e Mauro Ottolini. Laura ci ha poi svegliato da questa meravigliosa aria da Cotton Club con nuove proposte italiane. Il pop di qualità che ha prodotto il Belpaese negli ultimi anni. Ed ecco allora le chitarre graffianti e i testi ironici de I Cani, l’allegro ritmo da band vecchio stile dei No Braino, il ritmo e la voce di un bravo cantautore calabrese come Brunori SAS e, infine, un romano che non ha bisogno di presentazioni: Mannarino. A questo punto, dopo tanto jazz e tanto pop, non poteva mancare lo spazio dedicato al trash prodotto dalla nostra Italietta. Nella Trash Zone, già lo sapete, non parliamo di Fellini e Pasolini, di Rino Gaetano o di Domenico Modugno, ma del peggio del peggio che è uscito dalle televisioni berlusconiane e dalla società del consumo italica. Questa volta non abbiamo avuto paura e siamo andati direttamente alla crème de la crème del trash: Mauro Repetto. Dai banchi di scuola con Max Pezzali al successo con gli 883, dalla brevissima e fallita carriera da solista di Zucchero Filato Nero ai lavori da EuroDisney a Parigi e una nuova vita nella capitale francese. Imperdibile! Non potevamo lasciarvi soli con Mauro Repetto e con altri dibattiti sul trash umano un venerdì sera, care amiche e cari amici. Abbiamo voluto chiudere con un poca di speranza in questo mondo in costante crisi. E lo abbiamo fatto con Giovanni Allevi, pianista e compositore marchigiano in tournée europea e che sarà qui a Barcellona la prossima settimana, venerdì 21 ottobre, in un concerto di presentazione del suo ultimo album Alien. Per le informazioni e per i biglietti, schiacciate qui. E per chiudere, come ormai consuetudine, il consiglio musicale di Zibaldone per questa settimana. Si chiama Princesa, anche se il suo vero nome è un altro, e suona da parecchi anni. Influenze londinesi e parigine, e molto altro. E una voce che penetra nelle vene. Noi vi abbiamo fatto sentire un bellissimo pezzo, Gets me high, del suo album del 2007 intitolato J.P. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui. Buon ascolto!

Di Gheddafi e degli etarras ospiti del LEM e degli scontri nell’Urbe (21 ottobre 2011)

Di Gheddafi e degli etarras ospiti del LEM e degli scontri nell’Urbe (21 ottobre 2011)

Una meravigliosa versione live di You’re a big girl now del maestro Bob Dylan ci ha introdotto in una puntata davvero full. Sarebbe a dire, pienissima di ospiti, di consigli musicali, di notizie e di primizie. E proprio con le primizie di questo strano giorno d’autunno abbiamo iniziato: el «cese definitivo» del terrorismo comunicato dalla cupola dell’ETA e la morte con due colpi al petto del Michael Jackson del Maghreb, Muhammar Gheddafi. Al ritmo del Serge Gainsbourg nella sua miglior epoca reggae sono entrati nel nostro piccolo studio di Radio Contrabanda Sebastià Jovani e Victor Nubla, anima e corpo del Festival LEM di Barcellona, che si sta svolgendo in questi giorni nei teatri e nei locali del Raval e di Gràcia. Con loro abbiamo parlato di alcune chicche della musica sperimentale che avremo la fortuna di poter vedere qui a Barcellona fino a sabato 29 ottobre. Musicisti e creatori del calibro del messicano Murcof, del francese Philippe Petit o del padre della no wave statunitense, Mark Cunningham. Ma con Sebastià e con Victor abbiamo parlato di molto altro. E non solo di Gheddafi e di ETA. Dei romanzi pubblicati da Sebastià Jovani, come l’ultimo premiatissimo Emet o la revolta (Barcelona, 2011), della musica di Victor Nubla, cominciando da Macromassa, un progetto di sperimentazione musicale che vide la luce nel 1976. E last but not least, dei loro programmi radiofonici in altre radio libere barcellonesi, come Música y geografía en Radio Pika y Música y química en Radio Gràcia. Per chi volesse saperne di più del LEM e dei progetti di Gràcia Territori Sonor, date un’occhiata qui. Prima di passare a un finale tutto politico, ci siamo addentrati nel mainstream della cultura musicale italiana, con i suoi alti e i suoi bassi. La Trash Zone questa volta l’abbiamo lasciata nelle mani della nostra cara Eva che ha pensato bene di farci ritornare alla mente una vera perla, musicale ed umana. Si tratta di un personaggio scoperto da Fabrizio De Andrè, paroliere di Mina, amico intimo di Compay Segundo e, soprattutto, autore di quella Sbucciami che ha infiammato mezza penisola trent’anni or sono. Stiamo parlando ovviamente di Cristiano Malgioglio. Da Malgioglio a… un compositore e pianista di grande successo in questi ultimi anni. E non solo in Italia. Parliamo di Giovanni Allevi, che con il suo piano e la sua riccia chioma è venuto a trovarci a Barcellona durante questo Alien Tour 2011. Oltre al concerto all’Auditori della ciudad condal, Allevi ha presentato alla Casa degli Italiani di Barcellona il suo ultimo libro, Classico Ribelle (Rizzoli, 2011). Prima della presentazione abbiamo chiacchierato con lui della musica, di quello che con essa vuole comunicarci e degli indignados spagnoli ed italiani. Zibaldone pare non abbia freni, né limitazioni, né, soprattutto, frontiere. È ritornata tra noi, la figliola prodiga, Laura Orlandini, dopo viaggi e miraggi per tutto il Belpaese. E ci ha informato, in compagnia di Serena e di altri amici che ci accompagnano nei nostri venerdì pomeriggio radiofonici, di quel che è successo nel mondo sabato scorso, il 15 ottobre: le quasi mille città dove si sono organizzate manifestazioni, le marce pacifiche di Madrid e Barcellona e, purtroppo, lo «strano caso» italiano. Della violenza della manifestazione di Roma, della rabbia di una generazione senza futuro, della solita azione repressiva della polizia e delle solite frasi di indignazione ex post dei politici nostrani ce ne ha parlato in una interessante intervista telefonica la giornalista Viviana Morreale, collaboratrice del programma televisivo Annozero e di Servizio Pubblico, di cui vi consigliamo di visitare la pagina web. Non potevamo non chiudere con il consiglio musicale della settimana. Loro sono incazzati e dicono le cose dritte in faccia, come si dovrebbe fare. Si chiamano Zen Circus. E vi abbiamo fatto ascoltare un pezzo del loro penultimo album, Andati tutti affanculo, intitolato Gente di Merda. E dulcis in fundo, una graditissima sorpresa: il ritorno, anche se in una veloce toccata e fuga, del nostro carissimo Roberto Fenocchio, creatore e anima di Zibaldone per oltre dieci anni. Buon ascolto!

Di Questioni Meridionali e di belle esperienze corleonesi (28 ottobre 2011)

Di Questioni Meridionali e di belle esperienze corleonesi (28 ottobre 2011)

Questo venerdì siamo entrati immediatamente in medias res con il nostro primo invitato speciale. O sarebbe meglio dire, i nostri primi invitati speciali. Sì, perché nel piccolo studio di Radio Contrabanda siamo riusciti a far entrare un intero gruppo musicale: le Questioni Meridionali. Molti di voi residenti (e non) qui a Barcellona già le conoscete, ma come dicevano i latini repetita iuvant; dunque, non contraddiciamo i nostri antichissimi avi e raccontiamo chi si «nasconde» dietro questo nome di memoria gramsciana. Fondate da Piero Pesce (chitarra, voce e tamburello) qualche anno fa, le Questioni Meridionali sono un progetto in continua evoluzione, che mescola meravigliosamente la musica tradizionale del sud Italia con nuove sonorità e sensazioni. Potremmo definire il loro genere musicale come folk mediterraneo. Ma, come spesso accade, qualunque descrizione è purtroppo limitante… La loro formazione cambia e si arricchisce ogni volta di strumenti e armonie diverse. Quest’oggi in radio abbiamo avuto la fortuna di avere con noi, oltre a Piero Pesce, anche Stefano Pompilio (contrabbasso) e Marta Dell’Anno (violino e voce), che ci hanno deliziato con una versione live della Tarantella del Gargano. Musiche della Puglia e della Lucania, ma di tutto il Mezzogiorno italiano, grazie alla presenza di altri musicisti come il siciliano Jimmy Sciortino, che con il suo violino riscopre però ritmi irlandesi. E con qualche tocco pure orientale, come a volte accade con il flauto del nepalese Binod Katuwal. Insomma, vi consigliamo di ascoltare le Questioni Meridionali in diretta e di ballare al ritmo della loro musica. Per saperne di più e per conoscere le loro prossime date, guardate qui. E poi, tra Edoardo Bennato e le sue canzonette, il rock degli Who e il jazz sperimentale del Miles Davis di Big Fun, vi abbiamo ricordato i moltissimi appuntamenti musicali e culturali delle prossime settimane qui nella ciudad condal: dal Festival LEM di musica sperimentale (fino al 29 ottobre), di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, al Beefeater In-Edit Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (27 ottobre – 6 novembre), dal 43 Voll Damm Festival Internacional de Jazz de Barcelona (fino al primo dicembre) alle conferenze di Nichi Vendola (29 ottobre) e di Lorella Zanardo (3 novembre), di cui parleremo la prossima settimana. Ma, dopo tanti annunci e tanta cultura, dovevamo rompere questo bel momento con qualcosa di diverso. Ormai l’appuntamento di metà puntata, lo sapete, è con la Trash Zone, questa volta a carico del nostro caro Fabrizio Vernice, che ci ha introdotto in un mondo che avevamo forse dimenticato, ma che ci ritorna presto in mente, tanto per citare il buon Lucio Battisti: il mondo della festa, tra le feste delle medie con coca-cola ed aspirina alla Elio e le Storie Tese, gli 883 cecchettizzati di Rotta x casa di Dio e l’attuale, ma non per questo meno trash, DJ Lubel, definito dal buon Vernice come il Maccio Capatonda statunitense. E poi tra qualche chicca musicale come il folk di Luther Russell e qualche news che fa storcere il naso a molti come il nuovo progetto che vede protagonisti Lou Reed ed i Metallica, Laura ci ha riportato con i piedi per terra, raccontandoci della sua recente esperienza siciliana, tra Corleone e Canicattì, tra terre confiscate alla mafia e cooperative come Lavoro e Non Solo, dove le scelte coraggiose si uniscono alla solidarietà grazie a dei campi di lavoro estivi in bellissime aziende agricole. E tanto altro, al ritmo dei Modena City Ramblers e del grande Faber, come le altre cooperative attive nel corleonese (la Placido Rizzotto e la Pio La Torre), i momenti di legislazione illuminata del sindaco Cipriani, il Museo dell’Antimafia nella casa che fu di Provenzano e l’esperienza radiofonica di Liberamente, portata avanti da alcuni ragazzi di Canicattí… Buon ascolto!

Di società dei magnaccioni e di eredità pasoliniane (4 novembre 2011)

Di società dei magnaccioni e di eredità pasoliniane (4 novembre 2011)

A ripensarci, verrebbe da dire «Piove. Governo Ladro!». Perché? Perché in un venerdì di pioggia torrenziale abbiamo pensato bene di dedicare il nostro incontro radiofonico settimanale alla politica e alla società italiana. E tra tuoni, fulmini e strade allagate, tra Berlusconi, Brunetta e Tremonti, non potevamo non iniziare con un pezzo indimenticabile dei golden eighties: Under Pressure dei Queen accompagnati da David Bowie. Ma la ragione è anche e soprattutto l’In-Edit, ossia la nona edizione del Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona, di cui ci ha parlato Serena. Dieci giorni di documentari dedicati alla musica, con uno speciale tributo a Murray Lerner, con le sue mitiche riprese del Festival dell’Isola di Wight del 1970, e a David Bowie con un introvabile documentario del 1975 (Cracked Actor). Ma non solo. Da Miles Davis a Raimundo Amador, da Michel Petrucciani al primissimo Bob Dylan, da La Fura del Baus a Toots and the Maytals. Insomma, un’occasione da non perdere per gli amanti della musica e dei documentari. E per darvi un assaggio vi abbiamo fatto sentire It’s a rockin world di Joe Strummer e Tammurriata nera della Nuova Compgnia di Canto Popolare per parlarvi rispettivamente di Quiero tener una ferretería en Andalucía di Carles Prats dedicato al periodo in cui il leader dei Clash se ne andò a vivere tra Granada e Malaga e di Passione – A Musical adventure di John Turturro dedicato alla musica napoletana con uno speciale tocco ironico. Al ritmo della Società dei magnaccioni interpretata dalla voce di Gabriella Ferri siamo poi scivolati dolcemente verso un’interessantissima chiacchierata politica (e non solo) sulla realtà del nostro Belpaese. Che succede in Italia? Una domanda di non facile risposta, soprattutto se la volontà è quella di abbandonare i soliti stereotipi e provare a pensare davvero quello che stiamo vivendo come protagonisti o come semplici comparse. Lo sguardo di tre italiani che vivono da anni lontano dalle Alpi e dal Tirreno è forse un buon punto d’avvio per una discussione che avrebbe bisogno di molto più tempo e molto più spazio. Stiamo parlando di Marcello Belotti (traduttore, professore di italiano e coordinatore di SEL España), Claudia Cucchiarato (giornalista e autrice del libro Vivo Altrove) e Dario Ferraro (filmmaker e autore del documentario Lo Sbarco) che ci hanno accompagnato in un viaggio attraverso i corpi delle donne, il pensiero e l’eredità lasciataci da Pasolini, la xenofobia leghista, i viaggi di italiani emigrati nelle capitali europee, la voglia e la possibilità di proporre qualcosa di nuovo per un paese che pare ormai sull’orlo del baratro, tra la politica-spettacolo berlusconiana, una classe politica assai impreparata e il rischio ogni giorno più reale di una bancarotta.  Un importante contributo a questa chiacchierata ce lo hanno dato Nichi Vendola (presidente della Regione Puglia dal 2005 e presidente nazionale di Sinistra Ecologia Libertà) e Lorella Zanardo (autrice del documentario Il Corpo delle Donne), che sono stati a Barcellona in questi giorni per delle conferenze e che abbiamo avuto la possibilità di intervistare. Parlando di politica nell’Italia del 2011, non poteva mancare il consueto spazio dedicato alla Trash Zone. La scelta, questa volta, è stata davvero difficile, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. E abbiamo parlato del re del trash: Domenico Scilipoti, l’ex deputato dell’Italia dei Valori che nel dicembre del 2010 fondò il fantomatico Movimento di Responsabilità Nazionale in appoggio della maggioranza berlusconiana. E per chiudere in bellezza, il consiglio musicale della settimana: Lo Stato Sociale, un gruppo con testi geniali ed ironici e una musica decisamente superba. Dal loro secondo album «Amore ai Tempi dell’IKEA» vi abbiamo fatto ascoltare Abbiamo vinto la guerra. Chissà se hanno ragione i ragazzi de Lo Stato Sociale… Buon ascolto! E…. in bocca al lupo!

Di radici, di musica e di poeti (11 novembre 2011)

Di radici, di musica e di poeti (11 novembre 2011)

In questo 11 novembre 2011, un giorno segnato in rosso dalla Cabala e in nero dagli odierni Nostradamus, noi zibaldoniani ce ne siamo fregati altamente e abbiamo pensato bene di dedicare l’intera puntata alla musica italiana. Ma non la musica che siete soliti ascoltare nelle radio commerciali: tutt’altro. Ci siamo addentrati nel folk, nel rock, nella canzone d’autore, nella sperimentazione musicale. Per dare un’occhiata a quello che ci siamo lasciati alle spalle e per vedere cosa ci aspetta dietro la collina. Non potevamo non cominciare con un piccolo tributo a due mostri sacri della canzone d’autore mondiale, vivi e vegeti e che continuano a lottare insieme a noi: Bob Dylan e Leonard Cohen. Il primo che ha compiuto quest’anno settant’anni e che in questi giorni è in tournée in Italia in compagnia di Mark Knopfler; il secondo che di anni ne ha ormai 77, come le gambe delle donne, e che ha annunciato un’altra serie di concerti europei per l’anno venturo. Ma in questo viaggio nella musica italiana (e non solo) abbiamo voluto avere le spalle coperte. E come compagni di viaggio ci siamo scelti due meravigliosi ed attivissimi artisti italiani residenti da qualche tempo qui a Barcellona: Tonj Acquaviva e Natacha Tanzilli. Fondatore nel 1979 degli Agricantus, Tonj porta avanti da oltre tre decenni una interessantissima ricerca musicale elettro-trans-world. L’interesse per le musiche del mondo da un punto di vista tribale e da un punto di vista meditativo si unisce nella produzione musicale di Tonj all’interesse per l’elettronica digitale e per i campionatori. Il risultato è una serie di prodotti di altissima qualità, a cominciare dagli album usciti con il nome Agricantus, come Tuareg, premiato nel 1996 con la Targa Tenco. Ma la traiettoria di Tonj non si è limitata solo al progetto Agricantus: nel 1994 ha iniziato una collaborazione con l’artista visivo Emilio Leofreddi e qualche anno più tardi con la fotografa canadese Sheila McKinnon, mentre nel 1998 ha dato vita al progetto Weltlabyrinth con la poliedrica cantante Rosie Wiederkehr. Collaborazioni che continuano tuttora e che dimostrano il grande interesse di Tonj per la transdisciplinarietà artistica. Un campo che ha visto e che vede protagonista anche Natacha Tanzilli che lavora da tempo alla commistione tra il filmato e l’animazione. E proprio grazie a questa comune ricerca è nato Millenium Klima, un album che dimostra l’estrema ricchezza della musica e le molte possibilità date dalla fusione tra arti visive e musica. Se volete saperne di più sui progetti di Tonj Acquaviva e di Natacha Tanzilli, date un’occhiata qui.Con l’accompagnamento delle musiche prodotte da Tonj Acquaviva ci siamo spostati sulla riviera ligure, e più precisamente a San Remo, dove tra il 10 e il 12 novembre si è tenuta la XXXVI edizione del Premio Tenco. In un anno complicato per quanto riguarda fondi e finanziamenti, la storica «Rassegna della Canzone d’Autore» è stata denominata eccezionalmente «Robe di Amilcare», in ricordo del centenario della nascita del leggendario fondatore del club Tenco, Amilcare Rambaldi. Della storia di questa mitica rassegna e dell’edizione di quest’anno, presentata da Antonio Silva, ce ne hanno parlato Serena e Fabrizio, accompagnati dalla musica di chi, più o meno recentemente, ne ha fatto la storia, come George Brassens, Franco Battiato, Vinicio Capossela, Peppe Voltarelli, Enzo Avitabile e Paolo Benvegnù. E per chiudere, tra le raccomandazioni storiche che il Professor Enrique Tierno Galván fece ai madrileni all’epoca della movida, un pezzo piuttosto funky in una lingua tutta inventata. E non stiamo parlando dei Sigur Ros. È qualcosa di completamente diverso. E che siamo certi che tutti conoscete. E che molto probabilmente avete anche ballato… buon ascolto!

Di arrabbiate cantanti giramondo e di sensitivi toscani (18 novembre 2011)

Di arrabbiate cantanti giramondo e di sensitivi toscani (18 novembre 2011)

In una caldissima settimana politica per il Belpaese, noi intrepidi zibaldoniani abbiamo deciso di non parlare della politica italiana. In questa puntata non sentirete quasi parlare delle dimissioni del Beato di Arcore, né delle bellicose dichiarazioni di Bossi, né di vita, morte e miracoli del novello presidente del consiglio italiano, l’uomo di Goldman Sachs che ci preannuncia «lacrime e sangue» (solo per il nostro bene, ovviamente), Mario Monti. Appena un commento musicale, tenue ed indolore, per accompagnarci in queste due ore di trasmissione, dove a parlare (come dei profeti?) sono Rino Gaetano, i Litfiba e la Banda Bardò. Abbiamo preferito dedicarci ad altro, con molti ospiti e molti amici nel piccolo studio della nostra Radio Freccia barcellonese. Abbiamo iniziato con Manuela Martínez e Ana Escudero, della compagnia teatrale Nou T, che sono venute a parlarci della loro prossima avventura sul palcoscenico: un particolare adattamento dell’opera teatrale The importance of being Earnest di Oscar Wilde. Dall’Inghilterra vittoriana alla Spagna della fine dello zapaterismo quest’opera del grande scrittore inglese rimane sempre attuale, toccando questioni come l’identità, la trasgressione e la libertà. Una versione davvero da non perdere quella che propone Nou T e che conta anche con una graffiante colonna sonora, da cui non poteva mancare, parlandosi di politica e di società anglosassone, la mitica Anarchy in the U.K. dei Sex Pistols. Potete vedere La importància de ser Frank lunedì 21 e martedì 22 novembre, alle 20h30, nella Sala Muntaner (C/Muntaner 4) a Barcellona. Per maggiori informazioni, schiacciate qui. Accompagnato da una colonna sonora degna del miglior poliziesco italiano dei primi Settanta – Italia a mano armata dei Calibro 35 – è tornato a farci visita anche Marcello Belotti, che questa volta ci ha parlato di un’interessante iniziativa che si terrà qui nella ciudad condal il prossimo fine settimana (venerdì 25 e sabato 26 novembre). Parliamo delle giornate di studio Catalogna e Italia. Memorie incrociate, esperienze comuni. Fascismo e antifascismo dalla Guerra Civile alla Transizione (1936-1977), che vogliono essere un momento di riflessione riguardo alla memoria democratica in Italia e in Catalogna grazie al contributo di storici, scrittori, artisti ed intellettuali italiani e catalani. Un programma intenso ed amplissimo che conta anche con una meravigliosa pièce teatrale: Mai morti, scritta e diretta da Renato Sarti ed interpretata da Bebo Storti (conosciuto dalla nostra generazione soprattutto come comico nei panni del Conte Uguccione). Per maggiori informazioni, date un’occhiata alla web dell’Associazione AltraItalia. Ma in questo pomeriggio di un novembre inoltrato, con il freddo umido che inizia di già a penetrarci nelle vene, non abbiamo parlato solo di teatro e di storia, tutt’altro. A riscaldarci con la sua sweet voice è venuta anche Giulia, fondatrice ed anima di un gruppo che negli ultimi anni ha avuto un notevole successo in tutta Europa: Giulia y los Tellarini. Giulia ci ha presentato in anteprima il suo ultimo lavoro, L’Arrabbiata, che uscirà nei negozi di dischi a gennaio 2012. Un album fresco, solare, dove si mischiano i suoni e i ritmi della Barcellona mediterranea con i suoni e i ritmi dell’Europa che Giulia e i suoi Tellarini stanno divorando a bocconi tournée dopo tournée. Tra una canzone in inglese ed una in francese, Giulia ci ha raccontato alcuni divertenti aneddoti e ci ha anticipato alcune novità, come il progetto a cui sta lavorando in queste settimane, Lady Papooga, che la vedrà protagonista in giro per la Polonia accompagnata dal suo pappagallo. E non poteva mancare un riferimento a Vicky Cristina Barcellona, il film di Woody Allen di qualche anno fa, che fu il trampolino di lancio di Giulia y los Tellarini che ne composero la colonna sonora. Per maggiori informazioni, date un’occhiata qui. Non potevamo lasciarvi però senza uno spazio che sta riscuotendo un grande successo tra tutti gli ascoltatori di Zibaldone: la Trash Zone. Questa volta è stata la nostra cara Eva a scavare nel baule dell’orrore dell’ultimo trentennio della musica e dello spettacolo italiano. E, dobbiamo proprio ammetterlo, Eva ha scavato bene. E dal baule ha tirato fuori un personaggio che molti di noi avevano dimenticato… stiamo parlando di Solange, il sensitivo che gironzolava in tutti i talk show negli anni Novanta, leggendo la mano a destra e a manca. Solange è però un artista a tutto tondo. Indimenticabili le sue partecipazioni in film memorabili e, soprattutto, le sue canzoni, di cui vi abbiamo dato un assaggio. Infine, per chiudere questa intensissima puntata, il consiglio musicale della settimana. Loro sono pugliesi, sono nati come una band di matrice punk, ma poi hanno iniziato un percorso musicale che fonde tradizione e sperimentazione. Si chiamano Io ho sempre voglia. Dal loro primo album omonimo, uscito nel 2010, ci siamo sentiti Voglia, un pezzo allegro che sta piacendo parecchio. Buon ascolto! E buona fortuna nella nuova España azul di Mariano Rajoy… Perché di fortuna per sopravvivere in questi prossimi quattro anni con il Partido Popular con maggioranza assoluta ce ne vuole proprio molta…

Di fabbri anarchici, di rock snob e di un nuovo giovane Olden (25 novembre 2011)

Di fabbri anarchici, di rock snob e di un nuovo giovane Olden (25 novembre 2011)

Mentre stava scendendo la notte in un soleggiato pomeriggio d’un dolce novembre, Zibaldone ha iniziato un’altra full immersion nella cultura e nella musica italiana. Ma non solo italiana, come potrete vedere se avete la pazienza necessaria ad ascoltare le due ore di programma. In compagnia di molti amici e aficionados delle radio libere, abbiamo voluto cominciare con un pezzo proveniente dagli States degli anni Settanta: i mitici Black Merda con Prophet, consigliatoci da Nimo Gandhi, un giovane cantautore di New York che vi faremo conoscere nelle prossime settimane. Ma, bando alle ciance, entriamo immediatamente in questa puntata di Zibaldone! È venuto a trovarci Claudio Venza, docente di storia contemporanea dell’Università di Trieste e direttore, con Alfonso Botti, della rivista Spagna Contemporanea, con cui abbiamo parlato di un personaggio poco conosciuto della politica italiana: l’operaio e militante anarchico Umberto Tommasini (1896-1980). Claudio Venza ha dedicato recentemente un libro a questo personaggio dalla vita avventurosissima tra la Trieste asburgica e quella del secondo dopoguerra, passando per la lotta contro il fascismo nell’Italia dei primi anni Venti e nella Parigi dell’esilio e nell’attivissima difesa della Repubblica nella Spagna della Guerra Civile. Un personaggio senza ombra di dubbio scomodo, sia per le destre sia per le sinistre, che ha rischiato la vita in più d’una occasione, tra un tentativo di assassinio a Mussolini nel 1926 e gli scontri con i comunisti nella Spagna repubblicana del 1937, che lo portarono davanti ad un plotone d’esecuzione…Claudio Venza ha raccontato la vita di Tommasini in un interessantissimo libro, che si presenta come un’intervista fatta allo stesso militante anarchico negli ultimi anni della sua vita e che è uscito proprio in questi giorni sia in un’edizione in catalano (Umberto Tommasini, L’anarquista de Trieste. Memòries d’un indignat del segle XX, a cura de Claudio Venza, Llibres de Matrícula, 2011) sia in un’edizione in italiano (Umberto Tommasini, Il fabbro anarchico. Autobiografia fra Trieste e Barcellona, a cura di Claudio Venza, Roma, Odradek, 2011), che verrà presentata alla Libreria Italiana Le Nuvole di Gràcia, il prossimo venerdì 2 dicembre alle 19.30. Dalla storia di un agguerrito anarchico triestino alla storia di un agguerrito cantautore perugino, Olden, al secolo Davide Sellari. Olden ci ha raccontato la sua di storia, da Perugia a Barcellona, tra il lavoro in una grande banca e la voglia di lasciare computer e conti correnti e di mettersi sul serio a suonare. Alla fine, grazie a molta volontà e una piccola dose di fortuna, Olden ci è riuscito ed ha fatto della musica la sua vita come dimostra questo suo primo lavoro omonimo, Olden appunto, prodotto qualche mese fa dalla casa discografica indipendente barcellonese Daruma Records. Tra storie di vita vissuta, progetti in ballo, concerti nei locali del barrio chino e tour italiani, Olden ci ha fatto ascoltare i due bei singoli di questo album, You e Jim & Jane, e ci ha anche deliziato con un pezzo unplugged in diretta, Once Again. Se volete sapere qualcosa di più su Olden e conoscere le prossime date dei suoi concerti, date un’occhiata qui. Ma ci permettiamo di ricordarvi il prossimo concerto qui a Barcellona di Olden alla Sala BeCool, il prossimo venerdì 2 dicembre, alle 21h30, in compagnia di Campai e Venturados, altri due gruppi attivi nella ciudad condal.E poi l’atteso ritorno del nostro caro Angelo (Battisti-Mogol dixit) con la sua mitica sezione, Volatili per Diabetici. Ancora una volta Angelo ci ha riportato indietro di qualche decennio facendoci scoprire dei grandi maestri della musica rock d’oltreoceano (ma non solo), e simpaticamente e spocchiosamente prendendosi gioco di quelli che si potrebbero definire i rock snob. Insomma, per capirci i rock snob sarebbero quelli che ci mettono alle strette e ci fanno sentire degli ignorantelli, sciorinandoci le loro infinite conoscenze, in questo caso di musica e cultura rock. Angelo ha fatto lo stesso con noi? Quello che è certo è che ci ha deliziato l’udito con un cocktail esplosivo i cui ingredienti sono stati i Pixies, i Television, i Big Star, Captain Beefheart & The Magic Band, i Beatles e i New York Dolls. Non potevamo però lasciarvi tutta una settimana senza la tanto acclamata Trash Zone, di cui si è occupata ancora una volta la nostra cara Eva. Di chi ci ha parlato la nostra romanaccia di Zibaldone? Della voce più calorosa di tutte le Calabrie, dell’uomo del popolo, simpatico e alla buona, dell’uomo che ha fatto commuovere schiere e schiere di mamme italiche. Chi? L’indimenticabile Mino Reitano, con quel suo canto alla patria nostra in un festival di San Remo di qualche decennio fa. Sono sicuro che qualcuno storcerà il naso, ma tant’è. Anzi, forse meglio così, non credete? Ed infine, prima di lasciarvi fino a venerdì prossimo con le parole del professore Enrique Tierno Galván, vi abbiamo dato la pillolina musicale della settimana, come buon consiglio di ciò che di buono si sta facendo al di là del Tirreno. Sono ancora una volta pugliesi, sono nati nel 2008 e in questi ultimi tre anni hanno accompagnato il fior fiore della musica attuale del Belpaese (da Caparezza a Marta sui Tubi, dalla Bandabardò agli Skiantos). Si chiamano Lola and the Lovers e dal loro ultimo album, Pissed off (2011), vi abbiamo fatto sentire Pil-lola. Buon ascolto!

Di decadenza dannunziana, di fascismo e di cantautori trentini (2 dicembre 2011)

Di decadenza dannunziana, di fascismo e di cantautori trentini (2 dicembre 2011)

Questa volta siamo andati al nocciolo della questione, come scriveva Graham Greene anni or sono. Sarebbe a dire? Letteratura, politica e buona musica. Sì, perché abbiamo parlato di tutto questo in queste due ore insieme sulle frequenze di una delle radio libere più longeve di Barcellona. E abbiamo iniziato, tanto per non sbagliarci, con il maestro Bob Dylan e con uno dei suoi più bei pezzi You’re a Big Girl Now. Con il post rock dei Karate abbiamo iniziato una bella chiacchierata con David Martín Copé fondatore e anima delle Ediciones Alfabia. Nata nel 2008, questa piccola casa editrice barcellonese sta portando avanti un progetto molto interessante, dove le traduzioni di classici quasi dimenticati si unisce alla proposta di nuovi autori e degli inediti, dei diari e delle lettere dei grandi nomi della letteratura contemporanea. Tra le tante proposte delle Ediciones Alfabia ci sono anche alcuni autori italiani tradotti in castigliano, come Anna Banti e Gabriele D’Annunzio. E, con l’accompagnamento musicale degli Einstürzende Neubauten, proprio del Poeta-Vate è venuto a parlarci David vista la recente pubblicazione in castigliano de Il Trionfo della Morte, impreziosita da un saggio di Henry James. Pubblicato per la prima volta nel 1894, Il Trionfo della Morte è probabilmente il miglior esempio della letteratura decadente di stile d’annunziano: un romanzo psicologico che inizia con una citazione di Nietzsche e che intreccia indissolubilmente l’amore e la morte, in un modo forse ancora più superbo che ne Il Piacere. Ma non solo di D’Annunzio è venuto a parlarci David. Con lui abbiamo parlato anche del coraggio di chi nel terzo millennio e nel mezzo della crisi attuale ha voluto investire le proprie energie per creare una casa editrice diversa dalle altre, sfidando i colossi dell’editoria e gli e-book. E abbiamo parlato anche di quella vaca sagrada del rock’n’roll statunitense – Lou Reed – che si è addormentato l’anno scorso proprio qui a Barcellona durante la presentazione della meravigliosa edizione de El Cuervo dove spiccano i disegni di Lorenzo Mattotti. Per saperne di più sulle Ediciones Alfabia, schiacciate qui. E con il trait d’union di uno scatenato one man band come l’australiano Bob Log III, di un allegro e country Ry Cooder prima epoca e di una sonorità davvero celestiale come quella degli Weather Report di Joe Zawinul siamo passati all’intervista che la settimana scorsa abbiamo «rubato» a Bebo Storti a Barcellona con lo spettacolo Mai Morti scritto e diretto da Renato Sarti. Uno spettacolo militante, potente e politico, sul fascismo passato e presente, sulla storia dell’Italia del Novecento, sulla memoria delle violenze italiane in Etiopia, sulla memoria partigiana, sui buchi neri della Prima Repubblica, sull’omicidio dell’anarchico Pinelli «volato» inspiegabilmente dalla questura di Milano in quel freddo inverno del dicembre 1969. Ma Bebo non ci ha parlato solo di questo spettacolo con cui ha girato tutta la penisola italiana nell’ultimo decennio. Ci ha detto forte e chiaro, senza mezzi termini, cosa pensa della società italiana, di Berlusconi e di Mario Monti. E ci ha parlato di un altro progetto che lo vede protagonista in queste settimane: un altro spettacolo militante, questa volta dedicato al Vaticano, con Pio XII e Padre Pio in scena…E dopo tanta letteratura e tanta politica non poteva non arrivare il momento della musica. E, in questo caso, della musica dal vivo. È venuto a trovarci Luca Porcelluzzi, giovane e bravo cantautore trentino che ci ha fatto sentire alcuni dei suoi ultimi pezzi. Una voce calda e potente allo stile di Vinicio Capossela, dei testi profondi e belli che ricordano le storie che il grande Faber ci ha insegnato ad ascoltare, la capacità di mettere in musica le poesie come cominciò a fare tra gli altri Paco Ibáñez, una chitarra che accompagna le parole nella miglior tradizione dei cantautori che da Brassens in avanti l’Europa ha prodotto. Tra il ritmo allegro de Il ballo dell’oca e la dolce malinconia di Piogge, Luca ci ha parlato della piccola realtà trentina, della voglia di mettere in piedi una band, delle difficoltà della vita quotidiana. E tra tanti amici di Zibaldone, come l’ambasciatore sardo nel mondo Juan Vargas e la nostra cara Eva che ha annunciato una futura nuova rubrica di cui non ha voluto svelare nulla, vi abbiamo poi proposto il consiglio musicale della settimana. Sono romani, sono davvero bravi, sono al loro secondo album. Si chiamano Pane e il pezzo che vi abbiamo fatto sentire si intitola Orsa Maggiore, canzone tratta da una poesia del grande Vladimir Majakovskij. E per chiudere questa volta una piccola sorpresa: la versione con la fisarmonica di Kill The Poor dei Dead Kennedys opera di un grande personaggio che passerà alla storia con il nome di Duckmandu. Buon ascolto!

Di personaggi in cerca di se stessi, di gruppi retro-pop e di Sante insolvenze (9 dicembre 2011)

Di personaggi in cerca di se stessi, di gruppi retro-pop e di Sante insolvenze (9 dicembre 2011)

Un’altra puntata che inizia a tutta birra con il ritmo indiavolato dei Blood Sweat & Tears e della loro Spinning Wheel e una chicca dei Velvet Underground, quella We’re gonna have a real good time together, che pare una dichiarazione di intenti per un venerdì sera qualsiasi. E un’altra puntata dove Zibaldone dimostra ancora una volta di essere uno… «zibaldone» appunto! Teatro, musica dal vivo, politica, satira, consigli musicali e una ricca agenda di appuntamenti. Abbiamo iniziato con il teatro. Ed è ritornato a farci visita dopo una lunga assenza Marco con i bei progetti del Teatro Stabile di Barcellona. Dopo il successo di Voci d’Italia, messo in scena questa primavera alla Casa degli Italiani di Barcellona, questa volta Marco ci ha parlato di una questione che ci riguarda da molto vicino: l’emigrazione. Quella passata e quella presente. E il grosso tema che sta al fondo di tutto ciò: l’identità. Chi siamo? E come siamo? E come ci vedono gli altri? Una situazione pirandelliana che non può non rimandare al Gengè Moscarda di Uno, nessuno e centomila e che ci ricorda quanto tutti noi, in fin dei conti, siamo dei personaggi in cerca d’un autore. O, sarebbe meglio dire, in cerca di se stessi. Il teatro può aiutarci a trovare delle risposte a queste domande? Marco ci spiega come. Con l’aiuto di Giorgio Gaber e di Alessandro Baricco. E, soprattutto, con l’aiuto di Fabrizia Martano e della sua meravigliosa voce. E attraverso un’iniziativa assai interessante: un concorso di scrittura teatrale e di narrativa sul tema dell’identità degli italiani che vivono all’estero. Per partecipare al concorso e per dire la vostra in questo dibattito, date un’occhiata qui. E dopo la musica tradizionale dei Rapsodia Trio e la calda voce di Leonard Cohen – di cui a fine gennaio uscirà il nuovo album, Old ideas – nel piccolo studio di Radio Contrabanda sono venuti a trovarci un gruppo di grande qualità attivo qui a Barcellona. Si chiamano San Marino e da un anno a questa parte stanno girando in lungo e in largo la penisola iberica con il loro retro-pop che conquista al primo ascolto. Ritmi diversi e uno stile inclassificabile che sono frutto dell’incontro di un eclettico chitarrista argentino, Iván Hanon, e di una cantante gallega con una voce intensissima, Lucía Figueroa. E che negli ultimi mesi si è arricchito di nuovi elementi: un bassista francese (Arnaud Spicq) e di un batterista catalano (Francis Sanz). Tra il racconto di un incontro in un club di jazz e l’apparente abbonamento ai controlli della polizia stradale in ogni concerto fuori Barcellona, Iván e Lucía ci hanno anche deliziato con un pezzo dal vivo, Insoportable, un vero tormentone che non se ne va dalla testa dopo averlo ascoltato. Per ascoltare la musica dei San Marino e per conoscere le loro prossime date, guardate qui. Dal retro-pop siamo poi scivolati dolcemente verso il trash in compagnia della nostra cara Eva. La storia italiana ci riserva mille e mille sorprese e per la Trash Zone di oggi Eva ha avuto solo l’imbarazzo della scelta. E chi ha scelto? Un grande personaggio della società dello spettacolo, della politica e del porno. Ed anche della musica. Di chi parliamo? Ma di Ilona Staller, meglio conosciuta con il nome d’arte di Cicciolina. E dell’ungherese che ha messo a nudo il sistema partitocratico del Belpaese ci siamo sentiti anche una canzone: Pane, marmellata e me. Dopo Cicciolina non potevamo abbandonare la politica. E lo abbiamo fatto senza scherzare, questa volta. E con l’aiuto di due intellettuali ed attivisti italiani in visita a Barcellona: Franco Berardi (Bifo) e Valerio Monteventi. Sì, perché i primi tre giorni di dicembre, al Macba si è organizzato un interessante incontro sul capitalismo finanziario, l’attuale crisi economica e i movimenti politici e sociali. KAFCA (Knowledge Against Financial Capitalism) è stato il nome di questo incontro e lo SCEPSI (European School of Social Imagination) ne è stato il principale organizzatore. Con Bifo abbiamo parlato di tutto questo e, come no, della critica situazione politica italiana, tra le dimissioni di Berlusconi e il governo tecnocratico di Monti, tra le pressioni dei mercati e le misure draconiane contro quel poco che rimaneva del Welfare State. Valerio Monteventi, invece, ci ha raccontato dettagliatamente l’esperienza bolognese di questi ultimi mesi. La città rossa pare non deludere le aspettative in questo nuovo autunno caldo con un nuovo movimento, quello della Santa Insolvenza, promotore di molte iniziative che dal basso cercano di trovare delle risposte alternative alla dottrina neoliberalista dominante. Dalla creazione di spazi autonomi alla tessera del pane e del companatico. Per essere aggiornati su quello che si sta facendo e pensando a Bologna, potete dare un’occhiata al quotidiano online autogestito Zero In Condotta. E per chiudere il consiglio musicale della settimana. Questa volta vi abbiamo proposto un giovane e bravo cantautore attivo nella Grande Mela, Nimesh Gandhi, accompagnato dalla sua band. Si chiamano Gandhi e del loro indie-art-rock ci siamo sentiti due gran bei pezzi, Ancient Girl e Forever. Se volete sapere qualcosa di più su di loro, schiacciate qui. Buon ascolto!

Di eclissi democratiche, di divini cialtroni e della ricerca di se stessi (16 dicembre 2011)

Di eclissi democratiche, di divini cialtroni e della ricerca di se stessi (16 dicembre 2011)

È arrivato ormai il freddo e (quasi) il gelo, Natale è alle porte, Barcellona è piena di mercatini e di gente che compra regali (e la crisi?), gli amici si domandano dove e come passeranno Capodanno e Zibaldone è arrivato all’ultima puntata di questo 2011 con parecchi ospiti e una marea di sorprese. Dopo un tuffo musicale nel passato spagnolo, con la voce inconfondibile di Dolores Vargas, abbiamo cominciato in medias res, come dicevano i nostri antenati latini, con la prima intervista di questo venerdì di dicembre. Abbiamo avuto con noi Vittorio Agnoletto (nella foto di sinistra intervistato dagli amici di SpaghettiBcn), che è passato da Barcellona per presentare L’eclisse della democrazia. Le verità nascoste sul G8 2001 a Genova (Feltrinelli, 2011). Un libro scritto a quattro mani da Vittorio Agnoletto appunto, che nel 2001 era il portavoce del Genoa Social Forum, e da Lorenzo Guadagnucci, giornalista de Il Resto del Carlino e una delle 93 vittime della Scuola Diaz, con l’aiuto del Pubblico Magistero del processo sulla Diaz, Enrico Zucca. Un libro fondamentale per ripensare un nodo cruciale della recente storia italiana, quel buco nero – o, come lo definiscono gli autori, quell’eclisse – della democrazia che abbiamo vissuto a Genova nell’estate del 2001, tra la morte di Carlo Giuliani e le «notti cilene» alla Scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto. Un libro in cui non solo si ricordano i fatti di quell’estate di dieci anni fa, ma in cui si fanno i nomi e i cognomi di chi fece quelle violenze e di chi le ordinò e di chi ne garantì negli anni successivi l’impunità. Agnoletto e Guadagnini raccontano 9 anni di processi e i tentativi legali (ed illegali) messi in atto per impedire che questi processi portassero a delle condanne, documentano minuziosamente come i 25 poliziotti e funzionari condannati per le violenze alla Diaz e i 45 poliziotti, carabinieri e membri della Guardia di Finanza condannati per le torture della caserma di Bolzaneto non abbiano passato (e non passeranno) nemmeno un giorno in carcere e di come tutti siano stati «premiati» con delle promozioni. Ma con Vittorio Agnoletto abbiamo parlato anche del decennale del G8 di Genova celebrato nel luglio di questo 2011, della manifestazione del 15 Ottobre di Roma, dei black block, degli infiltrati e del movimento del 15-M spagnolo. Un libro che vale assolutamente la pena leggere. Con il tempo fornitoci da Fall Dog Bombs the Moon, uno degli ultimi pezzi che ci ha regalato il Duca Bianco prima del silenzio, siamo riusciti a montare nel piccolo studio della nostra Radio Freccia barcellonese un piano davvero grande, un Roland bianco, allo stile di quelli che era solito suonare Gil Scott-Heron. Il piano è di una bravissima cantante, compositrice e musicista neozelandese. Ed anche la voce che sentite nell’intervista è la sua. Lei si chiama Tamar McLeod Sinclair ed è venuta per presentarci il suo ultimo album, The Heart Notes, un album ricco di poesia, di ricerche musicali, di emozioni. Un album che è frutto di sei anni di viaggi ed esperienze in Europa, tra Praga, Dundee, Barcellona, il sud della Francia, Londra e la Toscana. Un album che conta con la partecipazione di oltre 40 musicisti di 12 paesi diversi e che è stato registrato in sei differenti paesi. Un album che sa trovare un incredibile equilibrio tra il funk e il jazz, tra le sonorità gipsy e quelle gaeliche. Un album che cerca di andare al nocciolo della questione. E ci riesce. Ripensare se stessi in un mondo globalizzato, in continuo movimento. In The Heart Notes, Tamar ripensa alle sue origini, alla popolazione maori, alla Nuova Zelanda dove è cresciuta, al confronto-scontro con la realtà del Vecchio Continente. Con una voce magnifica e con una capacità unica di renderci partecipi delle sue emozioni, Tamar ci ha proposto anche un pezzo live, Resting place?, con cui si apre il suo album. Per conoscere la musica di Tamar e per saperne di più sui suoi prossimi concerti, date un’occhiata qui. Ma in quest’ultima puntata del 2011 di Zibaldone non poteva mancare la Trash Zone. Ed è stata ancora la nostra cara Eva a tirare fuori dal baule dei ricordi un altro prodotto assolutamente trash della nostra Italietta. Un altro simbolo, in fin dei conti, di quello che è il nostro paese. Di chi stiamo parlando? Del divino Otelma, al secolo Marco Amleto Belelli. Un personaggio che si definisce Primo Teurgo della Chiesa dei Viventi e Gran Maestro dell’Ordine Teurgico di Elios, un uomo stranamente simile a Massimo Boldi e Sandro Bondi che può vantare una gioventù nel Movimento Sociale Italiano e nella Democrazia Cristiana prima di abbracciare a fine anni Settanta il verbo dei Radicali, un soggetto sempre presente nei talk show della televisione italiana e che, nel 2007, si è anche lanciato nella carriera musicale con Il CD divino. E proprio da questo album ci siamo sentiti una canzone orribile. Davvero. Accompagnato dalla musica selezionata dalla nostra figliol prodiga Laura Orlandini, che ci ha fatto conoscere meglio due nuove proposte provenienti dal Belpaese (Le luci della centrale elettrica e BrunoriSAS), è stato con noi anche Julio Vialard, pittore ed artista del Madagascar, che ci ha parlato della sua expo I Love Barna, che potete vedere fino a fine dicembre nel Centro Civico Parc Sandaru di Barcellona. Una pittura ricca di colori e di influenze che risente dell’esperienza umana di Julio, nato e cresciuto in Madagascar, ma poi trasferitosi in Francia. Una maniera di vedere e di pensare se stessi, una maniera per tentare di rispondere con l’arte alle domande che ci perseguitano dalla nascita e che ci accompagnano fino alla morte: Chi siamo? Da dove veniamo? Una maniera, quella di Julio, di parlare di una questione di cocente attualità nelle società figlie del melting pot: l’identità. E la risposta di Julio è sincera, allegra, affatto superficiale. Se volete avere maggiori informazioni, cliccate qui. E per chiudere non poteva mancare il consiglio musicale della settimana. Questa volta vi abbiamo proposto un giovane cantautore torinese. Si chiama Vittorio Cane. È ironico e geniale, semplice e profondo. Da Palazzi, il suo terzo album prodotto dall’interessante discografica ferrarese New Model Label, vi abbiamo fatto ascoltare Sto bene e la canzone che da il titolo all’album, Palazzi. Per saperne di più su Vittorio Cane, date un’occhiata qui. Buon ascolto!

Merda! (13 gennaio 2012)

Merda! (13 gennaio 2012)

Sotto Natale e Capodanno abbiamo tutti mangiato molto. È praticamente impossibile scampare a questa regola di vita. Tra le lenticchie e lo zampone, la polenta e il cotechino, i torroni, il panettone e il pandoro, il vin brulè, lo spumante e le grappe è praticamente impossibile mantenere la linea. E il compito di molte e molti in queste settimane di gennaio è proprio riacquistare la linea che si è perso in un battibaleno, dopo duri sforzi durante l’estate e l’autunno passati. I procedimenti per farlo sono molti: l’attività fisica, le diete, i consigli medici. E chi più ne ha più ne metta. Ma tutti questi procedimenti, che lo si voglia o meno, passano per uno stadio previo. Il water closet, dove finiscono la maggior parte delle prelibatezze degustate e delle leccornie assaporate. E così, noi impavidi zibaldoniani, abbiamo pensato bene di iniziare questo 2012 con una puntata dedicata interamente a quella che il Dizionario della Lingua Italiana definisce «la parte non digerita degli alimenti che viene espulsa con la defecazione». Sarebbe a dire, la merda. Avremmo potuto scegliere un argomento più adatto all’anno in cui secondo i Maya finirà il mondo? Ma la merda, care amiche e cari amici, lo sapete bene anche voi, vuol dire questo e molto altro ancora. Il Dizionario della Lingua Italiana ci illumina al riguardo. Il secondo significato è: «Persona o cosa spregevole, di nessun conto o valore: quell’uomo, quel film è una m.; situazione complicata e pericolosa, da cui è difficile uscire: essere nella m. fino al collo || rimanere di m., attonito, stupito, meravigliato | fare una figura di m., una figuraccia». Un termine con molte valenze che utilizziamo con una frequenza incredibile nell’arco della nostra vita. Il Dizionario della Lingua Italiana ci offre un’ulteriore precisazione: «In funzione di esclamazione» vi si legge «esprime rabbia, impazienza, disappunto, rifiuto, stupore ecc.; può anche esprimere disprezzo per qualcosa che può accadere o che viene minacciato». Ed appunto di tutto questo abbiamo parlato in compagnia della nostra cara Eva Vignini e del nostro caro Fabrizio Vernice. Della cacca delle fotomodelle, della merda d’artista, delle cagate dei cani in Via Peano a Roma, della coprofilia di Adolf Hitler ed Albert Speer, oltre che di quella leggenda metropolitana che vede il buon Gianni Morandi pappare quantità non irrisorie di feci. Che sia vero nessuno lo sa, ma girano voci nei corridoi e nelle sale d’aspetto dell’ospedale Rizzoli di Bologna che il sex symbol della piccolo-borghesia democristiana sia stato trovato con residui di escrementi nello stomaco in più d’una occasione… Ma con la cacca si concimano anche i campi, come ricordava Fabrizio De André, che ci ha lasciato proprio tredici anni fa. E dai campi concimati nascono i fiori. E visto che noi siamo in radio e i fiori non ve li possiamo mostrare, in compenso vi facciamo ascoltare delle canzoni. Ecco, le canzoni sono i nostri fiori. E il nostro percorso musicale di questa prima puntata del 2012 è iniziato con un gran bel fiore, una rosa pungente direi: il grande John Doe, voce ed anima degli X, con un pezzo che ha fatto la storia del punk rock californiano dei primi anni Ottanta, Sugarlight. E poi tanti altri fiori, alcuni rossi ed altri gialli. Ed altri, non si poteva fare altrimenti, dello stesso colore della cacca. Sì, perché, grazie ai suggerimenti del nostro caro professor Lele Felice, vi abbiamo riservato una colonna sonora che ha a che fare con la tematica di quest’oggi. Dal Lucio Dalla di Merdman e di Stronzo siamo passati al Giorgio Gaber de La marcia dei colitici per finire con quel meraviglioso grido di Leo Ferré: Merde. E nel mezzo c’è stato il tempo per un Paolo Conte d’annata – Per ogni cinquantennio -, un pezzo recente di Lluis Llach – Pilar – e un indimenticabile Benigni – L’inno del corpo sciolto -. Ma non è finita qui perché io ci ho messo del mio: Old Shit/New Shit degli Eels, I want your shit on my leg di quel meraviglioso pazzo australiano conosciuto con il nome di Bob Log III e la cover di Richard Cheese di People Equals Shit degli Slipknot. Ed anche il buon Fabrizio non è stato da meno con una perla poetica di rara bellezza e gli Elio e le Storie Tese accompagnate dall’inascoltabile Max Pezzali in Shpalman. Ed Eva, che quest’oggi ha pensato bene di non portarci nulla di trash giacché tutta la puntata è trash, ci ha suggerito un bel pezzo rock made in Italy: Piede sulla merda di Bugo. E nel mezzo di tutto questo c’è stato anche il tempo per un ospite di tutto rispetto. A lui dobbiamo che per almeno una ventina di minuti non si è parlato di cacca. Lui si chiama Jordi Pèlach, ma si è fatto chiamare anche Alex Cabin. È catalano, è psicologo ed è cantautore. E ci ha fatto sentire, in anteprima per Zibladone, un paio delle sue ultime creazioni. Ci ha anche mandato una bella presentazione. Tanto bella che ve la faccio leggere anche a voi: Ya había entendido a Elvis cuando decidí empezar a tocar la guitarra. Inconstante por edad y naturaleza, totalmente autodidacta, descubrí mi libertad antes que mi técnica. Me refugié en la filosofía punk y rápidamente monté una banda de rock, Asuntos. Nos faltó madurez y lo dejamos a los seis años, tras muchos conciertos, aprendizajes, mediocridad y algún triunfo inesperado. Estaba listo para abandonar, aprendí a tocar sólo como necesidad vital. Busqué por todas partes, el surrealismo, la bohemia, la espiritualidad, el psicoanálisis, la interpretación, el budismo… Unos años después, al leer a Kandinsky, un personaje empezó a ocupar mi cuerpo, Alex Cabin, un tipo narcisista que me enseñó a buscar el espíritu en la materia y a escuchar todas la voces. Le dejé el timón y consiguió lo que yo no podía, creer en sí mismo y realizar una veintena de conciertos en Barcelona como cantautor introspectivo y abstraccionista. Actualmente algún círculo se está cerrando, nuestro viejo mundo se acaba. Y yo estoy aquí, listo para recibirlo y para entregarlo. Llegó la hora de que por fin, pueda ser Jordi Pèlach. Ya no hay que hacer nada, sino hacerlo todo. Escribiré en catalán, lengua de mis padres; tocaré pop, nostalgia y decadencia de mi tiempo; cantaré como si me escuchara todo el mundo, oscura profecía. Pronto saldrá una maqueta con mis nuevas cuatro primeras canciones, otra vez. Se questo e quello che ci ha fatto sentire in radio non fosse sufficiente, date un’occhiata qui. Che altro dirvi? Ah, sí: che le radio libere, in quanto libere e senza pubblicità e senza finanziamenti, sono anche sensibili ai problemi tecnici. È quello che è successo nella prima mezz’ora di questa puntata, dove un rumorino di fondo ha disturbato l’emissione. Qualcuno l’avrà pensato sicuramente e noi lo anticipiamo: che puntata di merda! Buon ascolto! E buon 2012 dall’Armata Brancaleone di Zibaldone!

Di Fronti di liberazione della conoscenza, di Pippo Franco e di Elvino Trabucco (20 gennaio 2012)

Di Fronti di liberazione della conoscenza, di Pippo Franco e di Elvino Trabucco (20 gennaio 2012)

Questo soleggiato mese di gennaio ci ha scaldato le mani ed il cuore. E la voce. O forse sarà stato il bel tramonto che vedevamo dagli studi di Radio Contrabanda nel pomeriggio di questo venerdì 20 gennaio? Tant’è che ne è venuta fuori una gran bella puntata, care amiche e cari amici di Zibaldone. Molta buona musica e molte chiacchiere interessanti. Vi sembra poco? Ascoltare per credere! Se non vi piace, ci potete scrivere e sarete rimborsati! Abbiamo aperto con Grisou, il singolo che ha fatto conoscere in Italia i Vetrozero, una band trentina che sta facendo faville. E tanto per scaldare i motori abbiamo poi continuato con Never Enough, una delle ultime canzoni di John Doe, reduce da una tournée spagnola. Un tappeto musicale degli indimenticabili Weather Report ci ha introdotto il primo ospite di questa puntata di Zibaldone: Francesco Salvini, attivista del Knowledge Liberation Front e della Universidad Nómada spagnola. Abbiamo conosciuto Francesco lo scorso dicembre durante le giornate di studio organizzate da Bifo e dallo Scepsi che si celebrarono al Macba di Barcellona sotto l’acronimo di KAFCA (Knowledge against Financial Capitalism), di cui parlammo in radio qualche tempo fa, proprio attraverso la voce di Bifo e di Valerio Monteventi. Francesco ci ha spiegato l’interessante progetto del KLF, un «fronte» di liberazione della conoscenza, appunto, che cerca di riunire vari collettivi europei e ripensare la realtà, proponendo altre vie d’uscita alla crisi che ci sta dilaniando. Francesco vive tra Barcellona e Londra. E proprio di queste due realtà e dei suoi movimenti sociali abbiamo parlato. Del movimento spagnolo del 15 M, delle sue origini e dei suoi precedenti, e del movimento studentesco inglese, che si era fatto conoscere a novembre del 2010 con un’azione che rimarrà nella storia: l’occupazione della sede del partito Tory. Ma l’Inghilterra neoliberale dell’ultimo biennio è una realtà davvero interessante, tra il movimento di Occupy London e i riots dell’agosto scorso. Accompagnato da Iberona di G.G. Quintanilla, da un pezzo tratto da Jesus Let me Down, quella perla gothabilly degli Slim Cessna’s Auto Club, e da Quiero ser una chica Almodovar di Joaquín Sabina, Francesco ci ha informato di tutto questo. E di molto altro. Se volete saperne di più, date un’occhiata alle pagine web del Knowledge Liberation Front, del Barcelona Hub Meeting e della Universidad Nomada. Tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo la Trash Zone. Ed oggi abbiamo toccato lo zenit del trash italico dell’ultimo trentennio. La nostra cara Eva Vignini non poteva fare di meglio, lo dobbiamo proprio ammettere. Altro che Mauro Repetto! Altro che Francesco Salvi! Questa volta siamo davvero arrivati al nocciolo della questione, la chiave di volta del tutto. Di chi abbiamo parlato? Ma di quel grandissimo attore, regista, cantante e chi più ne ha più ne metta passato alla storia con il nome di Pippo Franco. Dalle canzoni nei locali romani alla finta satira di regime del Bagaglino. Nel mezzo c’è tutto un mondo. E ve lo lascio scoprire ascoltando quello che ci ha raccontato Eva… La voce graffiante e calda di Giulia y los Tellarini ci ha trasportato di nuovo nella musica di qualità. Sì, perché di punto in bianco il nostro piccolo studio si è riempito di musicisti. Un tamburo e delle percussioni, una tromba e uno xilofono, un ukulele e una chitarra. E quattro voci. Sarebbe a dire, Toni Bruna e la sua band (Andrej Pavatich, Massimo Tunin, Ale Martini), a Barcellona in questi giorni per una piccola tournée, il Magic Ants tour 2012, che li vede protagonisti in una serie di concerti nel barrio Gótico e nel Raval. Avevamo già avuto ospite Toni Bruna ai microfoni di Zibaldone all’inizio del settembre scorso. Ci aveva presentato qualche pezzo unplugged di Formigole, il suo ultimo album, ed avevamo chiacchierato di musica folk, di dialetto, di Trieste, di Pasolini, in compagnia di quel genio di Riccardo Massari Spiritini. Questa volta l’infaticabile Toni è ritornato. Ed è tornato alla grande. Da Trieste con furore. O con amore. O con tutte e due. Con la sua band abbiamo chiacchierato della vita e di musica. Ma soprattutto abbiamo goduto di una mezz’ora di musica dal vivo che ci ha imbambolato. A volte le parole non sono sufficienti per poter spiegare quello che abbiamo vissuto nella nostra piccola radio freccia barcellonese. Mi auguro che ascoltandolo possiate vivere anche solo la metà di quello che abbiamo vissuto noi… se volete conoscere Toni Bruna, schiacciate qui. E last but not least: il consiglio musicale della settimana. Lui è fiorentino, vive in Olanda ed è cresciuto tra Sergent Pepper’s e la Computer Music. Si chiama Tenedle. Compone una musica elettronica raffinata che fonde suoni, rumori e ritmi contemporanei. Atmosfere nordiche, rarefatte, ossessive e una riflessione sulle nuove forme di solitudine create dalla tecnologia. Dal suo quarto album, Grancassa, vi abbiamo fatto sentire La cura del suono. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui. Buon ascolto!

Di Gomorra catalana, del poeta Bondi e di vicine pettegole (27 gennaio 2012)

Di Gomorra catalana, del poeta Bondi e di vicine pettegole (27 gennaio 2012)

Sono arrivati i giorni della merla e, immancabile, è arrivato anche il freddo e il gelo. Barcellona non è Berlino, questo è fuori di dubbio, ma il bavero del cappotto lo si è dovuto tenere ben alto. E l’influenza pare abbia fatto stragi di giovani e di non tanto giovani, con i suoi annessi e connessi. Insomma, è arrivato davvero un altro inverno. E noi, dal nostro piccolo studio all’ultimo piano di uno dei vecchi edifici che danno sulla Plaça Reial, abbiamo pensato bene di fregarcene e di iniziare un’altra puntata del nostro Zibaldone con qualcosa che rimette in circolo il sangue nelle vene come un buon bicchiere di whisky. Così, senza se e senza ma, vi abbiamo sparato subito nelle orecchie due pezzi dell’America profonda – visto che di America non avevamo in programma di parlarne in tutta la puntata -, due pezzi belli e impossibili come Get Out My Life, Woman del grande Lee Dorsey e Give it up di quella giovane promessa conosciuta con il nome di Amos Lee. L’ambiente era abbastanza caldo perché facesse la sua comparsa un grande giornalista e scrittore catalano, Joan Queralt. Avere ospite Joan Queralt significa avere la possibilità di chiacchierare con cognizione di causa di moltissime cose. Joan visse nel Cile di Salvador Allende nei primi anni Settanta, seguì Fidel Castro nei quasi tre mesi passati dal Comandante tra Santiago, Valdivía e Valparaíso alla fine del 1970, informò dall’Argentina del colpo di Stato di Pinochet nel settembre del 1973, mettendo in luce la partecipazione degli Stati Uniti nel golpe. E poi gli anni passati a Buenos Aires tra l’ultimo governo di Perón e la dittatura di Videla, i molti articoli scritti su quello che stava succedendo nell’America Latina degli anni Settanta, la fuga in Europa per degli articoli che dai generali argentini vennero giudicati «scomodi»… e poi la Spagna della transizione alla democrazia e, soprattutto, una grande passione: l’Italia. Interessarsi al nostro paese è stata per Joan una maniera di risentirsi, in un certo qual modo, a Buenos Aires, dopo aver dovuto abbandonare l’Argentina ed essersi installato di nuovo a Barcellona. Una passione che si è plasmata in parecchi libri che hanno come protagonista il nostro paese e, soprattutto, la Sicilia, come Crónicas mafiosas, Sicilia 1985-2005 (2006) e El enigma siciliano de Attilio Manca (2008) ed in un documentario come Jueces en tierra de mafia (1995). Ma la passione di Joan per l’Italia e il suo interesse da giornalista e scrittore per le questioni di mafia non si è fermato qui. Continua a tutt’oggi. Ad ottobre del 2011, difatti, è uscito La Gomorra catalana (Barcelona, Angle Editorial), un libro che racconta nel dettaglio la storia della camorra napoletana e la sua presenza in Catalogna nell’ultimo decennio. La guerra di Scampia, la lotta tra il clan Di Lauro e il clan Amato-Pagano, la costituzione di una vera e propria base della camorra nel cuore di Barcellona, il traffico di stupefacenti tra la Spagna e Napoli ed il riciclaggio di denaro sporco, il fenomeno della globalizzazione del metodo mafioso… di tutto questo abbiamo parlato con Joan, con l’accompagnamento musicale di Pietra Montecorvino, dei Lautari e dei Canti dalla Sicilia di Rosa Balistreri. Ed anche, come anticipazione per Zibaldone, del suo nuovo progetto: un libro dedicato a Leonardo Sciascia e alla maniera in cui il grande intellettuale siciliano ha cercato di comprendere il fenomeno mafioso. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui. Abbiamo avuto giusto il tempo di farvi ascoltare due belle proposte che vengono dalla penisola a forma di stivale, Vittorio Cane e Tonj Acquaviva, e di immergervi per un momento nel mare dei Caraibi con Las Ondas Marteles, mentre nel nostro piccolo studio si sistemavano Guido, Ulises e Guillermo, i tre membri di un gruppo davvero simpatico, Las Veinas Xafarderas. A volte la migliore maniera per spiegare chi è qualcuno, è lasciarlo spiegare alla persona in questione. Sentite dunque come si presentano Las Veinas Xafarderas: «11 de septiembre de 2011, un italiano en paro llega al 4º 3ra de un piso de la Barceloneta. Al mismo tiempo y en su primera experiencia en Barcelona, un Argentino, guitarra en mano, le pisa los talones, los 2 entran tropezando en el piso de Guillermo «el capo del raval», luego de unas cervezas belgas el ambiente se distiende y descubren que uno es músico, otro escritor y el otro percusionista. Ahí nomás sacan la guitarra y comienza a fermentarse el grupo Italo-Argentino «Las veinas xafarderas», que con sus letras reflejan la amanida lingüística de la ciudad.» Che altro aggiungere? Che i pezzi che ci hanno fatto ascoltare dal vivo sono davvero uno spaccato di questa città, chiusa tra il Mediterraneo e la piccola catena montuosa di Collserola: il bar della Leo, le birre e le tapas, le ragazze e la spiaggia, il mix di lingue, di facce e di esperienze. E poi? E poi, qualche altra chicca, come le poesie di Guido Micheli e del suo amico Piè, anima e corpo di Le tre piume, una fanzine nata qualche tempo fa nel milanese, che potete conoscere semplicemente schiacciando qui. E una canzone che, credo, segna una generazione di italiani e di italiane, un po’ punk e un po’ figli degli anni Ottanta: Puttansuora, suonata dagli Elastici e barattoli. Ma perché tutto ciò diventasse una vera puntata di Zibaldone non poteva mancare la Trash Zone, curata dalla nostra cara Eva Vignini, che questa settimana ha anche trovato lavoro. Un grande evviva era dipinto sul suo volto. E la sua gioia si è convertita in una scelta davvero geniale per quanto riguarda il trash nostrano. Già lo sapete perché avete letto il titolo: questa volta, dopo i vari Francesco Salvi e Mauro Repetto, dopo gli incombustibili Solange e Mago Otelma, è stato il turno del politico, filosofo, notaio, giornalista, intellettuale e poeta Sandro Bondi. Eva ne ha ripercorso la vita con grande acume, soffermandosi infine sulle poesie dedicate ad amici e nemici, vicini e lontani, come Cicchitto e Obama, Veltroni e Jovanotti, Luciana Littizzetto e Giuliano Ferrara. Un momento di grande cultura. Non perdetevelo, vi prego. E infine, prima di chiudere, l’appuntamento con il consiglio musicale della settimana. Loro sono torinesi, sono attivi dal 2004 e si sono fatti conoscere con il loro primo album, Low Fidelity in Relationship (2009) con il singolo Teenage love. Si chiamano Farmer Sea e con le loro atmosfere ci trasportano lontano dall’Italia e dal Mediterraneo, verso l’Atlantico e la musica anglosassone. Dal loro ultimo album, Sea place, uscito ad inizio 2012 per la Dead End Street Record ci siamo sentiti The Fear. Per sapere qualcosa di più dei Farmer Sea, schiacciate qui. Buon ascolto!

Di MINIMALmambo, di Black Tarantella, di David Mamet e… del Gabibbo (3 febbraio 2012)

Di MINIMALmambo, di Black Tarantella, di David Mamet e… del Gabibbo (3 febbraio 2012)

Da alcuni giorni, anche qui a Barcellona, sono arrivati il freddo e il gelo siberiani, che, da quello che pare, si sono trovati così bene sul litorale mediterraneo catalano che hanno deciso di non andarsene più. Ormai ci stiamo convivendo, come con un fastidioso ospite che ci si trova in casa e che non ha la minima intenzione di levare le tende. Temperature sotto zero, sale nelle strade per evitare che ghiacci, financo una spolverata di neve sotto Collserola. Scene, a dirla tutta, a cui siamo davvero poco abituati. Ma tant’è! Per aiutarvi a resistere a tutto ciò noi impavidi zibaldoniani abbiamo pensato bene di proporvi un programma con i fiocchi, pieno di ospiti d’eccezione e di sorprese. E, visto che in radio il tempo è tiranno, non abbiamo voluto perdere il tempo. Dopo aver scaldato i motori con Love Delicatessen dei Presidents of United States of America, siamo partiti subito in quarta con i nostri primi ospiti. Che si chiamino Gregg Goldberg – un famoso speaker radiofonico di Chicago, amante della polemica – e la signora X – un’ascoltatrice insonne, un poco paranoica, a dire il vero – o che si chiamino in altro modo, in fin dei conti, che importa? La vita è sogno diceva Calderón de la Barca. E la vita è anche teatro, come recita lo slogan del Carnevale di Venezia di quest’anno. Dunque, adelante, come ci spiegava con ironia l’ultimo Orson Welles, con ciò che è vero e ciò che forse non lo è! E lasciamo spiegare tutto questo agli amici di Play Mamet, che ci hanno deliziato con uno dei loro sketch. Uno sketch altamente radiofonico intitolato 4 a.m. Play Mamet è uno spettacolo teatrale assolutamente non convenzionale basato sui testi dello sceneggiatore statunitense David Mamet e messo in scena da cinque bravissimi attori attivi nella ciudad condal: Òscar Bosch, Neus Suñé, Valentina Calandriello, Carlos Conde e Nicolás Rivero. Un bel mix di esperienze e di retroterra culturali distinti a mezzo tra Catalogna, Italia, Galizia ed Argentina. Uno spettacolo in cui il caso gioca un ruolo fondamentale, al pari del pubblico, che diventa protagonista. Spiegarvi come funziona Play Mamet non è affatto facile, ma se fate attenzione a quello che, con il Miles Davis di A tribute to Jack Johnson di sottofondo, ci hanno raccontato Òscar, Valentina e Nicolás lo capirete. La migliore cosa che possiate fare, però, è andare a vederlo di persona. Per il momento troverete i nostri cinque amici, accompagnati dal musicista Lalo López e dalle sue improvvisazioni musicali, ogni lunedì sera, alle 21h30, al Freedonia (C/Lleialtat 6) nel mezzo del Raval. Per maggiori informazioni date un’occhiata alla loro pagina di facebook e se le parole non vi bastano e volete proprio le immagini, se schiacciate qui, potete vedere il trailer di Play Mamet. Nemmeno il tempo di ascoltarci il ritmo indiavolato dei Left Lane Cruiser e le sonorità funky di Betty Davis e ci siamo trovati già nel nostro piccolo studio di Radio Contrabanda Rossana Taddei e Gustavo Etchenique. A chi ci ha seguito nell’ultimo anno questi due nomi dovrebbero dirgli qualche cosa. Nel caso in cui foste di memoria corta o foste dei nuovi aficionados del nostro Zibaldone, non c’è problema: schiacciate qui e vi rinfreschiamo le idee in un solo click. Rossana è una cantante, musicista ed artista ticinese, ma con fortissimi legami con l’Uruguay, terra d’emigrazione dei suoi avi in varie occasioni. Gustavo è un batterista e percussionista uruguayano dalle mille risorse. A giugno dell’anno scorso, quando erano stati per l’ultima volta a Barcellona, avevamo parlato di poesia e musica e della ricerca dell’identità. Questa volta, Rossana e Gustavo – a Barcellona per un piccolo tour che li ha visti suonare, tra l’altro, al Festival BarnaSants – ci hanno presentato in esclusiva il loro ultimo lavoro: MINIMALmambo, un album davvero sui generis, uscito pochi mesi fa in Uruguay. Quattordici canzoni dove la poesia e la musica si fondono e le sonorità latine si mescolano a qualcosa che sa di tradizione musicale italiana. L’incredibile voce di Rossana, potente e dolce allo stesso tempo, e il protagonismo delle percussioni suonate da Gustavo fanno il resto. Se volete sapere qualcosa di più di Rossana Taddei e del progetto MINIMALmambo, vi consigliamo di dare un’occhiata qui. Quella di questo venerdì è stata davvero una puntata piena di ospiti e di sorprese. E dulcis in fundo, in esclusiva per Zibaldone, vi abbiamo proposto l’intervista che abbiamo fatto ad uno dei più grandi musicisti italiani viventi: Enzo Avitabile. Enzo è stato qui a Barcellona in questi giorni per un concerto con i Bottari nell’ambito del Festival Internacional de Percussió de Catalunya. Un concerto emozionante e passionale. Con Enzo abbiamo parlato del suo progetto con i Bottari di Portici iniziato oltre dieci anni fa con Salvamm’o munno, album premiato dalla critica e dal pubblico. Ma anche di molto altro: della sua terra, della vita, della musica. Del messaggio delle sue canzoni, un messaggio di cui il mondo, di questi tempi, ha sempre più bisogno. Della sua lunga traiettoria musicale, dal blues dei primi anni Ottanta, dalle collaborazioni con Pino Daniele e James Brown, fino alla svolta degli anni Novanta con Aizetè e Addò, le collaborazioni con gli Agricantus e molti altri artisti, la riscoperta del dialetto, la grande ricerca sulla musica tradizionale… e, infine, del suo ultimo lavoro che vedrà la luce tra poco meno di un mese: Black Tarantella, un album frutto della collaborazione con artisti italiani ed internazionali del calibro di Pino Daniele, Franco Battiato, Francesco Guccini, Bob Geldof e Enrique Morente, tra gli altri. Delle parole quelle di Enzo, che vanno ascoltate e su cui sarebbe bene riflettere. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui. Non potevamo concludere una puntata di Zibaldone senza il consueto appuntamento con la Trash Zone curata dalla nostra cara Eva Vignini. Cosa ha tirato fuori dal baule dei ricordi la nostra cara Eva, sempre in cerca del peggio che il Belpaese ha prodotto nell’ultimo lungo trentennio? Bé, stavolta si è toccato un altro dei punti algidi del trash italico! Eva ci ha proposto quel pupazzo rosso con accento genovese veramente fastidioso (sia l’accento, sia il pupazzo in sé) passato alla storia con il nome di Gabibbo. Un pupazzo lanciato da Striscia la notizia di Antonio Ricci che, oltre ad essere stato conduttore televisivo di altre perle del trash come Paperissima Sprint e Veline, ha assunto il ruolo di report d’assalto moralista e difensore dei più deboli delle reti Mediaset, tanto da essere premiato con un Telegatto. Insomma, un perfetto esempio della incultura berlusconiana, populista e demagogica. Ma il Gabibbo è stato pure cantante. E noi ci siamo ascoltati uno dei suoi «successi»: Ti spacco la faccia, un ottimo messaggio da parte del moralista difensore dei più deboli. Chiudere con quel pupazzo rosso che ha rovinato l’esistenza di molti giovani tra la caduta del Muro di Berlino e la fine della Prima Repubblica sarebbe stato forse troppo duro. Per noi e per voi. Allora abbiamo pensato bene di metterci una pillola musicale per curare le ferite inferte dal trash. È stata la nostra cara Laura Orlandini a curare il consiglio musicale della settimana. Loro sono marchigiani e ci offrono un «pop sbarazzino ma mica tanto». Si chiamano Chewingum e dal loro ultimo album intitolato Nilo, ci siamo sentiti Atlantic City. Se volete saperne di più su questi tre giovani virgulti di Senigallia, schiacciate qui. Buon ascolto!

Di vita intensa, di Diablo, di viaggiatori solitari e di hermanas pequeñas (10 febbraio 2012)

Di vita intensa, di Diablo, di viaggiatori solitari e di hermanas pequeñas (10 febbraio 2012)

Con questo gelo siberiano non potevamo fare altro che iniziare questa puntata del nostro Zibaldone con Siberia, un pezzo new wave arrivatoci dritto dritto dall’Italia degli anni ottanta e cantato dagli indimenticabili Diaframma. Sì, perché negli studi di Radio Contrabanda faceva un freddo cane per quanto con il nostro calore umano e la nostra energia tentassimo di fare il possibile per scaldare l’ambiente. In parte ci siamo riusciti ed abbiamo resistito con le gavette di ghiaccio tenendovi compagnia per due ore di musica, interviste impossibili e sorprese. Questo venerdì è stato un incessante succedersi di ospiti, reali ed immaginari, in carne ed ossa e mediante collegamento telefonico. Abbiamo iniziato subito forte con quel grande uomo che ha segnato la gioventù di molti di noi: Tonino Carotone. Con l’accompagnamento di Me cago en el amor e La Trampa, ci siamo sentiti l’intervista che il nostro inviato Juan Vargas, eletto all’unanimità Ambasciatore di Zibaldone nelle terre di Sardegna, è riuscito ad avere a Sassari con Tonino, reduce da una tournée sull’isola, che lo ha visto protagonista di una serie di concerti come sempre divertenti e geniali. Un Tonino forse un poco resacoso nel post concerto ha risposto alle domande intime del nostro caro Juan Vargas e ci ha raccontato dei suoi prossimi progetti, della Barcellona che non c’è più e dei suoi viaggi estivi a Minorca, dove passa il tempo con i pescatori e va sott’acqua per chiacchierare con i pesci… Una puntata iniziata con la Sardegna non poteva proprio cambiare argomento e tematica come se niente fosse… E allora, sempre con la collaborazione del caro Juan Vargas, vi abbiamo fatto sentire qualche interessante proposta musicale proveniente dall’isola che sta a un tiro di schioppo da Barcellona. Prima i Mercanti di Liquore, che hanno accompagnato Tonino in questa insolita tournée, poi gli Elettromagagna, che avevamo avuto ospiti qui a Zibaldone la primavera scorsa, ed infine i Sikitikis, un gruppo che sta avendo un notevole successo con delle proposte uniche. Ne abbiamo parlato in una bella intervista telefonica con il loro cantante, Alessandro Spedicati, in arte Diablo. Nati una decina d’anni fa, i Sikitikis devono il loro nome al palindromo di siki (dall’inglese sick) e tiki (nome di divinità antropomorfe polinesiane). Con una formazione davvero originale, priva di chitarra, ed uno stile eclettico, che riesce ad unire il rock ed il garage con il crossover e l’elettronica, i Sikitikis hanno iniziato reinterpretando colonne sonore, come stanno facendo recentemente anche i bravi Calibro 35. Memorabile l’omaggio che fecero nel 2004 a Gian Maria Volonté ed Elio Petri all’Umbria Jazz Festival, per il quale vennero premiati alla rassegna «Sguardo Ribelle». Con il loro secondo album, B (2008), i Sikitikis hanno deciso coraggiosamente di uscire dai normali circuiti commerciali, puntando sulle vendite on-line e nei concerti e proponendo un prezzo popolare (solo 6 euro). Con Diablo abbiamo parlato di tutto questo e di molto altro e dal loro ultimo album, Dischi fuori di moda (2010), un album in fieri, una specie di non finito michelangiolesco, ci siamo sentiti Le belle cose e Voglio dormire con te. Per conoscere meglio i Sikitikis, guardatevi il loro sito. Abbiamo poi lasciato un momento la Sardegna per spostarci su un’altra isola, un po’ più lontana a dire il vero e con un fuso orario diverso dal nostro: Ceylon, ovvero lo Sri Lanka. Dalla capitale Colombo ci ha chiamato Carlo Taglia, un giovane italiano che l’autunno scorso ha deciso di lasciare il lavoro in ufficio, comprare un biglietto aereo di sola andata per il Nepal e iniziare il giro del mondo via terra. Dopo quattro mesi e aver attraversato tutta l’India, Carlo è arrivato in Sri Lanka in attesa di un mercantile che lo porti a Singapore o in Malesia. Carlo ci ha raccontato il suo progetto e le sue prime esperienze. In esclusiva per Zibaldone Carlo ci terrà informati dei suoi spostamenti, dei paesi che attraverserà, delle maniere che troverà per viaggiare senza usare aerei e per risparmiare il più possibile. Per saperne di più sul suo viaggio, date un’occhiata al suo blog. Serena ci ha poi portato nel nostro minuscolo studio una cantante dalla voce meravigliosa e uno dei musicisti che la accompagnano. Il loro nome? La Hermana Pequeña. Un gruppo davvero unico. Ma come mai questo nome? Lo lasciamo spiegare a loro: Mamá siempre ha llevado lo que se dice una vida desahogada… Viajera incansable con un punto de locura, nos ha llevado por todo el mundo desde que éramos pequeños… Cada uno de un lugar, cada uno hijo de un amor, pero siempre muy unidos. La nuestra es, sin duda, una familia peculiar. Hace unos años que mamá nos dejó volando sólos, ella sigue su periplo por el mundo, movida por el amor y ese espíritu de aventura que sin duda nos ha legado. Sobre todo a mi, la más pequeña de mis hermanos, que aprovecho cualquier ocasión para hacer una escapadita, donde casi siempre encuentro un corazón que, pasado un tiempo, termina convertido en canción…Y eso es algo que mis hermanos no llevan demasiado bien…. Sotto lo sguardo attento di uno dei suoi fratelli maggiori e con Bill Evans come tappeto musicale, La Hermana Pequeña ci ha raccontato pazze storie di viaggi e di amori, portandoci per strade che vanno da un jazz fresco ed originale fino ai ritmi latini e allo swing. Se volete conoscere meglio la loro musica e sapere dove suoneranno, basta che schiacciate qui. Già lo sapete, non c’è nemmeno bisogno che ve lo dica: una puntata di Zibaldone non può concludersi senza l’appuntamento che tanti ascoltatori ed aficionados aspettano (financo dalla Norvegia e dal Brasile) con la Trash Zone. Cosa ci ha portato questa volta la nostra cara Eva Vignini? Un ricordo lontano accompagnato da qualcosa di ben più vicino a noi. Un qualcosa molto più triste. Stiamo parlando di Wilma De Angelis, Miss Patatina della Canzone Italiana nel lontano 1961 e conduttrice televisiva negli swinging eighties con dei programmi dedicati alla cucina. Ma il top lo ha raggiunto più recentemente con una cover davvero trashissima di Bad Romance di Lady Gaga. Vi dico solo il titolo, il resto lo scoprirete ascoltando il programma… Il titolo? Dimmi di sì. Un titolo, un programma. E per chiudere, prima di salutarci con quella frase di Don Enrique Tierno Galván che segnò un’epoca per la Spagna uscita dal franchismo, il consiglio musicale della settimana. E proprio con questo siamo voluti ritornare alla Sardegna. Loro non sono emergenti, forse non sono nemmeno mai voluti esserlo. Sono punk, sono allegri, sono duri, sono forti. Si chiamano Funcoolers e ironizzano su tutto e su tutti, graffiando e divertendosi. E soprattutto bevendoci sopra. Ci siamo sentiti due dei loro maggiori successi, Concerto elettorale e Ragazza che mi piaci. Sentitevi tutta la canzone, ci sarà un’ulteriore sorpresa alla fine. Una sorpresa davvero punk! Buon ascolto!

Di 600 notti, di pesci nel piatto e di tanta buona musica (17 febbraio 2012)

Di 600 notti, di pesci nel piatto e di tanta buona musica (17 febbraio 2012)

Cari aficionados di Zibaldone, per questo venerdì ci sono cinque notizie buone ed una notizia cattiva. Iniziamo da quella cattiva, così dopo il primo contraccolpo sarà – per noi ed anche per voi – una strada tutta in discesa. Eccola qui, la cattiva notizia: in queste due ore di programma non troverete l’ormai tradizionale appuntamento con la Trash Zone curata dalla nostra cara Eva Vignini. Lo so, è duro affrontare una nuova settimana senza una perla del trash nostrano, come siamo soliti fare da ormai parecchi mesi, ma la nostra cara Eva s’è presa l’influenza ed è rimasta senza voce. Ed in radio, se non si ha la voce, c’è proprio poco da fare… Ma non abbiate timore, zibaldoniane e zibaldoniani sparsi per i due emisferi del globo: siamo riusciti comunque ad offrirvi il meglio del nostro meglio. E ve lo dimostriamo subito,  passando alle cinque buone notizie. La prima è quella con cui abbiamo aperto il programma: è uscito la settimana scorsa il nuovo album in acustico di Lu Colombo, Molto più di un buon motivo, pubblicato dall’etichetta indipendente Up Art Records nella collana «Song Series». Molto più di un buon motivo è un meraviglioso tributo a uno dei maestri della canzone d’autore spagnola, il madrileño d’adozione Joaquín Sabina, le cui canzoni sono state tradotte in italiano da Sergio Secondiano Sacchi. Dodici canzoni del miglior Sabina, quello della fine degli anni Novanta, da Una canción para la Magdalena a Contigo. Come nota Sergio Secondiano Sacchi, «Joaquín Sabina è interprete molto difficile da tradurre, con tutte quelle acrobazie ritmiche, con quella sapienza filologica, con i suoi divertiti richiami culturali, quella mani della citazione spesso sotterranea. Ma proprio perché unisce questa sapienza tecnica a una poetica da «canaglia» risulta irrimediabilmente affascinante.» E il risultato che abbiamo tra le mani è davvero eccellente, come ci hanno dimostrato i due pezzi che ci siamo ascoltati: Chiusura per fallimento e 19 giorni e 600 notti, dove la voce di Lu Colombo, forte, profonda, vissuta riesce ad immergerci nel mondo poetico e tanto reale di quello che è stato il cantore per eccellenza della movida madrileña. Se volete saperne di più, date un’occhiata qui. La seconda buona notizia è l’aver avuto in studio Kein, giovane e promettente musicista italiano. È stato un vero volo pindarico il passaggio da Lu Colombo a Kein, dalla voce graffiante della cantante milanese alle sonorità rilassanti di questo molisano che come nome d’arte ha scelto una negazione tedesca. Kein ce lo ha fatto conoscere Francesco Perrella, che da qualche mese sta portando avanti uno spazio di notevole interesse, la Echorek Dub Factory, sita nel cuore del Raval (C/Ferlandina 53). Uno spazio dove si produce musica e dove, soprattutto, si organizzano performance, concerti e jam session. Dopo alcune esperienze giovanili nel mondo del punk e del rock, Kein si è avvicinato sempre più alla musica elettronica e in particolare ai ‘broken beatz’, alla cultura post-rave e al dubstep. Le sue produzioni si caratterizzano per la ricerca di sonorità morbide e melodie electro-minimali, tipiche dell’ambient e dell’IDM. Nel nostro piccolo, ma – come sapete – accogliente studio di Radio Contrabanda, Kein ci ha proposto una breve ma intensa live session con alcune delle sue ultime creazioni che dovrebbero vedere la luce nel 2012 e ci ha fatto ascoltare Fondle, il suo recente EP, pubblicato dall’etichetta svizzera Helvet Underground nel 2009. Per conoscere meglio Kein e la sua interessante ricerca musicale, fate click qui. La terza buona notizia è aver ricevuto la visita di due bravissimi musicisti. Lui è un incredibile pianista pugliese che sta girando il mondo con il suo ultimo album. Si chiama Kekko Fornarelli. Lei è una cantautrice catalana dalla voce dolce come il Mediterraneo e forte come la Tramontana. Si chiama Rusò Sala. Rusò verrà a trovarci tra un paio di settimane e ci racconterà con più calma dei suoi progetti, tra i quali spicca il suo nuovo album, Mar endins, frutto della collaborazione con Kekko Fornarelli e con altri due jazzisti pugliesi: Dario Congedo alla batteria e Giampaolo Laurentacci al contrabbasso. Kekko è passato da Barcellona non solo per la presentazione di Mar endins in un bel locale underground del Poble Sec, ma anche per un’importante concerto al Jamboree con il suo Kekko Fornarelli Kube Trio. Nello storico locale della Plaça Reial, Kekko ha presentato la sua ultima fatica, Room of mirrors, un album davvero meraviglioso uscito per l’etichetta pugliese Auand qualche mese fa, che abbiamo avuto il piacere e la fortuna di sentirci anche noi in radio, mentre si è chiacchierato di musica, di cucina, di mari e di monti e della situazione italiana. Frutto dell’incontro di Kekko con altri due grandi talenti del jazz italiano, Luca Bulgarelli (double bass) e Gianlivio Liberti (drums), Room of mirrors nasce dalle ritmiche serrate del background metropolitano, interpretate in un connubio, tanto inusuale quanto azzeccato e godibile, con il lirismo delle armonie di radice neoclassica. L’utilizzo di componenti elettroniche e di sinterizzazioni degli strumenti acustici rendono l’ensemble capace di realizzare una gamma di colori e di ambienti infinita. Ascoltatevelo con calma e, per i curiosi e i fan, guardatevi Daily Jungle, il primo videoclip jazz della storia e date un’occhiata alla sua pagina web dove troverete tutte le informazioni sulle prossime date e le news. La quarta buona notizia è un’altra visita, quella del jazzista valenciano Dani Molina e di Anna Bozzano, ricercatrice del Departament de Recursos Marins Renovables (ICM-CSIC). Anna è venuta a parlarci di un progetto che sta portando avanti da qualche mese nei centri civici di Barcellona con un notevole successo. Il progetto si chiama El peix al plat, ovvero «Il pesce nel piatto», e ha a che fare con il consumo responsabile del pesce, con l’ambiente, con la nostra alimentazione, con l’attuale stato dei nostri mari. Un viaggio tra il Mediterraneo e i mercati di Barcellona che finisce a tavola e che ci apre gli occhi su una questione di cui si parla davvero troppo poco. Che c’entra un musicista di jazz con tutto questo, vi starete domandando. Bé, c’entra eccome. Oltre alla ricerca, l’altra grande passione di Anna è la fotografia e proprio in ottobre la sua ultima expo ha avuto come protagonista il Dani Molina Quartet in una serie di bellissimi scatti catturati in concerti e live session. Abbiamo pensato bene di prendere due piccioni con una fava e di proporvi una doppia intervista alquanto originale. Ed ecco che tra sogliole e orate, Dani ci racconta di un progetto che ha ormai quasi dieci anni di vita. Iniziato nel 2003 e portato avanti nel 2006 con il primo album, Toc-toc, il Dani Molina Quartet ha vissuto un notevole successo con il suo secondo album, África, uscito nel 2010 e che ha contato con la collaborazione, oltre che di Dani Molina al saxo, di Pere Arguimbau alla chitarra, di Joan Solà-Morales al contrabbasso e di Ramiro Sosa alla batteria. Vi abbiamo proposto qualche pezzo di questo bellissimo album, come África e Recés. Per conoscere meglio la musica di Dani date un’occhiata qui e per maggiori informazioni sul ciclo di conferenze organizzato da Anna schiacciate qui. E per finire la quinta buona notizia: il consiglio musicale della settimana, curato dalla nostra cara Laura. Si definiscono un gruppo pop minimal hardcore e apocalittico, dichiarano d’essere «attenti alla vostra gioia e tutte le altre malinconie», sono di Pordenone ma se ne stanno a Pesaro e giocano con i suoni e le parole come fosse pongo colorato: sono Ruben e Zagor Camillas, o meglio I Camillas, a quanto dicono formatisi nel 1964 ma inattivi per quarant’anni finchè il rock’n’roll italiano non ha avuto bisogno di loro. Hanno le chitarre, lo xilofono, il cimbalo, le tastiere, sono un po’ demenziali e un po’ naif, e stanno suonando parecchio in giro per l’Italia nei circoli underground. Ci siamo ascoltati Problemi dall’album Everybody in the palco, del 2007, ma se volete saperne di più, cercateli qui. Dopo tutte queste buone notizie non ci resta che augurarvi buon ascolto! No?

Di crisi finanziaria, di etica, di reggae made in Sicily e di illusionisti scomparsi (24 febbraio 2012)

Di crisi finanziaria, di etica, di reggae made in Sicily e di illusionisti scomparsi (24 febbraio 2012)

Di nuovo è venerdì, di nuovo si fanno le sei del pomeriggio – las seis de la tarde – e noi di Zibaldone, immancabili e puntualissimi, ci mettiamo ai microfoni di Radio Contrabanda. Questa volta abbiamo cominciato con un po’ di buon rock italiano: l’album Il mondo nuovo, terza e ultima creazione della band Teatro degli Orrori, non poteva mancare nel nostro piccolo studio di Plaza Reial. Uscito il 31 gennaio scorso, Il mondo nuovo è un disco denso, arrabbiato e malinconico, un “disco di lotta” che racconta di migrazioni e partenze, di separazioni e solitudini urbane, un disco carico di rock su cui domina la voce sgraziata e intensa di PierPaolo Capovilla. Ci siamo ascoltati un paio di tracce, ma consigliamo di esplorarlo per intero, e di leggere il «comunicato» che lo accompagna. Per conoscere meglio questa interessante band italiana, schiacciate qui. C’è bisogno di buona musica e anche di politica, quella vera, quella che chiede di prendere posizione. Oggi abbiamo discusso di finanza etica, o meglio di finanza e di etica chiedendoci se i due termini possano davvero essere accostati. Lo abbiamo fatto con Max Rumignani, presidente dell’ Associazione AltraItalia, e con Xavier Teis, autore del libro Como cambiar el mundo con tu dinero (Icaria, 2011). Di fronte allo strapotere delle banche e alla crisi economica, è possibile incidere nella politica finanziaria portando avanti e sostenendo progetti di banca etica? Xavi Teis ci ha dato qualche consiglio, dandoci delle chiavi di lettura per capire il sistema finanziario internazionale, mentre Max ci ha presentato il ciclo di dibattiti e proiezioni Finanzas y ética ¿Oxímoron?, organizzato da AltraItalia, in collaborazione con altre associazioni ed organizzazioni attive nella realtà catalana, quali SETEM Catalunya, Fets e Justicia i Pau. Una programmazione che propone vari spunti di riflessione per capire la crisi e trovarne vie d’uscita, iniziata lo scorso 7 febbraio e che continua con due incontri di estrema importanza i prossimi 16 e 30 marzo. Se schiacciate qui, troverete tutte le informazioni necessarie per poter partecipare. Cercare di capire come cambiare il mondo é impegnativo, così che abbiamo pensato a un po’ di buon reggae per oliare i motori e tenerci caldi: reggae “Made in Sicily” per la precisione, miscelato con il funky e con la dance hall. Ci sono venuti a trovare LORRE’ e Dj Delta, insieme a Barcellona per una piccola e intensa tournée di esibizioni, che ci hanno parlato dei loro progetti, della casa discografica Putiaro Records e di affollati festival reggae in piccoli paesini del trapanese. LORRE’ (all’anagrafe Davide Lo Re) ci ha anche presentato una delle sue ultime fatiche, Mashitup Pullitup, un album frutto della collaborazione con il pugliese Cayam e con alcuni dei migliori esponenti del dub, dell’hip hop e del reggae italiano di quest’inizio di terzo millennio, come La Famiglia e i Sud Sound System. Date un’occhiata alla loro pagina web, se volete rendervi conto di quel che si muove in questo paesino siciliano. Non poteva mancare oggi la voce del nostro “inviato giramondo” Carlo Taglia, da quattro mesi ormai in viaggio tra Nepal e subcontinente indiano. Il suo viaggio in giro per il mondo, come vi abbiamo annunciato un paio di settimane fa, ha una sola regola: non prendere mai aerei e privilegiare strade poco battute. Carlo ci ha chiamato da Colombo, capitale dello Sri Lanka, dove si trova già da qualche settimana e dove sta cercando una barca per raggiungere Singapore o la Malesia… per saperne di più del suo viaggio, delle sue scoperte e delle difficoltà incontrate nel portare a termine questo sogno, datevi un’occhiata al suo blog. Sul finale della puntata ecco ricomparire la nostra cara Eva Vignini, di ritorno dai malanni invernali, pronta per raccontarci (e ricordarci) qualche altra chicca del trash italiano, il peggio del nostro peggio partorito dalla tivù e sepolto nei ricordi d’infanzia. Non vi anticipiamo nulla, ma attenti a non incrociare le dita mentre ascoltate, che l’ipnosi fa brutti scherzi! Dopo una puntata così piena, ci lasciamo con l’ormai consueto consiglio musicale della settimana. Abbiamo cominciato con la voce arrabbiata di Capovilla e le sue storie di emigrazione, concludiamo con la malinconia folk dei Foja, gruppo napoletano fondato nel 2006 che nella loro canzone O’ sciore e o’ viento raccontano di separazioni e partenze. Vi consigliamo di conoscerli meglio, schiacciando qui. Che altro dirvi? Bè… buon ascolto e a venerdì prossimo!

“Il pensiero, come l’oceano, non lo puoi recintare” (2 marzo 2012)

“Il pensiero, come l’oceano, non lo puoi recintare” (2 marzo 2012)

(ovvero il nostro omaggio a Lucio Dalla, tra dolci voci mediterranee, teatro nei supermercati e lotta in Val di Susa) Cari zibaldoniani, come immaginerete in questo venerdì 2 marzo siamo tutti un po’ frastornati e commossi. Perché è venuto a mancare un vecchio gigante della musica italiana, un menestrello di parole che ci ha regalato magie, che ci ha irretito con il suo clarinetto e i suoi gorgheggi scomposti. Le canzoni di Lucio Dalla fanno parte della memoria collettiva, son diventate colonna sonora di molti di noi, attraversando i decenni e le generazioni. In una puntata così incastrata tra la notizia della morte e il suo compleanno (già sappiamo, nacque il 4 marzo 1943….) non potevamo non salutarlo, a nostro modo, con un po’ di canzoni prese tutte dagli splendidi dischi degli anni ’70, quelle che ci hanno sorpreso ed emozionato, seguendo solo le ragioni del personalissimo sentimento. Abbiamo cominciato con Come è profondo il mare, prima canzone dell’omonimo (e meraviglioso) album del 1977: Dalla scava nelle profondità marine ed urbane, svicola negli angoli bui della città (che è Bologna, come sappiamo, città nella quale neppure un bambino può perdersi), e ci regala una mirabile riflessione sull’arroganza del potere. E di lucidità e poesia ne abbiamo bisogno, in questi giorni. Ma Dalla ci accompagnerà durante tutta la puntata. Intanto, facciamo entrare gli ospiti…. Sulle note di Caminant per la ciutat, la canzone che apre La ciutat imaginària, l’album che l’ha fatta conoscere nel 2009, è venuta a trovarci Rusó Sala, cantautrice catalana dalla voce dolce e forte. Rusó era già stata con noi qualche settimana fa in compagnia di Kekko Fornarelli, il pianista leccese che sta girando il mondo con il suo Kube Trio. Insieme a Kekko, Rusó ha dado vita a un quartetto davvero interessante, del quale fanno parte anche Dario Congedo (batteria) e Gianpaolo Laurentacci (contrabbasso) e che si è fatto conoscere qui a Barcellona all’Human Fuzz del Poble Sec a metà febbraio. Il risultato di questa collaborazione italo-catalana è l’album Mar endins, che vedrà la luce nei prossimi mesi. E di Mar endins, Rusó ci ha suonato qualche pezzo, cullandoci sulle onde del Mediterraneo e rinfrescandoci le idee come fa la Tramontana, il vento della terra che l’ha vista nascere, quella Roses che sta a due passi dalla bianca Cadaquès. Ma con Rusó abbiamo parlato di molte altre cose, dal Festival BarnaSants del 2011 a cui partecipò ai 40 concerti fatti in tutta la penisola italiana negli ultimi mesi. Per saperne di più su questa brava cantautrice catalana, sui suoi progetti e sui suoi prossimi concerti, date un’occhiata qui. Giusto il tempo di sentirci un’altra perla del nostro caro Lucio Dalla – Il cucciolo Alfredo-, ed ecco che nel nostro studio si materializzano due esponenti del miglior teatro contemporaneo: Sergio Sivori e Cristina Giordana. Sergio e Cristina sono gli ideatori di Laboratorium Teatro, uno spazio, non solo fisico, per il teatro di ricerca e di sperimentazione nato a Roma qualche anno fa ed ora installatosi qui a Barcellona. Con il sottofondo delle musiche dell’indimenticabile Ray Conniff, con Sergio e Cristina abbiamo parlato dei loro progetti, del supermarket convertitosi in uno spazio teatrale d’avanguardia, del teatro di Jerzi Grotowski, dell’incredibile successo di Quartett di Heiner Muller, dello stupore del pubblico egiziano, della Sala Beckett e di molto altro. Tra un ricordo di gioventù – il vinile di Lucio Dalla verso la swinging London degli anni Ottanta – e più d’una bella novità – il nuovo spazio teatrale a Sarrià (C/ Pare Miquel de Sarrià, 8 ) –, Sergio e Cristina ci hanno raccontato i prossimi appuntamenti di Laboratorium Teatro, come il workshop Under The Skin – Bajo la Piel. Taller de prácticas teatrales para el actor artesano organizzato tra il 23 e il 26 di aprile e il bel progetto riguardante Dante Alighieri in collaborazione con l’Universitat Autònoma de Barcelona. Per conoscere meglio Laboratorium Teatro, cliccate qui, ma anche qui o cercatelo, come oramai è divenuto uso e costume, in facebook. In attesa della Trash Zone, ci siamo ascoltati Cara di Lucio Dalla, canzone d’amore ironica e dolce da un altro album di culto, quello del 1980 (s’intitola, semplicemente, Dalla) con la berretta di lana in copertina: un’icona della musica italiana. Ma cosa ci avrà portato oggi la nostra Eva Vignini? Di colpo nello studio s’è spalancato un mondo di zaini invicta e vinavil sui banchi, un mondo di yuppies e vacanze sotto l’ombrellone: ovvero, gli anni ottanta di Jerry Calà, personaggio che dal cabaret pungente dei Gatti di Vicolo Miracoli si trovò ad interpretare, film dopo film, tutti i valori del berlusconismo da bar che hanno accompagnato una generazione intera. Come dimenticare quelle atmosfere vacanziere, quell’ostentato accento milanese, quei gruppi di goffi individui circondati da donne bellissime e stupide? Come non pensare che tutto questo ha formato la cultura nazionale in maniera irrimediabile? E con la versione ska di un vecchio canto anarchico (Dimmi bel giovane) a ricordarci che “la casa è di chi l’abita e la terra di chi la lavora”, ci siamo addentrati nell’argomento caldo di questi giorni, ovvero le proteste in Val di Susa. E’ venuto a trovarci Andrea De Lotto, che ci ha aggiornato sulle manifestazioni di solidarietà ai No Tav che si stanno svolgendo in questi giorni a Barcellona. Per maggiori informazioni, guardate nella pagina dei No Tav o nella pagina di La Valle che Resiste. E ci siamo lasciati con il consiglio musicale della settimana, questa volta in solidarietà al movimento No Tav e alle manifestazioni di tutta Italia: lei è Giulia Tripoti, cantautrice romana classe 1980 che ha collaborato con gruppi come i Modena City Ramblers e gli Yo Yo Mundi, riproponendo vecchi canti partigiani. La canzone che ascoltiamo oggi è dedicata a La valle che resiste. Buon ascolto e… A sarà dura!

Di femminile singolare, di esplosioni reggae e di arte nelle carceri (9 marzo 2012)

Di femminile singolare, di esplosioni reggae e di arte nelle carceri (9 marzo 2012)

Aficionadas y aficionados del nostro Zibaldone, questa volta abbiamo cominciato davvero con i motori a mille. Siamo partiti in quarta, anzi in quinta! E non abbiamo smesso di accelerare per tutte le due ore in cui vi abbiamo fatto compagnia qui dagli studi di Radio Contrabanda. Sì, perché dopo la sigla composta appositamente per noi dal maestro Spiritini, vi abbiamo presentato un album che merita d’essere ascoltato. Lei si chiama Pilar ed il 18 ottobre scorso è uscito Sartoria Italiana Fuori Catalogo, un disco edito dall’etichetta indipendente UpArt Records e nato dall’incontro di Pilar con Bungaro. Undici tracce, di cui nove in italiano, una in francese ed una in spagnolo, ed una sola cover, Con Toda Palabra di Lhasa De Sela, artista statunitense-messicana scomparsa tragicamente pochi mesi fa. Noi ci siamo ascoltati il singolo che ha lanciato l’album, Cherchez la femme, e Per tutto l’inverno, un altro pezzo davvero meraviglioso, dove si può apprezzare la voce di questa giovane cantante, che è stata insignita negli ultimi anni di vari premi, tra cui il prestigioso Premio Tenco nel 2007. Sartoria Italiana Fuori Catalogo è il suo secondo album, dopo Femminile Singolare. Per saperne qualcosa di più, date un’occhiata qui. Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di prendere fiato che ci siamo trovati nel nostro piccolo studio un’intera band! E che band! Vi diciamo solo che nei pochissimi metri quadri che abbiamo a disposizione proprio sopra la Plaça Reial siamo riusciti a far entrare una batteria, due chitarre elettriche, un basso e pure delle tastiere, che in inglese si chiamano keyboard. Insomma, mica una sciocchezza! E i musicisti che ci hanno deliziato orecchie e palato con questa incredibile Radio Live Session provengono da tutto il mondo, dall’Argentina, dall’Uruguay, dal Cile, dal Ghana e dall’Europa… Bando alle ciance, chi abbiamo avuto ospite questo venerdì è stato nientepopodimenoché Kwame, nome d’arte del musicista ghanese John Kwame Adzraku, attivo sulle scene di mezzo mondo da oltre un trentennio e stabilitosi nel 2003 qui a Barcellona. Kwame ci ha presentato i suoi ultimi due progetti. Il primo, appunto, in versione live: The Afro Reggae Explosion, un progetto già in produzione grazie a Francesco Perrella e alla Echorek Dub Factory. Il secondo ce lo ha invece presentato in formato cd, se così possiamo dire. Un cd appena uscito e che potrete godervi il prossimo primo aprile alla Sala Apolo di Barcellona.Kwame Afrovibes – Let’s Go, questo è il titolo dell’album, conta con la partecipazione di una dozzina di musicisti di mezzo mondo uniti dal grande amore per la musica africana. Una musica che è ricca e varia e che può contare, come ci ha dimostrato Kwame, con ritmi come il makosso e l’afro-beat, il reggae, l’high-life ed il rock. Che altro dirvi? Ascoltatevelo! E date anche un’occhiata qui. Tra una canzone di Olden e una di Vittorio Cane e l’indimenticabile La Hoguera di Javier Krahe, ospite recentemente del Festival BarnaSants, ci ha chiamato il nostro giramondo, Carlo Taglia. Due settimane fa l’avevamo lasciato a Colombo, nello Sri Lanka, alla ricerca di una barca che lo portasse nel sud est asiatico. E oggi ce lo siamo ritrovato, stanco ma felice, nel nord della Thailandia, dopo un lungo viaggio tra Kuala Lumpur e Bangkok… Per seguire gli spostamenti e le avventure di questo Marco Polo del terzo millennio basta entrare nel suo blog,  cliccando qui. Per chiudere in bellezza questo viaggio in mondi lontani e sconosciuti vi abbiamo fatto scoprire un giovane e bravo cantante tedesco. Lui non vive né a Bangkok né a Kuala Lumpur, ma a Francoforte sul Meno. Si chiama Vanja Dingeldein. Nel 2008 è uscito il suo primo album, Sooner or Later. E noi ci siamo ascoltati un gran bel pezzo, Before They Start. Per conoscere meglio Vanja, cliccate qui. Ed ecco sopraggiungere il momento tanto atteso della Trash Zone, questa volta dedicata a una scoppiettante band che dai palchi della musica leggera italiana ha saputo viaggiare sulle onde radio di mezzo mondo: stiamo parlando di un celebre trio, due uomini e una (alquanto inquietante) fanciulla sbarazzina, stiamo parlando degli autori di Sarà perché ti amo, motivetto implacabile che ha attraversato indenne gli anni ottanta per approdare chissà dove. Sono proprio loro, i Ricchi e Poveri, scoperti e lanciati dal genio artistico-estetico di Franco Califano. Dalla Genova dei cantautori, avevamo proprio bisogno di un gruppo che sapesse così bene conciliare la frivolezza della danza con l’impegno della canzone di protesta: artisti a tutto tondo, altroché! Ma forse il lieve sarcasmo della  nostra Trash Zone non è da tutti apprezzato, ci rendiamo conto che gli animi più sensibili possono restarne colpiti. Ci ha telefonato un nostro ascoltatore siciliano, forse turbato dalla nostra puntata in cui abbiamo rievocato le prodezze del mago Giucas Casella. Ci ha raccontato al telefono la sua storia e speriamo ci abbia perdonato…. In effetti, su certe cose sarebbe meglio non scherzare, ma che volete farci… Con il ritmo caribeño de Las Ondas Marteles abbiamo iniziato una bella chiacchierata con Claudia Virginia Vitari, collaboratrice di Radio Nikosia, un altro programma di Radio Contrabanda, e artista di tutto riguardo. Da alcuni anni Claudia sta portando avanti delle ricerche sulle istituzioni totali, di cui già avevamo parlato a Zibaldone. La primavera scorsa, difatti, Claudia era venuta a parlarci del suo primo progetto, Percorso Galera, un lavoro di ricerca sulle carceri e sui detenuti. Questa volta abbiamo avuto il piacere di parlare con Claudia del suo ultimo progetto, Le Città Invisibili, che si è trasformato in una mostra personale inaugurata il 17 febbraio scorso al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e visitabile fino al 25 marzo. Le Città Invisibili, chiaro riferimento all’opera di Italo Calvino, si concentra sul rapporto tra società e malattia psichica. E proprio la collaborazione con Radio Nikosia è stata fondamentale per portare a termine questa ricerca. Una ricerca che fonde disegno, scultura ed installazione e che riesce ad unire dei materiali trasparenti, come il vetro e la resina, a delle tecniche grafiche come la serigrafia, il tutto inquadrato in strutture di ferro. Per saperne di più, vi consigliamo di entrare qui. E concludiamo questa puntata così piena di musiche e nuovi progetti con il consueto  consiglio musicale della settimana: loro sono i Senza Fissa Dimoira, band indie rock del fertile sottobosco della produzione indipendente. Ci siamo ascoltati Desiderando Moira, dall’album d’esordio La tragedia del dolce, del 2010. Buon ascolto e … a venerdì prossimo!

Di esperienze radiofoniche, di volpi argentate e di guide turistiche sui generis (16 marzo 2012)

Di esperienze radiofoniche, di volpi argentate e di guide turistiche sui generis (16 marzo 2012)

Questa volta vi abbiamo fatto una sorpresa. Sì, una gran sorpresa! Non ve lo potevate nemmeno lontanamente aspettare. E, ad essere sinceri, nemmeno noi. Perché è arrivato dritto dritto dalla Germania poche ore prima della diretta di questa puntata di Zibaldone. Di cosa stiamo parlando? Ma del miglior album della storia della musica che sia uscito nell’ultimo secolo, un album che tra qualche anno varrà milioni di euro: The Zibaldone Radio Experience, la compilation del nostro Zibaldone, che raccoglie quindici canzoni di quindici artisti diversi che sono passati dai microfoni del nostro programma radiofonico nell’ultimo anno. Da Toni Bruna a Rossana Taddei, dagli Agricantus a Giulia y los Tellarini, da GG Quintanilla (leader degli Ornamento y Delito) ai San Marino, da Tamar McLeod Sinclair a Rusó Sala… e molti altri artisti per oltre un’ora di buona musica. Prodotto dalla Fifty Fish Productions, disegnato dal quel genio di Riot Über Alles e mixato dalla Echorek Dub Factory, The Zibaldone Radio Experience è un piccolo gioiello che da oggi potete trovare in vendita in parecchi posti di Barcellona e non solo… Qualcuno di voi si starà forse chiedendo perché gli zibaldonianos si sono buttati a capofitto in questo nuovo progetto… e fate bene a chiedervelo! Ma noi abbiamo una risposta pronta anche a questa vostra domanda: perché all’inizio di marzo Zibaldone in questa nuova veste e in questa nuova gestione ha compiuto un anno di vita e abbiamo pensato di fargli un regalo, oltre che organizzargli una festa… Abbiamo dunque iniziato questa puntata facendovi assaggiare qualche prelibatezza del nostro primo album, contando anche con la presenza straordinaria di Luca Porcelluzzi, bravo cantautore trentino che in questi giorni è a Barcellona e che ha partecipato in The Zibaldone Radio Experience con un pezzo inedito, Eclissi a motor. Siamo poi passati ai primi ospiti di una spumeggiante puntata. Si sono presentati con una chitarra, degli occhiali da sole e moltissima energia. Il loro nome è davvero unico e resta impresso al primo ascolto (anche se non è facile ricordarselo!): El Halcón y la Auténtica Banda de los Zorros Plateaos. Gruppo eclettico ed imprevedibile, sorto dalle ceneri di un altro storico gruppo di rumba del Raval barcellonese, i Sobretaula Kandela, El Halcón y la Auténtica Banda de los Zorros plateaos è venuto in veste ridotta nel nostro piccolo studio. Nacho alla voce e Albert alla chitarra ci hanno deliziato e rallegrato con tre pezzi live, tra la rumba e il flamenco. E le chiacchiere non sono mancate. Su Madrid, da dove viene el Halcón, e dove tutta la banda ha registrato l’ultimo videoclip, e Barcellona, dove vivono e suonano con frequenza. Sul Pescailla e su Pere. E soprattutto su questi zorros plateaos, «criaturas nocturnas, canallas y pendencieras» che sono l’anima e il copro di questa band. Per saperne di più sull’Halcón e le sue volpi argentate, date  un’occhiata qui. La voce di Erri De Luca ci ha accompagnato sino in Val di Susa , verso cui lo scrittore esprime un appassionato appoggio. Dopo la presentazione del suo nuovo libro, I pesci non chiudono gli occhi, ora tradotto anche in castigliano ed in catalano, presso una biblioteca di Barcellona, lo scrittore ci ha raccontato un po’ di se stesso e della sua scrittura. Una scrittura sempre guidata da una forte componente autobiografica che si intreccia visceralmente alla passione politica e ai sentimenti. Erri ci ha parlato di politica italiana, di anni’70 e di lotta NO TAV , di nuove e vecchie rivoluzioni e di rivoluzioni possibili. Alla ricerca di quel “ragazzino” che è stato ci parla del suo libro e della necessità di recuperare la perduta memoria della propria infanzia e delle sue potenzialità dimenticate e sacrificate all’età adulta. Dopo aver attraversato temi tanto profondi ed intensi non potevamo che approdare alla catartica frivolezza della Trash Zone della nostra cara Eva Vignini  dedicata ad una storica coppia. No signori non parliamo di Bonnie and Clyde, e nemmeno di Bud Spencer e Terence Hill, bensì di Albano e Romina. L’uomo che ora gestisce una cantina a Cellino San Marco, nella Puglia profonda, è stato un giovane apparente fricchettone, accompagnato da una bella fanciulla americana, conosciuta con il nome di Romina Power. Eva ci ha rinfrescato la memoria con la storia del loro matrimonio del luglio 1970 – proprio quando nascevano le Brigate Rosse -, dei grandi successi che accompagnano – purtroppo – gli italiani in tutto il mondo, della separazione e della recente presenza mediatica di un uomo d’altri tempi… Il nostro caro Angelo con la sua rubrica Volatili per Diabetici è tornato a trovarci e sulle note di Bo Diddley, Stevie Wonder  e i Cream ci ha regalato un peculiare excursus turistico nella Barcellona che tanto va di moda e che tanto si vende e sa vendersi. Ma niente Sagrada Familia, niente Ramblas, niente Port Olimpic e nemmeno Gaudì, Mirò e Dalì, la santa triade della ciudad condal. Quella di Angelo non è l’aggiornamento della Routard o della Lonely Planet. È molto, molto meglio. E molto più interessante e politicamente (s)corretto quello che ci ha fatto conoscere tra librerie che pesano libri, chiostri in vendita per milionari Giapponesi e associazioni a cui non potrete mai iscrivervi se non avete un cognome animalesco… Non potevamo lasciarvi senza il Consiglio Musicale della Settimana. La nostra cara Laura in trasferta dalla Romagna ci ha mandato un gruppo molto romagnolo e molto rock: si chiamano Heike Has The Giggles (ovvero «Heike ha la ridarella»), vengono da Solarolo (sì, proprio quel paese della bassa ravennate che ha dato i natali a Laura Pausini)  e cantano solo in inglese. Son davvero giovani e davvero indie: sono Emanuela Drei (chitarra e voce), Guido Casadio (batteria) e Matteo Grandi (basso), si sono fatti notare con un po’ di singoli apparsi nelle compilation di Rock.it. e si sono ritrovati spesso sul palco  a fianco di band internazionali. Nel febbraio del 2012 è uscito il loro secondo disco, Crowd surfing, prodotto dalla casa indipendente Foolica Records. Da questo disco nuovo nuovo, ci ascoltiamo il singolo Time waster. E visto che di tempo da perdere c’è chi ne ha troppo e chi non ne ha per niente, vi diciamo solo: buon ascolto!

Solo non si vedono i due liocorni (23 marzo 2012)

Solo non si vedono i due liocorni (23 marzo 2012)

Ovvero: di serve, di cani e di altri animali da collezione. È giunta immancabile come ogni anno la primavera. C’è il sole, tira una brezza meravigliosa e si cambia pure l’ora. Insomma, non ci lamentiamo affatto. E, per rimanere in tema, vi facciamo sentire un pezzo che ha qualcosa da dire al riguardo, Il primo giorno di primavera dei Dik Dik. Un tuffo nel passato, senza dubbio. Non ce ne vogliate. Piuttosto, vogliateci bene perché questa puntata di Zibaldone – ve lo diciamo sottovoce, ma ve lo diciamo subito, senza rimorsi e senza indugi – è venuta proprio una piccola meraviglia. Sarà l’aver iniziato con la voce inconfondibile di Lallo Sbriziolo o sarà la coincidenza con la settimana italiana del Festival BarnaSants o saranno tutte e due le cose insieme, ma il tuffo nel passato dell’inizio si è convertito in una nuotata di due ore di trasmissione radiofonica. Così, dopo Meri Luis di Lucio Dalla, ci siamo fatti accompagnare dalla musica di cinque mostri sacri del jazz e della canzone d’autore italiana, come Gino Paoli, Flavio Boltro, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto con il loro Un incontro in jazz, mentre abbiamo chiacchierato con Stefania Troise, Laura Iachetta e Carlotta Ros, le tre ragazze di Tremenda Trampa. Un nome che è tutto un programma, ben rappresentato dal logo che hanno scelto per la loro associazione culturale e compagnia teatrale: un uomo ingabbiato da una mano. Ed un gioco di ingabbiamenti, di corse e rincorse psicologiche (e non solo), di drammi psichici e fisici è il teatro di Tremenda Trampa. Lo avete potuto scoprire recentemente al Teatre Riereta del Raval barcellonese con Le Serve, opera magistrale di Jean Genet, che proprio nel Raval aveva vissuto parecchi decenni fa. Quando il Raval, a dirla tutta, era ancora il Barrio Chino, prima che la ricostruzione di Barcellona in vista delle Olimpiadi del ’92 cambiasse il nome ai quartieri più “canaglia”. Ma nella messa in scena di Tremenda Trampa avete ancora la possibilità di veder dal vivo Le Serve il prossimo 21 aprile alla Casa degli Italiani di Barcellona. Vi consigliamo di farci un salto. E, poi, non veniteci a dire che non ve lo abbiamo detto per tempo… per maggiori informazioni, date un’occhiata qui. Tra tanta musica d’autore ci voleva un cambio, no? Noi si è pensato che ci voleva. E che il miglior modo per farlo fosse con Vittorio Cane. Chi è Vittorio Cane? L’esponente più rappresentativo della scena musicale torinese dell’ultimo decennio. Una scena musicale che si è rinnovata notevolmente attorno al 2005-2006, quando la città del Lingotto si è trasformata in un batter d’occhio in un centro culturalmente vivace, finalmente proiettata verso il futuro e non ingobbita solo sul proprio passato. Questa nouvelle vague nata sulle rive del Po e radicata nei piccoli locali del quartiere di San Salvario e soprattutto nell’Hiroshima, spazio di creazione e punto di ritrovo dei musicisti e degli artisti torinesi, è ben rappresentata da Vittorio Cane. Nome d’arte, non vi diciamo come e perché. Ascoltatevi la chiacchierata che ci siamo fatti con questo ironico cantastorie, amico di Remo Remotti e di Mao (non il Presidente della Repubblica Popolare cinese, ma il cantante). Lo hanno definito il “poeta delle cose semplici” e dalle sue canzoni, che ci ha suonato anche in diretta, si risente qualcosa di Rino Gaetano e del miglior periodo del duo Battisti-Mogol. E tanto altro. Non vi diciamo nulla più. Anzi, una cosa ve la diciamo: in esclusiva per Zibaldone e in prima mondiale, Vittorio ci ha fatto sentire Domingo, la versione spagnola del suo successo del 2008, Domenica. Sarà il tormentone dell’estate 2012 in Spagna? Para estar al tanto di quello che fa Vittorio, cliccate qui. Ma cosa racconta in questa primavera che arriva il nostro Carlo Taglia in viaggio da mesi tra le frontiere dell’Oriente? L’abbiamo lasciato due settimane fa in Thailandia, il suo peregrinare senza aerei e senza mete prosegue ed ora pare abbia raggiunto il Laos. Ascoltiamoci quel che ha da dirci in questa telefonata intercontinentale, e continuiamo a seguirlo nel suo blog di instancabile girovagante. Da un’intervista all’altra… ve l’abbiamo detto tra le righe all’inizio, parlandovi di Un incontro in jazz, uno dei progetti portati avanti negli ultimi tempi da Gino Paoli. Sì, perché proprio con Gino Paoli ci siamo incontrati questa settimana, nei giorni precedenti al suo concerto all’Auditori di Barcelona nell’ambito del Festival BarnaSants. Abbiamo approfittato di un lungo tragitto fatto insieme in un taxi tra la sede di TV3 a Sant Joan Despí e quella di Radio Nacional de España nel Poble Nou per parlare con Gino di musica, politica e società, del futuro e del passato dell’Italia. E abbiamo iniziato ricordando l’esperienza del primo album registrato dal vivo nella storia della musica: Gino Paoli allo Studio A. Eravamo nel 1965. E c’era anche Lucio Dalla, con una voce potente e una gran paura di cantare… Come al solito, non c’è puntata di Zibaldone che non sia condita da un pizzico di buon Trash italiano, per rifocillarci con il peggio che la cultura e la tivù italiana hanno saputo produrre. E così, dopo la solita sigla di Pierino, è arrivato in studio un ricordo d’infanzia di quelli più torbidi: Eva Vignini ha riesumato oggi per noi Umberto Smaila, personaggio dal capello unto, espressione sorniona e inconfondibile baffetto, che nelle serate degli anni ottanta, a ora tarda, proponeva il suo programma a quiz dai risvolti piccanti. Non si può negare, gli spogliarelli alla frutta di Colpo Grosso sono diventati un mito nel firmamento della storia del piccolo schermo: dopo vent’anni di televisione dominata dalla presenza costante di ballerine seminude, ci lasciamo intenerire ora al ricordo di quei primi streaps di mezzanotte (proibitissimi ai bambini!) e di una generazione di puberi che cercava di sintonizzarsi di nascosto dai genitori nel miraggio di vedere un po’ di grazie femminili in più… E per concludere, il consiglio musicale della settimana: lui è un cantautore dai lunghi boccoli e dall’andatura dinoccolata, strimpella la chitarra e l’armonica a bocca, ha qualcosa forse del primo Dylan e sfoggia con maestria una mirabile sapienza poetica. Non vi diciamo nulla di più, ma ve lo proponiamo perché siamo convinti che farà strada…

Di sciopero e di musica indignada (30 marzo 2012)

Di sciopero e di musica indignada (30 marzo 2012)

Eccoci di nuovo a i microfoni di Zibaldone, puntuali come sempre, in questo venerdì pomeriggio di piena primavera e di fine mese, in questa Barcellona assolata che ha appena visto fischiare le sirene di un alquanto agitato sciopero generale. Come sempre ammainamo le vele per navigare sulle solite onde radio, ma oggi c’è una grossa variazione nell’equipaggio: il nostro caro Steven Forti, da un anno ormai voce guida di Zibaldone, il nostro uomo al timone della nave, ha deciso di salpare temporaneamente per ben altri lidi e di dare un’occhiata dall’altro lato dell’oceano, lasciandoci soli qua a giocare con microfoni e spinotti del nostro piccolo e affezionato studio. Se notate qualche rumore di fondo o qualche volume stonato in questa puntata, non ce ne vogliate: ci siamo buttati nel mare aperto con la faccia rivolta al vento e qualche disagio nella rotta è inevitabile! Stiamo provando e facendo esperimenti, stiamo lavorando per voi, l’impiccio fa parte del gioco. Ma niente paura, con Piero Pesce alla regia vi abbiamo preparato oggi una puntata piena zeppa di musica e di musicisti, di storie e progetti interessanti. Scaldando i motori con il rock’n’roll di Richie Valens, si parte! Radio Contrabanda è una radio libera, è un collettivo autogestito e come tale ha deciso di partecipare allo sciopero del 29 marzo. Durante la giornata di giovedì avete potuto seguire la diretta della manifestazione dalle onde radio di 91.4 FM, noi oggi vi raccontiamo come sono andate le cose e cerchiamo di tirare le somme di questa giornata molto tesa e intensa. Lo sciopero generale contro la riforma del lavoro imposta dal governo di Rajoy ha riempito le strade delle principali città spagnole con affollate e partecipate manifestazioni: a Barcellona però si è registrato il bilancio più grave e cerchiamo di capire perchè. Certo, la giornata è stata caratterizzata fin dal mattino da numerosi episodi di tensione, con banche aggredite e cassonetti incendiati, e si potevano prevedere momenti di scontro: eppure l’azione brutale dei Mossos d’Esquadra, che hanno impedito e bloccato la manifestazione unitaria e autorizzata del pomeriggio, aggredendola quasi da ogni lato quando ancora non era uscita da Plaza Catalunya, non ce l’aspettavamo. Sindacalisti, studenti, pensionati, comitati di quartiere, tutti si trovavano in quella piazza e tutti hanno faticato a trovare una via d’uscita. Almeno venti persone hanno registrato ferite gravi e un ragazzo rischia di perdere l’occhio per colpa dei famigerati pallettoni di gomma. Siamo affranti e siamo arrabbiati, e abbiamo voluto dirvelo. Consigliamo anche di tenersi informati sui fatti della giornata del 29 marzo e sull’azione dei Mossos consultando questo sito. Inoltre, sull’utilizzo indiscriminato e irregolare dei pallettoni, sempre utile il monitoraggio costante dell’associazione Stop Balas de Goma. Qui potete trovare una ricostruzione video della giornata del 29 marzo a Barcellona. Parliamo di sciopero e di scioperati, di vaga e di vagos, parliamo della rumba allegra e impegnata di Tito Garraf e della sua band, ospite oggi nel nostro studio. Tra un battere di mani e uno scuotere di anche, tra una rumba e l’altra, abbiamo parlato anche di scioperi, di crisi economica e del movimento degli Indignados, a cui Tito ha dedicato una canzone che vorrebbe essere anche un inno, la Rumba indignada appunto. Continueremo a seguire la guitarra ventilada di Tito e della sua band di Mediocres attraverso il suo suo blog. Sulle note di Atto secondo degli Zen Circus, è comparsa in studio la nostra Eva Vignini. Chi sarà il personaggio di questa settimana? Prima di presentarlo il nostro telefono a rotella ha iniziato a squillare: Steven e Riccardo dal centro di Manhattan si sono ricordati di noi, tra birre hot dog e sole americano ci mandano i loro saluti d’oltreoceano. Zibaldone attraversa le onde radio ed anche l’Atlantico, viva! E dagli States arriva anche il personaggio della Trash Zone di oggi: luci colorate, danze un po’ isteriche, odioso accento nasale e avanspettacolo luccicante. E’ proprio lei, Heather Parisi, la giovane promessa del balletto classico data in pasto alla televisione spazzatura degli anni ottanta, l’adolescente con il sogno di diventare «la showgirl più importante del mondo», la ballerina che ci ha insegnato che «la formica non cicale mica». In anticipo sui tempi, la bionda Heather c’insegnò soprattutto che la tivù è sacrosanta, un altare al quale è lecito bruciare financo una brillante carriera, un luogo dove il talento non serve ed è meglio buttarlo, giacchè l’importante è apparire e agitare le natiche. Per cui la quale, appunto. Mentre ci ascoltiamo Dolce amore del Bahìa di De Gregori il nostro studio si affolla con i numerosi esponenti di una band messicana, anzi due: El Mastuerzo,  leggendaria figura del rock messicano, ha portato con se le sue due formazioni, la storica Botellita de Jerez e la «giovane» Jijos del Maiz, ospite al Festival Barnasants il 31 marzo. Il guacarock del Mastuerzo ha attraversato decenni e continenti, è una salsa di avocado cipolla e lotta di classe, un cockctail di cumbia e di blues, di satira irriverente, di allegria festosa e di impegno politico. E’ stato un vero piacere avere con noi ospiti così navigati, che hanno riempito il nostro studio di racconti e  di progetti artistici d’ogni tipo (dalla musica al cinema alla pittura), di lotta politica e cultura messicana, di chitarre rock e ritmi folk. Suoneranno anche in Italia nei prossimi mesi, non fateveli scappare! E per concludere questa puntata di sciopero e di musica, il consueto consiglio musicale della settimana: è un cantautore, ha vent’anni ed è di Palermo, nel 2011 è uscito il suo album d’esordio Ho poca fantasia, eppure è fantasioso ed ironico. E’ Niccolò Carnesi, da poco ha sfoderato un album nuovo, Gli eroi non escono il sabato, dal quale ci ascoltiamo il singolo Molenskine. Zibaldone andrà in vacanza per le comandate feste pasquali, torneremo tra tre settimane tutti pieni di primavera e di aprile. Saluti a tutti, e come diceva sempre il nostro caro Roberto.. Feu bondat!

Di «sovversivi» d’ogni sorta e di musiche scomposte (20 aprile 2012)

Di «sovversivi» d’ogni sorta e di musiche scomposte (20 aprile 2012)

Un fantasma s’aggira per Barcellona, una figura informe e temibile che le forze del bene dovranno tentare di sgominare: si chiama Anarcoitaliano ed è venuto appositamente dal Belpaese a portare disordine nella -altrimenti calmissima- capitale catalana. Non si sa molto su di lui, non ci sono prove della sua esistenza (lo afferma con solerzia lo stesso giornalista che ne ha evocato lo spettro) eppure  compare quando meno lo si attende, soprattutto in occasione di scioperi e temporali. Da tempo immemore s’aggira da queste parti, portava bombe già all’inizio del secolo scorso, ora pare porti nelle tasche sassi della Val di Susa levigati per l’occorrenza da qualche brigatista a piede libero. Nessuno sa dove si nasconda in attesa di compiere le sue malefatte, forse s’è rannicchiato perfino sotto i tavoli di Radio Contrabanda, chi può dirlo? Siccome che è malandrino, potrebbe approfittare della nostra distrazione per annodarci qualche cavo, dovremo stare all’erta! Carissimi zibaldoniani e zibaldonici, dopo tre lunghe settimane di vacanza primaverile ci ritroviamo di nuovo ai nostri amati microfoni. V’abbiamo lasciato quando ancora si sentivano gli echi dello sciopero generale del 29 marzo, ora ritorniamo a segnalare con allarme i preoccupanti segni di un giro di vite repressivo che sta coinvolgendo tutta la Spagna: dopo l’attacco alla manifestazione autorizzata dell’ultimo sciopero, sono arrivati arresti, insieme a proposte di legge per trasformare in reato la resistenza passiva e per inasprire le pene detentive in caso di episodi di violenza. Un chiaro attacco al diritto di manifestare e alla dissidenza d’ogni tipo, anche quella pacifica, che lascia presagire tempi bui. Scopriamo anche con una certa perplessità, leggendo il quotidiano La Vanguardia, che gli ultimi disordini che hanno coinvolto la città in cui viviamo sono stati provocati da pericolosi sovversivi dall’indefinito percorso politico ma di chiara nazionalità italiana. Oibò! Quale inconfutabile prova di ciò, il fatto che gli italiani che vivono nella capitale catalana partecipino alle manifestazioni, s’interessino di politica ed abbiano sventolato in qualche occasione la bandiera “No Tav” in solidarietà alle agitazioni della Val di Susa. Zibaldone ha appoggiato la petizione contro l’articolo di Enric Juliana che tentava di criminalizzare, in maniera banale e stereotipata, l’attivismo politico d’origine italiana presente a Barcellona, oggi tiriamo le somme di questo ultimo periodo di tensioni e vogliamo rivendicare con forza il diritto alla partecipazione e alla dissidenza. Rifiutiamo il tentativo di accusare “lo straniero” (sotto qualunque forma) di fronte a problematiche sociali di difficile soluzione e ci opponiamo in particolare alla volontà di criminalizzare il movimento No Tav: in questo venerdì è venuta a trovarci Selene Cilluffo, ad informarci sugli ultimi sviluppi degli espropri in Val di Susa e sulle iniziative del gruppo di solidarietà che si è costiuto a Barcellona dopo l’incidente di Luca Abbà. Potrete tenervi aggiornati seguendo la pagina facebook del gruppo No Tav Barcelona. C’è un’altra battaglia che ci riguarda da vicino, quella contro le balas de goma utilizzate in maniera impropria e indiscriminata dalla polizia antisommossa, in Catalogna e in tutta la Spagna. Pare che in particolare i Mossos d’Esquadra catalani abbiano la triste abitudine di mirare al volto: due persone, durante le manifestazioni dello sciopero generale del 29 marzo, hanno commesso l’errore di passare dal posto sbagliato al momento sbagliato e sono state colpite a un occhio, perdendo la vista. Il bilancio delle vittime mutilate di un’occhio negli ultimi quattro anni sale dunque a sei, tre delle quali di nazionalità italiana. Enrico ci ha aggiornato sulla battaglia dell’associazione Stop Balas de Goma che lotta perchè venga proibito l’uso di quest’arma, e sul tentativo di sensibilizzare e coinvolgere anche l’opinione pubblica italiana. Tra le note arrabbiate e rockeggianti di Caparezza e degli Zen Circus è arrivato in studio Alessandro Inguglia, in arte Unowl, compositore di musica elettronica, giovane palermitano sperimentatore di suoni, produttore indipendente attento a quel che si muove nel sottobosco dell’underground. L’abbiamo visto dal vivo improvvisare e comporre, aggiustare sonorità, ricucire ritmi, mentre ci raccontava i progetti della label di antiteq appena nata, la MagmatiQ Record. Se volete tenere d’occhio questo giovane «antigufo» seguitelo nella sua pagina facebook. E come di consueto la nostra cara Eva Vignini ci costringe a calarci negli anfratti più torbidi del Trash Italiano presentandoci una donna dal carattere esuberante e deciso, domatrice di elefanti e ammaestratrice di colombe. Stiamo parlando dell’icona circense Moira Orfei: il suo faccione plasticoso e kitsch, il suo rossetto fucsia, la sua pettinatura a nido di uccello sono ormai quasi un’immagine sacra, che fa capolino in manifesti dai colori sgargianti sulle mura di ogni piccolo paesino d’Italia. Pare che in un tempo ormai lontano questa donna dal trucco pesante e dal faccione rigonfio sia stata il sogno erotico di molti italiani e che abbia fatto girare la testa anche al «principe» Totò. Eppure la bella zingara dai capelli neri, attrice di talento in numerosi film a fianco di Gasmann e Tognazzi, finì per diventare un santino impomatato e luccicante, simbolo di quell’eterna giovinezza da inseguire ad ogni costo che tante vittime miete in questi tempi nostri. Mentre c’ascoltiamo un grande classico frivolo degli anni Novanta, I am happy, si presenta in studio una vecchia conoscenza, Ollin Rafael, uno dei creatori della rivista digitale di letteratura Preferiria No Hacerlo, arrivata ormai al suo nono numero. Da quando fu presentata un anno fa ai nostri microfoni ne è passata di poesia sotto i ponti, la rivista s’è fatta grande, s’è colorata di un nuovo progetto grafico ed ha aperto le sue pagine anche a collaboratori d’oltreoceano. Il prossimo numero, dedicato a Los perros de Tessalonica, è quasi pronto, e non vediamo l’ora di sfogliarlo e gustarne. E ci salutiamo, come sempre, con il consiglio musicale della settimana, questa volta proveniente dalla fertile produzione della casa discografica bolognese Trovarobato (meglio detta La Famosa Etichetta Trovarobato). E’ un trentenne che sfodera quell’ironia surreale che ci piace tanto, si presenta con un nome che tocca le corde vive delle nostre nostalgie (Mangiacassette) de ha fabbricato da pochi mesi il suo primo disco, Disco Interno. C’ascoltiamo il singolo Autoradio ma potete fare vostro l’album intero cliccando qui. E mentre Manuel Agnelli ribadisce che Sui giovani d’oggi ci scatarro su, noi vi salutiamo: a venerdì prossimo!

Di conigli imbalsamati, di adolescenze bruciate e di canzone d’autore (27 aprile 2012)

Di conigli imbalsamati, di adolescenze bruciate e di canzone d’autore (27 aprile 2012)

È la fine di aprile e Zibaldone ritorna nella sua veste originaria. È la fine di aprile e la primavera pare finalmente essere atterrata sul litorale catalano. È la fine di aprile e purtroppo pare che sia atterrata anche un’ondata repressiva inaudita. E pare anche che non abbia la minima intenzione di andarsene via. C’è bisogno di un poco di serenità in vista del mese di maggio e questa ce l’hanno data i Turin Breaks con la loro Self Help. Ma c’è bisogno anche di energia e questa ce l’ha data il grande John Doe con la sua There’s a Hole. Tra serenità e input di energia pura sono comparsi nel nostro piccolo studio i primi ospiti di questa frizzante puntata. Nella sua rubrica Volatili per Diabetici il caro AngeloScimia ha intervistato una giovane artista italo-scozzese dal grande futuro: Sophia Daly Rossin. Col suo simpatico italiano dal forte accento britannico e con una risata contagiosa, Sophia ci ha raccontato dei suoi anni universitari a Venezia, del suo arrivo a Barcellona e soprattutto della sua arte. Con il tappeto musicale di Room of mirrors di Kekko Fornarelli, Angelo e Sophia ci hanno introdotto nel mondo dell’imbalsamazione, tra conigli e topi di laboratorio e perfino teste di gallina all’interno di tazze di tè: animali antropomorfizzati e trasportati da un paese all’altro. Ma tranquilli, davvero, che la produzione artistica di Sophia non ha nulla a che vedere con Frankenstein né con Tod Browning. Date un’occhiata alle sue opere e schiacciate qui e ve ne renderete conto. E ci ritroviamo di nuovo a parlare con preoccupazione della pericolosa piega repressiva su cui vira ultimamente la politica spagnola, delle nubi nere e fosche che si stanno addensando rapidamente sulle nostre teste: noi vorremmo cambiare argomento, ma le prodezze dei Mossos d’Esquadra e le gesta compiute nelle sale della Ciutat de la Justicia non fanno che deviare la nostra attenzione! Così ci tocca proprio di tenerci e tenerviaggiornati, mentre la segretaria della CGT di Barcellona si trova ancora in carcere (il giudice ha stabilito la detenzione preventiva per “rischio di fuga”) e la polizia catalana mette a disposizione del cittadino un servizio on-line per denunciare i facinorosi dell’ultimo sciopero generale. Un vero e proprio WANTED in piena regola (privo di taglia sul bandito, almeno per ora) dove l’accusato si trova già processato additato e condannato prima ancora di esserne al corrente. Anche voi, cari zibaldoniani, nel caso vi trovaste nella necessità di denunciare un facinoroso, potrete farlo comodamente da casa vostra! Travolti da tanti e tali notizie ci troviamo costretti a inaugurare una nuova rubrica (potremmo chiamarla Repressione Today, propone Enrico) per stare al passo con tutti i giri di vite di questi ultimi tempi. In questo clima di “caccia alle streghe” Zibaldone appoggia il comunicato di protesta redatto dall’Associaciò Praxis. Tra una primizia – Domingo di Vittorio Cane – e un pezzo che ha fatto storia – Andare, lavorare, camminare di Piero Ciampi – non potevamo non collegarci con il nostro inviato giramondo: Carlo Taglia. L’avevamo lasciato alla metà di marzo in Laos, dopo un viaggio che dallo Sri Lanka l’aveva portato in Thailandia. Lo ritroviamo ora a Ho Chi Minh City in Vietnam. Ma l’ultimo mese non è stato affatto facile, come ci ha raccontato Carlo. In Laos è arrivata la malaria, mentre in Cambogia il tentativo di furto della mafia filippina… ma lasciamo raccontare a Carlo questo intenso mese di viaggio nel sud-est asiatico! E oggi la Trash Zone si occupa una grande stella del firmamento nei nostri ricordi d’infanzia: un’album di cover degli 883 è appena stato dato in pasto a noi nostalgici, e la nostra cara Eva non poteva certo farselo scappare. Si chiama “Con due deca” e dentro ci sono così tanti anni novanta e sale giochi di provincia da far girare la testa. Così che ci siamo calati di nuovo in quel mondo di “animali da bar” frustrati e repressi, un mondo di camogli in autogrill consumati in attesa di raggiungere qualche fantomatica festa, un universo di giubbotti di jeans, moto parcheggiate di fronte all’autoscontro e discoteche popolate di donne che non degnano di uno sguardo. Rovistando nella storia degli 883 ci siamo addentrati in un esegesi illuminante: l’anima di Max Pezzali e quella di Mauro Repetto non potrebbero essere più antitetiche, l’una piagnona e rancorosa, l’altra notturna e scanzonata. Purtroppo ha preso il sopravvento la vena romantica e amareggiata di Pezzali, la separazione è stata inevitabile e gli 883 hanno smesso di essere quel crogiuolo di parolacce dette a caso che tanto c’aveva sedotto. Un gran peccato davvero, ma se non altro ora sappiamo per chi fare il tifo. Passare da i due virgulti di Pavia e le loro più o meno becere e più o meno riuscite storie di libertinaggio in giro per il mondo, passare da Pezzali e Repetto, insomma, a Alberto Alcalá non è stata cosa facile. Perché Alberto è un cantautore vero, un musicista capace, sensibile, profondo. Una voce che non può non ricordarci l’Andalucía, dove è nato; delle canzoni, le sue, che non possono non farci pensare a la Frontera e a Granada, dove vive. Alberto ci è venuto a trovare approfittando di una piccola tournée che lo ha riportato a Barcellona e ci ha presentato il suo nuovo album, ancora non terminato: Ensayo y error. Ma, soprattutto, Alberto ci ha deliziato e conquistato con tre canzoni dal vivo che hanno sospeso lo studio di Contrabanda in un silenzio di tomba rotto solo dagli applausi alla fine di ogni canzone. È musica d’autore quella di Alberto. Una musica che recupera i grandi maestri della canzone spagnola, da Paco Ibáñez a Kiko Veneno. Una musica legata alla propria terra e ai canti andalusi. E al carnevale di Cadiz, come ci ha dimostrato con una grande ironia. Non vi resta altro da fare che conoscere un po’ meglio quello che fa Alberto, schiacciando qui. E ripeschiamo le nostalgie con il consiglio musicale della settimana: Il Triangolo, gruppo d’esordio prodotto dalla Ghost Records, ha deciso di dedicarsi spassionatamente agli anni Sessanta. Un amore dichiarato verso un mondo ormai lontano e mitico, una cornice dove depositare i nostri sogni: sonorità beat (con qualche ammiccamento al rock indie degli anni Novanta), testi un po’ naif di amore e figli dei fiori, un disco dal titolo e copertina che non potrebbero essere più sobri (Tutte le canzoni, febbraio 2012). E ci lasciamo con la canzone Battisti, perchè “in un mondo che muore, Battisti ci salverà”. O quanto meno, sognamoci su. Buon ascolto!

Di maggio e di musiche in viaggio (4 maggio 2012)

Di maggio e di musiche in viaggio (4 maggio 2012)

Ecco una nuova puntata di Zibaldone che si srotola davanti ai nostri occhi, in un venerdì pomeriggio di palme e cielo blu, in una città presidiata dal fantasma del vertice della Bce, abbiamo messo ai microfoni una puntata piena di musica, di voci e di canzoni nuove. Cominciamo subito con la nostra nuova rubrica forzata e involontaria, l’aggiornamento settimanale che non vorremmo dare ma ci tocca, il siparietto battezzato Repressione Tudèi. Questi primi giorni di maggio sono stati molto particolari qui a Barcellona, l’impressionante spiegamento di forze dell’ordine nelle vie del centro hanno creato un clima alquanto surreale, la revoca temporanea del trattato di Schengen e i cecchini appostati negli edifici del centro hanno tenuto la città in una strana atmosfera di tensione e di apnea. Ma nonostante la pressione e l’accerchiamento delle forze di polizia, le manifestazioni del primo maggio sono state le più affollate degli ultimi anni: le proteste contro la riforma del lavoro e contro i tagli a istruzione e sanità stanno continuando e non sembrano volersi fermare. A proposito di abusi e repressione, oggi è venuto a trovarci Nicola Tanno, fondatore dell’associazione Stop Balas de Gomas di cui spesso abbiamo parlato dai nostri microfoni. Nicola è una delle tante vittime di un’arma letale in dotazione alla polizia in Spagna, ovvero un famigerato fucile che spara pallettoni di gomma il cui obiettivo dovrebbe essere quello di disperdere la folla, e che ha dimostrato invece di causare danni gravi. Nicola, come altre sei persone negli ultimi anni in Catalogna, è stato colpito al volto e ha perso un occhio: da allora ha raccolto la voce di altre vittime e si batte per la proibizione di quest’arma, utilizzata in maniera indiscriminata e impropria da forze dell’ordine che agiscono sistematicamente senza identificarsi. Di fronte al silenzio delle istituzioni e della stampa, l’associazione Stop Balas de Goma sta portando avanti una forte campagna di sensibilizzazione, e sta tentando di coinvolgere anche l’opinione pubblica italiana. Tutta colpa di Robben è il titolo del libro in cui Nicola Tanno racconta la sua storia e la sua battaglia, da quella notte di luglio in cui l’olandese Robben sbagliò un goal, la Spagna vinse i mondiali e un Mosso d’Esquadra -ancora non identificato- sparò un proiettile di gomma in faccia a un ragazzo tra i tanti che si trovavano in Plaça Espanya. Il libro uscirà in Italia tra pochi giorni, e sarà presentato a Barcellona il 26 maggio al Centro Civico San Pere. Grazie al nostro ambasciatore dalle terre sarde, Juan Vargas (alias Giovanni Vargiu), abbiamo avviato un collegamento transmediterraneo d’eccezione: il cantautore Marco Noce, direttamente dall’isola, c’ha servito in diretta un paio di anteprime in esclusiva per voi.  Tra un Pazienza e una Veranda affacciata, abbiamo parlato con Marco di musica e di Sardegna, di arte e di progetti, tra i quali quello di Aprile Super8. Ma je devi dì.. dai, nun me sfinì… studierò vabbè domani papà! La voce in farsetto di Pierino c’accompagna ormai da tempo immemore aprendo il sipario dell’immancabile Trash Zone. Eppure, finora ci eravamo dimenticati di dedicare la nostra vetrina sul peggio del peggio della cultura italiana proprio a colui che ne canticchia la sigla: Pierino, ovvero Alvaro Vitali, il borgataro romano che ha fondato il suo universo comico su un’unica espressione facciale, l’uomo piccolo che strabuzza gli occhi e spalanca la bocca, l’improbabile scolaretto impertinente che sbirciava sotto la cattedra le cosce accavallate di qualche avvenente (e altrettanto improbabile) professoressa in minigonna. Protagonista di primo piano di quella “commedia sexy all’italiana” che tanto danno ha fatto tra gli anni Settanta e Ottanta, Alvaro Vitali fu scoperto e lanciato nel cinema da Federico Fellini, che lo volle per una piccola parte in Satirycon e lo scritturò per quattro film consecutivi. Tutti ce lo ricordiamo danzare nella nebbia con la sua mantella nera in Amarcord, poi ci siamo distratti e ce lo siamo ritrovato con il grembiulino blu a fare peti e pernacchie nelle tivù a colori di tutti i tinelli d’Italia. Di nuovo, la Trash Zone getta un fascio di luce sui punti oscuri della nostra storia: di fronte alla potenza del riflusso e della tivù commerciale, non c’è creatività felliniana che resista, siamo costretti ad arrenderci e sperare che per lo meno Edwig Fenech passi di là. Ed anche oggi il piccolo studio di Zibaldone si popola delle note saltellanti della musica dal vivo. È venuto a trovarci Tenedle, musicista fiorentino emigrato da qualche anno in Olanda, cantautore in tournè da queste parti che sperimenta sonorità elettroniche e che ci ha dedicato oggi un po’ di canzoni del suo lungo percorso musicale. Tra la chitarra e le parole si parla dell’ultimo disco (Grancassa, 2010) e dell’inquietudine di gioventù, del Dissenso del ritmo e della musica in viaggio. Perchè l’emigrare, lo spostarsi, vuol dire trovare nuovi orizzonti, intessere nuovi nodi, cercare i varchi dove s’annidano ritmi e parole inattese. Come dice Tenedle, il panorama olandese è piatto, la Toscana è piena di colline. Ed esplorare panorami nuovi porta bene. Continueremo a seguire questo musicista tenendo d’occhio il suo sito. Lasciamo come sempre la fine della puntata alle novità che popolano il sottobosco musicale italiano, ai dischi d’esordio che fanno ancora odore di cellophan e di sale prove fatte in casa, ai gruppi  che brulicano nei locali della penisola portando musiche nuove tra i tavolini. Oggi il consiglio musicale della settimana arriva come una zattera carica di scimmiette in tenace risalita in un qualche fiume tropicale, arriva come un temibile esploratore con l’elmetto, o come il furore di Dio sotto forma di rock band romana: si chiamano Aguirre (come un film di Werner Herzog, sì) hanno autoprodotto il loro primo disco da qualche mese, si dedicano a un pop-rock condito di virate psichedeliche e sterzate cantautoriali, e si sono anche affacciati in quella vetrina interessante che è il festival Musicultura di Macerata. C’ascoltiamo La pecora in delirio (d’altronde, non è forse maggio?) e ci lasciamo con il singolo Il sogno del malato, il cui bel video ha fatto il giro di youtube. E dopo tutte queste musiche, vi salutiamo: alla prossima, e buon maggio a tutti.

Di «canti di grano» e di bellezza in bicicletta (11 maggio 2012)

Di «canti di grano» e di bellezza in bicicletta (11 maggio 2012)

È maggio. C’è il sole. C’è un cielo azzurro che più azzurro non si può. La primavera pare che stia spianando la strada all’estate. La gente manifesta nelle strade, ricordando con allegria e con passione il primo anniversario di quel 15 maggio che ha davvero rivoluzionato le piazze e le menti spagnole. E noi, imperterriti zibaldoniani, dal nostro piccolo ridotto in un vecchio edificio che guarda sulla Plaça Reial, abbiamo voluto iniziare con una canzone che più solare, allegra e passionale non si può: Bright Side of the Road di Van Morrison. Mentre Ani DiFranco riempie le vostre orecchie con il rock di Outta Me Onto You si accomodano nel nostro studio Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr, anima e corpo degli Agricantus, un gruppo che non ha proprio bisogno di presentazioni. Qualche mese fa, in compagnia di Natacha Tanzilli, Tonj ci aveva fatto visita e ci aveva parlato degli ultimi lavori degli Agricantus. Uno su tutti: Millenium Klima, un album di impegno sociale, segnato dalla lotta in difesa dell’ambiente. Accompagnato questa volta da Rosie, Tonj è venuto a parlarci dei nuovi progetti del più famoso gruppo di world music italiano. Quali? Una tournée estiva che porterà gli Agricantus in giro per l’Italia, per l’Europa e per il mondo, un attesissimo nuovo album e molte, molte altre cose… tra cui, tanto per iniziare, il prossimo concerto proprio qui a Barcellona nell’ambito del Festival Zibaldone Radio Experience che proprio noi zibaldoniani organizziamo con la collaborazione dell’Associazione AltraItalia al Teatre Gespa venerdì 18 maggio a partire dalle 18h30. Volete lasciarvi scappare l’opportunità di vedere gli Agricantus per la prima volta dal vivo a Barcellona? Tanto per rinfrescarvi la memoria e farvi venire l’acquolina in bocca, vi abbiamo proposto due meravigliosi pezzi della band siciliana: Istanbul – dalla colonna sonora de Il bagno turco di Ferzan Özpetek – e Disiu dall’album Tuareg, premiato qualche anno fa con la prestigiosa targa Tenco. E con la Trash Zone di oggi torniamo a riaccendere  le manopole della televisione degli anni ottanta, torniamo a navigare nel tubo catodico dei ricordi di gioventù, e lo facciamo con una serie tivù all’insegna della produzione a basso costo, di quelle che piacciono a noi: I ragazzi della terza C, prodotto per adolescenti confezionato dalla Fininvest,  accompagnò per anni i pomeriggi indolenti dell’Italia del riflusso.  Tra pubblicità più o meno occulte (potremmo dire quasi spudorate, in realtà), tra zainetti  in spalla e ricreazioni anelate,  i personaggi della serie ritraevano uno ad uno tutti gli stereotipi sociali di cui tanto abbiamo bisogno: le due secchione antipatiche e bruttine, la bella bionda di buona famiglia, il ribelle pluriripetente, e l’immancabile imbranato cicciottello e goffo, quel  Bruno Sacchi dai capelli rossi protagonista indiscusso della serie (nonché  della sigla di chiusura). Non mancavano poi il cartolaio filosofo, la giovane dark orientalista e la coppia di innamorati zuccherosi in motorino: il tutto in salsa romanesca, recitato da attori che avevano all’incirca il doppio degli anni dei loro personaggi, con una fotografia e una resa del suono ai livelli dei filmini fatti in casa. Ma soprattutto tanta frivolezza, tanti prodotti in vendita, tanta voglia di vacanze e di televisione. D’altronde, che vorremmo di più? Parliamo di bicicletta e di spazi urbani, parliamo di come pensare e sognare la città in cui vorremmo vivere: sono venuti a trovarci Jordi e Carles, assidui e veterani frequentatori di un raduno a due ruote che si ripropone ogni mese nelle città di tutto il mondo, ovvero la Critical Mass. Un movimento in bicicletta che rivendica il diritto di vivere la città senza l’uso del motore, una “massa critica” che propone uno spazio senza automobili, costruendolo e mostrandolo in giro per le città. Basta una bicicletta per fare parte della Massa Critica, basta unirsi agli altri e pedalare, e ricordarsi che “noi non blocchiamo il traffico: noi SIAMO il traffico!”. A volte bisogna essere in tanti per cambiare le cose, anche se si è piccoli e silenziosi si può diventare uno sciame che con il suo solo esistere e muoversi riesce a mettere  in discussione il vigente sistema di pensiero, un passo alla volta, un giro di pedali alla volta. A Barcellona, la Massa Critica si raduna ogni primo venerdì del mese alle 20, all’ Arco di Trionfo. Facciamoci sentire, facciamo girare le ruote e trillare i campanelli! E dopo il nostro involontario aggiornamento sugli abusi delle forze dell’ordine in terra catalana (purtroppo abbiamo sempre qualcosa da raccontarvi, nostro malgrado) apriamo le porte alle canzonette di chiusura del consueto consiglio musicale della settimana. Oggi Laura ed Enrico c’hanno proposto una versione estesa della rubrica: non un autore, non un disco, bensì un’intera casa discografica indipendente, La Famosa Etichetta Trovarobato, che tante volte s’è affacciata sulle proposte musicali del nostro programma. Cosa fa una casa discografica in un’era senza dischi? Sperimenta, gioca, mette insieme i suoni, s’inventa modi nuovi di esistere. Nata dieci anni fa dalle mani dei Mariposa, la Trovarobato ha saputo con maestria fiutare la “musica componibile” trovata lungo il cammino, ha messo al mondo due sottoetichette, s’è inventata un servizio d’abbonamento ed ha distribuito sonorità contrastanti dal palco bolognese verso il mondo. Dal cantautorato di Dino Fumaretto (di cui c’ascoltiamo Mente Spostata) alle sonorità elettro-rock di Boxeur the Coeur, dai suoni affastellati e naif di Musica per Bambini (abbiamo messo in onda il suo Cose da non fare al gatto) allo stridente cinismo di Iosonouncane: una produzione variegata e brulicante, su cui vige quell’attenzione ludica che ha sempre caratterizzato la musica dei Mariposa. E proprio con una canzone dei Mariposa, Sudoku, concludiamo il nostro siparietto musicale e la puntata di oggi: ci rivediamo venerdì prossimo alla grande festa di Zibaldone! Saluti a tutti e .. CLASH THE RADIO!

Clash the Radio! – Zibaldone Radio Experience (18 maggio 2012)

Clash the Radio! – Zibaldone Radio Experience (18 maggio 2012)

Una puntata sui generis questa del nostro Zibaldone. Una puntata unica e irripetibile. Per tante ragioni. Perché non eravamo nel nostro piccolo studio di Radio Contrabanda che dà sulla Plaça Reial di Barcellona. Perché non eravamo solo il piccolo, ma nutrito gruppo degli zibaldonianos. Perché non abbiamo parlato di Trash Zone e di consigli musicali della settimana e non abbiamo nemmeno fatto interviste ad artisti e attivisti di passaggio dalla capitale catalana. Questa volta è stata tutta un’altra storia! Eravamo difatti nel bel Teatro Gespa all’interno del Centre Sant Pere nel quartiere della Ribera, a due passi dal Palau della Musica Catalana opera dell’architetto modernista Domènech i Montaner. Ed eravamo molti, moltissimi. Amici e aficionados, ascoltatrici e ascoltatori e molte facce nuove. Come vi avevamo preannunciato nelle ultime settimane, Zibaldone in collaborazione con l’associazione AltraItalia ha organizzato una gran bella serata dove l’impegno sociale e la musica si son date la mano. Nel podcast potrete sentire la prima parte di questo Zibaldone Radio Experience Festival, ossia la tavola rotonda intitolata Clash the Radio! Las radios libres en Italia y Catalunya ante los desafíos del nuevo milenio, che abbiamo trasmesso in streaming da Radio Contrabanda, oltre che dalle frequenze di Radio Onda Rossa. Moderata dalla giornalista e scrittrice Claudia Cucchiarato la tavola rotonda ha potuto contare con la partecipazione di alcuni portavoce di varie radio libere attive da decenni in Italia e qui in Catalogna, dando la possibilità di stabilire un confronto molto interessante. Sono stati con noi: Davide Facchini di Radio Popolare di Milano, Giangi di Radio Onda Rossa di Roma, Selene Cilluffo di Radio Città Fujiko di Bologna, Antonio Narváez e Ernesto Che Majara di Radio Contrabanda di Barcellona e Chanquete Ha Muerto di Radio Bronka di Barcellona. Dopo la tavola rotonda abbiamo continuato con il concerto di presentazione dell’album The Zibaldone Radio Experience prodotto dalla Fifty Fish Productions: una compilation che riunisce 15 canzoni di 15 artisti che sono passati dai microfoni di Zibaldone nell’ultimo anno. Nel concerto si sono esibiti sei artisti che hanno partecipato all’album: la bravissima musicista neozelandese Tamar McLeod Sinclair accompagnata da un incredibile quartetto, i San Marino con il loro retro pop, il nostro caro Olden, il provocatore e performer proto surrealista Tar Kampa, i nostri amici delle Questioni Meridionali e, come special guest, uno dei gruppi più conosciuti della world music italiana degli ultimi due decenni, i siciliani Agricantus in una formazione molto interessante con Tonj Acquaviva, Rosie Wiederkehr e Guillermo Mokotoff. La registrazione del concerto sarà disponibile prossimamente. Ringraziamo ancora tutte le persone che hanno collaborato per rendere una realtà questa splendida serata, iniziando dalle amiche e dagli amici di Radio Contrabanda e di AltraItalia, oltre a tutte le radio libere e ai musicisti che hanno partecipato all’evento. Last but not least, un ringraziamento speciale va a tutti i ristoranti e locali italiani di Barcellona che hanno offerto un incredibile aperitivo italiano: La Cucina che fa bene. Ricordiamo che tutto il ricavato della serata è andato a Radio Contrabanda per fare in modo che l’informazione (e la musica) libera possa continuare ad essere una realtà ed una speranza per questo XXI secolo e non solo un ricordo degli anni Settanta ed Ottanta del secolo appena concluso. Buon ascolto e soprattutto… viva le radio libere!

Di tango, di punk rock e di oroscopi basati nel mangiare (25 maggio 2012)

Di tango, di punk rock e di oroscopi basati nel mangiare (25 maggio 2012)

Iniziare una puntata con il rock’n’roll di Eli Paperboy Reed e con il blues dell’Edoardo Bennato della fine degli anni Settanta è una garanzia. Su questo non ci piove. Ed è un’ottima maniera per scaldare i motori in una puntata dedicata quasi interamente alla musica, al di là delle nostre rubriche dai gusti e dai sapori più diversi. Il primo gruppo a prendere posto nel nostro piccolo studio sopra la Plaça Reial di Barcellona si chiama Atenti Pebeta. Il nome viene da un famoso tango scritto da Ciriaco Ortiz e musicato da Celedonio Flores nel lontano 1929. Loro sono tre giovani argentini provenienti direttamente da Buenos Aires e in queste settimane in tournée in Europa, dall’Italia alla Spagna passando per Vienna e la Svizzera. Una voce calda e passionale quella di Eliana De Piero, il suono delle chitarre e del cajón di Mariano Homs e Santiago Ramos, delle canzoni che hanno segnato il folklore argentino, alcuni dei pezzi più struggenti del tango, dai classici di Carlos Gardel alla fusion dei Gotan Project. Tutto questo e molto altro sono gli Atenti Pebeta. E tra una canzone interpretata dal vivo ai microfoni di Radio Contrabanda e gli applausi dei molti amici e degli aficionados di Zibaldone che sono venuti a farci visita in questo assolato pomeriggio di maggio, con gli Atenti Pebeta abbiamo parlato della scena musicale argentina e di cosa vuol dire reinterpretare i grandi classici del tango lontano dalla propria terra. Per saperne qualcosa di più, date un’occhiata qui. E visto che di viaggi si stava parlando non potevamo non darvi notizie del nostro giramondo, Carlo Taglia, che da oltre duecento giorni sta gironzolando per l’Asia senza prendere aerei. Tra bus, treni e barche Carlo è passato dal Nepal alla Corea del Sud, passando per l’India, lo Sri Lanka, la Thailandia, il Laos, il Vietnam e la Cina. Nell’ultima corrispondenza per Zibaldone lo avevamo lasciato ad Ho Chi Minh City; ora, invece, lo ritroviamo nell’occidentalissima Corea del Sud, quasi pronto per prendere un mercantile che in 24 giorni lo porterà dall’altro lato dell’Oceano Pacifico, in Colombia. Ma tra Ho Chi Minh City e Seul, Carlo ne ha fatta di strada e ne ha di cose da raccontare… Potete seguire il viaggio di Carlo attraverso il suo blog. E di cose da raccontare ne ha anche il nostro caro Banzo, oramai responsabile di quella che abbiamo definito una rubrica involontaria: Repressione Today. Visto che la repressione continua, con le sue buone e le sue cattive notizie, abbiamo pensato di dotarci anche di un’apposita sigletta. Niente punk incazzato, ma qualcosa di più sottilmente inquietante, adatto al capitalismo neoliberale al potere: From the air da quel mitico album di Laurie Anderson del 1982, Big Science. Il Banzo ha fatto il punto di quel che è successo nelle ultime due settimane, tra lo sciopero della scuola e dell’università del 22 maggio, le manifestazioni davanti alla sede de La Caixa, la chiusura della web della Generalitat de Catalunya per l’identificazione dei «facinorosi» e l’incredibile (e passata sotto silenzio) modifica della Costituzione italiana che prevede il pareggio di bilancio… Abbiamo nominato Casini e Rutelli, non sappiamo bene il perché e di punto in bianco ci siamo trovati a parlare di trash. Come di consueto la nostra cara Eva Vignini ci risucchia nell’oscuro tunnel del Trash Italiano con un personaggio davvero magico. Un uomo dallo sguardo “Pinotico” caratterizzato dall’abbigliamento eclettico, dalle enormi occhiaie, dalle giacche “Stupentemente colorate”  oltre che da un vero talento nello stravolgimento della lingua italiana stiamo parlando del Mago Gabriel,  probabilmente “il più grande fantascientifico di questo secolo”, puro dadaismo linguistico senza nessuna pretesa di intellettualismo. Con la sua trasmissione intitolata: «Gabriel e le mira-bolanti meraviglie (alla scoperta di… luoghi, personaggi della Torino Eso e Terica)» Gabriel ci guida attraverso i misteri del mondo con una dialettica nonsense ed un linguaggio inventato, ci conduce in un vero e proprio viaggio all’interno di una Torino “dove sussistono cose miracolosissime” narrandoci di spiriti piemontesi, di uomini che si reincarnano in piante e di strani «poteri esoterici» come: la sua facoltà di vedere gli gnomi e la credenza secondo cui mangiare uova di upupa doni l’invisibilità. Abbiamo voluto lasciare in voi un po’ di questa sapienza antica trasfusasi nel mago Gabriel e arrivata fino a noi grazie alla divina madre catodica. Vi abbiamo fatto riascoltare e riscoprire le magiche correlazioni  tra cibo e segni zodiacali con il favoloso “Oroscopo cinese basato sul mangiare» e non meno magiche, quelle tra i buchi neri e gli ombelichi. Magie reali, presunte o palesemente inventate avvolgono questo personaggio di un alone di mistero nostrano che ci sembrava doveroso riproporvi oggi. E tra le profezie del Mago Gabriel e il clima repressivo in cui stiamo vivendo abbiamo voluto metterci un po’ di allegra carica con la voce di Jello Biafra accompagnato da Mojo Nixon e con quella indimenticabile dei Beastie Boys, anche per ricordare Adam Yauch noto come MCA, che ci ha lasciato da poco. Ma tutta questa carica punk ha una ragione: la presenza nel nostro studio del secondo gruppo della puntata. Si chiamano R.A.M.ONE$, sono di Torino e dintorni e si divertono un casino facendo cover dei più famosi gruppi punk degli ultimi trent’anni. I Ramones, logicamente (e da lì il nome della band), ma anche i Rancid, i Green Day e molto molto altro. In giro per la Spagna per una serie di concerti e per un primo contatto con la penisola iberica (ci hanno confermato che suoneranno nei Paesi Baschi quest’estate), Rede Rico (chitarra e voce), Alex Littlewood (percussioni) e Marco daVinci (basso) ci hanno fatto ballare e divertire con alcuni pezzi dal vivo. Sentiteveli! E date un’occhiata alla loro pagina facebook dove trovate tutte le date dei loro prossimi concerti! E già che stavamo parlando di musica proveniente da Torino, per l’ormai tradizionale consiglio musicale della settimana vi abbiamo proposto un bravo cantante torinese. Si chiama Davide Tosches, ed è amico del nostro caro Vittorio Cane. Una garanzia, insomma! Dopo l’album uscito nel 2009 Dove l’erba è alta, a maggio di quest’anno è uscito il suo secondo lavoro: Il lento disgelo. Un album potente ed intenso, prodotto dalla Controrecords e distribuito dalla New Model Label. Da Il lento disgelo vi abbiamo fatto sentire il singolo: Dove andiamo. Se volete saperne di più di Davide Tosches, leggere il suo blog, conoscere le sue prossime date e sapere che ne pensa del mondo e della vita, sbirciate un po’ nella sua pagina web. Buon ascolto! E soprattutto, come diceva Tierno Galván, a colocaros!

Di diritti umani, di televendite e di rastafari (1 giugno 2012)

Di diritti umani, di televendite e di rastafari (1 giugno 2012)

Barcellona è ormai costantemente meta di orde fameliche di turisti. Questo fine settimana ancora di più con il Primavera Sound strapieno di gente. Ma a noi poco importa, a dire il vero. Abbiamo altro di cui parlare. E soprattutto altri Festival di cui raccontarvi. Al ritmo di Do you love me? di quel genio di Nick Cave sono venute a trovarci Eva Beghin e Nona Rubio, con cui abbiamo parlato del Festival de Cine y Derechos Humanos che si è tenuto la settimana scorsa qui a Barcellona. Eva è stata una delle molte volontarie che hanno collaborato a questo interessante appuntamento, mentre Nona è la responsabile del marketing e delle relazioni con i mezzi di comunicazione di tutto il Festival. Un festival che è già alla sua nona edizione, organizzato per il secondo anno consecutivo da La Mirada Descubierta e diretto da Toni Navarro. Un festival organizzato contemporaneamente in altre due città, Parigi e New York, e che ha mostrato al pubblico quasi un centinaio di film con un importante messaggio sociale. Come quelli dei tre italiani in concorso e, soprattutto, il documentario diretto da Claudio Bozzatello, Una su tre, uscito nel 2011, scritto da Antonio De Luca, Nerina Fiumanò, Michele Maggi e Stefano Villani e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Angela Finocchiaro, Ottavia Piccolo, Marina Rocco e Debora Villa. Claudio ci ha rilasciato un’interessante intervista dove ci spiega come è nato questo progetto e le ragioni di fondo: la violenza di genere, un problema purtroppo che è ancora lontano dall’essere risolto in Italia e in tutto il mondo. Se volete saperne di più su Una su tre, basta che schiacciate qui, mentre se volete conoscere più a fondo il Festival de Cine y Derechos Humanos e vi interessa presentare un progetto per la prossima edizione entrate qui. Di sottofondo ci siamo ascoltati Echi sonori della mente, un pezzo di musica sperimentale presentato ad un altro festival organizzato questo fine settimana a Barcellona: Mixture, un festival di ricerca musicale idea di una serie di collettivi indipendenti. Sulle note di Laurie Anderson siamo passati dalle dure storie di vita raccontateci da Claudio Bozzatello alla nostra rubrica involontaria: Repressione Today. Questa volta prima delle cattive nuove riportateci dall’incombustibile Banzo (ma, si sa, ambasciator non porta pena…) abbiamo dato spazio a un bravo artista, Valentino Menghi, e allasua storia che con la repressione molto ha a che fare: poliziotti molesti con gli artisti di strada attivi al Parc Güell, storia di licenze e rischio di multe, una storia di ritratti dei poliziotti del districto de Gràcia… ma Valentino è un’artista a tutto tondo, con molti progetti in ballo. Date un’occhiata qui per saperne qualcosa di più. Le notizie, invece, di quest’ultima settimana non sono affatto ironiche o da prendere alla leggera. Come ha detto il Banzo con il suo accento romagnolo, questa settimana «ne è successa di ogni»: la richiesta di 36 anni di carcere a Laura Gómez, la sindacalista della CGT incarcerata per un mese dopo lo sciopero generale del 29 marzo scorso; i nuovi arresti di altri manifestanti dello stesso sciopero generale; il processo al cantautore Javier Krahe; le violenze della polizia agli immigrati di Lavapiés a Madrid e, purtroppo, un largo eccetera, che abbiamo voluto concludere con un pezzo musicale per ricordare le tristi notizie che ci vengono dall’Emilia a causa del terremoto: Carpi dei Lomas. A volte le cose bisogna prenderle con un poca di ironia… ecco allora il momento dedicato al peggio del peggio che il trash italiano ha prodotto nell’ultimo trentennio grazie, anche e soprattutto, alle televisioni dell’ex premier Silvio Berlusconi. Insomma, è arrivato anche in questa puntata il momento della Trash Zone della nostra cara Eva Vignini. Questa volta niente mago Gabriel, né Divino Othelma. Stavolta siamo andati fin sul fondo del barile e abbiamo iniziato a raschiare. Wanna Marchi, nata con il nome Vanna nel 1942 nella provincia di Bologna. Una voce insopportabile, una vita insulsa, un sacco di baggianate e un sacco di televendite, accompagnata per parecchio tempo da uno che si faceva passare per un mezzo santone: il Maestro di vita Do Nacimiento. Di cose su Wanna Marchi ce ne sono molte da dire e anche sul santone brasiliano. Vi siete chiesti poi che fine hanno fatto oggi questi due? Sentire per credere. La prova che il mondo va a rotoli… Il cambio è stato brusco tra la voce chiassosa della Marchi e i ritmi a metà strada tra l’Etiopia e la Giamaica di Yehjah e i Go a Chant, un altro interessantissimo progetto portato avanti con passione da Francesco Perrella e dalla sua Echorek Dub Factory. Per Zibaldone Francesco ci ha fatto conoscere in anteprima il loro nuovo album (che uscirà ufficialmente all’inizio di luglio), con una live session di grande intensità, oltre ad alcuni pezzi registrati in studio, come Alive e Love is amazing. Yehjah, cantante e compositore ghanese, è uno dei massimi esponenti della musica rastafari. In questo progetto è accompagnato dai Go a Chant, una serie di musicisti provenienti da vari paesi dell’America Latina: Cile, Perù, Messico. Per conoscere meglio la musica di Yehjah, cliccate qui, quella dei Go a Chant, qui e per rimanere sempre informati su tutte le novità e i progetti della Echorek Dub Factory, date un’occhiata qui. Non potevamo però lasciarvi senza il consiglio musicale della settimana, questa volta a carico della nostra Serena, che ci ha presentato l’ultimo lavoro di un gruppo che ha fatto parlare parecchio di sé negli ultimi anni. Stiamo parlando degli Offlaga Disco Pax, gruppo reggiano composto da Max Collini (voce e autore), Enrico Fontanelli (basso, elettronica) e Daniele Carretti (chitarra, basso, piano). Dopo quel magnifico Socialismo tascabile (prove tecniche di trasmissione) è venuto Bachelite, e pochi mesi fa l’ultima fatica: Gioco di società, un album scritto “tra una saletta prove del Calamita di Cavriago ed una cucina abitabile sulle colline di Viano, immersi nel loro disincantato piccolo mondo antico dagli occhi ben aperti sul resto”. Da Gioco di società, ci siamo sentiti il pezzo che apre l’album: Tulipani, una storia sul ciclismo di altri tempi. Se volete saperne di più su questo bel trio reggiano, schiacciate qui. Buon ascolto! E buon fine settimana!

Di pianoforti e di bestiari familiari (8 giugno 2012)

Di pianoforti e di bestiari familiari (8 giugno 2012)

Uno Zibaldone dolce come lo zucchero di canna e energetico come lo zabaione quello di questa settimana, care ascoltatrici e cari ascoltatori. Proprio quando la Spagna è finita nel baratro dei paesi europei «salvati» dalla troika con un governo inconsistente e ridicolo ben rappresentato dai volti del presidente Rajoy e del ministro dell’Economia De Guindos, noi abbiamo pensato bene di dedicare due ore alla canzone d’autore. Il cantautorato non ha mai avuto vita facile in questo mondo: nemmeno negli anni dorati di Brassens, De André e Guccini. Men che meno in questi tempi di fine di un mondo e di un’epoca. Ma non molla, non demorde e continua a regalarci perle di ineguagliabile bellezza. Come quelle del primo ospite che è venuto a farci visita in questo caldo venerdì d’inizio giugno. Abbiamo avuto infatti la fortuna e l’onore di avere nel nostro piccolo studio uno dei maestri della nova canço catalana: Joan Isaac. Attivo da ormai quarant’anni sulla scena barcellonese e internazionale, Joan è venuto a presentarci in esclusiva per Zibaldone il suo ultimo album, Piano piano…, uscito meno di un mese fa. Un doppio cd che contiene venti canzoni dove la voce di Joan Isaac è accompagnata da dieci pianisti d’eccezione come Eros Cristiani, Francesc Burrull, Manel Camp, Jordi Badia e Xavier Ibáñez. E molti altri. Ma con Joan abbiamo parlato di tante cose: dai suoi inizi nella Barcellona degli ultimi anni del franchismo, quella Barcelona, ciutat grisa che canta anche in questo ultimo album, all’incontro con Roberto Vecchioni al Festival Tenco di oltre un decennio fa e da cui nacque un’altra perla: Les cartes d’amor, contenuta nel suo Joies robades del 2002. Ma tra una chiacchiera e un’altra abbiamo parlato anche di Bob Dylan, di Donovan, di Aute… e dei nuovi progetti che lo vedono coinvolto. Come il concerto per la presentazione di Piano, piano… questo venerdì 15 giugno all’Auditori Pau Casals del Vendrell (Tarragona). Per conoscere questo grande cantautore e poeta, date un’occhiata qui. Tra La mauvaise réputation di George Brassens e un Eugenio Finardi che canta Vysotsky, non poteva mancare l’appuntamento settimanale con la Trash Zone. La nostra carissima Eva Vignini questa volta ci ha portato un personaggio dell’uderground romano: Richard Benson. Un personaggio di tutto rispetto che non ha nulla da invidiare al mago Gabriel o a Mauro Repetto. Tutt’altro. Un uomo immeritatamente poco conosciuto fuori dalla cerchia dei (pochi) intimi che vivono tra Frosinone e Fregene. Un performer situazionista della fine del XX secolo che urla a più non posso e che riceve polli in faccia durante i concerti. Ma chi lo conosce, lo ama. O lo odia. E sicuramente non si scorda di lui. Come il nostro caro Angelo che ci ha chiamati addirittura da un panfilo nei mari della Corsica con dei magnati statunitensi amanti delle aragoste e del buon vino… È venuto poi a farci visita un giovane e bravissimo cantautore napoletano: Alessio Arena. Scrittore e poeta, Alessio è anche e soprattutto un esponente della nuova canzone d’autore come nella migliore tradizione europea. L’anno scorso è uscito Autorretrato de  ciudad invisible, un EP di canzoni in spagnolo. Ma Alessio è il migliore esempio de El viajante di Ricardo Solfa (alias Sisa), anche se non lo vuole ammettere, e del crogiuolo di culture, lingue ed esperienze che è stata e continua ad essere Barcellona da almeno un decennio. Alessio ci ha suonato in diretta alcuni pezzi, accompagnato dalla sua meravigliosa chitarra, anche in italiano ed in catalano, offrendoci delle primizie dal suo prossimo album: Bestiari familiar. O Bestiario familiare, che dir si voglia, visto che sarà un album con la metà delle canzoni in italiano e la metà in catalano. Per conoscere questo cantautore dal grande futuro e scoprire anche la sua attività di scrittore, entrate nella sua pagina web. E per chiudere la nostra Serena ci ha portato la pillola musicale della settimana. Questa volta è toccato a un grande musicista italiano: Bobo Rondelli. Attivo fin dalla fine degli anni Ottanta, Bobo Rondelli è uscito nel 2011 con un nuovo lavoro L’ora dell’ormai, all’altezza di quell’indimenticabile Disperati, intellettuali, ubriaconi del 2002 che gli valse sia il Premio Tenco che il Premio Ciampi. Da L’ora dell’ormai ci siamo sentiti Sporco denaro e La giostra. Per saperne di più di Bobo Rondelli, cliccate qui. Ci risentiamo la prossima settimana: buon ascolto e buona crisi economica!

Di repressione e di altre tempeste (15 giugno 2012)

Di repressione e di altre tempeste (15 giugno 2012)

Uno Zibaldone d’emergenza è stato quello di questo caldo venerdì di metà giugno. Sì, perché il potere sta tentando un’altra volta di tappare la bocca all’informazione libera. Radio Contrabanda, radio libera, autogestita e autofinanziata che da oltre 21 anni resiste qui a Barcellona è a rischio. Nel nostro blog trovate il come e il perché di tutto ciò e il comunicato che Radio Contrabanda ha reso pubblico domenica 17 giugno. La puntata di Zibaldone è stata segnata da questa notizia. Abbiamo infatti dedicato una parte consistente delle nostre due ore settimanali al sociale e alla “repressione”. Ma andiamo con ordine. Al ritmo di Cabaret di Liza Minnelli è tornato infatti a farci visita Marco Barlocci del Teatro Stabile di Barcellona. Era da qualche mese che non lo vedevamo ai nostri microfoni e questa volta la sua rentrée è legata a due nuovi progetti di questa interessante compagnia teatrale. Il 30 giugno alle 19h00, infatti, il Teatro Stabile di Barcellona metterà in scena, in collaborazione con il  Centro Ama l ‘Italiano lo spettacolo Voci Italiane (Casal de Barri Pou de la Figuera, C/Sant Pere mes Baix, 70), mentre il 14 e il 15 luglio, alla Casa degli Italiani (Pasaje Mendez Vigo, 8 ) ci sarà la messa in scena di un’opera di grande finezza: Il ruggito del camaleonte di Ferruccio Masci. Per saperne di più del Teatro Stabile di Barcellona, date un’occhiata qui. Puntata di ritorni e di sorprese questa del 15 giugno. Inaspettatamente abbiamo avuto in studio il nostro Fabrizio Vernice, il ragazzo più bello di tutto il foggiano, che ha fatto perdere la testa a più d’una sbarbina svedese. Con Fabrizio si è chiacchierato del più e del meno. E del suo prossimo progetto cinematografico, che vedrà coinvolto più d’uno zibaldoniano. L’estate, lo sapete tutti, è tempo di viaggi e di miraggi. Lo diceva il buon Lucio Battisti (ma non solo). E di viaggi ce ne hanno parlato anche Alessandra Spano, una dei componenti di un bel collettivo nato un paio d’anni fa a Cagliari. Il collettivo si chiama FuoriTema e si occupa di fotogiornalismo. La settimana scorsa i FuoriTema sono stati qui a Barcellona per presentare il loro progetto, che molto ha a che fare con il sociale in Sardegna e un po’ in tutto il mondo. Per conoscere quello che stanno proponendo (e per abbonarvi alla rivista!), basta che entrate nella loro pagina web. Sulle note di Immigrant Song dei Led Zeppelin ci siamo spostati dalla Sardegna al Veneto e più precisamente a Padova, dove Andrea Piazzi ci ha parlato di un altro interessante progetto e di un’altra bella realtà attiva nel sociale: l’Associazione di Volontariato Amicizia. Andrea ci ha parlato della sua esperienza e ci ha spiegato in dettaglio la situazione del volontariato in Italia, soffermandosi soprattutto sulla questione dell’immigrazione e dei minorenni stranieri. Quali sono le leggi che tutelano i minorenni stranieri non accompagnati? Che possibilità ci sono nel 2012? E quale è la situazione dei finanziamenti? E come di consueto la cara Eva Vignini ci ha regalato un’altra perla di trash nostrano. Durante questo torrido venerdì di giugno, il nostro studio ha assunto temperature ancora più bollenti grazie ad un personaggio davvero hot. Non ha i pantacollant fucsia di Solange, le giacche eccentriche del Mago Gabriel ne tantomeno le capigliature di cattivo gusto di Cristiano Malgioglio o Moira Orfei. Stavolta la cara Eva ci ha presentato finalmente un giovane sexy ed attraente fondatore di un genere musicale innovativo: il porn groove. Stiamo parlando di Immanuel Casto, un grande prodotto della musica Italiana che ci ha regalato ineguagliabili perle musicali condite di musica elettronica, e soprattutto una particolare attenzione ai testi rigorosamente a sfondo sessuale ma non privi di una certa critica sociale. Dopo l’album Vento di erezioni e Deflorato, nel 2008 viene lanciata quella che diventerà uno dei suoi brani di maggior successo, Anal Beat, con il sound che si rifà direttamente alla musica dance anni ottanta. Abbiamo potuto apprezzare il testo mistico erotico di Che bella la cappella, per finire con Escort 25, un amaro ed ironico spaccato sul fenomeno delle escort e del loro dilemma esistenziale: Perché lavorare in un call-center quando potrei fare pompini in Costa Smeralda? Ormai consolidata, torna dopo una settimana di pausa, la rubrica Repressione Today, curata dal nostro incombustibile Banzo. Questo venerd¡, sotto la lente d’ingrandimento, la riforma del lavoro recentemente varata dal governo Rajoy, con la drammatica storia di Latifa, cittadina spagnola di origine marocchina, e quella della sanità, che entrerà in vigore a inizio settembre e che decreterà la fine dell’assistenza gratuita e universale per tutti i cittadini. Si è parlato anche della recente incursione dei Mossos, come sempre non identificati, nel campus della UAB e delle proteste studentesche che ormai da alcuni mesi tengono banco nella regione canadese del Quebec. Per concludere, una riflessione sul faraonico progetto di Eurovegas, che minaccia l’equilibrio urbanistico e ambientale del Delta del Llobregat e che, ancor prima di essere approvato ha suscitato le proteste di vasti strati della società catalana. E arriva questa volta con tuoni e lampi il consiglio musicale della settimana. Dopo un po’ di assenza e di viaggi nella penisola italica, è tornata tra noi Laura, a rovistare come di consueto tra le musiche del «paese che sembra una scarpa». Oggi abbiam deciso di dedicarci di nuovo alle case discografiche indipendenti degli anni zero,  e lo facciamo con La Tempesta, ormai da un decennio piattaforma vivace del rock italiano. Fondata nel 2000 dal bassista dei Tre allegri ragazzi morti, La Tempesta è soprattutto un collettivo d’artisti, un laboratorio di proposte dove al filo conduttore del rock s’appendono le malinconie sgraziate delle Luci della centrale elettrica, il noise arrabbiato e colto del Teatro degli Orrori, il suono accaldato e rude dei Rossofuoco (intanto noi ci ascoltiamo Nuvole senza Messico). All’esperienza dei grandi «classici» della musica nostrana quali sono Enrico Molteni e Giorgio Canali, si uniscono gli esperimenti e le virate elettroniche degli Aucan (di cui ci ascoltiamo il pezzo Storm) o le aritmie hip hop industrial dei Uochi Toki (come si vede nella rumorosissima La recensione di questo disco). Un calderone ribollente di chitarre e batterie e rock sanguigno, dunque, ma con attenzione e interesse anche verso esperienze sonore d’altro segno. Come ogni estate, anche quest’anno la Tempesta ci regala un festival per presentare gli artisti che la popolano: a Roma, nel mezzo di San Lorenzo, il 23 e 24 giugno ci saranno due serate di concerti. Per chi passasse da quelle parti…. E concludiamo questa puntata con Direzioni diverse, bellissimo pezzo del Teatro degli Orrori. Alla prossima e sappiate che terremo duro, anche senza antenne!

Di vento del sud e di altre contaminazioni (22 giugno 2012)

Di vento del sud e di altre contaminazioni (22 giugno 2012)

In questo caldissimo venerdì di giugno ci siamo muniti di birra, sigarette e di buona musica e abbiamo aperto questa puntata di Zibaldone parlando di radio, con gli Ornamento y Delito e i R.E.M. E soprattutto di radio libere, come la nostra Radio Contrabanda che sta passando un momento di difficoltà a causa della repressione imperante in quest’inizio di millennio. Che le radio libere abbiano sempre dato fastidio a chi siede in alto, non è affatto una novità, questo lo sapevamo da un bel pezzo. Speravamo, questo sì, che i tempi bui fossero finiti o almeno che il peggio fosse passato. Purtroppo non è così. E ne abbiamo avuto un’ulteriore prova in queste settimane con il tentativo della Generalitat di Catalogna  di metterci il bavaglio. Radio Contrabanda, lo ripetiamo, non molla. E noi siamo qui a dimostrarlo. Per aiutarci a resistere, per darci il vostro appoggio, basta che entriate nella pagina  web di Radio Contrabanda.. Lo Zibaldone di questo 22 giugno è stato uno zibaldone musicale, nel vero senso della parola. Abbiamo avuto la fortuna e il piacere di condividere i pochi metri quadrati del nostro piccolo studio con due bravissimi artisti emergenti. La prima a sedersi davanti ai nostri microfoni è stata Anita Zengeza, una giovane cantautrice dello Zimbabwe da un paio d’anni attiva qui a Barcellona, dopo una prima esperienza in Italia. Una voce dolce ed armoniosa, delle canzoni intime, semplici, che ci hanno cullato e coccolato. Delle canzoni che parlano di amori e disamori, di viaggi e della ricerca dell’identità che ci portiamo sempre appresso e che cambia con il tempo a seconda dei nostri spostamenti, dei nostri incontri, delle nostre esperienze. Incontri ed esperienze che si materializzano anche negli studi radiofonici. Come l’incontro tra Anita e Giacomo Maria Carpa: ne è venuta fuori una live session meravigliosa, improvvisata, inaspettata e proprio per questo ancora più bella ed emozionante. Per conoscere meglio la musica di Anita e i suoi futuri concerti, date un’occhiata alla sua pagina di facebook. La potenza del trash come uno tsunami spazza via qualsiasi ostacolo incontri sul suo cammino, ed è così che la  nostra carissima Eva Vignini, nonostante il piede fratturato, è riuscita a raggiungere gli studi di Radiocontrabanda pur di apportare a voi ascoltatori la innecessaria ma dovuta dose di Trash settimanale, con un personaggio questa volta davvero sgradevole: Leone di Lernia. L’emigrante meridionale trasferitosi a Milano negli anni del boom economico trascina con sé  un’estetica riconoscibile fatta di camice sgargianti, peli in vista, catene dorate ed un riporto considerevole. Leone di Lernia, icona trash anni Ottanta e Novanta, ha il merito di aver diffuso nel linguaggio musicale la raffinata arte del turpiloquio, le sue canzoni sono un mix musica dance, cattiva presenza, voce sgradevole, ironia pecoreccia e orgoglio pugliese. Così che ci siamo dedicati oggi a qualcuno di quei motivi ossessivi che hanno accompagnato le nostre estati in autoscontro agli inizi degli anni Novanta, quei tormentoni intollerabili e -ainoi- indimenticabili, tripudi di gastronomia e musica dance. Da indigestione, non c’è che dire. Dopo la voce cavernosa e fastidiosa di Leone di Lernia, ci voleva qualcosa che ci facesse pensare e sognare. E così è stato. Dopo aver accompagnato nella prima parte del programma Anita Zengeza, Giacomo Maria Carpa ci ha raccontato con più calma il suo nuovo progetto musicale: Carpa Koi. Un progetto che sta piacendo molto nella penisola italica. E non a caso. L’EP che è appena uscito, I torni non contano, è un bel viaggio dentro se stessi e attraverso la Sicilia. E oltre che nella versione prodotta in studio, Giacomo Maria ci ha suonato qualche pezzo dal vivo. Da Agenda Rossa, dove la musica fa da contrappunto alla voce di Cuffaro in uno storico e apocalittico intervento del politico siciliano nella Samarcanda condotta da Michele Santoro, a Jornu Novu, dove la musica si converte in ricerca della propria identità. Come si legge nella sua web. “CarpaKoi è il percorso musico-terapeutico del siciliano Giacomo Maria. Una realtà intima, domestica, con forti disturbi di personalità, concepito tra le pareti di uno sgabuzzino bolognese di via Albertoni e maturato durante una lunga ed inaspettata permanenza a Barcellona. «I Torni Non Contano», primo lavoro firmato Carpa Koi, è una produzione Lo-Fi realizzata a Barcellona presso gli studi SolDeSants di Alberto Perez e Bordeta30 di Giuliano Gius Cobelli a Barcellona. Vuole essere una fotografia della nostra società secondo il punto di vista di un pesce quasi sempre fuor d’acqua. L’individualismo sfrenato dei nostri giorni, l’immagine di una generazione orfana e smarrita, la necessità di recuperare il dialogo con la natura e la terra siciliana rappresentano infatti le portate principali di un menù turistico all’italiana con contorni improvvisati e schizofrenici.” Ascoltatevelo questo menù turistico all’italiana. Merita davvero. Suonare il paese prima che cada, recita il titolo di un libro da poco in circolo nell’italica penisola, edito da X. Dal brulicare vivo della musica italiana in questi ultimi anni pare stia sorgendo qualcosa, e qualcuno ha voluto raccogliere le voci di quelli che hanno deciso di strimpellare e mettere insieme parole, solcando in lungo e in largo i palchi e le musiche d’Italia, quelli che si sono provati di guardare il paese attraverso i finestrini del furgone in trasferta, di dare un nome a quel che c’è attorno. Anche noi in questo finale di puntata, un venerdì dopo l’altro, cerchiamo di dare voce a quelli che, contro le leggi del mercato che hanno sancito la fine della musica, sono restati lì a suonare il paese e il nostro tempo, prima che cada, tenendolo stretto. Oggi chiudiamo la nostra puntata con I Ministri, band milanese attiva dal 2004, e con un pezzo che non potrebbe essere più appropriato di questi tempi: I soldi sono finiti. E nonostante ciò, e nonostante siamo a punto d’essere privati di antenna e di frequenza, noi si resiste qui nel nostro studio e si procede a vele spiegate. Buon ascolto e buon solstizio d’estate a tutti!

Di voci cubane e di jazzisti baschi, passando per il solleone (29 giugno 2012)

Di voci cubane e di jazzisti baschi, passando per il solleone (29 giugno 2012)

Un altro venerdì di sole, un altro venerdì sotto la canicola. O, per essere più precisi, nella sauna degli studi di Radio Contrabanda. Credo che questa volta abbiamo perso un paio di chili durante le due ore del nostro Zibaldone. Ma abbiamo portato a casa anche questa volta il risultato con una gran puntata. Abbiamo resistito, in fin dei conti, come tutta Radio Contrabanda, che in questo momento di grandissima difficoltà sta resistendo a chi vuole mettergli il bavaglio e a chi ci sta intimando di smettere un’esperienza di informazione libera come questa radio che da oltre vent’anni esiste qui a Barcellona. Per sapere che cosa sta succedendo e per sapere come potete darci il vostro appoggio, ascoltate questo bel riassunto che abbiamo fatto per gli ascoltatori di Radio Città Fujiko di Bologna. Nella sauna di Contrabanda questo venerdì vi abbiamo portato due grandissimi musicisti. La prima si chiama Yaíma Orozco e i nostri aficionados dovrebbe conoscerla. È stata ospite di Zibaldone proprio un anno fa, alla metà di giugno del 2011 e ci ha stregato con le sue canzoni e con la sua dolcezza. Yaíma è una delle migliori e delle più giovani rappresentanti della nuova trova di Santa Clara, la città che ospita il mausoleo del Che, nel mezzo dell’isola di Cuba. Santa Clara, come la Habana, è una delle patrie della trova cubana, conosciuta in tutto il mondo grazie alle canzoni di Silvio Rodríguez e Pablo Milanés. Ma la trova non si è fermata ai fasti di questi grandi maestri, ha continuato e continua tutt’ora a produrre cantautori e musicisti eccezionali. A Santa Clara, infatti, si trova El Mejunje, uno dei locali d’avanguardia per questo genere musicale, nato nel 1984 grazie all’impegno dell’attore Román Silverio. Un locale, o meglio sarebbe dire un luogo d’incontro, dove quasi ogni sera, nell’ambito degli incontri di Trovuntivitis, si esibiscono musicisti del calibro di Roly Berrio, Miguel de la Rosa e appunto Yaíma Orozco. L’anno scorso Yaíma ci aveva presentato il suo ultimo album, Como siento yo. Quest’anno, invece, è venuta a suonarci alcuni pezzi dal vivo, uno di questi inedito. E con la sua chitarra, la sua voce e la sua allegria è riuscita a stregarci un’altra volta… la aspettiamo anche l’anno prossimo per un’altra tournée in Spagna. Da Cuba siamo volati direttamente in Italia per farvi sentire un gruppo molto interessante che è passato la settimana scorsa da Barcellona e che ci ha fatto divertire parecchio in un bel concerto organizzato alle Cucine Mandarosso. Sono i Babalot, gruppo nato a Roma alla fine degli anni Novanta. Molta ironia e molta quotidianità nei loro testi. E molta buona musica, sperimentazione sonora con strumenti, giocattoli e rumori. Pochi mesi fa è uscito il loro terzo album Non sei più. Ma noi abbiamo preferito farvi ascoltare tre pezzi dei loro due precedenti lavori, Che succede quando uno muore del 2003 e Segni di vita del 2005. Per saperne di più, date un’occhiata qui. Ritorna dopo una ulteriore settimana di pausa anche la rubrica Repressione Today, curata dall’incombustibile Banzo che, comunque, nel calore ottundente della nostra cabinetta è stato davvero prossimo a prendere fuoco in più di un’occasione. In questa puntata, una sortita in Italia, con il verdetto definitivo della Corte di Cassazione sul caso di Federico Aldrovandi, che ha visto la condanna per omicidio colposo dei quattro agenti imputati (tre anni e sei mesi, ridotti a sei mesi per via dell’indulto) e gli strascici polemici della sentenza, che hanno visto Paolo Forlani, uno dei quattro condannati, insultare a mezzo social network la signora Patrizia Moretti, madre della vittima, comportamento questo che ha suscitato addirittura una presa di posizione del Viminale. Tornando poi in Catalogna, si è parlato del caso di Marta Sibina e Albano Dante, editori del settimanale gratuito dell’Alt Maresme «Café amb Llet», che sono stati recentemente querelati per diffamazione da Josep Maria Via, consigliere alla presidenza di Artur Mas, nell’ambito di un’inchiesta sulla malasanità catalana che ha attirato anche l’attenzione dell’Ufficio Antifrode della Generalitat. I due giornalisti hanno pubblicato un video, dall’eloquente titolo «El robo más grande de la Historia de Cataluña», in cui spiegano dettagliatamente il coinvolgimento di Via e di altri nomi eccellenti della politica catalana in un sistema per nulla limpido di appalti informali e connivenze assortite alle spalle dei contribuenti. Consigliamo di vedere il video: qui la prima parte e qui la seconda. Dopo la Repressione ci voleva un po’ di musica per rilassarci. E per pensare. Perché nella seconda parte di questa torrida puntata è venuto a trovarci uno dei migliori trombettisti spagnoli. Basco nel cuore e nelle mente, attivo a Barcellona da ormai due decenni, Juan De Diego detto Trakas è un musicista eccezionale che con la tromba ci fa volare in alto. Raccontarvi quello che ha fatto e che continua a fare Juan è praticamente impossibile. Sono decine e decine i progetti che lo hanno visto protagonista. E la sua mente non si ferma mai, è un crogiuolo di idee geniali. Siamo riusciti finalmente a convincerlo a venire a trovarci in trasmissione per presentarci la sua ultima fatica, un album che merita non uno, ma cento ascolti. Frutto della collaborazione con quattro musicisti di alto livello come Abel Boquera, Jordi Matas, Caspar St. Charles e Dani Domínguez, Erbestea è uscito questa primavera per l’etichetta Errabal Jazz. Un album composto di sei pezzi che riassumono le esperienze e i pensieri di Juan, dall’isola deserta delle Canarie dove si è sposato (Isla desierta) al disastro nucleare di Fukushima (Fukushima, mon amour), dai cocktail di cucina basca e catalana (Calçotsalda) fino all’esilio dei nonni baschi in fuga nel mezzo della Guerra Civile dalle truppe franchiste che stavano entrando a Bilbao (Erbestea). Ma con Juan abbiamo chiacchierato anche di molte altre cose. Della vita in primis. E di questa Barcellona dove stiamo vivendo. Una città che è cambiata fin troppo e che si è convertita in un parco divertimenti per stranieri in vacanza. O, come dice Juan in un’altra canzone del suo ultimo album, in un Carril Guiri. Per scoprire tutti i progetti e per sapere dove suonerà prossimamente Juan De Diego, basta che clicchiate qui. E oggi una Trash Zone tutta particolare, la nostra cara Eva munita di stampelle è andata in trasferta per noi alla ricerca di personaggi che facessero al caso nostro, é andata a sondare le piazze della cittá pur di servirci in diretta un prodotto succulento della cultura nostrana. Davvero non conoscete Ciro Capuozzo, artista d’eccezione con la missione di esportare il neomelodico napoletano in giro per il mondo? Eppure pare stia spopolando nei dintorni della Rambla del Raval, da una pizzeria all’altra, o almeno ci prova. Ciro di certo fará di tutto per raggiungere il successo: é un poeta determinato e ambizioso. C’ha concesso in un intervista telefonica il racconto della sua arte e dei suoi progetti, e degli anni di gavetta a Napoli, quando ancora doveva rubare l’autoradio per poter ascoltare le sue canzoni… Speriamo che quando lo coglierá il successo si ricordi di noi! E in ultimo, come sempre, la ciliegina sulla torta del consiglio musicale, la canzone che sguscia dalle novitá del suolo italico per mettere il punto ai nostri venerdí. Oggi abbiamo tra le mani un disco nuovo nuovo: i Masoko, gruppo romano che dal 2002 mescola rock, new wave e autoironie, ha sfoderato da pochissimo il suo terzo album, Le vostre speranze non saranno deluse. Dopo le collaborazioni con Giorgio Canali e con i Marlene Kuntz, dopo aver partecipato allo «Zecchino d’oro dell’undergound» insieme ai Mariposa, siam curiosi di vedere che ne esce dalle mani di questo gruppo che cosí bene sa svicolare tra il cinico e il naif. E c’ascoltiamo dunque un pezzo sgraziato, pungente e dolce: Prima del crollo. A venerdí prossimo, e che la calura porti buoni consigli!

Di poesia cantata e di suoni del futuro ( 6 luglio 2012 )

Di poesia cantata e di suoni del futuro ( 6 luglio 2012 )

Iniziare una puntata con la genialità e il sarcasmo di Piero Ciampi è una dichiarazione di principio, non trovate cari aficionados di Zibaldone? E lo è pure continuare con la voce potente di Eugenio Finardi che canta Vladimir Vysotsky. Su questo non ci piove. Ma riascoltare Piero Litaliano ed Eugenio Finardi è anche una maniera per introdurre il primo ospite di questa puntata, una delle persone che da oltre quarant’anni difende e promuove la canzone d’autore italiana. Stiamo parlando di Sergio Secondiano Sacchi, una delle anime del Club Tenco fin dalla sua fondazione nella prima metà degli anni Settanta. Dai tempi di Amilcare Rambaldi fino ai giorni nostri ne è passata di acqua sotto i ponti e, al Festival Tenco, sono passate decine e decine di cantanti e musicisti che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura (non solo musicale) italiana ed internazionale. Da Leo Ferrè a Gino Paoli, da Joan Manuel Serrat a Fabrizio De Andrè, da Vinicio Capossela a Atahualpa Yupanqui, solo per citarne qualcuno. Uno sguardo, quello del Tenco, ed una sensibilità, quella di Sergio Secondiano Sacchi, che ha dato la possibilità di conoscere cantautori e poeti stranieri sconosciuti in Italia. E nell’ultima edizione del Festival Tenco del 2011 ne abbiamo avuto una riprova con il cantautore ceco Jaromír Nohavica, un vero e proprio mito in patria. Un solo accordo di chitarra di Jarek scatena applausi e grida tra il pubblico della Moravia, della Boemia ed anche della Slovacchia e della Polonia. I primi passi come poeta e cantautore Nohavica li ha fatti nella Cecoslovacchia degli anni Ottanta, le sue canzoni sono diventate degli inni. E lo continuano ad essere tutt’ora, anche tra i giovani, come ci ha spiegato la sua tour manager all’estero Martina Dlabajova, presente nel nostro piccolo ed accaldato studio di Radio Contrabanda. Nel novembre del 2011 Nohavica è stato insignito con il prestigioso Premio Tenco e ha dato un indimenticabile concerto a Milano. Ma, vi chiederete, perché parlare di Nohavica? Perché il prossimo mese di ottobre Nohavica sarà qui a Barcellona per un’unica data e per aprire l’interessantissima rassegna musicale Cose di Amilcare che durerà fino al mese di maggio 2013 e che darà la possibilità agli appassionati della canzone d’autore italiana (e non solo italiana) di conoscere e di ascoltare dal vivo alcuni dei migliori cantautori attivi nel Belpaese e in Europa. Vi terremo informati su chi passerà da Barcellona nei prossimi mesi. Nel frattempo, per chi volesse conoscere meglio Nohavica, basta dare un’occhiata qui. Il calore nello studiolo è decisamente più sopportabile rispetto alla settimana scorsa, e anche il nostro incombustibile Banzo sembra trarne giovamento. Ne esce una sezione spedita, all’insegna di una grande varietà di argomenti. Si comincia con una macroscopica buona notizia: la definitiva conferma da parte della Corte di Cassazione delle condanne per gli incresciosi fatti della Diaz, nei giorni del G8 genovese del 2001. Si prosegue con la notizia della condanna a 50 anni di carcere del dittatore argentino Videla, il cui nome è indissolubilmente legato alla nerissima pagina di storia dei desaparecidos, e si torna  poi in Catalogna, con il caso di quattro Mossos d’Esquadra sotto processo per il brutale pestaggio di un cittadino rumeno innocente nel luglio 2006. Ma a queste notizie confortanti fanno eco altre molto più fosche, come la preoccupante impennata dei casi di tortura registrati in Spagna e il tentativo di demotivare il movimento 15M attraverso l’imposizione di multe pesanti ai singoli attivisti. E dopo un mese abbiamo risentito la voce del nostro giramondo, Carlo Taglia. Alla fine di maggio l’avevamo lasciato in Corea del Sud, dopo mesi e mesi di viaggi ed incredibili avventure tra l’India e la Cina. Questa volta l’abbiamo ritrovato in Colombia, dopo oltre tre settimane su un mercantile nel mezzo del Pacifico. Tempo di letture e riflessioni su tutte le esperienze vissute nel grande continente asiatico. E tempo per prepararsi al choque brutal, come si dice in terra di Spagna, dell’America Latina… E torna nel mezzo del solleone di luglio il nostro caro Angelo con la sua rubrica ballerina Volatili per Diabetici. L’ospite di oggi ci racconta di una invenzione, un prodotto della scienza pensato per creare e produrre suoni, l’avanguardia della musica elettronica proiettato a razzo dentro il futuro. Si chiama Reactable ed e’ a tutti gli effetti uno strumento musicale composto da una "tavola" orizzontale che "ospita" un touch-screen, sul quale vengono posti oggetti di forme colori differenti. Questi ultimi originano suoni, ritmi, imitano strumenti analogici ed effetti diversi, a seconda della propria forma e della posizione in cui vengono disposti. Il Reactable e’ stato premiato da importanti istituzioni tecnologiche e da famose riviste di settore, come per esempio il Rolling Stones. Fra gli artisti piu’ rinomati che lo utilizzano, basti citare Bjork e David Guetta.Come se fosse un giocattolo, che diventa musica, tecnica, esperimento, che sa coinvolgere la partecipazione e la creatività di una moltitudine di artisti. E per concludere rievochiamo oggi un mondo lontano e bucolico, di orchestrine tirate a lucido con cantanti scosciate, di balere sulla spiaggia e case del popolo ricamate a festoni,  un mondo di partite di Mah Jong sui tavolini verdi dello stabilimento balneare (che si chiama sempre Bagno Marisa o giù di lì) e di lunghe file di fronte al chiosco della piadina, una pianura bassa bassa dove abbondano sangiovese e squaqquerone, dove s’ammosciano le zeta e si pasciono le zanzare. Laura e Banzo (non gliene vogliate) hanno deciso oggi di fare gli emigrati nostalgici e di portarci in studio un sorso di Romagna. Di ritorno dai raduni oceanici delle feste dell’Unità degli anni novanta, c’hanno servito un inno nazionale che avrebbe persino potuto scalzare Romagna mia, se solo ne avesse avuto il tempo: il mitico pezzo Pane e Prosciutto, hit del "Dottore dell’amore" Titta, ha scaldato i cuori di una generazione intera, insieme al rock lievemente allusivo delle Fecce tricolori e agli streaps in tanga concessi alla fine di ogni concerto. Un mito, una stella nel cielo, un grande punto di riferimento. Dalla Riccione dei bagnini in canottiera c’ascoltiamo invece un pezzo dall’ultimo disco dei Nobraino, gruppo già mirabilmente affermato nell’attuale panorama musicale italiano, che con maestria e miscele rock folk sa raccontare d’atmosfere notturne e di seduzioni. Tutta estiva e ritmata la canzone che apre l’ultimo Disco d’Oro, c’è vento che alza le gonne e una bella carica ancheggiante: s’intitola Tradimentunz e dà inizio a un album che vale la pena d’esplorare. Mentre da Forlì arriva il consiglio musicale di oggi. Si fa chiamare Jocelyn Pulsar, al secolo Francesco Pizzinelli, da poco ha prodotto con la Garrincha Dischi un album dal titolo impeccabile: Aiuole spartitraffico coltivate a grano. La canzone nella fattispecie narra delle sofferenze dell’amore, rievoca atmosfere malinconiche ed un po’ edulcorate, quella rassegnazione infiocchettata di tenerezza di quando la ragazza ti ha lasciato, gli amici sono tutti via e intanto, Inevitabilmente, naturalmente, il Cesena perde. E tra nostalgie e innovazioni tecnologiche, tra inni nazionalpopolari e cantautori da scoprire, si chiude questo nostro venerdì di luglio. In trepidante attensa del prossimo, buon ascolto!

Di movimenti della retroguardia e di collegamenti in orbita (13 luglio 2012)

Di movimenti della retroguardia e di collegamenti in orbita (13 luglio 2012)

Il 13 luglio del 101 a.C. nacque Giulio Cesare. Il 13 luglio del 2012 cade di venerdì e noi zibaldoniani non ci abbiamo fatto proprio caso. Nemmeno un pensierino. Spero non ce ne vorranno gli storici dell’età classica o qualche sparuto esegeta dell’Impero Romano. Diciamoci la verità, abbiamo fatto dell’altro e ne è valsa la pena. Abbiamo iniziato questa puntata, infatti, presentando un album fresco fresco. Un album bello, forte, intenso: Duramadre. L’ideatrice, l’autrice e la voce di questo splendido album si chiama Eva Poles. Eva la ricorderete tutti per il grande successo di oltre un decennio fa con i Prozac+, band di pop-punk che spopolò con Acidoacida e con altri quattro album e indimenticabili tour in Italia e all’estero. Ma dopo i Prozac+, Eva non si è fermata ed ha continuato a proporre progetti di grande qualità. Come la collaborazione con i Rezophonic, una formazione originale che raccoglie diversi musicisti italiani e che sostiene il progetto idrico di Amref Italia, concretizzatasi nell’album Nell’acqua (2011). O come le molte serate come dj in tutto il nord della penisola. Duramadre è una bella scommessa, un progetto pensato, maturato, di grande spessore, un album-viaggio formato da momenti ed esperienze diverse che portano verso una destinazione. Come scrive Eva, “UNA dura madre è la vita, spesso impartisce lezioni difficili da digerire, eppure fondamentali per la nostra evoluzione. LA dura madre (pachimeninge) una fondamentale membrana che protegge il sistema nervoso nel suo insieme, una denominazione etimologicamente interessante.” Vi consigliamo di ascoltarvelo con calma questo album. E se volete saperne di più su Eva e sui suoi progetti, date un’occhiata qui. Ed oggi (l’incombustibile) Banzo ci ha offerto una puntata di Repressione Today un po’ diversa dal solito, senza sigla introduttiva, senza la consueta rassegna di notizie, ma con una lunga e interessantissima intervista a Rolando D’Alessandro, uno dei promotori della piattaforma antirepressiva Rereguarda en Moviment, della cui nascita abbiamo spesso parlato ai nostri microfoni. Rareguarda nasce dall’esigenza di dare una risposta (mediatica, politica, di resistenza) all’ondata repressiva che si sta scatenando su Barcellona, e alle illegalità e soprusi che, da qualche anno a questa parte, sono diventati consuetudine nell’azione dei Mossos d’Esquadra. E’ una rete, il tentativo di mettere insieme rivendicazioni e proposte di diverso segno, di unificare le distinte battaglie sorte in questi anni attorno a singoli episodi di ingiustizia. C’è anche da dare supporto (psicologico, legale, umano) alle persone che vengono arrestate e percosse, c’è da proporre una informazione alternativa a quella rifilata alla stampa, c’è da battersi perchè sia possibile identificare i  Mossos colpevoli di reati: un sacco di lavoro, e siamo solo all’inizio. Per tenersi aggiornati sulle attività della piattaforma e sull’aria che tira, consigliamo di tenere d’occhio il sito web. Con Rolando abbiamo parlato anche d’altro, delle proteste dei minatori asturiani, di criminalizzazione mediatica, dell’impunità della polizia e di ricordi delle lotte passate. Rolando è stato anche tra fondatori, oltre vent’anni fa, della nostra amata Radio Contrabanda, è uno di quelli che hanno posato il primo cavetto, messo voce al primo microfono, quando ancora si andava avanti a vinili e frequenze FM, e già le autorità si prodigavano in amichevoli attenzioni per cercare di rendere la vita facile all’informazione libera. Piacevole rievocare il passato, sentirsi raccontare di nascite e battesimi (e noi si era ancora implumi e imberbi), serve per tenere salda la voglia di continuare: lunga vita alle radio libere! E in questo venerdì 13 abbiamo avanzato un collegamento interradiofonico d’eccezione, il primo di una lunga serie tra il nostro Zibaldone e un programma di culto dedicato alla musica, In Orbita, dalla lontana (ma in realtà vicinissima) Radio Capodistria. Dall’altro capo del microfono Ricky Russo, che ci ha parlato del suo programma, della realtà di Trieste, del Triveneto e della Slovenia e dei molti progetti che lo vedono protagonista, tra il giornalismo, l’organizzazione di concerti e festival musicali e le serate come dj in molti locali del nord dell’Adriatico. Ma Ricky è anche un grande promotore di artisti emergenti. Uno di questi è il nostro caro amico Toni Bruna, che voi zibaldoniani ben conoscete. Ma poi ce ne sono tanti altri, che sono passati per i microfoni di In Orbita… e due di questi Ricky ce li ha presentati proprio in questo primo collegamento. Non vi diciamo nulla di più e vi lasciamo con l’acquolina in bocca! Per ascoltare In Orbita e per seguire le mille attività di Ricky, basta che entriate qui. E come al solito si distendono sul finale della puntata le novità discografiche del suolo italico, le canzonette che c’hanno stuzzicato e che vogliamo riascoltarci e condividere, gli autori che vengono a mettere il fiocco ai nostri venerdì. Oggi ritorniamo a pascolare nel sottobosco brulicante della piattaforma torinese, che in varie occasioni ci ha portato sorprese. Si chiama Paolo Rigotto, batterista di formazione, sperimentatore d’istinto, ironico e pirotecnico nell’uso delle parole, ha fabbricato da pochi mesi il suo secondo disco da cantautore, Uomo Bianco (di cui c’ascoltiamo, compuntamente, la canzone che da il titolo all’album). Dopo aver suonato per un po’ di annetti con la Banda Elastica Pellizza, Rigotto decide nel 2010 fare dischi con sé stesso, e mette al mondo Corpi celesti, mostrando a tutti il suo sguardo scanzonato e critico, divertito, contrariato. C’è voglia di Cambiare musica, come recita un altro pezzo del disco nuovo (anche se, la musica non può cambiare il mondo, ahinoi) c’è da prendersi un po’ in giro, da quando tutti quanti siamo cascati a terra all’improvviso, e ancora giriamo storditi in tondo e ci chiediamo: ma cosa E’ successo? E con questo “personale requiem a lieto fine” ci salutiamo: al prossimo venerdì!

Di rivoluzionari bulgari e di conversazioni a New York (20 luglio 2012)

Di rivoluzionari bulgari e di conversazioni a New York (20 luglio 2012)

Nella calura del nostro piccolo studio abbiamo voluto iniziare questa puntata ricordando il movimento Occupy Wall Street con una piccola perla musicale: l’ultimo pezzo di Jello Biafra and the Guantanamo School of Medicine, SHOCK-U-PY!, dedicato proprio al movimento che da quasi un anno ormai sta lottando a Manhattan, tra Zuccotti Park e il Raging Bull del Financial District. E la ragione di questo pezzo in apertura di puntata non si deve solo alla perla di Biafra né al fatto che come consuetudine parleremo di Repressione e di movimenti a Barcelona ed in Spagna, ma soprattutto al fatto che di New York ne parleremo nella seconda parte del nostro Zibaldone insieme a Riccardo Massari Spiritini. Il nostro primo ospite, però, ha poco a che vedere con tutto questo. Ci siamo immersi di colpo nella musica popolare europea con Nico Casu, voce e tromba degli Elva Lutza, una giovane formazione nata meno di un anno fa in Sardegna. Il nocciolo duro degli Elva Lutza sono Nico Casu e Gianluca Dessì alla chitarra e al bouzouki, ma questo meraviglioso duo si avvale di collaborazioni di prestigio di artisti italiani e anche catalani. Con Nico si è chiacchierato di musica popolare, di Sardegna, della situazione della musica in Italia e, en passant, vi abbiamo presentato il loro primo lavoro, in anteprima per Zibaldone: l’album omonimo Elva Lutza difatti sarà in vendita solo da fine agosto in Italia, Spagna e Germania. Musiche che fanno viaggiare e che fanno sognare. E che ci riportano ad una dimensione europea della musica popolare: dalla terra e le tradizioni sarde di Sa mama alla poesia di Federico García Lorca in Deo torro (El regreso) fino alla storia di un rivoluzionario bulgaro come quella raccontata in Maked’oro. E poi le collaborazioni, come quella con Kaballà in La ferita, quella con Elena Ledda in No poto, no potes o quella in Complas de Purim con Ester Formosa, che era in studio con noi e che tornerà a trovarci dopo la pausa estiva. Per chi volesse saperne di più sugli Elva Lutza, basta entrare qui. Dopo la edizione super extended della scorsa puntata, torna al suo formato abituale la Repressione Today dell’incombustibile Banzo che, a scanso di equivoci inizia la puntata avvisando che eventuali refusi sono da attribuirsi all’afa accecante che è tornata a impossessarsi dello studiolo. Nel giorno in cui lo spread dei titoli di stato spagnoli sfonda per la prima volta la soglia simbolica dei 600 punti, il Banzo ci parla dell’ormai proverbiale que se jodan della deputata popolare Andrea Fabra, del bilancio degli scontri a Madrid dopo la manifestazione anti-tagli del 19 luglio e dell’ultima vittima delle famigerate balas de goma, ancora a Madrid ma in occasione della marcha minera dello scorso 11 luglio: una donna di 54 anni che ha riportato danni di grave entità a fegato e reni. Sul fronte balas, c’è anche la buona, o perlomeno «non cattiva notizia» che il governo catalano sarà tenuto a presentare uno studio sull’uso e la pericolosità dell’arma entro la fine dell’anno solare (noi non crediamo alle profezie maya!). Si è parlato anche dell’espulsione delle cosiddette «donne del carbone» dal parlamento spagnolo nel corso di una seduta parlamentare e dell’interminabile onda lunga dello sciopero del 29M, che ha portato a sei nuovi arresti, questa volta a Sabadell. Fra gli arrestati anche Pau Llonch, MC del gruppo hip hop catalano At Versaris. Nonostante il sole estivo i tempi son nerissimi. E dopo la Repressione ritorna l’humor della Trash zone della pur sempre cara Eva Vignini che ci introduce in una riflessione quasi esistenziale sull’essenza del trash e sull’immancabile fenomeno del tormentone estivo. Un fenomeno mistico ed inspiegabile che invade le nostre estati con prepotenza e ci porta a canticchiare come un mantra canzoncine caratterizzate dal testo improbabile e dall’assenza di logica, lasciandoci sopraffatti dalla sensazione di aver perso per pochi attimi la capacità di intendere e di volere. Rispolverando un vecchio tormentone dell’estate del 1991, ci siamo riascoltati uno dei maggiori successi dei Trettre, peculiare formazione di comici napoletani che ha infestato le trasmissioni più ignobili del tubo catodico raggiungendo un’immensa popolarità all’inizio degli anni ’80 grazie ad uno dei programmi televisivi che ha fondato alcuni dei pilastri più significativi della cultura trash: il Drive in. Guazzabuglio non sense di inglese e napoletano Beach on the beach ci catapulta nell’atmosfera estiva delle torride estati anni 90 tra costumi scosciati e colori sgargianti esibiti sulle spiagge al ritmo di musica scadente. Con il sottofondo di una musica “da supermercato”, come l’ha definita lui stesso, è ritornato finalmente ai nostri microfoni il grandissimo Riccardo Massari Spiritini, artista a tutto tondo, con cui, in questa occasione, abbiamo parlato di free jazz e di New York. O meglio, dell’Ictus Records Nights at the Stone, che per i non addetti ai lavori è stato l’intenso festival organizzato nella prima metà di aprile dall’etichetta Ictus Records di Andrea Centazzo nello Stone, il mitico locale di John Zorn a Manhattan, proprio sul confine tra il Lower East Side e l’East Village. Noi c’eravamo, come si suol dire. E insieme a noi c’erano delle vere e proprie istituzioni del free jazz e della impro music, come Joe Giardullo, Perry Robinson, Lisle Ellis, Anthony Coleman, Henry Kaiser, Giancarlo Schiaffini, Carlo Actis Dato, Roberto Ottaviano e appunto Andrea Centazzo. Insomma, chi, dopo Steve Lacy, il padre del free jazz, ha dato un senso a questo genere musicale dagli anni Settanta in avanti. E proprio a metà degli anni Settanta nel nord est italiano era nata la Ictus Records, che con questo festival ha compiuto 35 anni, plasmati in un meraviglioso cd –Ictus Records 35th Anniversary Collection– che raccoglie 18 pezzi inediti dei migliori musicisti attivi a livello mondiale tra 1977 e 2011. Ma allo Stone si sono visti anche molti giovani di talento, soprattutto italiani, come Achille Succi e Marco Cappelli. Per immergervi nel free jazz e in questo importante festival, vi abbiamo fatto sentire proprio le voci di Andrea Centazzo e di Carlo Actis Dato, che siamo riusciti ad intervistare tra una sessione e l’altra nei camerini dello Stone. E tra una chiacchiera e l’altra vi abbiamo proposto alcune perle dall’album della Ictus Records, da 10 of Dukes + 6 originals di Steve Lacy e da Zhon Guo’ – Cina! della Actis Band. Per chi volesse saperne di più sulla Ictus Records, basta dare un’occhiata qui. E come di consueto arriva Laura a portarci l’ultima canzonetta della puntata, ripescata nel fertile mondo dei dischi d’esordio. Questo è arrivato il 6 gennaio, insieme ai regali della Befana, c’è di mezzo la Picicca Dischi e il fiuto mecenate di Dario Brunori: lei si chiama Maria Antonietta, al secolo Letizia Cesarini, e mette nella sua musica una bella energia esplosiva e carica di rock, una voce graffiata e sinuosa. La vediamo circondata dei resti di una festa di matrimonio, in un bel video, mentre si toglie il vestito da sposa e la torta giace abbandonata sul prato: volevo solo portarti a letto, dice, ma Quanto eri bello. Divertitevi al mare e in montagna e ricordatevi che la prossima settimana Zibaldone va ancora in onda per l’ultima puntata prima della pausa di agosto! A venerdì prossimo!

Di mastri liutai e di profeti, ovvero l’ultima prima dell’estate (27 luglio 2012)

Di mastri liutai e di profeti, ovvero l’ultima prima dell’estate (27 luglio 2012)

E anche quest’anno, cari aficionados di Zibaldone, siamo arrivati all’ultima puntata del nostro programma radiofonico prima delle vacanze estive. Sì, anche noi ce ne andiamo in vacanza. Vacanze sui generis, senza dubbio, ma quello che importa è che stacchiamo la spina per ritornare tra un mese, esattamente il 31 agosto, con le pile cariche e le spade sfoderate. Quindi godetevi l’ultima puntata del nostro Zibaldone, che è piena di sorprese, con un’atmosfera da ultimo giorno di scuola: scanzonata, sudaticcia, caotica, vivace. Chi è venuto a trovarci nella prima parte della puntata è un creatore di strumenti musicali. E molto di più. Si chiama Miguel Miralles ed è il fondatore di Flow not only guitars, uno spazio dove si costruiscono e si riparano chitarre –ma non solo– e si fanno corsi per la riparazione di strumenti musicali. Un’idea davvero interessante quella di Miguel. E soprattutto una creatività, un gusto e delle capacità tecniche davvero difficili da trovare. Miguel è da oltre dieci anni che crea chitarre: iniziò con il fabbricante di chitarre classiche Ricardo Segura e quello di strumenti rinascimentali Miguel Ordaz e continuó con Jerzy Drozd, uno dei migliori fabbricanti di bassi artigianali esistente al mondo. Con Miguel abbiamo parlato di questa professione, quella del liutaio, vecchia come il mondo, ma apparentemente a rischio di estizione, da quando la Stratocaster ha fatto il suo ingresso nel mondo musicale e da quando, soprattutto, si trovano sul mercato a prezzi irrisori chitarre provenienti dall’Asia. Miguel è un liutaio del terzo millennio, che sa adattare l’arte della creatività e anni ed anni di lavoro alla società liquida di Bauman e al mondo globalizzato. Per saperne di più, entrate qui. Si ferma Zibaldone, e si ferma di conseguenza per tutto agosto anche la rubrica Repressione Today dell’incombustibile Banzo. Soltanto la rubrica e non il suo oggetto, conclude l’amareggiato curatore. In questa puntata, lo sgombero del CSOA Barrilonia, punto di riferimento della Rambla del Raval e di un quartiere tutto, su ordine del sindaco Trias che adduce come motivazione non meglio precisate carenze strutturali dell’edificio. Immediata la solidarietà e le proteste dei vecinos; un salto in Italia, con una riflessione sulle pesanti condanne inflitte a cinque no global (come si diceva allora…) per la guerriglia urbana del G8 genovese, e sulle lacune e contraddizioni del codice penale italiano, soprattutto a fronte delle pene inflitte per i fatti della Diaz ; le iniziative della Piattaforma Afectados por la Hipoteca, con un piccolo spaccato, anche statistico, delle innumerevoli famiglie sfrattate dalla crisi negli ultimi quattro anni; e per concludere, l’ennesima sparizione di Don Mariano Rajoy, che dribbla il consueto appuntamento estivo col discorso sullo stato della nazione, in questo brillantemente sostituito dagli indignati del 15M madrileno. Ci si risentirà in autunno, un autunno che prevediamo fin troppo caldo…» Come procedono i peregrinamenti e le esplorazioni del nostro giramondo Carlo Taglia? L’ultima volta era sbarcato, dopo un viaggio di tre settimane, nella costa del sudamerica. Dopo un mese di Colombia, ci racconta di un paese tormentato dalla guerra contro le Farc, ma anche di cerimonie sciamaniche e riti purificatori. Ora ha raggiunto l’Ecuador, se vogliamo seguire il suo viaggiare in questo lungo agosto che ci attende, teniamo d’occhi il suo blog. E come di consueto la cara Eva Vignini ci introduce negli angoli più bui del Trash nostrano, rispolverando un notissimo duo di comici bolognesi che tra gli anni 80’ e 90’ presero parte ad alcuni dei film più scadenti della televisione italiana. Gigi e Andrea. Come Max pezzali e Mauro Repetto, Jerry Calà e Massimo Boldi, anche questo duo  sembra ispirarsi al leit-motiv del Trash Italiano, ovvero : l’eterna e frustrante ricerca di grazie femminili totalmente al di sopra delle proprie possibilità.  E così Gigi e Andrea con una naturale limitatezza espressiva finiscono per interpretare sempre gli  stessi ruoli, come quello dei  due trentenni disoccupati bolognesi di “Acapulco..prima spiaggia a sinistra” che sognando un’estate avventurosa nelle spiagge di Acapulco. Si ritrovano invece a Cesenatico a destreggiarsi con goffi e mal riusciti tentativi di rimorchio al grido di Che ci do..che ci do che ci do ennesimo inascoltabile brano musicale . Una comicità insulsa che tuttavia ci  ha infastidito per quasi un decennio approdando alle trasmissioni più squallide della televisione italiana. Il secondo ospite di questa puntata ad alto tasso estivo è una voce che non è affatto nuova agli ascoltatori di Zibaldone. Il suo nome è tutto un programma: Riot Über Alles. Ossia, tumulto, rivolta o insurrezione – che dir si voglia – sopra ogni cosa. Riot è poeta, performer, pittore, grafico… un artista a tutto tondo, insomma. E con una carica energetica incredibile. E tra le altre cose, insieme al mitico Paloma, porta avanti da ormai 17 anni Chanquete ha muerto, un programma geniale e controcorrente su un’altra radio libera barcellonese, Radio Bronka. Riassumervi quello che si è detto in compagnia di Riot è praticamente impossibile: con Riot tutto diventa un flusso di coscienza, un qualcosa di simile all’Ulisse di Joyce mischiato con Jello Biafra, la new age e le camicie di lino di Julio Iglesias, un apparente non sense carico di significati e di significanti, una risata consapevole sui mali della nostra società che seppellirà i manager in doppiopetto pieni di stress. Brainstorming anarco-dadaista lo chiamerebbero nella swinging London o suono di rivoltelle in una galleria d’arte lo definirebbero nel South Bronx. È quel che è, sarà quel che sarà. Ma vi consigliamo di ascoltare Riot, un profeta anti-profeta della ciudad condal. Per essere al corrente di tutto quello che fa, dice e pensa Riot, date un’occhiata qui. La puntata si chiude come sempre col Consiglio musicale della settimana, che questa volta la nostra Laura ha affidato fiduciosa all’incombustibile Banzo; il quale, dopo lo straordinario macello di Riot Über Alles, manda tutti a casa con i Ronin, che spezzano un po’ la tradizione cantautoriale della rubrica con le loro affascinanti soundtrack immaginarie, sospese tra le suggestioni del western morriconiano e contaminazioni etniche di varia origine e provenienza. Creatura del poliedrico Bruno Dorella, agitatore dell’underground italico e già coinvolto in progetti importanti come OvO, Bachi da Pietra, e più indietro nel tempo Wolfango, la band ha pubblicato quest’anno il suo quarto lavoro sulla lunga distanza, Fenice, dal quale ci ascoltiamo l’epica Benevento, titolo fuorviante e sound lanciato impetuosamente sulle piste dell’Ovest. E non poteva esserci conclusione più perentoria. E’ suonata l’ultima campanella, c’accalchiamo di corsa verso l’uscita, buone vacanze a tutti!

Di stelle del cinema, di negritudine e di bambole di pezza (31 agosto 2012)

Di stelle del cinema, di negritudine e di bambole di pezza (31 agosto 2012)

Pare proprio che l’estate sia giunta al termine. E anche questo torrido mese d’agosto. E noi abbiamo deciso di ricominciare la nuova stagione di Zibaldone il giorno prima che inizi settembre. Finalmente lo studio di Contrabanda non è una sauna, la città non è più solo carne da cannone per turisti e si respirano i primi vagiti di un autunno che dovrebbe essere molto caldo. Ma di questo ne abbiamo parlato con calma durante questa prima trasmissione e ne parleremo nelle prossime puntate, seguendo gli sviluppi di quello che sta succedendo qui in Spagna. Prima di tutto, però, una poca di buona musica: Alemartini, un bravo musicista italiano residente in Francia che aveva accompagnato Toni Bruna qui a Barcellona, e i Noir désir con un pezzo che capita a fagiolo: Septembre, en Attendant. La musica di Ennio Morricone ci riporta al grande cinema italiano. Sì, perché sono tornati a trovarci Sergio Sivori e Cristina Giordana di Laboratorium Teatro per presentarci un’interessante esposizione, Estrellas del cine italiano, che raccogliedocumenti, fotografie, riviste e spezzoni di film tratti dagli archivi privati di una delle più conosciute coppie del cinema italiano: Claudio Gora e Marina Berti. Una coppia dietro la cinepresa e nella vita, che iniziò negli anni Trenta, con il cinema dei telefoni bianchi e che arrivò fino alla fine degli anni Novanta partecipando in film indimenticabili come Il testimone e Un maledetto imbroglio di Pietro Germi o La donna della domenica di Luigi Comencini. Gli aneddoti che ci hanno raccontato Sergio e Cristina sulla vita della coppia Gora-Berti sono moltissimi e hanno a che vedere con miti nazionali ed internazionali del calibro di Vittorio De Sica e Buster Keaton. L’inaugurazione sarà venerdì 7 settembre, alle 20h15, all’Anaglifos Art Factory (C/d’en Monec 17), ma durante tutto il mese di settembre ci saranno altre attività organizzate nell’ambito di questa esposizione. Per maggiori informazioni, date un’occhiata qui. Dopo la pausa estiva torna anche la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, con un condensato di notizie agostane drammaticamente simile a un bollettino di guerra. Dopo un fugace riferimento ai casi universalmente noti delle Pussy Riot e di Julian Assange, si torna in Spagna per parlare di Juan Manuel Sánchez Gordillo, sindaco del quasi utopico paesino andaluso di Marinaleda e da circa un mese nell’occhio del ciclone in quanto ispiratore di un «esproprio forzoso» in due supermercati (un Mercadona e un Carrefour) a favore di alcune mense sociali della zona: e mentre nel punto vendita Carrefour la questione si è risolta con un gentlemen’s agreement e una donazione da parte del supermercato stesso, gli strascichi legali dell’azione al Mercadona sono ancora incerti, con quattro sindacalisti accusati di furto con violenza e intimidazione e lo stesso Sánchez Gordillo che potrebbe vedersi imputato dal Tribunale Supremo di Giustizia andaluso proprio come ispiratore del reato. Un riferimento anche per la campagna di obiezione contro la riforma sanitaria che a partire dal primosettembre lascia molti cittadini, soprattutto stranieri senza permesso di soggiorno, privi di assistenza medica. Si è poi parlato a lungo della vicenda di Juan Pablo Torroija, cittadino argentino residente a Girona e attivo nel movimento okupa locale, misteriosamente morto lo scorso luglio sotto custodia della polizia, e il cui caso è stato frettolosamente archiviato come suicidio, tra depistaggi e palesi irregolarità procedurali. Per concludere, la storia terribilmente simile di Wandi Farreira, ventunenne domenicano residente a Santa Coloma morto a sua volta sotto custodia in circostanze torbide, prontamente liquidate come suicidio. Solo coincidenze o siamo in presenza di un sinistro modus operandi? La notte si fa sempre più nera… Finisce agosto, le sedie a sdraio a strisce bianche e rosse restano abbandonate sulla spiaggia, si chiudono gli ombrelloni e da una radiolina un arrangiamento dance ci ricorda che L’estate sta finendo… E noi in questa fine estate non potevamo non rispolverare ilgruppo che ci ha rifilato un successo stagionale dopo l’altro in quei frivoli e luccicanti anni Ottanta: i Righeira, i Duran Duran di casa nostra, il gruppo che ha inventato la disco-dance all’italiana, il duo (ovvero, Michael e Johnson) che ci ha regalato indelebili colonne sonore delle nostre vacanze. Come dimenticarli? Occhiali da sole, coreografie stroboscopiche, esotismi spagnoleggianti e danze robotiche: quella leggerezza un po’ amara delle notti in discoteca, della gioventù fugace, della precarietà di chi si guarda nelle tasche e ammette di trovarle vuote (come recita un’altra hit, No tengo dinero). Un vero toccasana in questi tempi di crisi. Dopo il faceto toccava ritornare al serio. E questa volta l’abbiamo fatto insieme a Luca Giliberti, antropologo italiano residente da tempo qui in Catalogna. Luca sta lavorando da alcuni anni con le comunità di adolescenti dominicani dell’hinterland barcellonese e in Repubblica Dominicana. Con la crisi (o “la truffa”, come l’ha definita acutamente Luca) la situazione è peggiorata notevolmente: alti tassi di disoccupazione, aumento della criminalità, aumento della repressione, creazione dello spauracchio delle bande latine da parte dei mass media, emigrazione “di ritorno”… Il razzismo è sempre presente, purtroppo, e la xenofobia sta prendendo piede anche qui in Catalogna, come il fenomeno di Plataforma X Catalunya ha messo in luce negli ultimi anni. Quali sono le reazioni a tutto ciò da parte di questi adolescenti? Come reagiscono a questa situazione? Luca ci ha raccontato la sua esperienza e ci ha portato alcune chicche musicali, dove le storie di violenza e il concetto di negritudine hanno un notevole protagonismo. Come dicevamo, in questo agosto rovente molte cose hanno infiammato la pubblica opinione, e tra queste il processo e la condanna alle Pussy Riot, le tre giovani punk russe dal cappuccio colorato e dalle retorica antipatriarcale. Sono estreme, sono ribelli, si sono esposte in un gesto provocatorio per ridicolizzare pubblicamente il regime di Putin: ma sono anche donne, e questo ha significato una carica aggiuntiva di polemiche e offese, tra le accuse di esibizionismo e le varie lusinghe – non richieste – sulla bellezza delle tre artiste. Perchè ancora nell’immaginario collettivo essere rock e ribelle è cosa che compete al mondo maschile, e si reagisce con fastidio a ciò che non è conforme. Così che in questo finale di puntata abbiamo deciso di andare a cercare in Italia la musica portata sul palco dalle donne, e abbiamo trovato un fiorire di proposte che vanno dal punk all’indie rock, dalla Calabria (Le Rivoltelle) al nord est padovano (come le rockabilly U.B. Dolls). E ci ascoltiamo una band ormai storica, che ha aperto un po’ la strada a questo genere: sono femministe, sono arrabbiate, suonano dal 1997 e si chiamano Le Bambole di Pezza. Vi salutiamo con un pezzo molto punk che ci può preparare all’autunno che c’aspetta: Strike!

Di loschi affaristi, di fotografi coraggiosi, e di altri viaggi (7 settembre 2012)

Di loschi affaristi, di fotografi coraggiosi, e di altri viaggi (7 settembre 2012)

Prima puntata di settembre del nostro Zibaldone. Molta musica e gran belle chiacchierate, cari aficionados, mentre l’estate sembra tenere botta e posticipare l’arrivo dell’autunno e la caduta delle foglie dagli alberi. Si comincia subito con del rock anglosassone come quello “d’epoca” di Neil Young e quello freschissimo di Luther Russell per introdurre il primo ospite della puntata di oggi. In collegamento da Trieste abbiamo avuto il grande Ricky Russo, autore e speaker di In Orbita, programma culto di Radio Capodistria. Dopo otto anni ininterrotti di radio, Ricky ha deciso di prendersi qualche mese di ferie: il mese di agosto a Londra e l’autunno a New York. Approviamo in toto la scelta di Ricky. E noi, allora, si è pensato di proporgli di tenerci al corrente dei suoi viaggi e delle sue scoperte musicali nel mondo anglosassone con dei collegamenti mensili. Oggi tocca a Londra, tra il concerto (l’ultimo?) dei Blur e il ritorno degli Afghan Whigs, tra negozi di vinili e mostre da vedere assolutamente. Ricky ritornerà qui a Zibaldone tra circa un mese e ci racconterà le prime impressioni dalla Grande Mela. Per saperne di più, date un’occhiata al suo blog. Dopo esserci ascoltati il rock dalle forti tinte blues di Luca Lucchesi, un altro triestino doc che sarà presto qui ai nostri microfoni, è stato il turno di un altro viaggiatore. Il nostro caro Carlo Taglia, in viaggio da oltre dieci mesi tra l’Asia e l’America Latina. Dopo la Colombia e l’Ecuador, Carlo è arrivato in Perù dove gironzola da oltre un mese, tra le isole del Lago Titicaca e il vulcano Misti, nei pressi della città di Arequipa. Per seguire il viaggio di Carlo, cliccate qui. Piccoli aggiustamenti strutturali per la Repressione Today dell’incombustibile Banzo: a partire da questa puntata, alle consuete carrellate di notizie a cavallo tra Italia e Spagna si alterneranno «episodi monografici» dedicati all’approfondimento. Cominciamo con la questione Eurovegas, che aveva già fatto capolino in precedenti edizioni della rubrica: si passa da dettagli inediti su vita, opere e pensieri di Sheldon Adelson, il magnate americano promotore del progetto e già proprietario di quattro casinò con la sua Las Vegas Sands Corp. a un’analisi dell’opacità informativa che ha caratterizzato le trattative tra Adelson & Co. e le autorità spagnole e catalane, in un ambiguo gioco di smentite e allusioni nel quale ha dimostrato di primeggiare l’ineffabile presidentessa della Comunidad de Madrid, Esperanza Aguirre. Un accenno anche ai futuri scenari che potrebbero aprirsi dopo l’annuncio di accordi definitivi, che a quanto sembra è imminente. Oggi siamo privi, ahimè, del solito incontro con il trash italiano. La nostra carissima Eva Vignini se ne è tornata a Roma e da quanto pare ci starà ancora qualche settimana. Per oggi, insomma, niente tuffo nel passato scabroso della cultura dell’italiano medio dell’ultimo trentennio. Ma abbiamo trovato un degno sostituto per farvi ridere e sorridere: Alberto Patrucco, bravissimo comico e monologhista che spara a zero sulla politica e la società italiana. Sentitevelo. Anche perché ad aprile lo avremo qui a Barcellona per uno spettacolo nell’ambito del festival di cantautori Cose di Amilcare. E mentre c’ascoltiamo Nottambula dei Nobraino arriva in studio il nostro caro Angelo, con il suo sipario imprevisto e imprevedibile, con la sua rubrica ballerina Volatili per Diabetici. Con l’accompagnamento musicale dei Kraftwerk c’addentriamo in un racconto allucinato e lucido sui disastri del nostro tempo: le immagini sgranate e impietose di Igor Kostin, fotografo che da quel terribile 26 aprile 1986 ha ritratto passo dopo passo la tragedia di Chernobyl, insieme al racconto limpido che ne ha saputo fare, sono un vero e proprio viaggio attraverso un’umanità stravolta e devastata, attraverso un paesaggio ferito a morte, da un incidente imprevisto che con violenza è arrivato a troncare l’illusione dell’eterno progresso. A quasi trent’anni dall’accaduto (e tutti s’accalcarono a negarne la gravità, a rimuovere, a fingere che nulla fosse successo), a poco più di un anno dall’esplosione di Fukushima, la riflessione sull’energia nucleare è ancora aperta, e ancora viva è la fiducia verso una scienza che produce e avanza senza interrogarsi sui danni e sui rischi, nè su quale sia la direzione. Igor Kostin con il suo sguardo attento, arrabbiato e profondamente umano, ci ricorda invece che viviamo sulla terra e che con quella è necessario fare i conti. In questa estate che volge lentamente al termine c’ha lasciato  -all’età di novantatrè anni- una grande donna, una grande voce che dal Messico ha fatto il giro del mondo, la «dama del poncho rojo», la straordinaria Chavela Vargas. La salutiamo ascoltandoci uno dei suoi successi, En el ultimo trago, sperando che ci resti un po’ della sua travolgente energia. E Laura ci propone l’ultimo sorso di oggi, quello che si sorbisce dal fondo della bottiglia prima di andare via, come dice Chavela. Oggi la canzonetta sul finale viene dalla Sicilia: sono palermitani, sono irrequieti, sono attenti e stizzosi (così si dichiarano), si condiscono di folk e di fiati e da qualche anno a questa parte stanno riscuotendo approvazioni e premi. Sono le Cordepazze, anche loro presenti nell’album La leva cantautoriale degli anni zero promosso dal Club Tenco e dal MEI. In attesa del nuovo lavoro che uscirà a novembre, c’ascoltiamo un brano dal disco d’esordio, I re quieti, del 2010: ecco a voi, La sinfonica sociale. Chiudiamo tutti i sipari disparati di oggi e vi salutiamo: a venerdì prossimo!

Di ballate anarchiche, di cantautori con la doppia personalità e di strani numeri di telefono (14 settembre 2012)

Di ballate anarchiche, di cantautori con la doppia personalità e di strani numeri di telefono (14 settembre 2012)

In questa settimana caliente a Barcellona, non tanto per un autunno che si preannuncia come quello del ’69 con le manifestazioni dei sindacati e dei movimenti sociali contro la distruzione del Welfare State, ma per la massiccia manifestazione indipendentista di martedì 11 settembre con oltre un milione di persone in piazza per chiedere la secessione da Madrid e l’indipendenza della Catalogna, noi, qui a Zibaldone, si comincia con un aire di Andalusia. Insomma, evitiamo di parlare della vexata quaestio e lasciamo parlare José Mercé. E poi musica, molta musica. Musica e canzone d’autore, per essere più precisi. È venuto finalmente a trovarci un bravo cantautore e poeta sardo che, dopo aver gironzolato per l’Europa, vive da qualche tempo a Tarragona. Con Samuele Arba abbiamo chiacchierato della vita, delle città e della natura, degli anarchici e della voglia di giustizia sociale, della necessità di isolarsi da un mondo che pare impazzito e di un’altra necessità: quella di scrivere e di cantare. Samuele ci ha presentato il suo ultimo album, Es lo que hay. E ci ha parlato del suo nuovo progetto, ancora più politico e più profondo, che vedrà la luce tra pochi mesi. Sulle note di Balada para la libertad arrebatada, di La Ravachole (su un testo del francese Sebastian Faure) e di un’altra ballata, quella delle stragi irrisolte, Samuele ci ha lasciato sbirciare nel suo mondo musicale e poetico. E proprio con una poesia, Il vacanziere – tratta dalla sua penultima raccolta poetica, Viaggio in me stesso – ci ha voluto salutare. A suo modo. Con molta ironia. Per saperne di più sulla musica e i progetti di Samuele Arba, date un’occhiata qui. Seconda puntata in versione «monografica» per la Repressione Today dell’incombustibile Banzo. Oggi, lasciate momentaneamente da parte le sventure spagnole & catalane, si torna in Italia per un excursus su una discussa (perché discutibile) iniziativa di Forza Nuova, che ha lanciato nei giorni scorsi vari osservatori regionali contro il razzismo antitaliano. Ma non aspettatevi numeri verdi: all’atto pratico si tratta dei telefoni personali di alcuni volenterosi (questo va riconosciuto) attivisti del movimento, disposti a fornire un non meglio precisato «supporto legale e militante» a tutti i cittadini italiani vittime di «abusi, discriminazioni, violenze, ingiustizie, sopraffazioni» da parte di immigrati regolari e non. Il Banzo analizza dettagliatamente il caso di Ravenna, sua provincia nativa, addentrandosi con coraggio nei terreni scivolosi della cronaca locale. In coda, una menzione anche per i sette attivisti antifasciti di Isernia condannati a una multa di 1350 euro a testa per avere protestato cantando Bella ciao fuori da una sala della provincia dove si stava svolgendo la presentazione di un libro patrocinata da Casapound: si sarebbe infatti trattaro di manifestazione non autorizzata. O tempora, o mores… L’assenza della nostra carissima Eva Vignini e della sua Trash Zone ci porta a scoprire altri lidi della satira nostrana. Ancora una volta vi proponiamo Alberto Patrucco, comico irriverente e capace, che ci fa rifare un tuffo nel non sense italiano, tra fenomeni da baraccone televisivi, politici sui generis e una società che, spesso, fa venire il latte alle ginocchia. Dopo politica e satira, siamo ritornati al filo rosso di questa puntata di Zibaldone: la canzone d’autore. E dopo un italiano come Samuele Arba abbiamo avuto il piacere di avere con noi un esponente del nuovo cantautorato catalano: Jordi Pèlach. A dire il vero, Jordi era già venuto a trovarci a inizio anno, ma sotto lo pseudonimo di Alex Cabin, il suo alter ego musicale negli ultimi anni. Questa volta abbiamo voluto andare fino in fondo e scoprire chi è e cosa fa Jordi Pèlach. E soprattutto chi era e cosa ha fatto. Cantautore con forti tinte di un pop introspettivo di qualità, Jordi ci ha raccontato – quasi si trovasse nello studio di uno psicologo – la sua carriera, dai suoi inizi all’attualità. Dai bagni di folla (sì, cari aficionados di Zibaldone, erano proprio dei bagni di folla!) come voce e leader del gruppo rock Asuntos al periodo spagnolo di Alex Cabin fino a questi ultimi mesi, dove Jordi ha voluto riprendersi la sua vera identità e il suo vero nome. Quella di Jordi Pèlach. E ci ha presentato, suonandoci un paio di pezzi live, il suo ultimo EP: Geometria celestial. Un vero rebus, direte voi. Ma forse non tanto. Sentitevi l’intervista e soprattutto la sua musica e capirete molte cose. Ed è giunto il momento del último trago, l’ultima canzonetta da gustare prima di andare via. Cosa avrá rovistato oggi Laura nel fondo della bottiglia?  Sulle note di una puntata tutta di parole e corde, chiudiamo con un gruppo che è quasi un cantautore: si chiamano Dimartino (come il cantante e l’autore, appunto), sono il frutto di ricomposizioni e aggiustamenti dei passati Famelika, sono palermitani e sanno proporre una metabolizzazione accurata e per nulla scontata della cultura musicale italiana. Collaborano con Vasco Brondi (Le Luci della Centrale Elettrica) e con Giovanni Gulino (Marta sui Tubi), ripescano De Gregori e sparano a Capossela, pedalano distratti verso la provincia di un’eterna ed obbligata gioventù. Ci ascoltiamo un pezzo dal secondo (e ultimo) album, prodotto dalla Picicca Dischi qualche mese fa: Non siamo gli alberi. Buon ascolto e a venerdì prossimo!

Del Maestro, di Jaka e dei sentieri sonori che ci uniscono (21 settembre 2012)

Del Maestro, di Jaka e dei sentieri sonori che ci uniscono (21 settembre 2012)

Questo venerdì siamo partiti forte e vi abbiamo presentato l’ultimo album di uno dei maestri della musica contemporanea. O forse il Maestro: Bob Dylan. L’11 settembre è difatti uscito in tutto il mondo The Tempest, trentacinquesimo album in studio di un’icona del folk, del rock e della canzone d’autore internazionale. Dieci canzoni che hanno sullo sfondo la morte. Dieci splendidi pezzi. Ve ne abbiamo proposti due: Duquesne Whistle, di cui vi consigliamo anche di vedere il video, e Roll on John, una canzone dedicata a John Lennon. Il primo ospite a entrare nel piccolo studio di Radio Contrabanda in questo venerdì 21 settembre è stato Gigi Colaci, grande agitatore ed organizzatore culturale. Molti di voi lo ricorderanno per la Cova de les Cultures, laboratorio artistico che nel Born prima, a Gracia poi, ha portato avanti per oltre un lustro centinaia di attività, dalla musica al teatro, dalle presentazioni alle esposizioni. Nel giugno del 2010 Gigi ha lasciato Barcellona e se ne è andato in Olanda e poi ha fatto ritorno nel suo Salento. E proprio a Lecce ora sta mettendo in piedi un altro spazio culturale, aperto a collaborazioni internazionali, anche e soprattutto con Barcellona. Il nome ve lo teniamo segreto, per il momento. Ma vi terremo informati degli sviluppi. Dopo un agitatore culturale come Gigi Colaci non potevamo non continuare con un altro esponente della cultura italiana. Si chiama Jaka, siciliano di Trapani e fiorentino d’adozione, compagno di onde radiofoniche dalla storica Controradio e soprattutto incredibile musicista. Da ormai trent’anni attivo sulle scene italiane ed internazionali, Jaka è stato uno dei primissimi a far conoscere in Italia il sound system e il reggae con progetti personali e collaborazioni indimenticabili come quella con Luciano The Messenger, tra i tanti. Abbiamo incontrato Jaka a fine luglio nello studio degli Agricantus e ne è venuta fuori una gran bella chiacchierata insieme a Tonj Acquaviva, fondatore e leader della band siciliana che abbiamo avuto ospite in più d’una occasione qui a Zibaldone e che ci ha dato qualche news riguardo all’uscita del prossimo album degli Agricantus, Kuntarimari. Di Jaka abbiamo presentato il suo ultimo lavoro, Forza originaria, un album potente che si avvale di collaborazioni con i Sud Sound System, Queen Mary, Brusco, Ciscomanna e Hi Kee. E poi, in anteprima per Zibaldone, vi abbiamo fatto sentire anche il suo ultimo singolo, appena uscito: Patata Vastasa, una canzone ironica sul cibo e sul sesso in cui ha collaborato anche Mc Pat Onz (ossia, Patrizia Lo Sciuto), di cui vi suggeriamo anche il bel video. Per saperne di più su Jaka e seguire le sue attività e il suo programma radiofonico, date un’occhiata qui. Dopo la parentesi tutta italiana della settimana scorsa, la Repressione Today del nostro incombustibile Banzo torna alle vicende catalane: quest’oggi il caso di Sergi García Rovira, trentatreenne barcellonese arrestato dai Mossos d’Esquadra dopo lamanifestazione dello scorso 13 luglio davanti alla sede barcellonese del Partido Popular, reo del lancio di un paio di uova e di una frase a muso duro a tre agenti in servizio. Detenuto per trentasei ore presso il commissariato di Les Corts, Sergi ha immediatamente denunciato i Mossos d’Esquadra per i maltrattamenti fisici e psicologici subiti e rischia a sua volta il carcere per vari capi d’accusa. Sergi ha poi raccontato la sua storia in un video, realizzato dalla piattaforma Rereguarda en Moviment, video che è stato recentemente oscurato sia da Youtube che da Vimeo e prontamente ripubblicato da vari utenti. L’unico commento ufficioso a questo vero e proprio caso di censura è arrivato da un discusso account Twitter gestito da membri della Brigata Mobile dei Mossos, @BRIMOcat, che è stato a sua volta sospeso pochi giorni dopo. Quasi un giallo, insomma. Come sempre, cercheremo di mantenervi aggiornati. Questa settimana siamo ancora privi della nostra perla trash. La carissima Eva Vignini se ne è andata in quel di Roma e dovremmo aspettare fino al prossimo venerdì per pescare nel baule dei ricordi del peggio del peggio che la cultura italiana ha prodotto nell’ultimo trentennio. Noi, allora, abbiamo pensato di presentarvi un altro nuovo pezzo, in esclusiva in Europa solo per noi di Zibaldone. Si tratta dell’ultimo single di un cantautore e musicista di New York che vi abbiamo già fatto conoscere nel 2011: Gandhi. Il suo è un pop-rock dalle forte tinte british e con un retrogusto indiano che piace al primo ascolto. Gandhi è attivo da parecchi anni negli Stati Uniti, con concerti settimanali in vari locali di Brooklyn e di Queens. La canzone si chiama Anjali. Ascoltatevela e, visto che oggi siamo in vena di consigliarvi video, guardatevi anche il videoclip di gran fattura. Dagli States al piccolo Lussemburgo. Sì, perché quest’oggi, dopo quella con Ricky Russo di In Orbita di Radio Capodistria, iniziamo un’altra collaborazione, quella con Berardo Staglianò, autore e speaker di un altro programma di culto: Sentieri Sonori di Radio Ara, una radio libera lussemburghese che come la nostra Contrabanda esiste e resiste da una ventina d’anni. Berardo ci ha parlato del suo Sentieri Sonori (in onda tutti i sabato dalle 11.30 alle 13.00: si può ascoltare anche in streaming da qui), un programma che si dedica specialmente alla musica indie, ma non solo, e delle mille attività che lo vedono protagonista in Lussemburgo, come l’organizzazione del festival Panoplie Italian Night 6, incontro musicale di grande successo che quest’anno ha avuto come ospiti i Calibro 35, tra gli altri. Berardo ci ha anche mandato alcune primizie che vi abbiamo proposto senza se e senza ma: l’ultimo singolo di Alessandro Fiori, Il gusto di dormire in diagonale, e un gran pezzo degli A Classic Education, Forever Boy. Berardo ritornerà su Zibaldone ad ottobre: preparatevi! Per chiudere la puntata, non poteva mancare il consiglio musicale della settimana. O sarebbe meglio chiamarlo: El último trago. Oggi la nostra cara Laura non c’è e mancherà per un mese intero, tra viaggi e miraggi nella bella Trinacria. Ci abbiamo pensato noi allora a proporvi un altro gruppo emergente della penisola italica. Si chiamano Sailor Free. Dal loro ultimo lavoro, uscito da poco e prodotto dalla TIDE, intitolato Spiritual Revolution, ci siamo ascoltati A New World. Tra il rock e il post rock, tra le influenze di un soft metal e le ispirazioni letterarie di J.R.R. Tolkien, eccoli con David Petrosino (voce, piano e tastiere), Stefano «The Hook» Barelli alla chitarra, Alphonso Nini al basso e Stefano Tony alla batteria. Come diceva Tierno Galván, «A colocaros, que es viernes por la noche». E come diceva Santiago Carrillo «El capitalismo puede llegar a destruir la especie humana». Ciao Santiago! E buona Mercè!

Del grande Leo, dei SUV e dell’autunno caldo (28 settembre 2012)

Del grande Leo, dei SUV e dell’autunno caldo (28 settembre 2012)

Non c’è miglior modo di iniziare Zibaldone che presentando un album fresco fresco come quello degli Hoosh, un gruppo nato nel 2008 nel nord est italiano e formato da Eryx e The Jab. Sonorità che ricordano la new wave dei primi anni Ottanta, mischiata però al rock e al punk del nuovo millennio. Ed una carica di rabbia politica ed esistenziale non indifferente. L’album si chiama proprio come loro, Hoosh, un nome che prende spunto dai versetti satanici. Non vi diciamo nulla più. Ascoltatevi questi due pezzi: Selfish e Man in the rain. E capirete tutto. Per saperne di più degli Hoosh, date un’occhiata qui. Dal Friuli Venezia Giulia alla Catalogna il passo è stato breve per noi che siamo in uno studio radiofonico. E l’abbiamo fatto in compagnia di Ester Formosa, bravissima cantante ed attrice catalana. Ester era già passata dai nostri microfoni qualche mese fa in compagnia di Nico Casu che era venuto a presentarci il suo nuovo progetto, Elva Lutza, un duo sardo di altissimo livello. Questa volta Ester è ritornata per parlarci dei suoi progetti, passati e futuri. E soprattutto di due di questi: il meraviglioso album live Thank you Satan con il suo Ester Formosa Quartet, registrato nell’ottobre del 2011 al Teatre Lliure di Barcellona e dedicato al grandissimo Leo Ferré, tradotto al catalano da Joan Casas. Tredici pezzi arrangiati dal pianista Maurici Villavecchia. E poi il suo nuovo progetto, che è stato presentato a metà settembre qui a Barcellona e che vede Ester al lato di un altro grande della musica catalana: Adolfo Osta. Un omaggio alla canzone d’autore internazionale. Per saperne di più di Ester e dei suoi interessanti progetti, potete entrare nel suo sito. Per la Repressione Today di questa puntata occhi prevedibilmente puntati sulla Manifestazione del 25-S e sul brutale apparato di repressione (valga la ridondanza) messo in atto dalla Policía Nacional. Difficile orientarsi nell’alluvione di dati, immagini, commenti e reazioni che hanno accompagnato questo giorno oscuro della storia spagnola recente. Il nostro incombustibile Banzo ci prova, ricostruendo le vicende che hanno preceduto la mobilitazione e le sue drammatiche conseguenze, tra feriti, arrestati e infiltrati. La rubrica di oggi ha poi avuto un’inattesa appendice a fine puntata, con la partecipazione dell’amico Nicola Tanno, fondatore di Stop Bales de Goma, che ha fatto un rapido punto della situazione sulle attività della sua associazione e ha commentato l’uso dei proiettili di gomma, sia da parte della Policía Nacional il 25-S, sia da parte della Ertzaintza durante lo sciopero generale dei Paesi Baschi il giorno seguente. Ne riparleremo… Dopo tre settimane è ritornata finalmente nel nostro piccolo studio la carissima EvaVignini per il consueto appuntamento con la Trash Zone, che come sapete è dedicata al peggio del peggio che la cultura italiana ha prodotto negli ultimi decenni. Questa volta Eva è andata a pescare dal baule dei ricordi uno di quei personaggi davvero fastidiosi. Chi? Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. La sua traiettoria è scandita da grandi successi trash, come Gelato al cioccolato e Su di noi. Ma anche da molti pettegolezzi, come quelli legati al poker e ai debiti (e ai prestiti del buon Gianni Morandi…) e (come no!) a Sanremo. Ricordate quella perla infelice di qualche anno fa insieme al principe Emanuele Filiberto di Savoia intitolata Italia amore mio? Il nostro studio era pienissimo di amici, aficionados ed altri ospiti, come il grandissimo Alfri, in arte Dj ICE. Alfri è il gestore di un gran bel ristorante italiano e luogo di incontro qui a Barcellona, il Bacaro, ma oltre a tutto ciò è anche un personaggio conosciuto nel mondo televisivo italiano. Ve lo ricorderete senza dubbio per uno spot che ha avuto un immenso successo qualche anno fa: un rap ironico sui SUV che hanno invaso Milano (e non solo Milano) nell’ultimo decennio. E che ha avuto un sequel tirolese poco dopo. El ga el suv? Dj ICE ci racconta il come e il perché di tutto ciò! La nostra Laura è lontana, impegnata nella vendemmia in terre confiscate alla mafia, e quindi il Consiglio musicale della settimana tocca al Banzo, che ci propone il catanese Enrico Lanza, in arte Mapuche. Autore finora di due sole pubblicazioni ufficiali, uscite entrambe nel 2011, il mini «Anima Latrina» e l’album «L’uomo nudo», Mapuche è un cantautore dedito a un indie-folk in bassa fedeltà permeato di ironia amara e surreale in pari misura. Con voce indisciplinata e impietosa, Mapuche tratteggia storie e riflessioni stranianti e scazzate che brillano di una luce poetica tutta particolare, evocando tra le righe lo spettro ingombrante di un grandissimo della nostra canzone, Rino Gaetano. Una proposta forse non per tutti, ma da seguire con interesse.

Di Rocco, di Pastis e di anestesie totali (5 ottobre 2012)

Di Rocco, di Pastis e di anestesie totali (5 ottobre 2012)

In una settimana di grandi eventi musicali qui a Barcellona, con il ritorno di due icone della canzone d’autore e del punk, rispettivamente, come Leonard Cohen e Jello Biafra, noi zibaldoniani non potevamo proprio non darvi qualche gran bella pillola di musica di qualità. E l’abbiamo fatto fin dal primo minuto del programma, proponendovi tre canzoni del nuovo album di Valentino Corvino: Anestesia Totale. Un album che è frutto della collaborazione tra Valentino Corvino e molti esponenti della canzone e della musica italiana, come Lucio Dalla, Simone Cristicchi, Antonella Ruggiero, Daniele Silvestri, Paola Turci, Franco Battiato, Petra Magoni e Caparezza. Un album che è anche, e soprattutto, il filo rosso musicale dell’omonimo spettacolo, Anestesia totale appunto, di e con Marco Travaglio ed Isabella Ferrari. Dalla musica al cinema il passo è breve. Soprattutto se al microfono abbiamo un attore, sceneggiatore, scrittore e regista del calibro e della simpatia di Angelo Orlando. Da qualche anno ormai residente a Barcellona, Angelo Orlando sta portando avanti vari progetti, tra cui un nuovo film, girato proprio nella ciudad condal: Rocco tiene tu nombre. Un film «a mezzo tra Totò e David Lynch», come lo definisce Angelo. Una commedia surreale alla Jodorowsky, che vedrà la luce la prossima primavera. Un film che è stato autoprodotto grazie al crowfounding e alla disponibilità di attori (come Michele Venitucci e Fabio Ferri), troupe e collaboratori. In studio sono venuti a trovarci anche altri due attori di Rocco tiene tu nombre: Daniele Ridolfi e Esther Cuspinera Ramos, le cui voci ai nostri aficionados non dovrebbero essere nuove. Ma dall’ultimo film abbiamo fatto anche più d’un salto indietro nella ormai ventennale carriera di Angelo Orlando in una gran bella chiacchierata: dalla partecipazione in film diretti da Fellini e da Troisi alle molte presenze come comico e cabarettista in tivù e nei teatri, fino alle tre precedenti esperienze dietro la macchina da presa… Per saperne di più su Rocco tiene tu nombre e per poter aiutare questo progetto, date un’occhiata qui. Torna implacabile la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, che riprende esattamente dove si era interrotta la settimana scorsa, col racconto delle vicende successive alla manifestazione del 25-S di Madrid: la grande mobilitazione del 29-S con due nuovi arresti, la medaglia al merito conferita a Javier Nogueroles, capo degli antisommossa proprio il 25-S, il nuovo alterco con la polizia di Alberto Casillas Asenjo, il gerente del bar del Paseo del Prado diventato suo malgrado uno dei simboli della protesta, e soprattutto l’archiviazione delle gravi accuse contro gli otto promotori della manifestazione madrilena da parte del giudice dell’Audiencia Nacional Santiago Pedraz, che ha suscitato le reazioni furibonde di vari esponenti del PP, primo fra tutti il portavoce aggiunto alla Camera Rafael Hernando, che ha definito Pedraz «fighetto anarcoide». E per oggi può bastare. E come di consueto passiamo al momento della Trash zone con la carissima Eva Vignini ed un personaggio davvero speciale. Andrea Dipré di origini trentine, arriva dalla politica e dalla militanza cattolica per approdare alla carriera di critico d’arteinsinuandosi nel tubo catodico attraverso televendite di improbabili artisti disperati e casi umani scelti con una cura inimmaginabile degna di un vero re del trash. Ospite delle squallide dimore degli artisti, Dipré mira al riscatto di realtà esuberanti, come lui ama definirle, muovendosi al loro interno con ritmi blandi e divertiti, un look da ragioniere spento, cravatte a buon mercato carnagione pallida e occhiaie profonde. Innumerevoli perle trash ci regalano i suoi artisti svogliati allucinati o semplicemente maniaci del sesso. Ricordiamo, soprattutto, il grande Osvaldo Paniccia che ci ricorda con sguardo inquietante e voce roca che : “L’arte è una cosa seria!”. Insomma un mondo incantato galleria inesauribile di spunti trash che meriterebbe ancora moltissimo spazio. Dopo Diprè riprendere le fila del discorso e ritornare alla canzone d’autore non è stato facile. Per fortuna che nel piccolo studio di Radio Contrabanda c’erano due giovani e davvero bravi cantautori trentini e una altrettanto brava violinista, trentina anche lei. Luca Porcelluzzi l’avevate già conosciuto qualche tempo fa, era passato a Zibaldone a farci sentire alcune delle sue canzoni ed ha partecipato anche nel nostro The Zibaldone Radio Experience. Questa volta è ritornato, in occasione di un bel concerto tenutosi al Bar Pastis, per proporci tre nuove canzoni (una proprio dedicata allo storico locale del barrio chino di Barcellona). Ed è venuto accompagnato da Francesca Ferrai e soprattutto da Luciano Forlese, che ci ha deliziato con altri due pezzi in una meravigliosa live session condita da una chiacchierata sulla musica, la poesia e la vita. Se volete conoscere la musica e i progetti di Luciano Forlese, cliccate qui. Le sorprese di questa puntata di Zibaldone però non finiscono qui… è tornato infatti a farci visita anche il grandissimo Roberto Fenocchio, il creatore di questo programma radiofonico in italiano 15 anni fa, nel novembre del 1997. «Dalle langhe con furore», avrebbe detto qualche regista italiano. Lui ci dice invece, con la sua ironia, «Dalla provincia di California con furore»… Con la cara Laura ancora in patria, anche questa volta El último trago, ossia il consiglio musicale della settimana, tocca al Banzo che, ben contento, ci proponegli X-Mary, quartetto lodigiano che ridendo e scherzando ha già pubblicato sei album (l’ultimo, Green Tuba è uscito lo scorso febbraio) zeppi di pezzi tanto brevi quanto concitati, all’insegna di una disarmante varietà stilistica che li porta a spaziare impunemente tra rock, pop, funk, punk, hardcore, samba, bossa nova. A quest’ultimo genere appartiene il brano selezionato, Alle 18 le capre bevono che, fin dal titolo, ci lascia intuire l’unico vero collante dello schizofrenico suono del gruppo: Oun’ironia surreale e disarmante. Gustateveli.

Di mamme milanesi, di chitarristi triestini e di fetish nostrano (12 ottobre 2012)

Di mamme milanesi, di chitarristi triestini e di fetish nostrano (12 ottobre 2012)

Sono arrivate le prime piogge qui sul litorale catalano. Sta arrivando ormai l’autunno, come ogni anno. Ma Zibaldone non molla. Anzi, è più scoppiettante che mai. Abbiamo iniziato con la grande canzone d’autore. Quella di Jaromír Nohavica, il più rinomato cantautore e poeta ceco, che vi abbiamo fatto conoscere prima dell’estate e che suonerà proprio a Barcellona questo giovedì 18 ottobre, accompagnato sul palco del C.A.T. dal giovane catalano Roger Mas. Nohavica aprirà Cose di Amilcare, un festival dedicato alla canzone d’autore internazionale che si terrà nella ciudad condal nei prossimi mesi e che vedrà la partecipazione di artisti del calibro di Mauro Pagani, Eugenio Finardi, gli Agricantus, Sérgio Godinho, Maria del Mar Bonet e Amancio Prada, tra i tanti. Per saperne di più su questa interessante rassegna musicale – che proporrà anche open meeting con gli artisti, presentazioni di libri, proiezioni cinematografiche e mostre e che avrà in primavera anche un’appendice milanese – date un’occhiata a questa pagina web o alla pagina di facebook. Con la musica abbiamo iniziato e con la musica abbiamo continuato. Questa volta con il primo ospite: Luca Lucchesi. Chitarrista eccezionale e ottimo cantante, Luca è venuto a presentarci il suo ultimo album, Bad Days Are Gone, uscito nel giugno di quest’anno. Un album di grande qualità dalle sonorità rock & blues e ricco di influenze e richiami alla musica anglosassone e a quella italiana. Con Luca abbiamo parlato però di tante altre cose: della realtà della sua Trieste, del momento di stallo della musica in Italia e della sua carriera, dai tempi mitici del rock dei Max Berlin sull’onda lunga dei Litfiba agli ottimi successi degli ZeroNoveMilligrammi. Esperienza di vita e di musica, tra pub fumosi e piazze gremite. E con aneddoti indimenticabili. Come quando un parroco di Trieste chiamò la polizia… Era da ormai un mese che non sapevamo più nulla di lui. Di chi? Ma del nostro CarloTaglia, il giramondo zibaldoniano! Carlo sta facendo il giro del mondo non in 80 giorni e non in mongolfiera, ma con calma, senza fretta e soprattutto senza utilizzare aerei. Si muove a piedi, in autobus o in nave. E da un anno a questa parte è passato dal Nepal all’America Latina. Il mese scorso l’avevamo lasciato in Perù. Ora lo abbiamo ritrovato a Santiago del Cile, dopo varie settimane in Bolivia. E dello stato andino governato da Evo Morales, della sua situazione sociale e politica e delle sue meraviglie naturali ne abbiamo parlato con Carlo. Se volete seguire il suo viaggio, cliccate qui. L’Unione Europea tutta intera ha appena vinto il Premio Nobel per la pace e in studio si registra una caciara da record, ma anche stavolta il nostro incombustibile Banzo prova a portare a casa una puntata di Repressione Today. Tema della giornata, la campagna promossa da alcune associazioni di commercianti e residenti del Barri Gòtic (e della nostra amata Plaça Reial!) contro i venditori ambulanti di birra, Tria la teva cervesa, che raffigura i cerveza-beer come braccia anonime che spuntano da tombini e cassonetti a tentare con birre igienicamente carenti l’assetato cittadino catalano, mentre i bar de toda la vida chiudono sotto la pressione della concorrenza sleale. Per fortuna è già stata aperta una petizione che chiede il ritiro immediato della campagna e ne denuncia gli stereotipi razzisti e le palesi banalizzazioni. Potete firmarla qui. Zibaldone non si ferma mai, questo lo sapete. Ma non sapete una cosa. Che siamo una fucina di idee. E, direbbe qualcuno, di cazzate. Beh, quel qualcuno non sbaglierebbe affatto… Comunque, al di là del bene e del male, sappiate una cosa: ci sono grosse e golose novità. Ossia? Una nuova rubrica. Sì, avete sentito bene! Non ci bastava la Repressione Today, non ci bastava la Trash Zone, non ci bastava l’ultimo trago musicale. E allora ecco a voi: Salutamm’a Sorreta. Una rubrica che vuole essere un punto di incontro e un crocevia di esperienze di vita. Per dirla in parole povere: se vivete in Spagna e volete salutare qualcuno in Italia o se vivete in Italia e volete salutare qualcuno che vive qui, potete farlo attraverso Zibaldone. Come? Chiamando in diretta allo (0034) 933177366 o, ancora più facilmente, chattando con noi o scrivendo sul nostro muro di facebook. Vi ricordiamo che ci potete trovare come Zibaldone RadioContrabanda. Questa settimana ci ha chiamato la signora Gina, mamma dal forte accento milanese, preoccupata perché non aveva notizie del figlio, il suo piccolo Dani… La Trash Zone della carissima Eva Vignini dedica una seconda battuta ad Andrea Diprè critico d’arte d’origini trentine, tossicomane dispensatore di linguaggi artefatti e sommamente trash. Vi abbiamo già parlato di Osvaldo Paniccia e Guido de Michelis, Franca Kodi e Fabrizio Spagiari ma non potevamo esaurire in pochi minuti un excursus tanto sorprendente e ricco di artisti derelitti e grotteschi. Le sorelle Poliseno ci introducono in una dimensione artistica del tutto nuova: il sesso con gli alieni. Azora Rais coscia in vista e labbra a canotto esponente della dancemusic Italo-bulgara. E per concludere Lady Fetishdea e Mistress artiste performative rivestite di lattice si muovono tra uomini a quattro zampe, guinzagli, scotch e cera bollente. Dopo il fetish e il trash italico ci voleva uno sguardo internazionale. E con un volo pindarico siamo finiti a New York. O più precisamente nel Queens. Proprio lì, in uno dei cinque quartieri della Grande Mela, Ricky Russo ci ha aggiornato sul suo soggiorno americano. Concerti e ancora concerti, dal rock alla musica d’autore. E poi pellegrinaggi nei luoghi sacri del punk, sulle orme dei Ramones e dei Clash. E molto altro. Non vi anticipiamo nulla. Vi ricordiamo però una cosa: il programma culto che Ricky porta avanti da ormai otto anni su Radio Capodistria: In Orbita. Mentre aspettiamo il ritorno da terre sicule della nostra cara Laura, è ancora il Banzo a farsi carico del Consiglio musicale della settimana. Oggi, la Paolino PaperinoBand, mitica band di punk rock demenziale proveniente dalla provincia di Modena, attiva tra il 1987 e il 1994 e arrivata all’epoca a un tale livello di culto nell’underground italiano pre-internet da favorire la diffusione di varie leggende urbane sul suo conto. La notizia clamorosa e inattesa è che, a 25 anni esatti dalla fondazione, il gruppo è tornato in attività e si prepara a pubblicare a inizio 2013 un album di inediti intitolato Uguali a noi umani. Il brano che vi facciamo ascoltare, estratto dallo storico Pislas del 1993 è una esilarante e tragicomica storia di pornografia familiare, Porno tu. Il modo migliore per chiudere una puntata così piacevolmente assurda.

Di Onlus, di informazione e di licantropi (19 ottobre 2012)

Di Onlus, di informazione e di licantropi (19 ottobre 2012)

Altra puntata, altro regalo, cari aficionados di Zibaldone! In questo piovoso venerdì di metà ottobre abbiamo iniziato, come è ormai consuetudine, con la musica. E con un artista che vi abbiamo presentato nelle scorse settimane: il cantautore ceco Jaromír Nohavica che giovedì 18 ottobre ha aperto la rassegna di canzone d’autore Cose di Amilcare. Nel C.A.T. del quartiere di Gracia, Nohavica ha dimostrato di essere un grandissimo musicista, un poeta raffinato e un vero animale da palcoscenico. Notevole anche la partecipazione di Roger Mas, giovane cantautore catalano dalla voce meravigliosa. Un ottimo inizio, dunque, per questo festival di canzone d’autore che si propone come punto di incontro di culture diverse qui a Barcellona. Il prossimo concerto sarà il 22 novembre con gli Agricantus e Mariona Sagarra. Se volete saperne di più, cliccate qui. Ma non temete, vi terremo informati! In questa puntata di Zibaldone non è stato con noi l’incombustibile Banzo, ma di sociale e di politica ne abbiamo parlato parecchio con gli ospiti che sono venuti a trovarci nel nostro piccolo studio affacciato sulla Plaza Reial di Barcellona. Francesco Petrone ci ha presentato Quando la Onlus diventa un guadagno. Tecniche per arricchirsi sfruttando i bambini (Aracne, 2012). Un libro interessante e che tocca una questione all’ordine del giorno: le Onlus e il loro modus operandi. Un libro che mette il dito nella piaga e da la possibilità di aprire un dibattito. Così abbiamo voluto fare anche noi qui a Zibaldone, sentendo opinioni diverse da quelle di Francesco. Ne hanno parlato con noi Luigi Cojazzi, scrittore, giornalista free lance e attivista di AltraItalia, e Andrea Lepore, che ha lavorato per parecchio tempo con Greenpeace Italia. Se volete saperne di più sul libro di Francesco Petrone, potete dare un’occhiata qui. La canzone d’autore, non solo di Nohavica, ma anche di Dente, Alberto Patrucco e Miquel Pujadó ci ha accompagnato in questa prima parte del programma. Ma la nostra «colonna sonora» non è stata solo la canzone d’autore. Vi abbiamo presentato, infatti, anche due interessantissime e piacevoli ultime uscite di artisti italiani: Numero 6 con il suo ultimo lavoro Dio c’è e Gli Sportivi con Black Sheep. Dopo tanta musica toccava alla satira e all’ironia. E per la nuova rubrica Salutamm’a Sorreta abbiamo avuto di nuovo con noi la preoccupatissima signora Gina, una mamma milanese in cerca di suo figlio, «il Dani» come lo chiama lei. Una mamma che ha una gran voglia di chiacchierare e che dimostra di conoscere e di saper usare le nuove tecnologie. Questa volta la signora Gina ci ha preparato una sorpresa… Non poteva mancare poi la Trash Zone, che da oltre un anno ci accompagna qui a Zibaldone. La nostra carissima Eva Vignini ci introduce negli anfratti del trash nostrano con un personaggio davvero speciale verso cui vale la pena nutrire unincondizionato affetto. È Donato Mitola uno dei numerosi fenomeni scoperti da “Mai dire Tv” trasmissione culto dei primi anni ’90. Personaggio incontenibile dall’aspetto spiritato, si autodefinisce cantautore Horror ed interpreta di volta in volta: Il vampiro, il maniaco, il licantropo, il sadico. Un occhialuto ometto sulla cinquantina lascia le vesti di impiegato per indossare un mantello nero e deliziarci con videoclip di fattura casereccia e canzoni spassosissime, bizzarro mix di temi gotico-mistici e allusioni sessuali. Nella seconda parte della puntata è rimasto con noi Luigi Cojazzi che è stato l’inviato di Zibaldone al Festival di Internazionale, che si è tenuto, come ogni anno, a Ferrara. Tra il 5 e l’8 ottobre nella città emiliana si sono riunite 66.000 persone per la sesta edizione di questo Festival, per lo più lettori e fan di questa magnifica rivista italiana, ma anche moltissimi giornalisti, scrittori e attivisti italiani e stranieri. Luigi ci ha proposto un’ottima panoramica di quel che ha visto a Ferrara, soffermandosi su alcuni incontri tenuti dai redattori di Internazionale e dal direttore Giovanni De Mauro. E soprattutto sull’intervento del corrispondente di guerra americano Philip Gurevich riguardo al genocidio in Ruanda del 1994. Dove sta andando l’informazione? Questa è stata la domanda centrale a cui hanno cercato di rispondere gli invitati di questo bel Festival. Per saperne di più, cliccate qui. Dopo una lunga assenza, dopo la ben allenata e ineccepibile supplenza di Banzo, ritorna nella sua originaria veste el último trago musicale, l’ultima canzonetta servita per voi da Laura di ritorno da viaggi per l’italica penisola. Concludiamo questa puntata con un pezzo molto surf e scanzonato, decisamente irriverente nel suo mascherarsi di frivolezza: L’Amore in città, dall’album Balera metropolitana dei messinesi Maisie. Gruppo nato nel 1995 il cui nome omaggia una canzone di Syd Barret, dopo dieci anni di mescolanze tra l’elettronica e il jazz, tra il folk e il pop più sfacciato, hanno deciso di passare alla lingua italiana vantandosi della collaborazione di artisti come Bugo e Mario Castelnuovo. Dedichiamo questo finale di puntata all’unione europea, mirabilmente insignita del nobel per la pace… a venerdì prossimo!

Di In-Edit(i) musicali, di Obama e di poesia politica (26 ottobre 2012)

Di In-Edit(i) musicali, di Obama e di poesia politica (26 ottobre 2012)

Zibaldone inizia sempre con la musica. Questo ormai lo sapete. Quello che non potete sapere è con che musica abbiamo iniziato oggi. Si chiamano Soap Trip, è un progettomusicale made in Italy definito  di recente «un mélange di melodia, avant-garde e melanconia mediterranea». Soap Trip è un duo formato da Marta dell’Anno (violino elettrico e voce) e da Natale La Riccia (percussioni e tuboing). Ci siamo ascoltati due pezzi, davvero belli, uno in italiano Perdo ed uno in spagnolo Formas de suicidio, di cui vi consigliamo anche di vedere il videoclip. Ma la musica è stata il filo conduttore di tutta la puntata del nostro programma. Anche perché giovedì 25 ottobre è iniziato qui a Barcellona il festival internazionale di documentari musicali Beefeater In-Edit, giunto con successo alla sua decimaedizione. Dieci giorni di proiezioni di documentari e di film sul mondo della musica, oltre ad incontri, conferenze e dibattiti. Un evento davvero unico. L’edizione di quest’anno propone oltre sessanta documentari di tutti i generi musicali, dal rock al punk, dalla canzone d’autore al folk, dal rap all’hip hop. Tra le molte sezioni, vale la pena ricordare il tributo a Julien Temple con la proiezione di ben otto documentari del regista britannico (da Joe Strumer: the future is inwritten a London: the Modern Babylon), la selezione dei dieci migliori documentari musicali della storia – come Don’t Look Back di D.A. Pennebaker, Gimme Shelter di A. Maysles, D. Maysles e C. Zwerin, Let’s Get Lost di B. Weber o The Last Waltz di M. Scorsese – e la sessione speciale con la proiezione del recente documentario di Michael Gochanour The Rolling Stones – Charlie is My Darling – Ireland 1965 che raccoglie le immagini e le interviste inedite della tournée irlandese degli Stones nel 1965. Per saperne di più sull’In-Edit e poter conoscere il programma del festival, entrate qui. Il nostro primo ospite è stato un aficionado di Zibaldone. Sergio Sivori è passato dai microfoni del nostro piccolo studio sopra la Plaza Reial di Barcellona già alcune volte.Recentemente era stato con noi, accompagnato da Cristina Giordana, per parlarci della mostra Estrellas del cine italiano, che si è tenuta nel mese di settembre all’Anaglifos Art Factory. In quest’occasione è venuto a raccontarci i nuovi progetti di Laboratorium Teatro, tra laboratori teatrali che si organizzeranno qui a Barcellona, la messa in scena di varie opere teatrali, una intensa tournée italiana tra Napoli, Avellino e Treviso e molte altre cose. Per saperne di più su Laboratorium Teatro, potete dare un’occhiata qui. Dal teatro alla politica il passo è breve, soprattutto quando ci si trova in una trasmissione radiofonica. Con il sottofondo di The Band, Bob Dylan e Morphine, è venuto a trovarciAndreu Espasa, storico e filologo, che è stato per quattro anni professore all’Harvard University. Con Andreu abbiamo parlato delle prossime elezioni negli Stati Uniti e delle non troppo lontane possibilità di una vittoria di Romney, ma anche dei pro e dei contro dei primi quattro anni di amministrazione Obama tra politica interna e politica estera, con le poche realizzazioni pratiche delle molte speranze lanciate dal Yes, we can del 2008. La situazione della sinistra statunitense, indebolita dalla figura carismatica di Obama ma rinvigorita dal movimento di Occupy Wall Street nato un anno fa a New York, è stata al centro della chiacchierata con Andreu. Dopo una settimana di pausa, torna la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, perché i fatti incalzano. Al centro del proscenio, il ritorno del movimento 25-S, che lo scorso 23 ottobre si è ripresentato al parlamento senza riuscire a circondarlo, malasciando le transenne di protezione piene di messaggi e proposte per il futuro del paese. Fortunatamente, questa volta non si sono registrati episodi di violenza e non ci sono stati arresti. Nella prossima puntata vi racconteremo gli sviluppi  del fine settimana. Si è anche parlato del tema a noi caro dell’identificazione della polizia: mentre in Francia il ministro dell’interno Valls medita di reintrodurre un numero identificativo per gli antisommossa, in Spagna si discute un progetto di legge che potrebbe portare al divieto di catturare e diffondere immagini di poliziotti, siano esse foto o video, nell’esercizio delle loro funzioni, fatto che determinerebbe l’impossibilità di denunciare eventuali abusi, come era successo proprio il 25-S. Ne riparleremo. La trash zone della carissima Eva Vignini ci introduce nel sordido mondo delle nuovepromesse della poesia trash contemporanea. Lory del Santo attrice e showgirl italiana si scopre nostro malgrado poetessa. La sua poetica asciutta ed essenziale, originale e profonda come una pozzanghera d’acqua sporca è caratterizzata da concetti banali e rime inserite a caso in componimenti d’ispirazione bondiana. L’enfasi con la quale la Del Santo legge le sue “poesie” ci pone di fronte ad un interrogativo capace di tormentare le nostre notti: Cos’è la poesia? Come abbiamo potuto sopravvivere agli anni ’80 ed ai loro innumerevoli e velenosi frutti? Ma la satira e l’ironia continua a conquistarsi nuovi spazi su Zibaldone. Pare ormai immancabile l’appuntamento con la signora Gina, una madre moderna – sa usare i social network e l’UPS – e preoccupata delle peripezie barcellonesi del figlio. Anche questa volta ci ha chiamato in diretta raccontandoci dei suoi mille corsi e dandoci le solite raccomandazioni materne. Poteva essere altrimenti? Ma la signora Gina pare abbia trovato del filo da torcere. Nel nostro studio, infatti, è comparso anche uno strano personaggio. Dice di chiamarsi Bruno e di fare il comico, ma non è ben chiara la relazione con il fratello gemello e con il pubblico. Vediamo se anche Bruno comincia ad essere un aficionado del nostro Zibaldone… Nella seconda parte del programma abbiamo avuto ospite per la seconda volta Berardo Staglianò, autore e speaker di Sentieri Sonori, programma radiofonico in italiano della lussemburghese Radio Ara. Berardo ci tiene sempre al corrente delle nuove uscite della musica italiana. E, da quel che pare, l’autunno di questo 2012 si annuncia davvero caldo, grazie a delle interessanti nuove uscite. Berardo ce ne ha fatte scoprire tre: Una buona idea, l’ultimo singolo di Niccolò Fabi, sulle scene ormai da un ventennio, e due gruppi giovani e promettenti, come gli Honeybird and the Birdies e i Criminal Jokers. … y en el último trago nos vamos, diceva Chavela Vargas. E anche oggi alla fine della puntata arriva Laura a portarci l’ultima canzonetta, l’ultimo sorso prima di andare via.Ritorniamo a rovistare nel fertile mondo dei dischi d’esordio, quelli che fanno odore di cellophan e di sale prove improvvisate, quelli che aprono porte nuove: Profumi d’epoca dei brindisini Lenula è un album proprio appena sfornato, ed é carico d’atmosfere fumose e notturne, di blues rock che si vena di psichedelico e a volte scivola nel rock’n’roll . E di questo gruppo, il cui nome omaggia una portentosa radice in uso nei banchetti dall’antica Roma, c’ascoltiamo un pezzo ritmato e denso: Modellando la notte. Per saperne di più sui Lenula, cliccate qui. Che altro dirvi? Alla prossima settimana!!!

Di tropicalismo, di etichette nere e di amari rock (2 novembre 2012)

Di tropicalismo, di etichette nere e di amari rock (2 novembre 2012)

È arrivato l’autunno e sta per arrivare il secondo sciopero generale qui in Spagna. Sarà il 14 novembre. Zibaldone è pronto da un pezzo e sarà sulle barricate in questo autunno caldo spagnolo. La puntata di questo venerdì è iniziata con una perla musicale, una nuova uscita che ci è arrivata direttamente da Madrid. Si tratta del secondo lavoro dei Sinouj, una formazione musicale che unisce musicisti di vari paesi europei e americani. È un jazz dalle forti influenze quello dei Sinouj, influenze funk e soul, ma anche della musica tradizionale africana e di un poco di elettronica. Sinouj si è fatto conoscere nel 2009 con un bel live, ha girato mezzo mondo in tournée nell’ultimo triennio e ora ci presenta Were, album in cui hanno collaborato oltre ai membri di questa eterogenea formazione (il sassofonista madrileno Pablo Hernández, il violinista tunisino Larbi Sassi, il batterista Akin Onasanya, il tastierista napoletano Sergio Salvi e, al basso, il nigeriano Kayode Kuti, il cubano Damián Nueva e l’argentino Pablo Alfieri) anche musicisti del calibro di Jorge Pardo, el Guadiana, Javier Paxariño, Adedeji Adetayo o Fabrizio Cassol. Per maggiori informazioni, date un’occhiata al loro myspace. Zibaldone non segue solo le ultime novità del panorama musicale italiano e spagnolo, ma anche i festival e le attività culturali che si organizzano e si portano avanti qui a Barcellona, come il Beefeater In-Edit 2012, il festival di documentari musicali che èarrivato alla sua decima edizione e ci si è svolto nella ciudad condal dal 25 ottobre al 4 novembre. Ne abbiamo parlato già la settimana scorsa, ma vale la pena ripeterlo perché l’In-Edit ci sembra uno dei migliori incontri nati in questo inizio di terzo millennio. In questa puntata vi abbiamo segnalato alcuni dei documentari musicali di maggiore qualità che sono stati presentati in questi giorni, come Tropicália di Marcelo Machado (2012), The Rolling Stones. Charlie is My Darling – Ireland 1965 di Mick Gochanour e Peter Whitehead (1965/2012) o Je Suis Venu vu Dire… Gainsbourg par Ginzburg di Pierre-Henry Salfati (2011). Alcune delle canzoni di questi artisti come Os Mutantes, The Rolling Stones e Serge Gainsbourg ci hanno fatto da colonna sonora nelle due ore del nostro programma radiofonico. Ascoltare Os Mutantes ci ha immerso nella musica brasiliana. E lo abbiamo voluto fare anche qui in studio con un ospite come Serginho Vasconcelos, musicista brasiliano che sta vivendo a Barcellona in questi mesi. Nato come bassista, Serginho è poi passato alla chitarra e da ormai una quarantina d’anni compone e interpreta canzoni. Ce ne ha suonate alcune in un’intensa sessione live davanti ai microfoni di Zibaldone, accompagnato alla chitarra e alle seconde voci da Joan Delgado, musicista catalano amante della rumba e delle rancheras, che negli ultimi due anni ha suonato per mezza Barcellona con la cantante Raissa Avilés nel duo che si è chiamato Sin Complejos. Ma con Serginho abbiamo parlato di molte altre cose: della storia del Brasile, del movimento Tropicalia di Gilberto Gil, Caetano Veloso e de Os Mutantes, della bossa nova e di Chico Buarque, dell’attuale musica brasiliana e, non poteva essere altrimenti, della vita. Dopo tanta musica, riecco anche la Repressione Today del nostro Banzo, incombustibile e ergonomico in pari misura. In questa puntata abbiamo parlato ancora del movimento 25-S, e dei procedimenti per sanzioni amministrative (leggasi: multe) che sono partiti a pioggia dopo l’ultima settimana di mobilitazioni, spesso con motivazioni quantomeno pretestuose. Spazio anche per la presunta talpa del movimento al Congreso, una esponente di Amaiur (sinistra indipendentista basca) che secondo il quotidiano El Mundo sarebbe rea di avere fornito al 25-S informazioni confidenziali sull’agenda parlamentare e gli orari di alcuni onorevoli. Per concludere, si è parlato di evasione fiscale internazionale con le vicende del giornalista greco Kostas Vaxevanis, processato e assolto per violazione della privacy dopo avere pubblicato i nomi di 2.059 cittadini greci proprietari di conti bancari in Svizzera, e di Hervé Falciani, informatico italo-francese ricercato dalla giustizia svizzera per violazione del segreto bancario, le cui «soffiate», fonte primaria dello stesso Vaxevanis, hanno aiutato i governi di vari paesi europei nella lotta ai grandi evasori fiscali: anche in questo caso non mancheranno aggiornamenti. I legami tra la situazione politica e il trash italiano non sono generalmente molti. É più che altro un volo pindarico il nostro, per farvi dimenticare il peggio che stiamo vivendo in questa “grande crisi” e farvi ricordare il peggio del peggio che la cultura italiota ha prodotto nell’ultimo trentennio. Siamo sadici? Mah… Comunque, in questo caso la nostra carissima Eva Vignini ha saputo trovare il nesso e ci ha riportato alla mente un grandissimo personaggio del Trash italiano dei primi anni Novanta: Lorenz. Scoperto dalla Gialappa’s ai tempi di Mai Dire TV, Lorenz è stato il miglior esempio dell’Elvis Presley delle Romagne, con i suoi pezzi dedicati a donne, amori e problemi sociali. Come quando è finito in prigione per aver fatto pipì per strada… Ma Lorenz, personaggio indimenticabile, ha fatto molto altro. Che cosa? Ricordate la pubblicità dell’Amaro Rock, un amaro per veri duri della bassa? Nella seconda parte della puntata è tornato con noi Luigi Cojazzi, per raccontarci ancora alcune cose di quello che ha visto a inizio ottobre nel bel Festival della rivistaInternazionale che si è tenuto a Ferrara. In quest’occasione ci ha parlato di una delle riviste più cool del momento: la peruviana Etiqueta Negra. Fondata dieci anni fa dall’attuale direttore Juan Villanueva Chang, Etiqueta Negra è una rivista dedicata alla non fiction o al «nuovo giornalismo», ispirato al giornalismo narrativo statunitense. Il suo segreto è l’uso di diversi stili narrativi, per raccontare le storie più sorprendenti. Come ha detto Villanueva Chang, un editore deve saper intuire cos¹è che un lettore non sapeva di volere. Immancabile ormai anche la telefonata della signora Gina, questa mamma milanese in cerca del figlio (il Dani), che noi non conosciamo assolutamente, ma che – ne siamo certi – sta gozzovigliado e sta la sta passando molto bene a Barcellona, lontano dalle braccia materne. E immancabile è anche l’appuntamento con Bruno, il comico serio. Un signore che passa in trasmissione e che ha una gran voglia e un gran bisogno di parlare e di raccontarci cosa fa e cosa non fa. Pare che non ci libereremo tanto facilmente di lui. E sulle note del De Profundis di Giorgio Conte, si apre il sipario del «último trago«, l’ultimo sorso di musica prima di andare via servito per voi da Laura. Questi son giorni in cui «si festeggiano i morti», dal Messico a Catania –  passando per New York -,  siimbandiscono altarini e si fanno danzare i fantasmi tra le nebbie. E in questo clima di zucche e scheletri, cade a proposito l’ultimo singolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, la storica band di Pordenone che sta preparando proprio ora il suo settimo disco Il giardino dei fantasmi, in attesa per l’8 dicembre. Tre teschi sul palco che spaziano dal dub alla new wave, fondatori di un’etichetta rock che più rock non si può (l’imprescindible Tempesta Dischi), animatori di un’estetica spettrale e notturna tracciata dalla matita del chitarrista/fumettista Davide Toffolo: gustiamoci allora questo regalino in anteprima, La fine del giorno (canto numero 3). A venerdì prossimo! E ricordate: spassatevela!

Di tropicalismo, di etichette nere e di amari rock (2 novembre 2012)

Di tropicalismo, di etichette nere e di amari rock (2 novembre 2012)

È arrivato l’autunno e sta per arrivare il secondo sciopero generale qui in Spagna. Sarà il 14 novembre. Zibaldone è pronto da un pezzo e sarà sulle barricate in questo autunno caldo spagnolo. La puntata di questo venerdì è iniziata con una perla musicale, una nuova uscita che ci è arrivata direttamente da Madrid. Si tratta del secondo lavoro dei Sinouj, una formazione musicale che unisce musicisti di vari paesi europei e americani. È un jazz dalle forti influenze quello dei Sinouj, influenze funk e soul, ma anche della musica tradizionale africana e di un poco di elettronica. Sinouj si è fatto conoscere nel 2009 con un bel live, ha girato mezzo mondo in tournée nell’ultimo triennio e ora ci presenta Were, album in cui hanno collaborato oltre ai membri di questa eterogenea formazione (il sassofonista madrileno Pablo Hernández, il violinista tunisino Larbi Sassi, il batterista Akin Onasanya, il tastierista napoletano Sergio Salvi e, al basso, il nigeriano Kayode Kuti, il cubano Damián Nueva e l’argentino Pablo Alfieri) anche musicisti del calibro di Jorge Pardo, el Guadiana, Javier Paxariño, Adedeji Adetayo o Fabrizio Cassol. Per maggiori informazioni, date un’occhiata al loro myspace. Zibaldone non segue solo le ultime novità del panorama musicale italiano e spagnolo, ma anche i festival e le attività culturali che si organizzano e si portano avanti qui a Barcellona, come il Beefeater In-Edit 2012, il festival di documentari musicali che èarrivato alla sua decima edizione e ci si è svolto nella ciudad condal dal 25 ottobre al 4 novembre. Ne abbiamo parlato già la settimana scorsa, ma vale la pena ripeterlo perché l’In-Edit ci sembra uno dei migliori incontri nati in questo inizio di terzo millennio. In questa puntata vi abbiamo segnalato alcuni dei documentari musicali di maggiore qualità che sono stati presentati in questi giorni, come Tropicália di Marcelo Machado (2012), The Rolling Stones. Charlie is My Darling – Ireland 1965 di Mick Gochanour e Peter Whitehead (1965/2012) o Je Suis Venu vu Dire… Gainsbourg par Ginzburg di Pierre-Henry Salfati (2011). Alcune delle canzoni di questi artisti come Os Mutantes, The Rolling Stones e Serge Gainsbourg ci hanno fatto da colonna sonora nelle due ore del nostro programma radiofonico. Ascoltare Os Mutantes ci ha immerso nella musica brasiliana. E lo abbiamo voluto fare anche qui in studio con un ospite come Serginho Vasconcelos, musicista brasiliano chesta vivendo a Barcellona in questi mesi. Nato come bassista, Serginho è poi passato alla chitarra e da ormai una quarantina d’anni compone e interpreta canzoni. Ce ne ha suonate alcune in un’intensa sessione live davanti ai microfoni di Zibaldone, accompagnato alla chitarra e alle seconde voci da Joan Delgado, musicista catalano amante della rumba e delle rancheras, che negli ultimi due anni ha suonato per mezza Barcellona con la cantante Raissa Avilés nel duo che si è chiamato Sin Complejos. Ma con Serginho abbiamo parlato di molte altre cose: della storia del Brasile, del movimento Tropicalia di Gilberto Gil, Caetano Veloso e de Os Mutantes, della bossa nova e di Chico Buarque, dell’attuale musica brasiliana e, non poteva essere altrimenti, della vita. Dopo tanta musica, riecco anche la Repressione Today del nostro Banzo, incombustibile e ergonomico in pari misura. In questa puntata abbiamo parlato ancora del movimento 25-S, e dei procedimenti per sanzioni amministrative (leggasi: multe)che sono partiti a pioggia dopo l’ultima settimana di mobilitazioni, spesso con motivazioni quantomeno pretestuose. Spazio anche per la presunta talpa del movimento al Congreso, una esponente di Amaiur (sinistra indipendentista basca) che secondo il quotidiano El Mundo sarebbe rea di avere fornito al 25-S informazioni confidenziali sull’agenda parlamentare e gli orari di alcuni onorevoli. Per concludere, si è parlato di evasione fiscale internazionale con le vicende del giornalista greco Kostas Vaxevanis, processato e assolto per violazione della privacy dopo avere pubblicato i nomi di 2.059 cittadini greci proprietari di conti bancari in Svizzera, e di Hervé Falciani, informatico italo-francese ricercato dalla giustizia svizzera per violazione del segreto bancario, le cui «soffiate», fonte primaria dello stesso Vaxevanis, hanno aiutato i governi di vari paesi europei nella lotta ai grandi evasori fiscali: anche in questo caso non mancheranno aggiornamenti. I legami tra la situazione politica e il trash italiano non sono generalmente molti. É più che altro un volo pindarico il nostro, per farvi dimenticare il peggio che stiamo vivendo inquesta “grande crisi” e farvi ricordare il peggio del peggio che la cultura italiota ha prodotto nell’ultimo trentennio. Siamo sadici? Mah… Comunque, in questo caso la nostra carissima Eva Vignini ha saputo trovare il nesso e ci ha riportato alla mente un grandissimo personaggio del Trash italiano dei primi anni Novanta: Lorenz. Scoperto dalla Gialappa’s ai tempi di Mai Dire TV, Lorenz è stato il miglior esempio dell’Elvis Presley delle Romagne, con i suoi pezzi dedicati a donne, amori e problemi sociali. Come quando è finito in prigione per aver fatto pipì per strada… Ma Lorenz, personaggio indimenticabile, ha fatto molto altro. Che cosa? Ricordate la pubblicità dell’Amaro Rock, un amaro per veri duri della bassa? Nella seconda parte della puntata è tornato con noi Luigi Cojazzi, per raccontarci ancora alcune cose di quello che ha visto a inizio ottobre nel bel Festival della rivista Internazionale che si è tenuto a Ferrara. In quest’occasione ci ha parlato di una delle riviste più cool del momento: la peruviana Etiqueta Negra. Fondata dieci anni fa dall’attuale direttore Juan Villanueva Chang, Etiqueta Negraè una rivista dedicata alla non fiction o al «nuovo giornalismo», ispirato al giornalismo narrativo statunitense. Il suo segreto è l’uso di diversi stili narrativi, per raccontare le storie più sorprendenti. Come ha detto Villanueva Chang, un editore deve saper intuire cos¹è che un lettore non sapeva di volere. Immancabile ormai anche la telefonata della signora Gina, questa mamma milanese in cerca del figlio (il Dani), che noi non conosciamo assolutamente, ma che – ne siamo certi – sta gozzovigliado e sta la sta passando molto bene a Barcellona, lontano dalle braccia materne. E immancabile è anche l’appuntamento con Bruno, il comico serio. Un signore che passa in trasmissione e che ha una gran voglia e un gran bisogno di parlare e di raccontarci cosa fa e cosa non fa. Pare che non ci libereremo tanto facilmente di lui. E sulle note del De Profundis di Giorgio Conte, si apre il sipario del «último trago», l’ultimo sorso di musica prima di andare via servito per voi da Laura. Questi son giorni in cui «si festeggiano i morti», dal Messico a Catania –  passando per New York -,  siimbandiscono altarini e si fanno danzare i fantasmi tra le nebbie. E in questo clima di zucche e scheletri, cade a proposito l’ultimo singolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, la storica band di Pordenone che sta preparando proprio ora il suo settimo disco Il giardino dei fantasmi, in attesa per l’8 dicembre. Tre teschi sul palco che spaziano dal dub alla new wave, fondatori di un’etichetta rock che più rock non si può (l’imprescindible Tempesta Dischi), animatori di un’estetica spettrale e notturna tracciata dalla matita del chitarrista/fumettista Davide Toffolo: gustiamoci allora questo regalino in anteprima, La fine del giorno (canto numero 3). A venerdì prossimo! E ricordate: spassatevela!

Di Balcani, di sfratti e di mozzarelle di bufala (9 novembre 2012)

Di Balcani, di sfratti e di mozzarelle di bufala (9 novembre 2012)

Ormai sta diventando tradizione: ogni puntata di Zibaldone si apre con la presentazione di un nuovo album. Musica fresca e artisti generalmente emergenti, ma non solo. In questo caso abbiamo voluto iniziare con un gruppo che a febbraio de 2012 ha fatto uscire il suo primo album. Si chiamano FlyZone e il loro primo lavoro si intitola Hard Day’s Morning. È un indie rock senza tanti fronzoli, senza gel e senza hipster tra i piedi quello di questa band romana che si sta facendo conoscere un po’ in tutta Italia. Niente male. Ci siamo sentiti il singolo In My Opinion e la bella A Clockwork Orange. E abbiamo continuato con la musica, annunciandovi alcuni concerti, come quello degli Agricantus e di Mariona Sagarra nell’ambito del Festival Cose di Amilcare e quello della bravissima Tamar McLeod Sinclair nel 44 Voll Damm Festival Internacional de Jazz de Barcelona. Ma soprattutto con un’intervista telefonica con Pasquale Demis Posadinu, cantante della band indie sassarese Primochef del Cosmo. Ne abbiamo parlato in studio anche con il nostro mitico inviato nelle terre di Sardegna, l’ottimo Giovanni Vargiu (Juan Vargas per gli amici iberici). E vi abbiamo fatto sentire in anteprima una delle canzoni del prossimo album dei Primochef del Cosmo, che dovrebbe uscire in primavera: Monotonia. E mentre ci avviciniamo allo sciopero generale del 14 novembre, riecco suo malgrado, come ogni settimana, la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Questa settimana parliamo di clausole abusive nelle ipoteche immobiliari, che violerebbero unadirettiva europea in materia, non tutelando adeguatamente i diritti dei consumatori (o, in parole povere, degli sfrattati), e del vertice tra PP e PSOE per giungere all’approvazione immediata di una legge contro gli sfratti, vertice criticato dalla Plataforma Afectados por la Hipoteca, per la sua autoreferenzialità e per la deliberata esclusione degli altri partiti e dei movimenti sociali attivamente operativi sul tema. Spazio anche alla campagna Stop Deshaucios. Concludiamo con la riapertura dell’inchiesta per lo sgombero di Plaça Catalunya il 27 maggio dello scorso anno, il caso di Pau Andaluz, un ragazzo che lo scorso 12 ottobre ha riportato seri danni all’occhio sinistro per via della manganellata di un Mosso d’Esquadra, e per l’aggressione della Policía Nacional ai danni di un gruppo di studenti in sciopero della Complutense di Madrid, che ha portato alla momentanea detenzione di un ragazzo reo unicamente di riprendere i fatti con una telecamera. La temperatura di questo autunno 2012 non accenna a diminuire… La Trash zone della carissima Eva Vignini si addentra questa volta nel meccanismo perverso dello zapping notturno sulle libere emittenti capitoline e di uno dei prodotti piùsinceri del criminale panorama catodico nostrano. Massimo Marino conduttore “porcino”con i suoi lunghi capelli ricci impomatati, occhiali da sole a goccia, orecchino e pizzetto, camicie improponibili, stivali in stile coatto western e l’immancabile sigaretta si aggira nei locali più trash della movida romana e  tra una palpata di culo a una spogliarellista e una chiacchiera con il dj di turno, lancia appelli contro “l’oscurazione d’a ricerca su e cellule staminali”. Nella seconda parte della puntata abbiamo fatto un salto nei Balcani per vedere che cosa sta succedendo all’altro lato dell’Adriatico a vent’anni dalla guerra civile che dilaniòla ex Jugoslavia, tra situazione politica, cultura, musica e politiche di memoria. Ne abbiamo voluto parlare con quattro amici che si interessano al passato e al presente di quelle terre: due ricercatori in storia contemporanea, Marco Abram, esperto della Serbia e redattore di Diacronie e Alfredo Sasso, esperto di Bosnia e redattore di East Journal, e il giornalista Angelo Attanasio e il fotografo Marco Ansaloni, rientrati da pochissimo da Mostar e Mitrovica per un progetto che stanno portando avanti da qualche tempo e che è davvero di grande interesse: Living on the Edge. Ormai sono degli appuntamenti fissi anche quelli con la signora Gina, attivissima mamma sempre preoccupata per il figlio perso nelle notti barcellonesi, e con Bruno, il comico serio, che, non sappiamo come, è riuscito ancora una volta ad entrare nei nostri studi e a raccontarci una barzelletta… ma in questo finale di puntata ci lasciamoammiccare da un rock- blues arrabbiato e ironico, condito di parole che sanno infilzarsi di poesia e scivolano giù bene. Proprio come l’último trago di oggi: loro si chiamano Guignol, come le marionette francesi che fanno pernacchie al mondo, dal 2008 hanno messo nei loro dischi (quattro: l’ultimo, Addio, Cane! è proprio nuovo nuovo) una critica graffiata e lucida, burlesca, un canto al malessere che si fa protesta. Una risata… ci seppellirà, recita il titolo del penultimo album, e da lì andiamo a pescare il pezzo di oggi: Il Paradosso. A venerdì prossimo!

Di Balcani, di sfratti e di mozzarelle di bufala (9 novembre 2012)

Di Balcani, di sfratti e di mozzarelle di bufala (9 novembre 2012)

Ormai sta diventando tradizione: ogni puntata di Zibaldone si apre con la presentazione di un nuovo album. Musica fresca e artisti generalmente emergenti, ma non solo. Inquesto caso abbiamo voluto iniziare con un gruppo che a febbraio de 2012 ha fatto uscire il suo primo album. Si chiamano FlyZone e il loro primo lavoro si intitola Hard Day’s Morning. È un indie rock senza tanti fronzoli, senza gel e senza hipster tra i piedi quello di questa band romana che si sta facendo conoscere un po’ in tutta Italia. Niente male. Ci siamo sentiti il singolo In My Opinion e la bella A Clockwork Orange. E abbiamo continuato con la musica, annunciandovi alcuni concerti, come quello degli Agricantus e di Mariona Sagarra nell’ambito del Festival Cose di Amilcare e quello della bravissima Tamar McLeod Sinclair nel 44 VollDamm Festival Internacional de Jazz de Barcelona. Ma soprattutto con un’intervista telefonica con Pasquale Demis Posadinu, cantante della band indie sassarese Primochef del Cosmo. Ne abbiamo parlato in studio anche con il nostro mitico inviato nelle terre di Sardegna, l’ottimo Giovanni Vargiu (Juan Vargas per gli amici iberici). E vi abbiamo fatto sentire in anteprima una delle canzoni del prossimo album dei Primochef del Cosmo, che dovrebbe uscire in primavera: Monotonia. E mentre ci avviciniamo allo sciopero generale del 14 novembre, riecco suo malgrado, come ogni settimana, la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Questa settimana parliamo di clausole abusive nelle ipoteche immobiliari, che violerebbero unadirettiva europea in materia, non tutelando adeguatamente i diritti dei consumatori (o, in parole povere, degli sfrattati), e del vertice tra PP e PSOE per giungere all’approvazione immediata di una legge contro gli sfratti, vertice criticato dalla Plataforma Afectados por la Hipoteca, per la sua autoreferenzialità e per la deliberata esclusione degli altri partiti e dei movimenti sociali attivamente operativi sul tema. Spazio anche alla campagna Stop Deshaucios. Concludiamo con la riapertura dell’inchiesta per lo sgombero di Plaça Catalunya il 27 maggio dello scorso anno, il caso di Pau Andaluz, un ragazzo che lo scorso 12 ottobre ha riportato seri danni all’occhio sinistro per via della manganellata di un Mosso d’Esquadra, e per l’aggressione della Policía Nacional ai danni di un gruppo di studenti in sciopero della Complutense di Madrid, che ha portato alla momentanea detenzione di un ragazzo reo unicamente di riprendere i fatti con una telecamera. La temperatura di questo autunno 2012 non accenna a diminuire… La Trash zone della carissima Eva Vignini si addentra questa volta nel meccanismo perverso dello zapping notturno sulle libere emittenti capitoline e di uno dei prodotti più sinceri del criminale panorama catodico nostrano. Massimo Marino conduttore “porcino”con i suoi lunghi capelli ricci impomatati, occhiali da sole a goccia, orecchino e pizzetto, camicie improponibili, stivali in stile coatto western e l’immancabile sigaretta si aggira nei locali più trash della movida romana e  tra una palpata di culo a una spogliarellista e una chiacchiera con il dj di turno, lancia appelli contro “l’oscurazione d’a ricerca su e cellule staminali”. Nella seconda parte della puntata abbiamo fatto un salto nei Balcani per vedere che cosa sta succedendo all’altro lato dell’Adriatico a vent’anni dalla guerra civile che dilaniò la ex Jugoslavia, tra situazione politica, cultura, musica e politiche di memoria. Ne abbiamo voluto parlare con quattro amici che si interessano al passato e al presente di quelle terre: due ricercatori in storia contemporanea, Marco Abram, esperto della Serbia e redattore di Diacronie e Alfredo Sasso, esperto di Bosnia e redattore di East Journal, e il giornalista Angelo Attanasio e il fotografo Marco Ansaloni, rientrati da pochissimo da Mostar e Mitrovica per un progetto che stanno portando avanti da qualche tempo e che è davvero di grande interesse: Living on the Edge. Ormai sono degli appuntamenti fissi anche quelli con la signora Gina, attivissima mamma sempre preoccupata per il figlio perso nelle notti barcellonesi, e con Bruno, il comico serio, che, non sappiamo come, è riuscito ancora una volta ad entrare nei nostri studi e a raccontarci una barzelletta… ma in questo finale di puntata ci lasciamoammiccare da un rock- blues arrabbiato e ironico, condito di parole che sanno infilzarsi di poesia e scivolano giù bene. Proprio come l’último trago di oggi: loro si chiamano Guignol, come le marionette francesi che fanno pernacchie al mondo, dal 2008 hanno messo nei loro dischi (quattro: l’ultimo, Addio, Cane! è proprio nuovo nuovo) una critica graffiata e lucida, burlesca, un canto al malessere che si fa protesta. Una risata… ci seppellirà, recita il titolo del penultimo album, e da lì andiamo a pescare il pezzo di oggi: Il Paradosso. A venerdì prossimo!

Di racconti del mare, di pastori sardi e di betoniere di polenta (16 novembre 2012)

Di racconti del mare, di pastori sardi e di betoniere di polenta (16 novembre 2012)

È uno Zibaldone dedicato soprattutto alla musica quello di questa settimana, con la presentazione in anteprima mondiale di un album e la presenza in studio di una meravigliosa cantante. Abbiamo pensato dunque di scaldare i motori con un grande del passato, con la sua voce inconfondibile: Barry White. Non siamo però riusciti a toglierci di dosso la visita dell’ormai immancabile Bruno, il comico serio, che questa volta ci ha raccontato della sua infanzia e della sua fuga da casa… Lasciatoci alle spalle Bruno, arriva il piatto forte della puntata. È con grande piacere che vi presentiamo in anteprima l’ultimo lavoro degli Agricantus, una delle più famose band di world e ethno music italiane. Questa volta siamo stati noi ad andare a trovare Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr nello studio del gruppo, dove è stato prodotto questo meraviglioso Kuntarimari, un concept album dedicato agli oceani e soprattutto al nostro Mediterraneo. Kuntarimari in siciliano significa infatti “Racconti del mare”. Dieci pezzi ispirati a storie reali e a favole di mare, ai quali, oltre agli altri tre membri della band (Lutte Berg, Mauro Sigura, Guille Mokotoff) hanno partecipato artisti di diverse parti del mondo, come la cantante neozelandese Tamar McLeod Sinclair, il cantante sufi tunisino Mounir Troudi, il cantautore turco Onur Erbas, il rapper siciliano Jaka e il flautista nepalese Binod Katuwal. Kuntarimari verrà presentato dal vivo proprio a Barcellona nel concerto che gli Agricantus daranno giovedì 22 novembre nell’ambito del Festival Cose di Amilcare. Per maggiori informazioni, cliccate qui. La Repressione Today era nata lo scorso aprile sull’onda lunga dello sciopero generale del 29 marzo, come spazio di controinformazione, minuscolo ma tenace, davanti alla criminalizzazione del dissenso e, appunto, alla sua repressione da parte della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra. Ora, dopo il 14 novembre, secondo sciopero generale del 2012, l’incoercibile Banzo prova a mettere un po’ di ordine nell’alluvione di dati, immagini e impressioni che hanno inevitabilmente fatto seguito alla manifestazione. Purtroppo, anche stavolta non sono mancati episodi incresciosi, dall’ingiustificabile aggressione di un ragazzino di tredici anni a Tarragona, le cui conseguenze potete vedere nell’immagine, ai nuovi casi di ferite da proiettile di gomma: il 29 marzo, tra gli altri, avevano perso un occhio due nostri concittadini, mentre ora si aggiunge a questa triste contabilità una donna di 42 anni, colpita in pieno centro intorno alle 21.00, quando la manifestazione volgeva al termine. Sono poi stati registrati i casi di un ragazzo ferito alla bocca e un giornalista dell’Agència 29 ferito alla gamba nonostante portasse evidenti segni di riconoscimento. Anche questa volta, come sempre cercheremo di aggiornarvi sugli sviluppi di questi casi che, con le elezioni catalane alle porte, si annunciano convulsi.. In questa puntata non è stata con noi la nostra carissima Eva Vignini e dunque abbiamo dovuto fare a meno del consueto appuntamento con la Trash Zone. Abbiamo però pensato di telefonare direttamente noi alla signora Gina, che, come è oramai tradizione zibaldoniana, ci ha raccontato tutto quel che ha fatto durante la settimana e ci ha aggiornato sulla ricerca del figlio “scomparso” nelle notti barcellonesi… Nella seconda parte del programma è venuta a trovarci una cantante che avevate già conosciuto qualche tempo fa e che ha partecipato al nostro album The Zibaldone Radio Experience. E di cui, tra l’altro, abbiamo parlato indirettamente anche nella prima parte del programma, avendo collaborato all’ultimo lavoro degli Agricantus. Stiamo parlando di Tamar McLeod Sinclair, cantante e musicista neozelandese, installatasi a Barcellona da poco più di un anno. Tamar ci ha parlato dei suoi nuovi progetti e dei suoi concerti. Come quello di venerdì 16 novembre, nell’ambito dell’importante 44 Voll Damm Festival Internacional de Jazz de Barcelona. Abbiamo approfittato per farvi sentire qualche altro pezzo del suo bellissimo album, The Heart Notes, che raccoglie le esperienze umane ed artistiche di Tamar nei suoi sei anni in giro per l’Europa. E per l’último trago di oggi ci troviamo a rovistare, come spesso capita, tra le parole strimpellate di un cantautore. Questa volta arriviamo ancor prima dell’esordio, ancor prima del primo disco: lui si chiama Boris e sta per ora mettendo in circolo canzoni sparse, in attesa che ne sorga l’album d’inizio.  Viene da Sestri Levante, paesino della costa ligure a cui Vecchioni dedicò la fine di un amore, c’è un po’ di luce del mediterraneo e un po’ di malinconia sottile ed autoironica, c’è una chitarra da menestrello e una voce che punzecchia. E tra queste canzoni «facili facili, di pratico consumo», come le descrive l’autore, ripeschiamo per voi un pezzo fuori luogo e fuori tempo: Temporali estivi.

Di Pino Piras, di Jimi Hendrix e di Aspromonte (23 novembre 2012)

Di Pino Piras, di Jimi Hendrix e di Aspromonte (23 novembre 2012)

Abbiamo iniziato forte qui a Zibaldone per questa puntata di fine novembre. E lo abbiamo fatto con la musica. Quella dei Quintorigo, band romagnola attiva da quasivent’anni, che ritornano in pole position con un album meraviglioso in uscita in questi giorni in Italia. Si intitola Quintorigo experience ed è un tributo alle migliori canzoni di Jimi Hendrix. O meglio, una rilettura dei pezzi di Hendrix che hanno fatto la storia del rock: da Foxy Lady a Hey Joe, da Voodoo Child a Purple Haze. Una rilettura particolare con le sonorità che hanno reso unici i Quintorigo. E con alcune novità: la voce di Moris Pradella e la collaborazione di alcuni ospiti di lusso, come Vincenzo Vasi (ossia, Vinicio Capossela), Michele Francesconi e Eric Mingus. Dalla musica alla politica il passo è breve, lo sapete bene. A tenere banco in questa nuova puntata della Repressione Today è l’onda lunga di eventi e mobilitazioni che ha seguito lo sciopero generale del 14 novembre. Il nostro incoercibile Banzo ci parla della campagna Ojo con tu ojo, nata a sostegno di Ester Quintana, l’ennesima e più recente vittima dei famigerati proiettili di gomma della polizia catalana, e che in pochissimi giorni ha ricevuto l’appoggio di vari esponenti del mondo dello spettacolo e di moltissimi cittadini: la concentrazione del 21 novembre davanti alla Conselleria d’Interior, il «ministero degli interni» catalano, ha infatti radunato circa cinquecento persone, moltissime delle quali con una benda sull’occhio, simbolo della protesta. Affluenza simile per la manifestazione che il giorno dopo si è proposta di denunciare la corruzione di Convergència i Uniò, il partito di governo che si candida a rivincere le prossime imminenti elezioni. Si è parlato anche della controversa azione di Anonymous, che come ritorsione per l’aggressione di due minorenni a Tarragona lo scorso 14 novembre, ha pubblicato i nomi di 41 presunti agenti antisommossa dei Mossos d’Esquadra: ma l’autenticità dei dati è fortemente contestata dalle autorità competenti. Sotto i riflettori anche l’episodio che ha dato il via ai disordini alla manifestazione barcellonese, l’incendio di due camionette della Policía Nacional, che ha originato un’aspra polemica tra il governo catalano e la delegazione del governo centrale. E per questa settimana è davvero tutto. È poi tornata a farci visita la bravissima cantautrice catalana Rusò Sala. Accompagnata dalla sua chitarra, Rusò ci ha proposto due meravigliosi pezzi dal vivo. Il primo è unavera perla. Si intitola La casa ed è una poesia di Cesare Pavese che Rusò ha musicato e che si trova all’interno di Cose di Amilcare, il doppio cd che accompagna l’omonimo festival di canzone d’autore che si sta svolgendo in questi mesi a Barcellona e a cui parteciperà a metà gennaio insieme al triestino Toni Bruna. Con Rusò abbiamo parlato anche del Premio Pino Piras, una rassegna musicale arrivata alla sua quintaedizione – vinta proprio da Rusò Sala – e dedicata a questo straordinario cantautore, poeta e scrittore algherese scomparso nel 1989. Della figura di Pino Piras e di questo premio ne abbiamo parlato anche in un collegamento telefonico con Claudia Crabuzza, cantautrice, musicista e organizzatrice della rassegna, che ci ha proposto alcuni pezzi di Pino Piras nella versione che ha interpretato con Claudio Gabriel Sanna. La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata  oggi a Truce Baldazzi. Mito assoluto del web, fisico imponente e sguardo incazzato è un ragazzo di  Pianoro di 22 anni originario dello Sri Lanka. Pessimo rapper dotato di una genuina grossolanità, disarmante e sincera come un cazzotto in faccia. Truce Baldazzi  è semplicemente unsostenitore del pensiero negativo, odio e rabbia sbraitati in un microfono senza alcuna finalità se non quella di sfogarsi per le sofferenze “Minorili” subite tanto da desiderare di lanciare una bomba sulla scuola media di Rastignano. Truce Baldazzi, si sente uno sfigato e lo urla al mondo, mandando a fare in culo la sua ex ragazza, i suoi professori ed allo stesso tempo il ritmo e la grammatica italiana con dei pezzi che sono ormai degli slogan. Dietro a tanto sbraitare il suo grido tuttavia non può non suscitare una certa tenerezza, quella del ragazzino che si ingozza di merendine a lezione e viene sgridato dalla maestra. Prima e dopo Truce Baldazzi non poteva mancare dell’altra satira e dell’altra comicità, come quella della signora Gina, immancabilmente alla ricerca del figlio che non da segnali di vita, e quella di Bruno, il comico serio che oramai si è piazzato in pianta stabile negli studi di Contrabanda e ci tormenta con il suo repertorio di barzellette, canzoni e… questa volta pure di serenate! Una scimmia rossa accovacciata su un ramo che fuma e fa le boccacce fa da controcanto all’ultimo trago di oggi. Per l’ultimo sorso nel fondo della puntata Laura è tornata a rovistare nella brulicante piazza palermitana, ultimamente molto fertile di novità. L’etichetta rock che più rock non si può (ovvero, La Tempesta, che spesso chiude le nostre puntate) ha pubblicato qualche mese fa Piombo, polvere e carbone, secondo album del trio Pan del Diavolo: disco arrabbiato e denso, gridato, una carica di aria in viso in questi tempi annaspati. E diamo voce allora a questa Scimmia urlatore che si agita dentro al petto. A venerdì prossimo!

Di Sandy, di Robert e di Busy Family (30 novembre 2012)

Di Sandy, di Robert e di Busy Family (30 novembre 2012)

Anche in questa puntata di Zibaldone abbiamo iniziato con un’interessante uscita musicale. Si chiamano Busy Family e sono una band composta da cinque musicisti di diversa estrazione: Simone Zampieri (voce e chitarre), Marco Corsi (voce e tastiere), Giorgio Pacileo (chitarre), Mauro Da Rold (basso) e Gabriele Starini (batteria). Pochi mesi fa sono usciti con il loro album d’esordio, Advice for your next failure, un album che ingloba svariati generi musicali che spaziano dal pop più spensierato al folk più intimista: Beatles, tromboni, Wilco, chitarre, fisarmoniche, Badly Drawn Boy, bassi e batterie acustiche ed è interamente autoprodotto. Un album che sfuma dal pop più allegro della prima parte al folk più introspettivo/intimista della seconda. Ve li abbiamo presentati con l’aiuto di Doris Zaccone (Radio Capital), di passaggio da Barcellona e dalla nostra radio per un interessante progetto sugli italiani che vivono all’estero. E da Advice for your next failure ci siamo ascoltati The Busy Family e Clyde Beatty. Era da un mese e mezzo oramai che non sentivamo la sua voce durante le nostre due ore settimanali di Zibaldone. Ed era proprio ora di sapere come se la stava passando nellaGrande Mela. Stiamo parlando del grande Ricky Russo, autore e speaker di In Orbita, storico programma di Radio Capodistria. In questi mesi Ricky Russo si trova a New York, dove sta seguendo la scena musicale ed artistica di una città ricca di sorprese. In questo collegamento ci ha raccontato di Sandy, della rielezione di Obama e di tante altre cose… da non perdere! E a proposito di viaggiatori per le Americhe, non potevamo non collegarci anche con il nostro giramondo, Carlo Taglia, che da oltre un anno sta viaggiando senza aerei. Dal Nepal da dove è partito nell’autunno del 2011, Carlo è ora arrivato in Argentina. E pare che nella bella Córdoba voglia stabilirsi per un bel po’… Puntata densissima questa settimana per la Repressione Today del nostro ignifugo Banzo: si comincia con lo sciopero della fame di cinque dipendenti di Telefónica contro i licenziamenti per malattia agevolati dalla riforma del lavoro del 2010, giunto a conclusione dopo 23 giorni lo scorso 27 novembre, purtroppo senza riuscire a ottenere la riassunzione di uno dei cinque lavoratori, ragione originaria della protesta. Si prosegue con la notizia del secondo indulto concesso a quattro Mossos d’Esquadra ripetutamente condannati per aver torturato un cittadino rumeno innocente scambiato per un rapinatore ricercato, indulto che ha suscitato l’indignazione di circa duecento giudici che hanno pubblicato un manifesto contro l’uso strumentale e opportunista di questa misura. Una menzione per la riapertura del caso di Juan Pablo Torroija, cittadino argentino morto a Girona lo scorso luglio in circostanze misteriose mentre si trovava sotto custodia della polizia e le prime dichiarazioni pubbliche di Ester Quintana, la più recente vittima dei famigerati proiettili di gomma della polizia catalana. In conclusione, un flash sulle polemiche legate alle annunciate celebrazioni del centoventesimo anniversario della nascita di Francisco Franco, duramente criticate dalle associazioni per la memoria come offesa alle vittime della dittatura. La Trash Zone della carissima Eva Vignini dopo aver accolto tra le sue braccia materne ogni sorta di caso umano – cantanti, attori, maghi, pseudo artisti incompresi che popolano o hanno popolato il sordido mondo del tubo catodico italiota – dedica lapuntata di oggi a Giuseppe Giralico. Il predicatore di Veroli, portato alla ribalta da Mai dire tv,  conduceva la trasmissione La Fonte della Vita sull’emittente privata Spazio TV.  Punti salienti delle sue prediche religiose erano il pesante accento del frosinate, le evidenti difficoltà di composizione della frase e il ricorso a litanie in pseudo- aramaico per sottolineare i punti salienti.  La sua visione genuinamente retrograda, la sua ingenua avversione per i fedeli di altre religioni, gli omosessuali, le donne e le targhe alterne e le parolacce lo rende perfetto per infondere un po’ di morale trash nei nostri animi immondi e peccaminosi. Ammen Ammen ola shikiria assaianda! Dopo parecchi mesi è ritornato a farci visita con la sua bella rubrica Volatili perDiabetici il nostro caro Angelo Scimia. Accompagnato, come sempre, da un’accurata selezione musicale, questa volta il nostro caro Angelo – come dicevano Mogol e Battisti – ci ha parlato dei fumetti di Robert Crumb. O sarebbe meglio dire, della figura di Robert Crumb, classe 1943, considerato il padre del fumetto underground americano. Angelo ci ha letto alcuni passi dell’intervista curata da Robert Poplaski sulla formazione, l’infanzia e l’adolescenza di Crumb. Il titolo? The Robert Crumb Handbook. Godetevelo! Come al solito, non poteva mancare nemmeno Bruno, il comico serio che ogni settimana si impossessa del microfono e inizia a raccontare barzellette, storielle, frizzi, lazzi e chi più ne ha più ne metta. In quest’occasione, attenzione attenzione, si è gettato di petto sul catalano… della signora Gina invece non abbiamo avuto notizie… però abbiamo fortunosamente ritrovato un cellulare e curiosando, ci siamo permessi di ascoltare la segreteria telefonica… La nostra cara Laura è assente giustificata per alcune puntate e, almeno per oggi, il Consiglio Musicale della Settimana tocca al Banzo, che accetta felice questo ruolo di supplente precario per parlarci dei manzOni: questo gruppo veneto che lo scorso ottobre ha pubblicato per Garrincha Dischi il suo secondo album, Cucina Povera, cipropone un affascinante post-rock dal passo pensoso e dai toni intimi, ma che a volte non disdegna le asperità del noise. Le trame avvolgenti dei brani accolgono la voce spaesata e spaesante di Gigi Tenca, che parla, parlotta, biascica, e a volte cerca timidamente di seguire la musica mentre racconta storie di amara quotidianità, costruite su impressioni visive nitide, trasfigurate da metafore impreviste. I nomi che quasi inevitabilmente vengono alla mente durante l’ascolto sono i Massimo Volume e Piero Ciampi, che la voce dolente di Tenca richiama in più di una circostanza, ma aldilà del gioco dei riferimenti, la musica dei manzOni è perfettamente autosufficiente nella sua straordinaria forza evocativa. Il brano che vi facciamo ascoltare è la malinconica In Toscana. Alla prossima settimana!

Di morti per la patria, di imprecazioni e di strade (7 dicembre 2012)

Di morti per la patria, di imprecazioni e di strade (7 dicembre 2012)

È arrivato il freddo inverno anche qui sul litorale catalano, cari aficionados di Zibaldone. Oramai è tempo di sciarpe, guanti di lana e cappotti. E di un buon whisky, piuttosto che la birra fresca che siamo soliti scolarci prima di salire in trasmissione. Ma è tempo anche di nuove uscite musicali e di concerti. Abbiamo voluto iniziare con questi ultimi qui a Zibaldone per informarvi di due prossimi incontri musicali che si svolgeranno nella ciudad condal. Innanzitutto il terzo appuntamento con il Festival di canzone d’autore Cose di Amilcare, che dopo Jarek Nohavica e gli Agricantus, porta a Barcellona un’accoppiata di grandi cantautori italiani: il piacentino Dente e il calabrese Peppe Voltarelli. Il concerto si terrà al C.A.T. di Gràcia sabato 15 dicembre. E poi il torinese Paolo Rigotto che suonerà per la prima volta a Barcellona in due locali underground, come lo storico Bar Pastis e il Milingo Loft del Poble Nou, il 19 e il 21 dicembre. Per quanto riguarda invece le uscite musicali di quest’inizio di dicembre vi abbiamo proposto il nuovo lavoro dei Fuzz Orchestra. Rock duro e molta politica, se dovessimo riassumerlo in quattro parole. Partendo dall‘improvvisazione radicale, la band, nata nel 2006 e che ha già al suo attivo due album e oltre 200 concerti tra l’Europa e gli Stati Uniti, è arrivata alla definizione di un sound basato su strutture di matrice heavy rock, prodotte da batteria e chitarra, su cui si innestano flussi noise ed audio samples tratti da film, documentari e vecchi vinili. Il loro terzo album, Morire per la patria, ci è piaciuto molto. Per la musica e, ancora di più, per il messaggio in esso contenuto, che di questi tempi cade come il cacio sulle pere. Oltre al singolo che dà il titolo all’album, ci siamo sentiti anche la graffiante In verità vi dico. Se ne volete sapere qualcosa di più, entrate qui. Le uscite musicali sono davvero molte in questa fine 2012 e non ce l’avremmo fatta a farcela da soli. Abbiamo pensato bene di farci aiutare dal nostro Berardo Staglianò,anima e voce del programma Sentieri Sonori della lussemburghese Radio Ara. Berardo è sempre molto attento al panorama musicale italiano, soprattutto al mondo dell’indie. Oltre a farci un ripasso delle ultime uscite di quest’autunno, Berardo ci ha fatto conoscere due artisti di grande qualità, come il romano Massimo Giangrande, attivo sulle scene da parecchi anni, e una vera novità dal nome cortissimo: Ed. Sentiteveli, perché meritano davvero! E ricordatevi che Sentieri Sonori va in onda ogni sabato dalle 11.30 alle 13.00 e che lo potete sentire dovunque voi siate dalla pagina web di Radio Ara. Il Banzo, care amiche e cari amici, questa volta è stato colpito dai mali di stagione. Noi abbiamo cercato di fare il possibile anche in sua assenza. E vi abbiamo proposto una versione ridotta della Repressione Today, o come l’ha voluta chiamare il Banzo, unaViral Edition. Dal suo computer, l’incombustibile ed ergonomico nostro collaboratore ci ha mandato una breve panoramica di quel che è successo in quest’ultima settimana, tra le dichiarazioni inaccettabili del conseller catalano Felip Puig sull’incidente a Ester Quintana e la manifestazione dei No TAV a Lione. E molto altro. Ma molto altro è anche quello che vi proponiamo noi dagli studi di Radio Contrabanda affacciati sulla Plaza Reial di Barcellona. In questa puntata le sorprese sono state molte. Come gli ospiti. Innanzitutto, abbiamo ricevuto di nuovo una telefonata della signora Gina con cui abbiamo parlato del suo caro figlio Dani (e del suo lavoro, che potremmo definire, “piccante”…). Poi è ricomparso, immancabile e puntualissimo, quello strano personaggio che si fa chiamare Bruno e che dice di essere un comico serio. Ma poi, udite, udite, abbiamo ricevuto la visita, del tutto inattesa, di Don Cosimo, un prete calabrese che parecchi mesi fa ci chiamò in diretta e fece outing… pare che la sua sincerità gli sia costata cara… La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi al tema: Giornalismo ed imprecazioni ed in particolare al mai troppo compianto Germano Mosconi,giornalista e conduttore televisivo veronese che con il suo look elegante, riporto ed occhiali a goccia ci ha regalato ben più di un sorriso. Se dovessimo dedicargli il titolo di un film sarebbe senza dubbio alcuno Non aprite quella porta! Porte chiuse male, rumori molesti e qualsiasi cosa determinasse il fermo delle riprese sembravano estenuare il povero Mosconi generando in lui una genuina tendenza all’imprecazione. Non lasciandoci condizionare da ipocrisie post mortem  ricordiamo i suoi fuorionda e le sue bestemmie con immutato affetto. Di solito, l’ùltimo trago delle nostre puntate tenta di affacciarsi sulle novità musicali, sugli esordi, sui gruppi che si stanno facendo le ossa e le corde vocali negli scantinati e nei furgoni in trasferta. Ma quest’oggi speriamo ci concederete l’eccezione di dedicarci invece a un gigante già consacrato: Laura è andata in Italia apposta, per acciuffare l’ultimo disco di Francesco De Gregori, uscito qualche settimana fa e pronto qui per snocciolarsi alle vostre orecchie. S’intitola Sulla strada, come quei romanzi che leggevamo negli anni Sessanta, e al solito si presenta in una cornice rock che ormai conosciamo: da una ventina d’anni ormai il Principe racconta il mondo condendolo del suono di bassi e batterie, un po’ per farcelo mandar giù meglio, un po’ per far la linguaccia a quell’etichetta che vuole i cantautori seduti sullo sgabello con una chitarra acustica a piangere su se stessi. Questo è invece un disco che arriva leggero, vivace, critico. «Non si riesce a vedere cos’è, ma deve essere strada», gli sentiamo dire nella canzone d’esordio, una strada che non è in discesa, da percorrere «a passo d’uomo» («altra misura non conosco, altra parola non suono») , dove s’affacciano i fantasmi sghignazzanti del passato («fischia il sasso fischia il vento, sta arrivando il Novecento» recita il bellissimo pezzo Belle Epoque che ci ascoltiamo oggi) ma dove il futuro si vede e manda segnali. De Gregori è ironico, intimo e sa vivere nel proprio tempo. Non c’è più il giovane Nino della classe ’68 che cammina con le sue scarpette di gomma dura, c’è invece una Ragazza del ’95 che s’imbarca su un aereo low-cost e prende il volo verso nuovi lidi e nuove speranze. Come dire, ascoltiamoci questo disco, che ha qualcosa da raccontare. Noi, invece, ci riascoltiamo venerdì prossimo!

Di cinema italiano, di poncharelos e del piccolo Lucio (14 dicembre 2012)

Di cinema italiano, di poncharelos e del piccolo Lucio (14 dicembre 2012)

Ci stiamo avvicinando alla fine del mondo. Almeno così dicono i Maya e molti altri ciarlatani che popolano questo nostro povero pazzo globo terracqueo. Noi zibaldoniani però non ci pieghiamo, né ci spezziamo: continuiamo imperturbabili sulle barricate di Barcellona, informando, contro-informando, scherzando, ridendo e proponendo della gran bella musica. La prossima settimana, in barba ai Maya e ai ciarlatani di cui sopra, abbiamo deciso di intervistare qui nei nostri piccoli studi Paolo Rigotto, musicista, cantante e performer torinese che alla fine del mondo aveva dedicato proprio una canzone qualche tempo fa. E alla fine del mondo dedicherà uno spettacolo qui a Barcellona… Questo venerdì abbiamo voluto fare un tuffo nella settima arte, ossia nel cinema. E più in concreto nel cinema italiano che si proietta a Barcellona. Sì, perché tra il 14 e il 18 dicembre si tiene nella ciudad condal la prima edizione della Mostra de Cinema Italià de Barcelona (MCIB), organizzata dall’Istituto Luce e dal Ministero Italiano della Cultura. Un incontro davvero interessante che permetterà a catalani e spagnoli di conoscere le ultime novità del cinema italiano, come Magnifica presenza di Ferzan Özpetek, È stato il figlio di Daniele Ciprì, Pinocchio di Enzo d’Alò o Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana. Non ci saranno solo lungometraggi di registi affermati, ma anche lavori di artisti emergenti, cortometraggi di grande qualità e la copia restaurata di Stromboli di Roberto Rossellini. E molto di più. Come la presenza di quasi tutti i registi e dell’attore Elio Germano. Di tutto questo abbiamo parlato con Daniela Aronica,  responsabile del progetto a Barcellona e presidente del Centro di Studi sul Cinema Italiano (CSCI). Per maggiori informazioni sul MCIB, cliccate qui. Dopo una settimana di malanni, torna l’incoercibile Banzo con la sua Repressione Today, la rubrica di controinformazione più amata dagli zibaldoniani. Il Banzo riprende le fila del caso di Ester Quintana, la più recente vittima dei famigerati proiettili di gomma dei Mossos d’esquadra, sviscerando la spy story di rapporti confidenziali occultati, smentite, controsmentite e mezze verità che hanno caratterizzato le ultime apparizioni dell’ineffabile conseller d’interior Felip Puig, chiamato a pronunciarsi in più d’un occasione sull’operato della polizia in occasione dello sciopero generale del 14 novembre e sulle controverse circostanze del ferimento di Ester. Ma si è parlato anche delle proteste degli ospedali catalani contro i tagli alla sanità, guidate dal personale dell’Hospital Sant Pau, che da oltre due settimane porta avanti una serrata di protesta con la partecipazione massiccia degli abitanti del quartiere. Non è mancato anche uno sguardo all’Italia, con il caso della nuova sede di Casa Pound a Bologna, fatta oggetto del lancio di una bottiglia molotov solo alcuni giorni dopo una grande manifestazione di protesta pacifica per le vie della città, azioni tra le quali sembra non sussistere nessun vincolo. Il gesto ha suscitato polemiche tra le forze politiche del quartiere, divise tra una ragionevole condanna della violenza e i rischi di legittimazione di una organizzazione dichiaratamente neofascista quale è appunto Casa Pound. La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi al piccolo Lucio una sorta di Pierino napoletano ciccione ed arrapato. In realtà, la sua linea stilistica, oltre all’estetica assolutamente trash dei suoi video ed allo stile neomelodico, non è altro che una rassegna gastronomica di cibi escludendo tutti quelli più salutari e dichiarando il proprio amore per quelli più grassi e ipercalorici. Il suoi pezzi più famosi: A me me piace a nutella e Coca cola e patatine sono un vero inno alla sregolatezza alimentare ed all’obesità, mentre in Donna bambina e Mi chiami o non mi chiami la celebrazione del cibo viene messa in correlazione con la conquista sentimentale di bambine dodicenni ammiccanti che imparano ad essere donne dalla televisione. Un spaccato sociale trash grottesco ed agghiacciante sui figli malati del berlusconismo. Sapete che Zibaldone è un porto di mare e in studio da noi passano davvero tutti i matti. La settimana scorsa abbiamo avuto la visita di Don Cosimo, che questa settimana non è apparso. Chissà cosa sarà successo al prelato calabrese in fuga dalla sua terra dopo aver fatto pubblicamente outing… immancabile, invece, Bruno, il comico serio, che è apparso poco prima della fine della trasmissione. Speravamo di essercelo tolto dalle scatole, ma invece, puntuale come un orologio svizzero, è arrivato, riuscendo ancora una volta a farsi aprire la porta di Radio Contrabanda… ma i matti se non arrivano direttamente in studio, ci chiamano per telefono… E così è stato anche questa volta con la signora Gina che si sta preparando per le feste in attesa del suo dolce pargolo, quel Dani che abbiamo scoperto essere un riconosciuto attore porno residente ormai da parecchi anni qui a Barcellona… Ma tra uno scherzo e l’altro, c’è stato il tempo anche di una bella intervista con due membri di un gruppo davvero promettente. E soprattutto divertente. Ritmi latini, ma non solo. Loro lo definiscono latin-ska-funk. Fa ballare, questo non c’è dubbio. Il loro nome? The Poncharelos, in onore a quel poliziotto dei Chips che gironzolava per le strade di Los Angeles in sella a una motocicletta con degli occhiali da sole a goccia e lo stile di un vero latin lover. In studio sono venuti a trovarci due membri di questa composita e numerosa band: l’italiano Nico Di Tullio (pianista) e il venezuelano Ángel Rodríguez (bassista). Ma i Poncherelos sono addirittura sette e quasi tutti di paesi diversi: oltre a Nico e Ángel, ci sono un altro venezuelano, un greco, un francese, un argentino e un catalano. Una vera amanida musical, come si dice alle volte qui in Catalogna. Con Nico e Ángel abbiamo parlato della storia di questo gruppo, nato qualche anno fa, e del loro nuovo album, uscito a fine novembre, di cui vi abbiamo proposto tre pezzi. Per saperne di più sui Poncharelos, schiacciate qui. Ci sono i gruppi e ci sono i Supergruppi, quelli con il mantello e la calzamaglia che accorrono a sgominare i malandrini, quelli che sono formati dei personaggi di altri gruppi e che si uniscono solo per dare il meglio di loro stessi, solo per giocare, solo per una volta. L’último trago di oggi si dedica a uno di questi, di cui già si dovrebbe parlare al passato, come dichiarano nel loro comunicato stampa perché già non esistono più: si presentano con il nome (audace, a dire il vero) di Craxi, con un disco dalla copertina monocolore (rosso), con sonorità da rock sperimentale che sa di new wave. C’è chi viene dai Mariposa, chi dai Calibro 35, qualcuno è passato anche dagli Afterhours e dagli Zeus! Il curriculum c’è tutto, per un disco che suona bene, che ammicca e provoca, dai testi giocosi e contorti. E c’ascoltiamo allora Dentro i battimenti delle rondini, canzone che da il titolo a quest’album appena fatto che vale la pena di ascoltare con attenzione.

Della (presunta) fine del mondo. E di nient’altro (21 dicembre 2012)

Della (presunta) fine del mondo. E di nient’altro (21 dicembre 2012)

Poteva essere l’ultima puntata del nostro Zibaldone. E invece no. Siamo ancora qui, belli e snelli. E soprattutto: alive & kicking. Come ha dichiarato in un momento di gioia post concerto Paolo Rigotto: “Fanculo ai Maya”. Tutto questo per dire, cari aficionados e care aficionadas di Zibaldone che la puntata del 21 dicembre, l’ultima puntata in diretta del 2012, è stata dedicata a questa possibile conclusione delle nostre vite e del nostro programma radiofonico. Non a caso l’ospite d’onore è stato Paolo Rigotto che un paio d’anni fa incise una canzone intitolata La fine del mondo. Ma chi è Paolo Rigotto? Paolo Rigotto è un musicista, cantante e performer torinese. Rigotto nasce come batterista. E lo è ancora, partecipando in vari progetti, come quello della Banda Elastica Pellizza, premiata recentemente con la Targa Tenco. Ma nell’ultimo triennio Rigotto ha iniziato seriamente anche una carriera in solitario con un paio d’album di grande qualità. Il primo, Corpi Celesti, è uscito nel 2010. Il secondo è uscito a metà del 2012 e il titolo è Uomo Bianco. Definire la musica di Rigotto è cosa complessa. C’è del rock, c’è del pop, c’è dell’ironia che a volte si tramuta in qualcosa di simile alla demenzialità, c’è dell’elettronica. Ma c’è soprattutto molta creatività e un grande coraggio di mettersi in discussione e di far pensare. Perché con pezzi come Uomo Bianco, English Soup, È successo, Quasi quasi, Cambiare musica quello che Rigotto ci dice è che si può ridere e pensare allo stesso tempo. E anche fare della critica sociale. Una caratteristica presente già nel precedente Corpi Celesti, con canzoni come Scheda Madre o Madama Dorè, di cui vi consigliamo anche i videoclip. Di tutto questo abbiamo parlato con Rigotto, oltre che di tante altre cose: della vita, soprattutto (con i Pink Floyd come sottofondo). Manca solo un dato: Rigotto era a Barcellona per la sua prima tournée spagnola: un concerto unplugged al Bar Pastis e una performance nel nuovissimo Milingo Loft. Dopo aver visto il secondo spettacolo di Rigotto quello che vi diciamo è solo: RIGOTTO SANTO SUBITO. Date un’occhiata alla sua web: cliccate qui. Maya o non Maya, eccovi l’ultima puntata dell’anno per la Repressione Today dell’imperscrutabile Banzo: e se nel 2013 questa rubrica non dovesse più esistere ci auguriamo che sia per un’improvvisa e sorprendente mancanza di notizie e non per la sparizione cruenta del mondo universo. Nel frattempo, quest’oggi parliamo di un recentissimo sondaggio tra i senzatetto spagnoli, incaricato dall’Instituto Nacional de Estadística, che conferma il violento impatto della crisi nella vita dei cittadini spagnoli. Torniamo poi a occuparci di Hervé Falciani, l’informatico che col suo apporto ha dato un contributo decisivo alla lotta contro la grande evasione fiscale, ma che la Svizzera vuole processare per violazione di segreto bancario: detenuto in Spagna dal 1 luglio, Falciani dovrebbe essere uscito di prigione da circa una settimana, anche se il governo spagnolo non si è ancora pronunciato sulla sua estradizione alla Svizzera. Torniamo anche a parlare di proiettili di gomma, uno dei temi ricorrenti della nostra rubrica, ma questa settimana ci spostiamo dalla nostra Catalogna al Messico, dove la pericolosa arma sarebbe stata usata contro i manifestanti nel corso delle proteste contro l’insediamento del nuovo presidente Enrique Peña Nieto. In chiusura, torniamo in Italia per occuparci della fondazione di Alba Dorata Italia, filiale indipendente del partito filonazista greco, che ha appena celebrato la sua assemblea costituente nel disinteresse generale e si segnala finora per le pittoresche e confusionarie dichiarazioni dei suoi altrettanto pittoreschi e confusionari promotori. La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi ad una peculiare figura di giardiniere cantante che ci ha ammorbato con una serie di noiosissimi programmiriguardanti il giardinaggio. Luca Sardella, che sfoggiava un look a dir poco agghiacciante fatto di scoppole dai colori pastello camicie a quadrettini e vestiti da campagnolo, non contento del suo pollice verde ha deciso di torturarci concentrandosi anche su un’altra passione: la musica. Da paroliere a interprete Luca Sardella comincia a produrre tutta una serie di orrendi pezzi musicali. Da ricordare sono un reggae dal titolo improbabile Mi rode e mi scoppia, e poi Un coccodrillo dentro me, ma soprattutto ci sembra degno di nota Pace e Libertà , l’inno dell’Udc che con impareggiabile lungimiranza ha deciso di affidargli Pier Ferdinando Casini. E per dimostrarvi che non è vero che a natale siamo tutti più buoni abbiamo voluto costringervi ad ascoltarlo. Tra serio e faceto, non potevano mancare le interruzioni di due personaggi che, da vicino o da lontano, si sono convertiti malgrè nous, in ospiti fissi del nostro programma radiofonico. Già sapete di chi stiamo parlando: la signora Gina che ci ha raccontato avventure e disavventure del presepio condominiale e quel fanfarone di comico serio che si presenta con il nome di Bruno, che ha continuato con le solite fregnacce, questa volta con un tocco natalizio. Ridere non serve però per scacciare le brutte notizie di questi tempi bui e selvaggi. Vi abbiamo infatti informato della chiusura, con la fine del 2012, di Info Idiomes di Barcelona Televisiò (BTV), un programma televisivo in cui si dava voce a 18 comunità straniere residenti a Barcellona, tra cui quella italiana. Un programma che esisteva da oltre 13 anni e che, tra l’altro, non comportava costi rilevanti per BTV. Strano dunque che la chiusura di questa bella esperienza di integrazione e di informazione in differenti lingue sia motivata da ragioni economiche. Ci sembra poco credibile, a dire il vero. E ci sembra, purtroppo, che le motivazioni politiche siano la vera ragione di questa decisione. Un’altra pessima notizia per chiudere questo duro 2012 che dimostra come l’integrazione delle comunità straniere a Barcellona stia diventando un’utopia in una società sempre più chiusa su se stessa. E in questo clima di apocalissi annunciata (come dice Max Manfredi,  I segni della fine non mancano, ma la fine non c’è mai) torniamo a dedicarci, per l’último trago nel fondo della puntata, a un Grande Vecchio della musica italiana, uno di quelli che in questo fertile autunno hanno deciso di mettere al mondo un disco nuovo. Che in questo caso è anche l’ultimo, come già si scorge dal titolo, come s’odora dalle canzoni che ci sono dentro, come l’autore stesso ha dichiarato. L’ultima Thule di Francesco Guccini, uscito un mesetto fa, ha infatti tutta l’aria di essere un commiato: già aveva deciso, quarant’anni fa, di chiamare così il suo ultimo disco, senza immaginare i lunghi anni di concerti e canzoni che sarebbero venuti appresso. Guccini torna a raccontare se stesso e l’incedere del tempo, canta la notte e la memoria insieme al controcanto dell’oblio, con quello sguardo nostalgico ed intimo che gli conosciamo. E in questo costante mettere il punto finale, c’è il ritratto farsesco del mondo attorno (Il  testamento di un pagliaccio) e il racconto della guerra e della Resistenza (c’ascoltiamo in sottofondo Quel giorno d’aprile). Per concludere, ritorniamo indietro di molto, ritorniamo su un esordio: siamo nel 1967, il giovane Francesco (pettinato e senza barba) incide il suo primo disco. La prima canzone diventerà famosissima e si scalfirà nella memoria di tutti, ma lui ancora non lo sa: per ora ci racconta della fine del mondo, che arriverà, certo, ma molto probabilmente Noi non ci saremo. Buone feste, cari aficionados di Zibaldone! Ci risentiamo per la prossima diretta venerdì 11 gennaio. Ma non perdetevi, nel frattempo, i due speciali di Zibaldone per le vacanze di Natale, al miglior stile vanziniano. Di cosa parleremo? Non vi diciamo nulla… a venerdì prossimo!

Zibaldone Speciale Vacanze di Natale numero 1 (28 dicembre 2012)

Zibaldone Speciale Vacanze di Natale numero 1 (28 dicembre 2012)

Per queste vacanze di natale Zibaldone vi ha preparato un doppio regalo. Due puntate speciali, dai toni e dai gusti diversi. Due puntate completamente differenti dal solito Zibaldone. Due speciali per finire in dolcezza il 2012 e per iniziare in modo piccante il 2013. In queste due occasioni, lo studio di Zibaldone non sarà il solito porto di mare, ripieno di collaboratori, ospiti, amici, infiltrati e strani personaggi. Nello studio ci sarà un solo ospite che in due ore di trasmissione avrà il tempo di raccontarci molte cose, di approfondire, di spiegare, di perdersi nei ricordi e negli aneddoti. E ci sarà (come no?!) parecchia buona musica. Per questo primo speciale di Zibaldone abbiamo pensato di invitare una delle figure di maggior rilievo del mondo della canzone d’autore italiana degli ultimi quarant’anni: Sergio Secondiano Sacchi. Sergio è già stato ospite del nostro programma in altre occasioni, come quando nel luglio scorso ci fece conoscere il cantautore ceco Jarek Nohavica. Forse non c’è nemmeno bisogno di presentarlo, ma due parole vanno dette. Nel 1972, insieme ad Amilcare Rambaldi, Sergio è stato uno dei fondatori del Club Tenco di Sanremo, che è diventato il luogo di incontro per eccellenza della canzone d’autore italiana ed internazionale. In quasi quarant’anni di vita il Tenco ha valorizzato e fatto conoscere agli addetti ai lavori ed al grande pubblico vecchi e giovani cantautori e musicisti, molti dei quali sono diventati delle icone in Italia e nel mondo. Qualche nome? Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini, Roberto Vecchioni, Vinicio Capossela, Leo Ferré, Tom Waits, Joni Mitchell e un largo eccetera che potrebbe riempire varie pagine di questo blog. Però in questa puntata Sergio non è venuto a parlarci del Club Tenco o della canzone d’autore in sé e per sé. Beh, anche di questo, senza dubbio. Ma la prospettiva è stata un’altra. In queste due ore insieme abbiamo voluto approfondire una determinata questione: la relazione tra canzone d’autore e traduzione. Sergio Secondiano Sacchi, difatti, è uno dei più rinomati traduttori di canzoni all’italiano e ne ha dato prova in questi ultimi decenni con diversi progetti – sempre in collaborazione con il Club Tenco – che hanno avuto un importante successo di critica. Alla fine degli anni Ottanta si iniziò con la riscoperta del cantautore russo Vladimir Vysotsky, scomparso nel 1980. All’inizio degli anni Novanta ci fu l’operazione incentrata sul cantautore cubano Pablo Milanés. E nel 2012 l’operazione incentrata sul cantautore spagnolo Joaquín Sabina. Ma dei progetti più recenti dobbiamo ricordarne altri due. Nel 2008 il doppio cd intitolato Quelle piccole cose, uscito sotto il nome Pan Brumisti, che contiene oltre una dozzina di canzoni tradotte all’italiano di cantautori francesi, spagnoli, catalani e brasiliani. E, alla fine del 2012, il doppio cd intitolato Cose di Amilcare, contenente una decina di canzoni tradotte all’italiano di cantautori catalani. Chi ne sono gli interpreti? A volte gli stessi cantautori, che per l’occasione cantano in italiano, come nei casi di Maria del Mar Bonet, Joan Isaac, Joan Manuel Serrat, Luis Eduardo Aute, Amancio Prada… Altre volte, cantautori italiani del calibro di Francesco Guccini, Vinicio Capossela, Massimo Ranieri, Lu Colombo, Eugenio Finardi, Cristiano De Andrè… Non vi resta che ascoltare questa puntata, che ne dite?

Zibaldone Speciale Vacanze di Natale numero 2 (4 gennaio 2013)

Zibaldone Speciale Vacanze di Natale numero 2 (4 gennaio 2013)

Per queste vacanze di natale Zibaldone vi ha preparato un doppio regalo. Due puntate speciali, dai toni e dai gusti diversi. Due puntate completamente differenti dal solito Zibaldone. Due speciali per finire in dolcezza il 2012 e per iniziare in modo piccante il 2013. In queste due occasioni, lo studio di Zibaldone non sarà il solito porto di mare, ripieno di collaboratori, ospiti, amici, infiltrati e strani personaggi. Nello studio ci sarà un solo ospite che in due ore di trasmissione avrà il tempo di raccontarci molte cose, di approfondire, di spiegare, di perdersi nei ricordi e negli aneddoti. E ci sarà (come no?!) parecchia buona musica. Dopo la puntata dedicata alla canzone d’autore ed alla traduzione in compagnia di Sergio Secondiano Sacchi, abbiamo pensato di iniziare il 2013 in modo estremamente piccante. E lo abbiamo fatto insieme a Luigi Cojazzi, giornalista free lance, traduttore e scrittore – tra i suoi ultimi lavori ricordiamo il bel romanzo Alluminio (Hacca, 2007) e la guida 101 cose da fare a Barcellona almeno una volta nella vita (Newton Compton, 2012) – friulano d’origine e padovano d’adozione. Luigi era già stato nei nostri studi qualche mese fa per parlarci del Festival di Internazionale tenutosi ad inizio ottobre a Ferrara. Questa volta la tematica è stata tutt’altra: il mondo della pornografia. Ma il taglio che abbiamo dato a questa lunga chiacchierata è stato particolare. Sia perché con Luigi abbiamo voluto parlare delle riflessioni filosofiche e delle interpretazioni che offrono una diversa visione del porno, come quelle della svedese Erika Lust, creatrice di porno per un pubblico femminile, o soprattutto della spagnola Beatriz Preciado, che con il suo ultimo libro, tradotto anche in italiano, Pornotopia. Playboy: architettura e sessualità, ha offerto un’analisi molto interessante delle relazioni tra società e pornografia. Sia perché Luigi ci ha raccontato la maniera in cui si è avvicinato a questo mondo: attraverso una ricerca giornalistica in compagnia di un altro scrittore italiano, Davide Musso. Le domande alle quali i due scrittori e giornalisti italiani hanno cercato di dare una risposta sono state: come funziona il mondo della pornografia? E cosa sta diventando? Chi ci lavora? E per quali ragioni? Una delle idee di fondo, poi confermata dalla ricerca sul campo, era infatti che quello dell’attore/attrice porno fosse un lavoro come un altro, soprattutto nel contesto del precariato di quest’inizio di terzo millennio. Luigi ci ha quindi raccontato i grandi cambi che ha vissuto il mondo della pornografia in Spagna negli ultimi decenni, dall’ingresso dell’home video negli anni Ottanta e del DVD negli anni Novanta alla più recente rivoluzione informatica e la diffusione di internet,  che hanno quasi messo la parola fine al porno concepito solo nella sua forma cinematografica. La diversificazione della produzione è diventata una realtà, con le molte pagine web e i video di breve durata allo stile di youtube. Luigi ci ha guidato in un mondo sconosciuto ai più, tra incontri particolari e molti aneddoti. Tra i personaggi che ci ha presentato in questa chiacchierata abbiamo incontrato Torbe, creatore della pagina web putalocura.com e autore del libro omonimo, oltre che responsabile del cambiamento generazionale del mondo del  porno spagnolo con l’uso dei video on demand ed introduttore in Spagna del famoso bukkake. Ma anche la ninfa tutelare del mondo del porno e regina della doppia penetrazione anale, la brasiliana di Rio de Janeiro Dunia Montenegro, nel cui sito campeggia la scritta “Attrice porno bisessuale e ninfomane”. O il Rocco Siffredi della penisola iberica: Nacho Vidal con i suoi 27 cm di talento incontestabile. Il finale non poteva essere altro che il set di un film. Quale? Quello del Kubrick del porno: il regista Roberto Valtueña. Direi che non posso aggiungere nient’altro: buon ascolto!

Di emigranti, imbonitori e divinità del rock (11 gennaio 2013)

Di emigranti, imbonitori e divinità del rock (11 gennaio 2013)

Cari aficionados di Zibaldone, rieccoci qui dopo la pausa natalizia. Se ci avete seguito, vi siete resi conto che non vi abbiamo lasciato soli in queste settimane di vacanze, viaggi, pranzi e cene, famiglia ed amici, ma vi abbiamo preparato due puntate speciali dedicate a temi diversi, come la canzone d’autore e la pornografia. Insomma, per grandi e piccini,avrebbero detto un tempo… ma questo venerdì siamo rientrati negli studi di Radio Contrabanda per la prima puntata in diretta del 2013.  E abbiamo voluto riprendere con una piccola dedica al Duca Bianco che pochi giorni fa ci ha fatto conoscere il suo nuovo singolo e ha annunciato l’uscita del nuovo album per il mese di marzo, dopo quasi un decennio di silenzio. La notizia vale l’apertura di una puntata di Zibaldone! E per continuare con la musica abbiamo poi voluto farvi ascoltare l’ospite della prossima settimana: il triestino Toni Bruna, che è stato da noi già in un paio di occasioni negli ultimi due anni, e che sarà il protagonista anche del prossimo incontro del Festival Cose di Amilcare. Si esibirà difatti il prossimo giovedì 17 gennaio, alle 20.30, con la cantautrice catalana Rusó Sala nella sala Tinta Roja del quartiere barcellonese del Poble Sec. E visto che abbiamo iniziato con delle voci conosciute, abbiamo voluto continuare con il nostro caro Marco Barlocci che mancava effettivamente da un po’ ai nostri microfoni. Marco è venuto accompagnato dell’attrice italiana Fabrizia Martano per presentarci il prossimo spettacolo del Teatro Stabile di Barcellona, uno spettacolo dedicato all’emigrazione. Una tematica che ci tocca effettivamente molto da vicino. E lo sguardo del Teatro Stabile di Barcellona non si concentra solo sul presente ma guarda indietro, anche al passato, sbirciando in quell’America terra di emigrazione di tanti italiani a fine Ottocento e ad inizio Novecento… e a molto altro. Siete dunque tutti invitati il prossimo martedì 22 gennaio, alle 20.30, alla Casa degli Italiani di Barcellona (Pasaje Méndez Vigo, 8 ) per poter assistere alla prima de Il cielo e l’animo. Lo spettacolo del Teatro Stabile di Barcellona fa parte di un’intera giornata dedicata alla tematica della migrazione organizzata dalla Casa degli Italiani sotto il titolo Migrazione, alla ricerca di una vita migliore.Ritorna dopo le feste, un filino ingrassata ma sempre combattiva, anche la Repressione Today del nostro incoercibile Banzo, la rubrica di controinformazione più amata dagli zibaldoniani.  Molte le notizie, come è prevedibile: cominciamo con l’insediamento del secondo governo di  Artur Mas lo scorso 27 dicembre, che registra un importante cambio della guardia alla Conselleria d’Interior: il mai troppo esecrato Felip Puig passa a Empresa i Ocupació (ed è già il quarto ministero che ricopre), sostituito dal compagno di partito Ramon Espadaler. Vedremo in che modo ne sará influenzata la gestione dell’ordine pubblico in Catalogna. Ma la notizia più importante è senz’altro la liberazione, dopo 56 giorni di carcere preventivo, di Alfonso Fernández, a tutti noto come Alfon.  Fernández, un ventunenne di Vallecas, era stato accusato della detenzione di materiale per la fabbricazione di esplosivi, era recluso in un severo regime d’isolamento ed è stato l’ultimo dei circa 140 arrestati per lo sciopero generale dello scorso 14 novembre. Prevedibilmente, il caso presenta molte incongruenze e dettagli oscuri. Spazio anche al caso dell’utente di Twitter interrogata dalla polizia per il presunto contenuto violento dei suoi tweet, in realtà citazioni di pensatori come Gramsci, per le pericolose scorribande di un gruppetto di neonazisti a Barcellona e dintorni e, tornando in Italia, per le curiose «convergenze parallele» tra il Movimento 5 Stelle e Casa Pound. La Trash Zone della carissima Eva Vignini, croce e delizia degli ascoltatori di Zibaldone, ritorna nel 2013 più scoppiettante che mai a tormentarci con la sua spazzatura mediatica ed è dedicata oggi  a Gennaro D’Auria, celebre mago e sensitivo napoletano che non è passato inosservato ai veri cultori del trash tanto da meritare la dedica dell’album Cicciput dai grandissimi Elio e le Storie Tese. Il mago di Torre del Greco diffonde le sue profezie su radio ed emittenti private campane sin dai primi anni Settanta in trasmissioni surreali dove, al telefono con i consultanti, mette in atto peculiari esercizi di divinazione casereccia non perdendo tra l’altro occasione di “cazziare”  coloritamente i malcapitati che non confermano le sue previsioni. Gennaro D’Auria, mago poliedrico non privo di una certa tendenza gotica, legge il futuro con l’ausilio di particelle, ci descrive le virtù naturopatiche del succo di fagioli ed improvvisa strani esperimenti di teletrasporto aprendoci un mondo davvero sconfinato tutto da scoprire. E visto che di trash si è parlato non potevano mancare nemmeno le comparsate di quelli che sono diventati – nostro malgrado – degli ospiti fissi del nostro Zibaldone. Immancabile e precisa come un orologio svizzero, abbiamo ricevuto la telefonata della signora Gina che ci ha raccontato tutte le avventure natalizie, tra cenone di Natale, messa e pranzi vari. E poi, proprio in zona Cesarini, anche l’arrivo di quel fanfarone di Bruno che, ancora una volta, è riuscito ad entrare in studio ed occupare per dieci minuti buoni i nostri microfoni… E in quest’anno appena cominciato, scampati tutti dal fragore della fine del mondo (che nemmeno ha lasciato qualche segno, qualche fuoco d’artificio, nulla) mentre riassestiamo pezzo a pezzo tutte le rubriche, torna in studio anche l’ultimo sorso di musica, el último trago nel fondo della puntata servito per voi da Laura. Si tratta quest’oggi di un disco  piuttosto notturno e cupo, adatto per l’inverno, fabbricato da poco dai ferraresi Devocka (il nome viene da Arancia Meccanica), gruppo noise rock che si barda di post punk e scivola spesso verso la new wave. Attivi e suonanti dal 2003, dopo aver spartito il palco con i Santo Niente e i Perturbazione, dopo aver collaborato con Giulio Favero (bassista storico del Teatro degli Orrori, attivo ed attento produttore di quel che cresce nel sottosuolo musicale italiano), i Devocka danno alla luce La morte del sole, terzo album uscito nell’autunno del 2012. Disco rabbioso, introspettivo ed acceso, a tratti gridato (come si sente nel pezzo Non solamente un’apertura mentale, chiaramente influenzato dal noise italiano più recente), che riflette sulla fine e sull’identità, registrato quasi esclusivamente in orari notturni: perfetto per questi tempi di ripensamento, perfetto per le lunghe notti di gennaio. Buona settimana e… a venerdì prossimo!

Di folk immaginario, di predicatori imberbi e di altri animali (18 gennaio 2013)

Di folk immaginario, di predicatori imberbi e di altri animali (18 gennaio 2013)

Torna come al solito il venerdì, e noi di Zibaldone ci ritroviamo come sempre in studio a sintonizzare le antenne e sturarvi le orecchie. Siete pronti? Cominciamo bene, cominciamo con un album da ascoltare. La Banda Elastica Pellizza, scoppiettante formazione attiva e suonante dal 2004, ha sfoderato da poco una nuova sfilza di canzoni, impacchettate insieme con il titolo Oggi no.  E’ un piacere tornare a parlare di loro, dopo aver celebrato l’apocalissi in compagnia di uno dei componenti del gruppo (quel Paolo Rigotto, autore istrionico e percussionista della Banda, che gironzolava tra i microfoni in attesa della fine del mondo, un po’ di puntate fa). Chissà quante e quali strabilianti avventure avranno da raccontarci… E visto che di certo vi siete incuriositi, andate a rovistare qui. C’è poi un lusso che non smettiamo di concederci, una magia che ogni volta si ripete tra cavi e spinotti e che non possiamo fare a meno di regalarci: quando arrivano in studio ospiti che si mettono a suonare, solo per noi, solo per allietare le onde radio, è sempre una gioia, l’umore si ribella e la lampadina rossa sulla porta s’illumina di più.  Toni Bruna, cantautore triestino che già vi abbiamo rifilato in altre occasioni, è arrivato a Barcellona con un’auto scassata carica di musicisti, strumenti vari (un clarinetto, uno xilofono giocattolo, le percussioni, la macchina fotografica, la moka…) e soprattutto voglia di suonare. Tre concerti, uno dopo l’altro, tra bar e loft della città, c’han permesso di conoscere questo gruppo ancora tutto da  esplorare: un folklore immaginario carico d’atmosfere jazz, un cantautorato che viaggia sulla lingua di Trieste e parla di frontiere, un’ironia arguta sempre in bilico sulla malinconia. Suonano dal vivo in esclusiva sulle onde di Zibaldone, e per saperne di più, cercateli qui. Come ogni settimana, torna la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, sfortunatamente mai a corto di notizie. Cominciamo ritornando sul tema dei desahucios, gli sfratti che stanno assumendo in Spagna i connotati di un’autentica emergenza sociale. Il governo cerca di porre un argine al problema con l’istituzione del cosiddetto Fondo Social de Viviendas, promosso dal PP in sostanziale solitudine e presentato dal numero due del governo Soraya Sáenz de Santamaria con una lacrimevole conferenza stampa che ha suscitato ironie e perplessità, proprio mentre i movimenti si accingono a convocare una manifestazione di protesta contro l’endemica corruzione del Partido Popular.  Ci spostiamo negli USA per rendere conto dei suicidio del cyberattivista Aaron Svartz, al momento della morte sotto processo per avere diffuso gratuitamente quattro milioni di articoli accademici dell’archivio a pagamento JSTOR, e il cui gesto estremo è attribuibile proprio agli strascichi di tale processo. Spazio anche all’Italia, con il caso del teramano Davide Rosci e degli altri cinque condannati per i fatti del 15 ottobre 2011 a Roma, nell’ambito delle manifestazioni internazionali degli indignados: anche in questo caso, come già a Genova nel 2001 è stato rispolverato il reato di devastazione e saccheggio, risalente al Codice Rocco di epoca fascista, e la dinamica dei fatti contestati agli accusati non pare esattamente trasparente. Un paio di brevi flash catalani sulle azioni degli Iaioflautas, gli adorabili pensionati contestatori in prima linea contro tagli e repressione, e sulla risposta degli antifascisti del Raval alla scorribanda neonazista dello scorso 7 gennaio, della quale vi avevamo parlato nell’ultima puntata. Ed ecco che torna la Trash zone della carissima Eva Vignini, a dimostrarci ancora una volta che al peggio non c’è mai limite: oggi ci presenta una band salernitana di irritanti bambocci dal nome The Holy generation. La velenosa ricetta di questo apparentemente innocuo gruppetto di adolescenti si compone di arrangiamenti orrendi, basi hip-hop scadenti ed infine l’ispirazione cattolica dei testi volti a sciorinarvi tutta una serie di giudizi moralisti sul sesso, sulla convivenza, sulla droga e sulle vostre intere esistenze. Anche se vi siete considerati sempre delle brave persone, questo gruppo di sedicenni  che crede di saperne molto più di voi è li a giudicarvi ed a ricordarvi quanto miserabili siano le vostre peccaminose esistenze. Neppure gli atei possono evitare di esclamare, ascoltandoli: “Oh mio Dio..! Ma perché?” Oggi la signora Gina non ha telefonato, impegnata di certo in qualche cenacolo di comari (si sarà forse dimenticata di noi?) ma oramai ci siamo affezionati alla sua voce stridula e siamo andati a spiare nel cellulare che suo figlio Dani perse qui, non si sa come, un po’ di tempo fa. Scopriamo sempre nuove cose sulla vita di questo misterioso figlio ingrato che non si fa trovare mai… Non è mancata invece, ahinoi, l’incursione di Bruno, il comico serio che vuol raccontare barzellette, deve aver corrotto qualcuno alla porta perché altrimenti non si spiega la sua costanza nell’interrompere il programma coi suoi frizzi e lazzi. Di certo è tenace, se continua così rischiamo di affezionarci anche a lui… E per l’ último trago di oggi andiamo a sbirciare dentro i meandri del  vernacolo toscano, in qualche taverna fumosa condita di swing, dalle parti di Pisa per la precisione, dove si narra che  in tempi scabrosi e lontani ci fossero gatti fradici (gatti mézzi, dice il proverbio) a scantonare tra i vicoli. Il duo pisano I gatti mézzi (e ormai sono un quartetto, ché ai due autori con voce e pianoforte si sono aggiunti contrabbasso e percussioni) sanno creare, con il loro jazz un po’ sgraziato e molto tenero, atmosfere da cenacolo famigliare: scanzonati e buffi, san fare ironia dell’umano e della morte (c’ascoltiamo oggi Morirò d’incidente stradale), ammiccano all’amore e alla dolcezza, dan voce agli impulsi molteplici e aggrovigliati di questa nostra specie. Siam Berve fra le berve, dice il titolo del loro quarto disco (2011), e da lì preleviamo il singolo Nella borsa delle donne. Il tutto avviene rigorosamente sulle rive dell’Arno, dove fioriscono parole misteriose e dove alcune consonanti sono scomparse da tempo. Buon ascolto e ci risentiamo venerdì prossimo!

Di bombardamenti, di radio e di bambini che fanno oh! (25 gennaio 2013)

Di bombardamenti, di radio e di bambini che fanno oh! (25 gennaio 2013)

Molte novità musicali per questa puntata di Zibaldone in cui l’influenza, purtroppo, ha fatto la sua comparsa negli studi di Radio Contrabanda. Abbiamo voluto iniziare con la presentazione di un album di grande qualità: The Observer degli Ogun Afrobeat, una band di jazz etnico nata a Madrid nel 2009 e diretta dal percussionista nigeriano Akin Onas Dimeji. Otto elementi provenienti da realtà diverse e con una formazione musicale diversa, come Pablo Hernández, Daniel Niño, Diego Lipnizky, Isaac Shamam, Frank Santiuste, Guillermo González e Luis Tabernas, che sanno mescolare sapientemente ritmi africani con il funk e il soul nordamericano. The Observer è composto da dieci pezzi, sette originali e tre cover del padre spirituale dell’afrobeat, Fela Kuti. Ci siamo sentiti Mono Economy, il pezzo che apre l’album, Salitre, dove risalta il sax di Pablo Hernández, e Eko Ile, una delle tre cover di pezzi originali di Fela Kuti. Se volete saperne di più, cliccate qui. In questo venerdì abbiamo voluto continuare con la musica e abbiamo parlato di una vero e proprio inverno di concerti italiani qui a Barcellona. Il prossimo 31 gennaio, infatti, continuano  gli incontri del Festival di canzone di autore Cose di Amilcare con il concerto della band piemontese Yo Yo Mundi e del cantautore Alessio Lega insieme al cantautore valenciano Feliu Ventura (Luz de Gas, C/Muntaner 246, 21h30). La domenica successiva, 3 febbraio, lo stesso Alessio Lega darà un concerto dedicato alla canzone politica italiana intitolato Resistenza e amore. Canzoni da un’altra Italia per un altro mondo possibile (Rai Art, C/Carders 12, 20h00). Il Festival Cose di Amilcare proseguirà poi con Eugenio Finardi accompagnato dal cantautore catalano Joan Isaac il 14 febbraio (Auditori Barradas de L’Hospitalet, 21h30) e con David Riondino e Dani Flaco il 7 marzo (Luz de Gas, C/Muntaner 246, 21h30). Ma i prossimi due mesi saranno ricchissimi di presenze italiane. Mercoledì 6 febbraio ritorna a Barcellona anche Vinicio Capossela con la presentazione del suo ultimo album Rebetikos Gymnasta (Luz de Gas, 21h00), mentre mercoledì 20 marzo sarà il turno di Franco Battiato che presenterà il suo ultimo lavoro, Apriti Sesamo (L’Auditori, 21h00) e giovedì 21 marzo toccherà a Ludovico Einaudi (Palau de la Musica Catalana, 21h00). Per maggiori informazioni riguardo a questi tre concerti, visitate la pagina web di The Project. Infine, il prossimo venerdì 8 marzo avremo a Barcellona anche Max Gazzè, reduce dall’esperienza di Sanremo. Gazzè suonerà alla Sala Razzmatazz alle 21h00. Per maggiori informazioni potete visitare la pagina web di Italiaes. E di musica abbiamo parlato anche con due compagni di onde radiofoniche: Berardo Staglianò autore e speaker del programma Sentieri Sonori su Radio Ara – Lussemburgo e Ricky Russo, instancabile agitatore culturale, voce del programma In Orbita su Radio Capodistria, reduce da 3 mesi a New York ed ora di nuovo a Trieste. Attentissimo alle nuove uscite del panorama musicale italiano, Berardo ci ha parlato del siciliano Cesare Basile e di King of the Opera, il nuovo progetto di Samuel Katarro, mentre Ricky ci ha proposto una panoramica dell’interessante realtà triestina e ci ha fatto sentire due pezzi freschi freschi, come l’ultimo singolo di Amari e di Fabri Fibra. Una puntata monografica per la Repressione Today dell’incentrifugabile Banzo, tutta dedicata a un evento di grande importanza simbolica per la comunità italiana di Barcellona e per la memoria storica della Spagna intera: infatti, lo scorso mercoledì la decima sezione dell’Audiencia Provincial di Barcellona ha accolto il ricorso presentato  dall’Associazione Altraitalia relativa a una denuncia contro lo stato italiano per i bombardamenti dell’aviazione fascista su Barcellona e su tutta la Catalogna nel corso della guerra civile spagnola che hanno mietuto circa 4.700 vittime. L’intervento italiano in aiuto alle truppe insorte guidate dal generale Franco, oltre a infrangere tutte le leggi di diritto internazionale allora vigenti (l’Italia non aveva mai dichiarato guerra alla Spagna), si rivolse sistematicamente contro la popolazione civile, senza quasi interessare il fronte bellico. La risoluzione dell’Audiencia Provincial impone l’apertura di indagini volte a determinare quanti dei colpevoli, tra alte cariche e esecutori materiali, sono ancora in vita, e conseguentemente a aprire processi penali a loro carico. Si tratta di una decisione storica, perché per la prima volta dalla fine del conflitto, la normativa vigente in materia di crimini contro l’umanità viene applicata da un tribunale spagnolo per un episodio relativo alla guerra civile, ed e ragione di orgoglio che a promuovere questa iniziativa sia stato un gruppo di nostri connazionali residenti in Catalogna. La Trash zone della carissima Eva Vignini ci ha presentato oggi un personaggio piuttosto noto in Italia per tutta una serie di polemiche che ha suscitato ed in particolare per la sua reiterata partecipazione al festival di Sanremo. Si tratta di Povia personaggio dalle limitate capacità espressive non solo artistiche ma anche orali. Cantautore milanese, Giuseppe Povia si è costruito un’immagine di bamboccio naif con la pretesa non solo di annichilirci con canzoni inascoltabili e lagnose (I bambini fanno oh! – Vorrei avere il becco – Luca era gay ) ma, cosa ancor più insopportabile, anche di costituire in qualche modo spunto di critica sociale al solo scopo di attirare l’attenzione sulla sua insignificante produzione musicale. Dopo il trash non potevano poi mancare quei due strani personaggi che ormai ci tormentano da mesi: la signora Gina, perennemente alla ricerca del figlio perso sul set di qualche film porno girato a Barcellona, e Bruno, il comico serio che a far ridere proprio non ci riesce… E per l’último trago nel fondo della puntata ritorniamo in terra toscana dove ci eravamo lasciati lo scorso venerdì. Per la precisione ce ne andiamo oggi a Firenze, nell’Eskimo Club, dove undici anni fa (giusti giusti) si incontrano un gruppo etno- folk (di quelli con la    fisarmonica e i violini) con un gruppo progressive rock (di quelli con bassi batteria e tastiere stroboscopiche). Nasce l’amore, nascono i Martinicca Boison, gruppo composto da otto personaggi e ben più numerose (e variegate) collaborazioni. Quel che ne sorge è il «folk elegante», genere unico e rimescolato, fatto per ondeggiare le natiche e schioccare le dita. per volteggiare in quattro quarti e fischiettare un motivetto sulla battigia. Dalle Canzoni del Trimarano (2012) terzo album e mezzo della banda, ascoltiamo di strabilianti vacanze electro-beat su una barca ormeggiata a guardare la città (La Fondazione Trimarano) e di personaggi annoiati in feste affollate: L’invitato non è felice finché non riesce a scappare dalla finestra e tornarsene a casa in bicicletta fischiettando un motivetto. Swing, probabilmente, e anche un po’ folk, ma elegante. A venerdì prossimo!

Con gli Yo Yo Mundi e Alessio Lega… (1 febbraio 2013)

Con gli Yo Yo Mundi e Alessio Lega… (1 febbraio 2013)

Cari aficionados di Zibaldone, in questa puntata vi abbiamo preparato tanta buona musica. E soprattutto due interviste coi fiocchi con musicisti italiani di passaggio a Barcellona. Se avete letto il titolo lo avete già capito… sì, questo venerdì, nei nostri piccoli studi di Radio Contrabanda, siamo riusciti a portare gli Yo Yo Mundi e Alessio Lega, che ieri hanno suonato qui a Barcellona, nella sala Luz de Gas, per il quinto incontro del Festival Cose di Amilcare. Bel concerto, bel pubblico, belle collaborazioni sul palco tra gli Yo Yo Mundi e Alessio Lega e tra questi e il bravissimo polistrumentista Rocco Marchi dei Mariposa e il cantautore valenciano Feliu Ventura.  Con la presenza ai nostri microfoni di Paolo Emilio Archetti Maestri, voce e chitarra degli Yo Yo Mundi, abbiamo potuto fare un viaggio nella ormai ventennale traiettoria musicale di questa band di folk nata nella piccola Acqui Terme, nel Piemonte profondo. E abbiamo parlato del loro impegno sociale e politico con progetti che hanno avuto e continuano ad avere successo, come lo spettacolo dedicato alla Resistenza o la sonorizzazione di Sciopero, il film culto del regista russo Ėjzenštejn. Ma anche  del loro ultimo e meraviglioso album, Munfrà, uscito nel 2011, nel quale gli Yo Yo Mundi si sono avvicinati per la prima volta ed hanno abbracciato la musica in dialetto piemontese. Da Munfrà, ci siamo ascoltati alcuni pezzi, come Rataràura e Na Bèla Còrba Ed Nìule (omaggio al conterraneo Luigi Tenco) e come una canzone in italiano, La Ballata Del Tempo Del Sogno, cantata insieme a Eugenio Finardi, che sarà, tra l’altro, il prossimo ospite del Festival Cose di Amilcare il 14 febbraio all’Auditori Barradas de L’Hospitalet. Ma, come vi dicevamo, in queste due ore di Zibaldone non abbiamo avuto il piacere di avere con noi solo gli Yo Yo Mundi ma anche Alessio Lega, uno delle voci più interessanti della canzone d’autore italiana.  Militante anarchico, Alessio è l’erede naturale del Nuovo Canzoniere Italiano e il continuatore della tradizione del canto politico. Nato a Lecce nel 1972, profondo conoscitore della canzone d’autore di ogni latitudine, nel 2004, con il suo primo album Resistenza e amore, vinse la Targa Tenco. Alessio ha poi continuato con album dedicati alle canzoni di Brassens,  Brel, Ferré, Leprest e Renaud (Sotto il pavé la spiaggia del 2006) e di alcuni cantautori francesi, russi, portoghesi e cechi (Canta che non ti passa del 2008), oltre al bel progetto di reincisione del disco E ti chiamaron matta,  del ’71 di Gianni Nebbiosi, prodotto da Giovanna Marini, e dedicato al dramma dei ricoverati negli ospedali psichiatrici.  Alessio ci ha parlato di molte cose e ci ha presentato alcuni pezzi del suo nuovo album, in uscita tra poche settimane, intitolato Mala Testa, un canto alla vita e all’anarchia e un omaggio a Errico Malatesta, rivoluzionario anarchico italiano vissuto a cavallo tra Otto e Novecento. Alessio ci ha poi accompagnato durante le due ore di Zibaldone, con improvvisazioni musicali, poesie, canzoni e una bella chiacchierata. E, tra l’altro, ci ha aiutato a resistere alle solite intrusioni di ospiti inattesi, come quel fanfarone di Bruno, che si definisce un comico serio, o come la Signora Gina, che non smette di chiamarci in diretta per raccontarci i fatti suoi… Ma tra tante boutade c’è stata anche la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Vi ricordate di Enric Juliana, il vicedirettore della Vanguardia che all’indomani dello sciopero del 29 marzo 2012 aveva suscitato l’indignazione della comunità italiana di Barcellona con un discussissimo articolo sulla presunta regia «anarcoitaliana» dei disordini alle manifestazioni barcellonesi per lo sciopero generale del 29 marzo 2012? Alcuni giorni fa, Juliana ha pubblicato un articolo relativo alla denuncia presentata dall’Associazione Altraitalia contro lo stato italiano per i bombardamenti sulla Catalogna da parte dell’aviazione fascista durante la guerra civile spagnola dove, con argomentazioni sottilmente capziose, insinua l’inutilità dell’azione senza nemmeno menzionare i denuncianti. Ma si è parlato inevitabilmente, anche del gigantesco scandalo corruzione che sta infangando il Partito Popolare Spagnolo, con le rivelazioni sulla contabilità occulta dell’ex tesoriere Luis Bárcenas, che hanno scatenato l’indignazione della società civile in tutto il paese. Il tema ci offre lo spunto per un nuovo aggiornamento sul caso di Hervé Falciani, l’informatico franco-italiano dietro la famosa «Lista Lagarde» contenente i nomi di circa 130.000 potenziali evasori fiscali europei titolari di ingenti conti presso filiali svizzere della banca HSBC. Un paio di brevi anche sull’archiviazione dell’inchiesta sull’irruzione di agenti antisommossa nella stazione di Atocha, a Madrid, lo scorso 25 settembre e sul processo contro due agenti della Brimo, responsabili lo scorso 1 maggio a Barcellona di lesioni ai danni del sindacalista Enric Llorella. Dopo la Repressione, lo sapete, è il turno della Trash Zone della carissima Eva Vignini, che apporta al nostro organismo l’ormai imprescindibile dose di trash settimanale con una pillola dedicata al principe Emanuele Filiberto  ed in particolare alla sua innata passione: gli spot pubblicitari. Ripercorrendo sin dagli albori il suo naturale talento trash, dai cereali Kellogs allo spot delle cipolline Saclà siamo approdati alla sua ultima agghiacciante performance nello spot della sigaretta elettronica. Emanuele Filiberto con la sua inconfondibile verve da bamboccione ritardato ci regala un altissimo momento di puro trash. Se dunque stavate pensando di farla finita col fumo questo spot è sicuramente un ottimo motivo per non smettere. E prima di andarcene, dopo questa puntata piena di canzoni intrufolate in ogni dove, non poteva mancare el último trago, l’ultimissima musica per mettere il punto al venerdì. Oggi ritorniamo a Palermo (dove spesso puntiamo il nostro cannocchiale), ritorniamo a rovistare nel mondo degli esordi: loro vengono dal teatro e han deciso mettere musica negli spazi del palco, portare il teatro dentro la canzone.  Sono Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina, una voce e una chitarra a cinque corde, un disco che è ancora in costruzione, pronto a raccogliere suoni trovati Per la via di casa. Ricerca puntigliosa di parole, silenzi misurati e lievi, testi che si fanno corteggiare appoggiati su motivi fatti apposta per fischiettare.Ci ascoltiamo oggi la canzone che da il nome al gruppo, La rappresentante di lista, opportuna in questo clima elettorale e in questa fine d’inverno: per l’occasione, con l’accompagnamento di fiati della Banda alle Ciancie. Buon ascolto!

Della Metralli, di Vinicio e di strane conversioni (8 febbraio 2013)

Della Metralli, di Vinicio e di strane conversioni (8 febbraio 2013)

Zibaldone inizia sempre con della buona musica. Questo lo sapete. Ma non potete sapere che cosa vi abbiamo preparato quest’oggi. Un gruppo nuovo, fresco, dal nome che è tutto un programma: La Metralli. Il nome Metralli porta in sé il mistero del metallo e della misura del non misurabile. Quello della Metralli è un progetto musicale d’autore che fonde le sonorità della musica popolare con influenze mediterranee, acustiche ed elettriche, e poi, per intervalla insaniae, jazz e sperimentali. Un progetto che nasce a Modena, dall’incontro di Meike Maria Clarelli e Matteo Colombini, a cui si aggiungono successivamente la contrabbassista Serena Fasulo e la chitarrista Marcella Menozzi. Nell’ottobre del 2012 vincono l’importante Premio Ciampi. Ci siamo sentiti due pezzi dal loro ultimo EP. Abbiamo voluto continuare con la musica perché queste settimane sono piene di concerti di artisti italiani in tour qui a Barcellona. Innanzitutto, abbiamo dedicato ampio spazio al concerto di Vinicio Capossela che si è tenuto alla sala Luz de Gas lo scorso 6 febbraio. Con una sala pienissima, Vinicio ha presentato il suo ultimo lavoro: Rebetiko Gymnastas, una rivisitazione a ritmo rebetiko di alcuni dei suoi grandi successi. Accompagnato da sei musicisti di altissimo livello, tra cui il greco Manolis Pappos – che ci ha deliziati con alcune sue perle musicali, oltre che con le sonorità del bouzuki che lo ha reso un vero simbolo in Grecia –, Vinicio ha conquistato il pubblico con l’intimo di Scivola Vai Via e il ritmo di Marajà e concludendo con due bis attesissimi: Che cossè l’amor e Il ballo di San Vito. Ma poi, abbiamo voluto farvi ascoltare qualche canzone del prossimo italiano di passaggio qui nella ciudad condal: Eugenio Finardi, che suonerà giovedì 14 febbraio nell’Auditori Barradas de L’Hospitalet de Llobregat nell’ambito del Festival Cose di Amilcare e del Festival BarnaSants. Di Finardi siamo andati a pescare dal baule dei ricordi alcune canzoni che lo hanno reso famoso, da La Radio, una canzone-simbolo delle radio libere e dei movimenti della metà degli anni Settanta fino a Le donne di Atene, versione italiana di quella magnifica canzone di Chico Buarque de Hollanda. E per finire con la parte dedicata direttamente alla musica vi abbiamo proposto un’altra nuova uscita. Si tratta del nuovo singolo di Jaka, artista che a Zibaldone conosciamo bene, visto che è stato nostro ospite nel settembre scorso. You Are my Guide, brano cantato insieme al giovane artista giamaicano Hi Kee. Un brano mistico e armonioso con un sound che affonda le sue radici nel New Roots e nel Soul e che vuole comunicare l’importanza di riscoprire una saggezza di cui sempre più persone tornano a sentire l’importanza oggi. Per vedere il video, schiacciate qui. E inesorabilmente, come ogni settimana, torna la Repressione Today dell’irrefrenabile Banzo, che si fa carico del compito di annunciarci le nuove, spesso ingrate. Questa settimana riprendiamo il caso di Sergi Garcia Rovira, già affrontato lo scorso settembre, che dopo aver visto completamente disattesa la sua denuncia contro i Mossos d’Esquadra che lo avevano maltrattato, rischia ora fino a un anno e mezzo di carcere sulla base di un dossier preparato dagli stessi Mossos, al quale il giudice sembra disposto a dare credito nonostante le deposizioni in senso contrario di vari testimoni. Si parla anche di Ada Colau, rappresentante di spicco della piattaforma Afectados por la Hipoteca, e della sua controversa apparizione davanti alla comisión de economía del parlamento spagnolo, con un paio di dichiarazioni appena sopra le righe a catturare tutta l’attenzione della stampa, a scapito della presentazione di una iniziativa legislativa popolare sul tema degli sfratti che ha raccolto un appoggio incredibile da parte della società civile. Tornando in Italia abbiamo poi il caso di Mario Milucci, condannato per resistenza, unico tra tutti gli imputati per i fatti di Roma del 14 dicembre 2010, in occasione di uno dei tesissimi voti di fiducia dell’ultimo governo Berlusconi. Per chiudere le ultime novità sul fronte dei proiettili di gomma e la divertente iniziativa di un gruppo di indignados di stanza a Bruxelles che, con l’intenzione di imitare l’ex tesoriere Bárcenas, cerca di consegnare buste con banconote false alla sede del Partito Popolare Europeo, con destinatario Mariano Rajoy.  La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi un giornalista e personaggio televisivo che tanto ha dato al gigantesco calderone mediatico del trash. Stiamo parlando di Paolo Brosio, personaggio  dalla storia grottesca che è diventato suo malgrado protagonista e vittima della spietata macchina televisiva. Lo ricordiamo come fedele spalla di Emilio Fede ai tempi di mani pulite e nella trasmissione Quelli che il calcio di Fabio Fazio. Ma nel 2009 Brosio si confessa in un best seller intitolato A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita. Dopo varie delusioni personali Brosio ci narra di essersi perso nei torbidi abissi di droga, sesso e alcol fino al momento della rivelazione.  Brosio incontrerà dunque la sua svolta mistica nel bel mezzo di un’orgia: senza dubbio la conversione più originale mai raccontata che siamo sicuri non mancherà di destare la curiosità dei più convinti e appassionati sostenitori del trash nostrano. Tra le (ormai attese) incursioni della signora Gina, preoccupata per le sorti del figlio Dani disperso nelle notti di lussuria barcellonese, e di quel fanfarone di Bruno, il comico serio, siamo riusciti a collegarci anche con Carlo Taglia, il nostro giramondo. Da oltre un anno Carlo sta facendo un giro del mondo assolutamente insolito: senza l’uso di aerei. Arrivato in Nepal nell’autunno del 2011, Carlo ha attraversato l’India e tutto il Sud-est asiatico per poi passare in Cina e in Corea del Sud da dove si è imbarcato per l’America Latina. Dalla Colombia all’Argentina, attraversando l’Ecuador, le Ande, la Bolivia, il Cile e la Tierra del Fuego. Prima di Natale, nel nostro ultimo collegamento, l’avevamo lasciato a Córdoba, in Argentina. Ora la ritroviamo in Brasile, in attesa di una nave che lo riporti in Europa… Per seguire il viaggio di Carlo Taglia, cliccate qui. E concludiamo con un pezzo un po’ rock’n’roll, un último trago di musica proveniente dal vivace sottobosco torinese. Matteo Castellano è un cantautore che sa giocare con il palco e con le parole, corteggia la musica popolare ma sperimenta sonorità composite, e soprattutto è ironico, istrionico, un osservatore spietato e tenero delle manchevolezze umane. Ci lasciamo con una canzone d’amore non detto, Un po’ per i tuoi occhi, ma consigliamo d’ascoltare l’intero disco d’esordio, Ezio (2011): è un cappello magico pieno di sorprese.

Di radio libere, ma libere veramente. Con Eugenio Finardi (15 febbraio 2013)

Di radio libere, ma libere veramente. Con Eugenio Finardi (15 febbraio 2013)

Quando son solo in casa e solo devo restare… vi ricordate quella canzone che iniziava così? Non ci dovrebbe essere nemmeno la necessità di ricordarvi il titolo di questa canzone, ma per i più sbadati lo facciamo lo stesso: La radio di Eugenio Finardi. Per chi ogni settimana si trova in una radio libera e porta avanti un programma come il nostro una canzone come quella che Finardi scrisse nell’ormai lontano 1975 è un vero e proprio inno. Bene, l’inno questa volta siamo riusciti a portarlo proprio nei nostri studi! Nel piccolo studio di Radio Contrabanda, all’ultimo piano di uno degli edifici che danno sulla Plaza Reial di Barcellona, abbiamo avuto come ospite proprio lui: Eugenio Finardi.  A Barcellona per partecipare al Festival Cose di Amilcare (in collaborazione in questa data e nelle prossime con il Festival BarnaSants), Finardi ha regalato a un pubblico calorosissimo un  concerto davvero emozionante sul palco dell’Auditori Barradas accompagnato al piano da Paolo Gambino. Perla della serata la partecipazione speciale del cantautore catalano Joan Isaac, con cui Finardi ha duettato sia accompagnando Isaac in Il momento per lei sia proponendo un’inedita versione italiana – tradotta da Sergio Secondiano Sacchi – della canzone più conosciuta di Isaac: A Margalida. Eugenio ci ha accompagnato durante la prima parte del nostro Zibaldone, raccontandoci  molte cose della sua quarantennale carriera, del suo presente e dei nuovi progetti che sta sviluppando. E soprattutto raccontandosi con grande passione e con grande cuore. Immancabile una colonna sonora per l’occasione con alcuni dei grandi successi del cantautore italo-americano, come Dolce Italia e Secret Streets, e altre canzoni dei suoi ultimi progetti, come il rock potente del suo Sessanta, uscito nel 2012, o le versioni italiane dello straordinario cantautore russo Vladimir Vysotskij contenute in Il cantante al microfono, uscito nel 2008. E qualche chicca in più, come la cover di Midnight Hour e di Pugni Chiusi… Dopo la musica ribelle e libera arriva il turno dell’informazione libera. Come ogni settimana, l’inscalfibile Banzo prende freneticamente appunti per presentarci la sua Repressione Today. Apriamo con una notizia italiana, pienamente in sintonia con il clima di elezioni incombenti: a Civita Castellana, in provincia di Viterbo, alcuni militanti di Casa Pound hanno interrotto un incontro pubblico con Sandro Ruotolo, giornalista, storico collaboratore di Michele Santoro e candidato alla presidenza della regione Lazio per Rivoluzione Civile. Dietro l’irruzione, una ferma presa di posizione di Ruotolo contro il movimento neofascista e gli insulti omofobi di un suo militante al segretario di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola. Passiamo poi dall’Italia alla Catalogna per raccontarvi l’ennesima storia di multe a attivisti politici, in questo caso antifascisti rei di protestare contro il movimento xenofobo Plataforma per Catalunya nella sua roccaforte di Vic. Anche questa settimana spazio alla Plataforma Afectados por la Hipoteca, la cui iniziativa di legge popolare contro gli sfratti è stata ammessa alla discussione del parlamento spagnolo, praticamente in concorrenza con la riforma varata quasi in solitudine dal Partido Popular. Sul fronte dei proiettili di gomma, una splendida notizia: un caporale e un sergente dei Mossos d’Esquadra saranno tenuti a comparire come indagati il prossimo 4 marzo, nell’ambito delle indagini per il ferimento di Nicola Tanno, più volte nostro ospite in studio, che perse l’occhio destro la notte dell’11 luglio 2010. Chiudiamo con la lunga storia del combattivo sindacalista e nostro compagno a Contrabanda FM Andreu de Cabo, licenziato da TMB, l’azienda che si occupa dei trasporti metropolitani barcellonesi, proprio per via delle sue battaglie sindacali e il cui caso arriverà la prossima settimana a conclusione, dopo mesi di lotta, con una sentenza di tribunale che ci auguriamo positiva. Le elezioni politiche si avvicinano, i dibattiti televisivi si susseguono e le nostre preoccupazioni crescono. Al fine di esorcizzarle con un po’ di sana ironia la carissima Eva Vignini ha dedicato la Trash zone di oggi ai peggiori inni elettorali di sempre. L’abbinamento fra musica e politica è sicuramente difficile soprattutto in un paese come l’Italia dove spesso può produrre risultati aberranti. Il premio per gli inni più brutti va sicuramente ai partiti di centro destra ed in particolare a Forza Italia e Pdl, agghiaccianti tanto nei contenuti quanto nella forma in cui vengono presentati, videoclip corredati di un testo scorrevole stile karaoke. Volendo mantenere poi una sorta di par condicio abbiamo scovato per voi un recente inno del PD in stile Village People. Per concludere con una bella ciliegina infine non è potuto sfuggire alla nostra attenzione neppure il futurista inno dell’Udeur che con i suoi suoni computerizzati in stile spaziale ci ha riportato con affetto a quei pomeriggi sereni degli anni ‘80 passati a guardare Goldrake e Daitan in televisione. E anche un altro inno, quello del fantomatico Partito Lotteria… al quale sono seguite le incursioni di due personaggi che ormai sono diventati, malgrè nous, degli ospiti fissi: la signora Gina, che ci chiama sempre in diretta per raccontarci che combina nella sua vita da pensionata attivissima, e Bruno, comico serio specializzato in frizzi, lazzi, freddure, barzellette, canzoni stonate e chi più ne ha più ne metta… Una capra bianca su sfondo nero ci fissa negli occhi durante l’último trago di oggi. Si tratta di un gruppo che fa canzoni d’autore, testi stridenti con risacche poetiche appoggiate su un bel pop- rock quasi plumbeo che sperimenta l’elettrico e accoglie il new wave. Si chiamano Elio Petri (come il regista straordinario che amiamo, sì): era un progetto solista qualche tempo fa, quando uscì Non é morto nessuno (2009), ora invece sono un gruppo a tutti gli effetti e nel cammino hanno anche perso una parentesi attorno alla «e». Dall’album Il bello e il cattivo tempo, prodotto dalla label indipendente perugina Cura Domestica nel 2011, c’ascoltiamo Il disprezzo: e con questa ci salutiamo, anche se il disco meriterebbe d’essere esplorato a fondo, in compagnia della Capra astrale che c’osserva dalla copertina. A venerdì prossimo!

Tra Cento Celle, Los Angeles e Siracusa… (22 febbraio 2013)

Tra Cento Celle, Los Angeles e Siracusa… (22 febbraio 2013)

L’inizio della puntata di questo venerdì, cari aficionados di Zibaldone, è tutta per uno dei più singolari musicisti britannici che se ne è andato pochi giorni fa all’eta di 68 anni: Kevin Ayers. Membro della prima formazione dei mitici Soft Machine che accompagnò in tournée anche Jimi Hendrix, nel 1969 Ayers iniziò un lungo e prolifico percorso nel rock psichedelico con Joy of a Toy, album indimenticabile. Un percorso che lo portò a collaborare con Mike Holdfield, Brian Eno, John Cale e Nico, tra gli altri. Abbiamo voluto ricordare Kevin Ayers con la sua Lady Rachel, contenuta in Joy of a Toy, e con una piccola chicca: la canzone dei Gorkys Zygotic Mynch intolata proprio Kevin Ayers e contenuta nella colonna sonora di Airbag. La musica è stata, come spesso succede, il filo conduttore di questa puntata. Musica italiana freschissima con due collegamenti telefonici. Il primo è stato quello con Monique Mizrahi, voce ed anima degli Honeybird & the Birdies, uno dei tre gruppi italiani che sarà presente alla prossima edizione del Primavera Sound. Con la sua incredibile energia, Monique, italo-americana cresciuta tra Los Angeles e Cento Celle, ci ha raccontato la nascita di questo progetto, che riesce ad assemblare un’interessante ricerca musicale con dei testi che affondano le proprie radici nella nostra società e nella memoria del nostro passato. East Village e Perejil. Questi sono i titoli delle due canzoni che ci siamo sentiti da You Should Reproduce, l’ultimo album degli Honeybird uscito nello scorso mese di ottobre, dove la voce di Monique (anche chitarrista) è accompagnata da Federico Camici (al basso) e da Paola Mirabella (alla batteria e percussioni). Un album intenso prodotto da Enrico Gabrielli, prodotto nell’Obst und Gemüse Studio di Rocco Marchi e uscito con il marchio di fabbrica della Trovarobato. Il secondo collegamento ci ha portato un po’ più a sud. A Siracusa, se vogliamo essere precisi, dove abbiamo chiacchierato con Alì – al secolo Stefano Alì – e abbiamo presentato il suo La rivoluzione nel monolocale, album uscito poche settimane fa con La Vigna Dischi. Classe 1978, nato a Catania e cresciuto a Siracusa, da qualche anno “rifugiato” in un monolocale a Belvedere (frazione di Siracusa a pochi km dalla tomba di Archimede), fino a qualche mese fa Stefano vendeva fiori. Nei primi mesi del 2011 inizia a stilare i brani de La rivoluzione nel monolocale; la cifra stilistica è legata al metraggio della casa in cui vive: intima, calda e precaria. Nove brani inediti e una cover di Paolo Conte. Ci siamo sentiti due pezzi da questo suo primo album: Per la Gioia di Woodoo e Cash. Due pezzi diretti, che tirano dritto fino al cuore. Il tutto fra occhi bassi e sogni, Wilco e Gin Lemon, colloqui andati a male, cd masterizzati dei National, curricula sempre più lunghi e aspettative sempre più corte. Alì pare proprio fuori moda, quindi semplicemente perfetto, come la sua Panda bianca di fine anni 80 senza finestrini elettrici. Ne sentiremo parlare ancora a lungo, ce lo auguriamo. Riuscite ormai a immaginarvi una puntata di Zibaldone senza la Repressione Today dell’ignifugo Banzo? Quale che sia la risposta, i fatti incalzano, e la rubrica cerca di raccontarveli con abbondanza di dettagli. Questa settimana, cominciamo con un aggiornamento sull’odissea giudiziaria di Davide Rosci, il teramano condannato a sei anni di carcere insieme a alcuni concittadini per i fatti di Roma del 15 ottobre 2011. Torniamo in Catalogna per parlarvi del Rock’n’Trini, storico centro giovanile antagonista di Trinitat Vella, in attività da circa vent’anni, che lo scorso 15 febbraio ha ricevuto l’ordine di cessare tutte le attività sulla base di prove niente affatto convincenti. Poi un excursus sul celebre caso di Enric Duran, il cosiddetto Robin Hood delle banche, che si è visto negare il rinvio del processo per l’azione di esproprio sotto forma di piccoli prestiti contro 39 entità bancarie, che gli è valsa l’ingombrante soprannome. Aggiornamenti anche sul caso di Ester Quintana, visto che le perizie ordinate dal giudice per le indagini preliminari sembrano confermare che fu l’impatto con un proiettile di gomma a privare Ester dell’occhio sinistro, nonostante le ripetute smentite made in mossos. Chiudiamo con un’altra buona notizia, quella della riassunzione di Andreu de Cabo, del cui caso abbiamo parlato la settimana scorsa: il sindacalista e compagno di Contrabanda FM ha vinto la sua battaglia contro l’azienda trasporti metropolitani di Barcellona, che l’aveva licenziato con motivazioni pretestuose nel giugno scorso, e ora potrà riguadagnare il posto di lavoro dal quale era stato ingiustamente allontanato. La Trash Zone della carissima Eva Vignini per rimanere in tema elettorale è dedicata ad un grande riformatore politico di cui purtroppo sembrano essere sparite le tracce. Stiamo parlando di Pierino Brunelli, altro mitico personaggio portato alla ribalta da Mai dire tv nei primi anni ’90. nato a San Giorgio di Cesena il primo maggio 1947, Brunelli trasmetteva i suoi deliranti discorsi politici nella Tv imperiale Universale dichiarandosi reincarnazione del duce e imperatore degli Stati Uniti Mondo Federale Economico Spirituale (SUMFES) Nel suo programma Brunelli ci informava con un’impressionante dovizia di dettagli la linea di pensiero del Brunellismo e diffondeva le leggi del suo Impero (“La magna Romagna”), definendone i confini, l’alimentazione a base di piadina imperiale e vino rosso, la sua moneta e addirittura di un proprio calendario dove il mese di Gennaio si chiamava “Freddoloso” e quello di Dicembre “Pigrone”. Un personaggio trash di una genialità assoluta che vi invitiamo a conoscere ed approfondire. Come ogni mese, non poteva mancare il collegamento con il nostro compagno di onde: Berardo Staglianò di Sentieri Sonori (Radio Ara – Lussemburgo). Berardo ci tiene sempre al corrente delle nuove uscite musicali italiane e ci propone degli ascolti davvero interessanti. Questa volta non poteva mancare un riferimento al Festival di Sanremo, appena concluso, e ad una band indie che ha deciso, in barba a tutti, di parteciparvi: i Marta sui Tubi. E poi un gruppo, uno stile e una musica completamente diverso: i Lilies on Mars, reduci da una tournée con Franco Battiato… E prima di arrivare all’último trago musicale della nostra cara Laura, non potevano mancare le incursioni dei nostri immancabili ospiti, Bruno, il comico serio, e la signora Gina, che questa volta ci siamo preoccupati di chiamare direttamente noi… La discografia è morta e io non vedevo l’ora, recita il titolo dell’album che c’ascoltiamo nell’ ultimo trago di oggi. Il gruppo esordiente Io non sono Bogte, («Chi è Bogte? Un nemico immaginario») canta sulle macerie del mercato discografico (e del tempo presente) con un rock ruvido e sgraziato, con dieci tracce che sembrano essere un unico flusso di parole, che ondeggiano tra il parlato e il melodico. Il titolo catastrofico è una proposta, un’interrogarsi sulle possibilità di reinventarsi e di far crescere energie nuove. E’ uscito nel novembre del 2012, e sembra un disco ma non lo è: anzi, sembra una musicassetta all’apparenza, ma in realtà è una scheda USB. La consapevolezza che il paese non sia ancora cambiato e che questo non avvenga in tempi brevi non è importante ai fini di uno sguardo che vada oltre, in prospettiva, alla ricerca di cambiamenti impercettibili. . Il vecchio mondo (come la copertina) è rappresentato nella atmosfere cupe e dense di tensione, in un immaginario a metà tra retrò e orrore, dove il ruolo della musica è quello di cogliere e capire, di lanciare vaticini. E ci salutiamo con il bel singolo, La musica italiana e altre stragi. A venerdì prossimo!

Tra lati oscuri della luna e grilli parlanti (1 marzo 2013)

Tra lati oscuri della luna e grilli parlanti (1 marzo 2013)

L’anno era il 1973. Il mese quello di marzo. In quei giorni usciva un album che avrebbe segnato come pochi altri la storia del rock e della musica in generale. Stiamo parlando di Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Non potevamo iniziare la puntata senza fare un omaggio ad un disco che ha compiuto 40 anni. Per aprire Zibaldone ci siamo ascoltati i due pezzi che chiudevano questo concept album: Brain Damage e Eclipse. La musica, lo sapete, è il nostro filo rosso. La corrente sotterranea che ci guida da un argomento ad un altro. Musica italiana, ma non solo. E questo venerdì abbiamo voluto farvi sentire le canzoni di alcuni degli artisti del Belpaese che passeranno da Barcellona nelle prossime settimane. Abbiamo iniziato con David Riondino e le sue ironiche Quando vengono le ballerine? e La Ballata del sì e del no, la canzone con cui vinse la Targa Tenco nel 1994. Riondino, infatti, suonerà a Barcellona il prossimo giovedì 7 marzo nella sala Luz de Gas nell’ambito del Festival Cose di Amilcare / Festival BarnaSants. E il giorno prima sarà anche alla Libreria Italiana Le Nuvole di Gracia per presentare Il trombettiere, il suo ultimo libro dove le decime in rima di Riondino si accompagnano alle illustrazioni di Milo Manara. La prossima settimana (venerdì 8 marzo, sala Razzmatazz) sarà a Barcellona anche Max Gazzè, di cui ci siamo riascoltati due dei primi successi: Vento d’estate e Una musica può fare. Mancano invece ancora più di due settimane per l’attesissimo concerto di Franco Battiato, che mercoledì 20 marzo presenterà all’Auditori del capoluogo catalano il suo ultimo lavoro, Apriti Sesamo. Del grande musicista e cantante siciliano siamo andati a ripescare la meravigliosa cover di (Sittin’ on) The Dock of the Bay di Otis Redding inclusa nel suo Fleurs 2 e cantata insieme a Anne Ducros. E per chiudere con i prossimi concerti, vi abbiamo fatto sentire un paio di pezzi di Mar Endins, il nuovo album che Rusó Sala presentará mercoledí 6 marzo alla sala Jamoboree; un album che è frutto della collaborazione della bravissima cantautrice catalana con il pianista pugliese Kekko Fornarelli. Nel mezzo di tutto ciò abbiamo chiacchierato con il nostro Sergio Sivori, attore, regista e fondatore, insieme a sua moglie Cristina Giordana, di Laboratorium Teatro, attivo a Barcellona da oltre due anni, dopo quasi un decennio a Roma. Il prossimo sabato 9 marzo, infatti, Laboratorium Teatro metterà in scena al Rai Art di Barcellona la intensa piece teatrale Quartett del drammaturgo tedesco Heiner Müller. Abbiamo chiuso questa prima parte di Zibaldone con una nuova uscita musicale. Quella di Samuele Arba, cantautore sardo residente da qualche tempo a Tarragona. È praticamente pronto il suo nuovo album: Por encima de las palabras. Un album intenso e molto bello, ricco di spunti e di messaggi. In esclusiva per Zibaldone vi abbiamo fatto sentire La herencia. Sapete che sono tempi duri per tutti, soprattutto per gli artisti. Se volete aiutare Samuele a produrre questo nuovo album, potete entrare qui e convertire in realtà Por encima de las palabras. E come ogni settimana, riecco il nostro partecipe osservatorio speciale sui movimenti sociali, la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Cominciamo con la notizia, definitiva dopo tante voci di corridoio, dell’istituzione di una commissione di studio sull’uso di materiali antisommossa al parlamento catalano: dopo il rifiuto del 2011, a proporla è l’attuale maggioranza di governo, che sembra voler evitare accuratamente ogni menzione diretta ai proiettili di gomma. Vedremo come si evolverà la situazione. Parliamo poi dello sciopero studentesco del 28 febbraio, che ha interessato tutta la Catalogna e che a Barcellona ha registrato momenti di grande tensione tra manifestanti e polizia, e anche alcune cariche. Proseguiamo con il secondo sciopero della fame dei dipendenti di Telefonica per la riassunzione di Marcos Andrés Armenteros, a tre mesi di distanza dal primo. La protesta ha avuto luogo nei giorni del Mobile World Congress, e ha cercato di avvalersi della risonanza dell’evento per sensibilizzare quante più persone possibili sulle conseguenze della riforma del mercato del lavoro del 2010, che ha permesso il licenziamento agevolato di Marcos. Spazio anche alle manifestazioni della Marea Ciudadana che si sono tenute lo scorso 23 febbraio in circa 80 città spagnole: moltissimi movimenti riuniti per protestare contro lo strapotere dei mercati finanziari e incidenti soltanto a Madrid, dove si sono verificati scontri e sono stati arrestati circa 40 manifestanti. Chiudiamo con una notizia dall’Italia, per il secondo tempo dell’attacco personale di Casa Pound al candidato di Rivoluzione Civile Sandro Ruotolo. Dopo i fatti dell’11 febbraio a Civita Castellana, presso Viterbo, nuova irruzione a un atto elettorale di Ruotolo presso Frosinone, a soli due giorni dal voto. Era presente anche Adelmo Cervi, figlio di uno dei sette fratelli Cervi, trucidati dai nazisti nel 1943. Casa Pound ha poi ottenuto risultati elettorali molto modesti, ma da parte nostra, non è mai troppo poco. La trash zone della carissima Eva Vignini è dedicata a Luis Miguel, gigante della musica pop sudamericana che divenne, dopo la sua partecipazione a Sanremo dell’85, a soli 15 anni una delle tante icone trash degli anni ‘80 Italiani. Così, confusi e sperduti in questo difficile momento di tempeste elettorali Italiane, siamo incappati per sbaglio in un vecchio pezzo Sanremese che potrebbe essere considerato una sorta di inno grillino ante-litteram. Il testo in questione cantato da Luis Miguel si chiamava: “Noi ragazzi di oggi”, con le sue drammatiche pretese di inno generazionale ed i suoi ridondanti e ridicoli versi tradiva uno stile inconfondibile, fatto di baggianate in rima e proclami stereotipati. Dietro questo ragazzino messicano e le sue movenze da consumato chansonnier si nascondeva infatti il genio creativo di Toto Cutugno autore del testo della canzone. «Noi, ragazzi di oggi, noi con tutto il mondo davanti a noi viviamo nel sogno di poi. Noi, siamo diversi ma tutti uguali abbiam bisogno di un paio d’ali e stimoli eccezionali puoi farci piangere ma non puoi farci cedere noi, siamo il fuoco sotto la cenere…” Come ogni mese non poteva poi mancare il collegamento con il nostro Ricky Russo (In Orbita – Radio Capodistria), che ci tiene sempre al corrente sulle novità musicali provenienti dalla penisola italiana (e non solo). Dopo l’intensa esperienza nella Grande Mela, Ricky è ritornato nella sua Trieste, da dove ci ha informato di un paio di progetti molto interessanti. Il primo è la compilation Trieste Rock City, il secondo è il nuovo album del triestino adottivo Eddie Cat. Ascoltatelo, perché merita! Ma ne riparleremo sicuramente qui a Zibaldone… Prima che finisca la puntata non potevano mancare tre cose. Due sono delle intrusioni ormai all’ordine del giorno in ogni puntata che si rispetti del nostro programma: quella della signora Gina alla ricerca del figlio disperso in Spagna e desiderosa di raccontare le proprie vicende e quella di quel fanfarone di comico serio che si presenta come Bruno. La terza è invece la nostra consueta chiusura: l’último trago musicale. Ma questa settimana la nostra cara Laura non c’è: non è andata via, come cantava Nek, è semplicemente influenzata. E allora noi, come consiglio musicale, abbiamo pensato di farvi sentire un pezzo di grande attualità politica: Al diavolo il grillo parlante, l’ultimo pezzo del grande Edoardo Bennato (qui il videoclip).  Una canzone dove il cantante napoletano canta “Al diavolo il Grillo Parlante / filosofo da baraccone / che è comico senza volerlo / drammatico con convinzione / Contate sul Grillo Parlante / sull’angelo vendicatore / che incassa denaro contante / contando sul vostro sacro furore”. Un Bennato che ritorna ai suoi tempi migliori, con quell’ironia e quello sbeffeggiamento che colgono in castagna il nuovo leader delle piazze italiane, facendo arrabbiare i grillini che lo hanno insultato e bombardato con messaggi e post. Una reazione di questo tipo è la riprova, in fin dei conti, che Bennato ha colto, ancora una volta, nel segno… no? Ma sì, al diavolo il grillo parlante!

Otto Marzo e dintorni (8 marzo 2013)

Otto Marzo e dintorni (8 marzo 2013)

Otto Marzo. Non potevamo non iniziare questa puntata con due voci femminili della musica italiana: Patty Pravo con Il Paradiso e Gianna Nannini con I maschi. E parlando di musica in questa prima settimana di marzo non potevamo non dedicare la nostra puntata, oltre che a tutte le donne, anche a due dei maggiori cantanti italiani che in questi giorni avrebbero compiuto settant’anni: Lucio Dalla e Lucio Battisti. Durante la puntata vi abbiamo fatto sentire alcuni dei pezzi di questi due straordinari musicisti e interpreti che vi hanno accompagnato in questi anni e che ci avete consigliato negli ultimi giorni sulla nostra pagina di facebook. E poi ancora musica con Max Gazzè e Franco Battiato che suonano proprio in questi giorni qui a Barcellona. Gazzè si è esibito proprio poche ore dopo la nostra diretta radiofonica, venerdì 8 marzo alla Sala Razzmatazz di Barcellona con un bel concerto, molto partecipato. Battiato suonerà invece il prossimo mercoledì 20 marzo all’Auditori del capoluogo catalano. Entrambi presentano il loro ultimo lavoro: Sotto Casa dell’artista romano e Apriti Sesamo del veterano compositore e interprete siciliano. La prima intervista è a Meike Maria Clarelli, voce e compositrice de La Metralli, gruppo che abbiamo presentato recentemente a Zibaldone e che ci è piaciuto davvero molto. Vincitore del Premio Ciampi nell’ottobre del 2012, questo ensemble formato da tre donne (oltre a Meike, anche Marcella Menozzi e Serena Fasulo) e da un uomo (Matteo Colombini) ha pubblicato da poco il suo primo EP, contenente sei canzoni. Con Meike abbiamo parlato di questo progetto, del nuovo album de La Metralli e anche di molto altro, come la bella esperienza del coro di donne migranti Le Chemin des Femmes, nato a Modena nel 2008, di cui Meike è direttrice. De La Metralli ci siamo sentiti Piovevo e D’Arteria. E l’otto marzo la Repressione Today dell’intramontabile Banzo comincia con una notizia che è al tempo stesso un’affettuosa dedica alle Mamme NO MUOS, le donne di Niscemi, provincia di Caltanisetta che insieme al resto della società civile locale stanno lottando per impedire la costruzione del MUOS, che implicherebbe gravi rischi per la salute della popolazione e la tenuta dell’ecosistema. Due di loro sono rimaste contuse e una terza ha riportato una frattura a un piede mentre cercavano di impedire che gli operai raggiungessero sotto mentite spoglie il cantiere: infatti attualmente, i lavori dovrebbero essere sospesi, come aveva assicurato il console americano a Napoli. Seguiremo attentamente gli sviluppi di questa lotta, per molti versi paragonabile a quella del Movimento No TAV. Parliamo poi di una bella iniziativa antiomofoba per il ritiro dai negozi della catena El Corte Inglés dei libri di Joseph Nicolosi, il contestato psicologo clinico americano fautore di una sedicente «terapia riparativa dell’omosessualità» che non gode di nessun riscontro nella comunità scientifica. Torniamo poi a raccontarvi di ‘Alfon’ Fernández, o meglio del suo avvocato Erlantz Ibarrondo, osservato speciale della polizia madrilena per via della sua vicinanza ai movimenti sociali, in una sorta di versione spagnola del legittimo sospetto di berlusconiana memoria. Concludiamo con due notizie sulla piattaforma Afectados por la Hipoteca, attiva in tutta Spagna contro il dramma degli sfratti: i pompieri di Valencia, seguendo l’esempio dei colleghi di altre regioni spagnole, hanno annunciato che non collaboreranno agli sfratti forzosi motivati da insolvenza e che sosterranno la campagna devolvendole parte dei loro stipendi. Tutto questo mentre la piattaforma sbarca sulla stampa rosa, più precisamente sul rotocalco a grande tiratura Pronto, con una rubrica curata da Ada Colau che punta a informare e sensibilizzare sul tema il vasto pubblico della stampa popolare. La Trash Zone al femminile della carissima Eva Vignini è dedicata ad una classica icona del trash anni ’80: la biondissima ed eclettica Jo Squillo. Dietro a questo personaggio indefinibile, cantante, presentatrice, show-girl, si nasconde in realtà una riot girl ante litteram. Tra la fine degli anni ’70 e i primissimi ’80 Jo Squillo diventa una protagonista del punk milanese con una formazione tutta al femminile e dai forti accenti antimaschilisti: le Kandeggina Gang che non mancano di sorprendere con performance provocatorie come ad esempio il lancio di Tampax macchiati di rosso sul pubblico dei loro concerti. La fase punk di Joe Squillo rimane nonostante lo scialbo punkettino, i testi grotteschi ed adolescenziali ed il mal interpretato tentativo di rivendicazione femminista, la parte più interessante e divertente della sua carriera destinata a lasciarsi contagiare ben presto dalla decadenza catodica. Il punk si trasforma così nel pop-dance demenziale di Ode al reggiseno ed il femminismo agguerrito si disperde quasi totalmente nella banalissima Siamo donne, pezzo insignificante ma di grande popolarità, cantato in coppia con la prosperosa Sabrina Salerno. E tra la solita telefonata della signora Gina e l’improvvisata in studio di quel comico serio che si presenta con il nome di Bruno, vi abbiamo proposto alcuni stralci dell’intervista che abbiamo fatto l’altra sera a David Riondino, poco prima che l’artista fiorentino salisse sul palco del Luz de Gas di Barcellona per il concerto organizzato dal Festival Cose di Amilcare in collaborazione con il Festival BarnaSants. È stata una lunga ed interessante chiacchierata in cui Riondino ci ha parlato soprattutto della situazione politica italiana, del Movimento 5 Stelle e di Beppe Grillo. Tematica su cui ha scritto recentemente anche alcune delle sue ironiche decime che potete leggere qui. Per introdurla vi abbiamo fatto sentire una canzone che Riondino scrisse qualche anno fa e che entra perfettamente nella programmazione speciale per questo Otto Marzo: Ragazze di Milano. E per l’último trago di oggi ci affacciamo sul rock portato sul palco dalle donne. L’icona ribelle che ci accompagna dagli anni sessanta e che immaginiamo tra batterie e chitarre è sempre maschile: le donne che hanno scavalcato quest’idea hanno dovuto fare i conti con stereotipi radicati e spesso si son fatte portavoce di una rivendicazione più ampia, espressione di controcultura e di istanze femministe. Il libro Le ragazze del rock, di Jessica Dainese, propone una panoramica su questo mondo spesso relegato nell’underground ma molto attivo: dal punk femminista del ’79 ai vari gruppi legati al movimento Riot Grrrl negli anni novanta, fino alle band più recenti che tentano di smarcarsi dall’etichetta della «musica per donne» . Da questa ricostruzione ci ascoltiamo le bolognesi Diva Scarlet, suonanti dal principio degli anni zero, con il pezzo Souvenir. E ci salutiamo con un gruppo recentissimo, un duo un po’ funky dal nome strano, che canta il mito del Principe azzurro con ironia e tenacia. A voi, le palermitane Iotatòla, e che la musica rompa stereotipi!

Di Mala Testa, di Gitanes e dei Blue Willa (15 marzo 2013)

Di Mala Testa, di Gitanes e dei Blue Willa (15 marzo 2013)

Non potevamo non aprire il nostro Zibaldone con una attesissima uscita musicale: Mala Testa, il nuovo album di Alessio Lega. Lo aspettavamo da un po’ e avevamo l’acquolina in bocca da quando Alessio, in tournée a Barcellona ed ospite del nostro programma, ce ne aveva parlato e ci aveva suonato in anteprima qualche pezzo. Uscito ufficialmente lo scorso 11 marzo, prodotto dalla Obst und Gemüse di Rocco Marchi, Mala Testa è il sesto disco inciso da Alessio Lega. Dopo il premiatissimo Resistenza e amore, (Targa Tenco Miglior Opera Prima 2004) Alessio si era dedicato alla rilettura del patrimonio musicale francofono e internazionale, riadattando per la lingua italiana e per il nostro presente capolavori misconosciuti, testimoniati nei suoi dischi successivi. Mala Testa ha una gestazione quasi decennale, attentissima al presente e ai suoi suoni, alla ricerca di una strada e di una musica adatta alla rinascita della canzone narrativa. E Mala Testa è soprattutto un disco di resistenza; al logorio della memoria, alla normalizzazione, alle nuove schiavitù, alle prepotenze, di qualsiasi tipo e in qualunque latitudine si manifestino. Delle diciotto canzoni dell’album noi ve ne abbiamo fatte sentire tre: Frizullo, pezzo che apre il disco e che è dedicato a Dino Frisullo, bravo giornalista che aveva messo al servizio degli ultimi, dei migranti, dei Kurdi tutta la sua vita; La scoperta di Milano e Canzoni da amare, un manifesto programmatico in forma di canzone, cantata da Paolo Pietrangeli. Un album di grande qualità, con altre bellissime collaborazioni – con Ascanio Celestini che ha scritto Monte Calvario e con Paolo Ciarchi alle percussioni –, con canzoni di resistenza, d’amore e di lotta, come Spartaco, Risaie, Matteotti, Difendi l’allegria o La Piazza, la loggia, la gru, canzone che intreccia le storie e i nomi intrecciati delle vittime della strage fascista del 28 maggio del ’74 con gli immigrati saliti su una gru a Brescia nel novembre del 2010. Abbiamo voluto continuare con la musica e la canzone d’autore, proponendovi un’intervista accompagnata da una bella live session insieme a due giovani musicisti in tournée a Barcellona. Si tratta di Luciano Forlese, che era passato dai nostri studi all’inizio di ottobre insieme al bravo Luca Porcelluzzi, e di Andrea Musio. Luciano (Lucio) Forlese è probabilmente una delle più interessanti voci della giovane canzone d’autore italiana. Attivo tra Trento e Torino, Lucio si ispira ai grandi classici della canzone d’autore italiana ed europea – Piero Ciampi, tra gli altri –, ma allo stesso tempo ha il coraggio di rompere schemi, proponendo tematiche nuove. Nelle sue canzoni si trovano la poesia, il viaggio e il sogno, ma anche la protesta, l’allegria e quella sana voglia di vivere senza limiti e senza barriere. Ci siamo sentiti Gitanes, il suo cavallo di battaglia registrato qualche tempo fa in un piccolo studio di Trento, ma anche tre pezzi live: Per una donna e per un mare, Rafael e Forse non sono io. Per saperne di più della musica di Lucio Forlese, date un’occhiata qui. Vi abbiamo poi ricordato alcuni concerti che ci saranno a Barcellona nei prossimi giorni, come quelli di due rinomati musicisti ed interpreti italiani, come Franco Battiato (mercoledì 20 marzo, alle 21.00 all’Auditori) e di Ludovico Einaudi (giovedì 21 marzo, alle 21.00, al Palau della Musica Catalana), di uno storico cantautore catalano come Joan Isaac (sabato 16 marzo alle 20.00 al Teatre Joventut) e di un mitico cantautore portoghese come Sérgio Godinho (venerdì 22 marzo alle 21.00 al Teatre Joventut). Un concerto, quest’ultimo, assolutamente unico perché il più importante cantore della rivoluzione dei garofani sarà accompagnato sul palco da una delle più belle voci della canzone catalana, Marina Rossell. Un’altra settimana densissima per la Repressione Today dell’inafferrabile Banzo. Cominciamo con una notizia sui Mossos d’Esquadra, la famigerata polizia catalana, che ha annunciato la creazione di un nuovo codice d’identificazione per gli agenti antisommossa, curiosamente in contemporanea con il lancio di una campagna della piattaforma Rereguarda en Moviment che si batte proprio per quest’obiettivo e contro le identificazioni arbitrarie dei manifestanti. Il nuovo codice, denominato NOP, non sostituirà quello esistente, il cosiddetto TIP, che gli agenti non esibivano quasi mai nonostante chiare disposizioni di legge in materia, ma verrà «sincronizzato» con l’altro, in modo che a ogni agente corrisponda un numero solo per ciascuno dei due codici. Proseguiamo con le ultime novità sulla piattaforma Afectados por la Hipoteca, che ha iniziato una campagna di pressione «porta a porta», per spingere i deputati del PP a votare favorevolmente l’iniziativa legislativa popolare contro gli sfratti che sarà presto discussa in parlamento, proprio mentre il Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea dichiara la legge spagnola in materia incompatibile con la normativa comunitaria per la difesa dei diritti dei consumatori. Parleremo poi anche delle ultime evoluzioni del caso di Enric Duran, il cosiddetto «Robin Bank» sotto processo per frode bancaria per aver ottenuto prestiti per 492.000 euro con i quali ha poi finanziato vari movimenti sociali e le loro attività. Riflettori poi sui movimenti sociali di Siviglia, che hanno allo studio un interessante progetto di candidatura popolare dal basso con l’obiettivo di presentarsi a future elezioni. In chiusura, una notizia per tutti i postini di Madrid: il comune sta provvedendo a sostituire o ridipingere varie buche delle lettere cittadine, che erano state dipinte d’azzurro con tanto di logo del PP, con divertito riferimento al vorticoso giro di buste e bustarelle emerso con l’ultimo scandalo corruzione nel Partido Popular. Nella foto potete osservare il «prima» e il «dopo». Se volete donare due spicci a Rajoy e compagnia sapete dove andare, ma fate in fretta, potrebbe essere già troppo tardi! La Trash Zone della carissima Eva Vignini è dedicata all’approfondimento di una delle sue categorie trash preferite ovvero quella dei maghi cartomanti con marcate inflessioni dialettali. Mamma Orsola è una sensitiva del Beneventano dall’aspetto bonaccione e materno che esercita da più di 50 anni da La Spezia ad Avellino da Salerno a Roma. La particolarità più evidente di Mamma Orsola è il marcato accento ciociaro-campano-molisano, una sorta di esperanto meridionale indefinibile caratterizzato dall’artificio linguistico di chiudere quasi tutte le parole con la vocale sbagliata. “Mamma Orsola vi spiega tutto  minute per minute e Virgolo per Virgolo!” Siamo poi ritornati alla musica con un’altra intervista. Qualche tempo fa, se ricordate, vi avevamo presentato gli Honeybird & the Birdies, uno dei tre gruppi italiani che parteciperanno al Primavera Sound di quest’anno. Bene, oggi vi presentiamo il secondo gruppo che verrà qui sul litorale catalano alla fine di maggio. Si tratta dei Blue Willa, una creatura che nasce dalla lunga militanza underground di quattro musicisti (Serena Alessandra Altavilla, Mirko Maddaleno, Lorenzo Maffucci, Graziano Ridolfo) che col nome Baby Blue per sette anni, tre dischi e centinaia di concerti si sono fatti le ossa nella scena musicale italiana. Per questo album, che si intitola proprio Blue Willa, la band ha cercato di coinvolgere un’artista con un orizzonte visionario stupefacente come Carla Bozulich, già alla testa di progetti ambiziosi come Evangelista, The Geraldine Fibbers, Scarnella, Ethyl Meatplow. Le affinità tra la band e Carla tracciano un percorso trasversale in costante movimento in una terra di mezzo tra Pixies e Diamanda Galás, Kurt Weill e Iggy Pop, echi di torride melodie mediterranee e richiami di nativi americani, paesaggi sonori solcati dalle fantasticherie di Edgar Allan Poe o Italo Calvino, rumori inquietanti, animali, campane, gitani, punk. Ne abbiamo parlato con Mirko Maddaleno, il chitarrista della band. E vi abbiamo fatto sentire due pezzi del loro ultimo album, uscito poche settimane fa: Eyes Attention e Tambourine. Questa volta siamo riusciti a scampare la telefonata della signora Gina, però in compenso ci è capitato di nuovo tra le mani il telefonino del Dani, il figlio della signora, e abbiamo pensato bene di farvi ascoltare i messaggi registrati sulla sua segreteria telefonica. Non siamo invece riusciti a liberarci della visita di quel fanfarone di Bruno, il comico serio, che ci disturba con le sue incursioni di freddure, canzoncine, frizzi, lazzi e strane storie di una difficile infanzia. Non resta che salutarci con el último trago, l’ultima parentesi di musica prima d’andare, la nostra ciliegina da mettere sulla torta della puntata. Stavolta c’è lo zampino della Famosa Etichetta Trovarobato, che s’affaccia spesso su questa rubrica finale con il suo spirito ludico e farsesco, con la sua attenzione verso chi sperimenta parole e sonorità. Il nome del gruppo è già una presa in giro delle leggi del mercato: sono un trio romano suonante dal 2005, e si chiamano Eildentroeilfuorieilbox84 (tutto attaccato, senza remore). Un gruppo di batteria bassi e campionatori, che mescola il rock con l’ossessivo suono elettronico, che con fare giullaresco porta sul palco testi impegnati e visioni del mondo. C’ascoltiamo La fine del potere, canzone che dà il titolo al quarto ed ultimo album, uscito nel 2012: un bel video e un augurio per tutti, il racconto di un «pic nic con l’umanità» che porterà alla fine del dominio dell’uomo sull’uomo: c’è qualcosa di meglio in cui sperare?

Del Duca Bianco, di telefonate dal Bosforo e di discografia italiana (22 marzo 2013)

Del Duca Bianco, di telefonate dal Bosforo e di discografia italiana (22 marzo 2013)

Inizio epico dello Zibaldone di questa settimana. Un inizio dedicato a una delle pietre miliari della musica internazionale: David Bowie. Qualche giorno fa è uscito il suo nuovo album, The Next Day. Non smetterà mai di stupirci il Duca Bianco. Dopo dieci anni di silenzio – l’ultimo lavoro pubblicato era Reality del 2003 – e quando tutti pensavano che non avremmo più potuto godere di altre perle musicali del fu Ziggy Stardust, a inizio gennaio abbiamo avuto come regalo un nuovo singolo, Where Are We Now. O meglio, un regalo che Bowie faceva a se stesso per i suoi 66 anni. Era il primo segnale di questo nuovo album. A fine febbraio è uscito il secondo singolo: The Stars (Are Out Tonight). E l’11 marzo The Next Day era in vendita in tutto il mondo. Prodotto da Tony Visconti, The Next Day – composto da 14 nuove canzoni (e tre bonus track) di grande qualità – è un album estremamente rock e un viaggio nel passato di Bowie ricco di spunti e di riferimenti. A partire proprio dalla copertina, che è una versione riadattata della copertina di Heroes del 1977. Ci siamo ascoltati il pezzo che apre e dà il titolo all’album, The Next Day, e il secondo singolo, The Stars (Are Out Tonight). Godetevelo! Grazie alla voce di un altro mostro sacro della musica anglosassone, Tom Waits e la sua Telephone Call From Istanbul, siamo riusciti a fare un volo pindarico per arrivare sul Bosforo con un collegamento telefonico con Alberto Tetta, giornalista free lance italiano residente nella capitale turca ed esperto di Medio Oriente. Alberto ci ha presentato un’interessante panoramica di quello che sta succedendo sulla costa est del Mediterraneo grazie a dei recenti viaggi che ha compiuto in Libano ed in Palestina. Con lui abbiamo parlato della situazione in Cisgiordania, della guerra in Siria – che sta dilaniando il paese da ormai tre anni –, della situazione dei campi di rifugiati siriani in Turchia e della questione curda, che è tornata di nuovo d’attualità dopo le recenti dichiarazioni di Oçalan e la proposta di una tregua. Potete seguire le novità da Turchia, Siria e Palestina sia sulla pagina web di Alberto Tetta sia su twitter. E con la musica di Sérgio Godinho che ha suonato a Barcellona nell’ambito del Festival Cose di Amilcare proprio poche ore dopo la nostra diretta radiofonica e con la musica della bravissima Rossana Taddei che ha suonato in due occasioni nella Ciudad Condal in questo fine settimana, abbiamo voluto continuare con l’informazione politica. Con questa puntata, il nostro incombustibile Banzo festeggia un anno ai microfoni di Zibaldone: la sua prima apparizione risale infatti al 23 marzo dell’anno scorso. Da lì a poche settimane sarebbe nata spontaneamente la rubrica di attualità e controinformazione che è ormai uno degli appuntamenti fissi del nostro programma, la Repressione Today. Quest’oggi una puntata monografica interamente dedicata al Movimento No TAV alla viglia di una nuova grande manifestazione in valle contro l’alta velocità Torino-Lione, che quando leggerete queste righe si sarà già svolta. Ne approfittiamo per fare il punto della situazione sullo stato dei lavori al cantiere di Chiomonte, ancora in fase altamente preliminare, sulle ultime notizie dalla Francia, visto che il governo transalpino pare guardare al progetto con crescente diffidenza, e sulle dubbie dichiarazioni di Mario Virano, commissario straordinario del governo per la TAV. Parleremo inoltre di Luca Abbà, il tenace attivista che lo scorso 27 febbraio 2012 era rimasto in coma dopo un incidente avvenuto durante lo sgombero di parte dei terreni dove oggi sorge il cantiere, e che a un anno di distanza dall’incidente ha pubblicato un video e un comunicato sulla sua vicenda. Non manca neanche un aggiornamento sul maxiprocesso contro 53 militanti del movimento che si sta svolgendo attualmente a Torino e che ha visto addirittura la Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme ai ministeri dell’interno, della difesa e dell’economia costituirsi come parte civile. Come sempre, cercheremo di mantenervi aggiornati sugli sviluppi. Questa settimana abbiamo dovuto fare a meno dell’appuntamento con la Trash Zone della nostra carissima Eva Vignini. In compenso però non sono mancate le incursioni telefoniche e fisiche di due personaggi che malgrè nous sono diventati degli ospiti fissi della nostra trasmissione: la signora Gina, fondatrice dell’Associazione di Madri Preoccupate per i Figli in Spagna, e Bruno, il comico serio. Dalla comicità alle novità musicali procedenti dalla penisola italiana il passo è breve in una trasmissione radiofonica come al nostra. E allora ecco a voi un artista emergente con un progetto molto interessante: Io Non Sono Bogte. Il gruppo nasce a Roma e si presenta al pubblico nel settembre 2011 con un primo singolo, La musica italiana & altre stragi. Dopo un anno di intensa attività live, nell’autunno 2012 esce l’album d’esordio dal titolo accattivante, La discografia è morta e io non vedevo l’ora. Un album in cui gli elementi autobiografici si confrontano con i disastri della situazione sociale e culturale attuale, mentre la discografia diventa simbolo di un intero mondo passato che muore. L’autore e cantante della band, Daniele Coluzzi, ha pubblicato nel 2011 per le edizioni Effequ il libro Rock In Progress – Promuovere, distribuire, far conoscere la vostra musica, che contiene interviste ai più importanti giornalisti, tecnici e artisti della scena rock italiana. La discografia è morta e io non vedevo l’ora esprime un’esigenza di rinnovamento: viene pubblicato infatti in un formato del tutto nuovo rispetto al vecchio cd, ovvero su scheda USB. Di tutto ciò ne abbiamo parlato in un collegamento telefonico con Daniele Coluzzi. E, oltre al singolo che ha fatto conoscere al pubblico italiano questa nuova band, vi abbiamo fatto sentire un altro pezzo: Il mercato nero delle ostie. Per seguire Io Non Sono Bogte, date un’occhiata qui. Zibaldone non può finire senza un consiglio musicale della settimana. Per l’último trago di oggi scartiamo un album nuovo nuovo che promette davvero bene: annunciato con un video, il 5 marzo scorso è uscito Il testamento, primo lavoro da solista di Andrea Appino, voce chitarra e autore degli Zen Circus. Un disco carico d’energia dove il rock si accompagna alla ricerca di testi e parole che tocchino le corde sensibili del tempo presente. Una «terapia collettiva», un canto cupo e disilluso, una storia di famiglia che a tutti ci accomuna (e c’ascoltiamo intanto 1983, fotografia spietata e commossa di una deriva generazionale) dove si sente la musica che suona bene: il noise intenso made in Teatro degli Orrori (il bassista e il batterista ci sono dentro fino al collo), l’eredità cantautoriale, l’apparizione di archi e violini (c’è lo zampino di Rodrigo D’Erasmo). Ci salutiamo con la canzone che da il titolo al disco: Il testamento di un suicida che sta per lanciarsi nel vuoto (chiaro omaggio a Monicelli) che difende il diritto alla scelta e guarda soddisfatto verso la vita. Per quanto spietato, Appino mette in quest’album una sferzata di speranza: davvero una bella notizia, da ascoltare a fondo.

Dellera, Giacomo Toni, Paletti, Selton e Frankie Magellano (29 marzo 2013)

Dellera, Giacomo Toni, Paletti, Selton e Frankie Magellano (29 marzo 2013)

È venerdì santo, Gesù viene crocifisso sul monte Calvario e noi zibaldoniani siamo come ogni venerdì nei piccoli studi di Radio Contrabanda a Barcellona per due ore di un programma in italiano non solo per italiani. Un venerdì dedicato essenzialmente alle nuove uscite musicali provenienti dall’Italia e non solo, grazie alle due collaborazioni che portiamo avanti da alcuni mesi con i nostri compagni di onde: Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo) e Ricky Russo (In Orbita – Trieste). Abbiamo iniziato con due nuove uscite della MArteLabel: Il ragazzo in motocicletta di Dellera, autore, cantante, polistrumentista e membro dal 2006 degli Afterhours, e L’autoambulanza di Giacomo Toni, pianista romagnolo frontman della 900band da lui fondata nel 2005. Siamo poi passati, grazie ai suggerimenti di Berardo Staglianò, a Cambiamento estratta da Ergo Sum, il disco appena uscito del bresciano Paletti e a Piccola sbronza, una collaborazione molto primaverile dei Selton accompagnati da Dente. Infine, con Ricky Russo, siamo passati a due meravigliose nuove uscite a mezzo tra il funky e il soul proveniente da Trieste e dagli States: Temporary Happiness dei friulani W.I.N.D. e Strictly Reserved for You del sessantenne di Brooklyn Charles Bradley, noto come The Screaming Eagle of Soul e considerato il discepolo di Otis Redding. Ma la musica è stata un leitmotiv costante per condire le nostre rubriche e le improvvisate di ospiti che sono diventati ormai una presenza costante a Zibaldone, come la simpatica Signora Gina, che ci ha raccontato la sua speciale via Crucis, e come quel fanfarone di Bruno, il comico serio con i suoi frizzi e i sui lazzi, le sue freddure e le sue storie d’infanzia, tra orfanotrofi e suore cattive. Vi abbiamo proposto É terça-feira, una delle canzoni più amate del cantautore portoghese Sérgio Godinho; Lo scrutatore non votante di Samuele Bersani nella versione di Rossana Taddei, contenuta nell’ultimo album della cantante uruguayana Bandalegre, uscito poche settimane fa; La falsaria, versione italiana della nota canzone di Georges Brassens interpretata da Alberto Patrucco, che suonerà il prossimo 4 aprile alle 21.30 qui a Barcellona, nella sala Luz de Gas nell’ambito del Festival di canzone d’autore Cose di Amilcare / Festival BarnaSants. E poi, tra un gospel e due rimandi al venerdì santo, come Superstar dalla colonna sonora di Jesus Christ Superstar e Drinkin’ with me Jesus di Jello Biafra & Mojo Nixon, due pezzi di due giovani cantautori: Ensayo y error del granadino Alberto Alcalá e Continuare a vendere oro del siracusano Alì. Dopo la scorsa puntata interamente dedicata al movimento No TAV, il nostro ergonomico Banzo prepara un’altra edizione della Repressione Today prevalentemente incentrata su vicende italiane. A tenere banco sono soprattutto gli ultimi velenosi strascichi del caso di Federico Aldrovandi, a oltre sette anni dalla morte e a circa nove mesi dalla sentenza definitiva che ha portato alla condanna di quattro agenti di polizia per omicidio colposo. A destare sgomento è una polemica manifestazione di solidarietà con gli agenti stessi indetta dal sindacato di polizia Coisp lo scorso 27 febbraio a Ferrara, città di Federico, proprio sotto gli uffici comunali dove lavora Patrizia Moretti, la coraggiosa madre del ragazzo, che ha risposto a una situazione così delicata con l’ennesima prova di dignità e integrità. Torniamo poi a parlare di No TAV per un rapido aggiornamento sull’ennesima manifestazione moltitudinaria del movimento, che il 23 febbraio ha portato in Val di Susa oltre 80.000 manifestanti in un clima in ugual misura rivendicativo e pacifico. Torniamo in Catalogna con importanti novità riguardanti Ester Quintana, ultima vittima in ordine di tempo dei famigerati proiettili di gomma e le indagini relative al suo ferimento. Chiudiamo con il muro contro muro che vede contrapposti la Plataforma Afectados por la Hipoteca e il Partido Popular, che ha risposto molto duramente alla campagna di pressione pacifica messa in atto dalla piattaforma per convincere i suoi deputati a votare in favore dell’iniziativa legislativa popolare contro gli sfratti attualmente in discussione in parlamento. Come sempre, vi terremo al corrente degli sviluppi. E non potevamo lasciarci senza concludere con el último trago, l’ultimo consiglio di musica prima d’andare, servito per voi da Laura. Il cantautore di oggi è un’istrionico solcatore di palchi, che mescola musica scrittura e teatro. E’ un personaggio barbuto che porta il nome di Frankie Magellano: nasce nel 1995 da una brillante intuizione del suo creatore (ovvero, Matteo Morgotti) e da allora ha deciso di cantare il grottesco, il sinuoso e il sudicio, il desiderio nascosto e il viaggio impossibile. Dopo un po’ di anni di digestione e sotterranei, c’ha fabbricato due dischi di fila, tutti densi d’irriverenza. E dopo aver messo musica alle parole di Tondelli (c’ascoltiamo Amore mio fallimentare) se ne torna a decantare Adulterio e porcherie (2012): un disco che è «tango feroce, è est sanguinoso, è Emilia, è la donna giusta». E ci salutiamo con La zanzara, insetto ribelle e molesto che disturba il sonno del re. Alla prossima settimana!

Tra Silvano, Armando e… Alberto Patrucco (5 aprile 2013)

Tra Silvano, Armando e… Alberto Patrucco (5 aprile 2013)

Il 29 marzo ci ha lasciato un grande della musica e della cultura italiana: Enzo Jannacci. Cantautore, cabarettista, attore, persona impegnata politicamente, amico e collaboratore di Giorgio Gaber con quasi trenta album all’attivo tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio di questo XXI secolo. A lui abbiamo voluto dedicare questa puntata di Zibaldone ricordandolo con alcune sue canzoni che ci hanno accompagnato nel passato e che, siamo sicuri, ci accompagneranno anche negli anni a venire. Le abbiamo scelte anche grazie a voi ed ai vostri suggerimenti, da Ci vuole orecchio a Silvano, da La luna è una lampadina a El purtava i scarp de tennis, da Vivere alla versione interpretata da Cochi e Renato di La vita l’è bela. Jannacci è stato il filo conduttore della nostra trasmissione, tanto che anche la Signora Gina e quel fanfarone di Bruno, il comico serio, ce ne hanno parlato… E con la canzone d’autore, la comicità e il cabaret abbiamo voluto continuare questa puntata di Zibaldone. E lo abbiamo fatto in compagnia di un altro milanese, Alberto Patrucco, a Barcellona in questi giorni per un concerto-omaggio a Georges Brassens nell’ambito del Festival Cose di Amilcare, dove è stato accompagnato al piano da Daniele Caldarini e dove ha duettato con i cantautori catalani Enric Hernàez e Miquel Pujadó, e per un incontro alla Libreria Italiana Le Nuvole di Gracia dove ha presentato il suo ultimo libro-cd Necrologica, un libro lapidario illustrato da Sergio Staino. In studio abbiamo avuto il piacere di avere anche Sergio Secondiano Sacchi, organizzatore del Festival Cose di Amilcare e traduttore delle canzoni di Brassens all’italiano. Alberto Patrucco fa satira politica feroce giocando su un linguaggio frenetico e turbinoso. Nato nel 1957, si è formato nei cabaret milanesi nella seconda parte degli anni ’70 per entrare poi nella scuderia di Zelig. Da qui si trasferisce a Colorado Cafè. Suona pianoforte e chitarra e le sue passione per la musica e per la ricerca lessicale trovano nelle canzoni di Georges Brassens lo sbocco quasi naturale. Inizia a proporre versioni italiane delle canzoni del cantautore francese andando ad attingere nel repertorio meno visitato, quello relativo all’ultima parte della carriera. Incide un disco dal titolo Chi non la pensa come noi dove la scrupolosa cura per la metrica, versificazione e i giochi di rima, si accompagnano felicemente all’imprevedibilità degli arrangiamenti mostrandoci così un Brassens inedito. E proprio da quest’album ci siamo sentiti un paio di canzoni, come Don Giovanni e Ventinove volte su trenta, oltre a La primera noia, versione catalana di Miquel Pujadó di un altro pezzo del cantautore francese. Tocca poi all’incombustibile Banzo con una nuova edizione della Repressione Today ancora una volta a metà strada tra Spagna e Italia. Cominciamo con un ricordo di Iñigo Cabacas, il ventottenne di Bilbao morto il nove aprile dello scorso anno in seguito all’impatto con un proiettile di gomma sparato dall’Ertzaintza, la polizia basca, durante i disordini seguiti a una partita di Europa League dell’Athletic alcuni giorni prima: a un anno di distanza le indagini per accertare la reale dinamica dei fatti e eventuali responsabilità penali sono ancora alle battute iniziali. Torniamo in Catalogna per la notizia della possibile imputazione di ventidue persone per l’assedio del parlamento catalano del 15 giugno 2011, quando i manifestanti cercarono di impedire l’ingresso dei deputati che dovevano discutere l’approvazione di importanti tagli alla spesa pubblica. Passiamo alle notizie italiane con un rapido aggiornamento sulla lotta del movimento No Muos, dopo la grande manifestazione di Niscemi dello scorso 30 marzo. Chiudiamo con un lungo excursus sulla drammatica vicenda di Giuseppe Uva, un caso di «malapolizia» risalente al giugno del 2008 e  per certi versi avvicinabile a quello di Federico Aldrovandi, che vede ora Lucia Uva, coraggiosa sorella della vittima, indagata per diffamazione delle forze dell’ordine, in una situazione assolutamente kafkiana. Ritorna dopo due settimane di assenza la Trash Zone della carissima Eva Vignini dedicata ad un duo di cantautori romani pressoché sconosciuti ripescati fortuitamente da un polveroso scatolone di 45 giri in un mercatino di seconda mano a Roma. Si tratta di Saverio e Lele e il titolo è : Che cotta! Saverio Pitarrese e Lele Fragione, duo di cantautori originari di Trevignano Romano, compongono  diversi brani dal sapore ironico e genuino colonna sonora perfetta per quella Roma degli anni ’70 in tutto il suo fascino ruvido e dolce. Che cotta !, 10 anni in piu’, La mortadella, Fortuna che magno da mi’ madre, questi alcuni titoli della loro produzione musicale che definiscono rock umoristica. E poi dopo 25 anni di eclissi il successo inaspettato di un loro vecchio brano: Nando discoteca cantato da Teo Mammuccari nella trasmissione Libero senza concedere ai due autori nemmeno la gentilezza di essere nominati come autori del brano. Saverio e Lele meritavano  più che mai uno spazio tutto loro in questa rubrica! Nella seconda parte di Zibaldone abbiamo avuto un altro ospite. Si tratta di Simone Martelli, giovane italiano residente qui a Barcellona che ha da poco fondato l’ONG Help Children Barcelona. L’importanza della cultura e la necessità di aiutare i più deboli, in  tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, sono stati gli stimoli fondamentali per far nascere questo progetto. La ONG Help Children Barcelona infatti nasce da un sogno: sostenere concretamente la crescita degli esseri umani più indifesi e vulnerabili, i bambini, e stare attivamente dalla parte dei più bisognosi tra essi, ossia i bambini con problemi fisici, mentali o familiari. Le difficoltà sono sempre molte, ma Simone e gli amici che con lui hanno dato vita a questo progetto non vogliono mollare. Se volete saperne di più e appoggiare questo progetto, potete dare un’occhiata qui. E se brucia la ferita delle morti impunite, delle torture perpetrate da forze dell’ordine consapevoli della loro impunità, dedichiamo el último trago di oggi a Stefano Cucchi, morto per esser finito nelle mani dello Stato il 22 ottobre del 2009. L’artista, nella fattispecie, si chiama Massimiliano D’Ambrosio, cantautore romano che si fece le ossa nel rinomato Folkstudio e che ha all’attivo tre album, di cui l’ultimo, Novembre, risale all’autunno del 2012. Un disco malinconico e colto che riverbera echi jazz e folk, che mescola ballate politiche e filastrocche, che s’apre con una poesia musicata del poeta Sanguineti. E che racconta, nella canzone Scese lenta l’ultima neve, il dramma intollerabile vissuto da Cucchi e da tutti coloro che hanno subito sulla propria pelle l’ingiustizia. Ci lasciamo con questo omaggio delicato e commosso, in solidarietà a tutte le battaglie che in questi anni si stanno portando avanti con tenacia e coraggio in difesa della verità.

Con il Califfo e con… Vasco Rialzo (12 aprile 2013)

Con il Califfo e con… Vasco Rialzo (12 aprile 2013)

La settimana scorsa abbiamo dedicato la puntata del nostro Zibaldone a Enzo Jannacci. Questa volta abbiamo deciso di omaggiare un altro grande che ci ha lasciato recentemente: Franco Califano, meglio conosciuto come il Califfo. Era nato a Tripoli nel 1938 e al suo attivo aveva oltre trenta album, vari libri e un numero impressionante di aneddoti da raccontare. Storie di seduzione e storie di vita, molte delle quali avevano a che fare con le centinaia o migliaia di donne che sono passate tra le sue braccia. Scegliere all’interno della sua vasta produzione solo alcune canzoni per ricordarlo non era cosa facile. Abbiamo pensato bene dunque di chiedere a voi. E grazie ai vostri suggerimenti, durante le due ore del nostro programma, vi abbiamo dato un piccolo assaggio della musica dell’homme couvert de femmes per eccellenza, da Un’estate fa a Io me ‘mbriaco, da Tutto il resto è noia a La mia libertà fino all’imitazione satirica dei Latte e i suoi Derivati… E se la signora Gina non si è spinta fino a raccontare qualche segreto della sua gioventù proprio insieme al Califfo, ma ci ha invece propinato un rap da buona massaia, quel fanfarone insopportabile di Bruno, il comico serio, tra frizzi, lazzi, gag, freddure, imitazioni mal riuscite e storie di un’infanzia dramamatica ha ripescato dal baule dei ricordi proprio una canzone del Maestro, come Vivere. Passare dal Califfo al grandissimo Javier Krahe non è stata cosa facile, siamo sinceri. Ma ci siamo riusciti comunque. Ci ha aiutato una canzone dedicata a una relazione di coppia, Donde se habrá metido esta mujer, tratta da Valle de lágrimas, il primo album di Krahe, registrato insieme ad Alberto Pérez nel lontano 1980. Erano gli anni dorati degli spettacoli con Joaquín Sabina nella Mandragora. Ma con gli anni Krahe non ha perso assolutamente la sua ironia e la sua innata capacità di raccontare la vita. Ne ha dato prova proprio venerdì scorso in un memorabile concerto alle Cotxeres de Sants nell’ambito del Festival BarnaSants. Ma Krahe non è stato il solo mito vivente ad esibirsi a Barcellona in quei giorni. Giovedì 11 aprile, infatti, Mauro Pagani, storico fondatore della Premiata Forneria Marconi e collaboratore di Fabrizio De Andrè, ha suonato per la chiusura del Festival Cose di Amilcare. Accompagnato dal pianista Eros Cristiani e dal batterista Joe Damiani, Pagani ha ripercorso la sua ormai quarantennale carriera, duettando con amici come il cantante senegalese Badara Seck e i catalani Joan Isaac e Maria del Mar Bonet e chiamando sul palco per il gran finale – Creüza de Ma – anche altri due cantautori catalani del calibro di Marina Rossell e Roger Mas. Oltre a Creüza de Ma, nella versione incisa da Pagani nel 2004, per i vent’anni dello storico disco di De Andrè, del musicista bresciano vi abbiamo fatto sentire anche la bellissima Domani. E se dal Califfo a Krahe e Pagani il passo è stato arduo, immaginatevi il passo successivo che ci ha trasportato direttamente a Vasco Rialzo. Anzi, sarebbe meglio dire che ha trasportato lui da noi, visto che Vasco ci è venuto a trovare in studio e ci ha fatto compagnia durante tutto il programma. Nato a Bologna nel 1970, Vasco Rialzo è scrittore, giornalista e intrepido agitatore culturale. Autore di tre romanzi – Chilliens (donne), Tipo fratello e sorella e Adéu. Romanzo techno, usciti rispettivamente nel 2008, nel 2010 e nel 2012 – Vasco è stato co-autore insieme a Daniele Masotti anche della guida Bologna senza vie di mezzo (Pendragon, 2011) e pochi mesi fa del sequel barcellonese di quella guida, se così possiamo definirlo. Stiamo parlando di Barcellona senza vie di mezzo, pubblicata sempre dalla casa editrice bolognese Pendragon. Una guida particolare e molto interessante, assolutamente non canonica, dove la ciudad condal viene descritta con dei “sì” e dei “no” molto soggettivi, conditi, se non bastasse, dal linguaggio spiccio, fresco e diretto di Vasco, ricco di espressioni bolognesi. Ne abbiamo parlato a lungo con Vasco, tra cazzotti, ganci e sgambetti metaforici, risate e qualche birra o chupito di ron. Noi ci siamo divertiti parecchio nei piccoli studi di Contrabanda. Di voi non sappiamo. Beh, se volete saperne di più di Vasco Rialzo e seguire le sue molte attività, date un’occhiata al suo blog. E al momento giusto, come ogni venerdì riappare l’ergonomico Banzo con la sua Repressione Today. Nell’edizione di oggi riprendiamo in esame il caso di Giuseppe Uva del quale avevamo parlato diffusamente la settimana scorsa per aggiornarvi sulle ultimissime novità di questa dura battaglia per la giustizia ingaggiata dalla sorella della vittima, Lucia Uva. Rimaniamo in Italia per parlarvi della raccolta firme per tre leggi di iniziativa popolare riguardanti torture, carcere e droghe: tre proposte assolutamente meritorie che speriamo arrivino felicemente alla conclusione del loro iter. Qui trovate ulteriori informazioni. Torniamo in Spagna per una ricognizione sul caldissimo tema degli escraches, le mobilitazioni promosse dalla Plataforma Afectados por la Hipoteca davanti ai domicili di deputati del Partito Popolare. Aggiornamenti anche sulla vicenda di Ester Quintana, che ha visto questa settimana le dichiarazioni di due Mossos d’Esquadra imputati per il suo ferimento il 14 novembre dello scorso anno. In chiusura, parliamo del leader della sezione cretese del nefando partito neonazista greco Alba Dorata, gettato in mare al termine di una provocatoria manifestazione a Chania lo scorso 2 aprile da un estemporaneo gruppo di militanti comunisti, immigrati e tifosi dell’AEK Atene. Un piccolo aneddoto comico e simbolico al tempo stesso.   La Trash Zone della carissima Eva Vignini, andando a rovistare come di consueto nei pertugi più torbidi del passato italico, è incappata in un seduttore all’italiana dal fisico palestrato e lunghi capelli ossigenati. Davide Fabbri detto il Vikingo è un aitante quarantenne romagnolo pronipote niente popodimeno che di Benito Mussolini. In questi tempi difficili dove persino il maschio italiano è in crisi il Vikingo ha deciso di arginare questa terribile tendenza mettendo a frutto la sua inclinazione di latin lover da spiaggia. Dopo aver iniziato a lavorare nelle discoteche della riviera ed aver partecipato a tutte le più agghiaccianti trasmissioni televisive si è sentito in dovere, come moderno erede dei vitelloni romagnoli, di fondare addirittura una Scuola di seduzione in quel di Cervia dove esercita la bizzarra professione di personal trainer della seduzione. Per farvi gustare le sue preziose doti più in profondità siamo dunque andati a ripescare un pezzo inascoltabile dell’estate 2008 che lo vede diffondere con entusiasmo i suoi insegnamenti: La Kukka Dance! Nella seconda parte del programma abbiamo sentito in collegamento telefonico Carlo Taglia, il nostro giramondo. Partito dal Nepal oltre un anno e mezzo fa, Carlo ha viaggiato da solo e senza l’uso di aerei ed ha attraversato l’Asia, ha attraversato l’oceano Pacifico, ha viaggiato molti mesi in America Latina, dalla Colombia al Cile fino a raggiungere il Brasile… nell’ultimo collegamento con Zibaldone l’avevamo lasciato proprio sulle coste brasiliane in procinto di imbarcarsi per l’Europa. Ora lo ritroviamo a Torino, il suo viaggio pare essersi concluso, almeno per il momento. L’ultimo mese è stato difatti per Carlo un periodo frenetico di viaggi, dalla Spagna a Berlino e poi a Mosca e con la Transiberiana fino ad arrivare a Vladivostok… Di tutto questo ci ha parlato Carlo e dei suoi nuovi progetti. Vi ricordiamo che potete seguire il viaggio di Carlo Taglia dal suo blog. Oggi ci dedichiamo per l’último trago di musica a un gruppo dal nome decisamente stridente, soprattutto in questi tempi di crisi e caos istituzionali: I Ministri, band milanese molto rock di cui parlammo già qualche tempo fa ha appena sfoderato un disco nuovo, contrariato lucido e dissacrante, ben apparecchiato sulla classica triade di basso chitarra e batteria. Dopo tante battaglie perse per salvare il futuro, la nuova lotta necessaria dovrà essere Per un passato migliore , e tutto l’album è una vivisezione spietata della realtà, che affonda le radici nel grunge e si spoglia di orpelli e divagazioni. Scarni, arrabbiati, scomposti, I Ministri usano il pessimismo come arma per punzecchiare e vanno direttamente al punto che duole. Anche se disguidi tecnici c’hanno impedito di farvi ascoltare qualche canzone in più, consigliamo il bel video del singolo Comunque, e ci lasciamo con un invito: «ora che è la più stupida, ora che puoi inventartela, segui La pista anarchica«!

Tra Napoli, elezioni di presidenti della Repubblica e Flyzone (19 aprile 2013)

Tra Napoli, elezioni di presidenti della Repubblica e Flyzone (19 aprile 2013)

In un giorno come questo, con l’elezione del Presidente della Repubblica in diretta, non potevamo non iniziare la puntata del nostro Zibaldone con un pensierino a Montecitorio e al possibile nuovo inquilino del Quirinale. E abbiamo voluto aprire con un pezzo di Solo Jah Gunt, Mr Le Président. Non è Boris Vian, è tutt’altro. Ma merita comunque. E il messaggio è più che condivisibile. Mentre 101 franchi tiratori del PD impallinavano Romano Prodi, noi si è continuato imperterriti dagli studi di Contrabanda con due proposte musicali davvero interessanti. Si tratta di due artisti che gli aficionados di Zibaldone conoscono bene; due italiani residenti da tempo qui in Catalogna. Il primo è Samuele Arba, che venne a trovarci a settembre dell’anno scorso che ha da poco concluso la registrazione del suo nuovo album, Por encima de las palabras, che sarà presentato in due concerti, lunedì 22 aprile a Cambrils e venerdì 26 aprile a Tarragona, sotto il titolo Yo soy yo, uno spettacolo che unisce il teatro alla musica, nel miglior stile di Giorgio Gaber. E per l’occasione ci sarà anche il cantautore catalano Joan Isaac. Per maggiori informazioni potete cliccare qui Dal suo nuovo album ci siamo sentiti in anteprima una canzone adatta a questi tempi di crisi e disoccupazione, Buscando trabajo. Il secondo è un giovane artista napoletano, residente da tempo qui a Barcellona: Alessio Arena. Anche lui è passato dai microfoni di Zibaldone qualche tempo fa, proprio lo stesso giorno in cui venne a trovarci Joan Isaac. Storie che si incrociano, musiche che si uniscono, lingue che comunicano tra loro. E infatti, come Samuele Arba, anche Alessio Arena canta in italiano, in catalano, in castigliano. E nel suo napoletano. Sta per uscire il suo nuovo album, Bestiari(o) familiar(e), e noi vi abbiamo proposto in anteprima il primo singolo di questo intenso disco, Tutto quello che so dei satelliti di Urano. Una canzone, tra l’altro, che è tra le finaliste dell’edizione 2013 di Musicultura – Festival per la canzone popolare e d’autore. La potete votare da qui, mentre qui potete vedere il bel videoclip uscito da poche settimane. La puntata di quest’oggi di Zibaldone è dedicata alla città di Napoli. E non solo per la colonna sonora che abbiamo scelto e che ci ha accompagnato in queste due ore di programma, dall’Edoardo Bennato di Ma che bella città ai Napoli Centrale di Mattanza, passando per il primo Pino Daniele e l’Enzo Avitabile più soul. Ma soprattutto per un’iniziativa di grande spessore fatta con il cuore da un gruppo di napoletani residenti qui nella ciudad condal: “Ricomincio da te. Da Barcellona per città della Scienza”. Abbiamo avuto in studio con noi due degli organizzatori, Marco Rossano e Matteo Manfredi. L’evento, che si è tenuto il giorno successivo alla nostra diretta radiofonica, sabato 20 aprile presso il centro civico Pou de la Figuera del Born di Barcellona, è stato benefico con l’obiettivo della raccolta di fondi da destinare alla ricostruzione di Città della Scienza di Napoli. Per tutto il pomeriggio si sono alternati attori, musicisti e artisti di varie nazionalità in un evento gioioso, all’insegna della musica, del teatro, della buona cucina e della solidarietà, accompagnata da qualche spunto di riflessione. Tra gli ospiti ci sono stati proprio Alessio Arena e altri amici di Zibaldone, come le Questioni Meridionali di Piero Pesce, il Laboratorium Teatro di Sergio Sivori, il Teatro Stabile di Barcellona di Marco Barlocci, i Fly Zone, Jordi Pélach e molti altri. Senza contare che il ruolo di Pippo Baudo della serata è stato ricoperto dal nostro incommensurabile Banzo, in una veste surreale, ma sempre molto professionale. Si parla del Diavolo e… spunta la Repressione Today. Questa settimana il caro Banzo si concentra sulla Spagna e sul combattutissimo fronte della lotta contro gli sfratti: il parlamento spagnolo ha infatti approvato da pochissimo, con i voti del solo Partido Popular e senza nessun margine agli emendamenti dell’opposizione, una proposta di legge in materia totalmente contraria all’iniziativa legislativa popolare promossa dalla piattaforma Afectados por la Hipoteca: manovra estremamente controversa perché il testo approvato è il risultato di una fusione proprio tra la già citata legge d’iniziativa popolare e la precedente proposta in solitaria dei popolari, prevedibilmente a scapito della prima. La piattaforma ha reagito chiedendo simbolicamente il ritiro della proposta di legge, mentre alti vertici del partito di governo, come la segretaria generale María Dolores de Cospedal, proseguivano imperterriti in una discutibile campagna di demonizzazione della piattaforma stessa. Abbiamo poi parlato della grande manifestazione dei minatori a Mieres (Asturie) e del prossimo assedio del parlamento, convocato non senza polemiche interne ai movimenti per il prossimo 25 aprile, e che ha già portato a una sospensione cautelare di gran parte delle attività parlamentari previste per quel giorno. Per la seconda parte della puntata di questo venerdì siamo volati da Napoli a Roma per farvi conoscere i Flyzone, gruppo rock nato qualche anno fa nella realtà capitolina. A Barcellona per una mini tournée, i Flyzone si sono presentati in formato ridotto, con tre dei quattro membri della band –Danilo Garcia Di Meo (chitarra), Giovanni Iurisci (voce e chitarra) e Paolo Garofalo (basso)–, che ci hanno proposto alcuni dei loro pezzi in versione unplugged. Tutti i pezzi, tranne un inedito, sono contenuti nel loro primo disco, Hard Day’s Morning, uscito nel gennaio del 2012. Un album, come ci spiegano i Flyzone,  “urbano, che narra della vita di chi cresce in città e vuole diventare come l’idolo dei cartelloni e quindi dei suoi sogni infranti, delle felicità rotte all’improvviso e delle gabbie quotidiane, ma anche di quella luce, l’unica stella nel cielo notturno, guida ed obiettivo da non perdere mai di vista”. Per saperne di più dei Flyzone, cliccate qui. I Flyzone ci hanno fatto compagnia durante tutta la trasmissione, cantandoci qualche altro pezzo unplugged e chiacchierando con noi tra uno sketch comico e l’intervento più o meno inaspettato di personaggi ormai conosciuti dai nostri aficionados, come la signora Gina –quest’oggi abbiamo scovato il cellulare del suo amato Dani e ci siamo ascoltati i messaggi registrati in segreteria– e quel fanfarone di Bruno, il comico serio tra fizzi, lazzi, gag e tristi racconti d’infanzia. Non poteva mancare poi la puntualissima Trash Zone della nostra Eva Vignini, sempre immancabile nello scovare per noi icone improponibili della cultura italica. Il personaggio di oggi si chiama Bruno Orlando ed è un salentino Doc, camicia bianca annodata sulla pancia e sguardo fiero verso il mare, che ha raccolto successi entusiasmanti con il tormentone Cozze e pirati, presentato in una delle tante fucine trash della televisione italiana. Genuino e grossolano, riassume per noi i piaceri della vita dell’uomo da spiaggia, canta la cozza nelle sue molteplici sfaccettature, muove le anche ritmicamente come vuole l’implacabile legge dei balli di gruppo. Speriamo che prima di sprofondare nell’oblio ci conceda qualche altra perla all’altezza del suo ruolo. E oggi con el último trago musicale andiamo a ripescare uno di quei gruppi sorprendenti e indefinibili che a volte si affacciano a mo’ di sberleffo sul finale delle nostre puntate. Perché I Camillas non si prendono mai sul serio, raccontano d’esser nati nel 1964 e d’aver atteso che il rock’n’roll avesse bisogno di loro,  oscillano tra il demenziale e il naif con grande stile e chitarre distorte, giocano con le parole e con le pretese artistiche e san deridere tutto, con tanto di xilofoni e dolcezza. Dall’ultimo album Costa Brava, del 2012, c’ascoltiamo il pezzo Rovi, e ne approfittiamo per mettere sul piatto un esperimento: dall’amore tra i Camillas e gli X-Mary è nato un Ep, una fusione temporanea chiamata X-Marillas, di cui il nostro caro Banzo ci offrì una puntuale e appassionata recensione. Come non amarli d’altronde, se san cantare di Pattini e di «piccoli colpi di stato» con tale disinvoltura?

Di nuove uscite musicali italiane e di assistenza sanitaria gratuita nel Raval (3 maggio 2013)

Di nuove uscite musicali italiane e di assistenza sanitaria gratuita nel Raval (3 maggio 2013)

Dal nostro piccolo studio sopra la Plaza Reial di Barcellona non potevamo proprio non ricordare il Primo Maggio, data simbolo per le lavoratrici ed i lavoratori di tutto il mondo. E lo abbiamo voluto fare in un modo comunque particolare facendovi ascoltare una canzone che è stata sulla bocca di tutti in Italia nelle ultime settimane, Il complesso del Primo Maggio degli Elio e le Storie Tese. Che, detto en passant, al concertone del Primo Maggio di Roma ci sono poi finiti a suonare. Sono cose della vita, come cantava tempo fa Ramazzotti. Nella puntata di Zibaldone di questo venerdì vi abbiamo proposto molta musica, e soprattutto molte nuove uscite musicali provenienti dal Belpaese. Abbiamo iniziato subito con i  Public band nata nel 2008 che se ne è giustamente infischiata degli stereotipi attuali e ha appena fatto uscire un nuovo 45 giri in vinile. Bella scelta. E bei pezzi, soprattutto. Ce li siamo sentiti entrambi: Tutte le donne e Cinema. Un’anticipazione del loro prossimo album, dopo i bei lavori degli ultimi anni: Lunario (autoprodotto, 2008) e Oracolo (Lavorare Stanca, 2010). Per saperne di più sui Public e seguirli, date un’occhiata qui. Siamo rimasti in Italia con un’altra nuova uscita di cui avevamo parlato qualche tempo fa. Si tratta degli Elio Petri, band romana che si muove tra il rock, il post rock, la new wave e molto altro. E che ha pubblicato da poco un nuovo lavoro, Il bello e il cattivo tempo, acclamato giustamente da gran parte della critica. Ma a piacere non è stato solo il disco, bensì anche il videoclip di Alga, “sponsorizzato” direttamente da Rockit. Non potevamo non farvi ascoltare proprio Alga e poi la canzone che chiude l’album, Capra astrale, dove ha partecipato anche Marco Parente. Ne abbiamo parlato con Emiliano Angelelli, leader della band, che ci ha anticipato anche alcune news. Per seguire gli Elio Petri, cliccate qui. Dall’Italia siamo passati al piccolo Lussemburgo per il collegamento mensile con il nostro compagno di onde Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara). Ma lo abbiamo fatto in fin dei conti per rimanere sempre in Italia, però con uno sguardo attento a ciò che di interessante si produce al di sotto delle Alpi in quanto a musica indipendente. Berardo ci ha infatti proposto due news di grande qualità: i Perturbazione, di cui ci siamo ascoltati La vita davanti, e Cesare Malfatti, grande musicista che molti ricorderanno per i suoi anni nei La Crus, che ci ha regalato un nuovo disco, Due anni dopo, da cui Berardo ci ha proposto la meravigliosa A te. Dal Lussemburgo siamo viaggiati fino a Trieste dove abbiamo ritrovato il nostro caro Ricky Russo (In Orbita), altro compagno di onde, ormai a metà strada tra il nord est italiano e New York. Il prossimo sarà infatti l’ultimo collegamento da Trieste per Ricky che è sul punto di trasferirsi nella Grande Mela, da cui continuerà a informarci sulle sue mille attività. E a proposito di New York sta per uscire il libro-diario che Ricky ha scritto sulla sua esperienza dell’autunno scorso nella grande metropoli statunitense. Il titolo? Per Bon For Real. Ma di questo parleremo il mese prossimo. In questo collegamento Ricky ci ha proposto due musicisti davvero di alto livello. Il primo si chiama Enrico Cortellino, in arte Cortex, e dal suo ultimo disco Cinico Romantico ci siamo ascoltati Complicare, di cui vi consigliamo anche il divertente videoclip. A proposito di videoclip, vi consigliamo anche quello di un altro triestino che amiamo molto noi zibaldoniani. Parliamo di Formigole del bravissimo Toni Bruna, che potete vedere qui. Il secondo consiglio musicale di Ricky Russo è stato quello di un altro artista proveniente dal Friuli Venezia Giulia, ma residente da qualche tempo a Berlino. Si chiama Enrico Decolle, in arte Deko, e dal suo ultimo lavoro, E. D. Berlin Seasons, composto con l’australiana Edwina Dunn, ci siamo sentiti Leo. In questa puntata non abbiamo avuto ai nostri microfoni (per assenze giustificate) il caro Banzo e la carissima Eva Vigini, ma non sono mancati né la ormai consueta telefonata della signora Gina che ci ha raccontato la sua esperienza al concertone del Primo Maggio di Piazza San Giovanni a Roma né la solita capatina di quel comico da strapazzo che si fa passare sotto il nome di Bruno, che ha cercato ancora una volta di mostrarci quel che sa fare tra frizzi, lazzi, freddure, imitazioni, ricordi d’infanzia e interpretazioni penose di canzoni altrui. Tra le sorprese della puntata, oltre a collegamenti piuttosto strampalanti con degli inviati altrettanto strampalati, c’è stato anche l’intervento di Claudio Cardone, esperto di medicina cinese e di simbologia, che ci ha spiegato brevemente una cosa molto interessante: il significato dei nomi. E ce ne ha dato prova con un nome, quello di Aldo, che è parso ricorrente nella puntata di Zibaldone. Abbiamo poi continuato con la parte più seria della trasmissione e abbiamo fatto posto nel nostro studio a due ospiti venuti a raccontarci di come è cambiato nell’ultimo anno in Spagna il diritto alla salute. Estefania e Davide fanno parte di un collettivo che ha deciso di offrire assistenza sanitaria alla fascia sociale più colpita dall’ultima «riforma», ovvero gli emigranti irregolari, completamente tagliati fuori, con il «real decreto» dell’aprile 2012 e le successive modifiche, dal servizio sanitario pubblico. Dopo il ritiro di un milione di tessere sanitarie lo scorso settembre, la perdita del lavoro o una irregolarità amministrativa possono significare per molte persone il divieto di ammalarsi: dal C.S.O.A. El Hotel, ogni venerdì dalle 17 alle 19 il collettivo Espacio Inmigrante si oppone all’apartheid sanitario in corso offrendo assistenza medica gratuita a chi ne ha bisogno, informando le persone sui loro diritti e tentando di garantire a ognuno l’accesso alle cure ospedaliere. Il tutto mentre lo smantellamento del diritto alla salute procede a vele spiegate, con il chiaro obiettivo di emarginare prima, e privatizzare poi: la resistenza è necessaria. E per chiudere non poteva mancare una rentrée musicale, quella del consiglio della settimana delal nostra cara Laura. “Questo è il budello che uso io» dice il cantante, in tenuta rossoblu come il giullare delle carte, «che toglie le malattie del mondo». In alto, come un’ostia, un preservativo: «prendetene e usatene tutti» l’invito rivolto alla folla, prima di togliersi il cappuccio e mostrare la chierica da frate. Siamo a Roma nel ben noto palco di Piazza San Giovanni, durante il concerto del primo maggio, e loro sono i Management del dolore post operatorio, gruppo rock abruzzese che si sta facendo conoscere dopo aver esordito nel 2012 con l’album Auff!!!. Lo «scandaloso» gesto è valso al gruppo l’interruzione della diretta Rai e la rapida rimozione dal palco con intervento della security, con successiva condanna (quasi) unanime da parte della stampa e degli organizzatori. El último trago di oggi è dedicato a questa band a cui vorremmo dimostrare tutta la nostra solidarietà: anche noi scandalizzati, eccome, dal moralismo conservatore imperante, che tratta una battaglia civile espressa con creatività come fosse una volgare provocazione, persino su un palco come quello del primo maggio. E giacchè si parla di crisi e di lavoro, ci salutiamo con la canzone dedicata a Norman, simbolo del suicidio disperato di fronte alla mancanza di prospettive: siamo così piccoli che quando cadiamo non ci sente nessuno… noi non lo facciamo quel boato che fa l’impresario, che fa l’uomo di stato!

Di Tenedle, di Fan Chaabi e di… Giulio Andreotti (10 maggio 2013)

Di Tenedle, di Fan Chaabi e di… Giulio Andreotti (10 maggio 2013)

Dopo Cossiga e la Thatcher è toccato pure a lui. Pensavamo fosse immortale. Un highlander democristiano con troppi segreti e le mani sempre in pasta, un genio del male nostrano travestito da esile vecchietto che tutte le mattine va a messa. Il 6 maggio è morto a 94 anni Giulio Andreotti. E noi zibaldoniani non potevamo non parlarne. Che se ne sia andato tre giorni prima del 35esimo anniversario della morte di Aldo Moro e di quella di Peppino Impastato, compagno di onde nell’importante esperienza di Radio Aut, ammazzato dalla mafia e dimenticato per troppo tempo, è uno strano scherzo della storia. Andreotti, in un certo senso, è stato il filo conduttore della nostra puntata tra la canzone di apertura – Giulio Andreotti di Francesco Baccini -, uno spezzone del film Il divo di Paolo Sorrentino e un intervento-spiegazione del nome Giulio del nostro nuovo collaboratore, Claudio Cardone, esperto di medicina cinese e di simbologia. Una puntata che, come di consueto, ha avuto al suo interno moltissima musica. Abbiamo iniziato difatti con un’intervista telefonica con Monique Mizrahi, leader della band italo-americana Honeybird & the birdies, che vi abbiamo presentato qualche tempo fa. Gli Honeybird saranno a breve qui a Barcellona per un doppio intervento all’interno del Primavera Sound (venerdì 24 e domenica 26 maggio) e per un altro concerto in un locale del Raval, il Titty Twister (domenica 26 maggio alle 19h30). Dal loro ultimo album, You Should Reproduce, uscito alla fine del 2012, ci siamo sentiti due pezzi che rappresentano bene la visione del mondo degli Honeybird & the birdies: To the Earth’s Core e Perejil, che racconta la drammatica vicenda del genocidio degli immigrati haitiani nella Repubblica Dominicana del 1937. Canzone di cui è uscito anche recentemente il videoclip. Per saperne di più su questa interessantissima band e sulle loro prossime date, cliccate qui. Per continuare abbiamo avuto in studio un gradito ritorno. Quello di Dimitri Niccolai, in arte Tenedle, artista fiorentino residente da qualche tempo in Olanda. Lo avevamo avuto ai nostri microfoni proprio un anno fa durante la sua prima tournée a Barcellona. Quest’anno, sempre nel mese di maggio, Tenedle ha voluto ripetere l’esperienza con il suo Egocentrifugo tour e con due date live. La prima per uno showcase alla Libreria Italiana Le Nuvole di Gracia venerdì 10 maggio; la seconda, sabato 11 maggio, all’interno del Festival Ornitorrinco organizzato a Can Battló, a fianco di artisti locali come gli Ualla e Jordi Pélach, con il quale Tenedle sta lavorando ad un nuovo album. Questa volta, però, Tenedle non è venuto solo, ma è stato accompagnato dal bassista olandese Jos Caspers e ci ha proposto un percorso all’interno della sua decennale produzione musicale, passando dalle ultime composizioni contenute nel suo Grancassa (2010) a canzoni dei suoi precedenti lavori, come Luminal (2004) ed Alter (2007). Per saperne di più su Tenedle, potete dare un’occhiata qui. E dopo una settimana di stop, riecco in postazione l’ergonomico Banzo con la sua Repressione Today. Cominciamo con una panoramica sulla giornata di sciopero della scuola, promosso in tutta Spagna contro i tagli all’educazione e la legge di riforma del sistema educativo proposta dall’attuale ministro José Ignacio Wert, che ha suscitato più di una perplessità anche all’interno della stessa maggioranza. Proseguiamo con le iniziative previste per il secondo anniversario del 15-M, nel cui ambito si può ascrivere il cosiddetto Toque a Bankia, una giornata di azioni di disturbo pacifico e «creativo» contro l’istituto bancario riscattato dallo stato spagnolo proprio un anno fa. Parleremo poi degli esiti giudiziari di alcune azioni simili: la protesta di gruppi ecologisti contro una sede di CaixaBank nel dicembre 2011, la scalata all’edificio del parlamento spagnolo da parte di alcuni attivisti di Greenpeace per protestare contro l’approvazione della nuova legge coste, e l’escrache contro Soraya Sáenz de Santamaría, vicepresidente del governo, risalente allo scorso 5 aprile, che ha visto proclamare l’innocenza dei 27 imputati coinvolti perché «il fatto non sussiste». In chiusura, una notizia sul processo per reati di tortura contro nove carcerieri della prigione di Quatre Camins, le cui udienze sono state «chiuse», apparentemente per ragioni di spazio, ai giornalisti, che saranno costretti a seguire le dichiarazioni degli imputati e dei testimoni attraverso uno schermo al plasma in un’altra sala del palazzo di giustizia. E per questa settimana è davvero tutto. Nella seconda parte del programma abbiamo continuato con la musica e abbiamo ricevuto la visita di un gruppo giovane e di grande qualità di passaggio da Barcellona per una piccola tournée. Si chiamano Fan Chaabi, sono nati a Trento, ma vengono da varie parti della penisola italiana e propongono un folk mediterraneo ricco di influenze, dove la tradizione popolare si unisce a nuove proposte musicali. Quello che propongono i Fan Chaabi, gruppo formato da sei musicisti, di cui ne abbiamo avuti quattro ospiti in radio (Daniele Saguto alla chitarra, Silvia Lo Sapio alla voce, Jacopo Roncone alle percussioni e Giuliano Fontana al basso), è un viaggio nel nostro piccolo grande Mediterraneo, dalla Sicilia al Nord Africa, passando per i Balcani, la Francia, la Spagna e il Portogallo. Tarantelle e pizziche, ritmi africani e cover di canzoni famose e indimenticabili, come Les Tziganes di Léo Ferré, sono alcune delle proposte dei Fan Chaabi. Proposte di cui ci hanno anche dato prova nella seconda live session della puntata. Per saperne di più, date un’occhiata qui. E dopo le consuete interruzioni telefoniche o fisiche, direttamente in studio, della signora Gina che ci ha snocciolato consigli sulla vita e sulle lasagne e di quel fanfarone di comico serio che si fa chiamare Bruno con i suoi frizzi, lazzi e racconti di infanzia tra suore cattive, fughe dall’orfanotrofio e donne bellissime, è toccato all’último trago. Ed è toccato ad una giovane artista e cantautrice italiana: Marzia Stano in arte UNA. Front woman e fondatrice della band Jolaurlo, Marzia ha collaborato con persone attive nel panorama indipendente italiano come Vinci Acunto e Daniele Grasso ed ha ottenuto ottimi riscontri di pubblico e di critica con i suoi tre primi album: D’Istanti del 2005, InMediatamente del 2007 e Meccanica e Natura del 2011. Marta sta lavorando ora al suo primo album da solista che esce proprio in questi giorni. Per farvi venire voglia di andare subito a cercarlo, vi abbiamo fatto sentire in anteprima il singolo, Molto bello. Buon ascolto e a venerdì prossimo!

Di bordelli poetici e di storie di camorra (17 maggio 2013)

Di bordelli poetici e di storie di camorra (17 maggio 2013)

Non potevamo cominciare una nuova puntata di Zibaldone senza delle nuove uscite musicali. E lo abbiamo fatto con due proposte che ci sono arrivate fresche fresche negli ultimi giorni. La prima viene da Torino. È un gruppo di cui sentiremo parlare a lungo, senza ombra di dubbio. Si chiamano Foxhound e parteciperanno la prossima settimana al Primavera Sound 2013 proprio qui a Barcellona. E proprio per questo non vi diciamo molto di più perché li intervisteremo nella puntata della prossima settimana. Per questa volta vi diamo solo un assaggio, tanto per farvi venire l’acquolina in bocca, facendovi ascoltare la loro Movin’ back. La seconda proposta è quella di Rokia Traoré, artista maliana di fama internazionale, che sa unire il rock con le tradizioni musicali della sua terra. Dopo le recenti collaborazioni con artisti del calibro di Damon Albarn, Paul McCartney e John Paul Jones e dopo aver girato in lungo e in largo l’Inghilterra con il suo treno denominato “Africa Express”, esce ora il suo nuovo disco: Beautiful Africa. Un album denso di significati e in cui si percepisce l’influenza di grandi classici del rock come i Pink Floyd e i Dire Straits, un album in cui partecipa anche il chitarrista italiano Stefano Pilia dei Massimo Volume. Un album in cui l’Africa, con le sue tragedie e la sua musica, è al centro della poetica di Rokia. Ci siamo sentiti il pezzo che dà il titolo all’album, Beautiful Africa, e Lalla. Per saperne di più, date un’occhiata qui. Dalla musica abbiamo fatto un volo pindarico per passare alla poesia. Sì, perché nel nostro piccolo studio abbiamo avuto una delegazione del Prostíbulo Poético, esperienza singolare ed interessantissima di performance poetica mischiata al teatro, al cabaret e alla provocazione. Dovete immaginarvi un bordello degli anni Venti, una ventina di poetesse (e qualche poeta), un pianista, delle ballerine… e una maitresse: Madame Taxi. Ed è stata proprio Madame Taxi ad accompagnarci in questo viaggio radiofonico in un mondo di poesia e di tempi passati. E a presentarci alcune delle prostitute-poetesse che partecipano al Prostíbulo Poético a Barcellona. Una poesia che può essere provocazione politica, come quella della poetessa Apala, che ci ha letto una composizione dedicata al ministro Gallardón; una poesia che può trasformarsi in racconto, dove il sesso e l’immaginazione la fanno da padroni, come quella di Vahído; una poesia infine che può muoversi tra la lirica, il sogno e l’ironia come quella di Dante Alarido. Dopo aver ascoltato la voce di queste poetesse non vi resta altro che andare a vedere dal vivo uno spettacolo del Postríbulo Poético. Ogni sabato, alle 23h30, al Teatre Neu di Gracia (C/Terol 26). Qui trovate tutte le informazioni per poter prenotare. Vi ricordiamo, tra l’altro, che Madame Taxi ha offerto a tutti gli ascoltatori di Zibaldone alcuni biglietti a prezzo ridottissimo per i prossimi due spettacoli del 18 e del 25 maggio. Scriveteci alla nostra mail (zibaldonecontrabanda@gmail.com) per maggiori dettagli. Ma il Prostíbulo Poético è itinerante da cinque anni a questa parte ed ogni mese organizza spettacoli ed iniziative in diversi locali e nei posti più impensabili di Barcellona. Vi consigliamo di dare un’occhiata alla loro pagina facebook, dove trovate tutte le informazioni utili. Dalla poesia siamo ritornati alla musica con un’intervista a Michelle Davis di A Buzz Supreme che ci ha fatto il punto della situazione sulla prossima edizione del Primavera Sound, che si terrà a Barcellona dal 22 al 26 maggio. Moltissimi concerti ed avvenimenti segneranno la settimana, da incontri e dibattiti a proiezioni cinematografiche, dai moltissimi concerti nel Parc del Forum e nel Parc de la Ciutadella ad altre iniziative gratuite in vari spazi della città. Oltre ai grandi nomi (Blur, Nick Cave & The Bad Seeds, Mulatu Astatké), parteciperanno anche tre band italiane: gli Honeybird & the birdies, i Blue Willa e i Foxhound. Per farvi venire voglia di tutti questi concerti, vi abbiamo fatto ascoltare Shut Up dei Savages e Youth dei Daughters. Dopo la musica si è passati alla Repressione Today dell’ignifugo Banzo, pronto a informarvi su una settimana davvero densa di eventi. Novità innanzitutto sul fronte dei proiettili di gomma, con l’imputazione di 22 mossos d’esquadra per un incidente accaduto nell’ambito dello sciopero generale del 29 marzo 2012, e che costò a un passante l’estirpazione della milza, probabilmente a causa dell’impatto con un proiettile di gomma. L’alto numero di imputati si deve attribuire all’impossibilità di determinare, per il momento, responsabilità più circoscritte. Proseguiamo con l’escrache femminista contro varie sedi del Partido Popular in tutta la Spagna per protestare contro i propositi di riforma della legislazione in materia d’aborto espressi a più riprese del ministro di giustizia Alberto Ruiz-Gallardón. Parleremo poi di sgomberi, con i casi del CSOA Barricadas nel Casc Antic di Barcellona, occupato da appena una settimana e di Can Piella, storico casale ecologico antagonista situato a Montcada i Reixach. Spazio anche all’irruzione dei Mossos d’Esquadra nella sede dell’Ateneu Llibertari de Sabadell. Ci sposteremo poi in Italia per parlarvi di un progetto di legge presentato da alcuni deputati leghisti teso proprio all’inasprimento delle pene per le occupazioni. In conclusione, le ultime dal fronte No TAV, con una settimana di grande tensione dopo l’incursione notturna contro il cantiere di Chiomonte del 13 maggio scorso. Nella seconda parte del programma abbiamo avuto come ospite lo scrittore napoletano Pino Imperatore, a Barcellona per la presentazione del suo nuovo romanzo: Bentornati in casa Esposito (Giunti, 2013). Un libro che continua la saga della famiglia Esposito, iniziata nel precedente Benvenuti in casa Esposito. Un libro che, unendo consapevolmente l’umorismo con il noir, tratta in maniera nuova una tematica drammatica come quella della camorra. Le disavventure del boss Tonino Esposito, incapace e sfigato, succube della moglie Patty e delle femmine della famiglia, non sono altro che il pretesto per parlare della camorra. Ma farlo come lo fa Pino Imperatore è segno di grande maturità, ridendo in faccia allo strapotere criminale e mettendo in luce la tristezza delle vite di molti di questi uomini. Bentornati in casa Esposito è un libro carico di speranza. La speranza che questo cancro un giorno si possa debellare e che i primi a combatterlo possano essere proprio i giovani. Di tutto questo e di molto altro abbiamo parlato con Pino. Per saperne di più, basta cliccare qui. Non potevano poi mancare i collegamenti con i nostri incredibili inviati, come Adolfo, corrispondente dallo stadio della Propatria, o Piero Angela da Cape Canaveral, o l’incursione di quel fanfarone di Bruno, il comico serio che ci fa visita ormai da parecchi mesi con le sue fregnacce, i suoi frizzi, i suoi lazzi e le storie tragicomiche di un’infanzia passata tra gli orfanotrofi, le fughe e le donne di facili costumi. Questa volta invece non abbiamo ricevuto la telefonata della signora Gina, che solitamente non manca mai all’appuntamento. Che sarà successo alla gentile signora sempre in cerca del figlio, il Dani, un attore porno che pare risiedere a Barcellona? Non è invece mancato l’intervento del nostro nuovo collaboratore, Claudio Cardone, esperto in medicina cinese e in simbologia, che ci ha spiegato il significato del nome Adolfo. La chiusura, questa volta, è stata diversa dal solito. Un consiglio della settimana che di musicale ha davvero poco. Mancava infatti la nostra Laura, in viaggio nella penisola italiana. Ci ha pensato, dunque, la nostra carissima Eva Vignini che ci ha regalato una pillola di Trash italiano. Dal baule dei ricordi è andata a ripescare Flavia Vento. Bionda e accattivante show girl, attiva da oltre un decennio, la Vento ne ha combinate di cotte e di crude. E non tanto, o non solo, per le sue comparsate televisive, come nel programma Libero di Teo Mammuccari, quando se ne stava tutto il tempo in una scatola di vetro. La sua discesa in politica è da antologia del trash, tra cambi di gabbana, dichiarazioni ambigue, scelte insulse e chi più ne ha più ne metta. E per salutarvi vi facciamo sentire anche una chicca della sua produzione musicale: Moreno. A venerdì prossimo!

Tra volpi e uccellini… (24 maggio 2013)

Tra volpi e uccellini… (24 maggio 2013)

In questo maggio così volubile noi siamo invece imperterriti e puntuali, in questo nuovo venerdì bardati di microfoni e cuffie per navigare due ore nelle onde di RadioContrabanda… si parte! Un’altra settimana è passata, e c’ha lasciato Don Andrea Gallo, il prete sempre presente nelle piazze a fianco dei movimenti, che ha saputo farsi voler bene anche dai laici intransigenti, per l’umanità e l’impegno. A Zibaldone l’abbiam voluto salutare e ricordare, così come abbiamo omaggiato un’icona della musica scomparso da poco: Ray Manzarek, fondatore insieme a Jim Morrison dei Doors e compositore dei pezzi più storici del gruppo. Abbiam farcito la puntata di musiche dei Doors (come “The Changeling”, “Love Me Two Times” e “Backdoor man”) e dei mitici X, la band promossa da Manzarek e guidata da John Doe che portò il punk a Los Angeles. Dopo questo tributo necessario e doveroso a uno dei maestri della musica rock, abbiamo fatto un tuffo in avanti e vi abbiamo presentato un giovane e talentuoso artista italiano. Si chiama Manuel Volpe, ha 25 anni ed è di origini siciliane. Il mese scorso è uscito il suo ultimo disco, dal titolo lunghissimo: Gloom Lies Beside Me as I turn my face towards the light (Goat Man Records). Un disco dolce e profondo che arriva dritto al cuore e in cui si vede la maturità di Manuel Volpe, che per quanto così giovane, ha alle spalle collaborazioni di tutto rispetto (con Steve Albini, Rob Ellis, Josh Klinghoffer, Luke Smith…) e una formazione che spazia dal jazz al noise. A tutto questo aggiungeteci il Mediterraneo, la tradizione musicale latinoamericana e un tocco di balcanico ed otterrete questo splendido album, da cui ci siamo sentiti The Latest Rose e Maria Magdalena. Siamo rimasti in Italia per un altro gruppo che sta piacendo molto e che, ne siamo certi, farà parlare di sé nel futuro vicino e lontano. Ve li abbiamo presentati in apertura della scorsa puntata di Zibaldone. Si chiamano Foxhound, vengono da Torino, sono giovanissimi, ma dimostrano una maturità invidiabile. L’estate scorsa è uscito il loro ultimo album, Concordia, che hanno presentato nei più importanti festival italiani durante tutto il 2012 e che in questi giorni hanno presentato anche qui a Barcellona. I Foxhound sono infatti la terza band italiana invitata a questa edizione del Primavera Sound, insieme ai bravissimi Honeybird & the birdies e ai Blue Willa. Ne abbiamo parlato con Lorenzo Masoero, cantante e bassista dei Foxhound. E vi abbiamo fatto sentire due bei pezzi dal loro Concordia: Poser e Please, please you. En passant, non potevamo non farvi sentire qualche altro pezzo di alcuni degli artisti che hanno partecipato in questi giorni al Primavera Sound 2013. Iniziando dai già citati Honeybird & the birdies e dai Blue Willa e passando a due mostri sacri, forse i due artisti più attesi di quest’edizione: Nick Cave & the Bad Seeds e Mulatu Astatke. Questa settimana la Repressione Today dell’ignifugo Banzo comincia con un ricordo di Don Andrea Gallo, spentosi il 22 maggio nella sua Genova a 84 anni, una figura controcorrente di ecclesiastico in prima linea con i movimenti sociali. Molta Italia in questa edizione della nostra rubrica: ci spostiamo a Pescara, in cui il sindaco di centrodestra Luigi Albore Mascia ha gravemente censurato a mezzo stampa il comportamento della direttrice di una scuola elementare della sua città, rea di avere fatto cantare «Bella ciao» lo scorso 25 aprile. Curiosamente, l’istituto in questione è intitolato alla memoria di un episodio della resistenza locale. Proseguiamo con notizie da Torino, dove si sta attivando un movimento contro gli sfratti per certi versi assimilabile alla piattaforma Afectados por la Hipoteca alla quale tanta attenzione abbiamo dedicato. È poi la volta di Bologna, da dove arriva la condanna a un anno e quattro mesi per l’agente di polizia Pasquale Bonfiglio, reo di avere rotto quattro denti con una manganellata alla studentessa Martina Fabbri il 12 dicembre 2011. Non mancano però le notizie dalla Spagna: spazio alla proposta di legge avanzata da Izquierda Plural per l’istituzione di una giornata di condanna del franchismo, affossata dall’opposizione compatta del Partido Popular. Chiudiamo con l’arresto dei fotoreporter Raúl Capín e Adolfo Luján incarcerati per una notte sulla base di opache accuse di «aggressione a pubblico ufficiale». La trash zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi a Giuliano Ferrara, noto giornalista, conduttore televisivo e politico italiano. Questo personaggio, che dopo la militanza nel PCI e nel PSI  è diventato, negli anni Novanta, un sostenitore di Silvio Berlusconi e del centro-destra e infine uno degli intellettuali di riferimento del movimento Teocon italiano, è sempre stato caratterizzato dalla camaleontica capacità di cambiare colore e pelle adattandosi alle situazioni più diverse in base a quelli che sono gli interessi politici del momento. Abbiamo deciso però di occuparci di lui concentrandoci soltanto su una delle sue infinite e variegate sfumature trash. Giuliano Ferrara infatti, con l’arroganza che lo contraddistingue, si lascia contagiare a sessant’anni suonati dalla moda di You Tube passando dalle vesti di giornalista a quelle di rapper improvvisato, cantando invettive contro i bersagli politici di turno con dei risultati talmente agghiaccianti da offendere persino il cattivo gusto. Un anno fa ci aveva già deliziato con un malriuscito rap dedicato a Monti che speravamo essere un’opera unica, ma purtroppo decide di regalarci un bis dilettandosi, con tanto di parrucca, in un brano di ispirazione lirica sulle note del Rigoletto di Verdi, intitolato “Ilda la rossa di procura”, in occasione della requisitoria della Boccassini contro Berlusconi. Il risultato, oltre che essere inascoltabile, ha la patetica presunzione di essere divertente e di risultare soltanto ridicolo. Vi consigliamo, per comprenderne appieno la portata, la visione del video. Sappiam bene che Zibaldone attrae i soggetti più improbabili, riceve incursioni e telefonate di vario tipo che ormai sono un’abitudine: anche oggi il comico serio Bruno è riuscito a corrompere qualcuno alla porta e a intrufolarsi con in suoi frizzi e lazzi; per non parlare della Signora Gina, che al solito ha telefonato in cerca del figlio sempre più sfuggente. C’ha chiamato il nostro corrispondente Adolfo per aggiornarci sui risultati della squadra di calcio Propatria, ovviamente vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Dopo l’arrivo di Claudio Cardone,  che ci illumina sulla simbologia che sta dietro ai nomi (oggi si parla di cabala, di cultura cinese e di Elisa), si conclude questa puntata densa con el último trago di musica servito per voi da Laura. Oggi sfoderiamo un disco di quelli appena fatti, un album che sembra una racconto cantato, registrato quasi in presa diretta. Arguto e grezzo, spigoloso e saltellante, Il mondo è come te lo metti in testa del cantautore Giovanni Truppi  sembra un gioco, un esperimento che diventa ritratto del presente. Un po’ swing, un po’ teatrale, molto giocoso e variegato. E ci lasciamo con Cambio sesso per un po’,.. d’altronde, perchè no? Buon ascolto e alla prossima!    

Ciao Georges, ciao Tony… (31 maggio 2013)

Ciao Georges, ciao Tony… (31 maggio 2013)

Questo 2013 si sta convertendo in un annus horribilis. Una generazione ci sta lasciando con un ritmo indiavolato. È vero che non sono i soli. Di certo non rimpiangeremo Giulio Andreotti, Margaret Thatcher o Jorge Rafael Videla. Rimpiangiamo invece i molti cantautori, musicisti, uomini di cultura ed intellettuali che se ne sono andati in questi ultimi mesi: da Kevin Ayers a Richie Havens, da Enzo Jannacci a Franco Califano, da Ray Manzarek a Don Gallo… basta scorrere le puntate di Zibaldone per rendersene conto. E questa settimana dobbiamo aggiungere altri tre nomi. Quelli di Georges Moustaki, di Little Tony e di Franca Rame. Siamo rimasti di sasso, siamo sinceri. Cosa dobbiamo fare? Aprire una nuova rubrica di Zibaldone, Necrologica, dedicata a chi ci lascia settimana dopo settimana? La domanda non è fuori luogo. E a che pro? Ricordarli in che modo? A cosa servirebbe? Non abbiamo ancora trovato una risposta. Per il momento li vogliamo ricordare così, dedicandogli la puntata di questo venerdì. Almeno a Georges Moustaki, cantautore greco naturalizzato francese, e a Little Tony, l’Elvis nostrano. A Franca Rame dedicheremo la prossima puntata. Alla nostra Franca. Pensiamo che ricordare significa ridare vita a chi ha riempito la nostra vita di colori e di emozioni. Riascoltare alcune delle loro canzoni. Così è stato questo venerdì per Little Tony, di cui vi abbiamo fatto sentire Cuore Matto e Riderà, e di Moustaki, di cui ci siamo riascoltati Lo straniero, Ma Liberté e Milord, in un meraviglioso duetto live con Milva del 1983. Un altro filo rosso di questa puntata di Zibaldone è stato il Primavera Sound 2013 con i suoi top e i suoi flop, le belle scoperte (Ethan Johns, Omar Souleyman e John Waterhouse) e i grandi big che hanno dato quel che ci si aspettava da loro (Nick Cave & the Bad Seeds, Mulatu Astatké). E soprattutto la presenza dei tre gruppi italiani che vi abbiamo presentato in queste ultime settimane a Zibaldone e che abbiamo intervistato in più d’una occasione: parliamo degli Honeybird & the birdies, dei Foxhound e dei Blue Willa. Gran bei concerti i loro! Moustaki, Little Tony e le scoperte del Primavera Sound 2013 ci hanno fatto compagnia durante tutta la puntata ed hanno introdotto il nostro ospite. Una voce non nuova per gli ascoltatori di Zibaldone. Parliamo di Luigi Cojazzi, scrittore e giornalista free lance, che in autunno ci aveva parlato del Festival di Internazionale a Ferrara e a gennaio era stato il protagonista di uno speciale dedicato al mondo del porno iberico. Questa volta Luigi è venuto a presentarci la sua nuova fatica: 101 cose da fare a Barcellona almeno una volta nella vita (Newton Compton, 2012). Una guida dedicata al capoluogo catalano diversa dalle altre, risultato di un lavoro durato anni. Una guida che evita il già noto e propone percorsi differenti, prestando attenzione alla memoria della Barcellona anarchica e della Barcellona della Guerra Civile. Una guida completa, ben scritta, pensata a lungo. Luigi ce ne ha dato un assaggio, quel tanto che basta per farci venire la voglia di andare subito a comprarla e passare la nottata leggendola. Nei prossimi giorni la presenterà in due occasioni a Barcellona: mercoledì 5 giugno alle 19.00 sarà all’Istituto Italiano di Cultura (in un dialogo con lo scrittore Francesco Luti) e sabato 15 giugno alle 19.30 sarà alla Libreria Italiana Le Nuvole in un evento davvero unico nel suo genere: il primo incontro internazionale di boxe letteraria che vedrà Luigi sfidare il temerario Vasco Rialzo e la sua Barcellona senza vie di mezzo (Pendragon, 2012), che Vasco aveva presentato qualche mese fa qui a Zibaldone. Saranno cazzotti veri o cazzotti prosaici? Vi invitiamo a scoprirlo. L’ingresso è libero e ci è giunta voce che ci saranno anche arbitri d’eccezione, ring-girls, broker che si muovono nei bassifondi e un aperitivo omaggio della casa. E riecco come ogni settimana anche la Repressione Today dell’incoercibile Banzo. Questa settimana torniamo a parlare di proiettili di gomma, a seguito della pubblicazione, con alcuni mesi di ritardo sulla data prevista, del rapporto sulla gestione dell’ordine pubblico in Catalogna da parte del dipartimento d’interni del governo catalano: un documento di 111 pagine che lascia interdetti per l’elusività e la parzialità dei contenuti e l’assoluta assenza di riferimenti alle vittime dei famigerati proiettili. Rimaniamo in Catalogna con alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito del cosiddetto «Caso Macedonia», un’indagine su un caso di corruzione dei vertici della polizia locale, che rivelano che vari agenti antisommossa hanno fatto regolarmente uso di droga durante l’esercizio delle loro funzioni. Spostandoci a Madrid scopriamo invece che nessuna delle 447 persone arrestate nella capitale per il suo coinvolgimento nel movimento degli Indignados, come ha recentemente reso noto la commissione legale della Acampada Sol. Dall’Italia, invece una notizia riguardante il movimento No TAV: come rivelato da Anonymous, il sindacato di polizia SAP aveva preparato moduli prestampati di denunce per lesioni da distribuire presso le forze dell’ordine dispiegate in Val di Susa tra giugno e luglio del 2011. Chiudiamo con l’impresentabile esponente leghista Mario Borghezio, che è stato recentemente sospeso dal suo gruppo di appartenenza presso il parlamento europeo in seguito alle sue dichiarazioni razziste e misogine contro Cecile Kyenge, ministro dell’integrazione del governo Letta. Sapremo soltanto a metà giugno se questa sospensione sarà viatico alla sua definitiva espulsione o se sarà invece riammesso nei ranghi. La Trash zone della carissima Eva Vignini è dedicata oggi all’incontro tra due personaggi davvero unici. Il nostro critico d’arte preferito Andrea Di Prè, dopo averci presentato artisti come Osvaldo Paniccia, Fabrizio Spagiari e le opere d’arte mobili Franca Kodi e le sorelle Poliseno, si reca in Puglia per incontrare Giuseppe Simone, disoccupato di Casarano, che passa le sue giornate a caricare video su youtube. Nella speciale sezione: “Di Prè per il sociale”, Giuseppe Simone “persona straordinaria che versa in una condizione economica disastrosa” lancia un accorato appello al fine di trovare un’occupazione lavorativa, ed altresì trovare una donna che sia disponibile a restare “in intimità” con lui. Zibaldone, non c’è ormai, bisogno di dirlo, è uno Zibaldone. Nomen omen, appunto. E se la nostra cara Eva Vignini ci parla di trash nostrano, Claudio Cardone ci spiega il significato dei nomi, mentre gli ospiti inattesi (ma, ormai, come negarlo, anche molto attesi) ci disturbano con una risata burlona o con un collegamento improbabile. Parliamo della signora Gina, di Bruno, il comico serio, e di Adolfo Hitler, giornalista sportivo che segue per noi le partite e gli allenamenti della Propatria, la squadra di calcio di Busto Arsizio. Logicamente, i nostri collegamenti non si dimenticano mai della musica. Artisti, organizzatori e colleghi di onde radio. Quest’ultimo è il caso dei nostri compagni Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo) e di Ricky Russo (In Orbita – Trieste), che una volta al mese sono con noi a Zibaldone con nuove proposte musicali e news molto interessanti. Berardo ci ha presentato due nuove uscite provenienti dal Belpaese: si tratta di Diodato di cui ci siamo sentiti il singolo Ubriaco (dal nuovo disco Forse sono pazzo) e di Jacopo Falchi con la sua bella Adulcorata (dall’album Danza del Ventre). Ricky Russo ci ha proposto due classici (i Clash e il nostro “primo amore”, le Formigole di Toni Bruna), ma ci ha presentato il suo ultimo libro: Per Bon, For Real (Nativi, 2013), il cui sottotitolo spiega tutto (o quasi): Monade, robe serie e riflessioni rock’n’roll de un DJ triestin a New York, El Grande Pomo in La Merica. Una piccola perla frutto della sua esperienza a New York dell’autunno scorso. Un libro che è un diario di viaggio, uno zibaldone di pensieri e di riflessioni, un box di emozioni, ricordi e sentimenti, accompagnato da molta musica e  da molti amici come La Sista Boba, Big Nonno Nino e, come no, Toni Bruna. Un libro in cui non mancano gli ospiti d’onore, come Diego Manna, “El Duka” Vittorio Bongiorno e il “Totem” Gianfranco Franchi. Un libro che si legge tutto d’un fiato e che fa venir una gran voglia di prendere e partire, di mettersi in discussione e alla prova. E di ascoltare della gran buona musica. Per saperne di più e per ordinare il libro di Ricky, date un’occhiata qui. D’elezioni amministrative disertate ha già parlato la stampa italica, s’affollano gli schermi e i manifesti d’aspiranti sindaci e di volti incravattati. Vi serviamo allora un  último trago elettorale: dietro a una copertina di colori sgranati e sedie a sdraio si cela il recentissimo esordio de il Sindaco, un ente immaginario che si dedica al cantautorato. Al secolo Fabio Dondelli, attivo e suonante in quel di Brescia, già membro degli Annie Hall, ci sfodera un album in pieno stile Picicca Dischi: romantico, sottile, ben arrangiato e ben musicato, accogliente. E d’amori (falliti) in provincia narra la canzone che ci fa da saluto finale: eccovi La vita in centro, dove le storie finite si dimenticano al bancone del bar, tra giri di birra e grandi discorsi. Alla prossima settimana!

Vittorio Cane is back in town (7 giugno 2013)

Vittorio Cane is back in town (7 giugno 2013)

Comincia purtroppo ad essere una triste abitudine quella di aprire una nuova puntata di Zibaldone con degli addii. La primavera di questo 2013 è stata un periodo nero, lo ricordavamo anche la settimana scorsa. Dopo Georges Moustaki, Don Gallo e Little Tony, questo venerdì era doveroso aprire con un ultimo saluto a un simbolo: Franca Rame. La drammaturga, attrice e attivista italiana, compagna per una vita di Dario Fo, si è spenta lo scorso 29 maggio. Abbiamo voluto ricordarla con La Mamma Fricchettona, un frammento di un suo meraviglioso spettacolo di tanti anni fa, che toccava i punti deboli della cultura del nostro paese e che ci ha fatto fare un salto nel tempo nel mezzo degli anni Settanta. Accanto a Franca Rame abbiamo voluto ricordare anche un altro grande musicista che se n’è andato all’inizio di giugno in un incidente stradale a Palm Spring, dove viveva da tempo. Parliamo di Joey Covington, conosciuto soprattutto per essere stato il batterista dei Jefferson Airplane nell’epoca dorata di fine anni Sessanta-inizio anni Settanta. Proprio per questo abbiamo voluto aprire la puntata con Volunteers e abbiamo voluto continuare con qualche altra canzone della storica band statunitense tratta dallo stupendo Live at Fillmore East del 1971, quando Covington suonava ancora insieme a Jack Casady e Jorma Kaukonen. In questa primavera nera rischiavamo davvero di veder scomparire un altro maestro, forse il più grande di tutti: Lou Reed. Il cantautore, musicista e poeta di New York è infatti stato salvato per miracolo, como lui stesso ha dichiarato e come ha confermato Laurie Anderson in una recente intervista, grazie a un trapianto del fegato. Non potevamo non ascoltarci una canzone del fondatore dei Velvet Underground, una delle più belle, una delle più positive: I believe in love dall’album Rock’n’roll Heart del 1976. Abbiamo continuato con la musica in questa puntata di Zibaldone con un graditissimo ritorno, quello di Vittorio Cane. Il cantautore e musicista torinese è infatti tornato a farci visita, approfittando di una mini tournée a Barcellona. Avevamo conosciuto Vittorio nel marzo del 2012 in occasione dei suoi primi concerti in terra di Spagna e, siamo sinceri, era stato amore a prima vista. Tanto che da quella sua prima visita era nata una collaborazione che aveva portato alla pubblicazione di Domingo, un suo mini EP, uscito a fine maggio del 2012, che conteneva la versione spagnola della sua Domenica, pezzo forte del suo secondo album uscito nel 2008. Ora Vittorio è tornato in città, come si suol dire. E, oltre ad una sua intervista laconica a Zibaldone, ci ha offerto due concerti. Il primo, giovedì 6 giugno al Milingo Loft. Il secondo, proprio venerdì 7 giugno, subito dopo la diretta radiofonica, nel mitico Bar Pastis del barrio chino. E dopo un primo brainstorming con Vittorio Cane è arrivata la Repressione Today dell’incombustibile Banzo, questa settimana interamente incentrata su notizie italiane, con la promessa di dedicare uno spazio più ampio alle drammatiche vicende che vedono attualmente interessata la Turchia. Cominciamo con un ricordo della grande Franca Rame, scomparsa a fine maggio, ripescando dallo sterminato dimenticatoio italico notizie assodate che indicherebbero il coinvolgimento indiretto di alcuni esponenti dell’arma dei carabinieri nel tristemente famoso stupro di cui fu vittima la coraggiosa attrice e attivista nel 1973. Proseguiamo con il processo per l’omicidio di Stefano Cucchi, conosciutissimo caso di malapolizia che la sentenza di primo grado emessa nel corso della settimana, ha vergognosamente trasformato in un caso di malasanità, scagionando da ogni responsabilità le tre guardie penitenziarie imputate per il furibondo pestaggio che lo ridusse in fin di vita. Proseguiamo con il caso del catanese Francesco Puglisi, condannato nel luglio 2012 a oltre dieci anni di reclusione per reati contro il patrimonio nell’ambito del G8 genovese, e catturato di recente nella nostra Barcellona dopo quasi un anno di latitanza. Spazio anche al movimento No TAV con la notizia della condanna a cinque mesi di reclusione per Luca Abbà, l’attivista valsusino già protagonista a inizio 2012 di un drammatico incidente poco meno che mortale, maturato in un momento di tensione con le forze dell’ordine. I reati che gli si contestano risalgono al 2010 e una volta di più sembrano appoggiarsi su prove quantomeno lacunose. Concludiamo con la protesta dei lavoratori delle acciaierie di Terni, il cui futuro è messo a repentaglio da un possibile cambio di proprietà: la manifestazione nel capoluogo umbro è stata funestata da una violenta e ingiustificata carica della polizia che ha visto tra i feriti anche il sindaco della città Leopoldo Di Girolamo: nonostante i tentativi di depistaggio da parte delle forze di polizia, che hanno cercato di attribuire la responsabilità a un manifestante armato di… ombrello, sembra ormai accertato che l’arma responsabile del ferimento del primo cittadino sia un manganello. La Trash zone della carissima Eva Vignini attinge in questa puntata al vasto panorama trash degli opinionisti calcistici televisivi con un personaggio vulcanico e sincero: Gianfranco Semproni. Semproni, opinionista in un’emittente televisiva abruzzese, appassionato di calcio e tifosissimo del suo Pescara sogna da sempre una squadra totalmente abruzzese che possa andare in serie A. È un personaggio unico, dispensatore di commenti coloriti e graffianti e soprattutto autore di ardite metafore sul calcio che sembrano fondersi totalmente con le vicende della sua vita privata, vicende che vanno dalla cacca di piccione sull’automobile sino al figlio scapestrato che passa le serate nei night lasciandosi influenzare dalle cattive compagnie, diventano argomento di conversazioni calcistiche dando vita ad un teatro esilarante espresso in un verace dialetto abruzzese. E come sempre, malgré-nous, non sono mancate le incursioni in studio e le chiamate telefoniche con la signora Gina, sempre più attenta e preoccupata alla situazione politica internazionale, con quel fanfarone di comico serio che si fa chiamare Bruno e con il nostro inviato Adolfo Hitler, in collegamento da Busto Arsizio, dove segue vita, morte e miracoli della squadra di calcio Pro Patria. Non è mancato nemmeno il nostro collaboratore Claudio Cardone, esperto di medicina cinese e di simbologia, che ci spiega il significato dei nomi. Una rubrica, questa di Cluadio, a cui ancora non abbiamo dato un nome… Questa volta è toccato a Franca, in onore a Franca Rame. Vi ricordiamo che se volete sapere il significato del vostro nome non vi resta che farcelo sapere scrivendoci una mail o contattandoci in facebook. Non sono mancate nemmeno delle nuove uscite provenienti dal Belpaese. Vi abbiamo presentato: il nuovo singolo di Giovanni Truppi, La Domenica, di cui vi consigliamo anche il videoclip; El Sonambulista, la canzone che apre il nuovo album dell’americana Amanda Jayne, che avremo ospite venerdì prossimo qui a Zibaldone; e la bella Nota Bene di Margherita Vicario, finalista a Musicultura 2013. E per concludere in bellezza, per l’último trago musicale (la nostra Laura Orlandini è un’altra volta in viaggio) vi abbiamo fatto ascoltare anche il nuovo singolo di Paolo Rigotto, artista torinese che abbiamo avuto ospite qui a Zibaldone in dicembre durante la sua prima tournée in Spagna. Il nuovo album di Rigotto uscirà il prossimo 21 giugno. Un album geniale come non poteva essere altrimenti per questo artista che ci ha abituato a lavori davvero visionari, come il suo ultimo Uomo Bianco (ControRecords, 2012). Un album che ancora non abbiamo ben capito di cosa parlerà: critica sociale? ironia post-atomica? filosofia orientale? relazioni interpersonali? O forse di tutto un po’? Lo scopriremo solamente tra qualche settimana. Nel frattempo godetevi il primo assaggio con questa (Cosa) Cerchi Nel Grano? A venerdì prossimo!

Di Amanda Jayne, di Beppe Grillo e di Gezi Park (14 giugno 2013)

Di Amanda Jayne, di Beppe Grillo e di Gezi Park (14 giugno 2013)

Questa volta iniziamo con due buone notizie, cari aficionados di Zibaldone. La prima: questa settimana non dobbiamo ricordare nessun cantautore, musicista, artista o attivista che ci ha lasciato. La seconda: è arrivata finalmente l’estate. Il che significa che nei nostri studi è iniziata la stagione della sauna. Ma tant’è. Questo venerdì abbiamo iniziato con una nuova uscita proveniente dall’Italia, o, per essere più precisi, dai monti della Lessinia. Sono un collettivo di folk psichedelico, hanno un nome particolarissimo (e difficilissimo da pronunciare), ossia C+C=Maxigross e cantano in più lingue: italiano, inglese, spagnolo e… cimbro, antichissima lingua della Lessinia. Che, detto en passant, è quella zona delle Prealpi situata a nord di Verona. Due anni fa era uscito il loro primo EP, Singar, che in cimbro significa “cantare”, poi i C+C=Maxigross sono stati ininterrottamente in tournée per tutta la penisola italiana e pure negli States, mentre all’inizio di aprile di quest’anno è uscito il loro nuovo disco, intitolato, Ruvain, che in cimbro significa “rumoreggiare”. Un album dal suono tutto particolare, poiché alcuni brani sono stati registrati con un registratore analogico su 8 piste, mentre altri brani sono stati registrati e mixati in presa diretta nella casa studio di montagna usata dalla band. Un album di grande qualità, davvero, da cui vi abbiamo fatto ascoltare L’attesa di Maicol e Charleroi Poulet. Se volete saperne di più, schiacciate qui. Abbiamo poi avuto il piacere di riavere con noi Claudio Venza, professore di storia contemporanea all’Università di Trieste, co-direttore di Spagna Contemporanea e direttore di Germinal, che nell’autunno del 2011 ci aveva parlato della vita del fabbro anarchico triestino Umberto Tommasini. Questa volta con Claudio Venza abbiamo invece parlato di una tematica di grande attualità: il Movimento 5 Stelle. In questa prima, e per forza di cose breve, chiacchierata abbiamo affrontato le prime tappe del Movimento, dal Vaffanculo Day del 2007 alle elezioni politiche del febbraio di quest’anno. Nella puntata di venerdì prossimo affronteremo invece gli avvenimenti più recenti che hanno visto protagonista il movimento guidato dall’ex comico genovese Beppe Grillo. Dall’Italia siamo poi passati alla Turchia. Abbiamo infatti avuto in collegamento telefonico da Istanbul Filippo Fiorini, direttore di Pangea News, piccola agenzia di stampa indipendente con sede a Buenos Aires. Filippo Fiorini si trova in questi giorni nella metropoli turca per seguire le proteste iniziate lo scorso 31 maggio e che stanno continuando, nonostante la dura repressione delle forze dell’ordine. Filippo ci ha offerto una testimonianza diretta  di quel che sta succedendo al Gezi Park e nella piazza Taksim di Istanbul, soffermandosi sull’eterogeneità del movimento che ha occupato le piazze turche e sulla repressione della polizia. Non potevamo chiudere la parte di informazione sulla politica e i movimenti sociali di Zibaldone senza la Repressione Today dell’infrangibile Banzo. In primo piano, questa settimana, l’associazione Stop Bales de Goma, che ha presentato, presso la Facoltà di Storia e Geografia dell’Università di Barcellona il suo documentatissimo Rapporto 2013, che potete consultare qui (per il momento il testo è disponibile solo in catalano). Rapporto che è stato prevedibilmente contestato dal direttore generale dei Mossos d’Esquadra, Manel Prat che, nell’ambito della sua dichiarazione di fronte alla commissione parlamentare per la gestione dell’ordine pubblico, ha annunciato che non solo non saranno abbandonati i proiettili di gomma, ma che saranno affiancati da una nuova misura di sicurezza, un camion attrezzato con cannoni ad acqua con una gittata di circa 60 metri e una capacità di circa 3500 litri. Nel frattempo, si apre un altro fronte giudiziario per i fatti dello sciopero del 29 marzo 2012, quando due nostri connazionali persero un occhio per via dell’impatto con un proiettile di gomma, con quattordici agenti antisommossa indagati per uno dei due ferimenti, in seguito alla riapertura del caso su istanza dell’Audiencia Provincial de Barcelona. Ci spostiamo in Italia per parlare del sindacato di polizia Coisp, già tristemente noto per alcune polemiche iniziative in difesa dei poliziotti condannati per il caso Aldrovandi, e che ora cerca nuovamente la ribalta denunciando per diffamazione, tra gli altri, Ilaria Cucchi, coraggiosa sorella di Stefano e Checchino Antonini, giornalista di Liberazione e Globalist in prima linea nella denuncia dei casi di malapolizia. In chiusura ancora Spagna, con la notizia del recente accordo commerciale tra Vodafone e la metropolitana madrilena per la sponsorizzazione della fermata di Sol («Vodafone Sol», no comment), proprio nella piazza che vide nascere il movimento 15M. Ancora una volta: o tempora o mores… La buona musica è di casa a Zibaldone, questo ormai lo sapete. E in questa puntata ve ne abbiamo dato un assaggio. Non solo con i C+C=Maxigross, ma anche, e soprattutto, con la seconda ospite di questo venerdì: Amanda Jayne. Bravissima cantautrice e polistrumentista americana residente da anni a Barcellona, Amanda si era fatta conoscere nel 2007 con il suo album di debutto, Swoon. Un disco difficilmente catalogabile, che si muove tra lo swing, il folk, la canzone d’autore e il pop di qualità. Per tre anni Amanda ha suonato a Barcellona, in Spagna e all’estero, riscuotendo un notevole successo di pubblico e di critica. Poi il silenzio. Ma solo fino a poche settimane fa, quando è uscito il suo secondo attesissimo album, Lunatics In Bloom, prodotto, come il precedente da Dave Bianchi e dalla Whatabout Music. Un disco maturo, intenso, dolce in cui Amanda, accompagnata da musicisti straordinari come Paolo Angeli, Claudia Gomez, Paco Mendez, Miguel Serna, Oriol Roca e Sasha Agranov, conduce l’ascoltatore in un mondo di fiaba, tra sonnambuli e mostri, tra amori e sogni. Lunatics In Bloom è stato presentato nella sala affollatissima del Tinta Roja di Barcellona giovedì 13 giugno. Un concerto indimenticabile, che, ci auguriamo, sarà solo il primo di molti. Vi consigliamo di seguire questa giovane artista perché, ne siamo convinti, ne farà di strada… E se volete seguire un’altra bellissima voce femminile attiva qui a Barcellona vi consigliamo Samantha De Siena, che presenterà il prossimo giovedì 20 giugno, alle 21.00, nel Dostrece del Raval il suo secondo disco, Lifting in the Veil, da cui ci siamo sentiti in anteprima il singolo Time to Dance. Oggi non abbiamo avuto con noi i nostri cari Claudio Cardone e Laura Orlandini e non siamo riusciti a sentire nemmeno il nostro corrispondente da Busto Arsizio e ultras della Pro Patria Adolfo Hitler, però non sono mancate né la telefonata dell’immarcescibile Signora Gina che ci ha consigliato cosa portarci ad un matrimonio né l’incursione di quel fanfarone galattico e sempre più altezzoso di Bruno, il comico serio, con le sue boutade, i suoi frizzi e i suoi lazzi. E per concludere, prima di salutarci, non poteva nemmeno mancare la Trash Zone della nostra carissima Eva Vignini che è andata a scovare nei torbidi archivi del Trash nostrano una chicca musicale pressoché sconosciuta. Un pezzo del 2011 intitolato La vongola, scritto da Alberto Solfrini e cantato da una non meglio identificata cantante rispondente al nome di Clara. Prendete un testo nonsense, onde marine in sottofondo, una voce sensuale degna dei migliori b-movie anni ’70 ed avrete La vongola, un pezzo affascinante con tutte le caratteristiche del tormentone estivo dedicato ad un sublime mollusco e a un amore misterioso che muovendosi come una vongola sparisce nell’oscurità. Alla prossima settimana!

Di luci e ombre brassensiane e di magagne elettriche (21 giugno 2013)

Di luci e ombre brassensiane e di magagne elettriche (21 giugno 2013)

Tanta musica, ma non solo per questa puntata di Zibaldone che apre la stagione estiva. Abbiamo iniziato con l’ultimo disco di Mimì Sterrantino, siciliano nato nella fredda Svezia. Un album, dove il cantautore e musicista di Castel Mola è accompagnato dagli Accusati, il cui titolo è tutto un programma (che condividiamo): Spegni il televisore. Un album ricco e profondo, scanzonato e vario, che si snoda tra ritmi e sonorità provenienti dall’America, dai Balcani e dal Sud Italia. Ci siamo ascoltati il bel blues contestatario di In questo mondo di multinazionali e il rock d’autore di Mentre gli alberi chiedono il silenzio. Per seguire le novità di Mimì, entrate qui. Ma con l’estate alle porte non potevamo non lanciarvi anche due pezzi che, per quanto diversi, vi faranno ballare tra spritz al tramonto e tequila bum bum a notte fonda, come My Salvation, il nuovo singolo molto soul di Fabrizio Cammarata & Paolo Fuschi (anteprima dell’album Skint and Golden che uscirà in autunno) e la nuova canzone che sa di un’estate piuttosto new wave degli Elettromagagna, Sassari Night Fever. Abbiamo poi virato sulla meravigliosa canzone d’autore di Miquel Pujadó, che è venuto a trovarci nel nostro piccolo studio di Radio Contrabanda per presentarci il suo ultimo disco, Brassens, llum i ombra (Columna Musica, 2013). Un album in cui il cantautore, scrittore e filologo catalano riscopre alcuni dei più grandi successi e alcune perle sconosciute di Georges Brassens e le ripropone in catalano, grazie a delle magnifiche traduzioni. Non è la prima volta che Pujadó dedica un lavoro al cantautore francese. Dieci anni fa infatti era uscito El temps no té cap importància. Una visita a Georges Brassens (Columna Musica, 2003) e dieci anni prima, nel 1992, La mala herba, il primo lavoro in cui Pujadó proponeva delle versioni in catalano di Brassens. Un album, quest’ultimo, praticamente introvabile, che Pujadó ha pensato di includere in Brassens, llum i ombra insieme a delle bonus track. In compagnia di Miquel ci siamo ascoltati alcune delle canzoni di questo nuovo album, come La mala reputació, Penèlope, El barret de la Núria ed Enriqueta. Un ascolto condito da racconti ed aneddoti di tutti i tipi, in cui sono finiti anche i nostri Nanni Svampa e Alberto Patrucco, anche loro innamorati di Brassens. E proprio con Patrucco, Pujadó ha condiviso il palcoscenico della sala Luz de Gas nell’aprile scorso in una serata omaggio al cantautore di Sète organizzata nell’ambito del Festival Cose di Amilcare. Per saperne di più, vi consigliamo di cliccare qui. Inizia l’estate, non si ferma la repressione e la Repressione Today dell’inarrestabile Banzo prova a tenerle il passo. Cominciamo con il caso di «censura pubblicitaria» che ha interessato il libro Artur Mas: on són els meus diners? («Artur Mas: dove sono i miei soldi?»), che affonda il coltello nella piaga degli scandali sanitari catalani: l’agenzia Promedios, che doveva garantirne la copertura pubblicitaria su un paio di linee urbane di autobus ha ritrattato la sua parola all’ultimo momento, adducendo come motivazione un provvedimento di legge che vieta la «pubblicità ideologica». Da notare che gli autori/editori del libro sono gli stessi della rivista di Girona Café amb Llet, già processati in passato per le loro inchieste sulla malversazione sanitaria catalana. Proseguiamo con l’arresto e il pestaggio di Bertran Cazorla, giornalista de La Directa, trattenuto per svariate ore in una caserma dei Mossos d’Esquadra dalla quale è uscito sospettosamente malconcio. Torniamo a parlare di Pau Andaluz, il cui occhio sinistro è stato quasi accecato da un colpo di manganello a una manifestazione il 12 ottobre dello scorso anno: due Mossos d’Esquadra sono stati indagati per lesioni e dovranno presentarsi davanti al giudice il prossimo 23 luglio. Spazio anche per i cinque anarchici arrestati a Avinyonet del Penedès e a Sabadell con le imputazioni di apologia di terrorismo e appartenenza a banda armata: i cinque sono attualmente in regime d’isolamento in cinque diversi carceri spagnoli e la rete esprime la sua solidarietà attraverso una serie di foto riunite sotto l’hashtag #yosoyterrorista, geniali parodie dell’immagine che mostrava i normalissimi oggetti requisiti ai militanti dopo uno degli arresti. Ne trovate un paio di esempi qui a fianco. Chiudiamo spostandoci in Italia per le ultime evoluzioni della battaglia legale sorta intorno all’uccisione di Federico Aldrovandi, tra querele e controquerele, che questa volta vedono imputati per diffamazione l’ineffabile Carlo Giovanardi e il segretario del COISP Franco Maccari, e inspiegabili permessi accordati ai due agenti attualmente in carcere per l’omicidio (colposo…) dello stesso Aldro. Abbiamo poi continuato con la politica e l’informazione in compagnia di Claudio Venza, docente di storia contemporanea all’Università di Trieste, co-direttore della rivista Spagna Contemporanea e direttore di Germinal. Claudio era già stato nostro ospite nella precedente puntata di Zibaldone dove avevamo iniziato un’interessante chiacchierata sul Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. In questa seconda parte della chiacchierata Claudio analizza l’ultimo periodo della breve ma intensa storia del MoVimento, dalle elezioni politiche del 24-25 febbraio agli ultimi giorni. In questa puntata, per cause di forza maggiore, abbiamo dovuto fare a meno della Trash zone della carissima Eva Vignini, ma non sono mancate dosi di satira e di comicità, grazie alle visite e ai collegamenti telefonici con quelli che, malgrado noi, sono diventati dei collaboratori a tutti gli effetti del nostro programma. Parliamo della precisa e puntuale Signora Gina, del giornalista sportivo (così pare) Adolfo Hitler, in collegamento costante dal campo della Propatria a Busto Arsizio e di quel fanfarone insopportabile e sempre più arrogante di Bruno, il comico serio (ma non troppo). Non è mancata nemmeno quella che si è trasformata in una nostra nuova rubrica, Vogliamo i Nomi, in cui Claudio Cardone, esperto in medicina cinese e simbologia, ci spiega il significato dei nomi. Questa volta è toccato a Vittorio/a e Claudio/a. Vi ricordiamo che se volete sapere il significato del vostro nome, basta che ci scriviate un messaggio sul nostro profilo di facebook. E dopo un po’ di settimane d’assenza, ricompare tra noi la nostra cara Laura, per un último trago rapidissimo in chiusura: un sorso di rock e punk, dai testi di rabbia e impegno, quel che ci portano Gli amanti di Camilla, gruppo veneziano che ha da poco messo al mondo il suo secondo album, Santi di quartiere. Buone batterie e venature ska, critica sociale e prese di posizione: eccoci qua con la Ballata all’italiana dal suono ruvido e incalzante. Ci risentiamo venerdì prossimo!

Walk Tall o Walk on the Wild Side? (28 giugno 2013)

Walk Tall o Walk on the Wild Side? (28 giugno 2013)

Nella settimana della sentenza del cosiddetto Rubygate noi zibaldoniani non potevamo non aprire con un rapido cenno a questa storica condanna a Silvio Berlusconi. Scegliere una canzone dedicata all’ex premier italiano non era cosa facile. Donne e potere, corruzione e mafia, prostituzione minorile e chi più ne ha più ne metta. Di tematiche ce n’erano a bizzeffe. Abbiamo scelto un pezzo ironico di qualche tempo fa scritto e cantato da Roberto Benigni, Dio e Berlusconi. Non ci siamo voluti soffermare però più di tanto su un avvenimento di cui si parlerà a lungo, ne siamo certi. E vi abbiamo subito proposto una nuova uscita musicale proveniente dall’Italia. Si chiamano Campetty e il loro ultimo lavoro si intitola La raccolta dei singoli. Sulle scene da oltre un decennio, dopo tre dischi in inglese a nome edwood (“Like a movement” del 2004, “Punk music during the sleep” del 2007, “Godspeed” del 2010) e dopo due dischi in italiano a nome Intercity (“Grand piano” del 2009 e “Yuhu” del 2012), Fabio e Michele Campetti tornano con un nuovo album, pubblicando il primo disco a proprio nome. Un album uscito nella primavera di questo 2013, fresco, intenso, ben strutturato. Vi abbiamo fatto ascoltare due pezzi, Nuoto Dorsale e Tenda Prodigy. Per saperne di più sui Campetty, date un’occhiata qui. Abbiamo poi continuato con la musica e con un’altra nuova uscita, passando dal pop e la dolce psichedelia indie dei Campetty al jazz con influenze funk degli Walk Tall. Ci sono venuti a trovare in studio il pianista svizzero Gilles Estoppey e il chitarrista catalano Enric Peinado, che insieme al contrabbassista pugliese Giampaolo Laurentaci e al batterista catalano Ramon Prats, fanno parte di questo nuovo progetto musicale con sede a Barcellona e un’importante ramificazione in Svizzera. Tutti e quattro musicisti con diversi progetti alle spalle, Estoppey, Peinado, Laurentaci e Prats si sono conosciuti tra l’Olanda e il capoluogo catalano e la primavera dell’anno scorso hanno dado vita a Walk Tall. Dopo vari concerti insieme è nata l’idea di un disco, Alright Again, registrato in dicembre al Blend Studio di Lutry, in Svizzera, e ufficialmente ancora non uscito nei negozi. Una vera anteprima per gli ascoltatori di Zibaldone. Durante una bella chiacchierata con Gilles e Enric, vi abbiamo fatto sentire tre pezzi di questo bellissimo album: The Battle, Little Parrot e Ninna per Marelke. Per saperne di più sugli Walk Tall, date un’occhiata qui. A proposito di nuove uscite e di chicche musicali, in questa puntata ve ne abbiamo regalate altre due: la versione italiana di Abril 74 del cantautore catalano Lluis Llach cantata dal nostro bravissimo Alessio Lega, che questo sabato 29 giugno ha partecipato, insieme a mostri sacri come Paco Ibáñez, Maria del Mar Bonet, Marina Rossell e lo stesso Lluis Llach, oltre ad altri 50 artisti catalani ed internazionali, al Concert per la Llibertat organizzato al Camp Nou; e La raíz, una nuova canzone di Alessio Arena, contenuta nel suo nuovo disco (ancora non in vendita nei negozi) Bestiari(o) Familiar(e), con cui è stato insignito dell’importante Premio AFI al miglior progetto discografico e, nella sera dell’addio alla musica di Francesco Guccini, nominato anche vincitore assoluto dell’edizione 2013 del Festival Musicultura. Complimenti, dunque, ai nostri due cari amici per questi importanti riconoscimenti! Arriva l’immarcescibile Banzo e, giusto il tempo di abituarsi al microclima dello studiolo, scatta l’ora della Repressione Today. Che per una volta comincia con una bella notizia: l’assoluzione di cinque scioperanti del quartiere di Les Corts per i quali l’accusa aveva chiesto pene tra i cinque e i sette anni di reclusione per l’organizzazione di un picchetto. I fatti risalgono, ancora una volta, allo sciopero del 29 marzo 2012 e le molte lacune e contraddizioni dell’apparato accusatorio hanno portato a una ragionevole assoluzione dei cinque imputati. Proseguiamo con le polemiche dichiarazioni di Josep Lluís Trapero, commissario capo dei Mossos d’Esquadra, che davanti alla commissione di studio sui modelli di gestione dell’ordine pubblico, ha chiesto la piena copertura giuridica per gli agenti antisommossa qualora questi si limitino a eseguire gli ordini e agiscano in accordo con i protocolli d’azione: all’atto pratico una richiesta di regolamentazione giuridica dell’impunità. Parliamo ancora di Mossos d’Esquadra, protagonisti a Girona di una indiscriminata carica contro una manifestazione antimonarchica che contestava la presenza in città del principe Felipe di Borbone: il bilancio è di sei contusi tra cui un consigliere comunale della CUP. Proseguiamo con una interessante iniziativa della Marea Ciudadana, il Plebiscito Ciudadano, un referendum in quattro quesiti promosso in tutta Spagna tra il 23 e il 30 giugno per una gestione più trasparente e partecipata alle istituzioni democratiche dello stato spagnolo. Quella che vedete qui a fianco è la scheda di voto. In chiusura, una menzione alle manifestazioni del 22 giugno contro gli abusi delle banche e le frodi finanziarie che hanno interessato 25 città spagnole. Il passaggio dalla repressione al trash non è così difficile come potremmo sembrare. Almeno qui a Zibaldone. La Trash zone della carissima Eva Vignini ci ha presentato oggi una commuovente retrospettiva su un artista che ci ha lasciato di recente e verso cui nutriamo un affetto particolare. Si tratta di una delle stelle di punta del ricco e variegato panorama di artisti trash presentatici dal critico d’arte Andrea di Prè. Fabrizio Spagiari, capelli in disordine, tuta di pile ed un evidente dialetto romagnolo sporcato dal tabacco ci ha purtroppo lasciato lo scorso 27 giugno nel suo paese natale Mirandola. Vogliamo ricordarlo quindi così com’era per quel suo grezzo nichilismo disinteressato e stanco ma soprattutto per le sue ineguagliabili massime sull’arte che avevano la rara dote di risultare provocatorie pur non avendone in benché minimo intento. Abbiamo riascoltato l’ultima intervista del maestro per rendergli omaggio e perché le sue preziose perle trash non vadano perdute e sappiano sempre guidare con ironia le vostre esistenze. Il suo saluto finale strappa molto più che qualche risata riuscendo a far filtrare attraverso la sua bizzarra scorza trash una disarmante umanità alla quale risulta quasi difficile non affezionarsi. Andrea di Prè: “Vuoi fare un saluto finale? C’è qualcosa che vuoi dire?” Fabrizio Spagiari: “Drogato! Sei un drogato si vede!” A.d.P.: “E al pubblico cosa vuoi dire?” F.S.: “Drogati anche loro. Che Dio ve la mandi buona!” Ci piace ricordarti così quindi anche se “non te ne fregava un cazzo” ed eri “stufo”. Addio comunque Fabrizio e buon viaggio! Non potevano poi mancare le consuete incursioni della nostra cara Signora Gina e di Bruno, il comico serio, con i loro racconti, le loro boutade, le loro domande ironiche, con i frizzi e i lazzi, le tragiche storie dell’infanzia e quant’altro. E non poteva mancare nemmeno il consueto collegamento mensile con il nostro compagno di onde radiofoniche, Ricky Russo, ormai installatosi a New York. Oltre a presentarci due nuove uscite molto interessanti, come l’ultimo album della storica cantate soul Mavis Staples e il remix di Rock the Casbah dei Fare Soldi, Ricky ci ha tenuto al corrente riguardo al suo libro, Per Bon, For Real (Nativi, 2013), che abbiamo presentato nel collegamento di maggio, e delle novità di questa sua nuova esperienza nella Grande Mela. Tra le tante, l’edizione americana del suo storico programma radiofonico, dopo i tanti anni a Radio Capodistria. In Orbita – American Edition va in onda tutti i venerdì alle 17.00 (23.00 in Italia e in Spagna) su ICN Radio New York, la radio italiana in America. Per saperne di più e per poter seguire il nuovo programma di Ricky, cliccate qui. E con el último trago di oggi ritorniamo a rovistare tra le canzonette, ritorniamo tra la via Emilia e il West: il cantautore parmense Rocco Rosignoli ha proprio oggi messo al mondo un album autoprodotto, Testuggini (qualche canzone d’assaggio qui). Suonatore di chitarra e di mandolino (e d’altro ancora), è passato dalla musica folk e dal canto popolare, si diletta a diffondere e sviscerare il patrimonio poetico del cantautorato italiano, ne assimila i mezzi espressivi. E da Uomini e bestie – Una sinfonia dell’orrore, album del 2011 dedicato tutto ai mostri e alle «storie di paura», c’ascoltiamo la canzone dedicata a Jack lo Squartatore. 

Tra telegrafi, bunker, “impostrici” e musica rigenerante (5 luglio 2013)

Tra telegrafi, bunker, “impostrici” e musica rigenerante (5 luglio 2013)

È arrivato davvero il caldo infernale negli studi di Radio Contrabanda. E per noi è dunque giunta, immancabile come sempre, la stagione della sauna. Cosa c’è dunque di meglio che della buona musica per rinfrescare la mente e il corpo? E oggi di buona musica, proveniente dall’Italia e da Barcellona, ve ne abbiamo proposta parecchio. Abbiamo cominciato con il nuovo singolo di Unepassante, un progetto nato nel 2006 dal songwriting della palermitana Giulia Sarno. Unepassante ha all’attivo tre uscite discografiche: l’EP Enjoy The Road del 2008, l’LP More Than One In Number del 2010 e il nuovo LP No Drama uscito nell’aprile di quest’anno. Da quest’ultimo album ci siamo ascoltati XMan, dove la chitarra acustica e la splendida voce di questa cantante incontra i synth dubstep. Per saperne di più di Unepassante, date un’occhiata qui. Siamo poi rimasti in Italia per un’intervista con un artista che ci è piaciuto molto quando, qualche settimana fa, abbiamo presentato il suo nuovo lavoro. Un album davvero eccellente, dal titolo lunghissimo: Gloom Lies Beside Me As I Turn My Face Towards The Light (Goat Man, 2013). Stiamo parlando di Manuel Volpe, giovane, ma con un gran curriculum alle spalle. E soprattutto con una grande creatività. Abbiamo parlato della sua musica, del suo passato e dei suoi progetti futuri. E, en passant, ci siamo ascoltati due belle canzoni da questo suo nuovo disco: Maria Magdalena e Dog’s Heart. Per seguire Manuel Volpe, cliccate qui.    Da Torino siamo volati a Barcellona, perché nel nostro piccolo studio è venuta a farci visita la giovanissima cantautrice catalana Patty Lodeiro. La musica di Patty è un pop-rock di qualità, accompagnato da una voce dolce e potente allo stesso tempo che ricorda quella di Dolores O’Riordan, indimenticabile cantante dei Cranberries. Nell’autunno del 2011 è uscito il primo EP di Patty, Back to Grass, da cui ci siamo sentiti Simply Live. Ma Patty sta lavorando in questi mesi ad un nuovo disco, il suo primo LP, il cui titolo è ancora un mistero. Sappiamo solo che si presenterà a Barcellona il 19 ottobre e che, grazie alla piattaforma Verkami, Patty è riuscita ad ottenere il finanziamento per poter incidere l’album, di cui ci ha regalato in anteprima e in una meravigliosa live session una canzone: Forrest. Per saperne di più su Patty Lodeiro e sapere dove suonerà nelle prossime settimane, date un’occhiata alla sua web. Come sapete, le due ore in compagnia di Zibaldone sono piene di imprevisti e visite inattese. O di collegamenti telefonici con pazzi in giro per il mondo che ci chiamano non si sa per quale ragione. Così è stato anche quest’oggi. E con molte sorprese. Si è difatti risentire dal suo bunker quel folgorato di Adolfo Hitler, ultras della Propatria, che ci ha informato sulla promozione della squadra di Busto Arsizio. Abbiamo poi ricevuto la visita di una signora che si è presentata come la vera signora Gina, ma mentre succedeva tutto questo abbiamo ricevuto anche la telefonata della solita signora Gina. È stato il caos. Chi è la vera signora Gina? Abbiamo cercato di sciogliere l’intricato bandolo della matassa, con risultati incerti. E, in una puntata ricca di sorprese, la sorpresa delle sorprese: dopo otto mesi non è apparso in studio quel fanfarone di comico serio noto a tutti con il nome di Bruno. Ci ha però mandato un telegramma, giustificando la sua assenza. Cose da pazzi! Metteteci poi qualche fuori onda non voluto e la sauna dello Zibaldone summer edition si è trasformata in un circo a metà strada tra Moira Orfei e Tod Browning. Per fortuna che ci sono venuti a salvare i nostri collaboratori, puntuali e preparati come ogni settimana, a partire da Claudio Cardone che, nella sua rubrica Vogliamo i Nomi, ci ha spiegato l’origine e il significato del nome Antonio/a. E continuando poi con l’inscalfibile Banzo e la Repressione Today. In primo piano questa settimana la brutale ispezione effettuata dai Mossos d’Esquadra in alcuni locali di Carrer Robadors, in pieno Raval, nella notte tra il 28 e il 29 giugno: a farne le spese principalmente spazi gay friendly, e sinistramente proprio in coincidenza con la giornata mondiale dell’orgoglio LGBT. Fonti interne ai Mossos d’Esquadra assicurano che si è trattato di un’operazione di routine, ma  le numerose testimonianze riferiscono di un’attitudine ingiustificabilmente aggressiva e intimidatoria da parte delle forze dell’ordine. Parliamo poi di Carles Guillot, che nel 2001 fu la prima persona in Catalogna a perdere un occhio a causa dei famigerati proiettili di gomma. Dopo vari (e vani) tentativi di riportare il suo caso, archiviato nel 2004, all’attenzione della giustizia spagnola, Carles ha lanciato, insieme all’associazione Stop Bales de Goma della quale è membro di spicco, una raccolta fondi per sostenere le spese legali necessarie a portare le sue ragioni presso il tribunale europeo per i diritti umani di Strasburgo. Proseguiamo con un excursus sui risultati del Plebiscito Ciudadano organizzato dalla Marea Ciudadana, del quale vi avevamo parlato diffusamente la scorsa settimana. Ci spostiamo in Italia, e più precisamente in provincia di Salerno, per raccontarvi la storia di Massimo Casalnuovo, un ventiduenne morto il 20 agosto del 2011 a seguito di una sospetta caduta dallo scooter nei pressi di un posto di blocco non segnalato dei carabinieri: in questi giorni è prevista l’apertura del processo, che vede come unico indagato proprio un maresciallo dei carabinieri locali, in un clima di forte ambiguità che rimanda a altri e più noti casi di malapolizia. Con un salto pindarico, ci spostiamo negli Stati Uniti per segnalarvi che il comune di Oakland, California, risarcirà con 900.000 euro dodici manifestanti riconosciuti vittime di azioni indiscriminate da parte di agenti antisommossa durante le proteste del movimento Occupy nel 2011: una conclusione che ci piacerebbe potervi raccontare anche per moltissimi casi analoghi europei. La Trash Zone della carissima Eva Vignini si è occupata oggi di un gruppo tutto al femminile: Le figlie del vento. Scavando a ritroso nella memoria trash siamo approdati sino ai lontani anni ‘70 dove questo gruppo di donne diedero vita ad un esperimento musicale ironico ed innovativo. La caratteristica originale di questa formazione tutta al femminile era quella di produrre testi a tema culinario con nonsense e giochi di parole che si prestavano, per gli ascoltatori più maligni, a facili doppi sensi ma che comunque diedero prova di un forte spirito dissacratorio ed un marcato senso dello humor. Abbiamo riascoltato il loro cavallo di battaglia, Sugli sugli bane bane, brano che partecipò a Sanremo nel 1973 e venne escluso prima della serata finale pur ottenendo uno straordinario successo che arrivò fino in Spagna ed in America Latina. Non è mancato nemmeno il collegamento mensile con il nostro caro compagno di onde radiofoniche Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo), che, come di consueto, ci ha presentato due nuove ed interessanti uscite musicali provenienti dal Belpaese. Per questa puntata che sa già d’estate, Berardo ci ha proposto due artisti conosciuti e molto amati: il romano Brusco con il suo nuovo singolo Bruggisco e il livornese Bobo Rondelli accompagnato dall’Orchestrino con Cuba Lacrime, tratta dal suo nuovo disco A famous local singer. I collegamenti con Berardo riprenderanno in settembre, dopo una meritata pausa estiva… E per l’último trago di oggi ci dedichiamo a un piccolo gioiello, a un album che é un incontro d’arte e di percorsi. Lei è una cantante e violinista dalla lunga carriera giramondo, che ha messo la sua voce tra Tokyo e New York e l’ha fatta viaggiare; lui compone colonne sonore per il cinema e per il teatro, produce, suona, e s’è dedicato di tanto in tanto a fare il cantautore. Sono Ilaria Graziano e Francesco Forni, riuniti nel 2011 in questo disco che sembra una carovana lungo il Gran Canyon: From Bedlam to Lenane raduna e mescola il folk nordamericano, le atmosfere del blues, i classici messicani e la tradizione del cantautorato. Dalla chitarra acustica all’ukulele, passando per il benjo, ci si ritrova in un saloon che diventa ad un tratto una fumosa bettola al ritmo di swing, mentre la poesia s’intrufola con momenti di malinconica lentezza. Insomma, va ascoltato e gustato. Per ora, ci salutiamo con un pezzo vibrato e dolce: Rosso che manca di sera. Alla prossima settimana!

Di cantastorie, di cavalieri e di tabù (12 luglio 2013)

Di cantastorie, di cavalieri e di tabù (12 luglio 2013)

Ormai siamo in dirittura d’arrivo, cari aficionados di Zibaldone. Mancano solo tre puntate prima della pausa del mese di agosto. Puntate piene, intense, ricche di musica. Ed accompagnate da quel caldo che ci fa perdere una media di 3 kg a puntata a noi zibaldoniani. Ma tant’è. E con la musica proveniente dall’Italia abbiamo iniziato questa puntata di metà luglio. Più precisamente con il nuovo disco di un giovane cantautore. Si chiama Vuoto Apparente, anche se sulla sua carta d’identità c’è scritto Riccardo Piazza, e viene dalla Sicilia, una terra che ci sta dando molte belle sorprese in quanto a canzone d’autore in questi ultimi tempi. Dopo due album autoprodotti, Discordie Concordi (2009) e Pan di Zenzero (2010), Vuoto Apparente ci regala questo nuovo disco, un EP di sette tracce, che sanno di quotidianità, di pensieri e di viaggi. Il titolo dell’album è Storyteller, da cui ci siamo ascoltati Ti lascerò parlare e Farfalle nel metrò. Per saperne di più, date un’occhiata qui. Abbiamo poi continuato con un’altra nuova uscita musicale. Proveniente, in questo caso, dalla Catalogna. Si tratta di un grande musicista e cantautore di questa terra delimitata dal Mar Mediterraneo, dai Pirenei e dal fiume Ebro. Il suo nome, per chi non avesse ancora avuto la fortuna e il piacere di conoscerlo e di ascoltarlo, è Xavier Barò. Xavier ha all’attivo sette dischi, da La Cançó de l’Udol (1998) fino a La Màgica Olivera (2011), passando per dischi, come gli acclamati Xavier Barò canta Arthur Rimbaud (2002), Cançons del Temps de Destrals (2004) e Flors de Joglaria (2006), dove la poesia si unisce alla bellezza e alla ricerca sia nel campo musicale sia nel campo della parola. All’inizio di luglio è uscito il suo ottavo album, La Ruta dels Genets, una registrazione live del concerto che Xavier, accompagnato dalla sua storica band, L’Art de Troba, ha dato nella sala Luz de Gas di Barcellona all’interno del Festival BarnaSants. Un album di una ricchezza incredibile dove Xavier ripercorre, reinterpetandole, tredici canzoni dei suoi precedenti album. Mentre abbiamo chiacchierato della musica, del folk, della poesia e della vita con Xavier, ci siamo ascoltati tre pezzi da questo suo nuovo lavoro (Temps de destrals, Cap de Creus e Miro amb els meus ulls) e una canzone dal suo precedente disco, La Màgica Olivera, intitolata La catedral de Joglaria.  Per seguire Xavier Barò, vi consigliamo di cliccare qui. Nel nostro piccolo studiolo l’aria comincia letteralmente a ribollire: il clima ideale per la Repressione Today dell’inscalfibile Banzo. Molta Italia nella puntata di oggi: in apertura, riprendiamo il caso di Massimo Casalnuovo, trattato dettagliatamente la settimana scorsa, perché il processo per la sua morte è subito giunto a conclusione, con l’assoluzione per assenza di prove dell’unico imputato, un maresciallo dei carabinieri accusato dell’omicidio colposo del ventiduenne salernitano. Restiamo in tribunale per raccontarvi le ultime novità del maxiprocesso contro cinquantadue militanti No TAV per i fatti del luglio 2011: un’udienza fiume, in un clima di forte intimidazione, che ha avuto per teatro l’aula bunker del carcere Le Vallette di Torino, scelta duramente e vanamente contestata dalla difesa. Evidentissimo, una volta di più, l’intento di criminalizzazione del movimento. Ci spostiamo a Roma, per parlare della manifestazione per il diritto alla casa tenutasi nella capitale lo scorso 1 luglio, in concomitanza con la prima seduta del nuovo consiglio comunale. Si sono registrati momenti di grande tensione tra polizia e manifestanti e a farne le spese è stata soprattutto una ragazza di 22 anni, gravemente ferita alla testa dalle manganellate di un agente. Senza cambiare argomento, ci spostiamo in Spagna con l’ultima iniziativa della piattaforma Afectados por la Hipoteca, la cosiddetta Obra Social, un piano di «rialloggio» sociale di massa, promosso anche attraverso un apposito manuale diretto a tutte le vittime degli sfratti. Chiudiamo con il processo incrociato che vede contrapposti l’attivista di Terrassa Mònica Ramírez e due agenti della polizia locale della città catalana, da lei accusati di percosse e reati contro l’integrità morale. Mònica è stata a sua volta denunciata dagli agenti per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, con prove invero lacunose. La prossima udienza è fissata per il 22 luglio e cercheremo come sempre di tenervi informati degli sviluppi. Accompagnati da altre interessanti nuove uscite, come i nuovi singoli della bravissima artista newyorchese Xenia Rubinos (Help dal nuovo album Magic Trix), del canadese The Burning Hell, al secolo Mathias Kom (Wallflower dal nuovo disco People) e dell’impegnato cantante romano Leo Pari (L’Anno del Drago incluso nella compilation GAS Vintage Supersession), abbiamo ricevuto due telefonate che ci hanno lasciato di sasso. Sì, perché questa volta non è stata la signora Gina a telefonarci, bensì suo figlio, il mitico Dani, arrabbiatissimo perché abbiamo fatto piangere la dolce signora. E la seconda telefonata è stata ancora di più una sorpresa. In tutti i sensi e sotto tutti i punti di vista. Dal Madagascar, infatti, ci ha chiamato quel fanfarone di Bruno, il comico serio, che pare essere scappato da Barcellona. Che il nostro rompipalle sia fuggito per evitare una sana dose di mazzate dei suoi “fans”? O che Bruno abbia dei problemi con l’Agencia Tributaria spagnola? Chi vivrà, vedrà… E prima di salutarci abbiamo voluto regalarvi una nuova uscita che, ne siamo sicuri, vi accompagnerà tutta l’estate. Stiamo parlando di Tabù, il nuovo disco del mitico Paolo Rigotto, uscito il 21 giugno in versione digitale (il disco “fisico” uscirà a settembre). Rigotto è venuto a trovarci a dicembre dell’anno scorso mentre era a Barcellona per una mini tournée dedicata alla fine del mondo. Il mondo non è finito, in barba a Nostradamus, ai Maya e a Bertín Osborne e dunque Rigotto ha tirato fuori dal cilindro un nuovo album. Dopo Uomo Bianco, Tabù è un album “dentro”: dentro la testa, nel cervello, nell’inconscio. Un disco sull’essere umano e un disco biografico. Un disco sui tabù che ci accompagnano e ci strapazzano. Un disco senza tabù. Visto che qualche settimana fa vi avevamo già presentato il singolo Cosa (Cerchi) nel grano?, questa volta vi abbiamo fatto ascoltare la canzone che dà il titolo all’album, Tabù appunto, Sempre Peggio e Vivalafrica. Per saperne di più e per poter ascoltare gratuitamente on line l’album di Rigotto fino a metà settembre, cliccate qui. E per l’ultimo trago di oggi ci dedichiamo a un gruppo decisamente folk. Concetto variabile in verità, a seconda di quale latitudine ed altitudine lo vede pronunciare: se siamo nel mezzo della pianura padana, non ci saranno tamburelli e danze in tre quarti, ma lustrini da balera, valzer in fisarmonica, bande messe a lucido tra un fiasco di vino e l’altro. Da Piacenza arrivano i Cani della Biscia, formazione che dal 2010 ha ripescato i classici da festa dell’Unità , le canzonette dell’estate anni ’50, i canti da osteria, e ha dato vita a un mondo che non vedeva l’ora di tornare a ballare sotto al palco. Mescolando dialetto e malinconia in versi, c’è tutta la goliardia e l’amore che può nascere nel mezzo della nebbia. E dall’ultimo album, Fai come faresti, ci lasciamo con un pezzo estivo ed accaldato, tipicamente cinico: Mal d’Africa.

Di seconda rivoluzione egiziana e di chitarre sarde (19 luglio 2013)

Di seconda rivoluzione egiziana e di chitarre sarde (19 luglio 2013)

Cari aficionados di Zibaldone, ormai siamo in dirittura d’arrivo. Ossia, detto in parole povere: questa è la penultima puntata prima della pausa estiva del nostro programma radiofonico. Una puntata ricca di musica e di ospiti. Per scaldare i motori abbiamo voluto aprire con alcune nuove uscite provenienti dall’Italia. Innanzitutto, Diagonal del Mar, il nuovo singolo di Anima Nova, gruppo napoletano che propone un bel mix di jazz e bossanova; un pezzo scritto proprio qui a Barcellona dalla cantante del gruppo, Gabriella Cascella. Un pezzo in cui si sente l’estate e il Mediterraneo. E poi un altro nuovo singolo, Remo Picozza, di Luca Carocci, cantautore con una lunga e bella storia di viaggi alle spalle. E, ancora, un pezzo di una band rock nata qualche anno fa a Ravenna, i Lovespoon. Dal loro secondo album, Carious Soul, ci siamo ascoltati Anyway. E infine una band franco-argentina che propone un folk di qualità con influenze rock, con un tocco di folklore argentino e con un qualcosa che fuoriesce da qualunque canone, i Por H o Por V, i cui due pilastri, la cantante e percussionista Victoria Niven e il chitarrista e cantante Timothée Lesoin, si sono stabiliti da qualche mese a Barcellona. Dal loro ultimo lavoro, intitolato Another Planet, ci siamo ascoltati la bella Mumbai Tragedy.  Nel nostro studio, piccolo (questo sempre) ed accaldato (solo nelle puntate estive) è poi venuto a trovarci Angelo Attanasio, giornalista free lance che ci aveva già fatto compagnia nel novembre scorso per presentarci insieme al fotografo Marco Ansaloni il progetto Living on the Edge, dedicato a quattro città, come Belfast, Nicosia, Mitrovica e Mostar, con un passato recente di duri conflitti. Living on the Edge ora si è trasformato in una interessante mostra, che si può visitare fino al 5 settembre a The Private Space di Barcellona. Ma Angelo in questa puntata è venuto per parlarci soprattutto della seconda rivoluzione egiziana, dalla grande manifestazione del 30 giugno scorso promossa dal movimento Tamarod alla destituzione di Morsi, fino alle notti di scontri che sono costate la vita a decine e decine di cittadini egiziani. Dal Cairo, da cui è rientrato da pochi giorni, Angelo ha raccontato le vicende egiziane in una serie di reportage su El Periódico de Catalunya e su altre riviste italiane. Per seguire i progetti di Angelo, date un’occhiata qui. E’ una Repressione Today condensata ma non meno incisiva del solito quella che l’inarrestabile Banzo ci propone oggi. Si parte con una notizia praticamente in diretta, e purtroppo funesta: l’archiviazione della causa contro un sergente e un caporale dei Mossos d’Esquadra per il ferimento di Nicola Tanno l’11 luglio 2010. La storia di Nicola è stata una delle più seguite nei sedici mesi di vita della nostra rubrica, e ci amareggia molto vedere come ancora una volta la polizia catalana sembri godere di una granitica impunità. A motivare quest’ennesima archiviazione l’impossibilità di determinare l’autore materiale dello sparo che privò Nicola dell’occhio destro, sostanzialmente la stessa ragione per la quale, in un circolo vizioso senza speranza, erano stati indagati due agenti di rango immediatamente superiore. Proseguiamo sul fronte dei proiettili di gomma, occupandoci ancora una volta del caso di Ester Quintana, che le continue smentite e riformulazioni dei fatti da parte delle forze dell’ordine e del governo catalano stanno ormai trasformando in un’intricata spy story: a tenere banco questa settimana una conferenza a sorpresa di Ramon Espadaler, «ministro degli interni» catalano, che ha riconosciuto la presenza di un ulteriore furgone di antisommossa sul luogo dell’incidente di Ester, un dato che apparentemente non era finora emerso nel corso delle indagini interne alla polizia. Con un calibrato coup de théâtre, gli agenti assegnati al summenzionato furgone sono stati sospesi dal servizio per indisciplina. Chiudiamo con le cosiddette parrilladas de chorizos, manifestazioni di protesta contro la corruzione del governo che hanno animato circa cinquanta città spagnole nel giorno del settantasettesimo anniversario del sollevamento militare guidato da Francisco Franco contro il legittimo governo repubblicano. L’estate è finalmente arrivata e si sa, le alte temperature hanno sempre qualche inconveniente. La nostra carissima Eva Vignini proprio per combattere uno degli annosi problemi estivi ovvero l’eccessiva sudorazione dei nostri corpi è andata a ripescare per voi nel calderone del trash qualche utile consiglio per fronteggiare la calura estiva. Probabilmente pochi di voi se la ricordano si chiamava Agostina Olmo ed è stata uno dei tanti personaggi regalatici dal nostro programma culto preferito anni ‘90 ovvero Mai dire TV. Agostina Olmo era la conduttrice del programma Per voi donne, rubrica per casalinghe in onda sull’emittente genovese “Lanterna TV”. La donna con una voce fioca e priva di emozioni, capelli cotonati e sempre lo stesso vestito in ogni puntata dispensava rimedi originali per varie problematiche quotidiane dal sudore alla pelle arrossata fino all’alito cattivo. Grande protagonista dei rimedi sui generis della Olmo un ortaggio dalle mille qualità: la patata, utile a suo dire per limitare la sudorazione, eliminare le occhiaie e rendere antiscivolo le suole delle scarpe. Dopo la Repressione Today e la Trash Zone, non poteva mancare nemmeno la rubrica Vogliamo i Nomi, del nostro Claudio Cardone. Questa volta il nome di cui Claudio ci ha spiegato il significato è stato Elio/Elia. E poi, non sono nemmeno mancate le incursioni di quelli che sono diventati altri tre collaboratori di Zibaldone, a nuestro pesar: Bruno, il comico serio, che pare essere ancora in tournée in Madagascar; la signora Gina, arrabbiata perché non le vogliamo bene (almeno così sostiene la signora) e Adolfo, che dal suo bunker sta organizzando il ritiro estivo della sua squadra, il Propatria di Busto Arsizio… e sorpresa delle sorprese, il ritorno a Zibaldone, dopo tre anni, del cantautore ticinese Francesco Pervangher, qualche giorno a Barcellona per un concerto al Bar Pastis, che ci ha fatto sentire una chicca: la sua bella Idealismo. Nella seconda parte di Zibaldone siamo ritornati alla musica con un grandissimo ospite che ci ha onorato con la sua presenza: il musicista sardo Paolo Angeli. Questa primavera è infatti uscito il suo nuovo lavoro discografico, Sale Quanto Basta: dodici pezzi di meravigliosa fattura e di grande sensibilità, dove Paolo suona una chitarra sarda preparata. Uno strumento unico, inventato da lui, e che solo due persone possiedono. Una è Paolo. L’altra è Pat Metheny. Un album, da cui ci siamo ascoltati tre pezzi, Mascaratu, Brida e Primavera Araba, che Paolo presenterà anche in un locale barcellonese, l’Astrolabi, il prossimo mercoledì 31 luglio, alle 22.00. Sarà un’occasione speciale, perché Paolo, che risiede a Barcellona da parecchi anni, non è però solito suonare nei locali della capitale catalana… Oltre a presentare Sale Quanto Basta, con Paolo abbiamo poi parlato di un altro progetto che lo vede protagonista da quasi due decenni: l’organizzazione a Palau, in provincia di Olbia-Tempio, dell’interessantissimo Festival Internazionale “Isole che Parlano”, arrivato quest’anno alla XVII edizione. Un festival che si svolge dal 9 al 15 settembre in luoghi naturali meravigliosi e che conta con la partecipazione di artisti di fama internazionale. Un festival che però, purtroppo, sta pagando, come gran parte delle attività culturali, il “prezzo” della crisi. Di tutto questo abbiamo parlato con Paolo Angeli. Per saperne di più, cliccate qui. E puntuale in chiusura arriva el último trago, l’ultimo sorso di musica prima di salutarci. Quest’oggi abbiam per le mani un gruppo nato e cresciuto negli anni novanta, che s’è fatto le ossa e il fiato di concerto in concerto tra chitarre e fisarmoniche, tra lo ska e il canto popolare. Stiamo parlando dei Gto, gruppo rock – folk umbro che da vent’anni a questa parte va solcando in lungo e in largo palchi ed onde radio, unendo la Romagna e i Balcani, l’Appennino e la Jamaica. Da qualche mese è uscito il loro quinto album, Little Italy, e da lì ci salutiamo con una canzonetta adatta a questo clima estivo di finestre aperte e voglia d’andare: Sulla via del mare. A venerdì prossimo, per l’ultima puntata prima dell’estate..

Dell’ultima prima dell’estate (26 luglio 2013)

Dell’ultima prima dell’estate (26 luglio 2013)

  Qui a Zibaldone spariamo ormai l’ultima cartuccia, prima della pausa del mese di agosto. Una cartuccia mica da ridere. Tutt’altro. Carica di musica, di novità, di informazioni e di sorprese. E visto che nella sauna del nostro studiolo di Radio Contrabanda il caldo e l’estate si fanno sentire non potevamo non iniziare questa puntata che chiude un’altra stagione del nostro Zibaldone con una canzone che ha segnato molte estati, a partire da quella del 1968. Stiamo parlando di Luglio di Riccardo del Turco. Ma la musica ci ha accompagnato per tutte le due ore di programma con delle nuove uscite molto interessanti, provenienti essenzialmente dall’Italia. Della prima ve ne avevamo parlato qualche mese fa, grazie al nostro Ricky Russo. Lui si chiama Deko, al secolo Enrico Decolle, è un cantautore e musicista triestino con interessanti progetti alle spalle come Alias e come l’imponente The Last Goodbay. Deko vive da qualche tempo a Berlino, dove ha conosciuto una cantautrice e musicista australiana dalla voce meravigliosa, Edwina Dunn. Dopo mesi e mesi di concerti nei locali berlinesi Deko ed Edwina si sono rinchiusi in uno studio di registrazione per trasformare in un disco la loro collaborazione. Ne è venuto fuori un album dolce e profondo, che innamora al primo ascolto. Un mix di folk e canzone d’autore, di blues e di viaggi nelle praterie e di camminate sotto la pioggia delle città. Il titolo del disco è Berlin Seasons e il nome del progetto è molto semplicemente E. D., ovvero Edwina & Deko. Ci siamo sentiti Josephine, Take Me Home e Berlin. Per seguire questo bel progetto, date un’occhiata qui. La seconda proposta di questo venerdì è di tutt’altro tenore. Si chiamano Luminal, sono in circolazione dal 2005 e il loro terzo album, uscito questa primavera, si intitola Amatoriale Italia. Un lavoro nuovo per un gruppo che aveva già fatto parlare di sé con due precedenti lavori, come Canzoni di Tattica e Disciplina (2008) e Io Non Credo (2011). Amatoriale Italia è un disco duro, politico, intenso e pieno di sarcasmo. Un disco capace di toccare nodi delicati della società italiana (il potere della televisione, il berlusconismo) e del mondo della musica. Bastino i titoli delle due canzoni che vi abbiamo proposto: Donne (du, du, du) e Carlo vs il Giovane Hipster. O di altre che avremmo voluto mandare in onda come Lele Mora, Grande Madre Russia e C’è vita oltre Rockit. Vi consigliamo di fare un giro sul loro sito.  Capirete il perché. Il terzo è un altro progetto di grande interesse ed ancora diverso dai due precedenti. Parliamo dell’album Why hast Thou forsaken me?, esordio delle Universal Daughters, nuovo progetto di studio prodotto e capitanato da Marco Fasolo dei Jennifer Gentle. Il disco è una raccolta di cover di brani anglo-americani che spaziano da oscuri gospel anni Venti per arrivare sino a Big Star e Suicide, facendo tappa per generi diversi come il country, il R&B più crudo e persino il music hall. Numerosi sono i collaboratori che hanno affiancato Fasolo, come i Verdena, Alessandro “Asso” Stefana, Alessio Gastaldello e Maurizio Boldrin dei Mamuthones, svariati membri degli Slumberwood e Pino Donaggio. Ad interpretare le parti vocali dei pezzi c’è invece una nutrita pattuglia di cantanti britannici e americani: Jarvis Cocker, Gavin Friday, Chris Robinson dei Black Crowes, Lisa Germano, Stan Ridgway, Mick Collins dei Dirtbombs, Baby Dee, Alan Vega dei Suicide, Steve Wynn, Mark Arm dei Mudhoney e il leggendario cantante soul Swamp Dogg. Ci siamo ascoltati It’s Your Woodoo Working con Mick Collins e Hong Kong Blues con Baby Dee. Per saperne di più date un’occhiata qui. La quarta, infine, è una canzone molto estiva e leggera: Zanzare dei Porto Flamingo, dall’album Lamoresiste. Sì, tutto attaccato, come l’abbiamo scritto noi. E prima che tutto precipiti nel grande vuoto vacanziero dell’agosto opprimente, c’è ancora tempo per gli ultimi ospiti della stagione: un interessante gruppo che partendo da Napoli e passando per Londra è approdato nella nostra Barcellona da un paio di annetti e risponde al nome di Common Deflection Problems (li trovate qui).  Insieme al batterista Gianpiero e al bassista Mario (la formazione è completata dal chitarrista Antonio) andiamo alla scoperta del loro suono, un (math) rock strumentale, teso, tecnico e altamente inventivo, e ascoltiamo alcuni brani della loro uscita più recente, l’EP We all play synth. Parliamo poi della loro storia di nomadismo musicale, dei pro e contro della scena barcellonese, di attitudine punk applicata alla sperimentazione sonora e delle attività di Human Feather (la trovate qua) piccola etichetta-collettivo-agenzia di booking che i nostri portano avanti di pari passo all’attività del gruppo. Non mancano ovviamente golosi dettagli sulle loro mosse future a mo’ di ciliegina su un’intervista da ascoltare con interesse. E nel clima di sudore indotto che avvolge il nostro studiolo, arriva inesorabile anche l’ora della Repressione Today. Questa settimana l’inscalfibile Banzo si concentra sull’emergenza abitativa nel quartiere di Poblenou, dove molti immigrati irregolari, provenienti perlopiù dall’Africa subsahariana, occupano fabbriche e capannoni industriali in disuso, retaggio del passato operaio della zona, e cercano di sbarcare il lunario con i magrissimi proventi del commercio di rottami. Il caso più noto e dibattuto è forse quello della nave industrial del Carrer Puigcerdà, abitata da oltre trecento persone fino alla recentissima operazione di sgombero che ha visto impegnati addirittura 385 agenti di polizia e che ha suscitato durissime critiche da parte di tutti i movimenti di solidarietà attivi nel distretto. Ma c’è spazio anche per gli ultimi aggiornamenti sulle vicende di Nicola Tanno, a seguito della notizia della nuova archiviazione del suo caso, e di Pau Andaluz, vittima lo scorso 12 ottobre di una lesione che lo ha quasi privato della vista nell’occhio sinistro e che ha portato sul banco degli imputati due agenti dei Mossos d’Esquadra. Riprenderemo le fila di tutti i discorsi interrotti a settembre, al rientro dalla pausa estiva. E parlando di musica non potevano non risentire il nostro carissimo Ricky Russo, ormai stabilitosi a New York City. Ricky ci tiene informati di quel che succede nella grande metropoli nordamericana (oltre delle news provenienti dalla sua natia Trieste), dalle mostre al cinema, dalla letteratura alla musica. E proprio di musica ci ha parlato anche quest’oggi proponendoci due pezzi dal ritmo formidabile, come l’ormai classico The Seeds 2 de The Roots e We Rise Again dei Gogol Bordello dal loro nuovo album intitolato Pura Vida Conspiracy. Per saperne di più e per seguire In Orbita, il programma radiofonico che Ricky porta avanti sulla ICN Radio di New York tutti i venerdì pomeriggio (e in replica i sabato mattina), potete dare un’occhiata alla sua bella pagina web. Come al solito non è nemmeno mancato il nostro Claudio Cardone con la sua rubrica Vogliamo i Nomi, in cui ci spiega l’origine, il significato e il destino dei nomi. Questa volta è toccato a Stefano/Stefania. Sarà stato un tentativo di captatio benevolentiae del conduttore del programma? E non sono mancate nemmeno le incursioni dei soliti fanfaroni: Adolfo, che dal suo bunker si scervella come al solito per trovare strategie vincenti per il suo Pro Patria, e Bruno, il comico serio, che continua a stare alla larga dai nostri studi in una fantomatica tournée che lo ha portato fino in Messico, da quel che ci ha raccontato. È mancata invece la nostra cara signora Gina, che forse è ancora offesa con noi… o magari starà folleggiando con il marito? Le sorprese, però, non sono mancate: è venuto a trovarci in studio anche il nostro caro Angelo Scimia, che negli anni scorsi ci aveva dilettato con la sua rubrica Volatili per Diabetici, e che era ormai da qualche tempo che non passava da Radio Contrabanda. E pure la nostra carissima Eva Vignini, che è arrivata trafelata da una sessione di acro-yoga e ci ha solo dato un assaggio di un personaggio davvero trash che, ne siamo certi, sarà uno dei prossimi protagonisti della nostra Trash Zone. Infine chiudiamo l’ultima puntata dell’estate con il solito ultimo sorso, el último trago offerto da Laura. Il gruppo è un progetto cantautorale, ovvero è un cantautore travestito da gruppo, e viceversa. Si chiamano Morgan (con la I) e vengono dalla provincia romana, da poco han preparato un EP di sei canzonette (ai tempi del vinile, sarebbe stato un album completo) dal titolo 21 metri. Morgan Colajanni è l’autore e l’ideatore (da qui il singolare nome del gruppo), la sua voce s’alterna e accompagna con quella di Chiara Monaldi, poi s’appoggia su un contrabbasso e su un sax modulato che apre spazi inaspettati. Malinconico, certo, e oscillante d’ironia, come s’addice al genere, ed anche strascicato e urbano, come il paesaggio di tetti e antenne sulla copertina. E in barba alla stagione, ci salutiamo con una Canzone d’autunno, per meglio prepararci alle atmosfere di quando torneremo ad accendere i microfoni da queste parti. Eh sì, se non s’era capito Zibaldone andrà in vacanza per tutto agosto. Ritornerà sui banchi il 6 di settembre, come si confà alla stagione. Ma ogni venerdì di questo prossimo mese, siate voi accaldati in città o sparsi per l’universo mondo, potrete sintonizzarvi al solito posto (o anche su 91.4 FM) e al solito orario, dacchè andranno in onda le migliori puntate di questa ultima, ottima, annata. Per intenditori e nostalgici. Godetevi l’agosto. Stay tuned!

Tra Pasolini e Park Live (6 settembre 2013)

Tra Pasolini e Park Live (6 settembre 2013)

Sono finite le vacanze anche per Zibaldone. È settembre. Si ritorna alla routine.  Ogni venerdì saremo di nuovo on air su Radio Contrabanda 91.4 FM a Barcellona per uno Zibaldone di musica, interviste, contro informazione, notizie, satira, comicità e chi più ne ha più ne metta. Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con l’attore italiano Emiliano Brioschi riguardo alla lettura scenica del Calderón di Pier Paolo Pasolini organizzata dalla compagnia Tremenda Trampa al Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) sabato 7 settembre – intervista con Alessandro e Roberto Rinaldi de I Distratti riguardo al Park Live, festival musicale che accompagna il Milano Film Festival fino al 15 settembre – nuove uscite musicali: Il fratello – Il fratello (Dischi del Minollo/Audioglobe, 2013) con Cos’ha che il mio mondo non ha; Etera Post Bong Band – BIOS (La Famosa Etichetta Trovarobato, 2013) con Fibo e Essi; Portfolio – We/humans (EP, 2013) con James Horses Chariot – Trash Zone con Eva Vignini: il caso del fastidioso Gabriele Paolini  – Bruno Show: il ritorno del fanfarone dagli strani viaggi in Madagascar e Messico – la Signora Gina: tartarughe, lasagne e Creta – Último Trago: Omosumo – Le streghe di Benevento (da Ci proveremo a non farci male – Malintenti Dischi, 2013) Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Peppino Gagliardi (Settembre), Earth, Wind & Fire (September), Noir Desir (Septembre, en attandant), Cream (Sunshine of your Love), I Ribelli (Pugni chiusi), Alessio Arena (L’esorcismo di Marinella), Vinicio Capossela (Contratto per Karelias), Nadar Solo feat il Teatro degli Orrori (Il Vento), Mamavegas (Tales from 1946), Edoardo Bennato (Arrivano i buoni), Zurawski (Lei che), Righeira (L’estate sta finendo)  

Con Francesco Luti, Jimmy Fontana e Salvador Allende (13 settembre 2013)

Con Francesco Luti, Jimmy Fontana e Salvador Allende (13 settembre 2013)

Questo il menù di questo venerdì: – Omaggio a Jimmy Fontana (1934-2013) – El mundo, Beguine e La nostra favola – 11 settembre 1973: un ricordo per Salvador Allende – Fausto Amodei (Al Compagno Presidente) e Inti Illimani (Canción del Poder Popular) –  intervista allo scrittore e giornalista fiorentino Francesco Luti e presentazione del suo ultimo libro La goccia che scava (Firenze, Nicomp, 2013). La storia di Felice Centori tra Firenze e Barcellona, tra l’Italia del “miracolo economico” e la Spagna del grigio franchismo, tra la memoria del padre morto a Guadalajara durante la Guerra Civile e la conoscenza di una nuova generazione di scrittori catalani (da Goytisolo a Montalbán)… il libro si presenterà alla Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona (21 settembre, 19h30), all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona (10 ottobre, 19h00) e all’Harlem Jazz Club di Barcellona all’interno dell’incontro del Boxeo Literario con il bolognese Vasco Rialzo (25 ottobre, 20h30) Per saperne di più di Francesco Luti cliccate qui. – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita – ICN Radio NYC): guide turistiche nella Grande Mela e buona musica con il maestro Iggy Pop (Avenue B) e i romani Giuda (Number 10) Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – nuove uscite musicali: Monsieur Voltaire – 33 (Noja Recordings/White Bridge Records, 2013) con Emily e Ray Land – Trash Zone con Eva Vignini: il caso dell’avanguardistico Mauro Pelosi  – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Adamo – Bruno Show: il fanfarone senza idee recupera Carlo Benso ed Al Bano & Romina… – la Signora Gina: il Dani ha sofferto un’incidente? – Último Trago: DogsLoveCompany – Ballo da solo (da Cutina – Music Force, 2013) Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Bandorkestra (dall’album Scorribanda) e una selezione di canzoni italiane degli anni Cinquanta-Sessanta per immergerci nel libro di Francesco Luti: Domenico Modugno (Nel blu dipinto di blu), I Corvi (Sono un ragazzo di strada), Gianni Pettenati (Bandiera Gialla) e Gianna (La cocaina)

Tra Jordi Pujol, Joan Laporta e i soliti fanfaroni (20 settembre 2013)

Tra Jordi Pujol, Joan Laporta e i soliti fanfaroni (20 settembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista a Claudia Cucchiarato (autrice del libro e documentario Vivo Altrove e corrispondente dalla Spagna di diversi giornali italiani) e Angelo Attanasio (giornalista free lance e autore del progetto Living on the Edge con il fotografo Marco Ansaloni) riguardo all’e-book La questione catalana. Indèpendencia? (GoWare, settembre 2013). Che succede in Catalogna? Claudia e Angelo lo hanno spiegato ai lettori italiani in questo bel libro, che contiene le interviste a tre dirigenti politici catalani (Jordi Pujol, Oriol Junqueras, Joan Laporta) e molti altri materiali multimedia (canzoni, video, link, ecc.). Un libro che si può acquistare con un click da qui. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara), che come ogni mese ci propone due belle news musicali, i Green Like July con Moving to the City e i Black Casino and the Ghost con Hoboland. Per seguire “Sentieri Sonori” basta che entriate qui. – abbiamo voluto ricordare il cantante di hip-hop e attivista antifascista greco Pavlos Fyssas aka Killah P. barbaramente assassinato da un vero e proprio commando di Alba Dorata nel Pireo di Atene, con la sua Α.ΛΗ.Τ.ΗΣ. – nuove uscite musicali: Kalweit and the Spokes – Mulch (Irma Records, 2013) con Hank’s Hour; Doppie Viti – Come alle Hawaii (2013) con Bruce Lee. – Trash Zone con Eva Vignini: il caso del prete “operaio” “emilian-romagnolo” don  Fiorito – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Eva – Bruno Show: il fanfarone è sempre tra i piedi e dimostra la sua dabbenaggine… – la Signora Gina e le magliette dell’Associazione Mamme Preoccupate con i Figli in tutto il Mondo… – Último Trago: Saluti da Saturno – Un giorno nuovo (da Dancing Polonia – Goodfellas, 2013) – Agenda: Concerto del musicista polacco Bajzel (Gipsy Lou – 20 settembre); Mostra “Depero i la reconstrucció futurista de l’univers” (La Pedrera – dal 17 settembre al 12 gennaio 2014); Festival de Teatre del Casc Antic (Rai Art – 27 settembre/13 ottobre); VIII Mostra Laboratori Tisner (Cotxeres Borrell – 4/6 ottobre); XI Edizione dell’In-edit  Beefeater – Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (24 ottobre/3 novembre)… Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Johnny Cash (Rosanna is going wild), Adamo (La notte), Rino Gaetano (Io ci sto), Alessio Lega con Paolo Pietrangeli (Canzoni da amare), Juan De Diego Trio (dall’album Panza de burro), Bajzel (Biloba) e Adriano Celentano (Prisen colinen sinain ciusol).

Tra Cuba e il Park Güell (27 settembre 2013)

Tra Cuba e il Park Güell (27 settembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista al trovador cubano Miguel Ángel de la Rosa che ci ha presentato Dpaso, il suo ultimo disco registrato dal vivo al Mejunje di Santa Clara (Cuba) nell’agosto del 2012. Ci siamo ascoltati Empresario Raso, Momo, Colorete e Duendes. Per seguire Miguel Ángel de la Rosa, cliccate qui. – Park Güell a pagamento? Abbiamo parlato del rischio di privatizzazione del parco più famoso di Barcellona con due artisti italiani che ci lavorano da anni, il ritrattista Valentino Menghi e il musicista e performer Jason Jeans, che ci hanno anche raccontato dei loro ultimi progetti. Valentino ci ha anche regalato un ritratto (che potete vedere qui a fianco) e il mitico Jason Jeans ci ha anche cantato due delle sue hit, Decadenza e Città morta. Per saperne di più di Jason Jeans vi consigliamo di leggere questa intervista e per seguire tutti i progetti di Valentino Menghi di entrare nella sua web. – nuove uscite musicali: Bankrobber – Folgen (One Step Records, 2013) con The Ballad of Billie and John; Suz – One is a Crowd (No.Mad Records, 2013) con Rubber and Glue. – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Marco/Marcello – Bruno Show: ancora Carlo Benso e Ciccio Alibrandi… e pure Julito Iglesias… – la Signora Gina e Papa Francesco – A volte ritornano: Serena e Banzo vivono e lottano insieme a noi! – Progetti interessanti: Crowdfunding Music Contest organizzato da HolaBaloon (fino al 9 ottobre) – Último Trago: Misère de la Philosophie – Interferenze (disco in uscita in autunno 2013 per GarageRecords) – Agenda: Pastis Poetry Slam (Bar Pastis – 27 settembre); Conferenza di Fabio Rangone “La cultura visuale dell’emigrazione italiana in Argentina e Uruguay” (Casa degli Italiani di Barcellona, 1 ottobre, 19h00); Mostra “Depero i la reconstrucció futurista de l’univers” (La Pedrera – dal 17 settembre al 12 gennaio 2014); Festival de Teatre del Casc Antic (Rai Art – 27 settembre/13 ottobre); VIII Mostra Laboratori Tisner (Cotxeres Borrell – 4/6 ottobre); XI Edizione dell’In-edit  Beefeater – Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (24 ottobre/3 novembre); Los Aparecidos en concierto (Tinta Roja, 10 ottobre); “Vengo anch’io” – Omaggio a Enzo Jannacci (Centre Sant Pere Apostol, 12 ottobre). Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Kris Kristofferson (Jesus was a Capricorn), Aparecidos (Zumba del Chaparrón), Blur (Parklife), Eric Clapton & J.J. Cale (Missing Person e Dead End Road), Omara Portuondo (Echale Salsita), Julio Iglesias (Se mi lasci non vale).

Di Fangén bolognesi e di migranti meridionali nel Cono Sur (4 ottobre 2013)

Di Fangén bolognesi e di migranti meridionali nel Cono Sur (4 ottobre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con lo scrittore bolognese Manuel Ciarleglio che ci ha presentato Fangén (Epika edizioni, 2013), il suo ultimo romanzo. Un libro ambientato nella Bologna degli anni settanta, tra le osterie di Via del Pratello, il Carcere Minorile e la “casa dei matti” di Via Sant’Isaia. Un libro in cui gli occhi di un bambino raccontano una città in rapido cambiamento tra proteste studentesche, radio libere, vita di quartiere, personaggi incredibili… Per saperne di più di Fangén, cliccate qui. – il fotografo e ricercatore salernitano Fabio Ragone ci ha presentato il suo progetto “Tanos: l’emigrazione meridionale in Argentina e Uruguay”. Un progetto di ricerca che riguarda la ricostruzione della cultura visuale del processo migratorio registrando le testimonianze dei protagonisti e raccogliendo e catalogando le immagini conservate negli archivi familiari di emigranti e loro discendenti nel periodo compreso tra il 1870 e il 1960. La particolarità di questo progetto riguarda la campagna di crowdfunding aperta da Fabio per trovare dei finanziamenti e poter completare questa sua ricerca. Per maggiori informazioni potete entrare qui.  – nuove uscite musicali: Fabrizio Cammarata & Paolo Fuschi – War will soon be over (2013); Sestomarelli – Acciaierie e Ferrerie Lombarde Folk (A Buzz Supreme, 2013) con Un’ora lurida; Lovespoon – Carious Soul (Hey Man! Records, 2013) con Mary Comes. – Repressione Today con il Banzo: tragedia di Lampedusa; dichiarazioni del leghista Pini; ennesimo processo ad alcuni partecipanti allo sciopero del 29 marzo 2012 – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Serena – Bruno Show: incontri inaspettati e notti di sesso, droga e rock’n’roll – la Signora Gina: ancora con problemi religiosi… – Último Trago: Femina Ridens – Appariscente (da Femina Ridens, A Buzz Supreme, 2013) – Agenda: “L’antica tradizione di Pulcinella” con Gaspare Nasuto (Centre Cultural del Born, sabato 5 e domenica 6 ottobre); presentazione del libro La goccia che scava di Francesco Luti con la presenza di Marino Biondi e Giuseppe Albertocchi (Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, 10 ottobre, 19h00); Festival de Teatre del Casc Antic (Rai Art – 27 settembre/13 ottobre); VIII Mostra Laboratori Tisner (Cotxeres Borrell – 4/6 ottobre); XI Edizione dell’In-edit  Beefeater – Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (24 ottobre/3 novembre); Los Aparecidos en concierto (Tinta Roja, 10 ottobre, 20h30); “Vengo anch’io” – Omaggio a Enzo Jannacci (Centre Sant Pere Apostol, 12 ottobre, 18h00); concerto di Por H o Por V nell’ambito delle serate “My Monday Date” (Bar Pastis, 14 ottobre, 22h00) Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Enzo Jannacci (Vengo anc’io. No, tu no), Lucio Dalla (Merdman), Luca Carboni (Mare, mare), Rossana Taddei (Tu perfume), Liuba María Hevia (Popurrit de tangos), J.J. Cale (Cocaine)

Con Alessio Lega, Toni Servillo e los Aparecidos (11 ottobre 2013)

Con Alessio Lega, Toni Servillo e los Aparecidos (11 ottobre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con il gruppo italo-argentino los Aparecidos, in tournée a Barcellona questo fine settimana. Mezcla de folklores y paisajes de hoy en día, questo è quello che  propongono i fratelli Santiago e Facundo Moreno e altri cinque musicisti genovesi. Abbiamo parlato della loro musica e del loro progetto e ci siamo ascoltati tre pezzi da Palito Bombón Helado, il loro ultimo disco: Tanto Gonfio Saremo, Saracinesca e Peperina en el semaforo. – intervista con il cantautore italiano Alessio Lega, reduce dal Premio Tenco 2013 con Mala Testa, il suo ultimo disco. Alessio Lega parteciperà anche all’omaggio a Enzo Jannacci insieme ad altri cantautori italiani e catalani. Con Alessio abbiamo parlato di Enzo Jannacci e del difficile equilibrio tra poesia e impegno civile. Alessio ci ha anche proposto alcune canzoni di Jannacci (L’uomo a metà, Vincenzina e la fabbrica) in una intima e emozionante live session. Ci siamo ascoltati anche La scoperta di Milano (da Mala Testa). – intervista con il regista e attore italiano Toni Servillo, invitato alla XXII edizione del Festival Temporada Alta di Girona con Le voci di dentro di Eduardo De Filippo; – nuove uscite musicali: Carmine Torchia – Bene (Rurale/Audioglobe, 2013) con Ma che ne so! (a P. Ciampi) e Il bacio del ladro; Cosimo Messeri – Capitan Confusione (Music Valley Records, 2013) con Evviva la ferrovia. – Repressione Today con il Banzo: i Mossos d’Esquadra uccidono ancora: il caso di Juan Andrés Benítez Álvarez; presidio No Tav a Barcellona (15 ottobre)  – Bruno Show e le denuncie di Al Bano… – la Signora Gina: ricette culinarie per tutti i gusti (o quasi) – Último Trago con Laura Orlandini: Appino – Il lavoro mobilita l’uomo (singolo, settembre 2013) – Agenda: “Le 99 fatiche di Arlecchino” di e con Cristina Coltelli (Sala Fènix – sabato e12 e domenica 13 ottobre, 21h00); “Vengo anch’io” – Omaggio a Enzo Jannacci (Centre Sant Pere Apostol, 12 ottobre, 18h00); concerto di Por H o Por V nell’ambito delle serate “My Monday Date” (Bar Pastis, 14 ottobre, 22h00); XI Edizione dell’In-edit  Beefeater – Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (24 ottobre/3 novembre); Settimana della Lingua Italiana (dal 14 al 21 ottobre a Barcellona). Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Enzo Jannacci (Silvano), Por H o Por V (Mumbai tragedy), Gabriella Ferri (Dove sta Zazà)

Di viaggiatori nel tempo e di documentari musicali (18 ottobre 2013)

Di viaggiatori nel tempo e di documentari musicali (18 ottobre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con il musicista e songwriter Steven Munar, fondatore all’inizio degli anni Novanta dei The Tea Servants. Abbiamo ripercorso insieme a Steven la sua ventennale carriera e abbiamo riascoltato due canzoni di due suoi dischi molto apprezzati: Swordmandela (dal mitico Police looking after thieves del 1996 con i The Tea Servants) e Break the Rules (dall’omonimo album del 2011 dove è accompagnato da The Miracle Band). Inoltre, in anteprima per Zibaldone, Steven ci ha proposto Beneath The Waves e Time Traveller, due pezzi del suo nuovo album in uscita a fine 2013 che si intitolerà appunto Time Traveller. Per seguire i progetti di Steven Munar, date un’occhiata qui. – Speciale dedicato all’XI Edizione dell’In-edit Beefeater Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona che si terrà dal 24 ottobre al 3 novembre. Quest’anno l’In-edit propone 52 film, un omaggio a Dick Fontaine, un tributo a Les Blank e molte altre sorprese. Per saperne di più vi consigliamo di cliccare qui. Per una presentazione completa del Festival date anche un’occhiata a questo articolo. – nuove uscite musicali: Soul Pains – Bitter Day (2013); Herself – Herself (DeAmbula Records, 2012) con Funny Creatures e Violence is for Leaders; Pivirama –  Fantasy Lane (New Model Label, 2013) con SonicaMente – Repressione Today con il Banzo: Morte di Juan Andrés Benítez; Otto Mossos d’esquadra a processo per il pestaggio di un residente di El Masnou; caso Giuseppe Uva – Bruno Show e le scoperte dell’acqua calda in compagnia di Carlo Benso e Ciccio Alibrandi – la Signora Gina ancora alla ricerca del figlio… – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Daniele – Último Trago con Laura Orlandini: Marrone Quando Fugge – Il prefagiolismo (Il prefagiolismo, 2013) – Agenda: XI Edizione dell’In-edit  Beefeater – Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona (24 ottobre/3 novembre); Settimana della Lingua Italiana (dal 14 al 21 ottobre a Barcellona); “Inferno”, spettacolo teatrale di e con Felipe Cabezas alla Sala Fènix di Barcellona (dal 18 ottobre al 10 novembre); concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti alla Sala Apolo di Barcellona (22 ottobre, 20h30); Terzo incontro internazionale di Boxeo Literario: Vasco Rialzo vs Francesco Luti (Harlem Jazz Club, 25 ottobre, 20h30) Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Enzo Avitabile & Bottari (Abball’ cu me), Lou Reed (This Magic Moment), Death (Politicians in My Eyes), Leonard Cohen (Jazz Police), Pino Daniele (A me me piace ‘o blues), Tre Allegri Ragazzi Morti (Signorina Primavolta).

Tra Marinaleda e il Raval (25 ottobre 2013)

Tra Marinaleda e il Raval (25 ottobre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con la giornalista free lance Elvira Corona a proposito del suo ultimo libro Sí, se puede! Viaggio nell’Andalusia della speranza oltre la crisi, frutto di vari viaggi tra Siviglia, Cordoba e Malaga, tra l’importante esperienza di Marinaleda, l’occupazione dei campi di Somonte e i casi delle corralas occupate. Per saperne di più e per acquistare il libro come e-book, cliccate qui. – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita – ICN Radio NYC): guide turistiche nella Grande Mela e buona musica con Rosita Kess (Mud and Gold) e The Flaming Lips feat. Tame Impala (Children of the Moon). Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara), che come ogni mese ci propone due belle news musicali, His Clancyness con Safe Around The Edges e i Calibro 35 con Giulia Mon Amour. Per seguire “Sentieri Sonori” basta che entriate qui. – visita dello scrittore bolognese Vasco Rialzo, autore di tre romanzi pulp e di due guide turistiche su Bologna e su Barcellona. Vasco è tornato sul litorale catalano per il Terzo incontro internazionale di Boxeo Literario per difendere il suo Adèu. Romanzo Techno (Pendragon, 2012) dagli attacchi di Francesco Luti e del suo La goccia che scava (Nicomp Editore, 2013). Per saperne di più sul Boxeo Liteario cliccate qui. – nuove uscite musicali: Giorgia del Mese – Di Cosa Parliamo (Radici Music, 2013) con Stanchi; IlVocifero – Amorte (Niegazowana, 2013) con Lucyd e Scagliàti; The Mad Scramble – Still Another Nightcap (Music Force, 2013) con It’s not all about U – Repressione Today con il Banzo e Serena Giglio: Intervista con Eugeni Rodríguez, portavoce del FAGC (Front d’Alliberament Gai de Catalunya) sul caso di Juan Andrés Benítez – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Andrea – Bruno Show di nuovo in fuga in Madagascar… – la Signora Gina low profile – Último Trago: Massimo Volume – La Cena (da Aspettando i Barbari, La Tempesta Dischi, 2013) – Agenda: Terzo incontro internazionale di Boxeo Literario (Harlem Jazz Club, 25 ottobre, 20h30); “Inferno” alla Sala Fènix (dal 18 ottobre al 10 novembre); XI Edizione dell’In-edit Beefeater Festival Internacional de Cine Documental de Barcelona (fino al 3 novembre); Alessio Arena, “Bestiari(o) Familiar(e)” (Bar Pastis, 28 ottobre, 22h00) Oltre a tutto ciò ci ha accompagnato la musica di Camarón de la Isla (Tarara), Paco Ibáñez (Andaluces de Jaén), José Mercé (Qué bonito es vivir) e Cosimo Messeri (Il mio transit).

Tra Lou Reed, Por H o Por V e gli Arditi del Popolo (1 novembre 2013)

Tra Lou Reed, Por H o Por V e gli Arditi del Popolo (1 novembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo omaggio al grande poeta del rock che ci ha lasciato un sunday morning: Lou Reed. Parlare di Lou Reed non è facile lo abbiamo voluto fare con le sue canzoni. Vi abbiamo proposto Sweet Jane (da Loaded), I believe in love (da Rock and Roll Heart), Sally Can’t Dance (da Sally Can’t Dance), Underneath the Bottle (da The Blue Mask), Mama’s Got a Lover (da Mistrial), Egg Cream (da Set the Twilight Reeling). Mercoledì 6 novembre, alle 22h00, si organizzerà al Bar Pastis di Barcellona (C/Santa Mónica 4, Metro Drassanes) A Perfect Night. Homenaje a Lou Reed, dove oltre quindici musicisti e poeti interpreteranno canzoni e reciteranno poesie di Lou Reed. Parteciperanno Steven Munar, Camino Surel, Miguel Aranda, Mario Maeso, Bandini Agu, Olden, Jason Jeans, Jordi Pèlach, She Said, Angelo Scimia, Anita Zengeza, Xavi, Por H o Por V, Luca dei Parse Incognita, Arnau Vilardebó, Horacio Ladrón de Guevara e Jordi Tena.  –  intervista con Victoria Niven e Timothée Lesoin, fondatori della band Por H o Por V. Lei è argentina, lui è francese. Suonano insieme da quattro anni ormai, in Francia sono già un’istituzione, ora battono terra catalana e stanno già facendo faville. Il loro è un folk rock con molte influenze, una su tutte, quella della canzone d’autore. Canzoni intime e che conquistano dove Victoria e Timothée cantano in inglese, in francese, in italiano e in spagnolo. Ci hanno presentato tre pezzi contenuti nel loro ultimo EP Another Planet (Frozen Clock, 6th Avenue e Mumbay Tragedy)  e 22, una canzone dei primi tempi. Suoneranno giovedì 7 novembre, 21h00, al Rita Rouge del Raval di Barcellona. Per saperne di più date un’occhiata alla loro web. – intervista con lo storico Eros Francescangeli, fondatore dell’associazione Storie In Movimento ed autore di Arditi del Popolo. Argo Secondari e la prima organizzazione antifascista (1917-1922) (Roma, Odradek, 2000). Eros ci ha parlato dell’esperienza degli Arditi del Popolo, organizzazione antifascista fondata da Argo Secondari nel giugno 1921 ed attiva fino alla conquista del potere da parte del fascismo. Tra il “biennio rosso” e la Fiume di D’Annunzio e De Ambris, tra le violenze delle squadracce fasciste e la marcia su Roma, Francescangeli ci ha raccontato la storia di uomini come Argo Secondari e Guido Picelli che lottarono per la democrazia, la libertà e il socialismo fino a pagare con la propria vita il loro coraggio e la loro passione. Per seguire le attività dell’associazione Storie In Movimento e della rivista Zapruder, date un’occhiata qui. – nuove uscite musicali: Gandhi – King to Be (2013) con King to Be  – Repressione Today con il Banzo: Verso la fine dei proiettili di gomma in Catalogna?; Attacco cibernetico d’ultradestra contro mezzi d’informazione digitale alternativi – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Mario/Maria – Trash Zone con Eva Vignini e il trash melodico di Rosario Miraggio – Bruno Show tra freddure ridicole e tristi esperienze d’infanzia – la Signora Gina e la festa di Halloween – A volte ritornano: è tornato a trovarci il caro Fabrizio Vernice che ci ha parlato del progetto Movember che si terrà anche a Barcellona durante il mese di novembre – Último Trago: Davide Solfrini – Muda (da Muda, New Model Label, 2013) – Agenda: A Perfect Night. Homenaje a Lou Reed al Bar Pastis (6 novembre, 22h00); “Inferno” alla Sala Fènix (dal 18 ottobre al 10 novembre); Anita Zengeza, “Far Away” (Bar Pastis, 11 novembre, 22h00); “Hacer sonar una flor 2: La superviviencia de las luciérnagas” con texto de J.S. Sinisterra y J. Mayorga all’Àtic22 (Teatre Tantarantana, 15-24 novembre, 20h30)

Tra teatro e musica. Omaggio a Lou Reed parte seconda  (8 novembre 2013)

Tra teatro e musica. Omaggio a Lou Reed parte seconda (8 novembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – secondo piccolo omaggio al grande poeta del rock che ci ha lasciato un sunday morning: Lou Reed. Parlare di Lou Reed non è facile lo abbiamo voluto fare con le sue canzoni. Vi abbiamo proposto Vicious (da Transformer), Paranoia Key of E (da Ecstasy), There she gones again (da The Velvet Underground & Nico), With You (da The Bells) e Work (da Songs for Drella con John Cale).  –  intervista con Nicola Medri, bassista dei Lovespoon, gruppo rock romagnolo. Nicola ci parla di come è nato questo progetto rock tra Ravenna e la riviera romagnola. Garage band e tanta voglia di suonare. Un primo album nel 2011 e ora il secondo atteso album, Carious Soul, uscito qualche mese fa. Ci siamo ascoltati Mary Comes e My Love. Per saperne di più sui Lovespoon, cliccate qui. – intervista con Sergio Sivori e Cristina Giordana che ci parlano dei nuovi progetti di Laboratorium Teatro. Tra questi, ricordiamo il Laboratorio teatrale organizzato all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona (da novembre a maggio) e il doppio omaggio che si organizza a Roma al regista e attore Claudio Gora nel centenario della sua nascita: una retrospettiva all’interno del Festival Internazionale del Film di Roma e un omaggio del Centro Sperimentale di Cinematografia. Per seguire le attività del Laboratorium Teatro, date un’occhiata qui. – speciale dedicato all’XI edizione appena conclusa del In-edit Beefeater Festival Internacional de Cine Documental Musical de Barcelona. Vi abbiamo parlato di alcuni dei più interessanti documentari presentati tra il 24 ottobre e il 3 novembre e vi abbiamo proposto alcune canzoni legate a tali documentari, come Little Sister di Elvis Presley, This Magic Moment nell’interpretazione dei The Drifters, Walking Blues di Lightnin’ Hopkins, Unfunky UFO dei Parliament e Incendiary Device de Johnny Moped. – nuove uscite musicali: ThreeLakes & the Flatland Eagles – War Tales (Upupa, 2013) con The Walk e By My Side; – Repressione Today con il Banzo: Il caso di Amaya Muñoz, 31 anni, impiegata di un call center madrileno, licenziata per una assenza sul lavoro nel giorno del suo sfratto; Ramón Espadaler, responsabile degli interni catalano, difende l’operato della polizia per i fatti del 28 giugno scorso, giorno della liberazione omosessuale – Bruno Show: Bruno è ancora in giro e si diletta a chiamarci comunque… – la Signora Gina e altre madri in cerca di figli in Spagna… – Último Trago: Diaframma – I sogni in disparte (2013) – Agenda: “Inferno” alla Sala Fènix (dal 18 ottobre al 10 novembre); Anita Zengeza, “Far Away” (Bar Pastis, 11 novembre, 22h00); “Hacer sonar una flor 2: La superviviencia de las luciérnagas” con texto de J.S. Sinisterra y J. Mayorga all’Àtic22 (Teatre Tantarantana, 15-24 novembre, 20h30); Pastis Poetry Slam (Bar Pastis, 18 novembre, 22h00).

Tra jazz e politica (15 novembre 2013)

Tra jazz e politica (15 novembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con Samantha De Siena, musicista italo-inglese attiva da qualche anno qui a Barcellona. Samantha ci ha parlato del suo amore per la musica, di come si è avvicinata al mondo del jazz e di come è nato il suo secondo disco Lifting the Veil, che presenterà in un concerto unico il prossimo giovedì 21 novembre, alle 21, nella sala Luz de Gas di Barcellona all’interno della 45 edizione del Festival Internacional de Jazz de Barcelona. Da Lifting the Veil ci siamo ascoltati The Game, Time to Dance e Free. Se volete saperne di più di Samantha, date un’occhiata qui. Photo by ninomilone.tk. – intervista con Elena Marisol Brandolini, giornalista e scrittrice italo-spagnola, autrice di due recenti volumi, Catalunya-España. Il difficile incastro e Morire di non lavoro. La crisi nella percezione soggettiva, entrambi pubblicati quest’anno da Ediesse. Con Elena abbiamo parlato sia della questione catalana – oltre al libro frutto di una serie di interviste con politici, sindacalisti e intellettuali catalani, Marisol sta lavorando anche ad un documentario sulla Catena umana organizzata lo scorso 11 settembre – sia delle politiche di austerità che stanno colpendo duramente sia la Spagna che l’Italia. Per maggiori informazioni, potete cliccare qui. – Repressione Today con il Banzo: Intervista a Nicola Tanno (Stop Bales de Goma) a una settimana dall’annuncio della prossima abolizione dei famigerati proiettili di gomma della polizia catalana, prevista per maggio 2014; Arrestata Valeria Giacomoni, storica trentina residente a Barcellona, nell’ambito dell’inchiesta per l’attentato esplosivo alla Basilica del Pilar di Saragozza dello scorso due ottobre. – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Giuseppe – Bruno Show e la vigilessa – Último Trago: Piccola Bottega Baltazar – Le rose di ogni mese (da Ladro di Rose, Azzurro Music, 2010) – Agenda: “Hacer sonar una flor 2: La superviviencia de las luciérnagas” con texto de J.S. Sinisterra y J. Mayorga all’Àtic22 (Teatre Tantarantana, 15-24 novembre, 20h30); “En Nuestro Mundo Perfecto”. Mostra fotografica di Stefano Buonamici (Casa degli Italiani di Barcellona, 21-27 novembre); Miquel Pujadó presenta “La Mala Reputació”, versione teatralizzata del suo disco “Brassens, Llum i Ombra”, con i musicisti e attori Carles Canut e Ferran Fraucá (Teatre Romea, 16 dicembre). – prossimi concerti in quel di Barcellona di artisti italiani (ma non solo): Olden (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 25 novembre, 22h00), Steven Munar (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 9 dicembre, 22h00), Vinicio Capossela (Sala Apolo, Festival Mil.leni, giovedì 11 dicembre, 21h00), Bobo Rondelli e l’Orchestrino (Sala Tinta Roja, Festival Cose di Amilcare & Festival BarnaSants, giovedì 6 febbraio, 20h30 Ci ha accompagnato anche la musica di Paolo Rigotto (Ladro), Olden (Drab), Steven Munar (All Kings on Heart), Vinicio Capossela (Ultrennaya Gymnastika), Bobo Rondelli (Settimo Round) e Sestomarelli (Che la festa cominci).

Tra un último trago e un altro (22 novembre 2013)

Tra un último trago e un altro (22 novembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con Francesco Russo e Ernesto Che Majara (compagno di onde di Radio Contrabanda con il suo programma Asamblea de Majaras) del RAI Art (Recursos d’Animació Intercultural), bellissimo spazio attivo da vent’anni nel centro di Barcellona (C/Carders 12 – Metro Jaume I) dove ogni sera si organizzano attività culturali che spaziano dalla musica al teatro, dai laboratori artistici alle proiezioni cinematografiche. Il RAI Art sta vivendo un momento di difficoltà ed ha deciso di chiedere l’appoggio di tutti noi. La settimana scorsa è iniziata #aRAIsistir una campagna di crowfounding in Verkami che durerà fino alla fine di dicembre. Per saperne di più e per partecipare potete entrare nella web del RAI Art, dove potete consultare anche la programmazione culturale di questo storico spazio del centro della Ciudad Condal. – intervista con Luisa Atauri, storica interprete della canzone latinoamericana a Barcellona. Luisa ci ha presentato il suo nuovo disco, uscito poco prima dell’estate, Homenaje a Chavela Vargas. Un album pubblicato ad un anno dalla morte di Chavela che raccoglie dieci canzoni della più amata voce femminile della canzone latinoamericana. Ci siamo ascoltati Piensa en mí, No soy de aquí ni soy de allá, Mi segundo amor e La Macorina. – nuove uscite musicali coming from Italy: Roberto Kunstler & Asia Argento – Mentre; Eugenio Balzani – Sballata. – Repressione Today con il Banzo: Liberata la trentina Valeria Giacomoni, arrestata nell’ambito delle indagini sull’attentato alla Basilica del Pilar di Saragozza del 2 ottobre 2013; A processo il mosso d’esquadra Jordi Arasa, accusato di maltrattamenti da David Fernández, attuale deputato della CUP, durante lo sgombero di Plaça Catalunya del 27 maggio 2011; Due poliziotti municipali di Barcellona condannati per torture ai danni di un cittadino di Trinidad e Tobago riescono a far rinviare il loro ingresso in carcere in attesa che il governo spagnolo si pronunci sulla loro richiesta di indulto. – Trash Zone con Eva Vignini: l’improbabile esorcista noto con il nome di Padre Amorth – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Matteo – la Signora Gina rapita dagli alieni… – Bruno in missione speciale – Speciale Último Trago: la nostra cara Laura Orlandini se ne torna nella sua Romagna e ci propone quattro consigli musicali per salutarci (momentaneamente, ci auguriamo): I Qualunquisti, Zen Circus, dall’album Nati per subire (La Tempesta, 2011); Persone colte, Nobraino, dall’album Disco d’Oro (Martelabel, 2012); Grigio, Matteo Castellano, dall’album Ezio (K – Brothers, 2011); Amore mio se un giorno andrò a puttane, I Gatti Mèzzi, dall’album Berve fra le berve (Sam, 2011). – Agenda: “En Nuestro Mundo Perfecto”. Mostra fotografica di Stefano Buonamici (Casa degli Italiani di Barcellona, 21-27 novembre); «Time Traveller» – Steven Munar (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 9 dicembre, 22h00), «Rebetiko Gymnastas» – Vinicio Capossela (Sala Apolo, Festival Mil.leni, giovedì 11 dicembre, 21h00), Miquel Pujadó presenta “La Mala Reputació”, versione teatralizzata del suo disco “Brassens, Llum i Ombra”, con i musicisti e attori Carles Canut e Ferran Fraucá (Teatre Romea, 16 dicembre). Ci ha accompagnato anche la musica di Lou Reed (The Day that John Kennedy Died), Carosones (Guaglione), Eddy Louiss (Bohemia After Dark) e Chavela Vargas (El Último Trago).

Musica, musica e ancora musica! (29 novembre 2013)

Musica, musica e ancora musica! (29 novembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC): buona musica con Destino Adriatico, il nuovo singolo di Lorenzo Fragiacomo and the Butterfly Collectors e un ricordo di Lou Reed e dei suoi luoghi nella Grande Mela con NYC Man. Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo), che come ogni mese ci propone due belle news musicali, Cristina Donà con Stelel buone, in un recente live proprio negli studi di Sentieri Sonori, e I Cani con il loro nuovo singolo Lexotan. Per seguire “Sentieri Sonori” basta che entriate qui. – in studio con noi Augusto Casciani che ci ha parlato delle molte attività co-organizzate da Italia.ES, come la Sala del Cinema Italiano (al Cine Boliche di Barcellona in Avenida Diagonal, 508), un’iniziativa organizzata da Atrium Film con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, l’Istituto Luce e altre istituzioni ed associazioni con l’obiettivo di diffondere il cinema italiano a Barcellona. Dal 15 novembre ogni due settimane ci sarà un nuovo film e una nuova presentazione. Si è iniziato con Alì dagli occhi azzurri di Claudio Giovannesi e Good As You – Tutti i colori dell’amore di Mariano Lamberti (che si potrà vedere fino al 12 dicembre), e si continuerà con Il sole dentro di Paolo Bianchini. Per saperne di più potete dare un’occhiata qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Deko – The Last Goodbye (DK, 2011) con No Cash e The Funeral; Edwina Dunn – Let Me Be (EP autoprodotto, 2012); Yumma-re – Sing Sing (Monochrome Records, 2013) con Let’s Spank Politics; Saluti da Saturno – Dancing Polonia (Goodfellas, 2013) con Dancing Polonia; Hobocombo – Moondog Mask (Trovarobato Parate, 2013) con Baltic Dance; Massimiliano D’Ambrosio – Dicembre. – Repressione Today con il Banzo: -Il Partido Popular presenta la bozza della nuova Ley de Seguridad Ciudadana: chiarissimi gli intenti repressivi contro i movimenti sociali; il Departament d’Interior del governo catalano annuncia l’acquisto massiccio di fucili per proiettili «flash-ball», destinati a sostituire le bales de goma  – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone:  Luca – la Signora Gina rapita dagli alieni (II) – Bruno: la missione speciale continua… – A volte ritornano: il maestro Roberto Fenocchio è tornato a farci visita… –  Último Trago: Liana Marino feat. Paolo Benvegnù – Espero (Vento di speranza) – Agenda: “Un cop de mà a Sardenya. Espectacle Solidari” (Centre Sant Pere Apostol, sabato 7 dicembre, dalle 17h00); Steven Munar (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 9 dicembre, 22h00); Vinicio Capossela (Sala Apolo, Festival Mil.leni, giovedì 11 dicembre, 21h00), Miquel Pujadó presenta “La Mala Reputació”, versione teatralizzata del suo disco “Brassens, Llum i Ombra”, con i musicisti e attori Carles Canut e Ferran Fraucá (Teatre Romea, 16 dicembre); “Com una nina”, spettacolo teatrale con Raissa Brighi (Teatre La Vilella, dal 5 al 15 dicembre). Ci ha accompagnato anche la musica di Steven Munar (Vampires), Vinicio Capossela (Quando ti scrivo), John Coltrane (Don’t Cry Baby Blues).

Tra Zapruder e libretti rossi (6 dicembre 2013)

Tra Zapruder e libretti rossi (6 dicembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: –  intervista con Sonia Barba del Prostíbulo Poético di Barcellona che ci ha presentato il Libro Rojo del Prostíbulo Poético (Canalla Ediciones, 2013), un volume che raccoglie le poesie inedite di 18 poetesse e poeti che partecipano in questo interessante progetto artistico. Il libro si presenterà nei prossimi giorni in varie librerie e sale di Barcellona. Inoltre sono molte le proposte e gli eventi che vedono protagoniste le poetesse del Prostíbulo Poético. Per saperne di più vi consigliamo di riascoltare l’intervista che avevamo già fatto ad alcune delle poetesse del Prostíbulo Poético lo scorso 17 maggio e di seguire le attività del Prostíbulo Poético sulla loro pagina di facebook. – intervista con Abel, Marcos e Fernando della band barcellonese Zapruder. Nati nel 2007 a L’Hospitalet de Llobregat dalla voglia di suonare di un gruppo di amici, gli Zapruder propongono uno stile a mezzo tra il grunge degli anni Novanta e un power por influenzato dall’indie. Suoneranno il prossimo sabato 14 dicembre, alle 22.00, alla sala Plataforma del Poble Sec di Barcellona. Ci siamo ascoltati Behind The Hill, Coyote, Dinosaur Jr. e Ash. Per ascoltare la musica degli Zapruder e sapere dove suoneranno nei prossimi mesi, date un’occhiata qui.  – nuove uscite musicali coming from Italy: Virgo – L’appuntamento (Audioccop, 2013) con Tre. – Repressione Today con il Banzo: Un nuovo caso italiano di malapolizia: la morte di Federico Perna, 34 anni, nel carcere di Poggioreale; Otto mossos d’esquadra imputati a El Vendrell per la morte di Yassir el Yaonussi, 29 anni, lo scorso 31 luglio; Ennesimo caso di morte sotto custodia della polizia a Barcellona: la vittima è un cittadino spagnolo di 33 anni, Juan P.C., morto al commissariato di Les Corts il 29 novembre. – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Giovanni/Giovanna – Ivan/Ivana – la Signora Gina ancora nell’astronave di Ikea – Bruno in tournée acclamato dai molti fans –  Último Trago: Gli Andreotti – Achille (gruppo punk post-Bolognina il giorno della morte del divo Giulio)  – Agenda: “Time Traveller” – Steven Munar accompagnato da Jonny Owens (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 9 dicembre, 22h00); Vinicio Capossela (Sala Apolo, Festival Mil.leni, giovedì 11 dicembre, 21h00); Javier Krahe (Teatre Capitol, venerdì 13 dicembre); “Lunatics” – Amanda Jayne accompagnata da Sasha Agranov (Bar Pastis, “Los Lunes con Tenco”, lunedì 16 dicembre, 22h00); Miquel Pujadó presenta “La Mala Reputació”, versione teatralizzata del suo disco “Brassens, Llum i Ombra”, con i musicisti e attori Carles Canut e Ferran Fraucá (Teatre Romea, 16 dicembre); “Com una nina”, spettacolo teatrale con Raissa Brighi (Teatre La Vilella, dal 5 al 15 dicembre). Ci ha accompagnato anche la musica di The Tea Servants (Swordmandela), Steven Munar & The Miracle Band (Beneath The Waves), Dinatatak (L’uovo o la gallina?), Vinicio Capossela (Scivola vai via), Honeybirds & the birdies (La bete mouffette), De Diego Brothers (San Blas Blues e Un gorrontxo en el Raval) e Miles Davis (Venus de Milo).

Con Javier Krahe e i Parse Incognita (13 dicembre 2013)

Con Javier Krahe e i Parse Incognita (13 dicembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista telefonica con Javier Krahe, uno dei più raffinati ed ironici cantautori spagnoli. A Barcellona per presentare il suo nuovo disco, Las diez de últimas, da cui ci siamo ascoltati Fuera de la grey e Cuando desperté, Javier Krahe ci ha fatto pensare e sorridere. In apertura siamo andati indietro nel tempo e ci siamo risentiti la sua meravigliosa Dónde se habrá metido esta mujer. Per conoscere le canzoni e le poesie di Javier Krahe, basta che clicchiate qui. – intervista con il gruppo Parse Incognita. Abbiamo avuto in studio Luca Dell’Orletta, Albert Rabassa, Samuel Post e Giulio Furioli che ci hanno deliziato con una piccola live session con due canzoni, Niente in mano e Tu sei un fiore, che faranno parte del nuovo disco della band, oltre a raccontarci come è nato questo progetto indie d’autore tra l’Italia e Barcellona. Dal loro primo EP omonimo del 2011 ci siamo ascoltati Qualcosa che non va e Senza voce. Per saperne di più, date un’occhiata alla loro web.  – intervista telefonica con Daniela Aronica, responsabile della Mostra de Cinema Italià de Barcelona alla sua seconda edizione. Daniela ci ha parlato dei lungometraggi, dei documentari e dei cortometraggi che si presentano alla Pedrera e ai Cinema Verdi tra il 12 e il 19 dicembre con ospiti d’eccezione. Un’occasione per conoscere il cinema italiano di questi tempi turbolenti. Per maggiori informazioni cliccate qui. – È tornato a farci visita Marco Barlocci che ci ha presentato una nuova iniziativa del Teatro Stabile di Barcellona (TSB), il concorso di scrittura teatrale “Espatriati”. Potete trovare il bando del concorso e conoscere i progetti del TSB entrando in questa pagina web. – Repressione Today con il Banzo: Un’altra morte nel Centro d’Internamento Stranieri di Zona Franca: la vittima è un cittadino armeno di 32 anni, e anche in questo caso, la dinamica dei fatti appare estremamente controversa; Nuovamente obbligata a chiudere LaTele, canale televisivo senza scopo di lucro del digitale terrestre, visibile nella zona di Barcellona e nel Maresme. Le trasmissioni sono già riprese, ma la battaglia legale resta aperta; Il governo spagnolo approva alla Camera una legge in materia di sicurezza privata che aumenta notevolmente i poteri delle imprese del settore, che danno lavoro a circa 85.000 persone. – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone:  Gabriele / Gabriella – la Signora Gina e il nuovo film del Dani – Bruno ormai ride da solo –  Último Trago: Tenedle – Amore da un altro mondo (nuovo singolo dal nuovo album V) Ci ha accompagnato anche la musica di Amanda Jayne (Everybody Loves You), Paolo Conte (Via con me), Modena City Ramblers (Quarant’anni), Agricantus feat. Jaka (Divinità), Bobo Rondelli (24.000 baci), Medeski Martin & Wood (Blues for another day).

Tra Nanni Balestrini e Gianfranco Rosi: Gruppo 63 e Sacro GRA (20 dicembre 2013)

Tra Nanni Balestrini e Gianfranco Rosi: Gruppo 63 e Sacro GRA (20 dicembre 2013)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Nanni Balestrini, scrittore, poeta e artista italiano. Abbiamo incontrato Nanni nel suo studio romano, dove abbiamo chiacchierato con lui del Gruppo 63, che in questo 2013 ha compiuto 50 anni. Un’esperienza che ha segnato la letteratura e la società italiana e che ha visto la partecipazione, insieme a Nanni Balestrini, di scrittori, poeti e critici del calibro di Umberto Eco, Edoardo Sanguineti e Alberto Arbasino, tra gli altri. Per conoscere meglio la produzione artistica di Nanni Balestrini, date un’occhiata qui. – intervista con il regista italiano Gianfranco Rosi, vincitore della 70esima Mostra del Cinema di Venezia con Sacro GRA, documentario dedicato a ed ambientato attorno al Grande Raccordo Anulare di Roma. Invitato alla Mostra de Cinema Italià de Barcelona, abbiamo chiacchierato con Rosi del suo meraviglioso documentario. Ne è venuta fuori un’intervista molto interessante, ma nel vortice della notte barcellonese le chiacchiere sono continuate tra una cena ed una festa e Rosi ha voluto che registrassimo un’altra intervista, molto più surreale della prima. Nella puntata di Zibaldone vi abbiamo proposto la prima delle due interviste. Qui però vi diamo la possibilità di ascoltare la seconda intervista a GianfrancoRosi: preparatevi e godetevela! Per conoscere il progetto di Sacro GRA, entrate qui.  – intervista con Titta Fiore, responsabile di cultura e spettacolo de Il Mattino e selezionatrice dei film presentati alla Mostra de Cinema Italià de Barcelona. Con Titta abbiamo fatto un primo bilancio di questa seconda edizione che ha visto la partecipazione di registi ed attori italiani del calibro del già citato Gianfranco Rosi, Valeria Golino, Daniele Luchetti, Roberto Andò… Per saperne di più sulla Mostra de Cinema Italià de Barcelona date un’occhiata qui.    – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC). Le proposte musicali di questo mese sono state Doro Giat (con Ferragosto) e  San Fermin (con Renaissance). Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo), che come ogni mese ci propone due belle news musicali: Cesare Malfatti (Per noi) e Fabrizio Tavernelli (Lo scafista dell’animo). Per seguire “Sentieri Sonori” basta che entriate qui. – Repressione Today con il Banzo: il tramonto di Eurovegas nella Comunità di Madrid e i minacciosi passi in avanti di BCN World in Catalogna: i governi regionali spagnoli giocano d’azzardo con alterne fortune.  – Bruno ritorna in studio… e parla con la signora Gina… Ci hanno accompagnato le canzoni di alcuni dei grandi artisti che ci hanno lasciato durante questo nero 2013 per la musica. Vi abbiamo proposto Singin’ a Song in the Morning di Kevin Ayers, Indian Rope Man di Richie Havens, Il Mondo di Jimmy Fontana, People Are Strange dei Doors (ricordando Ray Manzarek), Devil in Disguise di J.J. Cale, Un’estate fa di Franco Califano, Lei di Little Tony, Ma Solitude di Georges Moustaki e Wild Child di Lou Reed (dal live al Bataclan del 1972 con John Cale). Di Enzo Jannacci parleremo nei due speciali di Natale di Zibaldone che andranno in onda venerdì 27 dicembre e venerdì 3 gennaio. Buon Natale!

Speciale Jannacci Nr. 1

Speciale Jannacci Nr. 1

Per queste «vacanze natalizie» vi abbiamo preparato uno speciale in due parti dedicato ad Enzo Jannacci. Lo scorso 12 ottobre si è organizzato a Barcellona un omaggio al grande cantautore milanese scomparso il 29 marzo del 2013. L’evento, intitolato «Vengo anch’io. Omaggio a Enzo Jannacci» è stato organizzato dall’associazione Cose di Amilcare e dall’associazione Altraitalia con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, del Club Tenco di Sanremo e di Zibaldone – Radio Contrabanda. È stata una serata intensa, partecipata e ricca di sorprese. Una serata iniziata nel tardo pomeriggio con una tavola rotonda e continuata fino a tarda serata con un concerto al quale hanno partecipato quattro artisti catalani e quattro italiani. In questa prima puntata, andata in onda su Radio Contrabanda 91.4 FM a Barcellona lo scorso venerdì 27 dicembre, vi abbiamo proposto la registrazione della tavola rotonda, coordinata da Steven Forti, alla quale hanno partecipato i cantautori Alessio Lega e Miquel Pujadó, Dario Zigiotto, storico collaboratore di Jannacci, Sergio Secondiano Sacchi (Cose di Amilcare/Club Tenco) e Roberto Molteni (Club Tenco). Inoltre, ad inizio puntata non sono mancate alcune canzoni di Enzo Jannacci. Ringraziamo Valentino Valenti per le fotografie della serata. Nella prossima puntata che andrà in onda su Radio Contrabanda 91.4 FM venerdì 3 gennaio, dalle 18 alle 20, vi proporremo la registrazione dell’intero concerto. A venerdì prossimo! Buon 2014!

Speciale Jannacci Nr. 2 – Il concerto

Speciale Jannacci Nr. 2 – Il concerto

Secondo speciale «natalizio» di Zibaldone. E secondo speciale dedicato ad Enzo Jannacci. Dopo la puntata del 27 dicembre in cui vi abbiamo proposto la registrazione della tavola rotonda in cui Alessio Lega, Sergio Secondiano Sacchi, Dario Zigiotto, Miquel Pujadó e Roberto Molteni, coordinati da Steven Forti, hanno ricordato il grande cantautore milanese, in questa prima puntata del 2014 vi proponiamo la registrazione del concerto “Vengo anch’io. Omaggio a Enzo Jannacci” che, lo ricordiamo, è stato organizzato lo scorso 12 ottobre al Teatre Gespa di Barcellona dall’associazione Cose di Amilcare e dall’associazione Altraitalia con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, del Club Tenco di Sanremo e di Zibaldone – Radio Contrabanda. È stato un concerto davvero unico, al quale hanno partecipato otto artisti, quattro italiani e quattro catalani. Ognuno ha proposto almeno una versione di una canzone di Enzo Jannacci, oltre ad una o più canzoni del proprio repertorio. Nel caso degli artisti catalani, naturalmente, le canzoni sono state tradotte in catalano appositamente per la serata e proposte in una versione assolutamente inedita.  Sul palco del Teatre Gespa sono saliti (in quest’ordine): Samuele Arba, Joan Isaac, Alessio Arena, Rusó Sala & Caterinangela Fadda, Olden, Enric Hernàez, Miquel Pujadó e Alessio Lega. Buon ascolto e buon anno! Con Zibaldone ci ritroviamo venerdì prossimo, 10 gennaio, per la prima diretta del 2014. Come sempre potete ascoltarci su Radio Contrabanda 91.4 FM a Barcellona dalle 18 alle 20 o in streaming dalla di pagina web di Radio Contrabanda. Fotografie di Valentino Valenti.

Con Hugo Arán e con ThreeLakes (10 gennaio 2014)

Con Hugo Arán e con ThreeLakes (10 gennaio 2014)

Il menù di questo venerdì, il primo venerdì in diretta del 2014, è stato il seguente:  – piccolo omaggio agli Everly Brothers. Il 3 gennaio se ne è andato Phil Everly che con il fratello Don aveva formato questo storico duo rock’n’roll americano. Per ricordarlo ci siamo ascoltati Wake up Little Susy. –  intervista con Hugo Arán, giovane cantautore originario di Sabadell. A breve uscirà il suo nuovo disco, Anuario, che ci presenta in anteprima a Zibaldone. La musica di Hugo sa unire con grande maestria la tradizione della canzone d’autore europea con i ritmi brasiliani e con un tocco andaluso. Da Anuario ci siamo ascoltati Anuario, Hemisferios, Muerte súbita, Última hora e Partido en diferido. Per seguire i progetti di Hugo Arán, cliccate qui.  – intervista con Luca Righi alias ThreeLakes con cui abbiamo chiacchierato di War Tales, l’ultimo disco del progetto che lo vede accompagnato dai Flatland Eagles. Un concept album che ci conduce in un viaggio personale e collettivo attraverso la guerra. Per seguire le attività di ThreeLakes, date un’occhiata qui. Da War Tales ci siamo ascoltati The Walk e The Day My Father Cried.  – intervista con i poeti Elisabetta Bagli e Alberto Bonomo, autori, rispettivamente, di Dietro lo sguardo e L’eremita tra la folla, entrambi pubblicati dalle David and Matthaus Edizioni. Il prossimo sabato 18 gennaio Elisabetta e Alberto presenteranno anche a Barcellona i loro due libri. Alle 19 alla Libreria Italiana Le Nuvole (C/Sant Lluis 11, metro Joanic). L’incontro è organizzato dall’associazione + 39 e vedrà anche la presenza dell’artista italiano Viva Lion!  – nuove uscite musicali coming from Italy: Thony – Paper cup (nuovo singolo dall’album Birds, 2012); Zen Circus – Viva; Hugomorales – Vasca da bagno (da After the Storm, la compilation di beneficienza per il disastro delle Filippine della Damnably Records. Per comprarla ed aiutare nella raccolta fondi, entrate qui. – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Domenico/a – Trash Zone con la carissima Eva Vignini: il genio della cucina in tv: Beppe Bigazzi – la Signora Gina finisce in carcere… – Bruno in tournée nei grandi stadi cinesi… –  Último Trago: Leonardo Vecchi – Polvere di Anna (inedito) Ci ha accompagnato anche la musica di Lou Bennett  con alcuni pezzi come Pentecostal Feeling, Repetition e Meeting.  

Con i Blue Willa, gli Honeybird & the birdies e Rocco Marchi (17 gennaio 2014)

Con i Blue Willa, gli Honeybird & the birdies e Rocco Marchi (17 gennaio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente:  – piccolo omaggio a Franco Fanigliulo, indimenticabile cantautore che se ne è andato purtroppo proprio 25 anni fa, il 12 gennaio del 1989. Per ricordare Fanigliulo, ci siamo ascoltati Monte di pietà, Buffone, La Gramigna e Acqua Minerale. – doppia intervista con due band italiane di passaggio da Barcellona: abbiamo avuto nei nostri studi prima i Blue Willa (ossia Mirko, Lorenzo, Graziano e Serena) e poi gli Honeybird & the birdies (ossia Monique, Paola e Federico). Sia i Blue Willa che gli Honeybird & the birdies hanno partecipato all’edizione del 2013 del Primavera Sound e sono tornati a Barcellona per partecipare a una delle serate de La 2 del Apolo. Ritmi e suoni diversi quelli proposti da queste due band: dal post rock venato da rimembranze new wave dei Blue Willa si passa a una fusion aperta ai ritmi di tutto il mondo con gli Honeybird & the birdies. Due belle realtà che sono nate in Italia e che ora si stanno muovendo anche in Europa. Dei Blue Willa ci siamo ascoltati Tambourine e Good Glue (dal disco Blue Willa, 2013), mentre degli Honeybird & the birdies ci siamo ascoltati To the Earth’s Core e East Village (da You Should Reproduce, 2012). – intervista con Rocco Marchi che ci ha presentato il nuovo disco degli Hobocombo, uno dei molti progetti che vede coinvolto questo straordinario musicista italiano. Il disco si intitola Moondog Mask, dal quale ci siamo ascoltati Desert Boogaloo e Utsu. Per saperne di più basta che clicchiate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy: Tenedle –Scherzo (singolo che anticipa il nuovo album, Vulcano, in uscita nel 2014) – Repressione Today con il Banzo: a Bergamo la Onlus ACAD (Associazione Contro gli Abusi in Divisa) presenta un numero verde di pronto intervento contro i casi di «malapolizia»; gli otto mossos d’esquadra indagati per la morte di Juan Andrés Benítez saranno processati con accusa di omicidio, come richiesto dalla giudice responsabile delle indagini nel corso dell’ultima udienza; – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Mara – la Signora Gina arriva in studio… – Bruno in tournée in Brasile… –  Último Trago: Viva Lion! – Goodmorning/goodnight (The Green Dot Ep, 2013)

Con i Sestomarelli e Roberto Kunstler (24 gennaio 2014)

Con i Sestomarelli e Roberto Kunstler (24 gennaio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con i Sestomarelli, banda di folk-rock lombarda che suona nei locali di mezza Italia da parecchi anni. A Barcellona per presentare nell’ambito del Festival Cose di Amilcare / Festival BarnaSants il loro primo disco ufficiale, Acciaiere e Ferrerie Lombarde Folk, uscito nel 2013, i componenti di questa band di combat folk dal tocco molto irish e dai testi legati alla realtà sociale da cui provengono (Sesto San Giovanni nell’hinterland milanese) ci hanno deliziato con una piccola live session in formato acustico. Roberto Carminati, Alex Aliprandi, Mariela Valota e Alessandro Muscillo ci hanno suonato La sirena e Che la festa cominci, mentre dal loro album ci siamo sentiti anche il singolo Un’ora lurida e Briciole. Per seguire i Sestomarelli, cliccate qui. – intervista con Roberto Kunstler, cantautore, scrittore e poeta attivo da oltre trent’anni in Italia e all’estero. In una lunga intervista telefonica abbiamo chiacchierato con Roberto della sua lunga e fertile carriera, a partire dalle prime esperienze al folk studio di Roma a fine anni Settanta e alla partecipazione al Festival di San Remo nel 1985 fino ad arrivare a questo suo ultimo disco da solista, Mentre (Universal Publishing), che ha visto anche la partecipazione di Asia Argento. Da questo ultimo album ci siamo ascoltati proprio il singolo omonimo, Mentre, e l’intensa Le navi perdute. Ma nel mezzo Roberto ci ha raccontato anche della sua ventennale collaborazione con Sergio Cammariere e degli altri bei dischi pubblicati a cavallo tra anni Ottanta e Novanta, come Mamma, Pilato non mi vuole più (Virgin, 1989) e Eclettico Ecclesiastico (Virgin, 1991). Da questo secondo disco e dalla collaborazione con Cammariere ci siamo ascoltati anche Io contro io e Dalla pace del mare lontano. Per saperne di più di Roberto Kunstler, date un’occhiata qui. – nuove uscite musicali coming from Italy: Mauro Ermanno Giovanardi & Sinfonico Honolulu –Maledetto Colui che è Solo (Musiche Metropolitane, 2013) con Livorno (con Nada) e Nel ghetto (cover di due canzoni di Piero Ciampi e Alberto Radius). – la Signora Gina ritorna in Italia…  – Bruno in tournée nell’Orinoco… –  Último Trago: Gae Campana – Quintino ha perso il treno (Mondo Matrioska, Music Force, 2013) Ci ha accompagnato anche la musica di Bobo Rondelli & l’Orchestrino (Cuba Lacrime) e di Carmine Torchia (La cinese e l’italiano (storia di fuga e rock’n’roll).  

Con i Dinatatak, GG Quintanilla e i Calibro 35 (31 gennaio 2014)

Con i Dinatatak, GG Quintanilla e i Calibro 35 (31 gennaio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo omaggio a Pete Seeger, maestro di molte generazioni per ciò che è stata la musica folk e l’impegno politico, che purtroppo ci ha lasciato lo scorso 27 gennaio all’età di 94 anni. Di Pete Seeger ci siamo ascoltati Waist Deep in the Big Muddy,  This Land is your Land, versione di una mitica canzone di Woody Guthrie, e una chicca: Guantanamera, cantata da Seeger, insieme a Silvio Rodríguez e Pablo Milanés in un concerto a Novara l’8 aprile del 1977. – intervista con Vanessa Bissiri e Caterinangela Fadda dei Dinatatak, gruppo di fusion, perfetto esempio del melting pot di Barcellona. Attivi dal 2008, i Dinatatak sono composti da due sarde, due messicani, un cileno e un francese. Una cantante, quattro musicisti e un ballerino di tip-tap. Un’energia incredibile che conquista chi li vede dal vivo, come nel concerto realizzato, subito dopo l’intervista a Zibaldone, nella sala Tinta Roja di Barcellona. Vanessa e Caterinangela ci hanno presentato Nombres Propios, il loro nuovo disco, che uscirà nei prossimi mesi. In anteprima per Zibaldone ci hanno fatto ascoltare Miranda e Costanza e in una piccola live session unplugged la canzone intitolata Marianna. Per saperne di più sui Dinatatak, cliccate qui. – intervista con GG Quintanilla, leader della band indie Ornamento y Delito. Già nostro ospite nel giugno del 2011, GG Quintanilla è tornato a Barcellona per parlarci del nuovo disco degli Ornamento y Delito (da cui ci siamo sentiti in anteprima spagnola due pezzi: Lasseiz faire e Carnaval Armado) e per un concerto nel Freedonia del Raval, dove si è esibito in solitario. Dai precedenti album degli Ornamento y Delito ci siamo ascoltati anche Madrid e Lo real. Per saperne di più su GG Quintanilla entrate nel suo bandcamp o leggetevi questa intervista.  Per gli Ornamento y Delito, invece, cliccate qui. – intervista telefonica con Tommaso Colliva dei Calibro 35, che il prossimo venerdì 7 febbraio suoneranno alle 22.00 al Marula Café di Barcellona, dove presenteranno il loro nuovo album Traditori di tutti, da cui vi abbiamo proposto Vendetta. E a proposito di concerti, giovedì 6 febbraio, alle 20.30, al Tinta Roja suonerà il cantautore Bobo Rondelli, dal cui ultimo disco, A Famous Local Singer, ci siamo ascoltati Bimbo sul leone. – Repressione Today con il Banzo: i quattro agenti condannati per la morte di Federico Aldrovandi tornano in servizio dopo avere scontato pene minime. Le reazioni della madre, Patrizia Moretti; il Comune di Barcellona approva una mozione presentata dalla PAH (Plataforma Afectados por la Hipoteca) per sanzionare l’esistenza di immobili sfitti – Vogliamo i Nomi con Claudio Cardone: Teodoro/Isidoro/Dorotea – la Signora Gina alle Olimpiadi invernali di Sochi… – Bruno è ancora in Orinoco… A venerdì prossimo!

Con Francesco Miccichè, Fabio Ragone e Olden (7 febbraio 2014)

Con Francesco Miccichè, Fabio Ragone e Olden (7 febbraio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo speciale su Bobo Rondelli, che giovedì 6 febbraio ha partecipato al Festival Cose di Amilcare con un concerto emozionante e partecipatissimo nella sala Tinta Roja di Barcellona. Del cantautore livornese ci siamo ascoltati Ho picchiato la testa, Hawaii da Shangai, Fiore nell’asfalto e 24.000 baci. – intervista telefonica con Francesco Miccichè, regista e sceneggiatore italiano. Lo scorso 28 gennaio Francesco è stato a Barcellona per presentare alla Filmoteca de Catalunya il suo ultimo lavoro, Lino Miccichè, mio padre. Una visione del mondo, un documentario dedicato alla figura del padre, fondamentale figura della cultura italiana della seconda metà del Novecento. Il documentario, presentato alla 70 mostra del Cinema di Venezia, ha vinto il Premio del Pubblico al Terre di Siena Film Festival, il Premio “Melhor Pesquisa” al ReCine di Rio De Janeiro e una Menzione Speciale ai Nastri d’Argento 2014. Di questo film e della traiettoria del padre Lino Miccichè, tra il neorealismo, la realizzazione del documentario All’armi siam fascisti! e l’esperienza della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, abbiamo parlato insieme a Francesco. Per saperne di più, cliccate qui. – intervista con Fabio Ragone, che era stato nostro ospite ad inizio ottobre, quando ci aveva parlato del suo progetto di ricerca sull’emigrazione italiana in Uruguay e Argentina. La sua raccolta fondi è andata a buon fine e ora Fabio si trova a Buenos Aires dove per i prossimi mesi porterà avanti le sue ricerche, di cui ci ha parlato in questo collegamento telefonico dal Cono Sur del continente americano. – intervista con Olden (al secolo Davide Sellari), giovane cantautore italiano residente ed attivo da tempo a Barcellona. Olden sta iniziando le registrazioni del suo secondo disco, interamente in italiano. Per questa ragione con la piattaforma Music Raiser sta cercando di raccogliere i fondi per poter finanziare questo nuovo progetto. Partecipare è facilissimo. Basta cliccare qui.  Oltre alla bella I’m coming home, tratta dal suo primo disco omonimo, Olden ci ha deliziato con una mini live session dove, accompagnato dalla sua chitarra, ha suonato due canzoni del suo nuovo album, La vita è un gioco e Bonnie. Per saperne di più di Olden entrate qui. – nuove e vecchie uscite musicali coming from Italy: Roberto Kunstler – Kunstler (Aliante, 2004) con Più le cose cambiano e In viaggio; Leonardo Vecchi – Non si ama così  (inedito). – report del concerto degli Slim Cessna’s Auto Club alla sala Sidecar di Barcellona dello scorso 4 febbraio. Dal loro ultimo album, An Introduction For Young And Old Europe (Glitterhouse Records, 2013) ci siamo sentiti This Is How We Do Things In The Country e 32 Mouths Gone Dry.  – Vogliamo i nomi con Claudio Cardone: Barbara – la Signora Gina alle Olimpiadi invernali… – Bruno ripiomba di nuovo in studio… – Último Trago: Elio Petri – Profumo di mare (anteprima del nuovo album) Ci ha accompagnato anche la musica di Steven Munar & The Miracles Band (City of Cats) e dei Calibro 35 (The Butcher’s Bride).  

Ricordando Freak Antoni. Con Durny Sweet e Dino Ratso (14 febbraio 2014)

Ricordando Freak Antoni. Con Durny Sweet e Dino Ratso (14 febbraio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo omaggio al grande Roberto Freak Antoni, che ci ha lasciato lo scorso 12 febbraio. Creatore degli Skiantos, scrittore, attore, improvvisatore. Colui che creò e portò ad altissimi livelli il rock demenziale in Italia. Lo abbiamo voluto ricordare con alcuni pezzi della band bolognese nata nella seconda metà degli anni Settanta: Eptadone, Mi piaccion le sbarbine, Fagioli, Gelati e Largo all’avanguardia. – intervista con Edurne Arizu e Oriol Riat che ci hanno presentato il loro nuovo progetto Durny Sweet. Due artisti con tanti progetti alle spalle e con due pseudonimi per l’occasione: Electric Lady e Django Mango. Musica che ballonzola tra il jazz, il gipsy e lo swing. Canzoni in spagnolo, in inglese, in italiano… e molte altre sorprese. Ogni lunedì sera suonano al bar No Sé del Paseo del Born di Barcellona. Dal vivo ci hanno proposto una meravigliosa live session con alcuni pezzi loro come Sweet, Gitano tu, The Thief (che faranno parte del loro primo disco in uscita in primavera) e una incredibile cover di Lady Marmelade. Per saperne di più, cliccate qui. – intervista con Dino Ratso, musicista barcellonese che si muove sul crinale che separa il rock dal pop. Canzoni con un tocco ironico e dal sapore tutto anni Sessanta. Oltre a proporci Elvis ha dejado el edificio (tratto dal suo Album blanco, uscito nel 2012) Dino Ratso ci ha proposto due nuove canzoni: Quiero acostarme contigo e Metro. Per seguire le attività di Dino Ratso, basta che entriate nel suo blog. – Speciale BarnaSants, la rassegna dedicata alla canzone d’autore che è arrivata alla 19esima edizione qui a Barcellona. Vi abbiamo proposto la musica di alcuni degli artisti che partecipano a questa edizione: Amancio Prada con Libre te quiero (da Canciones de Agustín García Calvo), Javier Ruibal con Los huérfanos de la pensión Triana (da Quédate conmigo) e Juan Carlos “Flaco” Biondini con Poema al Che (con testo di Manolo Vázquez Montalbán).  – Repressione Today con il Banzo: la Corte Costituzionale dichiara, a otto anni dall’approvazione, l’incostituzionalità della Fini-Giovanardi: decade l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti, che ha contribuito in modo decisivo al sovraffollamento delle carceri italiane. – la Signora Gina rientra da Sochi…  – Bruno al Corte Inglés di Londra… – Último Trago: Eugenio Finardi – Come Savonarola (dal nuovo album Fibrillante)

Con Anita Zengeza e Marisol Brandolini (21 febbraio 2014)

Con Anita Zengeza e Marisol Brandolini (21 febbraio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Elena Marisol Brandolini, giornalista e scrittrice, autrice del libro Morire di non lavoro (Ediesse, 2013, che avevamo presentato lo scorso autunno), corrispondente dalla Spagna per l’Unità e altre testate italiane. Con Marisol abbiamo parlato della legge anti-aborto proposta dal ministro popolare Ruiz Gallardón e fortemente voluta dalla destra e dalla Conferenza episcopale spagnola e delle iniziative portate avanti dalle donne spagnole – come il Tren de la libertad – per sensibilizzare l’opinione pubblica e bloccare questa legge che porterebbe la Spagna indietro di tre decenni. – intervista con Anita Zengeza, cantautrice originaria dello Zimbabwe. Anita, che era già venuta a farci visita un paio d’anni fa , ci ha presentato il suo nuovo disco omonimo, in cui canta sia in inglese sia in spagnolo. Molte sono le influenze della sua musica, che si muove tra la canzone d’autore, la world music e la bossa nova, e di cui ci ha dato prova con una piccola live session dove ci ha suonato Far Away e Hace Dos Meses. Dal disco, prodotto dalla Whataboutmusic di Dave Bianchi, ci siamo ascoltati anche Amor Anónimo e I Gave You My Song. Per saperne di più su Anita Zengeza, cliccate qui. – sguardo sui concerti di queste settimane del Festival Cose di Amilcare e del Festival BarnaSants. Ci siamo ascoltati Claudio Sanfilippo con Ester (dall’album Fotosensibile, 2008), Pascal Comelade & Pau Riba con Taxista (dall’album Mosques de colors, 2013) e Juan Carlos “Flaco” Biondini insieme a Francesco Guccini con Scirocco.  – nuove uscite musicali coming from Italy: Tenedle – Vulcano (NML, 2014) con La stella popolare e Pow wow; Giuliano Clerico – La diva del cinemino (autoproduzione, 2013) con Via col diavolo; La Metralli – Qualche grammo di gravità (A Buzz Supreme, 2013) con Cesarina l’incendiaria e Cantico dei viaggiatori; Rude & The Lickshots – Preso de tu amor (One Step Records/Mad Butcher Records, 2013). – Repressione Today con il Banzo: lo sgombero del centro sociale occupato La Carboneria (19 febbraio), nel quartiere di Sant Antoni, e gli scontri nella manifestazione di protesta, convocata la sera stessa.  – Bruno nel deserto di Atacama… –  Último Trago: I Plebei – Africa (Eterna è la tensione di clavicole, ingranaggi e leve, autoprodotto, 2012) Ci ha accompagnato anche la musica di Samantha De Siena (The Game).

Con Juan Carlos “Flaco” Biondini (28 febbraio 2014)

Con Juan Carlos “Flaco” Biondini (28 febbraio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo omaggio a Francesco Di Giacomo, voce del Banco del Mutuo Soccorso, che, purtroppo, se ne è andato lo scorso 21 febbraio. Per ricordarlo ci siamo sentiti due canzoni della prima epoca del Banco: R.I.P. (Requiescant in pace) e Non mi rompete. – intervista con Juan Carlos “Flaco” Biondini, uno dei più apprezzati chitarristi attivi in Italia e storico collaboratore di Francesco Guccini. A Barcellona per partecipare al Festival Cose di Amilcare, Flaco si è lasciato andare ai ricordi, dai suoi primi anni in Italia a metà degli anni Settanta all’incontro con Guccini, dal viaggio a Cuba nel 1978 fino alle diverse collaborazioni (con Paolo Conte, Sergio Secondiano Sacchi…) che lo hanno visto protagonista in questi ultimi quarant’anni. Tra una chiacchiera e l’altra ci siamo ascoltati Cielito de los Tupamaros, Humo (versione in spagnolo dell’omonima canzone di Vladimir Vysotskij) e Don Chisciotte, cantata insieme a Francesco Guccini. – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC), che ci ha proposto Out of Sight, il nuovo singolo di The Bloody Beetroots e, direttamente da Trieste, Soul Salvation di Rick Perovich.  Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara, Lussemburgo), che come ogni mese ci propone due belle news musicali, Betti Barsantini (il nuovo progetto di Alessandro Fiori e Marco Parente) con Dissocial Network e il nuovo singolo degli Zen Circus Canzone contro la natura. Per seguire “Sentieri Sonori” basta che entriate qui.  – Repressione Today con il Banzo: una brillante protesta simbolica di Tanquem els CIEs punta a sensibilizzare i visitatori del Mobile World Congress di Barcellona sulla drammatica realtà del Centro Internamento Stranieri di Zona Franca, situato a pochi minuti di distanza dal megaevento. – Bruno al Polo Nord… –  Último Trago con la cara Laura: Nobraino – L’ultimo dei Nobraino (2014) con Michè e con Bigamionista.

Con la Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra, Caravana Milonguera e Rossana Taddei (7 marzo 2014)

Con la Barcelona Gipsy Klezmer Orchestra, Caravana Milonguera e Rossana Taddei (7 marzo 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Mattia Schirosa, componente della Barcelona Gispy KlezmerOrchestra. Attiva da quasi due anni a Barcellona, la BGKO è un gruppo formato da musicisti di molti paesi (Serbia, Grecia, Francia, Germania, Spagna…) che recupera la tradizione della musica tzigana e klezmer. Quello della BGKO è un viaggio attraverso il Mediterraneo e le sue musiche. Ogni giovedì Mattia e gli altri musicisti organizzano la jam session “Swing Balkan” all’Arco de la Virgen di Barcellona. Dal loro primo album ci siamo ascoltati Shalom Alechem, mentre, in anteprima per Zibaldone, vi abbiamo proposto due nuovi pezzi che faranno parte del loro primo disco ufficiale: Hasta Siempre e Cigani. Per saperne di più e per conoscere le prossime date, entrate qui. – intervista con Gisele Cornejo e Ulises Yanov, che ci hanno presentato il loro nuovo progetto musicale, Caravana Milonguera, Tango Urbano. Un duo argentino che recupera il tango e la milonga e le grandi canzoni di questa tradizione musicale e che le ripropone per le piazze, le strade e i locali di Barcellona. Ci hanno offerto una piccola live session, dove ci hanno suonato Naranjo en Flor, Chorra e Homenaje al polaco Goyeneche. Per saperne di più, potete seguirli sul loro facebook. – intervista telefonica da Montevideo con Rossana Taddei, che il prossimo giovedì 20 marzo con il percussionista Gustavo Etchenique sarà alla sala Luz de Gas di Barcellona per partecipare con il suo ultimo progetto, MinimalMAMBO, al Festival BarnaSants. Rossana ci ha parlato di Pescando en el cielo, il suo nuovo disco che sta per uscire e ci ha regalato due canzoni in anteprima: Pescando en el cielo  e Sirena. Per conoscere meglio la musica di Rossana Taddei, cliccate qui. – sguardo sui prossimi concerti di artisti italiani a Barcellona: Massimo Priviero (giovedì 13 marzo, 20h30, sala Tinta Roja) e Lu Colombo (giovedì 27 marzo, 20h30, sala Tinta Roja) nell’ambito del Festival Cose di Amilcare e del Festival BarnaSants e Hobocombo e King of the Opera nell’ambito delle serate Be My Guest de La [2] de Apolo (venerdì 21 marzo, 20h30). Ci siamo ascoltati Ali di Libertà di Massimo Priviero, Chiusura per Fallimento di Lu Colombo e Nothing Outstanding di King of the Opera.  – Repressione Today con il Banzo: -In attesa delle manifestazioni rivendicative previste per il giorno della donna, riflettori puntate su alcuni atti di protesta, tra Barcellona e Siviglia, contro la riforma della legge sull’aborto, promossa dal governo spagnolo. – Bruno con i monaci tibetani… –  Último Trago: speciale dedicato alla Paolino Paperino Band per la riedizione rimasterizzata del mitico Pislas (edizione originale del 1993) e per l’uscita del nuovo disco, Porcellum. Da Porcellum vi abbiamo proposto Troiaio e Ciccioli, mentre da Pislas ci siamo sentiti Tonnoplast e Le bestie feroci del circo.

Perché il Sud è rimasto indietro? (E tanta buona musica) (14 marzo 2014)

Perché il Sud è rimasto indietro? (E tanta buona musica) (14 marzo 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Emanuele Felice, professore di storia economica all’Universitat Autònoma di Barcellona, che ci ha presentato Perché il Sud è rimasto indietro (Il Mulino, 2013). L’Italia è divisa in due: Pil pro capite, condizioni di vita, diritti sociali, libertà civili dicono che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Italia e all’Europa. Perché? Alcune spiegazioni parlano addirittura di una diversità genetica dei meridionali, o risalgono alla monarchia normanna; altre puntano il dito contro il Nord colpevole di aver sfruttato un Sud che prima dell’Unità sarebbe stato florido e avanzato; o chiamano in causa una sfavorevole collocazione geografica. Secondo Emanuele Felice, sono state le classi dirigenti meridionali a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Al Sud occorre dunque modificare la società, spezzando le catene socio-istituzionali che la condannano all’arretratezza. Il libro si presenterà alla Libreria Italiana Le Nuvole di Barcellona (C/Sant Lluis, 11 – metro Joanic) il prossimo mercoledì 19 marzo alle 19.00. – sguardo sui concerti di queste settimane del Festival Cose di Amilcare e del Festival  BarnaSants. Ci siamo ascoltati Lune di Miele di Lu Colombo (dal disco Molto più di un buon motivo. Joaquín Sabina tradotto in italiano da Sergio Secondiano Sacchi), che suonerà giovedì 27 marzo alle 20.30 alla sala Tinta Roja, El Viajero di Alberto Alcalá (dal suo nuovo disco Ensayo y Error), che suonerà sabato 20 marzo alle 21.00 alla sala Luz de Gas e Tu Perfume di Rossana Taddei (dal penultimo disco Bandalegre) che suonerà giovedì 20 marzo alle 21.00 alla sala Luz de Gas. E ci siamo ascoltati anche altri quattro artisti che hanno suonato in diverse sale di Barcellona giovedì 13 marzo: Massimo Priviero con Bacio d’addio (dal suo nuovo disco Ali di Libertà) nell’ambito del Festival Cose di Amilcare, Fernando Lobo con Al Anochecer (da Encrucijada) nell’ambito del Festival BarnaSants, Alessio Arena con Vocca e Rummore tratta dal suo nuovo album, presentato a la 2 de Apolo, Bestiari(o) Familiar(e), concerto al quale ha partecipato anche Hugo Arán, di cui è uscito proprio la scorsa settimana il nuovo disco, Anuario, da cui ci siamo ascoltati Fea. E ancora: vi abbiamo presentato anche l’ultimo disco di Cece Giannotti, Après Minuit, un bellissimo omaggio a J.J. Cale, presentato lo scorso 7 marzo all’interno del Festival BarnaSants. E per chiudere con lo sguardo con i concerti dei prossimi giorni, abbiamo chiuso con gli Hobocombo che suoneranno insieme a King of the Opera venerdì 21 marzo all’interno di Be My Guest a La 2 de Apolo. Degli Hocombo ci siamo ascoltati Desert Boogaloo (dal nuovo disco Moondog Mask). – nuove uscite musicali coming from Italy: Lorenzo Fragiacomo & The Butterfly Collectors – Destino Adriatico (EP autoprodotto, 2013) con Can You Hear Me?; Roberta Cartisano – L’ultimo cuore (Broken Toys, 2013) con L’era delle torri; Violacida – Storie mancate (Rock Contest Records, 2013) con Giusy (molla la droga). –  Último Trago: Nordgarden – Non è la California (Dieci, GDN Records, 2013)  

Con King of the Opera, Hobocombo e Troffa Hamra (21 marzo 2014)

Con King of the Opera, Hobocombo e Troffa Hamra (21 marzo 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – speciale dedicato al concerto barcellonese di King of the Opera e di Hobocombo all’interno delle serate “Be My Guest” alla sala Apolo. Insieme a Alberto (ex Samuel Katarro) dei King of the Opera e insieme agli Hobocombo al gran completo (Rocco Marchi, Francesca Baccolini e Andrea Belfi) abbiamo chiacchierato della loro tournée, dei loro ultimi dischi (rispettivamente: la meravigliosa suite Driftwood e il potente Moondog Mask), dei loro futuri progetti e della scena musicale italiana. Ci ha accompagnato anche Gianluca Giusti (Mariposa e Famosa Etichetta Trovarobato) che ci ha anche anticipato i nomi dei tre gruppi italiani che parteciperanno all’edizione 2014 del Primavera Sound. Di King of the Opera ci siamo ascoltati Nine Legged Spider e The Halfduck Misery, mentre degli Hobocombo abbiamo scelto East Timor e To a Sea Horse. Per saperne di più sui King of the Opera cliccate qui e per seguire le attività degli Hobocombo entrate in questa pagina. La foto degli Hobocombo è stata scattata negli studi di Radio Città del Capo (qui potete ascoltare una bella live session registrata in quell’occasione). – intervista con Ruth Abela in arte Troffa Hamra, cantante maltese attiva da qualche anno a Barcellona. Ruth ci ha portato il suo nuovo disco, Todo es más bonito, in cui porta avanti il progetto insieme alla sua band, Los Mechones. Il disco si presenterà ufficialmente il prossimo giovedì 27 marzo alle 22.00 all’Harlem Jazz Club di Barcellona. Ci siamo ascoltati tre canzoni (Todo es más bonito, The Best Day of My Life e Ishktat Eszurli) di questo album, fresco e solare, in cui Ruth canta in spagnolo, catalano, inglese e maltese. Per saperne di più su Troffa Hamra y los Mechones cliccate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy: Ou con Pisces Crisis (Spoot Music ,2014) da cui ci siamo ascoltati Tutti in fila e Paese di stronzi. – Repressione Today con il Banzo: i cent’anni di Luigi Gnecchi, aviatore pluridecorato della Guerra di Spagna, tra auguri governativi e perplessità delle associazioni per la memoria storica; i Mossos d’Esquadra annunciano per il 26 aprile la prima edizione del premio «Mosso de l’Any», dedicato a personalità pubbliche distintesi per le loro prese di posizione in favore del corpo di polizia.  – Bruno in tournée tra gli eschimesi… –  Último Trago: Leonardo Vecchi – La ballata di Piccoli (inedito, 2014) Ci ha accompagnato anche la musica di Alberto Alcalá (Por las ramas), Rossana Taddei (La Celestina) e Lu Colombo (Così giovani e vecchi).

Tra Livorno, New York, Madrid e Lussemburgo (28 marzo 2014)

Tra Livorno, New York, Madrid e Lussemburgo (28 marzo 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista telefonica con Stella Burns, al secolo Gianluca Maria Sorace, musicista livornese attivo da molti anni nella scena indipendente italiana. Storica voce degli Hollow Blue, ora Gianluca ha dato vita a questo nuovo progetto come solista: un progetto che si immerge nell’America profonda, che beve dal blues, che fa un ghigno a David Bowie e a Ennio Morricone. Dal suo ultimo album, Stella Burns Loves You, ci siamo ascoltati Stella Burns Loves You e Morricone. Per saperne di più su questo interessante progetto musicale cliccate qui. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo) che come ogni mese ci propone due belle news musicali: i Flor con Guarda che bello e Fabrizio Cammarata e Paolo Fuschi con Shine. Per seguire Sentieri Sonori basta che entriate qui.  – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC) che ci ha proposto la nuova versione di Male di miele degli Afterhours (incisa insieme agli Afghan Whigs) e, dal baule dei ricordi, ha ripescato la collaborazione tra Zucchero e Miles Davis con Dune Mosse, in vista del grande tour americano di Sugar Fornaciari. Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – in collegamento telefonico da Madrid abbiamo avuto Elisabeth Donatello dell’Associazione A Madrid Si Muove un’altra Italia (qui la web) che ci ha parlato del Forum Social de Madrid che si è tenuto questo fine settimana nella capitale spagnola. Conferenze, laboratori, tavole rotonde, concerti. Per saperne di più cliccate qui. Ma Elisabeth ci ha parlato anche della grande manifestazione del 22M e delle sue conseguenze sui movimenti sociali. – nuove (e non solo nuove) uscite musicali coming from Italy: Giuliano Clerico con La diva del cinemino (Lunatik, 2013) da cui ci siamo ascoltati Il Prodotto; Mirco Menna con Il senso del pop (disco “in divenire”, 2014) da cui ci siamo sentiti Quando; Cosimo Messeri con Capitan Confusione (Music Valley, 2013) da cui abbiamo proposto Ubauba; Carmine Torchia con Mi pagano per guardare il cielo (Castorone Edizioni Musicali, 2008) da cui abbiamo ascoltato Nessun dio…; C+C=Maxigross con Ruvain (Vaggimal, 2013) da cui abbiamo sentito Charleroi Poulet. – Bruno a San Pietro… – la Signora Gina ritorna più hippie che mai… –  Último Trago: Loves You More. A Tribute to Elliott Smith (Niegazowana, 2013). Disco omaggio a Elliott Smith. 15 versioni di artisti italiani. Ne abbiamo proposte due: Waltz #2 di Dellera e Angeles di Edda.

Con Juliane Heinemann, Agricantus e Marta sui Tubi (4 aprile 2014)

Con Juliane Heinemann, Agricantus e Marta sui Tubi (4 aprile 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Tonj Acquaviva degli Agricantus che è tornato a farci visita e ci ha parlato di molte novità e di molti progetti che lo vedono coinvolto tra Sardegna, Spagna e Francia. Dall’ultio album di questa storica band di world-ethno music siciliana, Kuntarimari (Discmedi, 2013) ci siamo ascoltati la canzone che da il titolo al disco (con la collaborazione dell’artista tunisina Mounir Troudi) e Tethys. Per seguire le molte attività degli Agricantus basta che clicchiate qui. – intervista con Juliane Heinemann, cantautrice e musicista tedesca attiva da molti anni ormai a Barcellona. Juliane ci ha parlato della sua carriera, iniziata nel conservatorio di Berlino e continuata con tanti progetti e molte collaborazioni (come quella con Delafé y los Flores Azules, Jordi Matas y con Steven Munar) a Barcellona e in giro per la Spagna. E soprattutto con due dischi come solista. Dal primo, intitolato Aren´y You Glad To Be Here? (Autoprodotto, 2010), ci siamo ascoltati Do You See Me, mentre dal secondo, intitolato True Gods (Autoprodotto, 2012), vi abbiamo proposto Crazy Eyes e Sandrine. Jazz e folk d’autore con influenze pop e rock si sono incontrati sul Mediterraneo grazie a questa artista berlinese, che ci ha poi deliziato con una breve live session in cui ci ha proposto in anteprima due suoi nuovi pezzi. Il primo, One Broken Heart, entrerà nel suo prossimo disco che uscirà prossimamente, mentre il secondo, la cover di Far From Any Road, fa parte di un nuovo progetto di Juliane: One Cover a Month. Per saperne di più sulle molte attività di Juliane e per seguire questo suo progetto in progress basta che entriate nella sua web. – intervista con Giovanni Gulino, cantante e leader di una delle più interessanti band indie italiane, i Marta sui tubi, che saranno in tournée in Spagna tra il 9 e l’11 aprile (tra Barcellona, Valencia e Madrid). Giovanni ci ha presentato il nuovo EP della band, De Vino, dove i Marta sui tubi cantano per la prima volta in spagnolo. Inoltre, Giovanni ci ha raccontato anche la bella esperienza di Music Raiser. Da De Vino ci siamo ascoltati il pezzo che dà il titolo all’EP e anche la bella Cromática. Per saperne di più sui Marta sui tubi, cliccate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Nacho Pereda y los Chatarreros del amor con l’album omonimo (Autoprodotto, 2012) da cui ci siamo ascoltati Chatarreros del amor e J Moon con Hidden Garden (EP, 2014) da cui ci siamo ascoltati il singolo che da il titolo all’EP.  – Repressione Today con il Banzo: Bye bye Repressione Today? Pare di sì… ma il Banzo non abbandona la barca di Zibaldone! – Bruno sull’Himalaya… –  Último Trago: Tributo a Enrico Fontanelli: Offlaga Disco Pax – Robespierre Ci ha accompagnato anche la musica di Lou Reed (The Power of Positive Drinking) e dei New Trolls (Aquella caricia de otoño)

Con Cece Giannotti e Facunda (11 aprile 2014)

Con Cece Giannotti e Facunda (11 aprile 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – piccolo tributo a Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax, di cui vi abbiamo proposto  Piccola Pietroburgo e piccolo omaggio a Vittorio De Scalzi, che giovedì 10 aprile ha suonato a Barcellona accompagnato da Armando Corsi per il concerto di chiusura della seconda edizione del Festival Cose di Amilcare. Di De Scalzi ci siamo sentiti una delle prime canzoni composte all’epoca dei New Trolls, Vorrei comprare una strada. – intervista con Cece Giannotti, incredibile musicista italo-canadese, residente ormai da vent’anni a Barcellona. Cece ci ha parlato delle sue origini italiane, dei suoi viaggi, del suo amore per il Mediterraneo e per la musica. E dei suoi ultimi progetti. Come il disco Pivot Point, uscito nel 2010, da cui ci siamo ascoltati Keep My Faith o il meraviglioso progetto ispirato a Harry Houdini e intitolato, non a caso, Escape, da cui vi abbiamo proposto Buried Alive (con la partecipazione di Marc Ribot) e Harry’s Caravan. E infine il suo ultimo album, Après Minuit, un tributo a J.J. Cale, un live registrato al Jamboree di Barcellona l’ottobre scorso. Da questo intenso disco abbiamo ascoltato Tijuana e Change Will Come, una delle nuove canzoni di Cece Giannotti che farà parte del nuovo album atteso per la fine dell’anno. Per saperne di più entrate qui. – intervista con Facunda, il duo formato da Nieves Arilla e Mario Custodio. Tra una prima e una seconda fase, Facunda continua a comporre nuove canzoni e a suonare. Ce ne hanno dato prova Nieves e Mario con tre bellissimi pezzi suonati dal vivo. Tre pezzi inediti, tra l’altro, che entreranno nel loro prossimi disco previsto per la fine del 2014: Kriptonita, Vinagre y Sal, Nunca se sabe y Lluvia nuclear. Della prima fase, rappresentata dal disco Ultramarinas in cui Nieves Arilla era accompagnata da Elsa Bolado e Daniel Gómez, ci siamo sentiti De los Monegros al Ebro e Cruzo el mar. Per seguire i progetti di Facunda, potete cliccare qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Gavino Riva – Diodanaro (da Canzoni dal basso, Diobes, 2012); Mirco Menna – Così passiamo (dall’album in fieri Il senso del pop); Junkfood – Below The Belt (The Cold Summer of the Dead, Trovarobato, 2013). – Tweet canzone by Leonardo Vecchi (ossia: una canzone di un minuto a settimana su argomenti di attualità politica o sociale): Il Tanko  –  Último Trago: Kubriq – Reckless Day (dall’EP Blindfold, autoprodotto 2014).  

Di Grecia, di altre musiche e di altre lotte (18 aprile 2014)

Di Grecia, di altre musiche e di altre lotte (18 aprile 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Pavlos Nerantzis, giornalista e documentarista greco di passaggio da Barcellona. Con Pavlos abbiamo parlato della sua esperienza a Radio Alice durante il Settantasette bolognese e di altri suoi progetti legati al sociale e alla politica, ma soprattutto della situazione che sta vivendo la Grecia, tra le politiche di lacrime e sangue applicate dal governo Samaras-Venizelos, la speranza rappresentata da Syriza e il preoccupante aumento di voti e di appoggio dei neonazisti di Alba Dorata. Ci siamo ascoltati Arpagmé kai Boutigmé, canzone interpretata da Stelios Vamvakaris, figlio del maestro del rebetiko, Markos Vamvakaris, e inclusa nel suo Residence Unknown (Alektor Music, 2010). – intervista telefonica con Leonardo Vecchi, cantautore emiliano. Con lui abbiamo parlato della passione di scrivere e cantare canzoni per la gente e tra la gente, di progetti teatrali e di tante belle nuove idee. Leonardo ci ha proposto due canzoni inedite: l’intensa Canzone di Piccoli – una storia sconosciuta ai più avvenuta durante la Resistenza al nazifascismo – e la più dolce Come la luna. Per conoscere la musica di Leonardo Vecchi, cliccate qui. – intervista con Paula Latimori, fotografa argentina attiva da qualche anno a Barcellona. Paula ci ha parlato di From Earth to el Cielo, il suo nuovo progetto che riguarda la musica dal vivo e il mondo dell’audiovisivo. Ci siamo anche ascoltati due canzoni di due gruppi (Saturnia e Tears in Rain) coinvolti in questo progetto. Per seguirlo, entrate qui.  – chiacchierata telefonica con Daniela Aronica che ci ha parlato della proiezione il prossimo giovedì 24 aprile, alle ore 20, alla Filmoteca de Catalunya del film Don Chisciotte di Maurizio Scaparro (1984) e della presentazione del libro El Quijote según Scaparro entre melancolía, soledades y carnaval di Daniela Aronica. Ci siamo ascoltati un frammento della colonna sonora del film opera di Eugenio Bennato. – chiacchierata telefonica con Elisabeth Donatello che ci ha parlato delle molte iniziative organizzate dall’associazione En Madrid se mueve otra Italia per ricordare e festeggiare il 25 aprile. Per maggiori informazioni cliccate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Soap Trip – Perdo (da Loop Trip, autoprodotto, 2013); Moro & The Silent Revolution – You Deserve e Spike Milligan (dall’album Home Pastorals, Gamma Pop, 2014). – Tweet canzone by Leonardo Vecchi: Un delinquente alla sacra famiglia. – Bruno in New Hampshire con il presidente Obama… –  Último Trago: Tinturia – Precario (dall’album omonimo, 2014) 

Speciale 25 aprile insieme a Liana Marino (25 aprile 2014)

Speciale 25 aprile insieme a Liana Marino (25 aprile 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – speciale 25 aprile: presentazione del disco Esiste chi Resiste dei Gasparazzo, band emiliana che ha dedicato sedici canzoni a storie e luoghi della Resistenza. Ve ne abbiamo proposte tre: Villa Emma, Le staffette e Rosso Albero. – intervista con Liana Marino, cantautrice italiana di passaggio a Barcellona in questi giorni. Liana ci ha presentato La grazia e l’eleganza (autoprodotto, 2013), il suo primo EP, al quale ha collaborato anche Paolo Benvegnù. Quella di Liana, chitarrista di formazione, è una canzone d’autore dove la natura e i sentimenti ricoprono un ruolo importante. E ce ne ha dato prova con una bella live session dove ha interpretato Espero (Vento di Speranza), Tra le Nuvole (Viaggio) e Il Fiume. Dal suo EP vi abbiamo proposto anche La grazia e l’eleganza e Canto al mare. Per saperne di più, potete entrare nel suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo) che come ogni mese ci propone due belle news musicali: Adriano Bono con Reggae Circus is Comin’ e Paolo Saporiti con L’effetto indesiderato di una violenza. Per seguire Sentieri Sonori basta che entriate qui. – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC) che ci ha proposto due mitiche band del grunge e del rock USA, che non hanno bisogno di presentazioni: i Nirvana e i KISS. La ragione? Ascoltate l’intervista con Ricky e lo capirete. Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – nuove uscite musicali coming from Italy: Frankie Magellano con Il corpo stupido (cover della canzone di Giorgio Gaber). – Bruno alla festa del 25 aprile… – la Signora Gina in mezzo ai tafferugli… – Tweet canzone by Leonardo Vecchi: La zanzara. –  Último Trago: Mirco Menna – Prima che sia troppo tardi (album in divenire intitolato Il senso del Pop, 2014).

Con Claudio Trina e Gavino Riva (2 maggio 2014)

Con Claudio Trina e Gavino Riva (2 maggio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Claudio Trina, attore e regista romano da vari anni attivo in Spagna, tra le Canarie, Siviglia, Madrid e ora Barcellona. Claudio sta portando avanti un progetto teatrale che è stato apprezzato in tutte le altre città che ha visitato. Il titolo è Paraíso en el Hades. È un viaggio dentro se stessi, è una ricerca di risposte alle domande a cui ci mette davanti la vita. Un viaggio nel passato e l’inizio di un cammino da percorrere nel futuro. Paraíso en el Hades si potrà vedere alla sala Porta4 di Barcellona i prossimi venerdì 9 e 16 maggio alle ore 22.30. Per maggiori informazioni cliccate qui. – intervista telefonica con Gavina Riva, musicista e cantautore sardo presentatoci dal nostro ambasciatore nelle terre di Sardegna, il buon Giovanni Vargiu. Da un centro sociale di Sassari installato nella ex questura della città sarda, Gavino ci ha raccontato dei suoi viaggi e della sua musica e delle sue “canzoni dal basso”. Il basso di chi lavora e soffre e il basso che lui suona come fosse una chitarra. Tanti anni in giro per il mondo, tante storie da raccontare quelle di Gavino. Dal suo ultimo disco, Canzoni dal basso, ci siamo ascoltati Bolingo e Dentro il via vai e in una live session “telefonica” accompagnato da ukulele Gavino ci ha proposto anche la graffiante e ironica Diodanaro. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Deian e Lorsoglabro – Prezzo Speciale (EdisonBox/I Dischi del Minollo, 2014) con Prezzo Speciale, Hallopollo e Avanguardia; Marco Poggiolesi & Ferdinando Romano – Tandem. A Ruota Libera (Dodicilune, 2013) con Bellezze in bicicletta, Lycra e Il vino e le sirene. – Bruno torna a farci visita in trasmissione e dialoga con il Banzo… –  Último Trago: Carlo Doneddu – Le canzoni dell’estate (autoprodotto, 2014) da cui ci siamo ascoltati Canzone della tenda e Comprati my heart. Ci ha accompagnato anche la musica dei C+C=Maxigross (Pamukkale in E) e i Future Islands (Waiting on You)

Con Valerio Romitelli, The Leading Guy e C+C=Maxigross (9 maggio 2014)

Con Valerio Romitelli, The Leading Guy e C+C=Maxigross (9 maggio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Simone Zampieri alias The Leading Guy, eccellente musicista e cantautore triestino di passaggio da Barcellona. Avevamo conosciuto Simone qualche tempo fa come leader dei Busy Family, band triestina di pop rock. Ora Simone, con il nome di the Leading Guy, ci presenta invece in anteprima il suo nuovo disco da solista Memorandum (ReddArmy/Lady Lovely), che uscirà ufficialmente solo dopo l’estate. Tra una bella chiacchierata dove sono saltati fuori altri musicisti triestini, soprattutto Enrico Decolle alias Deko che ha prodotto il disco, Simone ci ha proposto una intima live session in cui ci ha suonato Behind The Yellow Field, Jordi Ribas (Where Do The Pirates Go) e Mr Wolff. Inoltre dal disco, ci siamo sentiti anche Oh Sister e The Peach. Per saperne di più su The Leading Guy basta che clicchiate qui. – intervista con Valerio Romitelli, storico e docente di Storia dei Movimenti e dei Partiti  Politici all’Università di Bologna. A Barcellona per la presentazione del suo ultimo libro all’Istituto Italiano di Cultura, il professor Romitelli è passato a trovarci anche a Radio Contrabanda per parlarci di questo suo L’amore della politica. Pensiero, passioni e corpi nel disordine mondiale (Mucchi editore, Modena, 2014). Un libro che ripensa il Novecento sia dal punto di vista del pensiero politico che dal punto di vista della pratica politica. Cosa ha significato il lungo ciclo del materialismo storico, del socialismo, del comunismo e dei partiti di classe? Che importanza ha avuto il cosiddetto trentennio glorioso 1945-1975? E che peso ha avuto la passione politica in tutto ciò? Una riflessione sul passato e un punto di partenza per pensare il presente e il future. Chi fosse interessato al libro può visitare questo sito. – intervista telefonica con Tobia Poltronieri dei C+C=Maxigross, band veneta che abbiamo presentato in varie occasioni qui a Zibaldone. Il lor ultimo album è stato apprezzato dal pubblico e dalla critica tanto che i C+C=Maxigross saranno ospiti della prossima edizione del Primavera Sound che si terrà a Barcellona dal 28 al 31 maggio. Dal loro ultimo disco, Ruvain, ci siamo ascoltati L’attesa di Maicol e Hills, Hills, Hills. Per seguire i C+C=Maxigross entrate qui.  – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Marta sui tubi feat. Franco Battiato – Salvagente; Sérgio Godinho – Caríssimas Cançoes (Universal, 2013) con la cover di Mother’s Little Helper dei Rolling Stones. – Tweet canzone by Leonardo Vecchi: Clemente ritorna – Bruno è ancora una volta tornato a farci visita in studio… –  Último Trago: Cece Giannotti –L’isola che non c’è (inedito) Ci ha accompagnato anche la musica della Scraps Orchestra (Quasi niente di nuovo dal fronte occidentale).

Di questione catalana e di nuove musiche italiane (16 maggio 2014)

Di questione catalana e di nuove musiche italiane (16 maggio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Elena Marisol Brandolini, scrittrice e giornalista, corrispondente de l’Unità dalla Spagna. Marisol era già passata dai microfoni di Zibaldone l’autunno scorso per presentarci i suoi ultimi due libri e a febbraio di quest’anno per raccontarci la sua esperienza sul Tren de la Libertad, inziativa promossa dalle donne spagnole contro la legge del ministro Gallardón che limita il diritto all’aborto . Questa volta Marisol è venuta per parlarci della questione catalana: cosa è successo negli ultimi mesi dopo la Diada del settembre 2013 e la decisione del Governo catalano di convocare un referendum per il prossimo 9 novembre? – intervista con Stefano Morelli, giovane cantautore e musicista napoletano residente a Barcellona. Il 20 maggio uscirà il primo disco di Stefano. Anzi, uno Split, come si faceva un tempo: ossia, un disco con metà pezzi di un artista e l’altra metà di un altro artista. Sul lato A di questo album che si intitola proprio Split (Lapidarie Incisioni, 2014) troviamo il milanese Marco Mati, mentre sul lato B vi sono sei canzoni di Stefano Morelli, tra cui Cielo senza nuvole e Colors, che ci siamo ascoltati. Stefano ci ha proposto anche due pezzi in un’intima live session. Due inediti: la versione in catalano di Te vulesse e Train with Wings. Per saperne di più, cliccate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Peppe Voltarelli – Lamentarsi come ipotesi (Universal, 2014) con Qui non succede mai niente, Sciakatan e Lamentarsi come ipotesi; GnuQuartet in Prog– Karma (Artist First, 2014) con Peaches en Regalia (cover di Frank Zappa), The Great Gig in the Sky (cover dei Pink Floyd) e Concerto Grosso 1, I Tempo, Allegro (cover dei New Trolls).  – Bruno allo spettacolo di Bertinotti… –  Último Trago: Silvia Comes –Carta canción (dall’album Fuertes – Satelite K, 2014)

Tra Cantagiro, live painting, libri e teatro (23 maggio 2014)

Tra Cantagiro, live painting, libri e teatro (23 maggio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – intervista con Claudio Battiloro, musicista abruzzese attivo da tempo qui a Barcellona che ci ha presentato il suo nuovo progetto: Cantagiro. Un viaggio nella musica italiana degli anni Sessanta e Settanta. Canzoni da far rivivere. Canzoni che fanno ancora ballare. Quella a Zibaldone è stata una vera e propria anteprima con anche una piccola live session dove Claudio, accompagnato da Josep Martí al basso e Hector Martín alla chitarra, ci ha proposto Vagabondo di Nicola Di Bari, Scende la pioggia di Gianni Morandi, Eppur mi son scordato di te di Lucio Battisti e Svalutation di Adriano Celentano. In apertura ci siamo sentiti anche un altro pezzo registrato con la band al completo: Arriva la bomba di Jonny Dorelli. Date un’occhiata al loro facebook. – intervista con Lara Kaló, geniale e simpaticissima artista andalusa già da qualche anno a Barcellona. Mille i progetti che vedono coinvolta Lara, dal live painting durante concerti funk ai murales nel sud della Francia. E molto altro. Ascoltare per credere. Ma Lara non disdegna nemmeno le esposizioni, come quella che inaugurerà il prossimo 5 giugno alle 21.00 al Rita Blue del Raval di Barcellona. Per saperne di più cliccate qui. – chiacchierata con Marco Barlocci del Teatro Stabile di Barcellona che ci ha portato in studio due delle attrici (Marina Pastore e Simona Felici) che andranno in scena il prossimo sabato 31 maggio (alle 21.00) e domenica 1 giugno (alle 19.00) alla Casa degli Italiani di Barcellona con lo spettacolo Il baldo valzer delle belle, una commedia in tre tempi, una libera adattazione di Le ragazze di San Frediano di Vasco Pratolini. Per saperne di più, date un’occhiata qui. – chiacchierata con le registe Samantha Cito e Simona Cocozza, autrici e realizzatrici di The Barefoot Princess, documentario che racconta la storia di Kamelia, la prima danzatrice del ventre dell’Estremo Oriente, diventata una star nei paesi arabi negli anni Ottanta e Novanta. Un viaggio tra l’Europa e il Giappone. Un viaggio alla ricerca di se stessi. Acclamato al VII Festival Internacional de Granada Cines del Sur nel giugno del 2013, il documentario è stato presentato domenica 25 maggio ai Cinema Girona di Barcellona. Per maggiori informazioni su questo interessante progetto cliccate qui. – intervista con lo scrittore Francesco Luti, che è tornato a farci visita per presentarci il suo nuovo romanzo. Dopo il successo di La goccia che scava, di cui avevamo parlato a Zibaldone lo scorso settembre, Luti torna alla carica con A testa alta. Il cammino del Sarrià (Nicomp editore), un romanzo a mezzo tra l’infanzia e il mondo del calcio. La figura di Antognoni come protagonista e l’Italia di Bearzot sullo sfondo con tutti gli annessi e connessi. Un romanzo basato su ricerche e interviste come quelle ai lavoratori del campo di Sarrià e dell’albergo si Sant Boi de Llobregat dove dormirono gli azzurri durante il mondiale e financo dell’asso brasiliano Leandro… Per saperne di più, entrate nella web di Francesco Luti. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Davide Tosches – Luci della città distante (Contro Records, 2014) da cui ci siamo sentiti la canzone che dà il titolo all’album e Il campanile; Chichimeca  – La mia città (dall’album Cuore); Samanda Maitreya – Siamo qui. – Tweet canzone by Leonardo Vecchi: Pepe – Bruno in libreria con Beppe Grillo… –  Último Trago: The Academy – Somebody Some Times (dal nuovo album Meaning of Dance) Ci ha accompagnato anche la musica di Kid Congo and the Pink Monkey Bird (Killer Diller), The Pretty Things (Miss Fay Regrets), C+C=Maxigross (L’attesa di Maicol), della Rapsodia Trio e di Mina (È l’uomo per me).

Speciale Primavera Sound (30 maggio 2014)

Speciale Primavera Sound (30 maggio 2014)

Il menù di questo venerdì è stato il seguente: – speciale Primavera Sound. In studio con noi abbiamo avuto due delle band italiane che hanno partecipato a quest’edizione del festival barcellonese: i Junkfood, quartetto bolognese che mischia sapientemente il rock post psichedelico, il jazz avanguardistico e l’elettronica, e i C+C=Maxigross, quintetto veronese – che avevamo già intervistato via telefonica qualche settimana fa  – dal retrogusto molto anni Settanta. Due generi completamente diversi per queste due band davvero interessanti. Con loro abbiamo chiacchierato di musica, progetti passati e futuri e ci siamo ascoltati qualche pezzo dai loro ultimi dischi: Days Are Numbered e On Canvas dal potente The Cold Summer of the Dead dei Junkfood e José e Najhladnija Luka Pule dall’acclamato Ruvain dei C+C=Maxigross. Dell’altra band italiana presente, i toscani The Vickers, ci siamo sentiti It Keeps Going On And On, una canzone dal loro ultimo bel disco, Ghosts. Per chi fosse interessato a saperne di più sul Primavera Sound 2014, sulla webmagazine musicale Outsiders potete trovare i tre resoconti delle giornate principali con relative pagelle e commenti fuori dai denti. Cliccate qui. – intervista con Michele Orvieti con cui abbiamo parlato di una delle realtà più interessanti nel panorama musicale italiano contemporaneo, quella di Sfera Cubica – Trovarobato e di A Buzz Supreme. Un gioco di incastri e di matrioske capace di proporci alcuni dei migliori artisti italiani e di portarli, come nel caso del Primavera Sound, anche all’estero. A sorpresa abbiamo avuto con noi in studio anche Marco Fasolo alias Jennifer Gentle di passaggio da Barcellona. Per saperne di più su Sfera Cubica, entrate qui. – collegamento da New York con Ricky Russo (In Orbita American Edition – ICN Radio NYC) che ci ha proposto due brani, come sempre, molto interessanti: The National, che hanno suonato anche in questa edizione del Primavera Sound, con Mistaken for Stranger e Todd Terje feat. Bryan Ferry con Johnny and Mary. Per seguire le mille attività di Ricky Russo visitate il suo sito. – collegamento dal Lussemburgo con Berardo Staglianò (Sentieri Sonori – Radio Ara – Lussemburgo) che come ogni mese ci propone due belle news musicali dal mondo dell’hip hop: Kento con Ghost Dog e Chef Ragù con Sulla spiaggia. Per seguire Sentieri Sonori basta che entriate qui. – nuove uscite musicali coming from Italy (e non solo): Carlo Doneddu con L’esaurimento (dall’album Le canzoni dell’estate, 2014) e Ragazzi Scimmia con Una canzone per l’estate (dall’album Via Mariti, 2013). – Bruno in collegamento dal blog di Beppe Grillo… –  Último Trago: Matteo Castellano – La telefonata (dall’album Ezio, 2011).

Pan Brumisti I  (6 giugno 2014)

Pan Brumisti I (6 giugno 2014)

Con questo venerdì iniziamo una serie di puntate speciali di Zibaldone dedicate ai Pan Brumisti, un gruppo di amici e, poi, un gruppo musicale nato nella Milano dei primi anni Settanta. Parlare dei Pan Brumisti però non significa solo raccontare la storia di questo eterogeneo gruppo di persone, la loro passione musicale, le loro vicende personali e i loro legami con la canzone e la poesia; ma significa anche intraprendere un viaggio nella canzone d’autore italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta. Attraverso i Pan Brumisti, insomma, è la canzone d’autore ad essere al centro del nostro racconto.  Ci accompagna in questo viaggio Sergio Secondiano Sacchi, fondatore e membro del Club Tenco di Sanremo e dell’associazione culturale Cose di Amilcare, traduttore e scrittore, che fu proprio uno dei fondatori ed è ancora uno dei membri dei Pan Brumisti. In questa prima puntata abbiamo parlato di Giovanni e il contesto culturale e ci siamo ascoltati le seguenti canzoni: Joan Isaac – Il momento per lei Giovanni Del Giudice – Per far l’amore Milly – Appena ieri Franco Nebbia – Passione Latina (Vademecum Tango) Duilio del Prete – Pan Fabrizio De André – Il suonatore Jones Gianni Siviero – Non hai capito Enrico Medail – Né Dio né padrone Leo Ferré – Niente più Peppe Voltarelli – Signora poesia Jacques Brel – Amsterdam Roberto Vecchioni – I vecchi non parlano più Georges Brassens – La grand chene Alberto Patrucco – La falsaria Max Manfredi – Rottura  

Pan Brumisti II  (13 giugno 2014)

Pan Brumisti II (13 giugno 2014)

Con questo venerdì continuiamo la serie di puntate speciali di Zibaldone dedicate ai Pan Brumisti, un gruppo di amici e, poi, un gruppo musicale nato nella Milano dei primi anni Settanta. Parlare dei Pan Brumisti però non significa solo raccontare la storia di questo eterogeneo gruppo di persone, la loro passione musicale, le loro vicende personali e i loro legami con la canzone e la poesia; ma significa anche intraprendere un viaggio nella canzone d’autore italiana ed internazionale degli anni Sessanta e Settanta. Attraverso i Pan Brumisti, insomma, è la canzone d’autore ad essere al centro del nostro racconto. Ci accompagna in questo viaggio Sergio Secondiano Sacchi, fondatore e membro del Club Tenco di Sanremo e dell’associazione culturale Cose di Amilcare, traduttore e scrittore, che fu proprio uno dei fondatori ed è ancora uno dei membri dei Pan Brumisti. In questa seconda puntata abbiamo parlato dei primi spettacoli e degli inizi dei Pan Brumisti e ci siamo ascoltati le seguenti canzoni: Mauro Ermanno Giovanardi – La supplente I Gufi – Il cimitero è meravigliso Ivan Della Mea: La canzon del Navili Enzo Jannacci – Dona che te durmivet Bertelli: Maridite mia bela Pan Brumisti – Terra di Lombardia Duilio del Prete – L‘isola Inti Illimani – Canción del poder popular Paolo Pietrangeli – Il vestito di Rossini Gerardo Balestrieri – Giorno per giorno Roberto Vecchioni – I poeti Mario Panseri – Il problema unico Skiantos – C’è Riano, l’aghetto? Tito Schipa Jr. – Non siate soli Massimo Priviero – Voglio un blues

Con Alessio Lega e Guido Baldoni (20 novembre 2015)

Con Alessio Lega e Guido Baldoni (20 novembre 2015)

Il menù di Zibaldone di questo venerdì è stato il seguente: – è tornato a trovarci Alessio Lega, cantautore, scrittore e militante anarchico, accompagnato dal fisarmonicista Guido Baldoni. Alessio era già stato ospite di Zibaldone nel 2013 in ben due occasioni (con gli Yo Yo Mundi e per l’omaggio a Enzo Jannacci) e poi quest’estate l’avevamo intervistato a distanza per parlare del progetto del nuovo Bella Ciao. A Barcellona per un concerto con “Cose di Amilcare”, Alessio Lega è un vortice di progetti, di idee, di concerti, di attività. In questa intensa chiacchierata abbiamo parlato di alcune delle cose in cui è coinvolto, a partire dai suoi due nuovi libri in uscita in queste settimane: Bakunin, il demone della rivolta e la raccolta di poesie Carta canta. E continuando con il triplo CD delle registrazioni live degli ultimi vent’anni all’Istituto Ernesto De Martino e il piccolo omaggio a Sergio Endrigo del disco Il pappagallo. Le canzoni per bambini di Sergio Endrigo rilette da artisti contemporanei (Mare Mosso, 2013). E poi tante altre cose, legate alla canzone, alla poesia, alla politica, alla vita. Ci siamo ascoltati Il pappagallo, La medaglia, La straniera. Infine, Guido Baldoni ci ha deliziato con una cover alla fisarmonica di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana e Alessio, sempre accompagnato da Guido, ci ha letto una poesia inedita dedicata ai recenti fatti di Parigi. – Ritornano i collegamenti mensili con i nostri compagni di onde radiofoniche in altre latitudini. Ricky Russo dagli States (Radio Nuova York) ci propone i Son Little con The River e Thunderbitch con Closer, mentre Berardo Staglianò dal Lussemburgo (Sentieri Sonori – Radio Ara) ci propone due novità tutte italiane: il nuovo disco degli Armaud con Lullaby e Livia Ferri con Hyperbole. – News che ci arrivano dall’Italia e da altri latitudini: Keith Richards – Crosseyed Heart (Virgin, 2015) con Lover’s Plea e Goodnight Irene; Vivo! Vent’anni di musica all’Istituto Ernesto de Martino (Istituto Ernesto de Martino, 2015) con Yo Yo Mundi fest. Alessio Lega (La solitudine dell’ape – Coda d’ape) e Ginevra Di Marco (Amandoti). – Último trago: Rigotto, Meno Infinito (Autoprodotto, 2015) con L’elettricità e Più mondo. Ci ha accompagnato anche la musica di Texas Tornado (Hey Baby que pasó). Per ascoltare e scaricare il podcast schiacciate qui

Da Sesto San Giovanni all’Ecuador (29 aprile 2016)

Da Sesto San Giovanni all’Ecuador (29 aprile 2016)

Il menù di Zibaldone di questo venerdì è stato il seguente: – tornano a trovarci i Sestomarelli (foto di Josep Tomàs), band di urban folk di Sesto San Giovanni. A Barcellona per presentare all’interno del festival Cose di Amilcare il loro ultimo disco, Possibilmente, la band guidata da Roberto Carminati e Alex Aliprandi trova il tempo anche di fare un salto nei nostri studi. Rock, folk, poesia, musica e uno sguardo politico sulla società in cui viviamo. Ci siamo ascoltati Io fumo, Caro Mimì (niente di personale), Il direttore generale (e signora), La dittatura degli inutili e Il peso. – in collegamento dall’Ecuador abbiamo avuto Matteo Manfredi, professore di storia e archivistica presso l’Università Simon Bolivar di Quito, che ci ha dato una testimonianza diretta della situazione che sta vivendo il paese andino dopo il terremoto di due settimane fa. – ritroviamo anche il cantautore e poeta sardo Samuele Arba che ci parla del suo ultimo libro di poesie Los trágicos hechos (Silva Editorial, 2016), uscito in occasione di Sant Jordi. Ci siamo ascoltati anche due brani da Por encima de las palabras, il suo ultimo album: La herencia e Vols un tros del meu cos? – Nuove uscite musicali: C+C=Maxigross – Fluttarn (La Famosa Etichetta Trovarobato/Vaggimal Records, 2015) con Est 1973; Krano – Requiescat in Plavem (Maple Deat Records, 2016) con Vergine de Luce; Mongolia Mix Volumen 3 (2015) con Ilegales (Revuelta juvenil en Mongolia) e The Flying Burrito Brothers (Lazy days). – Bruno, il comico serio, se ne va di nuovo per una fantomatica tournée; è ancora con noi Johnny, la voce che ammalia, e il suo radio dramma cinese… – Último trago: Paolo Baldini – June (dal nuovo album, “DubFiles at Song Embassy, Papine, Kingston 6”, La Tempesta Dub, 2016) Ci ha accompagnato anche la musica di Bob Dylan (New Morning), Gonzalo Benítez (El aguacate) e Max Gazzè (La vita com’è).

Quanto pesa una «manta»? (6 maggio 2016)

Quanto pesa una «manta»? (6 maggio 2016)

Il menù di Zibaldone di questo venerdì è stato il seguente: – Nell’ultimo anno tante sono state le immagini delle Ramblas invase dai venditori ambulanti, un fenomeno che in spagnolo si definisce top-manta. Qualche mese fa è nato il Sindicato Popular de Vendedores Ambulantes. La storia di alcuni ragazzi africani che lottano per i loro diritti e per una vita più dignitosa in un’Europa che è sempre più una “fortezza” l’hanno raccontata un gruppo di film makers nel documentario El peso de la manta. È con noi una dei registi, Francesca Romana Degl’Innocenti, che ci parla di questo e di altri progetti della Otoxo Productions.  – Piccolo omaggio a Neil Young: Walk On (da On The Beach, 1974), Come On Baby Let’s Go Downtown (da Tonight’sThe Night, 1975) e Lotta Love (da Comes a Time, 1976) – Nuove uscite musicali: Roberto De Bastiani – Risvolti (autoprodotto, 2016) con Canzoni un po’ in francese, La ballata del cereghino e Maadeggiu; Stefano Saletti – In Search of Homerus (Materiali Sonori, 2015) con Helen e Juno; Cortex – Mi sento indie (Radio Coop/Irma Records, 2016) con Bblues e Capitano tutte a me; Juju – Juju (De Ambula Press, 2016) con Samael e We Spit On Yer Grave.  – Bruno, il comico serio, se ne va di nuovo per una fantomatica tournée; è ancora con noi Johnny, la voce che ammalia, e il suo radio dramma cinese… – Último trago: Marazzita – Energia Cinetica (dal nuovo album, Formule, La Fame Dischi, 2016)  

Tra politica, blues e ragazze che mordono cani (13 maggio 2016)

Tra politica, blues e ragazze che mordono cani (13 maggio 2016)

Il menù di Zibaldone di questo venerdì è stato il seguente: – la Spagna torna al voto il prossimo 26 giugno dopo 6 mesi di impasse con una novità: spagna-elezioni la coalizione tra Podemos e Izquierda Unida, che potrebbe superare il PSOE. Ne parliamo con Elena Marisol Brandolini, corrispondente dalla Spagna de Il Fatto Quotidiano. – torna a trovarci Flavio Ferri, accompagnato da Fabrizio Rossetti, per presentarci il suo nuovo progetto musicale, che esce proprio oggi: Girls Bite Dogs. Otto cantanti di nazionalità diverse in un disco, Gret Quit Ironing, prodotto a Barcellona. Ci siamo ascoltati in anteprima: Subway Map, Qi Pa Kuang Xiang Qu, Over Rated, Ozono e The Code. – il Mojo Station Blues Festival è una delle realtà musicali più interessanti della scena blues in Italia. A fine maggio, a Roma, si terrà la dodicesima edizione. Ne parliamo con l’ideatore di questo festival, Gianluca Diana. E per accompagnare la chiacchierata ci ascoltiamo Luther Dickinson con Bang Bang Lulu e Samba Touré con Toure Idjé Bibi. Per maggiori informazioni, date un’occhiata qui. – Nuove uscite musicali: Duo Bucolico – Cosmicomio (La Fabbrica, 2016) con Amo i politici e L’astronave dell’amore; Saluti da Saturno – Shaloma Locomotiva (Labotron, 2015) con Baciami tanto e Io vorrei non vorrei ma se vuoi. – Bruno, il comico serio, è alla frutta; è ancora con noi Johnny, la voce che ammalia, e il suo radio dramma cinese… – Último trago – speciale Primavera Sound 2016 con due band italiane che parteciperanno a questa edizione del più famoso festival musicale di Barcellona: i C+C=Maxigross con Moon Boots e Matilde Davoli con Tell Me What You See.

Vivere ancora: omaggio a Gino Paoli (17 aprile 2026)

Vivere ancora: omaggio a Gino Paoli (17 aprile 2026)

A marzo ci ha lasciato Gino Paoli, tra le voci più intense e significative della canzone d’autore italiana. Le sue canzoni, frutto dell’unione fra una poetica, uno stile e una visione del mondo personale, continueranno a vivere, accompagnandoci nel tempo. Noi di “Zibaldone” omaggiamo la sua carriera, lunga più di sessant’anni, con una selezione di brani che spazia dai grandi classici (in versioni alternative) alle collaborazioni di altissimo livello (Vanoni, Morricone, Serrat…), dai successi di classifica fino a rarità che meritano assolutamente una riscoperta, e che testimoniamo uno spirito, fino all’ultimo, audace e anticonvenzionale. Di Gino Paoli ci siamo ascoltati La gatta (con Danilo Rea, 2012), Vivere ancora (1964), Emmeti (1966), Ma andate a… (Vagabundear) (1974), Oggetti (1977), Il merlo (1980), Un sorriso gratis (1991), Il cielo in una stanza (1992), Boccadasse (con Ornella Vanoni, 2004), Sassi (con i Funk Off, 2021) e Autunno (Uno come me / Quando me ne andrò) (2019).

Indonesia, un genocidio dimenticato (27 marzo 2026)

Indonesia, un genocidio dimenticato (27 marzo 2026)

Il novecento è stato un secolo di violenza, attraversato da numerosi esempi di genocidio e di stermini di massa, dall’Armenia al Ruanda (seguendo un criterio strettamente cronologico). E se in alcune situazioni persistono sacche di negazionismo motivate da interessi politici o distorsioni ideologiche, potremmo affermare che in linea di principio vige un consenso di massima sull’applicazione di questi termini. Esistono però anche massacri dimenticati, vicende che per una molteplicità di fattori non sembrano aver lasciato nella coscienza collettiva l’impronta dovuta. Un caso drammaticamente calzante è quello dei massacri indonesiani del 1965-1966 nei quali persero la vita centinaia di migliaia di militanti e simpatizzanti del PKI, il Partito Comunista indonesiano (le stime oscillano fra mezzo milione e un milione di vittime) e dei quali, almeno nel nostro continente non si sa praticamente nulla. Ne parliamo con una vecchia conoscenza di Zibaldone, Nicola Tanno, che ha appena pubblicato per i tipi di Mimesis il volume “Arcipelago Rosso. Lotta politica e genocidio in Indonesia (1914-1968)”, un interessante saggio che ripercorre tutta la storia del PKI, dalle lotte anticoloniali all’ascesa che lo portò a essere il più grande partito comunista del mondo dopo quelli sovietico e cinese, per poi giungere al tragico epilogo. Cosa rese possibile uno sterminio di quelle dimensioni? Quali premesse lo resero possibile? E perché a distanza di sessant’anni questi fatti sono ricordati, discussi, commemorati così poco? Questa la scaletta della puntata: The Secret Prostitutes, Partai Komunis Indonesia (2013); Lilis Suryani, Gang Kelinci (1963); Homicide, Megatukad (2006); Kuntari, Selestia (2021); Koko Moon (feat. Marta Del Grandi), Sirio B (2026). -Le Ultimissime – Último trago: Viktor Sodoma, Stále Mi Vyčítá (cover de I Nuovi Angeli, 1972).

Per Sergio (20 marzo 2026)

Per Sergio (20 marzo 2026)

Dedicare una puntata ad un grande amico che, purtroppo, se n’è andato non è cosa facile. Questo amico è Sergio Secondiano Sacchi, colonna portante del Club Tenco di Sanremo dalla sua fondazione e direttore artistico dal 2017, scrittore, traduttore, intellettuale a tutto tondo, attivista culturale… Difficile riassumere una vita così ricca di progetti e di incontri come quella di Sergio che, tra l’altro, è stato nostro ospite a Zibaldone in più di cinquanta occasioni nell’ultimo decennio. Proviamo a farlo insieme ad altri due amici che lo hanno conosciuto molto bene: Antonio Silva, storico presentatore del Tenco, e Alessio Lega, cantautore e scrittore. Ci accompagnano poi alcuni brani scritti o tradotti da Sergio Sacchi. Adiós, compañero! Ci siamo ascoltati Francesco Guccini (Sulla strada), Pan Brumisti (Ai compagni di Madrid), Peppe Voltarelli (Cavalli bradi), Lu Colombo (Al chiosco di Giosuè) e Sergio Sacchi (Il volo di Volodja).

Chi era davvero Ludwig? (13 marzo 2026)

Chi era davvero Ludwig? (13 marzo 2026)

Serial killer o terroristi? Come definire a oltre quarant’anni di distanza dai fatti che li videro protagonisti Wolfgang Abel e Marco Furlan, i due veronesi condannati per i crimini della sigla di ispirazione neonazista Ludwig? La domanda è forse meno oziosa di quello che potrebbe sembrare, benché per anni l’interpretazione prevalente volesse i due sostanzialmente avulsi dal fitto sottobosco estremista della loro città: ne abbiamo parlato con Alessandra Coppola, autrice de “Il fuoco nero: storia della banda neonazi Ludwig”, volume pubblicato da Einaudi alla fine di ottobre 2025. Partendo in medias res da una delle azioni più efferate del marchio, il rogo del cinema Eros a Milano il 14 maggio 1983 (sei morti e almeno trenta feriti), Coppola riavvolge il filo degli eventi, ritornando nella città dove tutto aveva avuto inizio sei anni prima, quella Verona abitata e frequentata da numerose figure attivamente coinvolte nella strategia della tensione. E forse così, collegando i vari elementi, la vicenda Ludwig può smettere i panni del true crime per avvicinarsi alla torbida galassia dei cosiddetti misteri italiani. Un cambio di prospettiva radicale. Questa la scaletta della puntata: Ronny Romanovitch, Indecent Exposure (Movie Main Theme) (1981); Colapesce Dimartino, Ragazzo di destra (2023); The Unknown Cases feat. Rebop Kwaku Baah, Masimba Bele (1983); Tullio De Piscopo, Stop Bajon (1983); Die Toten Hosen, Sascha… ein aufrechter Deutscher (1991); Frankie Hi-NRG MC, Voci di piazza (2003); -Le Ultimissime -Último trago: I Gatti di Vicolo Miracoli, Verona Beat (1979)

Referendum Day (6 marzo 2026)

Referendum Day (6 marzo 2026)

I prossimi 22 e 23 marzo, in Italia, si terrà il referendum sulla giustizia. Si tratta di un referendum su un’importante riforma costituzionale (si cambierebbero ben sette articoli della Costituzione) che il governo di estrema destra di Meloni ha imposto con il rullo compressore, senza la minima volontà di cercare un dialogo con le opposizioni. Su che cosa andremo a votare? Cosa implica votare sì o votare no ai cinque quesiti del referendum? In questa puntata di Zibaldone, cerchiamo di spiegare che cosa si gioca la democrazia italiana con questo voto, al di là della retorica e della propaganda che spandono e spendono ormai senza ritegno i vassalli di Trump e gli amici di Orbán al governo a Roma. Ricordiamo che, non essendoci il quorum (poiché si tratta di un referendum su una riforma costituzionale), ogni voto conta ancora di più, anche quello degli italiani all’estero. Ne parliamo con Alberto Pellegrini, professore di Storia Contemporanea presso l’Universitat de Barcelona e presidente della sezione Spagna Guido Picelli dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani (ANPI). Ci ha accompagnato la musica di Hayvanlar Alemi (Referendum Day), Andrea Laszlo De Simone (Pienamente), Matteo Sacilotto – Nino Rota Project (Le notti di Cabiria), Torso Virile Colossale (ULTRAMARATONA) e Hate Moss (Bianca) – Último trago: Jan Hammarlund e Kjerstin Norén – Daffinis Begravning (Un po’ di qua, un po’ di là, Giovanna Marini, 1981)

No Kings! Canzoni contro Trump (27 febbraio 2026)

No Kings! Canzoni contro Trump (27 febbraio 2026)

Parlare di una figura come quella di Donald Trump, a questo punto del suo secondo mandato presidenziale, potrebbe suscitare sconforto, nausea, perfino un rassegnato silenzio (del plauso dei suoi sostenitori sarebbe superfluo parlare visto che siamo strenuamente ai loro antipodi): oggi però preferiamo focalizzarci su altri sentimenti, come la rabbia, il sarcasmo, l’indignazione, e su come siano stati utilizzati da molteplici artisti, statunitensi, ma non solo, per descrivere l’ineffabile orange man nelle loro canzoni (perché sì, oggi parleremo di politica esclusivamente attraverso la musica). Per esempio, quelle risalenti a una decina di anni fa riflettono il rifiuto alla sua imprevista elezione e a alcune delle sue prime politiche (ad esempio il famigerato muslim ban) mentre i brani più recenti sono quasi delle instant songs volte a raccontare le proteste di Minneapolis e gli abusi dell’ICE. Ed è proprio dal presente che partiamo, andando su e giù per l’ultimo decennio in un viaggio musicale dalle tappe serrate, fra canzone di protesta, punk-hardcore, trap, comedy music e una spruzzatina di elettronica, accompagnati sia da nomi arcinoti che da musicisti sconosciuti al grande pubblico, tutti uniti in un composito, variopinto, necessario vaffanculo musicale che speriamo possa risuonare a lungo. Questa la scaletta della puntata: Bruce Springsteen, Streets of Minneapolis (2026); Billy Bragg, City of heroes (2026); Mitch Benn, ICE ICE (maybe) (2026); Emilio Rojas, I hate Donald Trump (2016); D.O.A., Fucked up Donald (2016); Anal Trump, Not so funnynow, is it motherfuckers? / Me first! / Body cambera malfunction (2026); The Original Donald Trump, Dump Trump (2016) / Jeffrey Epstein Was My Friend (2020); Ryan Harvey, Ani DiFranco, Tom Morello, Old man Trump (2016);  Moby and the Homeland Choir, Trump is on your side (2016); Philémon Cimon, Trump parle comme Elvis (2020); Mara Redeghieri, STrump (2017); Earthquake Island, No ban, old blonde guy! (2017).

Respinti all’Ariston. Vol. IV (20 febbraio 2026)

Respinti all’Ariston. Vol. IV (20 febbraio 2026)

E per il quarto anno consecutivo eccoci qui, strategicamente posizionati nella settimana precedente al Festival di Sanremo, per raccontarvi di chi ha provato a esserci e non ce l’ha fatta: ovviamente si tratta di un piccolo campione (undici brani) in un oceano sterminato di musica, perché se è vero che alla manifestazione, in settantasei anni, hanno preso parte più di 2,000 canzoni, è verosimile credere che quelle proposte ma bocciate siano molte ma molte di più. I numeri però non spiegano tutto: ogni brano infatti porta con sé frammenti di storie, dettagli dell’epoca in cui è stato composto e, secondo il caso, il peso di un oblio immeritato o l’eco di un successo duraturo che ha trasformato l’esclusione dal palcoscenico sanremese in un aneddoto pressoché dimenticato: ed è anche di questo che ci interessa parlare. Come nelle edizioni precedenti, poi, c’è il piacere di viaggiare fra i decenni, ovviamente a passo sostenuto, partendo dagli arrangiamenti orchestrali degli anni ’50 alle esclusioni più recenti, così da toccare con mano, anche se dal punto di vista degli esclusi, l’evoluzione del concetto di canzone italiana. Questa la scaletta della puntata (l’anno riportato è quello di pubblicazione, non quello di esclusione dal festival): Gino Latilla, Gli uomini non piangono (1959); Elke Sommer, Ich sage no (Ma ora no) (1965); Giorgio Gaber, Il Riccardo (1969); I Nuovi Angeli, Singapore (1972); Anna Rusticano, Tutto è musica (1979); Gaznevada, Ragazzi dello spazio (1982); Mario Venuti, Veramente (2003); Sir Oliver Skardy, Super skank (2004); Paola Turci, Danza intorno al sole (2010); Roberta Giallo, Ho fatto l’amore per pietà (2025); Tricarico, Sorridiamo (2025).

Canzoni di rabbia e di guerra (13 febbraio 2026)

Canzoni di rabbia e di guerra (13 febbraio 2026)

Canzoni di rabbia e di guerra è il titolo del nuovo disco di Gerardo Balestrieri. Un disco che, come si può facilmente capire, racconta il mondo in cui stiamo vivendo tra il genocidio israeliano a Gaza, il silenzio di molti in occidente, le guerre che ritornano drammaticamente protagoniste in Sudan e Ucraina. Un disco in cui non si può cantare l’allegria, la spensieratezza e l’amore, come Balestrieri avrebbe voluto. Un disco necessario, delle canzoni “urgenti”. Dal nuovo album di Balestrieri, ospite di questa puntata di Zibaldone, vi abbiamo proposto 50 mila morti (con Pierpaolo Capovilla), Kurz e Festival. Ci ha accompagnato anche la musica di Carlone Li Calzi Righeira (Ha tutte le carte in regola), Flavio Giurato (Atene 4) e Alessia Arena e Chiara Riondino (Alla mia Principessa). – Le Ultimissime – Último trago: Sounds Unlimited – Tar And Cement (Il ragazzo della Via Gluck, 1966)

Abbecedario Pallonaro (6 febbraio 2026)

Abbecedario Pallonaro (6 febbraio 2026)

Splendori, miserie e strane storie del gioco del pallone. Di quello dei tempi che furono, però. Di questo parla, in fin dei conti, Abbecedario pallonaro. Da Aaltonen a Zubizarreta, libro uscito recentemente per i tipi di Garrincha Edizioni a firma del Collettivo AthletiQuillo, dietro cui si “nasconde” una rosa di scrittori – dodici per la precisione: il mister e undici giocatori – che ha trasformato in piccoli racconti la vita di 26 giocatori del passato. Da Aaltonen a Zubizarreta passando per Baggio, Charles, Luís Sílvio Danuello, Edmundo, Friday, Béla Guttman, Hatzipanagis, Índio da Luz, Juary, Kempes, Lodetti, Macina, Nakata, Ortega, Pagano, Raposo, Skuhravý, Tevez, Uribe, Valderrama, West, Xavier e Yashin. Nato come un gioco inventato nelle osterie di Parma alla metà degli anni Novanta e apprezzato dal compianto Gianni Mura, l’abbecedario pallonaro si è trasformato in libro mantenendo, però, lo stesso spirito realistico e magico, ribelle e alcolico, accademico e surreale. Ce ne parlano Marco Valesi, mister del collettivo, e Marco Galeotti, inventore del gioco. Ed entrambi, ovviamente, “giocatori”, ossia autori di alcuni racconti. Ma in questo caso, anche noi di Zibaldone siamo parte integrante del progetto: Forti libero vecchio stile e Banzo terzino alla Bergomi. Ci ha accompagnato la musica di Juary (Sarà così), Marlon And The Confidence (Oliver – The spirit of Luis Silvio Danuello), The Pete Surgeon Experience (Viva Carlos Valderrama), La Lucha Libre (Lev Yashin) e John Charles (Sixteen Tons) – Le Ultimissime   – Último trago: Jordi Pèlach & Sergi Estella – Vull matar (2025)

Senza fine: omaggio a Ornella Vanoni (30 gennaio 2026)

Senza fine: omaggio a Ornella Vanoni (30 gennaio 2026)

A fine novembre ci ha lasciato Ornella Vanoni. La sua storia è, in fin dei conti, quella della canzone d’autore italiana: dal piccolo di Strehler ai cantautori genovesi, dal legame con il Brasile al jazz, dalle infinite collaborazioni (Gino Paoli, Franco Battiato, Delta V,giusto per citarne tre) agli ultimi progetti. Oltre sessant’anni sulle scene. Spirito libero, donna coraggiosa, curiosa per natura. Questo vuole essere il nostro piccolo omaggio. Ci accompagnano Stefano Senardi, presidente del Club Tenco di Sanremo, e Flavio Ferri dei Delta V. Di Ornella Vanoni ci siamo ascoltati Senza fine (1961), Hanno ammazzato il Mario (1959), Senza paura (con Toquinho e Vinicius de Moraes, 1976), L’Infinito (con i Delta V, 2000), Aurora (2013) e Amore vicino (1997). – Último trago: La Band del Brasiliano (canta Serena Altavilla) – Ti voglio (2017)

Trump e l’America Latina (23 gennaio 2026)

Trump e l’America Latina (23 gennaio 2026)

Il 2026 si è aperto con l’attacco militare degli USA al Venezuela e il sequestro di Nicolás Maduro. L’impero americano in declino mostra i denti e mette in atto una strategia neoimperialista aggressiva, specialmente in America Latina con un aggiornamento della dottrina Monroe. Parallelamente, in un mondo in cui l’ordine globale liberale creato dopo la Seconda Guerra Mondiale va in frantumi, Donald Trump vuole annettersi con le buone o le cattive la Groenlandia e crea un orrorifico Board of Piece per Gaza. Nel mentre nella regione latino-americana avanzano le estreme destre di Milei, Kast e Noboa. Di tutto questo ne parliamo con Ramon Mantovani, ex deputato di Rifondazione Comunista che con l’America Latina ha avuto stretti contatti tra anni novanta e duemila. Ci ha accompagnato la musica di Peter Maybarduk (Statues of Simón Bolívar), Marco Castello (Editto dal sottoscoglio), Selton e Emma Nolde (Panda 2013), Luigi Lo Cascio e Moni Ovadia (Canto e canterò ancora) e Porfirio Rubirosa (La mia parola è un impegno). – Le Ultimissime – Último trago: Los Melódicos – Come prima (Tony Dallara, 1959)

Pasolini secondo Zamboni (16 gennaio 2026)

Pasolini secondo Zamboni (16 gennaio 2026)

Che cosa rimane, in questo 2026, dell’opera e dell’impegno civile di Pier Paolo Pasolini, a cinquant’anni dalla sua uccisione? Ne abbiamo parlato con Massimo Zamboni, storico chitarrista dei CCCP Fedeli alla Linea e dei CSI e protagonista, da vent’anni, di un personalissimo percorso artistico solista fra rock d’autore e scrittura (il suo ultimo libro, Pregate per ea, è uscito per Einaudi lo scorso ottobre). Zamboni ha pubblicato lo scorso anno su disco “P.P.P. – Profezia è Predire il Presente”, reading/concerto che segue il percorso di Pasolini, come uomo e come intellettuale che ha saputo intuire le successive, laceranti, trasformazioni dell’Italia. Un percorso arricchito da vecchie e nuove canzoni, da canti popolari e dall’omaggio a Giovanna Marini, multiforme e ricco di sfaccettature come così come lo sono l’anima e il pensiero di Pasolini. Da “P.P.P.” (2025) ci siamo ascoltati Vorremmo esserci, La rabbia e l’hashish e Lamento per la morte di Pasolini / Beati noi, e abbiamo riscoperto la primissima versione di Sorella sconfitta, cantata nell’album omonimo da Lalli (2004). Ci ha accompagnato anche la musica dei LOSTATOBRADO (Auguri). – Último trago: Combo Piano – Diary (2004)